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Rosignano Marittimo (Li). Open days dell’area archeologica di Vada Volaterrana con gli archeologi dell’università di Pisa nell’ambito del festival “Vivere l’Archeologia”. Ecco il programma del week end

Come ormai da tradizione, gli Open Days di sabato 25 e domenica 26 luglio 2026 chiudono la campagna di scavo archeologico 2026 dell’università di Pisa presso l’area archeologica di Vada Volaterrana, a San Gaetano di Vada, diretta dalla professoressa Simonetta Menchelli e con il suo staff composto dai dottori Paolo Sangriso, Silvia Marini e Domingo Belcari. Sono due giornate dedicate alla divulgazione e all’incontro con il pubblico, durante le quali cittadini, appassionati e visitatori potranno conoscere da vicino il lavoro degli archeologi e i risultati delle ricerche direttamente dalla voce dei ricercatori e degli studenti dell’università di Pisa. Anche quest’anno il cantiere ha rappresentato un’importante occasione di ricerca e formazione, che ha coinvolto studenti italiani dell’università di Pisa, studenti e studentesse provenienti da Paesi europei (Germania, Paesi Bassi) ed extraeuropei (Stati Uniti, Canada, Australia, Cina) nell’ambito della Vada Volaterrana Summer School e un gruppo di studenti statunitensi della Troy University, impegnati in un’esperienza sul campo che unisce studio, ricerca e confronto internazionale. L’attività di ricerca è stata possibile grazie alla consolidata collaborazione con INEOS Manufacturing Italia Spa, proprietaria dei terreni interessati dagli scavi, che sostiene anche economicamente il progetto, e grazie al fondamentale contributo del Comune di Rosignano Marittimo, che anche quest’anno ha finanziato la campagna di scavo, confermando il proprio impegno nella tutela, nella ricerca e nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico del territorio.

Il team impegnato nella campagna di scavo archeologico dell’università di Pisa a Vada Volaterrana diretto da Simonetta Menchelli (foto comune rosignano)

PROGRAMMA OPEN DAYS: Gli archeologi raccontano, a cura della Cattedra di Topografia antica (prof.ssa Simonetta Menchelli) del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’università di Pisa. Stand sui metodi della ricerca archeologica sul campo e in laboratorio, in particolare: il mestiere dell’archeologo; strumenti e metodi della ricerca archeologica; ceramica e monete antiche; archeologia subacquea. Visite guidate agli scavi all’area archeologica: sabato, 16.30, 18, e 19; domenica, 16.15, 17, e 20.

GIOCAFESTIVAL: laboratori ludico-didattici dedicati al Mare Nostrum: giochi, attività creative ed esperienze per scoprire il mare, la navigazione, il commercio e la vita quotidiana nell’antica Vada Volaterrana. Alle 17.30, visita guidata per bambini: laboratorio didattico, merenda nel triclinio romano e foto ricordo in abiti dell’antica Roma.

Domenica 26 luglio 2026, alle 18.30, “Eros in Grecia e a Roma: letture da Saffo a Ovidio” a cura delal Compagnia Artinbanco. Tutte le iniziative sono gratuite e a ingresso libero.

San Vero Milis (Or). Al museo civico Santeru il seminario “Dialoghi sull’Oltre. Archeologia funeraria e non solo”, primo di un nuovo ciclo di approfondimento culturale

Giovedì 30 aprile 2026, alle 17.30, al museo civico Santeru di San Vero Milis (Or), al via un nuovo ciclo di approfondimento culturale con il seminario “Dialoghi sull’Oltre. Archeologia funeraria e non solo” a cura della direttrice del museo Barbara Panico che si propone di esplorare il rapporto tra l’uomo e la morte attraverso un approccio interdisciplinare, andando oltre l’analisi dei rituali, utilizzando le moderne tecnologie bioarcheologiche per ricostruire l’identità, la salute e lo stile di vita delle comunità del passato. Apre il seminario, moderato da Pier Giorgio Spanu dell’università di Sassari, con l’intervento di Marco Milanese (università di Sassari) su “Archeologia e antropologia della morte in contesti di catastrofe”. Quindi Anna Rita Punzo (direttrice del MURATS – museo unico regionale dell’Arte Tessile sarda di Samugheo-Or) su “Il simbolismo del tappeto come soglia di commiato”. Chiude Antonio Fornaciari (università di Pisa) su “Racconti dall’oltretomba: lo studio bioarcheologico dei resti umani”.

