Al Colosseo “La biblioteca infinita”: ricostruiti I luoghi del sapere nel mondo greco-romano. Presentate le scoperte fatte a Roma al tempio della Pace ai Fori Imperiali, e agli “auditoria” di Adriano

Gli affreschi pompeiani in mostra al Colosseo ricordano le "recitationes"

Gli affreschi pompeiani in mostra al Colosseo ricordano le “recitationes”

Gli "Auditoria" di Adriano scoperti in piazza Madonna di Loreto a Roma

Gli “Auditoria” di Adriano scoperti in piazza Madonna di Loreto a Roma

La ricostruzione grafica del Templum Pacis ai Fori Imperiali di Roma

La ricostruzione grafica del Templum Pacis ai Fori Imperiali di Roma

Quando, nel mondo antico, si parla di biblioteche, il pensiero corre subito a quella più famosa di tutte, la Biblioteca di Alessandria, che nell’immaginario collettivo è “la” biblioteca. Ma nel mondo greco-romano la lettura era presente e più diffusa di quel che si possa pensare. Di qui l’esistenza di luoghi deputati alla conservazione dei volumi (cioè i rotoli con i testi su pergamena o papiro: in latino “volumen” significa proprio rotolo) e luoghi deputati alla loro lettura, come gli “auditoria” dove si leggevano testi a voce alta: oggi diremmo ambienti riservati al “reading”. Proprio la scoperta degli “auditoria” di Adriano in piazza Madonna di Loreto a Roma nel 2008, durante gli scavi preventivi alla costruzione della linea C della metropolitana, nonché l’esigenza di dare una lettura organica ai risultati delle indagini archeologiche finora eseguite, e tuttora in corso, nel “templum Pacis”, lungo via dei Fori Imperiali, considerato una delle meraviglie di Roma, scavi che hanno restituito inediti reperti, hanno fatto nascere l’idea della mostra “La biblioteca infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico” allestita fino al 5 ottobre nel più famoso monumento del mondo antico, il Colosseo.  Nei suggestivi ambulacri dell’anfiteatro flavio 120 opere tra statue, affreschi, rilievi, strumenti e supporti di scrittura, alcune delle quali – come quelle provenienti dal “templum Pacis” – presentate per la prima volta, raccontano l’evoluzione del libro e della lettura nel mondo greco-romano dall’età ellenistica al tardo antico, ma descrivono anche i luoghi pubblici e privati dove si scambiava e si custodiva il sapere. Così, per l’occasione, i monumentali ambulacri del Colosseo sono stati “rivestiti” di “armaria”, le antiche scaffalature, e di immagini degli spazi dedicati alla cultura in un inedito allestimento scenografico.

Gli "armaria", le scaffalature delle biblioteche greco-romane, ricostruite negli ambulacri del Colosseo

Gli “armaria”, le scaffalature delle biblioteche greco-romane, ricostruite negli ambulacri del Colosseo

Dopo “Roma caput mundi, una città tra dominio e integrazione” (2012) eCostantino 313 d.C.” (2013), la rassegna prosegue, idealmente, il viaggio alla scoperta della cultura ellenistica e romana. In questo caso, spiegano i curatori Roberto Meneghini e Rossella Rea, “l’idea di indagare i luoghi del sapere a Roma e nei territori di cultura ellenistica conquistati dai romani è nata da due fattori contingenti: la scoperta a Roma, a partire dal 2008, degli “Auditoria” di Adriano a piazza Madonna di Loreto, e l’esigenza di ricomporre in un contesto unitario i risultati delle indagini archeologiche finora eseguite, e tuttora in corso, nel templum Pacis”. L’evento è promosso dalla soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e dalla soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Electa, superando di fatto l’incredibile situazione gestionale dei Fori di Roma, divisi tra le due amministrazioni, statale e comunale.

Al Colosseo la mostra "La biblioteca infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico" fino al 5 ottobre

Al Colosseo la mostra “La biblioteca infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico” fino al 5 ottobre

La statuetta in avorio di Settimio Severo seduto in adlocutio, conservata al museo nazionale Romano

La statuetta in avorio di Settimio Severo seduto in adlocutio, conservata al museo nazionale Romano

