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Venezia. Al via il seminario online “Bridging Time and Technology” a cura di Lorenzo Calvelli, Franz Fischer, Elisa Corrò e Sabrina Pesce, nell’ambito di Digitalia, un progetto europeo all’avanguardia coordinato dall’università di Istanbul (Turchia) con la partecipazione dell’università Ca’ Foscari. Ecco il programma dei quattro incontri e come partecipare

Come possiamo proteggere il patrimonio culturale dai rischi ambientali, dalle catastrofi naturali e dal trascorrere del tempo? In che modo possiamo trasformare siti archeologici, iscrizioni antiche e monumenti storici in dati digitali funzionali alla ricerca, alla conservazione e alla comunicazione? A questi e ad altri interrogativi cerca di rispondere Digitalia, un progetto europeo all’avanguardia che, sotto il coordinamento dell’Università di Istanbul (Turchia) e grazie alla partecipazione dell’università Ca’ Foscari Venezia, propone soluzioni digitali innovative per una gestione dei beni culturali sostenibile e capace di affrontare le criticità del presente. Dal cuore pulsante della ricerca veneziana prende il via “Bridging Time and Technology”, un ciclo di seminari online che si svolgerà al mattino, dalle 10 alle 12, dei giorni 11, 12, 19 e 20 giugno 2025, aperto a studenti, ricercatori, professionisti del patrimonio culturale, nonché a chiunque sia interessato ad acquisire competenze nel campo delle tecnologie applicate alla conservazione dei beni culturali. Chi desidera partecipare agli incontri può iscriversi inviando una mail all’indirizzo vedph@unive.it. L’iniziativa si colloca all’interno del progetto DIGITALIA: Digital Solutions for Sustainable and Disaster Resilient Heritage Management, finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea (2024-1-TR01-KA220-VET-000251597) ed è curata da Lorenzo Calvelli, Franz Fischer, Elisa Corrò e Sabrina Pesce. Oltre a Istanbul e a Ca’ Foscari, il progetto prevede anche il coinvolgimento di diversi partner internazionali: la direzione provinciale Cultura e Turismo di Antalya (Turchia), l’università Complutense di Madrid (Spagna) e il ministero della Cultura (Italia).

L’obiettivo del progetto Digitalia è ambizioso: formare una nuova generazione di esperti in grado di applicare strumenti digitali avanzati alla tutela del patrimonio culturale materiale. Negli ultimi anni, in contesti particolarmente soggetti a rischi ambientali e catastrofi, quali la Turchia, l’Italia e la Spagna, si è reso necessario potenziare la capacità di risposta e adattamento attraverso programmi di formazione mirata, al fine di affrontare due delle principali sfide contemporanee: la transizione digitale e l’aumento del rischio connesso ai disastri naturali, promuovendo l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi di gestione e tutela del patrimonio culturale. In un contesto in cui la digitalizzazione ha trasformato il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo, anche il settore dei beni culturali è chiamato a evolversi. La pandemia di Covid-19 ha accelerato l’adozione di soluzioni digitali, mettendo in evidenza l’importanza di disporre di competenze specifiche per la gestione del patrimonio attraverso strumenti tecnologici avanzati. Tuttavia, la carenza di professionisti specializzati rappresenta un ostacolo significativo alla piena attuazione delle strategie europee: la Commissione Europea, attraverso la Raccomandazione (UE) 2021/1970 del 10 novembre 2021, ha fissato l’obiettivo di guidare la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030. Per rendere concretamente raggiungibile questo traguardo è fondamentale investire nella formazione di coordinatori, specialisti ed educatori che siano dotati di una visione ampia e di competenze adeguate. Digitalia interviene proprio in questo scenario, offrendo percorsi di formazione concreti, interdisciplinari e orientati al mercato del lavoro, rivolti sia a studenti universitari, che a professionisti. “Attraverso interviste e questionari somministrati a professionisti del settore”, afferma Lorenzo Calvelli, coordinatore del team dell’università Ca’ Foscari, “sono emerse necessità specifiche che hanno guidato la definizione dei contenuti di un ciclo di incontro di Virtual Training concepiti dal nostro Ateneo per rispondere direttamente alle competenze richieste dagli intervistati. Questo approccio partecipativo garantisce che i workshops rispondano in modo concreto alle esigenze del comparto culturale, offrendo strumenti e conoscenze immediatamente applicabili”. Quattro incontri, otto ore complessive di formazione, un team interdisciplinare.