Verona. Al museo di Storia naturale la conferenza “Mobilità e differenziazione sociale tra le popolazioni celtiche dell’età del Ferro sui due versanti delle Alpi” con Zita Laffranchi (università di Cordoba) e Marco Milella (università di Pisa), quindicesimo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026

Martedì 21 aprile 2026, alle 17, nella sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, 15mo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026 dal titolo “Mobilità e differenziazione sociale tra le popolazioni celtiche dell’età del Ferro sui due versanti delle Alpi”: relatori Zita Laffranchi dell’università di Cordoba, e Marco Milella dell’università di Pisa. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. La tarda età del Ferro (IV-I sec. a.C.) rappresenta un periodo cruciale caratterizzato da intensi scambi di persone, oggetti e idee tra le Alpi e le pianure. Questo intervento propone un viaggio che collega il territorio svizzero alla provincia di Verona, evidenziando come un approccio integrato, che combina analisi chimiche, antropologiche e archeologiche, possa arricchire la nostra comprensione di questi flussi migratori, rivelando sorprese inaspettate. Particolare attenzione viene riservata ad alcuni contesti veronesi, che offrono uno spaccato privilegiato delle interazioni tra origini diverse e tradizioni locali. Le evidenze archeologiche e isotopiche hanno permesso infatti di esplorare come individui con storie distinte potessero inserirsi nei rituali comunitari, mentre alcuni oggetti e segnali chimici rinviano a memorie di luoghi e percorsi di vita differenti. L’intervento invita a considerare la mobilità non solo come semplice spostamento, ma come una dinamica sociale complessa e creativa. Questa prospettiva è fondamentale per comprendere come le comunità della tarda età del Ferro costruissero identità condivise e gestissero la diversità in un contesto di trasformazione continua.

 

Pisa. Alla Scuola Normale Superiore giornata di studi “Intorno al Poggio di San Nicola: nuove prospettive su Agrigento greca e romana”: dedicata alle ricerche attualmente in corso sul Poggio di San Nicola, nel cuore dell’antica città di Akragas. Ecco il programma

“Intorno al Poggio di San Nicola: nuove prospettive su Agrigento greca e romana”: mercoledì 15 aprile 2026, alle 9.30, nell’aula Mancini della Scuola Normale Superiore a Pisa, giornata di studi dedicata alle ricerche attualmente in corso sul Poggio di San Nicola, nel cuore dell’antica città di Akragas, organizzata da Gianfranco Adornato e Federico Figura. In questa occasione verranno presentate le più recenti attività di scavo e ricerca promosse dalla Scuola Normale Superiore in collaborazione con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con particolare riferimento all’area dell’ekklesiasterion. Più in generale, si affronteranno la storia della città greca e romana, i principali monumenti di questo settore, nonché il collezionismo e la dispersione delle antichità.

Programma. Alle 9.30, saluti istituzionali: Anna MagnettoGianfranco Adornato (Scuola Normale Superiore); 9.40, Keynote lecture: Stefania De Vido (università Ca’ Foscari Venezia), “Fantasmi cretesi. Sulle storie di fondazione di Gela e di Agrigento”; 10.20, Valentina Mignosa (università Ca’ Foscari Venezia), “Il dossier epigrafico dell’area dell’Ekklesiasterion di Agrigento, tra dati inediti e rilettura della documentazione”; 10.40m Maria Concetta Parello (parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi Agrigento), “Minima akragantina. Storie di piccoli oggetti”; 11, discussione; 11.30, coffee break; 12, Gianfranco AdornatoGiuseppe Rignanese (Scuola Normale Superiore), “Per un’edizione degli scavi sul Poggio di S. Nicola”; 12.20, Giulio Amara, Alessia Di SantiFederico Figura (Scuola Normale Superiore), “I recenti scavi nell’area dell’ekklesiasterion di Agrigento: dati preliminari e nuove prospettive”; 12.40, discussione; 13, pranzo; 15, Laura Frosini (università di Pisa), Federico Lobue (Scuola Normale Superiore), Pierandrea Pennoni  (Scuola Normale Superiore), “Monumenti e cronologie”; 15.20, Alessia Di Santi (Scuola Normale Superiore), Aitana Gonzalez (Universidad Politécnica de Madrid), “Characterisation of Roman lime mortars as a tool for archaeological assessment”; 12, Gianfranco AdornatoGiuseppe Rignanese (Scuola Normale Superiore), “Per un’edizione degli scavi sul Poggio di S. Nicola”; 12.20, Giulio Amara, Alessia Di SantiFederico Figura (Scuola Normale Superiore), “I recenti scavi nell’area dell’ekklesiasterion di Agrigento: dati preliminari e nuove prospettive”; 12.40, discussione; 13, pranzo; 15, Laura Frosini (università di Pisa), Federico Lobue (Scuola Normale Superiore), Pierandrea Pennoni  (Scuola Normale Superiore), “Monumenti e cronologie”; 15.20, Alessia Di Santi (Scuola Normale Superiore), Aitana Gonzalez  (Universidad Politécnica de Madrid), “Characterisation of Roman lime mortars as a tool for archaeological assessment”; 15.40, coffee break; 16.10, Francesca Sabbatini (Scuola Normale Superiore), “Rivestimenti architettonici in stucco: notizie preliminari”; 16.30, Giovanni Cheli (Scuola Normale Superiore), “Raffaello Politi (1783-1870): Collezionismo e Vasenforschung a Girgenti nel XIX secolo”; 16.50, discussione; 18, chiusura della Giornata.

