Roma. In Curia Iulia l’archeologo Massimiliano Papini (Sapienza università di Roma) su “Immagini di gladiatori tra decorazione e commemorazione” sesto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus” a corollario della mostra al Colosseo. In presenza e on line
“Immagini di gladiatori tra decorazione e commemorazione” con Massimiliano Papini, professore di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana alla facoltà di Lettere e Filosofia del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma: martedì 21 novembre 2023, alle ore 16.30, la Curia Iulia ospita il sesto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, otto incontri che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella esposizione, partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Massimiliano Papini, Sapienza università di Roma. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite https://21novembre_conferenzegladiatori.eventbrite.it.. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del PArCo.

L’archeologo Massimiliano Papini (Sapienza università Roma)
Massimiliano Papini, nato a Pisa il 14 luglio 1970, è professore di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana alla facoltà di Scienze umanistiche dell’università di Roma “La Sapienza,” ruolo che ricopre dal 2008. La sua formazione accademica all’università di Pisa, dove ha conseguito la laurea con specializzazione nell’ambito della scultura greca e romana. Oltre, al suo impegno accademico, Papini si è distinto anche come saggista, con opere di interesse divulgativo e articoli dedicati a Guido Reni e Giorgio de Chirico. La sua monografia del 2011 “Città sepolte e rovine nel mondo greco e romano” rappresenta una significativa esplorazione del tema. Inoltre nel libro “Munera gladiatoria e venationes nel mondo delle immagini” egli ha approfondito la figura del gladiatore. Le sue pubblicazioni hanno trovato spazio in rinomate riviste di archeologia classica in Italia e all’estero. Inoltre, ha collaborato con il quotidiano “Il Manifesto” per la pagina culturale. Papini è coinvolto in diverse mostre, sia come autore di saggi nei cataloghi che come organizzatore di sezioni. Ha anche curato importanti mostre come “Roma. La pittura di un Impero” nel 2009 assieme ad Eugenio La Rocca. La sua influenza nel campo dell’archeologia e della storia dell’arte è riconosciuta a livello internazionale, ed è un apprezzato traduttore di fondamentali opere scientifiche. Inoltre, da tempo collabora attivamente alla ricerca archeologica, con impegni presso gli scavi dei Castra Albana ad Albano Laziale e ulteriori studi nell’area capitolina in collaborazione con i Musei Capitolini. Dal 2022, partecipa agli scavi nel santuario del Bagno Grande di San Casciano, concentrandosi sullo studio delle numerose statue bronzee scoperte. La sua dedizione riguardo la promozione dell’arte e dell’archeologia è un segno distintivo della sua carriera, evidenziato dai numerosi e diversi aspetti delle sue attività accademiche e culturali.
Esclusivo. Il prof. Andrea Cardarelli (Sapienza università) e l’archeologo Paolo Bellintani (CPSSAE) fanno un bilancio della campagna di scavo 2023 nel villaggio protostorico di Frattesina di Fratta Polesine (Ro): le scoperte, l’ambiente, la posizione strategica, la storia degli scavi, le necropoli, le prospettive del progetto “Prima Europa. La protostoria nel Polesine”

Villaggio protostorico di Frattesina: veduta da drone dell’area di scavo nella campagna 2023 (foto uniroma/cpssae)
Oggi lo definiremmo un grande centro abitato a vocazione artigianale per la produzione di manufatti in metallo e oggetti in vetro anche con materiale da riciclo, un importante snodo commerciale, tra emporio e centro intermodale: parliamo del popoloso villaggio protostorico di Frattesina di Fratta Polesine, nel medio Polesine, fiorente tremila anni fa lungo l’asse del Po di Adria e a un passo dal corso dell’Adige, nodo strategico sulla via dell’ambra dal Nord Europa e i prodotti preziosi ed esotici dall’Egeo e il Vicino Oriente.

Villaggio protostorico di Frattesina (Ro): l’area di scavo interessata dalla campagna 2023 (foto graziano tavan)
“Tra il II e il I millennio a.C.”, scrive Paolo Bellintani, archeologo del CPSSAE, che segue gli scavi di Frattesina, “il Polesine fu per la prima volta punto d’incontro tra Mediterraneo e continente europeo alla testa del Mare Adriatico, prima di Adria e Spina, di Ravenna e Aquileia e poi di Venezia. Le tracce di questo passato fatto di uomini, idee e merci in viaggio lungo la “via dell’ambra” che dal Baltico giungeva fino all’Egeo e alle coste levantine sono ora “palinsesti archeologici” fatti di terra, cocci, strumenti e ornamenti in bronzo, vetro, ambra, avorio ecc. sepolti sotto spessi depositi alluvionali. Le ricerche archeologiche hanno permesso di esplorare una parte di questo grande patrimonio culturale e di renderlo pubblico grazie soprattutto a due musei Archeologici nazionali (quelli di Adria e Fratta Polesine) e uno dei più grandi musei civici regionali: il museo dei Grandi Fiumi di Rovigo”.


Il professor Andrea Cardarelli (Sapienza università Roma) dirige gli scavi nel sito del villaggio protostorico di Frattesina (Ro) (foto graziano tavan)
Sabato 18 novembre 2023, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, alle 16.15, con la conferenza “Prima Europa. La protostoria del Polesine. Risultati del secondo anno di indagini”, i protagonisti delle ricerche archeologiche presentano alle comunità locali i risultati raggiunti nel corso delle campagne di scavo condotte nell’estate 2023 a Frattesina e a Villamarzana. Evento gratuito con prenotazione obbligatoria (vedi Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Prima Europa. La protostoria del Polesine. Risultati del secondo anno di indagini” promosso da soprintendenza, università di Padova e Roma, e CPSSAE nell’ambito del progetto “Prima Europa” finanziato dalla Fondazione Cariparo. Parleranno tutti i protagonisti delle ricerche. Per i bambini un laboratorio speciale | archeologiavocidalpassato).