Si comincia mercoledì 11 giugno 2025 con una sessione tutta veneziana: Elisa CorròSabrina PescePaola Peratello e Tatiana Tommasi, studiose afferenti all’università Ca’ Foscari, che guideranno i partecipanti attraverso le sfide e le potenzialità della digitalizzazione di manufatti archeologici ed epigrafici. Come si trasforma un’iscrizione romana in un oggetto 3D? Quali sono le tecnologie più efficaci per conservare e condividere i risultati? Combinando aspetti teorici e pratici, il seminario offrirà risposte pratiche attraverso l’analisi di casi reali.

Giovedì 12 giugno 2025 sarà la volta di Nevio Danelon (Sapienza Università di Roma), che affronterà un tema centrale per la gestione del territorio: l’uso dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) nel contesto dei beni culturali. I GIS consentono di mappare, monitorare e correlare dati spaziali con estrema precisione, aprendo nuove possibilità per la ricerca, la valorizzazione e la prevenzione dei danni. Si tratta di una tecnologia che ha rivoluzionato la gestione del patrimonio, rendendo possibile la pianificazione di interventi mirati e sostenibili.

Il terzo incontro, previsto per giovedì 19 giugno 2025, ospiterà Chiara Tomaini, dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali. Il tema è quanto mai attuale: la gestione del rischio e la prevenzione dei disastri applicata ai beni culturali. Che cosa succede quando un terremoto colpisce un’area archeologica? Il seminario affronta le emergenze causate da fenomeni naturali e attività antropiche attraverso un approccio concreto, basato sull’analisi di scenari reali.

Infine, venerdì 20 giugno 2025, Eleonora Delpozzo (università Ca’ Foscari) chiuderà il ciclo con un focus sul Building Information Modeling (BIM), una tecnologia che nasce nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura, ma che trova ora nuove applicazioni nei contesti archeologici. Grazie al BIM, è possibile creare modelli digitali tridimensionali altamente dettagliati e interattivi, rivoluzionando la conservazione e la valorizzazione dei reperti.

Venezia. Al via la due giorni di convegno internazionale “Women’s Oratory in the Roman World: the Gender Dimension in Ancient Speeches (VIII sec. a.C. – I sec. d.C.)” a cura di Tomaso Maria Lucchelli, Francesca Rohr Vio e Alessandra Valentini