 

Roma. A corollario della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale, Lectio magistralis “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” del prof. Gianluca Miniaci (università di Pisa): alcuni tesori sono esposti nella prima sala. L’egittologo presenta per “archeologiavocidalpassato.com” il suo libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” (Carocci)

Lectio magistralis “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” del prof. Gianluca Miniaci, egittologo dell’università di Pisa martedì 27 gennaio 2026 nell’aula didattica delle Scuderie del Quirinale a corollario della mostra “Tesori dei Faraoni”. Le prenotazioni sono già sold out, ma la conferenza sarà registrata e pubblicata sul sito web e sul canale YouTube delle Scuderie del Quirinale.

L’egittologo Gianluca Miniaci (UniPi) con il suo libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” (Carocci) (foto graziano tavan)

Il prof. Miniaci è autore del libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep. Una donna alla riconquista dell’Egitto antico” (Carocci editore): Celato per millenni in un nascondiglio che nulla rivelava dall’esterno, nel 1859, nei pressi dell’antica Tebe (oggi Luxor) tornò alla luce uno dei più grandi tesori dell’antico Egitto, composto da oltre 70 oggetti, fra cui numerosi gioielli, manufatti e armi in oro, argento, bronzo e pietre dure. Il tesoro era appartenuto a una coraggiosa regina di nome Ahhotep, vissuta verso il 1550 a.C., in un periodo particolarmente buio della storia dell’Egitto, dominato a nord dai temibili Hyksos. La storia di questa scoperta è intrecciata con quella del padre dell’archeologia egizia, Auguste Mariette. Il volume, arricchito da numerose illustrazioni e da un prezioso inserto a colori, ne traccia una ricostruzione, ancora in parte avvolta nel mistero, che ci conduce nelle atmosfere avventurose e romantiche dei primi ritrovamenti ottocenteschi, ci racconta la nascita del gusto per le antichità egizie e allo stesso tempo svela intrighi di potere dell’antico Egitto, fra devozione materna, incesti, tradimenti, guerre e catastrofi naturali.

Coperchio in stucco dorato e legno della regina Ahhotep dalla tomba della regina Ahhotep (Tebe Ovest), conservato al msueo del Cairo (foto graziano tavan)

Nella prima sala della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale, dedicata a “Egitto, terra dell’oro” sono esposti alcuni dei tesori provenienti dalla Tomba della regina Ahhotep: dalla decorazione al valor militare al bracciale del re Ahmose I, al coperchio in legno dorato del sarcofago della regina Ahhotep II (vedi Con archeologiavocidalpassato.com alla scoperta della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale a Roma: ecco i capolavori della Sala 1, “Egitto, terra dell’oro” | archeologiavocidalpassato).

Ecco la presentazione del libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep. Una donna alla riconquista dell’Egitto antico” (Carocci editore) che il prof. Miniaci ha fatto ad archeologiavocidalpassato.com.

“Questo libro racconta due storie che si intrecciano”, spiega Miniaci ad archeologiavocdalpassato.com. “Da una parte c’è l’Egitto del 1550 a.C. che vive un momento drammatico, uno sliding doors della storia dell’Antico Egitto diviso in due tronconi: nel Nord ci sono gli Hyksos e nel Sud ci sono gli egiziani. E poi c’è un’altra storia, quella dell’Egitto dell’800, un Egitto che è una sorta di far-west dell’archeologia, un Egitto in cui si incontrano e si scontrano artisti, diplomatici, avventurieri, esploratori, anche studiosi.