L’archeologo Paolo Bellintani del CPSSAE segue gli scavi nel sito del villaggio protostorico di Frattesina (Ro) (foto graziano tavan)
Archeologiavocidalpassato.com ha seguito gli ultimi giorni della campagna 2023 a Frattesina raccogliendo un primo bilancio da Andrea Cardarelli dell’università Sapienza di Roma e Paolo Bellintani del CPSSAE, gli archeologi che hanno condotto le ricerche nell’ambito del progetto finanziato dalla Fondazione Cariparo “Prima Europa. La protostoria del Polesine”, col coinvolgimento della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, il dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università La Sapienza di Roma e il CPSSAE in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) e l’amministrazione comunale di Fratta Polesine.

La posizione strategica del villaggio protostorico di Frattesina lungo il Po di Adria 3mila anni fa (foto uniroma/cpssae)
Innanzitutto vediamo perché 3mila anni fa Frattesina è nata proprio lì, lungo il Po di Adria. “Il successo di Frattesina e probabilmente anche il motivo della sua nascita”, spiega Cardarelli, “è legato alla posizione strategica che questo abitato aveva. Si colloca lungo il Po, non distante da quello che doveva essere il delta dell’epoca e quindi facilmente raggiungibile dal mare, e in prossimità anche di un’altra via d’acqua, quella dell’Adige, il cui corso antico si avvicinava moltissimo al Po di Adria. E quindi questo consentiva di sfruttare le rotte che dalle Alpi portavano il rame e dall’area transalpina, l’Europa centrale e poi l’Europa settentrionale, l’ambra. Questo per quanto riguarda i contatti con il Nord. Per quanto riguarda i contatti con il Sud, ovviamente l’Adriatico è una specie di grande canale che finisce con quello che viene chiamato il Caput Adriae. E Frattesina era in una posizione strategica quasi alla fine di questo percorso dell’Adriatico, ma in grado di intercettare in maniera ottimale le rotte appunto che provenivano dalle Alpi e le rotte transalpine. Quindi era proprio un luogo di collegamento. Ce lo confermano i materiali che abbiamo trovato. Qui sono stati trovati avorio di elefante, uova di struzzo, e chiaramente qua non c’erano né elefanti né struzzi in quell’epoca, e quindi dovevano venire dal Mediterraneo orientale, o dall’Egeo forse, o mediante vari passaggi, ma comunque sicuramente materiale esotico. E poi c’era l’ambra e il metallo: e anche questi non sono locali. Quindi sono tutte quante evidenze che ci confermano questo ruolo strategico di emporio di controllo delle rotte commerciali dell’epoca”.
Ma quando è stato scoperto il villaggio protostorico di Frattesina? Spiega ancora Cardarelli: “Frattesina fu scoperta a seguito di lavori agricoli di livellamento del suolo già alla fine degli anni Sessanta del Novecento. Nel corso degli anni Settanta furono fatte ricerche di superficie e poi furono fatti i primi scavi che continuarono nella seconda metà degli anni Ottanta. Poi ci fu una lunga stasi tra gli anni Novanta e il 2014 quando furono riprese le indagini, in particolare soprattutto foto aeree, remote sensing, carotaggi, finestre stratigrafiche, ma non veri e propri scavi. Nel 2020 abbiamo iniziato questo progetto per la conoscenza, per l’approfondimento delle conoscenze di Frattesina anche attraverso gli scavi. Abbiamo prima fatto delle indagini geofisiche che ci hanno indirizzato in maniera molto eclatante, molto evidente rispetto alle strutture sepolte, e quindi siamo andati con una certa sicurezza a indagare le strutture che erano visibili in queste analisi di superficie”.
È il momento di entrare più nel dettaglio per capire come è andata la campagna 2023. Ce ne parla Paolo Bellintani: “La campagna di quest’anno a Frattesina ha potuto mettere in luce una specie di piccolo quartiere, un quartierino – chiamiamolo così – di questo grande villaggio dell’Età del Bronzo del medio Polesine. In particolare nell’area che stiamo esplorando sono emerse due grandi strutture abitative. Una l’abbiamo scoperta quasi integralmente nell’area orientale dello scavo. Di un’altra, praticamente a fianco di questa, abbiamo portato alla luce solo una metà perché l’altra metà è al di sotto della sezione di scavo orientale che speriamo di poter indagare l’anno prossimo. Quindi si tratta di due grandi abitazioni che sono state realizzate al di sopra della colmatura di uno dei grandi canali che attraversavano l’abitato e che sono vissuti per circa metà del periodo di occupazione dell’abitato di Frattesina (XII-X secolo a.C.). Due abitazioni cresciute, edificate al di sopra del grande canale centrale che noi abbiamo in parte indagato nella campagna del 2022. E altre strutture le abbiamo trovate un pochino più a Nord, sulla sponda settentrionale di questo grande canale centrale. Le abbiamo in parte scavate: sono piattaforme, probabilmente per lavorazioni artigianali. Purtroppo non sono emersi elementi utili per capire nell’immediato a cosa servivano queste piattaforme. Speriamo di capirlo meglio attraverso altri tipi di indagine di laboratorio. Comunque non erano strutture pavimentali come quelle che abbiamo qui nelle due grandi abitazioni prima descritte. Lì probabilmente sono piattaforme per lavorazioni artigianali. Altre due importanti situazioni sono emerse nel corso dello scavo di quest’anno: una fornacetta e un piccolo ripostiglio di bronzi”.
Bellintani ha accennato alla scoperta di una fornacetta nella campagna 2023. Ecco la sua descrizione. “Si diceva della fornacetta”, riprende Bellintani. “È una struttura ben evidente nella sua camicia costitutiva creata da una specie di muricciolo in terra pressata che poi appunto si è colorata grazie all’esposizione del fuoco, diventando una sorta di terracotta.