Appuntamento a Venezia, mercoledì 21 maggio 2025 in aula Baratto a Ca’ Foscari), e giovedì 22 maggio 2025 in aula Magna S. Trentin a Ca’ Dolfin, per il convegno internazionale “Women’s Oratory in the Roman World: the Gender Dimension in Ancient Speeches (VIII sec. a.C. – I sec. d.C.)” che rappresenta l’appuntamento conclusivo del progetto SPIN 2023 finanziato dall’università Ca’ Foscari, a cura di Tomaso Maria Lucchelli, Francesca Rohr Vio e Alessandra Valentini. Un gruppo interdisciplinare di studiosi internazionali si confronterà su un tema centrale nella storia romana e nella storia delle donne nel mondo romano: in quali occasioni e secondo quali modalità le donne avevano facoltà di fare politica, avvalendosi della parola? L’interrogativo nasce da due circostanze all’apparenza in contraddizione: da un lato l’esclusione dalla politica delle donne romane, destinate alla casa e alla famiglia; dall’altro le molte occasioni in cui, invece, in momenti di emergenza, esse intervengono sulla scena pubblica, avvalendosi di diversi strumenti comunicativi tra cui la parola. Il dibattito ricostruirà una realtà antica che per molti aspetti rappresenta la premessa di pratiche contemporanee, che in tante occasioni continuano a emarginare le donne dalla politica e dal suo strumento primario, ovvero la parola.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2025, ore 14.30, aula Baratto, Ca’ Foscari: apertura dei lavori. Saluti istituzionali: Alessio Cotugno, prorettore alla Comunicazione e alla Valorizzazione delle Conoscenze, università Ca’ Foscari Venezia; Stefania Ventra, delegata alla Ricerca del dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia. Introduzione: Tomaso Maria Lucchelli, università Ca’ Foscari Venezia; Francesca Rohr Vio, università Ca’ Foscari Venezia; Alessandra Valentini, università Ca’ Foscari Venezia. PRIMA SESSIONE presiede Francesca Cenerini, università di Bologna: 15, Rita Mangiameli (università Ca’ Foscari Venezia), Francesca Rohr Vio (università Ca’ Foscari Venezia) “La parola politica femminile tra tarda repubblica e prima età imperiale: modelli comunicativi, archetipi e forme di legittimazione”; 15.50, Cristina Rosillo López (Universidad de Sevilla) “El papel de las madres en los discursos públicos durante la República tardía”; 16.20, Alessandra Valentini (università Ca’ Foscari Venezia) “Dalla parola al pianto: le prefiche tra scena pubblica e ritualità nel funus romano”; 16.50, Discussione; 18, percorso storico in Laguna per i relatori.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2025, ore 9.30, aula Magna “Silvio Trentin”, Ca’ Dolfin. SECONDA SESSIONE presiede Valentina Arena, University of Oxford. Alle 9.30, Henriette van der Blom (University of Birmingham) “Valerius Maximus on female speakers”; 10, Sara Borrello (università Ca’ Foscari Venezia) “The worst has at last prevailed; controversies are now decided by violence and the sword.” (Plut. C. Gracch. 15.3). Politically-charged words by Licinia, wife of Gaius Gracchus”; 10.30, Francisco Pina Polo (Universidad de Zaragoza) “Las mujeres como objetivo de la invectiva política en la Roma tardorrepublicana”; 11, discussione; coffee break. TERZA SESSIONE presiede Silvia Giorcelli, università di Torino. Alle 12, Elisabetta Todisco (università di Bari) “Parlare (invano?). Voci di donne al tempo delle proscrizioni”; 12.30, Asia Rossetti (università Ca’ Foscari Venezia), Alison Zambon (università Ca’ Foscari Venezia) “Matronae. Voci di donne dall’antica Roma”: i discorsi politici delle donne nei podcast”; 13, discussione; pausa pranzo. QUARTA SESSIONE presiede Stefania De Vido, università Ca’ Foscari Venezia: alle 15, Lewis Webb (University of Gothenburg) “Vox precantum: Female prayer and oratory in the Roman Republic and Principate”; 15.30, Alison Cooley (University of Warwick) “Characterising women’s speech and action in Early Imperial Rome”; 16, Beatrice Girotti (università di Bologna) “Donne di parola? Esempi di continuità e innovazione tra leadership e ministero (sec. I-IV d.C.)”. Coffee Break; 17, Discussione; 17.30, Conclusioni Luca Mondin (università Ca’ Foscari Venezia)

Venezia. Per la Giornata internazionale dei Musei visita guidata gratuita al museo di Torcello con l’archeologo Marco Paladini (università Ca’ Foscari)

