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Taranto. A un mese dalla sua nomina, l’archeologa Stella Falzone neo direttrice del museo Archeologico nazionale si è presentata alla città: “Penso a un Museo come fulcro di una comunità educante e dinamica”

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Stella Falzone, neo direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)

Da Vienna a Taranto. A un mese dalla sua nomina il 23 gennaio 2024, la neo direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone, si è presentata alla città, con un incontro al MArTA. Archeologa, staff scientist dell’Accademia delle Scienze di Vienna, ha già diretto numerosi progetti di valorizzazione, scavo archeologico e musealizzazione. Laureata in Lettere alla Sapienza, è diplomata alla scuola nazionale di Archeologia dello stesso ateneo. Il primo dottorato, sulla “sua” Ostia, nel 1999.  La direttrice ha subito delineato le linee guida del suo mandato: “Penso a un Museo come fulcro di una comunità educante e dinamica”. Ha sottolineato l’importanza di creare uno spazio inclusivo che si apra alla città e al territorio, perseguendo una comunione di intenti basata sulla cura di un vasto patrimonio proveniente dal nostro passato: “Questo patrimonio va attualizzato, valorizzato e diffuso”, ha affermato la direttrice Falzone evidenziando “la necessità che il museo sia in grado di comunicare con tutte le generazioni e di rivitalizzare la centralità del suo ruolo scientifico”. Infine, ha concluso sottolineando la centralità della città di Taranto, che, nell’antichità, fu una metropoli e un centro di elaborazione artistica e culturale di grande rilievo: “Questa dimensione storica e culturale deve essere riconosciuta ancora oggi, grazie alle eccellenze e alle risorse presenti, confermando il ruolo che la città merita di rivendicare sia in Italia che all’estero”.

Roma. Al Complesso del San Michele la giornata di studi “Il Geoportale Nazionale per l’Archeologia. Primo bilancio e prospettive”, in presenza e on line, a sei mesi dall’accessibilità del GNA realizzato dall’Istituto Centrale per l’Archeologia

roma_ica_il-geo-portale-nazionale-per-l-archelogia_primo-bilancio_locandinaSi avvicina l’appuntamento con “Il Geoportale Nazionale per l’Archeologia. Primo bilancio e prospettive”, venerdì 26 gennaio 2024, dalle 9.30 alle 16.30, nella sala conferenze della Biblioteca delle Arti nel Complesso del San Michele a Roma, la giornata dedicata a presentarvi l’impatto di questi primi sei mesi di vita del portale e a condividerne, grazie agli interventi dei principali attori che lo hanno reso possibile e che lo stanno implementando, le prospettive future. L’ingresso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti, ma sarà fruibile in diretta anche online sul canale YouTube dell’Istituto centrale per l’archeologia (https://www.youtube.com/@istitutocentraleperlarcheo6112). Il Geoportale segna una tappa importante all’interno di un lungo percorso di studio e di progettazione svolto dall’Istituto centrale per l’archeologia in sinergia con importanti istituzioni di ricerca e tutela del patrimonio culturale. La piattaforma è stata realizzata grazie alla collaborazione delle soprintendenze del ministero della Cultura e al contributo di altri enti di ricerca e degli archeologi che hanno partecipato alla sperimentazione.

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Una schermata del Geoportale nazionale per l’Archeologia (foto ica)

Il Geoportale nazionale per l’Archeologia, realizzato dall’Istituto Centrale per l’Archeologia come punto di raccolta e condivisione dei dati esito delle indagini archeologiche condotte sul territorio italiano, è online dal 10 luglio 2023, accessibile a tutti all’indirizzo https://gna.cultura.gov.it. A sei mesi dalla pubblicazione, è parso opportuno compiere una prima riflessione “a consuntivo”, dando voce all’ICA ma soprattutto agli altri attori e testimoni del percorso, in una giornata di studio e confronto anche sulle prospettive. Nell’occasione, si presenterà un’ulteriore novità: finalmente, tutti gli interventi archeologici sul territorio saranno inseriti direttamente da coloro che hanno condotto le indagini sul campo e saranno pubblicati in tempo reale nel Geoportale, permettendo di condividere subito i nuovi dati con tutti gli utenti. Il portale, nato con l’obiettivo di offrire una carta archeologica dinamica, implementabile nel tempo, di accesso libero e di facile consultazione, aperta al riuso e all’integrazione da parte di tutti gli utenti, rappresenta un nuovo strumento che censisce e pubblica in modo uniforme tutte le indagini archeologiche (archeologia preventiva; interventi di tutela; progetti di ricerca archeologica in Italia; progetti di ricerca italiani all’estero).

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Una schermata del sistema ArcheoDb dell’Emilia – Romagna (foto mic-er=

Il programma. I lavori sono articolati in tre sessioni. Ore 9.30-10: INTRODUZIONE AI LAVORI. Intervengono Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio – DG ABAP; Carlo Birrozzi, direttore dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione – ICCD; Simonetta Buttò, già direttore Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane – ICCU; Elena Calandra, direttore dell’Istituto centrale per l’archeologia – ICA. Ore 10-11.15: STRATEGIE, STRUMENTI E FUNZIONALITÀ. Modera Laura Moro, dirigente del Servizio II della DG ABAP. Intervengono Elena Calandra, “Il GNA: un ambiente collaborativo”; Valeria Boi, ICA, e Ada Gabucci, Francesco Marucci, sviluppatori GNA, “Strumenti per una carta archeologica sostenibile: gli interventi di tutela”; Annalisa Falcone, ICA, e Francesco Mangiacrapa, Pasquale Pagano, CNR-ISTI, “Strumenti per una carta archeologica sostenibile: le indagini di ricerca”; Valeria Acconcia, Domenico Marino, Miriam Taviani, Chiara Travaglini, ICA, “Aspetti editoriali e formazione”. Ore 11.15-11.30: pausa. Ore 11.30-12.30: UNO SGUARDO AL FUTURO. Modera Simonetta Buttò. Intervengono Laura Moro, “Prospettive di integrazione dei dati geografici dei beni culturali”; Paolo Carafa, Sapienza università di Roma, “Lazio Antico. Atlante del Lazio meridionale”; Renata Cantilena, Giacomo Pardini, Federico Carbone, università di Salerno, “Il progetto Coin Finds Hub”; Emanuele Papi, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, “Il Geoportale Nazionale per l’Archeologia: il caso di Gortyna”; Ore 12.30-13.30: Discussione e presentazione della sessione poster. Ore 13.30-14.30: pausa. Ore 14.30-16: LA COSTRUZIONE DI UN LINGUAGGIO COMUNE. Modera Carlo Birrozzi. Intervengono Matteo Frassine, soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, e Stefania De Francesco, SABAP per le province di Bergamo e Brescia, “Il progetto RAPTOR”; Mirella Serlorenzi, soprintendenza speciale ABAP di Roma, “Il progetto SITAR”; Ilaria Di Cocco, segretariato regionale MiC per l’Emilia-Romagna, “Il Webgis dei Beni Culturali dell’Emilia-Romagna e ArcheodB”; Maria Luisa Marchi, università di Foggia, “Il progetto Censimento”; Gabriele Gattiglia, Francesca Anichini, università di Pisa, “Il progetto Mappa”. Ore 16–16.30: conclusioni e discussione con Carlo Birrozzi, Simonetta Buttò, Elena Calandra, Laura Moro.