Campagna 2023 a Frattesina: la fornacetta alla fine dello scavo (foto graziano tavan)
Ora, che siamo alla fine della campagna di scavo, si vede svuotata perché in origine l’abbiano trovata colmata dei residui, dei frammenti di quello che doveva essere la volta di copertura della fornace stessa. Quest’anno ci siamo limitati allo scavo semplicemente degli elementi interni, degli elementi della volta, della colmatura della fornace. L’anno prossimo dovremo invece scavare tutto attorno per capire il piano di posa dove è stata costruita e i piani su cui questa fornace conviveva. Per vedere se ci sono residui ulteriori delle attività di lavorazione della fornace. Parlo di residui di lavorazione perché non sappiamo esattamente a cosa servisse questa struttura. Non abbiamo trovato elementi particolarmente importanti all’interno che dirimessero immediatamente la questione del suo utilizzo. Poteva essere dedicata – come diciamo noi – ad attività pirotecnologiche, cioè attività dove il fuoco diventa l’elemento di trasformazione di particolari materie prime. E sto parlando della metallurgia, che è una delle attività principali di Frattesina. Ma sto parlando, forse con più probabilità, della lavorazione del vetro, perché un’altra grande attività di Frattesina è appunto la lavorazione del vetro e, forse, pensiamo la stessa produzione di vetro da materie prime. Con Ivana Angelini dell’università di Padova stiamo proprio indagando in particolare tutti questi elementi trovati all’interno per capire alcuni dei quali sono vetrificati, quindi vedere magari se si tratta effettivamente di lavorazione del vetro, per vedere se riusciamo a capire meglio le attività di queste pirotecnologie tipiche di Frattesina. In particolare vediamo che la struttura della fornace è in prossimità delle abitazioni, come se le attività di artigianato specializzato non si svolgessero in quartieri specifici dell’abitato, ma piuttosto all’interno dell’abitato stesso, in vicinanza o addirittura negli stessi spazi dove abitavano gli artigiani fonditori del metallo, gli artigiani del vetro, ecc.”.
L’altra scoperta frutto della campagna 2023 è un ripostiglio di bronzi. Ce ne parla ancor Bellintani. “All’inizio della campagna di scavo 2023”, ricorda, “è emerso un piccolo insieme di oggetti di bronzo che gli archeologi chiamano ripostiglio.

Campagna 2023 a Frattesina: ripostiglio “da fonditore”. Insieme di pezzi di lingotto e frammenti di vari oggetti usurati (armi, ornamenti, strumenti ecc.) probabilmente destinati al riciclaggio (foto uniroma/cpssae)
Si tratta di un insieme di materiali come lingotti o pani, che sono gli elementi che escono dalle zone di prima lavorazione del metallo per essere destinati ai villaggi dove venivano rifusi per essere colati in matrici e assumere le forme di oggetti, strumenti di lavoro, armi, ornamenti, ecc. Insieme a frammenti di lingotti, in particolare alcuni con una forma specifica e particolare tipica di quest’epoca, che abbiamo chiamato pani a piccone proprio per la forma a piccone. In genere li ritroviamo in frammenti stretti e lunghi, con un foro centrale e con le estremità appuntite. E poi panelle tondeggianti, o piano-convesse per la precisione, ma anche un insieme di materiali usurati, frammenti di armi, strumenti, in pessime condizioni come se fossero destinati al riciclaggio. Parliamo di metallo, parliamo di bronzo, una lega di rame e stagno che all’epoca si usava per molte pratiche anche della vita quotidiana. E nella tarda età del Bronzo questo materiale è già abbastanza diffuso. Non è più preziosissimo come nelle origini della metallurgia, però ancora sufficientemente prezioso da non essere sprecato neanche in singole gocce, potremmo dire. E quindi recuperato e tenuto probabilmente dagli stessi artigiani metallurghi come scorta di materiale appunto per la produzione di nuovi oggetti”.
Com’era questo territorio 3mila anni fa? “Intanto c’era un grande fiume, il Po di Adria”, spiega Cardarelli, “che lo costeggiava, e quindi questo era un aspetto importante che fa la differenza dall’attuale visione che noi abbiamo di quest’area. L’abitato era percorso da canali ed era occupato fittamente da case e da strutture produttive. Ora proprio quest’anno alcune di queste case le abbiamo cominciate a intravedere. Sappiamo come erano fatte, e cominciamo ad avere dei dati importanti relativi appunto alla ricostruzione di questo paesaggio antico.

L’estensione del villaggio protostorico di Frattesina sorto lungo il Po di Adria tremila anni fa (foto uniroma/cpssae)
E quindi dobbiamo immaginare un abitato grande almeno 25 ettari, quindi molto esteso, con decine – probabilmente anche centinaia – di case e di strutture produttive. Demograficamente quindi è abbastanza consistente. Possiamo immaginare molte centinaia, ma forse anche migliaia di abitanti. Quindi un abitato di grande consistenza per l’epoca. E tutto attorno il paesaggio era fiumi, canali, ma anche aree agricole. Sappiamo, dall’analisi delle faune, che c’era l’allevamento dei caprovini, dei suini e dei bovini. C’era anche caccia e pesca. La pesca in particolare orientata anche a pesci di grandi dimensioni, come gli storioni e i lucci che erano abbondanti in quell’epoca nel Po. Poi abbiamo anche fauna selvatica, come cinghiali cervi caprioli. Quindi era integrato l’aspetto dell’allevamento, che era prevalente, da queste altre attività di caccia. Poi sappiamo che coltivavano cereali, leguminose, farro. Questa è un’altra indagine che attualmente stiamo affrontando per comprendere meglio il tipo di colture, già in parte note, e quindi sappiamo che erano già piuttosto evoluti dal punto di vista agricolo e delle tecniche di produzione alimentare”.
Molte informazioni sugli abitanti di Frattesina 3mila anni fa vengono dalle sue necropoli, come spiega Cardarelli. “Frattesina è uno dei pochi insediamenti di cui conosciamo contemporaneamente l’abitato e le necropoli”, sottolinea Cardarelli. “Sappiamo che c’era una grande necropoli a Nord di Frattesina, la necropoli delle Narde che è stata indagata e di cui si conoscono svariate centinaia di tombe. E poi anche a Sud un’altra necropoli, quella di fondo Zanotto. Attualmente abbiamo delle informazioni.

