Vicenza. Al museo Naturalistico Archeologico al via la mini-rassegna “Giovani archeologi raccontano”: due dottorandi presentano i loro progetti di dottorato e illustrano materiali del museo utilizzati per le loro ricerche

Al via al museo Naturalistico Archeologico la mini-rassegna “Giovani archeologi raccontano” promossa da musei civici Vicenza, università di Trento, università di Ferrara, Amici dei Musei Vicenza, Gruppo Archeologico CRT. Infatti grazie alla collaborazione con i musei civici Vicenza, l’università di Trento, l’università di Ferrara e gli Amici dei Musei Vicenza sono state organizzate, a gennaio 2025, due conferenze aperte al pubblico nelle quali due dottorandi presenteranno i loro progetti di dottorato e illustreranno anche come siano stati utili per le loro ricerche i materiali presenti nel museo Naturalistico Archeologico di Vicenza. Si inizia giovedì 9 gennaio 2025, alle 18, con Marika Ciela (dottoranda università di Trento) su “Sotto un’altra lente. Raccontare le comunità neolitiche del Veneto Occidentale attraverso lo studio delle ceramiche”. Quindi martedì 28 gennaio 2025, alle 18, con Marzio Cecchetti (dottorando università di Ferrara) su “In Altopiano sessant’anni dopo. La riscoperta del sito paleolitico di Riparo Battaglia e la frequentazione preistorica dell’Altopiano di Asiago”.
Nago-Torbole (Tn). Il prof. Vaccaro (università di Trento) fa il bilancio della VI campagna di scavo (estate-autunno 2024) nel sito di Doss Penede (dall’età del Bronzo al tardo-antico), in affaccio sul Garda, lungo l’antica strada romana che collegava Trento al lago, pronto per diventare parco archeologico

Il sito archeologico di Doss Penede a Nago-Torbole (Tn) (foto labaaf)
Penede è uno sperone roccioso che domina la parte settentrionale del lago di Garda, toccato dall’antica strada romana che collegava Trento a Torbole, sul lago, e che fu di fondamentale importanza anche in epoca tardo-antica e in epoca medievale. Qui su un sito già frequentato prima dai galli e poi dai romani, sorse di Castel Penede che per cinque secoli, dal Basso Medioevo agli inizi del 1700, fu simbolo di potere e importante baluardo difensivo della regione. Qui da sei anni il Doss Penede è interessato da una campagna di scavi che, anno dopo anno, sta facendo riaffiorare tracce di storia straordinaria: dall’età del Bronzo a quella del Ferro per arrivare all’epoca romana. Qui, grazie a una sinergia Comune di Nago-Torbole, università di Trento e soprintendenza dei Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, nel 2025 dovrebbe finalmente essere realizzato il parco archeologico di Penede, aperto ad appassionati e turisti.

Il sito archeologico di Do Penede a Nago-Torbole (Tn) visto da drone (foto labaaf)
Doss Penede è oggetto di studio e ricerca dal 2019 quando, su iniziativa del Comune, è stato siglato un primo protocollo d’intesa con la soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento e con l’università di Trento: la soprintendenza cura il coordinamento, la supervisione e l’organizzazione; l’università di Trento mette in campo le proprie competenze e offre opportunità a studenti e studentesse provenienti dalle università di Trento, Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Verona di svolgere un’importante esperienza sul campo; il Comune dà un grande sostegno all’iniziativa, con un impegno che non è solo economico, ma anche intellettuale e progettuale.

Il sito archeologico di Doss Penede a Nago-Torbole (Tn) (foto labaaf)
“La VI campagna di scavi e ricerche archeologiche sul sito d’altura protostorico e romano del Doss Penede si è conclusa ed è il momento di fare un primo bilancio”, spiega Emanuele Vaccaro, direttore scientifico del progetto di ricerca e scavo Doss Penede. “Quest’anno lo scavo si è articolato in due fasi (maggio e metà settembre-inizio ottobre) e ci siamo concentrati sulla porzione SW dell’abitato, mettendo in luce una serie di vani romani che si adattano perfettamente ad uno dei piccoli dossi posti lungo il limite occidentale del sito. Inoltre, abbiamo cominciato ad indagare una porzione del ripiano allungato, dove sta emergendo una serie di edifici, anch’essi romani, addossati l’uno all’altro, frutto di una precisa pianificazione”.