Roma. “Χάσμα Il trattamento della lacuna: principi, metodologie del restauro e attualità della teoria di Cesare Brandi” a cura di Alessandro D’Alessio, Maria Carolina Gaetani, Alessandro Lugari e Tiziana Sòrgoni: tre giorni di convegno, in presenza e on line, promossi dalle università Roma Tre e Sapienza. Ecco il ricco programma

roma_uniromatre_kasma-il-trattamento-della-lacuna_locandinaA vent’anni dal convegno “La teoria del restauro da Riegel a Brandi”, promosso nel 2003 dall’università della Tuscia, a sessant’anni dalla pubblicazione della Teoria del restauro di Cesare Brandi, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sulla portata di tale teoria, dal 24 al 26 gennaio 2024 a Roma il convegno “Χάσμα Il trattamento della lacuna: principi, metodologie del restauro e attualità della teoria di Cesare Brandi” a cura di Alessandro D’Alessio, Maria Carolina Gaetani, Alessandro Lugari e Tiziana Sòrgoni in collaborazione con il dipartimento di Architettura di Roma Tre, il dipartimento di Storia Disegno e Restauro dell’Architettura e la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio, Sapienza Università di Roma, intende fare un punto sull’attuale situazione nel campo del restauro relativamente alla pratica dell’integrazione della lacuna del nostro patrimonio culturale. Appuntamento il 24 gennaio 2024 nell’aula magna del dipartimento di Architettura dell’università RomaTre e il 25 e 26 gennaio 2024 nell’aula magna della facoltà di Architettura di Sapienza università di Roma. Il convegno sarà trasmesso in streaming sul Canale Youtube del Parco archeologico di Ostia antica. L’approccio critico del modello brandiano e la metodologia operativa ad esso collegata sono oggi perseguiti dalle numerose Scuole di Formazione Professionale. Questa molteplicità di indirizzi arricchisce la proposta formativa e consente di differenziare le tematiche di applicazione, pur conservando un linguaggio univoco e condiviso che possiede alla base le stesse linee guida.

IL PROGRAMMA: 24 GENNAIO. Aula magna Adalberto Libera, dipartimento di Architettura di Roma Tre, largo Giovanni Battista Marzi, 10 (Ex Mattatoio). Alle 9, saluti istituzionali: Massimo Osanna, direttore generale Musei; Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica; Giovanni Longobardi, direttore del dipartimento di Architettura di Roma Tre. Introduzione al convegno: 10, Tiziana Sòrgoni “Attualità della Teoria di Cesare Brandi”; 10.20, Stefano Borghini e Alessandro D’Alessio “Il coleottero di Popper, la lacuna e l’ipotesi: una questione di metodo e di filosofia della scienza”; 10.40, coffee break. SESSIONE 1 – Apparati decorativi pittorici, affreschi, stucchi e graffiti. Alle 11.10, introduce Pietro Petraroia; 11-30. Moderano Pietro Petraroia e Maria Carolina Gaetani. Eliana Billi “Problemi di “fissazioni”: la lacuna tra neuroscienza e arte”; Michela Cardinali “Il trattamento della lacuna: il contributo del restauro allo sviluppo sostenibile”; Maria Fernanda Falcón Martinez, Tancredi Farina, Saverio Ricci e Antonio David Fiore “In cerca di equilibrio: frammenti, lacune e apparati decorativi nella ricostruzione post sisma”;

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Il ritratto di Nefertari prima e dopo i restauri curati da un’equipe di esperti italiani diretta da Laura e Paolo Mora nel 1987 (foto museo egizio)

Cristina Vazio “Il restauro dei dipinti della tomba di Nefertari come punto di partenza e riferimento metodologico per il trattamento della lacuna nei dipinti egiziani del Nuovo Regno: il caso della tomba di Seti I e del tempio di Khonsu”; 12.45, discussione; 13, pausa pranzo. Alle 14.30, moderano Elena Calandra e Carla Bertorello. Laura Baldelli, Angela Cerreta e Francesca Persegati “Tracce di bellezza: la ricerca dell’equilibrio. Il cantiere pilota delle Logge di Raffaello”; Fabiola Jatta e Nanni Molè “Restauro degli affreschi della Piramide Cestia: aspetti conservativi ed estetici per il trattamento delle lacune e la reintegrazione pittorica nel rispetto del bene archeologico”; Adele Cecchini, Mariangela Santella e Chiara Scioscia Santoro “Il caso della Tomba dei Vasi Dipinti a Tarquinia, una reintegrazione ideata per restituire la dignità negata”; Eleonora Cigognetti, Alberto Felici e Giovanni Nicoli “Integrare le lacune del modellato o non integrarle? Il caso delle decorazioni in stucco dell’Oratorio Imbonati a Cavallasca (Como)”; 15.45m discussione; 16, coffee break. Alle 16.30, moderano Emanuela Daffra e Maria Carolina Gaetani. Chiara Arrighi “Magnifica assenza. Le lacune dei dipinti murali nella chiesa di San Nicola a San Vittore nel Lazio”; Eleonora Leprini “Il restauro degli affreschi della Cappella Ponziani in Santa Cecilia in Trastevere”; Silvia Massari e Luca Rinaldi “La giusta distanza: la presentazione estetica di superfici pittoriche interessate da ampie aree di abrasione ed estese lacune, l’esempio del ciclo pittorico francescano del chiostro mediano dell’ex convento di S. Giuseppe a Brescia”; Emiliano Ricchi “Con Luigi de Cesaris (1961-2011) e Adriano Luzzi (1957-2003) su cicli di dipinti murali a Roma e in Egitto: la “presentazione estetica” contestualizzata in diversi ambiti monumentali”; 17.45, discussione.