Allestimento del corredo della tomba 227 dalla necropoli delle Narde al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (foto drm-veneto)
Sono necropoli a incinerazione prevalentemente. Quasi esclusivamente a incinerazione. Quindi le ossa cremate dei defunti venivano deposte all’interno di urne accompagnate spesso da oggetti di corredo. E quello che si vede dalle analisi di questi oggetti di corredo è una diversificazione a livello di organizzazione sociale. Quindi vediamo una piramide alla cui estremità sommitale abbiamo poche tombe molto ricche, sia femminili che maschili, e alla base invece tante tombe molto più povere, e in mezzo anche delle situazioni intermedie. Quindi c’è già una diversificazione socio-economica che comincia a intravedersi in maniera significativa. Dal punto di vista della popolazione sappiamo che in particolare a Narde 1 c’è un’aspettativa di vita per l’epoca abbastanza alta. Quindi le condizioni di vita, di sopravvivenza, non erano male: per l’epoca erano piuttosto significative. E in più abbiamo fatto anche delle analisi isotopiche che ci confermano che la maggioranza dei defunti che sono stati cremati e deposti all’interno delle urne erano locali. Cioè erano nati qui e hanno vissuto tutta quanta la loro vita qui, intorno a questo territorio. E ciò nonostante Frattesina fosse un luogo molto aperto, perché sappiamo dei traffici la collegavano sia verso l’Egeo e il Mediterraneo orientale, sia verso le Alpi e l’Europa. Però almeno dal campione che noi abbiamo analizzato, un campione ridotto però non del tutto insignificante, l’evidenza è che si tratta di persone che abitavano qui o perlomeno in questa zona. Ovviamente gli isotopi dello stronzio, con i quali possiamo indagare, ci danno un’evidenza della popolazione in vita, non sappiamo se i loro antenati magari fossero venuti da un’altra parte. Per fare questa analisi bisognerebbe fare l’analisi del DNA, ma purtroppo questo tipo di analisi nelle cremazioni non si può fare perché viene distrutto”.
La campagna 2023 è archiviata. Ci sono prospettive per il 2024? Il prof. Cardarelli è fiducioso. “Come dicevo, Frattesina è uno degli insediamenti più rilevanti della tarda età del Bronzo non solo italiana ma europea. E gli scavi di quest’anno lo hanno ulteriormente dimostrato. Già si sapeva, ma insomma quest’anno sono emerse situazioni che ci confermano in maniera eclatante questo aspetto straordinario: produttivo, artigianale di Frattesina. Le prospettive sono estremamente positive dal punto di vista di quello che si può ancora scoprire. Perché Frattesina è stata indagata, ma è stata indagata per una percentuale molto limitata. Quello che noi abbiamo scoperto quest’anno sono cose importanti. Perché abbiamo capito un po’ come erano fatte le case; abbiamo capito aspetti dell’attività artigianale. Ma tante altre cose sono ancora da scoprire. Si sa molto di più oggi di come era organizzato l’insediamento di Frattesina, ma a livello di dettaglio tutto quanto ciò va ulteriormente indagato. Quindi le prospettive sono estremamente positive. È chiaro che questo significa continuare ad avere un appoggio importante da parte delle istituzioni, da parte delle fondazioni, da parte delle università: tutti quanti i soggetti che sono stati coinvolti in maniera prioritaria in questo progetto, il progetto “Prima Europa” coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Pyrgi e Spina. “Porti gemelli” sui due mari” con Laura Maria Michetti: settimo incontro del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”
“Pyrgi e Spina, “porti gemelli” sui due mari”: settimo incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”: 8 conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 17 novembre 2023, alle 16, Laura Maria Michetti racconterà le ricerche su “Pyrgi e Spina, “porti gemelli” sui due mari”, il Tirreno e l’Adriatico. Un parallelo e un confronto offerto anche dal percorso espositivo della mostra temporanea “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”, visitabile fino al 7 aprile 2024 al piano nobile del Museo. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov. Il controllo dei commerci marittimi esercitato dagli Etruschi, la “talassocrazia” che nelle fonti antiche si intreccia con la “pirateria”, si è fondata sulla presenza di porti strutturati attraverso i quali le metropoli etrusche hanno proiettato sul mare i propri interessi economici e la possibilità di entrare in contatto con le diverse realtà culturali del Mediterraneo. Pyrgi, porto di Caere (Cerveteri) e sede di un grande santuario sul Tirreno e Spina sull’Adriatico hanno assolto alla funzione di porte sui due mari, consentendo un rapporto privilegiato con il mondo greco.