In occasione della Giornata internazionale dei Musei ICOM 2025 “Il futuro dei Musei nelle comunità in costante evoluzione”, tradizionale appuntamento in cui la comunità internazionale dei musei accoglie calorosamente il proprio pubblico, le sale espositive del museo di Torcello (Ve) domenica 18 maggio 2025, dalle 15.45 alle 17.15, saranno aperte gratuitamente a tutti i visitatori per l’intera giornata. Guidati dell’archeologo Marco Paladini che ha partecipato alle più recenti campagne di scavo a Torcello e Lio Piccolo come componente del team di ricerca dell’università Ca’ Foscari di Venezia, i visitatori saranno accompagnati alla scoperta della storia dell’isola “raccontata” dalle memorie della terra scavata e dalla collezione del museo e inserita nel più ampio paesaggio storico di Altino e della Laguna Nord. Il percorso e la visita al museo sono gratuiti (durata massimo un’ora e mezza). Punto di ritrovo: all’ingresso del Museo alle 15.45. Accompagnamento archeologico di Scatola Cultura cooperativa sociale.

Montecchio Maggiore (Vi). Al museo di Archeologia e Scienze naturali “G. Zannato” apre la mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano” con le novità archeologiche emerse negli ultimi anni nel Vicentino

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Locandina della mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano” al museo Zannato di Montecchio Maggiore dal 22 marzo al 27 luglio 2025

Un frammento in lamina di bronzo piccolo ma molto significativo proveniente da Creazzo, consegnato in museo circa due anni fa, è stato lo spunto per la mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano” che sarà inaugurata sabato 22 marzo 2025, alle 16, nella sala civica Corte delle Filande per proseguire al museo di Archeologia e Scienze naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore con una visita guidata alla mostra, aperta dal 22 marzo al 27 luglio 2025. La mostra, a cura di Annachiara Bruttomesso, già conservatrice archeologa del museo Zannato; Mariolina Gamba, già soprintendenza ABAP Ve-Met e direzione regionale Musei del Veneto; e Anna Scalco, conservatrice archeologa del museo Zannato, è frutto della collaborazione di numerosi specialisti: Giulia Pelucchini, funzionaria archeologa SABAP VR RO VI per la provincia di Vicenza; Elena Pettenò e Cinzia Rossignoli, archeologhe SABAP VE-MET; Marisa Rigoni e Angela Ruta Serafini, già archeologhe SAV Veneto; Anna Marinetti, linguista UniVe Ca’ Foscari; Luca Zaghetto, archeologo esperto in iconografia e i restauratori Stefano Buson (già museo nazionale Atestino), Sara Emanuele e Federica Santinon (SABAP VE MET).

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Lamina votiva da Alte Ceccato di Montecchio Maggiore (foto museo zannato)

Il frammento in lamina di bronzo ha immediatamente attirato l’attenzione per la presenza di un occhio e un guerriero a stampo, elementi già noti da altre lamine del vicentino. Da qui l’idea di riunire in un’esposizione reperti noti e inediti, in lamina di bronzo ma non solo, che illustrano le manifestazioni della religiosità nel territorio vicentino durante il periodo della romanizzazione. La mostra farà conoscere al pubblico le novità archeologiche emerse negli ultimi anni nel Vicentino, frutto sia di campagne di scavo che di rinvenimenti occasionali, che hanno arricchito il quadro di conoscenze già noto. Tra i numerosi reperti esposti spiccano la lamina votiva da Brendola, che è stata scelta come logo per la mostra, e i dischi da Marostica, Rosà, Isola Vicentina: sulla parte superiore di questi votivi compaiono dei grandi occhi che rappresentano lo sguardo vigile della divinità, sul popolo dei devoti e sul loro territorio. Non mancheranno altri dischi e lamine di recentissimo rinvenimento da Quinto Vicentino e Torri di Quartesolo. Tra le testimonianze relative a Vicenza, accanto a lamine votive dal noto santuario urbano con centro scrittorio di piazzetta San Giacomo, saranno per la prima volta esposte al pubblico le eccezionali lamine, ancora inedite, provenienti da un sito al confine occidentale della città, nei pressi dell’antica via Postumia.

