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Verona. Piero Gazzola: nuove letture”: nella sede della Sabap presentazione degli ultimi due recenti libri sull’operato di Piero Gazzola che è stato senza dubbio un protagonista della cultura architettonica e del restauro della seconda metà del Novecento, in Italia e in Europa

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Piero Gazzola, protagonista della cultura architettonica e del restauro della seconda metà del Novecento, in Italia e in Europa (foto associazione archivio piero gazzola)

“Piero Gazzola: nuove letture”: la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza insieme all’Associazione Archivio Piero Gazzola organizza per il giorno 6 ottobre 2023, alle 17, nella propria sede, in piazza San Fermo 3/A a Verona, la presentazione di due novità editoriali dedicate all’operato di Piero Gazzola che è stato senza dubbio un protagonista della cultura architettonica e del restauro della seconda metà del Novecento, in Italia e in Europa. Le attività scientifiche e l’operato del soprintendente veronese sono state, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, oggetto di studi, pubblicazioni e convegni. A poco più di dieci anni dall’uscita dell’ultimo volume dedicato alla sua figura e al suo impegno di ricerca, didattico, istituzionale e politico, torna l’attenzione su di lui con due nuovi libri dati alle stampe, a distanza di pochi mesi, tra il 2021 e il 2022: “Piero Gazzola: scritti inediti di un manuale del restauro dei monumenti” (Editori Paparo, Napoli) di Claudia Aveta e “Piero Gazzola. Tutela e restauro dei castelli” (Marsilio Editori, Venezia) di Chiara Mariotti. La complessità del periodo nel quale vive e opera Gazzola è matrice stessa delle sfide culturali che è stato chiamato ad affrontare e alle quali ha fornito contributi di rilievo, sia sul piano teoretico che operativo, in ambito nazionale e internazionale: dalla ricostruzione dei monumenti danneggiati dalla guerra alla salvaguardia dei centri storici e dell’ambiente; dalla revisione dei principi alla base della tutela del patrimonio monumentale con la Carta di Venezia alla formazione del personale specializzato; dalla conservazione attiva del costruito, con particolare riguardo all’architettura fortificata, all’incontro legittimato tra preesistenza e progetto.

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Ritratto di Piero Gazzola (foto associazione archivio piero gazzola)

Programma. Dopo i saluti di Fabrizio Magani, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Claudio Carcereri de Prati, presidente dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona; Fiorenzo Meneghelli, vice-presidente dell’istituto italiano dei Castelli; Pia Gazzola, presidente dell’associazione Archivio Piero Gazzola; Silvia Dandria, funzionario della SABAP Vr e coordinatrice dell’associazione Archivio Piero Gazzola; Bianca Gioia Marino, professoressa di Restauro architettonico all’università Federico II di Napoli; Andrea Ugolini, professore di Restauro architettonico all’università di Bologna; intervengono Daniela Esposito, professoressa di Restauro architettonico a Sapienza università di Roma; Annunziata Maria Oteri, professoressa di Restauro architettonico al Politecnico di Milano; Andrea Pane, professore di Restauro architettonico alla “Federico II”. Saranno presenti le autrici Claudia Aveta e Chiara Mariotti, e gli editori Paparo e Marsilio.

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Copertina del libro “Piero Gazzola: scritti inediti di un manuale del restauro dei monumenti” (Editori Paparo, Napoli) di Claudia Aveta

Piero Gazzola: scritti inediti di un manuale del restauro dei monumenti. Tra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso, nell’intenso e fecondo dibattito sul restauro e sulla conservazione del patrimonio architettonico ed ambientale avvenuto in Italia ed all’estero emergeva, tra gli altri esperti, una personalità colta e dinamica di alto rilievo, Piero Gazzola, di cui è ben noto anche l’apporto dato, con Roberto Pane, alla elaborazione della Carta di Venezia (1964). Sono anni nei quali nella disciplina del restauro si registra una straordinaria evoluzione, i cui innovativi concetti hanno rappresentato l’humus di studi e ricerche che si sono sviluppati negli ultimi decenni del secolo scorso e sono oggetto del dibattito attuale.