L’etruscologa Laura Maria Michetti
Laura Maria Michetti è professoressa associata di Etruscologia e Antichità italiche alla Sapienza università di Roma e nella stessa università è coordinatrice del curriculum di Etruscologia del Dottorato in Archeologia e direttrice del museo delle Antichità etrusche e italiche. Membro ordinario dell’istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici, dal 2016 dirige la missione di scavo al porto e al santuario etrusco di Pyrgi. La sua attività di ricerca è incentrata principalmente sull’archeologia del sacro, sul rapporto tra città e territorio in Etruria, sulle produzioni artigianali e gli aspetti del rituale funerario nell’Italia preromana.
Roma. Simposio “La prospettiva italiana. Stato dell’Arte” promosso da The Journal of Cultural Heritage Crime, l’università di Roma “La Sapienza” e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia in occasione della Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali

Il 14 novembre è la Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali, istituita dall’UNESCO nel 2020, in ricordo della firma della Convenzione di Parigi del 1970, quale primo strumento di diritto internazionale per la protezione dei beni culturali in tempo di pace. La Convenzione all’Art. 2 recita: “Gli Stati parti della presente Convenzione riconoscono che l’importazione, l’esportazione e il trasferimento illeciti di proprietà di beni culturali costituiscono una delle cause principali di impoverimento del patrimonio culturale dei paesi d’origine di questi beni e che una collaborazione internazionale costituisce uno dei mezzi più efficaci per proteggere i rispettivi beni culturali contro tutti i pericoli che ne sono le conseguenze. A tale scopo, gli Stati partecipanti s’impegnano a combattere tali pratiche con i mezzi di cui dispongono, in particolare sopprimendo le cause, interrompendo il loro svolgersi e aiutando ad effettuare le necessarie riparazioni”. The Journal of Cultural Heritage Crime, l’università di Roma “La Sapienza” e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia promuovono il 14 novembre 2023, dalle 9.30 a Roma, la prima edizione di un Simposio, che in questa occasione verterà su “La prospettiva italiana. Stato dell’Arte” e che è inteso come un momento di incontro e confronto di pratiche e competenze tra esperti di settore, ricercatori e docenti universitari. L’evento nasce con l’ambizione di diventare l’appuntamento annuale di riferimento per fare il punto sulla tutela del patrimonio culturale e la cooperazione internazionale.