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La stele da Isola Vicentina contenente la parola venetkens (foto musei civici vi)

Saranno inoltre esposti importanti doni votivi con iscrizioni come i palchi di cervo di Magrè e alcune testimonianze di pratiche oracolari come le sortes di Trissino e gli ossicini con sigle da Santorso. Infine importante protagonista sarà il Monte Summano che ospitava nell’antichità un luogo di culto ed era con le sue due cime punto visivo di riferimento per tutto il territorio Vicentino: saranno in mostra le statuette miniaturistiche d’argento raffiguranti una divinità femminile e Marte insieme al deposito votivo comprendente un astragalo con sigle alfabetiche e un blocco di sostanza resinosa connessi a pratiche divinatorie e purificatorie. Sarà infine riservato spazio ad alcune notissime testimonianze scritte: la stele da Isola Vicentina contenente la parola venetkens, prima attestazione in assoluto del nome degli antichi Veneti e quella da Monte Berico, testimonianza dei confini del ter

Venezia. A Palazzo Malcanton Marcorà presentazione del libro “Il corpo spezzato. Costruire e decostruire la figura umana nella tradizione funeraria egiziana” di Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari) con: Patrizia Piacentini (università di Milano) e Lucio Milano (università Ca’ Foscari)

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Francesca Iannarilli (Ca’ Foscari)

Mercoledì 26 febbraio 2025, alle 10, in aula Geymonat di Palazzo Malcanton Marcorà a Venezia, presentazione del libro “Il corpo spezzato. Costruire e decostruire la figura umana nella tradizione funeraria egiziana” di Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari Venezia), Edizioni Ca’ Foscari 2024. Discutono con l’autrice: Patrizia Piacentini, università di Milano La Statale; Lucio Milano, università Ca’ Foscari Venezia, direttore della collana Antichistica. Modera Emanuele M. Ciampini, università Ca’ Foscari Venezia.

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Copertina del libro “Il corpo spezzato. Costruire e decostruire la figura umana nella tradizione funeraria egiziana” di Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari)

Il corpo spezzato. Questo libro si concentra sul tema antropologicamente e storicamente complesso del corpo nell’antico Egitto, con particolare attenzione alla cosiddetta “letteratura funeraria” e, più specificatamente, al corpus dei Testi delle Piramidi e ai suoi determinativi antropomorfi “mutilati”. In questa prospettiva, era necessario stabilire un quadro per la percezione e l’elaborazione formale del corpo sociale, politico, vivo e morto nelle fonti iconografiche e testuali, al fine di fornire una base emica da cui partire. Particolare attenzione è stata riservata al “corpo spezzato”, inteso non solo come corpo fisico ma anche come sua rappresentazione iconografica o materiale, talvolta mutilato, decapitato, trattato e manipolato in modi e contesti diversi. Si è quindi svolto un processo deduttivo, partendo dal generale e arrivando al particolare, per proporre alcune suggestioni su un fenomeno a lungo dibattuto ma ancora irrisolto. Si arriva così alla pratica della mutilazione, o parzializzazione del corpo, ancora scarsa nei contesti archeologici, ma più abbondante nell’iconografia e nei geroglifici, come opera deliberata, ragionata e motivata di costruzione e decostruzione del corpo umano e della sua rappresentazione. L’opera avrà servito al suo scopo se riuscirà a stimolare nuove riflessioni e studi più approfonditi sull’argomento, o almeno a gettare uno spiraglio di luce sulle ombre che il pensiero egiziano ancora “getta sulle pareti della grotta”.

Roma. Alla British School, in presenza e on line, la conferenza “Byzantine Sicily: the Empire’s Bulwark in the West” di Vivien Prigent (Ecole française) nell’ambito del ciclo di seminari “Rediscovering Byzantium: an Italian History”