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L’architetto Claudia Aveta dell’università “Federico II” di Napoli

Claudia Aveta, architetto, Ph.D. in Conservazione dei Beni architettonici, è ricercatore di Restauro architettonico dell’università di Pisa, ha dedicato a Gazzola il suo percorso formativo a partire dalla ricerca di dottorato e ha pubblicato su di lui due volumi: “Piero Gazzola. Restauro dei monumenti e tutela ambientale” (2007); “Piero Gazzola: scritti inediti di un manuale del restauro dei monumenti” (2021). In quello più recente, la studiosa propone una riflessione critica su di una serie di scritti inediti, dallo stesso soprintendente intitolati Manuale del restauro architettonico, ritrovati e catalogati nell’Archivio a lui dedicato, in S. Ciriaco di Negrar. Un capitolo introduttivo è risultato utile a definire il coevo contesto storico-culturale nel quale si svolgeva l’attività di Gazzola, in ambito nazionale e internazionale. Poi, si ritrova il commento critico dell’autrice, con riferimento puntuale ai vari capitoli del Manuale. Il linguaggio di Gazzola risulta colto, ma diretto e divulgativo, coerente con un messaggio rivolto alle giovani generazioni di architetti, a cui intende disvelare le sue appassionate convinzioni, frutto di tante esperienze e di tante battaglie culturali.

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Copertina del libro “Piero Gazzola. Tutela e restauro dei castelli” (Marsilio Editori, Venezia) di Chiara Mariotti

Piero Gazzola. Tutela e restauro dei castelli. Il saggio indaga il contributo di Piero Gazzola (1908-1979) alla tutela e al restauro dei castelli, o meglio, delle architetture fortificate. Approfondendo un capitolo inedito della ricerca dello studioso, offre una lettura della vicenda-fortificazioni attraverso la lente della conservazione, con particolare riferimento alle acquisizioni teoriche maturate negli anni sessanta. L’ambito dei castelli, solo apparentemente settoriale, si rivela un osservatorio privilegiato per descrivere un più ampio spaccato della disciplina nel secondo Novecento, e la stessa azione di Gazzola per le strutture munite risulta ricentrata a favore del costruito esistente. In generale, le riflessioni che il saggio elabora si collocano nell’alveo degli studi rivolti al tentativo di rendere attuale l’architettura del passato, sono incentrate sulla relazione tra la dimensione diacronica delle fabbriche storiche e il rapporto sincronico da istituire con la contemporaneità e bilanciano cultura della conservazione e progetto.

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L’architetto Chiara Mariotti dell’università Politecnico delle Marche

Chiara Mariotti, architetto, Ph.D. in Architettura, è ricercatore di Restauro architettonico all’università Politecnica delle Marche e docente all’università di Bologna. Svolge attività didattica e di ricerca su aspetti teorico-critici e tecnici del restauro del patrimonio costruito; tra le sue linee di ricerca emerge quella sulla conservazione delle architetture fortificate, dai castelli medievali alle difese contemporanee, che affronta a partire dalla Tesi di Dottorato dal titolo “Il restauro dei castelli in Italia 1964- 2014”. In quella ricerca sono già presenti gli stimoli che porteranno, sulla scorta di approfondite ricerche nell’Archivio di San Ciriaco di Negrar, alla pubblicazione del volume “Piero Gazzola. Tutela e restauro dei castelli”, edito da Marsilio nel 2022. Lo scritto si configura come rilettura critica e intenzionalmente diretta dell’opera teoretica, operativa e istituzionale di Gazzola, sotto la cifra specifica e singolare del “castello” o, meglio, dell’architettura fortificata; ne ripercorre l’attività e il ruolo presso gli Istituti castellani internazionali e nazionali (Internationales Burgen Institut e Istituto Italiano dei Castelli), parte dai castelli ma li assume a paradigma di riflessioni più generali, osservatorio privilegiato per descrivere un più ampio spaccato della disciplina nel secondo Novecento.

Roma. Per “Dialoghi in Curia”, presentazione, in presenza in Curia Iulia e on line, il libro “Roma. Il racconto di due città” di Daniele Manacorda (Carocci editore). Prenotazione obbligatoria

Roma_curia-iulia_presentazione-libro-roma-il-racconto-di-due-città_di-daniele-manacorda_locandinaPer “Dialoghi in Curia”, giovedì 21 settembre 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Roma. Il racconto di due città” di Daniele Manacorda, edito da Carocci editore. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo; intervengono: Andrea Augenti, università di Bologna; Andrea Carandini, professore emerito Sapienza università di Roma; Elisabetta Pallottino, università Roma Tre. Sarà presente l’autore. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite https://21settembre_manacorda.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina FB del parco archeologico del Colosseo.