Studenti in visita al sito archeologico di Doss Penede a Nago-Torbole (Tn) (foto labaaf)
“Il materiale ceramico e numismatico – continua Vaccaro – conferma la datazione primo-imperiale dell’impianto dell’abitato e un’occupazione ininterrotta fino al medio-impero. Il nuovo settore oggetto di indagini sembra avere avuto una vocazione sia artigianale (legata alla lavorazione della lana), sia domestica. Laddove lo scavo è sceso al di sotto delle fasi romane, sono emerse interessanti testimonianze relative all’occupazione protostorica, tra cui spiccano alcuni depositi databili tra III e I secolo a.C. con associazione di ceramica retica e di vasellame di tradizione celtica, a riprova della connessione del Doss Penede con l’area cenomane a Sud del lago di Garda. Adesso ci aspettano settimane di rilievi e post-processing, nonché le attività di supporto archeologico al cantiere di restauro in corso. Lo scavo con studenti riprenderà la prossima estate con l’obiettivo di ampliare le aree indagate, cercando di capire quanto capillare fosse il progetto di pianificazione messo in atto tra il tardo I secolo a.C. e gli inizi del successivo”.
Verona. Al museo Archeologico nazionale la conferenza di Annaluisa Pedrotti e Fabio Santaniello dell’università di Trento su “Agricoltori e artigiani a Lugo di Grezzana 7500 anni fa” secondo incontro del ciclo di Archeo Racconti
“Agricoltori e artigiani a Lugo di Grezzana 7500 anni fa” è il titolo del secondo dei cinque Archeo Racconti, il ciclo di conferenze promosse dal museo Archeologico nazionale di Verona. Appuntamento venerdì 17 maggio 2024, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Verona con l’archeo-racconto di Annaluisa Pedrotti e Fabio Santaniello dell’università di Trento che parleranno delle campagne di scavo condotte a Lugo di Grezzano, sito chiave del periodo Neolitico, a cui è dedicato ampio spazio all’interno del percorso espositivo del museo Archeologico nazionale di Verona. La partecipazione alla conferenza è gratuita. Info: 045591211 o drm-ven.museoverona@cultura.gov.it.
Verona. La conferenza di Marco Peresani dell’università di Ferrara su “Grotta di Fumane. Ultimi Neanderthal, primi Sapiens e le nuove frontiere della Scienza” apre il ciclo di cinque Archeo Racconti al museo Archeologico nazionale
“Grotta di Fumane. Ultimi Neanderthal, primi Sapiens e le nuove frontiere della Scienza” è il titolo del primo dei cinque Archeo Racconti, il ciclo di conferenze promosse dal museo Archeologico nazionale di Verona. Appuntamento venerdì 10 maggio 2024, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Verona con l’archeoracconto d Marco Peresani dell’università di Ferrara, che condurrà i partecipanti alla scoperta della Grotta di Fumane, da cui proviene la celebre pietra dipinta con lo Sciamano esposta in museo, di cui è il simbolo, certamente uno dei siti più importanti per ricostruire un ampio arco cronologico del Paleolitico, non solo del territorio veronese. La partecipazione alla conferenza è gratuita. Info: 045591211 o drm-ven.museoverona@cultura.gov.it.
Il ciclo di conferenze continua venerdì 17 maggio 2024, alle 16.30, con l’archeoracconto “Agricoltori e artigiani a Lugo di Grezzana 7500 anni fa” di Annaluisa Pedrotti e Fabio Santaniello dell’università di Trento; venerdì 24 maggio 2024, alle 16.30, con “Tra terra e acqua. Vivere a Oppeano nell’Età del Bronzo” di Federica Gonzato della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini; venerdì 31 maggio 2024, alle 16.30, “Riparo Tagliente e la riconquista del margine alpino alla fine dell’ultima glaciazione” di Federica Fontana dell’università di Ferrara; chiude venerdì 7 giugno 2024, alle 16.30, “Storie sepolte di ieri e di oggi. Le necropoli di Arano e Nogarole Rocca a confronto” di Paola Salzani della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza.
Torino. Al museo Egizio conferenza di Federica Ugliano, curatore del museo, su “Alle origini di una civiltà millenaria. La collezione predinastica del museo Egizio”. Incontro in presenza e on line
Tra le molte antichità conservate al museo Egizio di Torino, i reperti che risalgono all’epoca predinastica rappresentano una parte della collezione meno conosciuta, ma estremamente affascinante, frutto degli acquisti sul mercato antiquario e degli scavi della Missione Archeologica Italiana agli inizi del Novecento. Ne parla Federica Ugliano, curatore del museo Egizio, nella conferenza “Alle origini di una civiltà millenaria. La collezione predinastica del museo Egizio”. Appuntamento martedì 23 aprile 2024, alle 18, in sala Conferenze. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/alle-origini-di-una-civilta… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Prima che fosse introdotta la scrittura, prima dei faraoni e prima delle piramidi come si viveva in Egitto? Attraverso la storia della formazione della collezione, saranno gli oggetti stessi a raccontarci le origini di questa civiltà millenaria.