IL PROGRAMMA: 25 GENNAIO. Aula magna Bruno Zevi, facoltà di Architettura della Sapienza università di Roma, via Gramsci 53. Alle 9, saluti istituzionali: Orazio Carpenzano, preside della facoltà di Architettura, Sapienza università di Roma. SESSIONE 2 – Apparati decorativi musivi, manufatti lapidei, metallici, ceramici e organici. Alle 9.20, introduce Paolo Liverani; 9.40, “Manufatti ceramici”. Moderano Paolo Liverani e Carla Bertorello. Giovanna Bandini “Ancora sulla questione delle lacune nelle ceramiche. Un dibattito perennemente aperto”; Ana Cecilia Hillar, Simona Lombardi e Valentina Mazzotti “L’importanza della lacuna come valenza storica”; Shirin Afra, Chiara Fornari e Laura Speranza “Il trattamento della lacuna nei manufatti vitrei all’Opificio delle Pietre Dure: appunti di laboratorio”; Stefania Franceschi, Leonardo Germani e Cinzia Giorgi “Le maioliche arcaiche della Chiesa di S. Martino in Kinzica a Pisa: il restauro della memoria”; Anna Borzomati, Emanuela Ozino Caligaris e Paolo Pastorello “Il trattamento delle lacune nella Cappella XIII del Sacro Monte di Orta”; 11.10, coffee break; 11.40, “Manufatti metallici”. Moderano Paolo Liverani e Shirin Afra. Elisa Pucci “Il trattamento della lacuna nei restauri storici dei bronzi figurati antichi fino ai contemporanei orientamenti di metodo”; Marco Demmelbauer e Valeria Gugliermina “Problemi di integrazione delle lacune nei manufatti archeologici di bronzo: le soluzioni adottate nel restauro di un bacile proveniente dalla Casa del Bracciale d’oro a Pompei”; Isabel Bonora Andujar, Sara Busschaert e Manuel Leroux “Il cratere BR2634 del Museo del Louvre: la praxis del restauro dell’oggetto-frammento, dal XIX secolo ai giorni nostri”; 12.30, discussione; 13, pausa pranzo; 14.15, “Manufatti in materiale organico”.  Moderano Pietro Petraroia e Maria Carolina Gaetani.

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La tragedia di Pompei si “vive” nei calchi dei suoi abitanti sepolti dall’eruzione del Vesuvio (foto parco archeologico pompei)

Valeria Amoretti, Raffaella Guarino e Arianna Spinosa “I calchi di Pompei: il valore del vuoto”; Monica Sabatini “Un raro esempio di Cristo in pelle da Fara in Sabina. Scelte critiche e operative sulla reintegrazione delle lacune strutturali e superficiali, in vista della sua “trasmissione al futuro”; Stefano Casciu, Axel Hemery e Muriel Vervat “Il restauro della croce dipinta di Ambrogio Lorenzetti nella Pinacoteca Nazionale di Siena: riconsiderare il trattamento delle grandi lacune settanta anni dopo l’intervento dell’ICR”; 15, discussione; 15.20, introduce Alessandro Lugari; 15.40, “Manufatti lapidei”. Moderano Emanuela Daffra e Alessandro Lugari. Antonella Docci, Luigi Loi, Sergio Salvati e Kristian Schneider “Le mancanze nelle opere scultoree e il rapporto con gli interventi pregressi: criticità e soluzioni operative per il nuovo Museo Ostiense”; Maria Giovanna Putzu “Anastilosi, lacuna e reintegrazione dell’immagine dei manufatti lapidei con l’impiego delle malte cementizie con particolare attenzione ai Fori in Roma”; 16.10, coffee break; 16.30, “Mosaici”. Roberto Cassio “Le integrazioni dei mosaici nei Musei Vaticani: storia e sviluppo”; Thomas Hufschmid, Chiara Marcon, Noè Terrapon e Francesco Valenti “Il ritocco delle lacune del mosaico dei gladiatori di Augusta Raurica (Augst, Svizzera)”; Maria Krini “The treatment of lacunae in mosaics: history and current practice in Greece”; Carla Arcolao, Federica Cappelli, Angelita Mairani, Arianne Palla, Paola Parodi, Francesca Passano, Anna Patera e Francesca Toso “Il restauro dei mosaici polimaterici: l’esempio di Grotta Pavese a Genova”; Adriano Casagrande, Cecilia Guizzardi, Eva Laglia e Serena Sechi “Reintegrazione delle lacune musive in malta polimaterica organica: il caso del mosaico con decorazione a pelte nel Parco sommerso di Baia”; 17.45, discussione.

IL PROGRAMMA: 26 GENNAIO. Aula magna Bruno Zevi, facoltà di Architettura della Sapienza università di Roma, via Gramsci 53. SESSIONE 3 – Strutture murarie. Alle 9, introduce Daniela Esposito; 9.20, moderano Alessandro D’Alessio e Tiziana Sòrgoni;

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L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere (foto mic