Decorazione al valor militare in oro (fine XVII-inziio XVIII dinastia) dalla tomba della regina Ahhotep II, conservata al museo di Luxor (foto graziano tavan)

Cercano tutti quanti di poter arrivare alle antichità egiziane che erano un po’ il cuore, la chiave di quella che è la scoperta dell’Antico Egitto. Questo libro ci parla di una regina guerriera, di una regina che finalmente riesce a sconfiggere gli Hyksos, e riesce a scacciare l’invasore dall’Egitto. Ma ci racconta anche tante altre storie che ruotano intorno a questa regina. Ci sono storie di incesto; c’è l’eruzione del vulcano di Santorini; ci sono le battaglie, gli scontri sanguinari; ci sono tutti i faraoni che vengono massacrati e uccisi dagli Hyksos; ci sono le dispute tra gli stranieri e gli egiziani stessi”.

L’egittologo Gianluca Miniaci (UniPi) con il suo libro “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” (Carocci) (foto graziano tavan)

Gianluca Miniaci insegna Archeologia, Lingua e Storia dell’antico Egitto all’università di Pisa. È direttore della missione archeologica a Zawyet Sultan (Minya, Egitto) e della campagna di scavo dell’università di Pisa a Dra Abu el-Naga (Luxor, Egitto). Ha lavorato per i principali musei internazionali, tra cui il British Museum e il Louvre, e dirige varie riviste e collane scientifiche, fra cui la prestigiosa “Ancient Egypt in Context” edita da Cambridge University Press. Ha al suo attivo oltre 20 libri e più di 100 articoli scientifici. La sua ultima monografia è relativa alle miniature di animali in faïence in Egitto, Nubia e nel Levante nel Medio Bronzo (2000-1500 a.C.).

Roma. A corollario della mostra “I Tesori dei Faraoni” già sold out i tre incontri su “Una sapienza egizia” con Angelo Colonna, Paola Buzi, Patrizia Piacentini, e le tre lectio magistralis con Christian Greco, Tarek el Awady e Gianluca Miniaci. Ma su YouTube ci saranno le registrazioni

Incontri sold out alle Scuderie del Quirinale a Roma per la mostra “I Tesori dei Faraoni”. Si tratta del ciclo di tre incontri “Una sapienza egizia” realizzato in collaborazione con il dipartimento di Storia Antropologia, Religioni Arte e Spettacolo dell’università La Sapienza di Roma e con il contributo di professori universitari di Egittologia e Civiltà Copta. E del ciclo di tre “Lectio Magistralis” tenute da grandissimi esperti in ambiti specifici: Tarek el Awady, curatore della mostra, Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino e Gianluca Miniaci, professore in Archeologia Lingua e Storia dell’Antico Egitto all’università di Pisa. Non è più possibile riservare dei posti per partecipare, ma è possibile rivedere le registrazioni complete di tutti i nostri incontri di approfondimento sul nostro canale YouTube (Scuderie del Quirinale) e sul sito web della pagina delle Scuderie del quirinale, qualche giorno dopo l’incontro stesso.

Giovedì 20 novembre 2025, alle 18: “Il mondo divino: segni, figure, miti” a cura di Angelo Colonna, professore di Egittologia e Civiltà Copta, in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma.

Giovedì 27 novembre 2025, alle 18: “Le parole degli dei: lingua e scritture nell’Antico Egitto” a cura di Paola Buzi, professoressa di Egittologia e Civiltà Copta, in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma

Giovedì 4 dicembre 2025, alle 18: “L’arte orafa tra tecnologia e simbologia” a cura di Patrizia Piacentini, professoressa di Egittologia e Civiltà Copta all’università di Milano Statale, in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma.

Giovedì 15 gennaio 2026, alle 18: lectio magistralis “Il viaggio nell’Aldilà nelle tombe regali del Nuovo Regno” a cura Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino.

Giovedì 22 gennaio (e non mercoledì 21 novembre) 2026, alle 18: lectio magistralis “I Tesori dei Faraoni” con Tarek el Awady, curatore della mostra Tesori dei Faraoni, che conduce i partecipanti, in conversazione con la professoressa Paola Buzi e il professor Angelo Colonna dell’università La Sapienza di Roma, in un viaggio attraverso i grandi tesori esposti nella mostra “Tesori dei Faraoni”.