L’egittologa Federica Ugliano, curatore del museo Egizio di Torino
Federica Ugliano ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi umanistici (Scienze dei Beni culturali) all’università di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del museo Egizio, di cui ha curato anche il riallestimento. Ha partecipato a diversi scavi in Italia e in Egitto (Luxor, Abido e Eliopoli). Tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale del periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici.
Trento. Al via Archeodays 2024, due giorni di confronto sulle metodologie della ricerca archeologica organizzato dall’università e aperto a tutti, solo in presenza
Appuntamento a Trento il 15 e 16 febbraio 2024 con ARCHEODAYS 2024, seminario annuale di Metodologie della ricerca archeologica, organizzato dal dipartimento di Lettere e filosofia dell’università di Trento nell’ambito del Corso di Dottorato Culture d’Europa. Ambiente, spazi, storie, arti, idee e aperto a tutte le persone interessate. Ingresso libero esclusivamente in presenza. Organizzazione e supervisione scientifica: prof. Diego E. Angelucci.
PROGRAMMA 15 FEBBRAIO 2024. Palazzo Paolo Prodi, via Tommaso Gar 14, Trento. 9.45, apertura dei lavori; 10, Alessia Fuscone, “Archeologia in grotta in Campania. Proposta per uno studio sistematico tra ricerca, tutela e valorizzazione”; 11, Annalisa Garattoni, “Architettura romana in area prealpina: analisi e inquadramento delle strutture del Doss Penede nel contesto altogardesano”; 12, discussione; 14, Andrea Colagrande, “Dalla sepoltura all’abitato: rapporto tra necropoli e insediamenti in area alpina tra VIII e X secolo”; 15, Marika Ciela, “Indagini sulla tecnologia ceramica tra VI e V millennio a.C. in area veneta. Dalla materia prima ai processi di neolitizzazione”; 16, pausa caffè; 16.30, Giacomo Capuzzo (MSCA fellow), “Il progetto MOLA: mobilità umana e life histories nelle Alpi orientali italiane tra Neolitico ed età del Bronzo”; 17.30, discussione.
PROGRAMMA 16 FEBBRAIO 2024. Palazzo Paolo Prodi, via Tommaso Gar 14, Trento. 9, apertura dei lavori; 9.15, Alberto Massari, “Insediamento, ambiente e gestione delle acque. Ricerche di archeologia del paesaggio tra Milano e il Ticino”; 10, Sally Corazza, “Analisi dei resti faunistici protostorici e romani da siti d’altura del Trentino: studio archeozoologico e paleoambientale”; 10.45, pausa caffè; 11.15, Arianna Guzzon, “Modelli insediativi e identità etniche dalla tarda età del Ferro alla romanizzazione in area alpina”; 12, Vincenza Forgia (università di Palermo), “Nuove prospettive di ricerca sulla archeologia siciliana: il progetto HUMAnS e il riparo di Vallone Inferno”; 13, discussione e fine dei lavori.
Su Raiplay il film di Alberto Castellani “Rivisitare Nazareth. Archeologia e tradizione nel villaggio abitato da Gesù” che parla della scoperta della casa natale di Gesù a Nazareth sulla base delle fonti antiche e degli scavi archeologici di Ken Dark