Renata Picone “Lezioni dagli antichi palinsesti. La lacuna nel restauro delle strutture murarie antiche. Il caso dell’anfiteatro campano”; Enrico Rinaldi “Le integrazioni murarie ostiensi: tecniche esecutive, esiti storici, estetici e conservativi”; Sonia Gallico e Maria Grazia Turco “Dal trattamento delle lacune alla protezione delle creste murarie: storia e attualità”; 10.20, coffee break; 10.50, Elisabetta Pallottino “Eredità di Cesare Brandi e di Giovanni Urbani. Il trattamento della lacuna nell’ambito del restauro architettonico”; Maria Grazia Filetici “Lacuna, integrazione, mancanza = equilibri di materia e scelte progettuali”; 11.30, discussione; 11.50, moderano Elisabetta Pallottino e Shirin Afra; Valeria Montanari “Cesare Brandi: attualità del dialogo tra estetica e restauro nel trattamento delle lacune. Il “rigatino in architettura”; Maria Antonietta Catella “Dalla “cultura del frammento” all’estrema visualizzazione. L’evoluzione dello sguardo dell’epoca e del trattamento della lacuna tra XX e XXI secolo”; Enrica Petrucci “Il trattamento delle lacune murarie nei siti archeologici delle Marche: alcuni esempi degli approcci teorici e metodologici seguiti negli interventi di restauro”; Marisa Dalai, Sveva Di Martino e Rebecca Picca Orlandi “Il trattamento della lacuna nel contemporaneo: il restauro di “Preambolo” di Maria Lai”; 13, pausa pranzo; 14, moderano Daniela Esposito e Stefano Borghini; Paolo Vitti “Trattamento strutturale e trattamento estetico della lacuna nei ruderi archeologici”; Luciana Festa e Claudio Prosperi Porta “La reintegrazione delle lacune architettoniche in aree svantaggiate: la colonna del Tempio di Mut a Gebel Barkal, Sudan”; 14.30, discussione. SESSIONE 4 – Restauro virtuale. Alle 14.45, moderano Alessandro D’Alessio e Maria Grazia Filetici. Stefano Borghini “ELICONA V – Cocalo, o della tecnologia. Una riflessione, quasi in forma dialogica e ispirata a Cesare Brandi, sulle tecnologie applicate ai beni culturali”; Luciana Festa, Antonio Iaccarino e Maria Concetta Laurenti “I busti di Palmira: una reintegrazione con tecnologia 3D”; Luciana Festa, Eleonora Giuoventù, Natalie Iacopino e Sofia Schiattone “Il trattamento della lacuna su superfici lapidee modellate: la presentazione estetica del portale lapideo della Chiesa di S. Giovanni Battista a Matera”; 15.40, discussione.

IL PROGRAMMA: 26 GENNAIO. SESSIONE poster e tavola rotonda conclusiva. Alle 16, coffee break e Sessione Poster. Presenta Antonella Docci “Dipinti murali e stucchi”; Angela Amendola, Caterina Barnaba e Irene Zuliani “L’intervento di presentazione estetica della decorazione in stucco del Mausoleo del Quadraro staccata e ricomposta in un ambiente costruito presso le Terme di Diocleziano a Roma”; Carlotta Banchelli “Il restauro post sismico dell’abside della Chiesa di San Silvestro a L’Aquila: il rispetto di un restauro illustre tra i segni dei terremoti e le origini della Teoria del Restauro nel trattamento delle lacune”; Katarina Bartolj, Suzana Damiani, Alberto Felici e Elisabeth Manship “Embracing the different “languages” of retouching: case study of a cross-cultural approach”; Gonzalo Castillo Alcántara, Alicia Fernández Díaz, Izaskun Martínez Peris e Elena Ruiz Valderas “Dal restauro virtuale al restauro museografico. La decorazione pittorica della porticus post scaenam del teatro romano di Cartagena (Spagna)”; Stefania Di Marcello, Stefania Montorsi e Carolina Tommarelli “I frammenti di affresco dalla chiesa di Santa Maria in Pantano, Montegallo (AP). Riflessione sul rapporto tra reintegrazione e spazialità architettonica nella ricostruzione”; Davide Rigaglia, Valentina Romè e Francesca Gaia Romagnoli “Le decorazioni a sgraffito del castello Torlonia a Civitella Cesi”; Serena Sechi “La reintegrazione pittorica dalla teoria al metodo. Stato di fatto nel trattamento estetico della lacuna Mosaici”; Martina Ambrogi e Marianna Cortesi “Lacuna, oltre la sensibile apparenza. Il giardino all’italiana del Castello Bufalini di San Giustino (PG) Manufatti lapidei”; Anna Borzomati, Emanuele Marconi e Antonio Mignemi “Sant’Agostino in Campo Marzio. La reintegrazione dei marmi antichi con materiali alternativi”; Laura Pasqualini “La teoria del Brandi applicata alle tre dimensioni Manufatti in materiale organico”; Francesca Tonini “With a little help of my friends. Per una metodologia didattica sul ritocco dedicata agli studenti di restauro della scultura lignea”; Giovanna Jacotti “Vergine orante” – scultura lignea policroma Strutture murarie”; Carlotta Banchelli, Vincenzo Calvanese, Fabiano Ferrucci, Raffaella Guarino, Paolo Mighetto, Antonino Russo e Manuela Valentini

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Il cantiere di restauro della Casa delle Nozze d’Argento a Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Restituire l’antico carattere”. Il restauro dell’oecus tetrastilo della Casa delle Nozze d’Argento a Pompei”; Luciana Festa e Ylenia Rubino “Integrazioni dell’intarsio pavimentale soggetto a calpestio: la lastra Boncompagni a S. Maria in Vallicella”; Virginia Stampete “Proposta progettuale di allestimento e conservazione del blocco centrale sud delle Case Giardino presso il Parco Archeologico di Ostia Antica in Roma”; Maria Luisa Mutschlechner e Chiara Scioscia Santoro “La facciata di San Tommaso in Formis e il trattamento della lacuna come segno di antico, interpretazione del moderno, testimonianza dell’errore”; 17.30, Tavola rotonda conclusiva. Animano: Shirin Afra, Sara Abram, Emanuela Daffra, Daniela Esposito, Barbara Jatta, Maria Grazia Filetici, Paolo Liverani, Pietro Petraroia, Elisabetta Pallottino, Renata Picone.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Sette anni a Villa Giulia”, con Valentino Nizzo: primo incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”. Piccolo bilancio dell’ex direttore, ora docente all’Orientale di Napoli

roma_villa-giulia_ciclo-chi-cerca-ritrova_locandina-2024Sarà proprio Valentino Nizzo, l’indimenticato e indimenticabile direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ad aprire la seconda stagione del ciclo di conferenze “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”. Il museo Etru ha infatti confermato per il 2024 gli incontri divulgativi tenuti da esperti e studiosi di diverse discipline per presentare al grande pubblico la ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia come protagonisti. I professionisti del mondo dell’archeologia, della storia dell’arte e del restauro presenteranno le loro ricerche a curiosi, studenti e specialisti per diffondere la conoscenza dei loro studi, raccontare esiti e condividere ipotesi, offrendo nuovi spunti di lettura sui temi proposti. Tra i temi affrontati ci sarà la tomba Galeassi, i guerrieri etruschi di Vulci, le novità emerse dagli studi d’archivio e molto altro ancora. Da gennaio a dicembre, 10 conferenze su esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile. Gli appuntamenti si tengono in Sala Fortuna sempre alle 16 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Intanto si possono rivedere online le conferenze del 2023 https://www.youtube.com/playlist….