Il punto di vista accademico, prescelto per questa prima edizione, sarà al centro dei lavori del Simposio: la dissertazione di una serie di casi studio, risolti e irrisolti, offrirà una panoramica delle esperienze nazionali di studio, e lascerà altresì spazio alle questioni ancora aperte più che alle soluzioni. I contributi istituzionali sono a cura della direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio – Ufficio Circolazione, dell’Avvocatura dello Stato, del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, di Interpol e Unidroit. L’evento si svolgerà in presenza al mattino nella Sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ingresso libero fino a esaurimento posti; prenotazione obbligatoria al link https://forms.gle/wvMEizKjJusMuZiR9), per poi proseguire all’Odeion del museo dell’Arte classica – università “La Sapienza” (Ingresso libero fino a esaurimento posti). In entrambe le sedi è organizzata una speciale visita guidata alle mostre in corso. In contemporanea ai lavori del Simposio sono previsti due momenti dedicati alle scuole. Il Liceo Classico “Augusto” di Roma, nell’ambito del progetto di istituto “Incontri con l’esperto”, ospiterà l’incontro con Fabio Isman, giornalista e autore de I predatori dell’arte perduta (Skira, 2009), L’Italia dell’arte venduta (il Mulino, 2017), Quando l’arte va a ruba (Giunti, 2021). A Villa Rendano (CS), nell’ambito del progetto “Musei. Presidio di legalità” ideato da Anna Cipparrone, direttore del museo Consentia Itinera, e dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, saranno presentati gli elaborati creativi, grafici o video, prodotti dalle studentesse e dagli studenti di Cosenza del Liceo Classico “B. Telesio”, dell’IC “Spirito Santo” e dell’IC “Fausto Gullo”, e del Liceo Classico “G. Garibaldi” di Castrovillari. Sostengono l’iniziativa: l’associazione APS Art Crime Project, Legambiente, la Monuments Men and Women Foundation, l’associazione nazionale Carabinieri – Tutela Patrimonio Culturale, il museo Consentia Itinera, la fondazione ETS Attilio e Elena Giuliani, la fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, il progetto MemO – università di Padova, il CAMNES – Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies, l’Istituto per l’Arte e il Restauro – Palazzo Spinelli, Art-Test- Firenze e il liceo classico “Augusto” di Roma.
PROGRAMMA. Sala della Fortuna, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Alle 9.30, indirizzi di saluto: Valentino Nizzo, direttore ETRU; Claudia Carlucci, Laura Michetti, dip. Scienze antichità università di Roma “La Sapienza”; Serena Epifani, università di Roma “Tor Vergata”; JCHC. PRIMA SESSIONE: 10, “Il contributo italiano al rafforzamento della convenzione UNESCO 1970 e la legislazione europea in materia di importazioni” con Stefania Bisaglia e Lia Montereale, direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio, Ufficio Circolazione, ministero della Cultura; 10.20, Lorenzo D’Ascia, Avvocatura dello Stato; 10.40, “Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale” con ten. col. Paolo Salvatori, comandante sezione Archeologia, comando Carabinieri TPC Comando TPC; 11, INTERPOL, “Il contrasto al traffico illecito di beni culturali” con Tiziano Coiro, coordinatore della Works of Art Unit di INTERPOL; 11.20, “L’Italia e la Convenzione UNIDROIT del 1995” con Marina Schneider, UNIDROIT; 11.40, pausa. 11.50, “Il caso studio del bronzo di atleta da Fano: il valore del nome per un ritorno possibile” con Rachele Dubbini, università di Ferrara; 12.10, Arianna Traviglia, Centre for Cultural Heritage Technology – Istituto Italiano di Tecnologia; 12.30, “La rete del mercato di antichità. Vecchi problemi, nuove prospettive” con Riccardo Giovanelli, università Ca’ Foscari, Art Crime Project Association; 12.50, “Patrimonio culturale a rischio: stato dell’arte e strategie” con Luca Zamparo, università di Padova; 13.10, discussione. A seguire, visita guidata alla mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”.
PROGRAMMA. Odeion museo dell’Arte classica, musei Sapienza. Alle 12.45, conferenza stampa mostra “Caere. Storie di dispersione e di recuperi”, museo di Etruscologia e Archeologia italica. Alle 17, visita guidata alla mostra “Caere. Storie di dispersione e di recuperi”. SECONDA SESSIONE. Alle 18, “Il patrimonio archeologico etrusco tra dispersione, recuperi e fruizione digitale. Un progetto del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza” con Claudia Carlucci, Laura Michetti, università di Roma “La Sapienza”; 18.20, “Attività per il monitoraggio dei siti archeologici a rischio scavi clandestini e tipologie di danni al patrimonio” (MiC-Comando Carabinieri TPC-CNR- UniSalento). “Il caso dei grandi abitati della Puglia Settentrionale” con Marcello Guaitoli, università del Salento; 18.40, “Le urne del sepolcro dei Cacni a Perugia: recupero, restauro e valorizzazione” con Gabriele Cifani, università di Roma “Tor Vergata”; 19, “Traffico illecito di reperti archeologici. Due casi-studio ancora irrisolti” con Daniela Rizzo, già funzionario MIBAC, Ufficio Sequestri; 19.20, discussione.
San Donà di Piave (Ve). Al museo della Bonifica “Incontri egittologici sandonatesi. Antico Egitto, lezioni moderne”: cinque incontri tematici per conoscere gli aspetti meno noti della cultura egiziana
A tu per tu con la civiltà dei faraoni, per scoprire tutti i segreti dell’Antico Egitto. Dove? Al museo della Bonifica di San Donà di Piave (Ve), dal 4 novembre al 2 dicembre 2023, sempre alle 15. Sono “Incontri egittologici sandonatesi. Antico Egitto. Lezioni moderne”: cinque incontri tematici per conoscere gli aspetti meno noti della cultura egiziana. Il corso introduce i partecipanti ad aspetti meno noti della cultura egiziana, presentando anche alcune collezioni egittologiche italiane. Un’occasione sia per scoprire quali luoghi si possono visitare vicino a casa coltivando la passione per l’Antico Egitto, sia conoscere novità e aspetti legati alle piccole e grandi scoperte nella Valle del Nilo. Si è iniziato il 4 novembre 2023 con Marta Addessi (Sapienza università Roma) su “Dopo i faraoni: continuità e discontinuità culturale nell’Egitto della tarda antichità”. Si continua sabato 11 novembre 2023 con Claudia Gambino (Progetto EgittoVeneto) su “Passeggiando con gli egizi in Veneto”; sabato 18 novembre 2023 con Ilaria Cariddi (università di Firenze, istituto papirologico “G. Vitelli”) e Alessio Corsi (Université du Littoral Côte d’Opale, istituto papirologico “G. Vitelli”) su “Papiri e scavi: le collezioni dell’istituto papirologico “G. Vitelli” di Firenze”; sabato 25 novembre 2023 con Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari Venezia) su “Tra Nubia, Egitto e Mediterraneo: la missione archeologica italiana in Sudan”; chiude sabato 2 dicembre 2023 Federica Pancin (Sapienza università Roma) su “Il tempio di Amon-Ra a Karnak: una storia millenaria”.
Roma. In Curia Iulia l’epigrafista Silvia Orlandi (Sapienza università) su “I gladiatori nelle fonti antiche” quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus” a corollario della mostra al Colosseo
“I gladiatori nelle fonti antiche” con Silvia Orlandi: martedì 24 ottobre 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita il quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, otto incontri che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella esposizione, partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Silvia Orlandi, Sapienza Università di Roma. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://24ottobre_conferenzegladiatori.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del PArCo.