Martedì 27 gennaio 2026, alle 18: lectio magistralis “Il tesoro perduto della regina Ahhotep” a cura di Gianluca Miniaci, professore di Archeologia Lingua e Storia dell’Antico Egitto all’università di Pisa, col quale di andrà sulle tracce di una regina di nome Ahhotep, vissuta verso il 1550 a.C., un periodo particolarmente buio della storia dell’Egitto antico.

Centuripe (En). Al museo Archeologico regionale il convegno internazionale “Centuripe e Lanuvio: una parentela scolpita tra mito e storia” e la mostra “Centuripe epigrafica. Scritture di identità e di potere tra età ellenistica ed età imperiale” aprono le giornate “Doors of Change” promosse dalla Fondazione CHANGES

Museo Archeologico regionale di Centuripe: da sinistra, Alessia Coccato, diagnosta dei beni culturali (Università di Oxford), Jonathan Prag, epigrafista (Università di Oxford); Francesca Prado, storica (UniCT) (foto regione siciliana)

Venerdì 17 ottobre 2025, in occasione delle giornate Doors of Change (17-19 ottobre 2025), promosse dalla Fondazione CHANGES, il museo Archeologico regionale di Centuripe – gestito dal parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, diretto da Giuseppe D’Urso – ha ospitato il convegno internazionale “Centuripe e Lanuvio: una parentela scolpita tra mito e storia”. L’incontro ha preso avvio da uno straordinario documento epigrafico: un blocco lapideo iscritto del II o della prima metà del I secolo a.C. circa, testimone di una missione diplomatica condotta da membri dell’élite centuripina a Roma e a Lanuvio. L’iscrizione attesta il rinnovo di un antico legame di συγγένεια (parentela) tra le due città: Lanuvio sarebbe stata fondata infatti da Lanoios, eroe centuripino giunto nel Lazio con Enea. La rievocazione di questa iscrizione ha offerto spunto per riflettere sull’evoluzione della storia di Centuripe e Lanuvio e dei loro rapporti.  A cinquant’anni dal primo rinnovo moderno del gemellaggio (1974-1975), è altresì occasione per riaffermare un legame ancora vivo, tra memoria, identità e comunità. Dopo i saluti istituzionali e un’introduzione a cura di Francesca Prado (università di Catania), sono intervenuti Jonathan Prag (università di Oxford), Filippo Battistoni (università di Pisa), Luca Attenni (museo diffuso di Lanuvio), Giacomo Biondi e Salvatore Rizza (ISPC-CNR). Hanno moderato l’incontro Orazio Licandro (università di Catania) e Giulia Falco (parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci).

Il convegno ha preceduto l’apertura del percorso espositivo “Doors of Change: Centuripe epigrafica. Scritture di identità e di potere tra età ellenistica ed età imperiale”. Attraverso un’ampia selezione di iscrizioni pubbliche e funerarie, l’esposizione ricostruisce le profonde trasformazioni politiche, sociali, culturali e linguistiche che hanno attraversato Centuripe tra età ellenistica ed età imperiale, mettendo in luce, in particolar modo, le strategie di autorappresentazione delle élites locali e il loro rapporto con lo spazio urbano. L’iniziativa si colloca nella serie di attività frutto di un accordo di collaborazione stipulato tra il dipartimento di Scienze umanistiche dell’università di Catania e la Faculty of Classics dell’università di Oxford, e di una collaborazione scientifica avviata tra il Disum e il parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci (già in collaborazione con l’università di Oxford), nell’ambito delle attività del progetto CHANGES – Creativity and Intangible Cultural Heritage – Spoke 6 History, Conservation and Restoration of Cultural Heritage, responsabile scientifico Pietro M. Militello. I modelli 3D dei documenti epigrafici sono stati realizzati nell’ambito dello stesso progetto da Simone Barbagallo e Filippo Stanco, dipartimento di Matematica e Informatica dell’università di Catania. Il convegno è supportato pure dal contributo del museo diffuso di Lanuvio e da Hi.Stories srl – Società Benefit.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale al via “Novità. Doc?”, il ciclo di conferenze con giovani studiosi che si occupano dello sviluppo di Altino e del suo territorio nell’antichità e frequentano costantemente i depositi del parco archeologico. Ecco il programma