L’interno della casa di Gesù a Nazareth dopo lo scavo dell’archeologo Ken Dark (foto castellani)
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L’archeologo Ken Dark

L’esterno della casa di Gesù a Nazareth (foto castellani)

Il regista veneziano Alberto Castellani durante le riprese in Vicino Oriente
Il film, patrocinato, dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) intende recuperare questa lontana testimonianza e cerca un riscontro archeologico sulle tracce presenti nella Nazareth di oggi. “Ci ha accompagnato in questo viaggio”, ricorda Castellani, “il prof. Ken Dark della Reading University, con il contributo del Palestinian Exploration Fund di Londra e l’amichevole disponibilità delle Suore di Nazareth che custodiscono il sito. Non va dimenticata la collaborazione della Libreria Nazionale di Vienna e quella del prof. Thomas O’Loughlin, President of the Catholic Theological Association of Great Britain”.
Rovereto (Tn). Prende forma il progetto “Le eredità di Paolo Orsi”: due giorni di confronto, coordinati dall’archeologo Maurizio Battisti, per creare una rete di enti – dal Trentino a Calabria e Sicilia – interessati a valorizzare la straordinaria figura dell’archeologo roveretano

L’archeologo roveretano Paolo Orsi (foto fmcr)
Due giorni per mettere le basi del progetto “Le eredità di Paolo Orsi”, promosso dalla Fondazione Museo Civico, sotto l’egida del Comune di Rovereto e nella cornice di progetti culturali supportati da Fondazione Caritro. Con un obiettivo: creare una rete di enti interessati a valorizzare la straordinaria figura dell’archeologo roveretano. L’appuntamento è al museo della Città di Rovereto il 17 e il 18 novembre 2023 dove si ritroveranno alcuni degli enti che hanno già dato adesione tra cui l’Accademia degli Agiati, la Biblioteca civica “G. Tartarotti”, la soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, l’università di Trento, il museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC), la direzione regionale dei Musei della Calabria, il parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi, il Comune di Santa Severina (Kr), del Comune di Locri (RC), la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici di Siracusa, la soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo, il parco archeologico e paesaggistico di Siracusa e museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”. Inoltre la rete ha già l’adesione informale di altri soggetti nazionali e internazionali, come ad esempio la Scuola Archeologica Italiana di Atene, e l’obiettivo comune è quello di continuare ad ampliarla.

Frame del film “Paolo Orsi. La meravigliosa avventura” di Andrea Andreotti
Paolo Orsi, archeologo che ha visto l’inizio della sua straordinaria carriera a Rovereto e in particolare al Museo Civico, è stato uno studioso eccezionale e instancabile, capace di tessere legami che vivono ancora oggi tra la sua terra d’origine e le regioni dove maggiormente ha operato, in Sicilia e in Calabria. Ma la sua influenza è sentita in tutta Italia e all’estero grazie alla capacità di intrattenere relazioni scientifiche e a un metodo di lavoro che è diventato uno dei cardini della ricerca archeologica. La Fondazione Museo Civico di Rovereto, con il sostegno del Comune di Rovereto, non ha mai smesso di lavorare alla valorizzazione di uno dei suoi personaggi più illustri, e ha realizzato eventi, pubblicazioni e mostre in suo onore. Negli ultimi anni, di particolare rilievo è l’acquisizione dagli eredi del suo epistolario privato, il cui studio e messa in rete nell’ambito di alcuni progetti sostenuti dalla fondazione Caritro hanno permesso di gettare una luce del tutto unica sul grande archeologo.