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Copertina del libro “Roma. Il racconto di due città” di Daniele Manacorda

“Roma. Il racconto di due città” di Daniele Manacorda. Nella sterminata produzione di libri su Roma, sulle sue vicende, il suo paesaggio, i suoi abitanti questo volume, che accompagna il lettore lungo tremila anni di storia urbana, inserisce un’ottica finora mai tentata: quella della tridimensionalità. Attraverso una visione archeologica della stratificazione urbana e delle modalità di accrescimento del suolo, l’autore propone una risposta originale a una domanda apparentemente insensata: quante Rome si sono succedute nel corso dei secoli? In quale città viviamo oggi quando percorriamo le vie del centro storico più vasto d’Italia? Roma infatti è certamente una ma al tempo stesso è plurale per la complessità delle sue vicende istituzionali e urbanistiche, che ne hanno via via mutato la dimensione e il volto dal solco di Romolo alla metropoli odierna. La prospettiva aperta in queste pagine individua una cerniera nella sua vita millenaria, una “morte” e una “rinascita”, stimolando riflessioni nuove sul tema antico del rapporto fra passato e presente nella città contemporanea.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Acqua Virgo tra campagna e città: un viaggio di oltre duemila anni”: quinto incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”

roma_villa-giulia_chi-ricerca-trova_incontro-maria-elisa-amadasi_locandina“Acqua Virgo tra campagna e città: un viaggio di oltre duemila anni”: quinto incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”: 8 conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 22 settembre 2023, alle 16, l’archeologa Maria Elisa Amadasi ci accompagna in un viaggio attraverso lo spazio e il tempo. Quando si parla di acquedotti romani, solitamente si pensa alle maestose arcuazioni che ancora oggi caratterizzano i dintorni di Roma, senza immaginare che esse rappresentano solo una piccolissima parte del sistema acquedottistico. Gli acquedotti romani correvano infatti per la maggior parte in sotterranea. In compagnia dell’archeologa Maria Elisa Amadasi viaggeremo nel tempo alla scoperta dell’Aqua Virgo: il più antico acquedotto ancora in funzione a Roma. Partendo dalla campagna romana percorreremo il canale ipogeo e raggiungeremo i sotterranei di Villa Giulia, dove tuttora corre un tratto di acquedotto. Recenti indagini archeo speleologiche, condotte in collaborazione con Sotterranei di Roma, stanno restituendo interessanti dati sull’articolato sistema di canali che sottopassa il Museo. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov.it.

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L’archeologa Maria Elisa Amadasi

Maria Elisa Amadasi ha conseguito un dottorato di ricerca in Archeologia classica alla Sapienza, università di Roma. Durante il percorso universitario presso il medesimo Ateneo, ha maturato grande interesse nello studio degli acquedotti romani. Dapprima si è occupata dello studio dell’Aqua Traiana e successivamente dell’Aqua Virgo, argomento della sua tesi di dottorato.

Roma. All’Academia Belgica la giornata di studi “Ostia in guerra. Tracce del secondo conflitto mondiale alla foce del Tevere”: le vicende della guerra, a lungo dimenticate, verranno evocate grazie ai documenti d’archivio e alle tracce fisiche ancora visibili sul territorio

ostia-antica_parco_giornata-di-studi-ostia-in-guerra_locandinaAl debutto degli anni ’40 del Novecento gli Scavi di Ostia stavano vivendo un’intensa stagione di scavi finanziati in vista dell’Esposizione Universale di Roma del 1942. Lavori febbrili, che stavano portando in luce un’ampia fetta della città antica, sotto la direzione di Guido Calza. Ma nel 1940 l’Italia entra in guerra: da quel momento niente fu più lo stesso e gli Scavi di Ostia furono coinvolti nel conflitto militare. Gli scavi vennero evacuati di tutto il personale, occupati da contingenti militari e parzialmente devastati da furti e atti di vandalismo, mentre il direttore e gli ispettori si adoperavano per la salvezza dei reperti archeologici e della documentazione d’archivio. Tracce materiali della Guerra sono rimaste a Ostia nelle carte d’archivio, nelle fotografie, nei reperti bellici rinvenuti in corso di scavo. Materiale eterogeneo che messo insieme consente di ricostruire la storia di Ostia antica durante il conflitto. Le vicende della guerra, a lungo dimenticate, verranno evocate grazie ai documenti d’archivio e alle tracce fisiche ancora visibili sul territorio nel corso della Giornata di studi “Ostia in guerra. Tracce del secondo conflitto mondiale alla foce del Tevere”, che si terrà a Roma, all’Academia Belgica, in via Omero 8 a Roma, il 19 settembre 2023, a cura di Dario Daffara, Marina Lo Blundo, Martina Marano. Il convegno “Ostia in Guerra” vuole pertanto mettere in fila le informazioni e i dati eterogenei che possediamo per il periodo della II Guerra Mondiale: un periodo molto vicino cronologicamente a noi, ma poco affrontato negli studi dal punto di vista della gestione di un sito archeologico.