altino_parco_conferenza-novità-doc-giovani-studiosi-per-l-antica-altino_locandina“Giovani studiosi per l’antica Altino”: sono numerosi i giovani studiosi, specializzandi e dottorandi presso diverse Università o già liberi professionisti, che si occupano dello sviluppo di Altino e del suo territorio nell’antichità e frequentano costantemente i depositi del parco archeologico di Altino. I loro studi contribuiscono a ricostruirne le vicende, dalla preistoria all’abbandono nel VII secolo, passando per l’età del ferro, quando Altino fu fondata e abitata dai Veneti antichi, e l’età romana. “Li abbiamo invitati a parlarne al Museo”, annuncia Marianna Bressan, direttrice del parco archeologico di Altino (Ve). Eccio quindi “Novità. Doc?”, il ciclo di conferenze in programma nella primavera 2025 nella sala Colonne del museo Archeologico nazionale di Altino, un’occasione per conoscere le metodologie applicate dagli archeologi e vedere direttamente i reperti protagonisti degli studi. Ecco il programma. Info: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Giovedì 20 marzo 2025, ore 15.30, “Preistoria lagunare, una proposta di ricerca antologica” con Damiano Paris, specialista in Beni archeologici – università di Pisa, libero professionista; giovedì 17 aprile 2025, ore 15.30, “L’abitato protostorico in località “I Marzi” di Portegrandi” con Roberta Busato, specialista in Beni archeologici – università di Padova, libera professionista; giovedì 22 maggio 2025, ore 15.30, “Altino, località Fornace. Prima del santuario del dio Alt(i)no” con Nadia Noio, dott.ssa di ricerca in Archeologia – università di Padova, libera professionista; giovedì 5 giugno 2025, ore 15.30, “Modus Vivendi. I reperti della cloaca raccontano Altino romana” con Valentina Mantovani, dott.ssa di ricerca in Archeologia – università di Padova, ricercatrice indipendente.

Roma. A Palazzo Corsini (accademia nazionale dei Lincei) il convegno “Le ville della Regio I: architettura, decorazione e paesaggi marittimi”, in presenza e on line: due giorni di approfondimento e confronto sulle ville romane negli antichi territori del Lazio e della Campania. Ecco il programma

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All’accademia dei Lincei il convegno sulle ville romane della Regio I (foto sabap-na-met)