Federica Rinaldi, responsabile del Colosseo, e Silvia Orlandi, epigrafista dell’università la Sapienza di Roma (foto PArCo)
Inizialmente impegnata come ricercatrice, Silvia Orlandi ha successivamente ricoperto la posizione di professoressa associata di Epigrafia latina alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza università di Roma a partire dal 2006. Negli ultimi vent’anni, ha lavorato in stretta collaborazione con la soprintendenza Archeologica e altri enti di tutela per preservare e studiare il patrimonio epigrafico di Roma. Nel suo ruolo, si è dedicata all’aggiornamento e alla gestione dello schedario epigrafico, bibliografico e fotografico, con l’obiettivo di contribuire al sesto volume del Corpus Inscriptionum Latinarum. Parallelamente, ha guidato la digitalizzazione di questo lavoro. L’informatica applicata all’epigrafia è stata una componente significativa del suo impegno, incluso il contributo alla banca dati. Ha assunto il ruolo di coordinatore scientifico nel progetto internazionale EAGLE (Europeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy) nel triennio 2013-2016. Tra i suoi principali ambiti di ricerca, ha dedicato particolare attenzione allo studio delle numerose iscrizioni trovate e custodite nel Colosseo. Questo ha portato alla pubblicazione di un volume nella serie Epigrafia Anfiteatrale dell’Occidente Romano, generando importanti saggi riguardanti l’aristocrazia senatoria tardoimperiale. Silvia Orlandi è attualmente coinvolta in studi sulla storia dell’antiquaria, della falsificazione e del collezionismo cinquecentesco. Ha curato l’edizione dei codici epigrafici Neap. XIII. B. 7 e XIII. B. 8 di Pirro Ligorio. Ha partecipato all’allestimento della sezione epigrafica del museo nazionale Romano alle Terme di Diocleziano e a diverse mostre tematiche, come “Sangue e Arena” e “Roma e i Barbari” e “Divus Vespasianus”.
Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita nel Giardino centrale il “Filottete” di Sofocle con il progetto Theatron dell’università La Sapienza
Teatro classico a Villa Giulia sabato 14 ottobre 2023 alle 17. In collaborazione con l’assessorato alla Cultura e i Rapporti con le università del Municipio II di Roma Capitale, il museo nazionale Etrusco ospita nel Giardino centrale di Villa Giulia il “Filottete” di Sofocle, la rappresentazione teatrale prodotta nell’ambito del progetto Theatron – Teatro Antico alla Sapienza. Il progetto dal 2010 produce traduzioni di testi teatrali antichi su cui si basano le relative rappresentazioni. Theatron consta di due laboratori: uno di traduzione, cui partecipano gli studenti del Corso di Laurea magistrale in Filologia, Letterature e Storia del Mondo antico, e uno di messa in scena, cui partecipano gli studenti iscritti alle diverse facoltà che animano l’università Sapienza. Coordinamento Anna Maria Belardinelli. Ideazione e regia Adriano Evangelisti. Evento compreso nel biglietto di ingresso ai giardini della villa al costo di 5 euro (compreso 1 euro a sostegno delle zone alluvionate dell’Emilia Romagna).
Tra i Musei Civici coinvolti: musei Capitolini, museo dell’Ara Pacis, mercati di Traiano – musei dei Fori Imperiali, museo di Roma, Centrale Montemartini, Galleria d’Arte Moderna, museo di Roma in Trastevere, musei di Villa Torlonia (Casino Nobile, Casina delle Civette, Casino dei Principi, Serra Moresca), museo civico di Zoologia, museo Napoleonico, museo Pietro Canonica, museo Carlo Bilotti, museo di Scultura antica Giovanni Barracco, museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, museo di Casal de’ Pazzi. In questi musei l’accesso sarà completamente gratuito per i possessori della MIC card. Anche il Planetario di Roma partecipa alla serata con un appuntamento a ingresso con bigliettazione ordinaria e prevendita obbligatoria. A questi si aggiungono alcuni dei luoghi più significativi della città – università, accademie, ambasciate e istituti stranieri, spazi espositivi e culturali – che saranno eccezionalmente aperti in orario serale. In quasi tutti gli spazi aperti sarà possibile assistere a spettacoli dal vivo con la musica che sarà protagonista della lunga notte attraverso i suoi innumerevoli generi: dal jazz al pop, dal tango alla musica popolare, dal rock alla musica corale, dal flamenco alla classica, dall’opera alla canzone d’autore.
MUSEI CAPITOLINI Piazza del Campidoglio dalle 20 alle 2, ultimo ingresso all’una. MOSTRE | I sommersi. Roma 16 ottobre 1943| La Deposizione di Cristo di Jacopo Tintoretto | VRBS ROMA| La Roma della Repubblica. Il racconto dell’Archeologia | I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini | L’eredità di Cesare e la conquista del tempo ESEDRA DEL MARCO AURELIO ore 20.30, 22, 23.30 e 00.30 ERRICHETTA PREVIEW Ocina delle Culture in una spericolata preview di Errichetta Festival propone musicisti straordinari con il sestetto Amorklab che ci porta nei Balcani e nel Medio Oriente ed il pianista Edoardo Petretti che si esibirà con la straordinaria energia percussiva dei senegalesi Tam Tam Morola. A cura dell’Associazione Ocina delle Culture SALA PIETRO DA CORTONA ore 21, 23, 00.00 MUSEI IN CANTO Un viaggio immersivo in cui lo spettatore viene accompagnato dal Maestro Germano Neri e dai musicisti in un percorso di scoperta del linguaggio e della scrittura musicale e operistica, attraverso l’esecuzione delle più celebri ouverture e arie d’opera. A cura di Europa InCanto ONLUS PALAZZO NUOVO – SALONE ore 21.30 e 22.30 INGANNI E CORTEGGIAMENTI I giovani talenti della IV edizione di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma si esibiranno in un concerto dedicato a W.A. Mozart, G. Verdi e G. Puccini, eseguendo brani tratti dalle loro opere più celebri. Mariam Suleiman (soprano), Eduardo Niave (tenore), Nicola Straniero (tenore), Ekaterine Buachidze (mezzosoprano), Mattia Rossi, (baritono), Spartak Sharikadze (basso), Zenoviia – Anna Danchak (pianoforte). A cura di “Fabbrica” Young Artist Program – Teatro dell’Opera di Roma.