ostia-antica_parco_giornata-di-studi-ostia-in-guerra_misure-protezione-antiaerea_foto-parco-ostia-anticaIL PROGRAMMA. Si inizia alle 9.15 con i saluti istituzionali di Sabine van Sprang (direttrice dell’Academia Belgica), cui seguono gli interventi. Alle 9.30, Alessandro D’Alessio (direttore del parco archeologico di Ostia antica) e Giulio Sinan (università Roma Tre) su “La guerra a Ostia: documenti e testimonianze del secondo conflitto mondiale”; 10, Dario Daffara (parco archeologico di Ostia antica) su “Prima della catastrofe: la difesa e l’evacuazione degli scavi”; 10.30, Grégory Mainet (université de Liège) su “I danni di guerra a Ostia antica”; 11, pausa caffè. Alle 11.30, Lorenzo Grassi (giornalista) e Andrea Grazzini (geologo) su “Vestigia belliche nel territorio e negli scavi”; 12, Marina Lo Blundo (parco archeologico di Ostia antica) su “La difesa delle opere d’arte nelle fotografie dell’archivio fotografico”; 12.30, Francesca Galanti (Sapienza università di Roma), Martina Marano (université catholique de Louvain) e Paolo Tomassini (université de Namur) su “Bello ardet… Ostia. Materiale bellico dalla parcella IV, VI, 1”; 13, pausa pranzo. Alle 14, Elizabeth Jane Shepherd (già direttore dell’Aerofototeca nazionale) su “Il territorio ostiense visto dai ricognitori Alleati”; 14.30, Simone Bucri (Ecomuseo del Territorio) su “La guerra nei ricordi degli ostiensi”. Alle 15, discussione finale e chiusura dei lavori: modera Alessandro D’Alessio.

Villamarzana (Ro). Al teatro parrocchiale la conferenza “Nuove ricerche archeologiche nell’insediamento protostorico di Villamarzana. Acquisizioni recenti e prospettive”

villamarzana_teatro_conferenza-nuove-ricerche-archeologiche-nell-insediamento-protostorico-di-villamarzana_locandinaMercoledì 26 luglio 2023, all’interno del progetto “Prima Europa: La Protostoria del Polesine” con la collaborazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, “Sapienza” università di Roma e il Centro polesano di Studi storici archeologici etnografici, al teatro parrocchiale di Villamarzana (Ro), alle 21, è in programma la conferenza “Nuove ricerche archeologiche nell’insediamento protostorico di Villamarzana. Acquisizioni recenti e prospettive”. Intervengono Daniele Menon, sindaco di Villamarzana; Paola Salzani e Paola Bianchi, soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Michele Cupitò e David Vicenzutto, dipartimento dei Beni culturali, università di Padova.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia partecipa con due appuntamenti al festival TeverEstate. Inizia il direttore Nizzo con “Fiumi di Storia”

roma_villa-giulia_eventi-teverestate_locandinaIl museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “si sposta” sulle banchine del lungotevere Tor Di Nona a Castel Sant’Angelo per TeverEstate, il Festival dedicato alla cultura, al vino, alla musica, ai libri, promosso da Cibaldone e App-Eventi, patrocinato dal Municipio I del Comune di Roma e dall’Orto Botanico, università di Roma La Sapienza, in collaborazione con l’associazione Il Talento di Roma e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Fino al 3 settembre 2023, sulle banchine del lungotevere Tor di Nona, tante occasioni di incontro e dialogo tra artisti, intellettuali e professionisti nell’affascinante cornice di Castel Sant’Angelo, con iniziative ad ingresso gratuito e una vastissima offerta di spettacoli e momenti d’intrattenimento. Il museo di Villa Giulia partecipa alle iniziative culturali con due appuntamenti. Il 18 luglio 2023, Valentino Nizzo, direttore del Museo, ci condurrà alla scoperta delle storie millenarie, fra realtà e leggenda, che legano il fiume Tevere alla città di Roma. Il 25 luglio 2023, Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle collezioni Museali, ci porterà a conoscere Villa Giulia, uno dei complessi architettonici e decorativi più prestigiosi del Rinascimento romano che dal 1889 ospita il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Un capolavoro inatteso, fra architetture e mirabili decorazioni, che le valsero la definizione di “ottava meraviglia del mondo”.