roma_villa-giulia_ciclo-chi-cerca-ritrova_sette-anni-a-villa-giulia_valentino-nizzo_locandinaAppuntamento dunque con la prima conferenza del 2024 “Sette anni a Villa Giulia”, venerdì 19 gennaio 2024, in Sala Fortuna alle 16 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Protagonista Valentino Nizzo, già direttore del museo nazionale Etrusco, ripercorrerà i 7 anni trascorsi alla direzione di uno dei musei archeologici più prestigiosi del mondo, presentando i risultati di quanto realizzato finora e i progetti in corso a Villa Giulia. film_sette-anni-in-tibet_locandina“Questa bella iniziativa dei servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia”, spiega Nizzo, “era partita prima che il mandato finisse anticipatamente. Era stata immaginata come l’occasione per fare il punto della situazione, in vista dei due anni che mancavano, sui progetti compiuti, su quelli in corso e su quelli ancora da compiere. Il settimo anno era appena iniziato ma mi piaceva troppo il riferimento cinematografico al quasi omonimo romanzo Sette anni in Tibet, anche in virtù – scherza – delle lapalissiane somiglianze con il protagonista del suo adattamento cinematografico”. Poi passa a scorrere l’album dei ricordi: “L’esperienza meravigliosa di Villa Giulia è stata effettivamente molto simile a una lunga scalata, con tanti territori ancora inesplorati e la necessità di mettere davanti a tutto le esigenze di una struttura delicatissima, dalle grandi potenzialità in buona parte inespresse, molte ancora tutte da interpretare come il recupero delle Concerie Riganti. Passo dopo passo e spesso in modo laboriosamente silente, la squadra del museo, sempre purtroppo molto esigua ma fortemente motivata, è riuscita a mettere in fila i tasselli di quello che sin da subito è apparso un tetris molto complesso.

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Il direttore Valentino Nizzo nel 2022 davanti al sarcofago degli Sposi con un gruppo di studenti in visita al museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

A ottobre – ricorda – abbiamo ultimato finalmente il complicatissimo trasloco e riallestimento della biblioteca e di una parte degli archivi che ha comportato un lunghissimo intervento di recupero degli spazi e riorganizzazione dei materiali. Non abbiamo fatto in tempo nemmeno a inaugurarli impegnati come eravamo nella mostra sui Castellani a Milano e in quella su Spina a Roma. Le incertezze degli ultimi mesi e l’esigenza di garantire la continuità non lo hanno consentito ma spero presto sia possibile farlo perché con questi strumenti il museo ha acquisito spazi fondamentali per lo studio e la ricerca. Questo lavoro è andato di pari passo con la razionalizzazione e il riscontro dei magazzini che già ad agosto avrebbe dovuto portare il museo a disporre di un deposito d’eccellenza accessibile straordinariamente al pubblico. Poi un imprevisto ha reso necessarie delle verifiche statiche che fortunatamente hanno avuto esiti negativi ma non mi hanno dato la soddisfazione di veder completato anche questo pezzo fondamentale del mosaico. Sarà anche l’occasione – conclude – per salutare chi vorrà/potrà esserci tra le tante persone che mi hanno sostenuto in questi splendidi anni aiutandomi a superare con il sorriso e l’affetto tante difficoltà”.

Valentino Nizzo direttore del Museo archeologico di Villa Giulia - Roma

Valentino Nizzo, nel 2023, quando era direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Valentino Nizzo ha compiuto gli studi all’università “Sapienza” di Roma dove ha conseguito laurea, specializzazione e dottorato di ricerca in Etruscologia. Dopo un biennio post-dottorale in “Archeologia Globale” all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, nel 2010 è diventato funzionario archeologo per il ministero della Cultura, prima al museo Archeologico nazionale di Ferrara e poi alla direzione generale Musei. Nel 2017 ha vinto la selezione internazionale per la direzione del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che ha diretto fino al dicembre 2023. In qualità di esperto altamente qualificato nel settore, ha insegnato presso diverse università italiane tenendo corsi di museologia, comunicazione ed etruscologia. Ha partecipato a numerosi scavi archeologici e ottenuto vari premi e borse di studio. Ha inoltre più di 200 pubblicazioni (parzialmente accessibili online: https://sumitalia.academia.edu/ValentinoNizzo). I suoi interessi vertono sulle problematiche storico-culturali delle civiltà etrusco-italiche, sulla prima colonizzazione greca, sul confronto tra archeologia e antropologia, sull’ideologia funeraria e sui meccanismi di comunicazione archeologica. Attualmente è professore associato di Etruscologia e Antichità italiche all’università di Napoli L’Orientale.

In libreria “Egittologia. Un’introduzione” (Le Monnier università) di Patrizia Piacentini e Massimiliana Pozzi Battaglia, manuale agile ma esaustivo sull’antica civiltà della Valle del Nilo

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Copertina del libro “Egittologia. Un’introduzione” (Le Monnier università) di Patrizia Piacentini e Massimiliana Pozzi Battaglia

A presentarlo in Curia Iulia a Roma nei giorni scorsi è stato l’archeologo Paolo Matthiae, professore emerito di Sapienza Università di Roma e Accademico dei Lincei (vedi Facebook). Parliamo del libro di Patrizia Piacentini e Massimiliana Pozzi Battaglia “Egittologia. Un’introduzione” (Le Monnier università). Il manuale, pubblicato nel 2023, intende offrire al lettore, che sia uno studente universitario o un appassionato della storia egizia, una panoramica agile ma esaustiva sull’antica civiltà della Valle del Nilo, delineandone non soltanto la storia evenemenziale (come successione di singoli avvenimenti) ma anche gli aspetti connessi alla vita quotidiana, alle credenze e ai culti religiosi, alla vita sociale e politica, all’artigianato e alla cultura materiale, ai commerci e ai rapporti con gli Stati confinanti. Dopo un’introduzione sulla storia dell’Egittologia, si susseguono i capitoli relativi ai differenti periodi della storia egizia e alle imprese dei singoli faraoni, dalle premesse pre e proto-storiche sino al dominio romano. Il dato archeologico è esposto in maniera chiara, integrato dalle fonti testuali e iconografiche, e corredato da un ricco apparato bibliografico. Numerosi box tematici, infine, forniscono approfondimenti sugli aspetti più peculiari della cultura egizia: scrittura, letteratura, manifestazioni artistiche e architettura, usi e pratiche funerarie.