roma_british-school_seminari-rediscovering-byzantium-an-italian-history_locandinaLa British School at Rome offre “Rediscovering Byzantium: an Italian History”, un ciclo di seminari di ricerca dedicati alle testimonianze culturali e storico-artistiche dell’eredità bizantina in Italia. Le conferenze sono rivolte a un pubblico con competenze anche non specialistiche. L’iniziativa è coordinata da Daniele Bianconi (Sapienza università di Roma), Edoardo Crisci (università di Cassino e del Lazio Meridionale), Paola Degni (università Ca’ Foscari Venezia), Marilena Maniaci (università di Cassino e del Lazio Meridionale), Raphaële Mouren (The British School at Rome). Appuntamento il 18 Febbraio 2025, alle 18, al Lecture Theatre della British School at Rome in via Gramsci 61 a Roma, con Vivien Prigent (École française de Rome) su “Byzantine Sicily: the Empire’s Bulwark in the West”. L’evento si terrà in lingua inglese. Sarà accessibile sia in presenza che online, registrandosi al link https://us02web.zoom.us/…/WN_2Bc70qbOQNCfoqi9oLbpuA….

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Sigillo di Euphemios, imperatore dei Romani e usurpatore siciliano (verso) (foto vivien prigent / museo archeologico regionale salinas)

Riconquistata nel 535 da Belisario come parte della politica di Giustiniano di riaffermare l’autorità romana in Occidente, la Sicilia si affermò rapidamente come uno dei pilastri dell’Impero d’Oriente. La sua prosperità duratura fu una delle chiavi per la sopravvivenza dell’impero durante la profonda crisi che colpì Bisanzio nel VII secolo, mentre, in seguito alle perdite territoriali in Africa e in Italia, l’isola, addossata alla Calabria, si affermò come baluardo della dominazione imperiale sul bacino del Mediterraneo centrale. L’isola arrivò così ad occupare un posto speciale nell’ideologia imperiale di Bisanzio e del suo grande rivale, il Califfato. La conferenza cercherà di evidenziare le caratteristiche specifiche delle politiche amministrative messe in atto dall’impero per garantire la solidità dei legami che univano questa provincia, tanto centrale politicamente ed economicamente quanto periferica geograficamente, a Costantinopoli, e di sottolineare la grande adattabilità dell’amministrazione imperiale, in contrasto con la reputazione di conservatorismo. persino l’immobilismo, ancora troppo spesso legato all’immagine di Bisanzio.

Vivien Prigent è stata membro dell’Ecole française de Rome e Newton International fellow della British Academy. Già direttore di studi classici e medievali presso la Maison française d’Oxford, è attualmente direttore di studi medievali presso l’Ecole française de Rome e professore di ricerca presso il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (CNRS) con sede a Parigi presso il Centre d’histoire et de civilisation de Byzance – Collège de France. Vivien Prigent è una specialista delle province bizantine occidentali dell’Italia, della Sicilia e dell’Africa. La sua attività, basata principalmente su fonti sigillografiche e numismatiche, si concentra sulla storia amministrativa, fiscale e monetaria dell’impero bizantino dal VII all’XI secolo.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Adria, San Basilio, Corte Cavanella. La rete per Una storia antica nella terra più giovane d’Italia” e presentazione del numero LVIII della rivista “Padusa”

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Sabato 15 febbraio 2025, alle 10.30, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) l’incontro “Adria, San Basilio, Corte Cavanella. La rete per Una storia antica nella terra più giovane d’Italia” e presentazione del numero LVIII della rivista “Padusa”. Alle 10.30, saluto delle autorità; 11, Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria, “Sintesi di 3 anni di attività del progetto di educazione all’archeologia”; 11.20, Giovanna Falezza, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, “Nuove modalità di fruizione del patrimonio archeologico con strumenti e ricostruzioni 3D”; 11.40, Paolo Bellintani, CPSSAE, presentazione del numero LVIII della rivista “Padusa”; 12, Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari, e Silvia Paltineri, università di Padova, “I risultati della ricognizione nell’area dell’insediamento etrusco”.