MUSEO DI ROMA PALAZZO BRASCHI Piazza Navona, 2 dalle 20 alle 02, ultimo ingresso all’una. MOSTRE | Vis-à-vis. Tenerani Spina. Dialogo in immagini | Quotidiana SALONE D’ONORE ore 20.45, 21.45 e 23.15 LE CITTÀ’ INVISIBILI – Dieci quadri musicali dal Romanzo di Italo Calvino Riccardo Fassi e la Tankio Band dedicano al romanzo di Italo Calvino un viaggio attraverso città immaginarie e luoghi remoti. Un viaggio musicale attraverso emozioni e visioni suggerite dall’opera letteraria nello stile consueto e tipico della Tankio Band: il Jazz come dispositivo, comunicazione, evocazione. A cura dell’Associazione Concertistica Romana CORTILE ore 20.15, 21.15, 22.45 e 00.15 MARLON BANDA SHOW – Musica e varietà Una banda senza direttore e direzione cerca in tutti i modi di mantenere la rotta, ma la lucida follia prende spesso il sopravvento… e la musica non può far altro che adeguarsi! Quattro musicisti creano situazioni esilaranti, dove musiche e canzoni la fanno da protagoniste, coinvolgendo il pubblico a sentirsi parte dello spettacolo. A cura dell’Associazione INCA ITALIA SALA DI NEMI – III PIANO 22.15, 23.45 e 00.45 DAUDIA – SOLO NOI – ACOUSTIC TOUR Una performance musicale caratterizzata dalle armonie vocali ae della ranatezza degli strumenti acustici come la chitarra acustica e l’ukulele, in un intreccio di musiche edite ed inedite. A cura dell’Associazione DAUDIA.
UNIVERSITÀ INGRESSO GRATUITO Il programma completo è consultabile al sito
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE Piazza della Repubblica, 10 dalle 20 alle 00.00; ultimo ingresso alle 22.30. Ore 21, 22, 23 Concerto della Roma Tre Orchestra. Ore 20.30, 21.30, 22.30 VISITE GUIDATE allo spazio espositivo del MuSEd – Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” e alla Mostra Caro Giornalino… Due secoli di stampa periodica per ragazzi. Ingresso gratuito con prenotazioni al link:
PALAZZO LATERANENSE Piazza Giovanni Paolo II dalle 18 alle 22; ultimo ingresso 21.30 INGRESSO 1,00 € + (1,50 € prevendita) Dalle 18.30 alle 21.30 Concerto di‑uso Ensamble “Concerto Regio”. Un viaggio nelle composizioni dei maggiori autori del Seicento italiano eseguito con strumenti d’epoca
PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO Piazza di Santa Maria Nova, 53. Apertura serale della Curia Iulia – Ingresso da Largo Salara Vecchia. Dalle 20 alle 23; ultimo ingresso 22.30. INGRESSO 1,00 € Luca Rossi in concerto Luca Rossi (voce e tamorra) e Giovanni Parrillo (pianoforte, fisarmonica e voce) MOSTRA | “Copernico e la Rivoluzione del Mondo”. Sabato 25 novembre 2023 apertura straordinaria della Curia Iulia che sarà animata dalle performance del percussionista Luca Rossi (voce e tammorra) insieme a Giovanni Parillo (pianoforte, fisarmonica e voce). Sarà inoltre possibile visitare la mostra “Copernico e la Rivoluzione del Mondo” che esplora il mondo immaginario creato dalla rivoluzione copernicana, le sue radici antiche, l’iconografia solare, il soggiorno di Copernico a Roma nel 1500 e l’ampia influenza della teoria eliocentrica. Apertura dalle 20 alle 23, con ultimo ingresso alle 22.30. Ingresso e uscita da Largo della Salara Vecchia. Tre interventi musicali della durata di 20 minuti ciascuno alle 20.15, 21.15, 22.15. Costo simbolico del biglietto 1 € + 1 € per il sostegno alle popolazioni dell’Emilia Romagna. I biglietti potranno essere ritirati presso la biglietteria di Largo della Salara Vecchia dalle 19.45 alle 22.30.
CAMERA DEI DEPUTATI Piazza Montecitorio,1 dalle 18 alle 22, ultimo ingresso alle 21.30. MOSTRA | 1948 – 2023. 75° Anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione Dalle 18 alle 21.30 Concerto Banda Militare dell’esercito Italiano diretta dal Maestro Maggiore Antonella Bona Prenotazione su
Bartolomeo Ammannati, celebre architetto e autore, insieme al Vasari, del ninfeo principale di Villa Giulia, scrive in una lettera del maggio 1555: “Nelle teste vi son tre portoni di pietra rustica e d’opera quali entrano in certe grotte sotto d’un monte, dove vi sono accomodati luoghi freschi e dilettevoli con fontane”. Si tratta della prima testimonianza scritta circa la cosiddetta Neviera, piccolo ambiente che rappresenta uno dei luoghi meno noti ma più suggestivi del complesso commissionato da Giulio III. Mercoledí 22 novembre 2023, alle 17, per gli Incontri culturali, nella sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “La Neviera di Villa Giulia a Roma. Storia di un ninfeo rinascimentale” di Giorgia Pietropaolo e Alessandra Testini (edizioni Tored). Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Introduce Miriam Lamonaca, funzionaria restauratrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Intervengono Lia Barelli, Sapienza Università di Roma, ed Eugenio Lanzillotta, Edizioni Tored. Relatori Susanna Pasquali, Sapienza Università di Roma, e Francesco Scoppola. Saranno presenti le autrici. Nata come ninfeo a grotta, presumibilmente contrapposto al più celebre teatro delle acque che è ancora oggi il cuore della Villa, la Neviera ha subito nei secoli varie trasformazioni in seguito ai ripetuti cambi di destinazione d’uso cui è stata di volta in volta destinata. Tramite un’approfondita indagine archivistica e l’osservazione diretta del monumento, nel presente volume si ripercorrono le fasi di utilizzo e di trasformazione del sito, legate a doppio filo anche con le vicende di Villa Giulia, proponendo nuove interpretazioni di fonti note e contributi inediti, assieme all’analisi dello stato conservativo attuale della pregiata decorazione superstite.
Tre giorni di convegno internazionale a Roma, il 25, 26 e 27 ottobre 2023, su “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme processi idee”, promosso da Sapienza università di Roma; università dell’Aquila; parco archeologico di Ostia antica; parco archeologico di Ercolano; parco archeologico di Sibari; museo nazionale Romano; Deutsches Archäologisches Institut Rom; École française de Rome; Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma. Il convegno si svolge in presenza su sedi diverse, ma sarà possibile seguirlo in diretta streaming collegandosi al canale YouTube del Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza, Università di Roma:
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