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Patrizia Piacentini, egittologa dell’università di Milano (foto mudec)

Patrizia Piacentini, socia dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Ambrosiana, è professore ordinario di Egittologia e Archeologia egiziana all’università di Milano, dove è anche responsabile scientifico della Biblioteca e degli Archivi egittologici. È direttore dell’Egyptian-Italian Mission at West Aswan che scava una grande necropoli nell’Egitto meridionale. Nel 2022 è stata insignita del premio Gaston Maspero alla carriera dall’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres. Fa parte di comitati scientifici e di presidenza di varie Associazioni e Fondazioni egittologiche, ed è rappresentante per l’Italia dell’International Association of Egyptologists. Autore di numerose monografie e articoli scientifici, ha organizzato mostre in vari Paesi del mondo e numerosi congressi. È fondatore e direttore della rivista EDAL, Egyptian and Egyptological Documents Archives Libraries (Milano).

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L’egittologa Massimiliana Pozzi (foto unimi)

Massimiliana Pozzi, egittologa con specializzazione in didattica museale, è fondatore della SCA – Società Cooperativa Archeologica che dal 1994 si occupa di scavi, schedature museali, attività didattiche, esposizioni temporanee. È vicedirettore dell’Egyptian-Italian Mission at West Aswan. Ha al suo attivo numerose mostre a tema egittologico, tra cui “Etruschi Egizi. Da Eugene Berman allo scarabeo dorato”, curata con Alfonsina Russo ai Musei Capitolini di Roma (2018) e “La straordinaria scoperta del faraone Amenofi II”, curata con Patrizia Piacentini al Museo delle Culture di Milano (2017). Si è occupata di varie collezioni egizie, come quella del museo civico di Scienze Naturali di Brescia e la Collezione Berman al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. È autore di molti saggi e curatore di cataloghi, quali “Egitto. Fascino e misteri della terra del Nilo” (2010) e “Il fascino dell’Egitto. Il ruolo dell’Italia pre e post unitaria nella riscoperta dell’antico Egitto” (2011).

Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del Master di II livello in “Diritto e Nuove Tecnologie per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali”

roma_curia-iulia_master_diritto-e-nuove-tecnologie-per-la-valorizzazione-dei-beni-culturali_locandinaMartedì 19 dicembre 2023, alle 15, la Curia Iulia ospita la presentazione del Master di II livello in “Diritto e Nuove Tecnologie per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali”. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Ersilia Barbato, prorettrice alla Didattica di Sapienza Università di Roma; Giulia Silvia Ghia, assessore alla Cultura, scuola, sport e politiche giovanili del Municipio I di Roma Capitale; Gen. B. Francesco Gargaro, comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale; Luigi Rinella, direttore del Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato; Luigi Capogrossi Colognesi, Accademia dei Lincei. Segue la presentazione del lavoro di tirocinio sulla “Fondazione Giacomo Boni – Flora Palatina”. Coordinamento scientifico: Roberta Alteri (parco archeologico del Colosseo) e Alessandra Micali (responsabile del tirocinio per il Master). Tirocinanti: Mariana Coronel Gómez, Piergiorgio Monti, Giorgia Roma, Valeria Minisini, Marianna Nicolosi, Gianmarco Santoro, Edoardo Rosito. Conclude Elena Tassi, direttrice del Master.

Il Master nasce dalla sinergia di partner pubblici e privati nell’ambito del DTC – Centro d’Eccellenza della Regione Lazio. L’iniziativa vede il coinvolgimento del dipartimento di Scienze giuridiche di Sapienza Università di Roma, del parco archeologico del Colosseo, dell’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR, nonché di docenti di elevata professionalità, provenienti dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, dal Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato e da numerosi altri Enti ed Aziende di riconosciuta competenza nel settore. Il Corso, giunto ormai alla sua quinta edizione, ha come obiettivo la formazione di nuovi profili professionali capaci di interagire in modo efficace all’interno del settore multidisciplinare dei beni culturali, pubblici e privati, consentendo l’acquisizione di competenze che spaziano dal diritto al management, dall’impiego delle nuove tecnologie alla realizzazione e gestione di modelli integrati di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Milano. Al museo di Storia Naturale apre “Tracce”, il nuovo percorso immersivo e coinvolgente dedicato all’evoluzione umana. Due giorni di ingresso gratuito e di incontri aperti al pubblico con studiosi e ricercatori

milano_storia-naturale_mostra-tracce-storia-dell-evoluzione-umana_locandinaAl museo di Storia Naturale di Milano apre “Tracce”, il nuovo percorso immersivo e coinvolgente dedicato all’evoluzione umana. Il 19 dicembre 2023, alle 10, ci sarà l’evento di inaugurazione, con ingresso libero fino a esaurimento posti e trasmessa in diretta streaming su scienzainrete.it. Martedì 19 e mercoledì 20 dicembre 2023 sono previsti l’ingresso gratuito al Museo e un programma di incontri aperti al pubblico con studiosi e ricercatori. L’allestimento con cui il museo di Storia di Naturale di Milano riapre la sala dedicata alle origini della nostra specie ha coinvolto, oltre ai Conservatori e al personale del Museo, progettisti, tecnici, grafici e artisti. Programma dell’inaugurazione martedì 19 dicembre 2023: alle 10, i saluti istituzionali di Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano; Domenico Piraina, direttore Cultura e Area Mostre e Musei scientifici; Chiara Fabi, responsabile Musei scientifici. Introduce: Anna Alessandrello, conservatore di Paleontologia MSNM. Alle 10.30, lectio magistralis di Giorgio Manzi, paleoantropologo (Sapienza Università di Roma), “Sulle tracce dell’evoluzione umana”; 12, apertura al pubblico della nuova esposizione; 14.30, “Tracce. Una conversazione sull’evoluzione umana”: Silvia Bencivelli, giornalista scientifica, incontra Marco Cherin, paleontologo (università di Perugia); Jacopo Moggi Cecchi, paleoantropologo (università di Firenze); Marco Peresani, archeologo (università di Ferrara); Fabio Di Vincenzo, paleoantropologo (università di Firenze); Olga Rickards, antropologa molecolare (università di Roma Tor Vergata).