Rovigo. A Palazzo Roncale, l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive”: novità sul progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche in provincia di Rovigo sostenuto dalla Fondazione Cariparo. Ecco il programma

rovigo_palazzo-roncale_convegno-archeologia-in-polesine-progetti-in-corso-novità-prospettive_locandinaSabato 1° febbraio 2025, alle 9, a Palazzo Roncale a Rovigo, la Fondazione Cariparo ospita l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive” che presenterà risultati e prospettive del progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche di grande rilievo situate in provincia di Rovigo. Un progetto ambizioso, sostenuto dalla Fondazione Cariparo, che vede coinvolti la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, l’università di Padova, l’università Sapienza di Roma, l’università Ca’ Foscari di Venezia, la direzione regionale Musei nazionali Veneto, il CPSSAE di Rovigo e il Comune di Ariano nel Polesine. Un intervento che ha un forte valore scientifico e può contribuire alla valorizzazione culturale e turistica di tutta l’area polesana. L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti, previa registrazione al seguente link: https://fondazionecariparo.it/…/archeologia-in…/

IL PROGRAMMA. INTRODUZIONE. Alle 9, saluti istituzionali e introduzione alla giornata: Giuseppe Toffoli, vice presidente, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; Andrea Rosignoli, soprintendente, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; Daniele Ferrara, direttore, direzione regionale Musei nazionali Veneto. PROGETTI IN CORSO PER L’ARCHEOLOGIA IN POLESINE: 9.30, Paolo Bellintani, Andrea Cardarelli, Wieke De Neef, Paola Salzani, “Progetto Prima Europa – Frattesina e Grignano Polesine”; 9.50, Michele Cupitò, David Vicenzutto, Wieke De Neef, Paola Salzani, “Progetto Prima Europa – Villamarzana”; 10.10, Giovanna Gambacurta, Silvia Paltineri, Giovanna Falezza, “Progetto San Basilio: l’abitato etrusco”; 10.30, Jacopo Bonetto, Caterina Previato, Jacopo Turchetto, Wieke De Neef, Giovanna Falezza, “Progetto San Basilio: il vicus romano”; 10.50, pausa caffè. ARCHEOLOGIA PUBBLICA IN POLESINE: RICERCA E DIVULGAZIONE: 11.20, Raffaele Peretto, “Monitorare il territorio: gruppi archeologici attivi nella ricerca e il ruolo del CPSSAE”; 11.40, Enrico Maragno, “Quarant’anni di ricerche e divulgazione del Gruppo Archeologico di Villadose”; 12.10, Alberta Facchi, Marco Bruni, Maria Letizia Pulcini, “I Musei nazionali e locali: Adria, Fratta Polesine, San Basilio”; 12.30, Chiara Vallini, “Il Museo dei Grandi Fiumi oggi: eredità ed evoluzione”. PRESENTE E FUTURO DELL’ARCHEOLOGIA IN POLESINE: 12.50, Giovanna Falezza, Paola Salzani, “Archeologia in Polesine: dal presente al futuro”. Conclusione lavori.

Catania. A Palazzo Ingrassia, “L’archeologia egea nell’Università Italiana. Bilanci e prospettive di una disciplina”, in presenza e on line: il primo convegno sulla storia della archeologia egea con i docenti della disciplina delle università italiane e i direttori delle missioni archeologiche in Grecia. Ecco il programma della due giorni

catania_palazzo-ingrassia_l'archeologia-egea-nell-università-italiana_bilanci-e-prospettive-di-una-disciplina-accademica_locandinaA circa 50 anni dall’inizio dell’insegnamento di egea in Italia docenti e ricercatori si riuniscono per fare il punto sugli sviluppi e le prospettive future della disciplina. Martedì 28 e mercoledì 29 gennaio 2025, a Catania il primo convegno sulla storia della archeologia egea “L’archeologia egea nell’Università Italiana. Bilanci e prospettive di una disciplina”. Appuntamento, martedì 28 gennaio 2025, alle 16, in presenza, a Palazzo Ingrassia, Aula V. La Rosa, in via Biblioteca 4 a Catania. Si possono seguire i lavori da remoto registrandosi al link https://forms.gle/zBcsixcuTwL8eMCM8. Al convegno prenderanno parte i docenti della disciplina delle università italiane e i direttori delle missioni archeologiche in Grecia per fare il punto sullo sviluppo storico dell’Archeologia Egea in Italia, le acquisizioni scientifiche raggiunte e le prospettive per il futuro.