La ricostruzione grafica degli "Auditoria" di Adriano

La ricostruzione grafica degli “Auditoria” di Adriano

La mostra “La biblioteca infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico” riprende nel titolo una definizione cara allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, che nei suoi testi “La biblioteca di Babele” e “Del culto dei libri”, definisce la biblioteca “interminabile”, “illimitata” e “infinita”. “Tutte definizioni – spiegano i curatori – che sottendono un unico concetto: la biblioteca è la sede della cultura e, in quanto tale, non ha limiti perché coincide con l’universo, dunque ciò che caratterizza la cultura è la sua universalità”. La rassegna propone dunque 120 lavori, fra statue, affreschi, rilievi, strumenti e supporti di scrittura, inseriti in un allestimento scenografico che ricostruisce le antiche scaffalature delle biblioteche, le cosiddette “armaria”. Fra le opere più significative esposte negli ambulacri del Colosseo, la statuetta in avorio di Settimio Severo seduto in adlocutio, conservata al museo nazionale Romano e portata al Colosseo solo per l’inaugurazione della mostra; l’affresco con instrumentum scriptorium da Pompei (Casa di Marco Lucrezio, 45–79 d.C), oggi al museo archeologico di Napoli; e la statua di Areté (la Virtù) dalla Biblioteca di Celso ad Efeso (II secolo), proveniente dal Kunsthistorisches museum di Vienna. Ma anche gli affreschi inediti che un tempo decoravano il teatro di Nemi con gli “strumenti del mestiere”, e perfino alcuni testi che risultano leggibili, e adesso si tenterà di tradurre. E poi gli affreschi pompeiani, i busti di filosofi, letterati e imperatori, le piccole teste in avorio che riproducono Settimio Severo e di Giuliano l’Apostata, con la funzione di segnalibro negli scaffali di rotoli in papiro del “templum Pacis”. Edificato vicino ai Fori di Cesare e Augusto nel 70 d.C. dall’imperatore Vespasiano, dopo le terribili guerre civili, il “templum Pacis” fu un santuario dedicato alla pace, ma anche un centro di cultura con un’importante raccolta d’arte greca e romana e con la “bibliotheca Pacis”, attorno alla quale orbitarono numerosi intellettuali. “Si tratta di capolavori di arte antica – spiega la curatrice Rossella Rea – soprattutto il piccolo ritratto dell’imperatore, presente nella biblioteca del Tempio della Pace in qualità di scrittore”. Quel luogo del sapere venne distrutto da un incendio (ma lo splendido monumento venne fatto ricostruire), le tracce del quale sono ancora ben visibili sulla bellissima statuetta. “Il reperto – continua Rea – è troppo prezioso e delicato. Per questo dopo l’inaugurazione è tornato nel caveau climatizzato che lo protegge, per essere sostituito da una copia. La nostra speranza è comunque che, dal momento che le ricerche proseguono lungo la via dei Fori Imperiali, riemergano altri reperti di questa qualità”. Cantieri aperti anche a piazza della Madonna di Loreto, dove sono venuti alla luce gli “auditoria” di Adriano: “Fra poco dovrebbe cominciare il restauro – aggiunge Rea-, per fortuna la zona regge bene la pioggia e inoltre la Metropolitana non impatta. La costruzione si potrà ammirare dall’esterno, mentre gli interni si potranno visitare in piccoli gruppi e naturalmente su prenotazione”.

L'ampia area occupata dal "Templum Pacis" ai Fori imperiali di Roma

L’ampia area occupata dal “Templum Pacis” ai Fori imperiali di Roma

La mostra "La biblioteca infinita" al Colosseo è articolata in sette sezioni

La mostra “La biblioteca infinita” al Colosseo è articolata in sette sezioni

Il percorso della mostra si snoda in sette sezioni: La lettura nel mondo antico; Come leggevano gli antichi; Le biblioteche ellenistiche, centri di cultura e di trasmissione del sapere; Le biblioteche private nel mondo romano: l’esempio della Villa dei Papiri; Le biblioteche pubbliche; Il Templum Pacis e Le biblioteche dal mondo antico al mondo moderno. L’excursus storico della mostra parte dunque dal periodo ellenistico documentando le grandi biblioteche dell’antichità, prima fra tutte quella di Alessandria d’Egitto, edificata nel III secolo a.C, la più famosa e vasta con 490mila volumi. La Biblioteca di Pergamo, sua rivale, dovette subire da Tolomeo V una sorta di embargo. Il faraone vietò infatti l’esportazione di papiro per arginarne la concorrenza, ma Pergamo rispose con l’invenzione della pergamena (fogli ricavati dalla pelle di pecora). La narrazione proposta in mostra è vivace, e si sviluppa fra numerosi reperti che testimoniano l’importanza di preservare la memoria, filosofica e scientifica, attraverso la creazione di testi, da custodire all’interno di luoghi protetti, come appunto gli “auditoria”, sale destinate all’ascolto di pubbliche letture (recitationes), compiute rigorosamente ad alta voce. La rassegna illustra anche i templi e i santuari romani che cominciarono a ospitare i centri del sapere, “luoghi tutt’altro che silenziosi – conclude Rea – fatti di scambi, di dibattiti, veri centri polifunzionali per ammirare l’arte, ascoltare la musica, il teatro e la lettura”. A raccontarlo gli affreschi di Nemi, quelli pompeiani, marmi e bronzi dai maggiori musei.

 

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2 risposte a “Al Colosseo “La biblioteca infinita”: ricostruiti I luoghi del sapere nel mondo greco-romano. Presentate le scoperte fatte a Roma al tempio della Pace ai Fori Imperiali, e agli “auditoria” di Adriano”

  1. prev dice :

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