Roma. All’Odeion della facoltà di Lettere di Sapienza università presentazione del libro “Un frammento alla volta. Lezioni dall’archeologia” di Marcella Frangipane: un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta delle prime civiltà umane

roma_sapienza_libro-un-frammento-alla-volta-dieci-lezioni-sull-archeologia_presentazione_locandinaGli oggetti hanno un’anima e una storia che passa attraverso le mani degli artigiani che li hanno forgiati e di coloro che li hanno usati. Ecco il senso dell’archeologia: far parlare il tempo attraverso le cose, per ricostruire l’impossibile fotografia del passato. Il 13 dicembre 2023, alle 18, nell’aula Odeion della facoltà di Lettere di Sapienza università di Roma, in piazzale Aldo Moro 5, presentazione del libro “Un frammento alla volta. Lezioni dall’archeologia” (Il Mulino) di Marcella Frangipane. Dopo i saluti di Arianna Punzi, preside della facoltà di Lettere, e di Giorgio Piras, direttore del dipartimento di Scienze dell’Antichità, intervengono Andrea Cardarelli (Sapienza università di Roma), Clelia Mora (università di Pavia), Guglielmo Chiodi (Sapienza università di Roma) e Giulio Palumbi (università di Bari – Cnrs). Moderano Francesca Balossi Restelli e Lucia Mori (Sapienza università di Roma).

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Copertina del libro “Un frammento alla volta. Lezioni dall’archeologia” di Marcella Frangipane

“Un frammento alla volta”. Frammenti di vita quotidiana, tracce di rituali religiosi, di attività economiche e di relazioni tra persone e con l’ambiente: gli oggetti portano il segno di quanto avvenuto nel tempo in cui furono creati e delle loro funzioni all’interno della comunità. Come schegge di uno specchio ci restituiscono l’immagine di quello che siamo stati e ci aiutano a dar forma al passato. Per riannodare i fili di questi mondi lontani e poco riconoscibili è necessario un lavoro lungo anni. Oltre quaranta sono quelli che Marcella Frangipane ha trascorso sul sito di Arslantepe in Anatolia, dove sorge il palazzo pubblico più antico del mondo: un viaggio nel tempo – che risale al V millennio a.C. e oltre – e nello spazio – esteso a tutto il territorio della Mezzaluna fertile – alla scoperta delle prime civiltà umane e di quei fenomeni politici e sociali che ancora regolano le nostre vite. Dieci lezioni dall’archeologia dei tempi più antichi per capire come siamo arrivati fin qui e come potrebbe essere il nostro domani.

Roma. A Palazzo Massimo “Con sobria chiarezza”, due giornate di studio in onore di Giovanni Becatti a cinquant’anni dalla scomparsa: in presenza e on line. Il programma

roma_palazzo-massimo_giornata-di-studio-con-sobria-chiarezza_locandina“Con sobria chiarezza” giornate di studio in onore di Giovanni Becatti. A cinquant’anni dalla scomparsa, il parco archeologico di Ostia antica celebra la figura di Giovanni Becatti con due giornate di convegno a Roma, a Palazzo Massimo alle Terme, il 4 e 5 dicembre 2023: in presenza e on line sul canale YouTube del Parco: https://www.youtube.com/@parcoarcheologicodiostiaan4711. Grazie al contributo di allievi, colleghi e continuatori della sua opera nell’ufficio degli Scavi di Ostia, verrà ripercorsa la carriera di uno studioso che ha lasciato un’impronta profonda nella storia dell’arte antica e nell’archeologia del XX secolo. Di multiformi interessi, Becatti seppe spaziare dall’arte minoica alla paletnologia e dall’arte greca arcaica alla tarda antichità, affrontando con uguale competenza e passione l’arte, la storia e la filologia classica. I vari contributi consentiranno di delineare il profilo di un vero umanista, capace di coniugare l’attività di ricerca sul campo con una conoscenza enciclopedica delle fonti antiche e dell’iconografia, unite a una grande versatilità scrittoria e divulgativa.

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Il leone: dettaglio della sala di rappresentanza in opus sectile di una villa (domus) monumentale fuori Porta Marina a Ostia, conservato al museo dell’Alto Medioevo (foto Muciv)

Del periodo ostiense verranno esaminati i molteplici filoni di ricerca che Becatti seppe dipanare nella sua lunga attività al servizio della Soprintendenza archeologica. Giunto ventiseienne a Ostia, ma già con l’esperienza formativa degli scavi a Lemno con la Scuola Archeologica Italiana di Atene, divenne il principale collaboratore del direttore degli Scavi Guido Calza, che gli affidò la pubblicazione delle sculture trovate negli sterri per l’Esposizione Universale del 1942 e lo studio tipologico di tappeti musivi e mitrei. Nel frattempo coltivava la sua vocazione per l’insegnamento, iniziando a Pisa quella feconda attività didattica che l’avrebbe portato a Milano, Firenze e Roma, coltivando in ogni cattedra una prolifica scuola di allievi ed epigoni. La carriera accademica non gli impedì di continuare la collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Ostia, portando a termine il volume della Topografia Generale – primo della serie di Scavi di Ostia – e pubblicando nella stessa collana l’Edificio con Opus Sectile fuori Porta Marina, esempio eccezionale dell’arte dell’intarsio marmoreo fiorita nella tarda antichità. Le testimonianze dei colleghi e di chi lo conobbe sono concordi nel delineare una figura modesta, laboriosa, collaborativa e disponibile, che fino all’ultimo portò il suo contributo sia in ambito editoriale, con la grandiosa impresa dell’Enciclopedia dell’Arte Antica, sia continuando a stimolare la ricerca sul campo, con l’avvio dello scavo universitario delle Terme del Nuotatore. In occasione del convegno verrà affissa una targa in ricordo dello studioso sulla facciata del Museo Ostiense, dove sono ugualmente onorati i colleghi e i collaboratori dei suoi esordi, quasi a voler ricostituire quell’affiatato gruppo di lavoro e di ricerca che “con sobria chiarezza” seppe avviare gli studi moderni su Ostia.