roma_villa-giulia_conferenza-fiumi-di-storia_valentino-nizzoPrimo appuntamento martedì 18 luglio 2023 sul lungotevere Tor Di Nona, alle 19.45, con la conferenza “Fiumi di Storia” del direttore Valentino Nizzo. Ingresso gratuito. Per info e prenotazioni: comunicazione@iltalentodiroma.com. Per i possessori della ETRUCARD possibilità di posti in prima fila su prenotazione e sconti sulle consumazioni al ristorante Terrazza Tevere su presentazione della etrucard. È un legame millenario quello che unisce la città di Roma al fiume Tevere. Un rapporto vitale e antico che affonda radici profonde nel mito della fondazione della città. Di questo e altro, di umano e divino, di storia e leggenda, racconterà Nizzo che avrà aneddoti da condividere e racconti da svelare per restituire il fiume alla cittadinanza fin dalle sue più antiche testimonianze.

Poggio Nativo (Ri). l’Open Day al cantiere di scavo di Grotta Battifratta, frequentata dal Paleolitico medio all’Età del Bronzo medio

poggio-nativo_grotta-battifratta_open-day_locandinaUn’alternativa al mare? Visitare il cantiere di scavo di un sito preistorico e scoprire come lavorano gli archeologi, i geologi, i restauratori e gli speleologi. Un’occasione per una visita diversa alla ricerca dell’avventura. Appuntamento sabato 8 luglio 2023, dalle 9.30 alle 13, con l’Open Day al cantiere di scavo di Grotta Battifratta, nel territorio comunale di Poggio Nativo (Ri), in località Casali, sul versante sinistro della valle del fiume Riano, un affluente minore del Farfa. La grotta ha attualmente la conformazione di un riparo sotto roccia dal quale si apre uno stretto cunicolo che porta a una sala interna. Le campagne di scavo finora condotte hanno consentito di individuare più fasi di frequentazione della grotta nel Paleolitico medio, nel Neolitico medio (fine VI-inizio V millennio a.C.) e nell’età del Bronzo antico e medio (II millennio a.C.). La campagna di scavo è diretta dalla Sapienza Università di Roma su concessione del ministero della Cultura. Visite guidate gratuite alle 9.30, 10.30, 11.30; prenotazione obbligatoria farfavalleyproject@gmail.com. Il percorso non è adatto a persone con mobilità ridotta e ai bambini di età inferiore ai 7 anni. È necessario indossare scarpe da trekking. Seguire le indicazioni da Casali di Poggio Nativo, via Farense angolo via Casali.

Civita Castellana (Vt). Al museo Archeologico nazionale dell’Agro Falisco presentazione dei risultati della campagna di scavi in corso nell’incontro “Lo scavo racconta la città. Falerii e le indagini a Vignale, campagna 2023”