La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli protagonista al convegno “Le ville della Regio I: architettura, decorazione e paesaggi marittimi” il 30 e 31 gennaio 2025 a Palazzo Corsini a Roma, sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei. L’evento è organizzato dall’Accademia Nazionale dei Lincei, in collaborazione con la soprintendenza e l’università di Pisa, nell’ambito delle attività del Centro Interdisciplinare Linceo Giovani. I lavori potranno essere seguiti dal pubblico anche in streaming. Il convegno rappresenta un’importante occasione di approfondimento e confronto scientifico sullo studio delle ville romane della Regio I, che comprende gli antichi territori del Lazio e della Campania, esplorando temi legati all’architettura, al paesaggio, alla decorazione e alle dinamiche economiche culturali e di questi complessi straordinari. Il soprintendente Mariano Nuzzo è intervenuto con i saluti istituzionali nella giornata di apertura, sottolineando l’importanza di valorizzare e divulgare le nuove conoscenze emerse dalle indagini archeologiche nel territorio campano. Quindi il funzionario archeologo della soprintendenza e membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Luca Di Franco, parteciperà con un intervento dedicato all’introduzione del concetto di “villa marittima” nella sessione inaugurale del convegno. Tra le numerose relazioni previste, spiccano le presentazioni di alcuni tra i maggiori esperti nazionali e internazionali, che affronteranno argomenti come le fonti letterarie, l’architettura, le soluzioni decorative e le recenti scoperte nei Campi Flegrei, a Capri e nella Penisola Sorrentina. La partecipazione della Soprintendenza a questo importante evento riflette il costante impegno nell’indagare e promuovere il patrimonio archeologico del territorio, in stretta sinergia con enti accademici e istituzioni culturali di prestigio.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 30 GENNAIO 2025. Alle 10, presidenza dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Indirizzi di saluto: Mariano Nuzzo (MiC – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli): presentazione SESSIONE 1: La villa e il paesaggio marittimo in età romana Presiede: Carlo Gasparri (linceo, università di Napoli Federico II) 1.1. Inquadramento generale 10.40 Anna Anguissola (università di Pisa; Accademia Nazionale dei Lincei, Centro Interdisciplinare Linceo Giovani, coordinatrice), Luca Di Franco (MiC – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, Accademia Nazionale dei Lincei, Centro Interdisciplinare Linceo Giovani, coordinatore): “Introduzione: la villa marittima”; Nicola Terrenato (university of Michigan): “The origins of villas”, 25 anni dopo; 11.10 Tobias Busen (Deutsches Archäologisches Institut): “L’architettura delle ville marittime: elementi, progettazione e realizzazione”; 11.30, Intervallo. 1.2. Risorse, gestione ed economia delle ville sul mare. 11.50, Annalisa Marzano (università di Bologna): “Non solo ozio: le ville come luoghi di produzione e innovazione tecnica”; 12.10, Mario Fiorentini (università di Trieste): “Le ville marittime nel mediterraneo romano: prospettive economiche ed elaborazioni giuridiche (I sec. a. C. – III sec. d. C.)”; 12.30, Roberta Ferritto (università di Bologna): “Architettura e piscicoltura: analisi delle peschiere romane”; 12.50, Discussione; 13.30 Intervallo 15, SESSIONE 2: La percezione della villa e il suo apparato decorativo Presiede: Eugenio Polito (linceo, università di Cassino) 2.1. La percezione della villa tra paesaggio e ornato. 15.20, Calogero Oddo (Scuola Superiore Sant’Anna Pisa): “Gli approcci scientifici alla percezione sensoriale”; 15.40, Mantha Zarmakoupi (University of Pennsylvania): “L’architettura delle ville in dialogo con il paesaggio”; 16, Intervallo; 16.20, Barbara Del Giovane (università di Firenze): “Aut libris me delecto … aut fluctus numero. Vivere sul mare: per un percorso storico-letterario”; 16.40, Eugenio La Rocca (linceo, Sapienza Università di Roma): “La percezione e la trasformazione del paesaggio naturale nelle ville romane”; 17, Caterina Parigi (Universität zu Köln): “La percezione degli apparati scultorei delle ville: potenzialità e limiti sull’esempio della Villa A di Oplontis”; 17.20, Discussione.

PROGRAMMA VENERDÌ 31 GENNAIO 2025. 2.2. Strutture, materiali, decorazione Presiede: Maria Elisa Micheli (lincea, università di Urbino). Alle 9, Hélène Dessales (École Normale Supérieure): “La diffusione dei materiali e delle tecniche edilizie nelle ville romane campane (I secolo d.C.)”; 9.20, Marina Caso (MiC – parco archeologico di Ercolano): “Marmi in contesto dall’Agro laurentino alla Penisola sorrentina”; 9.40, Domenico Esposito (Humboldt-Universität zu Berlin): “La decorazione pittorica delle villae d’otium”; 10, Francesca Boldrighini (MiC – parco archeologico del Colosseo): “Declinazioni del lusso: gli stucchi e le decorazioni dei ninfei”; 10.20, Discussione; 10.50, Intervallo; SESSIONE 3: La regio I: casi studio Presiede: Salvatore Settis (linceo, Scuola Normale Superiore di Pisa). 11.10, Paolo Carafa (Sapienza Università di Roma): “Latium vetus e Latium adiectum”; 11.30, Fabrizio Slavazzi (università di Milano): “Per una nuova immagine della Villa della Grotta a Sperlonga: ricerche in corso e proposte di lettura”; 11.50, Simona Formola (MiC – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli), Michele Stefanile (Scuola Superiore Meridionale), Michele Silani (università della Campania “L. Vanvitelli”), Maria Luisa Tardugno (MiC – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli): “Villae maritimae nei Campi Flegrei: modelli e soluzioni architettoniche”; 12.10, Intervallo; 12.30, Wolfgang Filser (University of Copenhagen): “La villa marittima del Capo di Sorrento. Riflessioni sul concetto di saxum e basis”; 12.50, Maria Luisa Catoni (Scuola IMT Alti Studi Lucca), Carlo Rescigno (linceo, università della Campania “L. Vanvitelli”): “Villa San Marco a Stabiae: dati dai nuovi scavi”; 13.10, Cecilia Giorgi (CNR – ISPC), Rosaria Perrella (MiC – museo Archeologico nazionale di Napoli): “Un nuovo racconto del vivere in villa a Capri: modelli e schemi architettonici”. Discussione conclusiva 15, Carlo Gasparri (linceo, università di Napoli Federico II), Pier Giovanni Guzzo (linceo, già soprintendente archeologo al ministero per i Beni e le Attività culturali), Eugenio La Rocca (linceo, Sapienza Università di Roma), Maria Elisa Micheli (lincea, università di Urbino), Eugenio Polito (linceo, università di Cassino), Carlo Rescigno (linceo, università della Campania “L. Vanvitelli”), Salvatore Settis (linceo, Scuola Normale Superiore di Pisa).