Programma 4 dicembre 2023: “Giovanni Becatti e Ostia”, modera Alessandro D’Alessio. Alle 9, saluti istituzionali: Stéphane Verger (direttore del museo nazionale Romano), Massimo Osanna (direttore generale Musei); 9.15, introduzione al convegno con Alessandro D’Alessio (direttore del parco archeologico di Ostia antica); 9.30, Fausto Zevi (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti, un ricordo ostiense”; 10, Dario Daffara (parco archeologico di Ostia antica) “Il silenzioso ardore per la ricerca: Giovanni Becatti a Ostia (1938-1954) e a Milano (1954-1957)”; 10.30, Claudia Valeri (Musei Vaticani) “Giovanni Becatti e la scultura ostiense”; pausa caffè; 11.30, Cristina Genovese (parco archeologico di Ostia antica) “Mosaici e pavimenti marmorei di Ostia: attualità dello studio di Giovanni Becatti”; 12, Carlo Pavolini (già università della Tuscia – Viterbo) “Considerazioni sulle Case ostiensi del tardo impero 75 anni dopo”; 12.30, discussione. Pausa pranzo. Alle 14.30, Claudia Tempesta (parco archeologico di Ostia antica), Stella Falzone (università Roma Tre) “Rileggere Becatti alla luce di Gismondi: il contributo della documentazione d’archivio alla ricostruzione del contesto della Domus sotto il Vicolo del Dioniso”; 15, Filippo Marini Recchia (archeologo indipendente), Paola Olivanti (archeologa indipendente) “La basilica forense di Ostia: una revisione dei dati d’archivio a ottant’anni dalla pubblicazione di Giovanni Becatti”; 15.30, Clementina Panella (già Sapienza Università di Roma), Maura Medri (università Roma Tre) “Le Terme del Nuotatore in Ostia Antica. Lo scavo, i contesti, l’architettura”; 16, discussione.

Programma 5 dicembre 2023: “Giovanni Becatti, gli studi e l’insegnamento”, modera Patrizio Pensabene. Alle 9.30, Graziella Becatti (storica dell’arte indipendente) “Chi era Giovanni Becatti”; 10, Carlo De Domenico (università Statale di Milano) “Giovanni Becatti in Grecia (1936-1937)”; 10.30, Gabriella Capecchi (già università di Firenze) “Giovanni Becatti professore di Archeologia Classica nella “tradizione giovane” dell’Ateneo fiorentino”; pausa; 11.30, Maria Grazia Picozzi (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti storico dell’arte antica”; 12, Stefano Tortorella (già Sapienza Università di Roma) “Gli studi di iconografia di Giovanni Becatti”; 12.30, discussione. Pausa pranzo. Alle 14.30, Marco Ruffini (Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti e la critica d’arte”; 15, Patrizio Pensabene (già Sapienza Università di Roma) “Lo stile è una fiction? Sono da considerare superati i cataloghi tipologici?”; 15.30, Andrea Carandini (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti, un uomo bravo e buono”; 16, discussione e tavola rotonda.

Venezia. A Ca’ Foscari giornata di studi, in presenza e on line, “Jebel Barkal. Half a Century of the Italian Archaeological Mission in Sudan” con i membri della missione e i colleghi di Naga, Wad Ben Naga e Hugair Gubli

venezia_ca-foscari_convegno-Jebel-Barkal-Mezzo-secolo-della-Missione-Archeologica-Italiana-in-Sudan_locandinaÈ tutto pronto. Gli egittologi della Missione Italiana a Jebel Barkal (Sudan) Jebel con i colleghi di Naga (@nagaproject), Wad Ben Naga (@narodnimuzeum), Hugair Gubli (@egittologiasapienza), @university_khartoum, pronti per le celebrazioni dei cinquant’anni della missione in Sudan: “Celebriamo questi lunghi 50 anni, sì”, spiegano a Ca’ Foscari, “ma celebriamo soprattutto il Sudan, il suo patrimonio archeologico, la sua gente, che da decenni ci ospita e collabora con tutti noi alla realizzazione di un progetto culturale che diventi una forza e una risorsa per la stessa popolazione di questo fiero, tormentato, straordinario Paese”. Appuntamento il 1° dicembre 2023 in aula Baratto dell’università Ca’ Foscari di Venezia, in Dorsoduro 3246, per la giornata di studi “Jebel Barkal. Half a Century of the Italian Archaeological Mission in Sudan”. Link al convegno: https://unive.zoom.us/j/87466460227…. Tra gli ospiti: Paola Buzi e Angelo Colonna di Egittologia e civiltà copta dell’università Sapienza di Roma, che ha accolto la missione con Sergio Donadoni dal 1973 al 2004; Alessandro Roccati, successivo direttore fino al 2010; Karla Kroeper e Christian Perzlmeier, con il loro progetto quasi trentennale nel sito di Naga (https://naga-project.com/naga-online/) ; Pavel Onderka e Vlastimil Jung Vrtal, che ci racconteranno dei loro scavi a Wad Ben Naga, sito in parte coevo a quello di Jebel Barkal; Nuha Abdelhafiz, che testimonierà le relazioni tra le due università di Venezia e di Khartoum. E poi ci saranno tutti i membri della Missione Italiana in Sudan a Jebel Barkal.

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Foto di gruppo della missione archeologica italiana in Sudan a Jebel Barkal: al centro, accosciate, Federica Pancin e Francesca Iannarilli; in piedi, Emanuele Ciampini (foto mai-sudan)

PROGRAMMA. Alle 8.30, saluti; 8.45, Emanuele M. Ciampini (Ca’ Foscari University of Venice, Jebel Barkal Mission) “The Way We Were. Past and future of an Archaeological Mission”; 9, Karla Kroeper – Christian Perzlmeier (Staatliches Museum Ägyptischer Kunst, Naga Project) “Naga city: what is a palace. Naga city: where is a palace”; 9.30, Francesca Iannarilli – Nuha Abdel Hafiz (Ca’ Foscari University of Venice, Jebel Barkal Mission – Khartoum University) “Jebel Barkal today and tomorrow: the latest excavations and new Venice-Khartoum exchange projects”; 10, Paola Buzi – Angelo Colonna (Sapienza University of Rome, Hugair Gubli Mission) “After Jebel Barkal. Sapienza University and Nubia today”; 10.30, discussione; 10.45, pausa caffè; 11.15, Alessandro Roccati (Jebel Barkal Mission) “The Times of Natakamani”; 11.30, Silvia Callegher – Federica Pancin (Jebel Barkal Mission) “Pieces of the past: interpreting and reconstructing the façades of the Palace of Natakamani”; 12, Pavel Onderka – Vlastimil Vrtal (National Museum in Prague, Wad Ben Naga Expedition) “The Isis Temple at Wad Ben Naga and Its Egyptian Inscriptions – Account of Giuseppe Ferlini on his excavations at Wad Ben Naga (Vod-Benaga)”; 12.30, discussione finale.