civita-castellana_forte-sangallo_campagna-scavi-2023_presentazione-bilancio_locandina“Lo scavo racconta la città. Falerii e le indagini a Vignale. Campagna 2023”: appuntamento giovedì 29 giugno 2023, alle 17, al museo Archeologico nazionale dell’Agro Falisco, al Forte Sangallo di Civita Castellana (Vt). In quest’occasione verranno presentati al pubblico i risultati della campagna di scavi in corso e si tracceranno le linee per le future iniziative legate al progetto di ricerca. Anche per quest’anno la campagna di scavo sul colle di Vignale, sede di una parte nevralgica dell’antica città preromana di Falerii, sta per volgere al termine. Commenta il soprintendente arch. Margherita Eichberg: “Consapevole che ogni attività di tutela e valorizzazione deve partire dalla conoscenza, la soprintendenza condivide e sorveglia le ricerche, dopo averne istruito la richiesta di concessione pluriennale in favore del dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università di Roma La Sapienza”. Gli archeologi del Progetto Falerii (https://www.instagram.com/faleriiproject/) hanno continuato le ricerche di un ampio settore della città antica, ampliando i saggi aperti nel 2022. Sono ormai quasi 500 i metri quadrati che sono stati messi in luce e che si stanno indagando. Certo, sono ancora pochi, se paragonati all’intero colle – 11 ettari – e ancora di meno se confrontati con gli oltre 40 ettari su cui la città antica doveva sorgere nella sua interezza. Essi sono tuttavia uno spicchio interessante della Falerii dall’Età del Bronzo Medio ad almeno il III sec. a.C., che ci verrà narrato dagli stessi archeologi del Progetto Falerii. Il Progetto Falerii è attivo al dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università di Roma La Sapienza. Lo scavo e le attività di studio ad esso connesso sono condotti in Concessione Ministeriale (n. 444 del 18.04.2023) e in stretta collaborazione con la SABAP per la Provincia di Viterbo e la direzione regionale Musei Lazio e con il sostegno del Comune di Civita Castellana (Vt).

Groningen (Olanda). L’insediamento protostorico sommerso del Gran Carro nel lago di Bolsena (Vt) protagonista dei seminari dell’università olandese: conferenza di Barbara Barbaro in presenza e on line

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Ricerche nel villaggio perilacustre del Gran Carro di Bolsena (inizio età del Ferro) (foto catalogo beni culturali)

L’insediamento protostorico sommerso del Gran Carro nel lago di Bolsena (Vt) protagonista a Groningen in Olanda, nell’ambito della collaborazione scientifica instaurata tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio di Viterbo e dell’Etruria meridionale e l’università La Sapienza di Roma -studio di Protostoria Europea- dott. Luca Alessandri, e il prof. Jan Sevink dell’Institute for Biodiversity and Ecosystem Dynamics, University of Amsterdam, finalizzata allo studio sedimentologico e composizionale dei livelli naturali e antropici del sito, oggi sommerso, del Gran Carro di Bolsena allo scopo di approfondire i processi formativi del deposito archeologico e la sua relazione con l’antica paleoriva. Una collaborazione interdisciplinare necessaria per coprire quanti più aspetti nello studio di un complesso archeologico unico ed eccezionale per il suo stato di conservazione.

gronineng_università_conferenza-gran-carro_barbara-barbara_locandinaMartedì 27 giugno 2023, alle 16, all’istituto di Archeologia dell’università di Groningen, in Poststraat 6, nell’ambito dei seminari organizzati dall’università di Groningen conferenza “The submerged protohistoric settlement of Gran Carro in the Bolsena lake (Viterbo, Italy)” a cura dell’archeologa subacquea Barbara Barbaro della soprintendenza dell’Etruria meridionale. La conferenza può essere seguita anche on line collegandosi al link https://meeting.google.com/hjz-gphd-dtf. L ’evento sarà seguito anche nell’ambito del workshop “Challenges in the Study and Conservation of Underwater Archaeological Materials” tra i seminari della Summer School dalla Aristotle University of Thessaloniki.

Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del libro “Gli animali a Roma. Tre millenni di interazione con l’uomo” di Jacopo De Grossi Mazzorin e Claudia Minniti

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Un gabbiano del Colosseo (foto PArCo)

In passato gli animali hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo, fornendogli cibo, protezione, compagnia, svago, agevolazione nel movimento e di questa lunga interazione uomo-animale rimangono tracce nei documenti letterari, epigrafici, archivistici e iconografici, ma soprattutto negli scavi archeologici che ne restituiscono i resti. Martedì 20 giugno 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Gli animali a Roma. Tre millenni di interazione con l’uomo” (All’Insegna del Giglio sas) di Jacopo De Grossi Mazzorin e Claudia Minniti. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Paolo Carafa, dipartimento di Scienze dell’antichità Sapienza Università di Roma; Riccardo Santangeli Valenzani, dipartimento di Studi umanistici università Roma Tre. Sarà presente l’autrice Claudia Minniti. Ingresso da Largo della Salara Vecchia n.5. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Il libro racconta tre millenni di storia di animali e uomini a Roma, partendo dai resti animali studiati in quarant’anni anni di ricerche e rinvenuti nei numerosissimi scavi archeologici che sono stati effettuati nell’area urbana e nel territorio limitrofo, integrando le conoscenze che ne derivano con quelle ricavate dalle altre fonti.