Catania. A Palazzo Ingrassia, “L’archeologia egea nell’Università Italiana. Bilanci e prospettive di una disciplina”, in presenza e on line: il primo convegno sulla storia della archeologia egea con i docenti della disciplina delle università italiane e i direttori delle missioni archeologiche in Grecia. Ecco il programma della due giorni

catania_palazzo-ingrassia_l'archeologia-egea-nell-università-italiana_bilanci-e-prospettive-di-una-disciplina-accademica_locandinaA circa 50 anni dall’inizio dell’insegnamento di egea in Italia docenti e ricercatori si riuniscono per fare il punto sugli sviluppi e le prospettive future della disciplina. Martedì 28 e mercoledì 29 gennaio 2025, a Catania il primo convegno sulla storia della archeologia egea “L’archeologia egea nell’Università Italiana. Bilanci e prospettive di una disciplina”. Appuntamento, martedì 28 gennaio 2025, alle 16, in presenza, a Palazzo Ingrassia, Aula V. La Rosa, in via Biblioteca 4 a Catania. Si possono seguire i lavori da remoto registrandosi al link https://forms.gle/zBcsixcuTwL8eMCM8. Al convegno prenderanno parte i docenti della disciplina delle università italiane e i direttori delle missioni archeologiche in Grecia per fare il punto sullo sviluppo storico dell’Archeologia Egea in Italia, le acquisizioni scientifiche raggiunte e le prospettive per il futuro.

PROGRAMMA DEL 28 GENNAIO. Alle 16, saluti istituzionali: Marina Caterina Paino, direttrice DISUM; Mauro Tulli, università di Pisa, consigliere CUN; Simona Todaro, presidente del corso di laurea magistrale in Archeologia, direttrice CEARC; 16.45, Pietro Militello (università di Catania), “Introduzione ai lavori”. Relazioni: alle 17, Pietro Militello (università di Catania), “L’archeologia egea nella Università di Catania: da Paolo Orsi a Vincenzo La Rosa”; 17.30, Simona Todaro (università di Catania), “Archeologia egea e preistoria nell’Università di Catania: il primo ventennio del XXI secolo”; 18, Massimo Cultraro (CNR-Istituto Scienze per il Patrimonio Culturale), “L’archeologia egea in Italia. Il ruolo del CNR”; 18.30, Luca Girella (università telematica internazionale UniNettuno), “L’archeologia egea nella manualistica italiana”; 19, Ilaria Caloi (università Ca’ Foscari, Venezia), “Le Civiltà Egee tra storia e archeologia”; 20.30, cena.

PROGRAMMA DEL 29 GENNAIO. Alle 9.30, Nicola Cucuzza (università di Genova), “Una Missione senza Scuola: destini delle ricerche minoiche in Italia”; 10, Luca Bombardieri (università di Siena), “Archeologia al crocevia. La preistoria e la protostoria cipriota fra problematiche e potenzialità didattiche e di ricerca sul campo”; 10.30, Gianpaolo Graziadio, Salvatore Vitale (università di Pisa), “L’archeologia egea a Pisa nel più ampio contesto delle dinamiche scientifiche nazionali e internazionali. Epistemologia di una disciplina tra passato, presente e futuro”; 11, Maria Emanuela Alberti (università di Firenze), “Una vita in bilico: lo studio delle Civiltà Egee tra ristrettezze disciplinari e normative”; 11.30, pausa caffè; 12, Elisabetta Borgna (università di Udine), “Gli studi egei presso le università di Trieste e Udine”; 12:30, Filippo Carinci (università Ca’ Foscari, Venezia), “Gli studi egei presso l’università Ca’ Foscari di Venezia”; 13, Dario Puglisi (università di Catania), “Archeologia egea: apologia di una disciplina”; 13.30, pausa pranzo; 15, interventi programmati; 16, discussione e conclusioni.