PROGRAMMA DEL 28 GENNAIO. Alle 16, saluti istituzionali: Marina Caterina Paino, direttrice DISUM; Mauro Tulli, università di Pisa, consigliere CUN; Simona Todaro, presidente del corso di laurea magistrale in Archeologia, direttrice CEARC; 16.45, Pietro Militello (università di Catania), “Introduzione ai lavori”. Relazioni: alle 17, Pietro Militello (università di Catania), “L’archeologia egea nella Università di Catania: da Paolo Orsi a Vincenzo La Rosa”; 17.30, Simona Todaro (università di Catania), “Archeologia egea e preistoria nell’Università di Catania: il primo ventennio del XXI secolo”; 18, Massimo Cultraro (CNR-Istituto Scienze per il Patrimonio Culturale), “L’archeologia egea in Italia. Il ruolo del CNR”; 18.30, Luca Girella (università telematica internazionale UniNettuno), “L’archeologia egea nella manualistica italiana”; 19, Ilaria Caloi (università Ca’ Foscari, Venezia), “Le Civiltà Egee tra storia e archeologia”; 20.30, cena.

PROGRAMMA DEL 29 GENNAIO. Alle 9.30, Nicola Cucuzza (università di Genova), “Una Missione senza Scuola: destini delle ricerche minoiche in Italia”; 10, Luca Bombardieri (università di Siena), “Archeologia al crocevia. La preistoria e la protostoria cipriota fra problematiche e potenzialità didattiche e di ricerca sul campo”; 10.30, Gianpaolo Graziadio, Salvatore Vitale (università di Pisa), “L’archeologia egea a Pisa nel più ampio contesto delle dinamiche scientifiche nazionali e internazionali. Epistemologia di una disciplina tra passato, presente e futuro”; 11, Maria Emanuela Alberti (università di Firenze), “Una vita in bilico: lo studio delle Civiltà Egee tra ristrettezze disciplinari e normative”; 11.30, pausa caffè; 12, Elisabetta Borgna (università di Udine), “Gli studi egei presso le università di Trieste e Udine”; 12:30, Filippo Carinci (università Ca’ Foscari, Venezia), “Gli studi egei presso l’università Ca’ Foscari di Venezia”; 13, Dario Puglisi (università di Catania), “Archeologia egea: apologia di una disciplina”; 13.30, pausa pranzo; 15, interventi programmati; 16, discussione e conclusioni.

Padova. A Palazzo Maldura l’incontro “IL NORD-EST a EST: il contributo delle Missioni archeologiche dell’Italia nord-orientale alle ricerche di campo nel Vicino Oriente” nell’ambito del corso “Archeologia dell’Egitto e della Mesopotamia” del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova

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Nell’ambito del corso “Archeologia dell’Egitto e della Mesopotamia” (prof. Massimo Vidale) del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, mercoledì 18 dicembre 2024, alle 10 e fino alle 16.30, nella sala Branca di Palazzo Maldura (secondo piano), in piazzetta Folena 1 a Padova, l’incontro “IL NORD-EST a EST: il contributo delle Missioni archeologiche dell’Italia nord-orientale alle ricerche di campo nel Vicino Oriente” aperto a tutti gli interessati. Parteciperanno Elena Rova (università Ca’ Foscari, Venezia), Marco lamoni (università di Udine), Andrea Squitieri (Ludwig Maximilians Universitat Munchen), Roberto Micheli (Sabap FGV), Luca Maria Olivieri (università Ca’ Foscari, Venezia), Elisa Iori (università Ca’ Foscari, Venezia), Cristina Tonghini (università Ca’ Foscari, Venezia), Massimo Vidale (università di Padova).