Ritratto dell’archeologo Paolo Orsi, nato a Rovereto nel 1859 (foto fmcr)
L’incontro, coordinato dall’archeologo del museo civico Maurizio Battisti, prevede la presentazione del progetto e dei soggetti presenti, e una giornata “operativa”, dove verranno concordati da parte degli esperti aggiornamenti alla pagina di Wikipedia relativa all’archeologo, grazie anche alla presenza di un rappresentante di Wikimedia Italia. Sarà inoltre presentato un progetto di realizzazione di una pagina dedicata a Paolo Orsi sulla piattaforma Vikidia, l’enciclopedia on line dei ragazzi (classe III C, SSPG “Degasperi”, I.C. Isera-Rovereto).

L’archeologo Paolo Orsi raccoglie appunti seduto su un capitello del tempio di Apollo Aleo, appena scoperto a Punta Alice nel Crotonese (foto fmcr)
Il programma. Venerdì 17 novembre 2023, museo della Città. Alle 15.30, accoglienza; 15.45, saluti istituzionali: Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico Rovereto; Micol Cossali, assessore alla Cultura del Comune di Rovereto; 16, Maurizio Battisti, responsabile sezione Archeologia della Fmcr, presenta il progetto “Le eredità di Paolo Orsi”; 16.30, presentazione degli enti invitati a collaborare; 18, Maurizio Battisti presenta il programma della giornata successiva con intervento di Matteo Ruffoni di Wikimedia Italia. Sabato 18 novembre 2023. Sala conferenza della Fondazione Caritro. Alle 9, Maurizio Battisti descrizione della pagina web di Wikipedia dedicata a Paolo Orsi; 9.30, tavola rotonda: proposte e registrazione correzioni, modifiche e implementazioni alla pagina (da mettere in opera nei giorni successivi). La discussione continua anche dopo la pausa caffè; 12, presentazione del progetto di una pagina dedicata a Paolo Orsi sulla piattaforma Vikidia, l’enciclopedia on line per i ragazzi, a cura della III C dell’istituto “Alcide Degasperi” di Rovereto.

L’archeologo roveretano Paolo Orsi “protagonista” della giornata di studi al museo della Città di Rovereto
“Il museo sta lavorando da molto tempo sugli archivi di Paolo Orsi”, dichiara Giovanni Laezza, “e questo nuovo progetto permetterà di rinnovare legami con istituzioni di tutta Italia per favorire gli scambi, promuovere occasioni di approfondimento, verificare anche la correttezza delle informazioni sul web. Con la creazione di una rete, sebbene informale, auspichiamo il fiorire di tante altre iniziative nel tempo”. E Micol Cossali: “Paolo Orsi è l’incarnazione di una città che ha saputo affiancare la vocazione commerciale con quella per la cultura e dove l’archeologo roveretano ha potuto trovare terreno fertile per coltivare la propria passione fino a diventare lo straordinario archeologo che tante pagine della nostra storia ha riscoperto. La rete che attorno alla sua figura si è venuta a creare grazie alla Fondazione Museo Civico e a tutti gli attori coinvolti, rappresenta una occasione di crescita nel solco da lui tracciato”.

“La Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella: una ricerca interdisciplinare”: è il titolo della giornata di studi promossi dall’università di Verona che si tiene lunedì 16 dicembre 2024, in sala Gazzola nella sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, in piazza San Fermo 3° a Verona, dedicata ai risultati preliminari degli scavi archeologici della Villa dei mosaici di Negrar di Valpolicella (Vr). La partecipazione è aperta a tutti gli interessati A seguire un brindisi con vino della Valpolicella, offerto dalle aziende agricole Benedetti “La Villa” e Franchini di Negrar. È Gianni De Zuccato, direttore dello scavo archeologico, come funzionario archeologo della Sabap di Verona, a presentare e anticipare ai lettori di archeologiavocidalpassato.com i temi del convegno. E con l’occasione ne approfitta per ripercorrere lo sviluppo della ricerca archeologica, dallo scavo alla presentazione dei risultati alla comunità, non solo scientifica, e per descrivere la villa come risulta dagli scavi nella sua articolazione tra la zona residenziale e l’area produttiva, nell’arco della “vita” della struttura tardo-antica.








IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI STUDIO LUNEDÌ 16 DICEMBRE 2024. Alle 9.30 Saluti istituzionali: Andrea Rosignoli (soprintendente ABAP per le province di Verona Rovigo, Vicenza), Paolo De Paolis (direttore dipartimento di Culture e Civiltà – università di Verona); Fausto Rossignoli (sindaco di Negrar di Valpolicella). INTRODUZIONE Alle 10, Vincenzo Tinè (soprintendente ABAP VE-Met), “Il progetto di studio e la valorizzazione”. SESSIONE 1: LA VILLA Presiede Francesca Ghedini (università di Padova) Alle 10.15, Patrizia Basso, Nicola Delbarba (università di Verona), Gianni de Zuccato (già soprintendenza ABAP Verona Rovigo, Vicenza), “La villa: considerazioni planimetriche e funzionali”; 10.45, Federica Rinaldi (parco archeologico del Colosseo), “I rivestimenti pavimentali: decorazione, funzione e cronologia”; 11, pausa caffè; 11.15, Monica Salvadori (università di Padova), Katia Boldo, Simone Dilaria, Anna Favero, Federica Stella Mosimann, Clelia Sbrolli, “Approcci multidisciplinari per la conoscenza della pittura parietale in contesto: il caso della villa di Negrar”; 11.30, Diana Dobreva, Anna Nicolussi (università di Verona), “Note preliminari sulla ceramica tardoantica della villa: osservazioni cronologiche, tipologiche e archeometriche”; 11.45, Dario Calomino (università di Verona), “Il quadro dei ritrovamenti monetali”. SESSIONE 2: DOPO LA VILLA Presiede Andrea Augenti (università di Bologna) Alle 12, Fabio Saggioro, Nicola Mancassola (università di Verona), Alberto Manicardi (SAP), “Le fasi di frequentazione altomedievale”; 12.30, Nicola Mancassola (università di Verona), “Le ceramiche da cucina altomedievali”; 12.45, pausa pranzo; 14.15, Laura Bonfanti, Irene Dori (università di Firenze), Alessandra Varalli (Aix-Marseille Université, CNRS, Ministère de la Culture, LAMPEA), “Gli inumati altomedievali: i risultati delle analisi bioarchaeologiche e isotopiche”; 14.30, Elisa Possenti (università di Trento), Lisa Martinelli (università di Udine), “I reperti metallici e in osso lavorato di età medievale”. SESSIONE 3 APPROCCI ANALITICI Presiede Jacopo Bonetto (università di Padova) Alle 14.45 Gianfranco Valle (geoarcheologo professionista), “Studio geomorfologico e ricostruzione ambientale”; 15, Valeria Luciani, Elena Marrocchino, Michele Zuccotto (università di Ferrara), “Caratterizzazione in sezione sottile di materiali lapidei”; 15.15, pausa caffè; 15.30, Elena Marrocchino, Michele Sempreboni (università di Ferrara), “Prime analisi sui leganti”; 15.45, Silvia Bandera (università di Verona), “Analisi dei resti faunistici”; 16, Marco Marchesini, Madalina Daniela Ghereg, Silvia Marvelli, Anna Chiara Muscogiuri, Elisabetta Rizzoli (Laboratorio di Palinologia e Archeobotanica C.A.A. Nicoli), “Vegetazione, viticoltura e alimentazione attraverso le analisi archeobotaniche”; 16.30, dibattito.
Lunedì 13 novembre 2023, dalle 15, e martedì 14 novembre 2023, dalle 9.15, appuntamento a Trento con il seminario “Archeologia funeraria in Italia settentrionale tra VIII e X secolo” a cura della professoressa Elisa Possenti e del dott. Andrea Colagrande. L’incontro si terrà nell’Aula 001 (pianoterra), Palazzo Prodi, del dipartimento di Lettere e Filosofia dell’università di Trento. Sarà possibile seguire il seminario da remoto (termine di iscrizione per l’online 12 novembre) al link 
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