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Paestum. In occasione delle GEP 2023, per la prima volta a Paestum visite guidate allo scavo del tempietto arcaico rinvenuto presso le mura: ci sarà il direttore Tiziana D’Angelo. E poi ancora visite tematiche a Paestum e a Velia. E aperture serali. Ecco il ricco programma

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Veduta zenitale del tempietto arcaico rinvenuto presso le mura occidentali di Paestum (foto pa-paeve)

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Veduta a volo d’uccello del tempietto arcaico rinvenuto presso le mura occidentali di Paestum (foto pa-paeve)

Per la prima volta a Paestum visite guidate allo scavo del tempietto arcaico rinvenuto presso la porzione ovest delle mura di cinta della città: succede in occasione delle visite programmate nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, il 23 e 24 settembre 2023. E domenica 24 settembre 2024, alle 10, sarà proprio il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo, ad accompagnare i partecipanti alla visita allo scavo archeologico del tempietto arcaico “Nuovi templi, nuovi dei (?)”. Un’occasione unica, assolutamente da non perdere. Il cantiere di scavo si raggiungerà attraverso il c.d. “Sentiero degli Argonauti” (durata del percorso circa 10 minuti; si consigliano abbigliamento e scarpe comode). La visita al cantiere di scavo è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nell’abbonamento Paestum&Velia e nella card Adotta un blocco.

paestum-velia_gep-2023_aperture-serali_locandinaSabato 23 settembre 2023, a Paestum, apertura straordinaria serale del Santuario meridionale (area Tempio di Nettuno e cd. Basilica): 20 – 23 (ultimo ingresso 22.15), costo del biglietto 2 euro. In programma “Un’altra Paestum”: visite tematiche nell’area archeologica di Paestum, a cura del personale del Parco Archeologico di Paestum e Velia (incluse nel prezzo del biglietto di ingresso). Alle 20, “Architetture senza barriere”, appuntamento in biglietteria; 21.30, “I santuari di Paestum”, appuntamento in biglietteria. A Velia Apertura straordinaria della città bassa di Velia: 20 – 23 (ultimo ingresso 22.15), costo del biglietto 2 euro. In programma “Un’altra Velia”: visite tematiche nell’area archeologica di Velia, a cura del personale del Parco Archeologico di Paestum e Velia (incluso nel prezzo del biglietto di ingresso). Alle 20.30 e 21.30, “L’edificio imperiale di casa Cobellis”. Appuntamento in biglietteria.

paestum-velia_gep-2023_programma-eventi_locandinaProgramma di domenica 24 settembre 2023 (oltre la visita al tempietto arcaico).

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Lezioni di yoga all’ombra dei templi dorici di Paestum (foto pa-paeve)

PAESTUM. Alle 10, 12, 15, 17, “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum” a cura del personale del parco archeologico di Paestum e Velia. Appuntamento nel piazzale del museo (incluso nel prezzo del biglietto di ingresso); 10 e 11, “Yoga per tutti” a cura dell’associazione Mi girano le ruote. Appuntamento presso la biglietteria dell’area archeologica di Paestum (Costo: 3 euro da aggiungere al prezzo del biglietto di ingresso al Parco); 16, “Tempio della Pace e Comitium”, visite allo scavo in corso a cura dell’università di Bochum. Appuntamento in biglietteria (incluse nel prezzo del biglietto di ingresso).

velia_area-archeologica_mostra-elea-la-rinascita_inaugurazione_locandinaVELIA. Alle 10, 12, 15, visite guidata alla mostra temporanea “Elea: la rinascita” (incluse nel prezzo del biglietto di ingresso); 16.30, visite teatralizzate alla mostra “Elea: la rinascita” a cura della fondazione A. Gatto (incluse nel prezzo del biglietto di ingresso). Tutte le iniziative, esclusi i laboratori di ceramica e lo yoga, sono incluse nel prezzo del biglietto di ingresso al Parco, nell’abbonamento Paestum&Velia e nella card Adotta un blocco.

Velia. Sull’Acropoli alla presenza del ministro Sangiuliano si inaugura la mostra “Elea: la rinascita”, la prima realizzata dal parco con l’autonomia: prende spunto dalla scoperta – nel 2022 – del tempio arcaico di Atena coevo alla fondazione della colonia nel VI sec. a.C.

velia_area-archeologica_mostra-elea-la-rinascita_inaugurazione_locandinaConto alla rovescia per l’apertura a Velia della mostra “Elea: la rinascita”, la prima mostra realizzata al parco archeologico di Paestum e Velia da quando è stato dotato di autonomia speciale nel 2020, che trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli che hanno restituito tracce di un santuario dedicato ad Atena, risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. (vedi Velia. Sull’acropoli scoperti i resti del più antico tempio arcaico dedicato ad Atena con ceramiche dipinte, armi e armature: reliquie della battaglia navale di Alalia del 541-535 a.C. tra i greci di Focea contro Cartaginesi ed Etruschi. Osanna: “Nuova luce sulla storia della colonia greca dei Focei” | archeologiavocidalpassato). Per il taglio del nastro della mostra “Elea: la rinascita” appuntamento sull’Acropoli di Velia venerdì 4 agosto 2023, alle 17. Interverranno Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Franco Alfieri, presidente della Provincia di Salerno e sindaco del Comune di Capaccio Paestum; Pietro D’Angiolillo, sindaco del Comune di Ascea; Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei; Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival. Le conclusioni affidate a Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura. Chiude il vernissage, alle 21, “Letture eleatiche” di Roberto del Gaudio; progetto sonoro di Gigi Masin ed Emanuele Errante; Visual art di Andrea Maioli a cura della Fondazione Alfonso Gatto. La mostra sarà aperta fino al 30 aprile 2024.

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Veduta zenitale dell’acropoli di Elea-velia, interessata dalla campagna di scavo 2021-2022 (foto pa-paeve)

Il parco archeologico di Velia ospita la mostra “Elea: la rinascita”, che racconta la nascita di Elea e della sua comunità. “Elea – raccontano gli archeologi del Parco – non è una città come le altre. La sua vita comincia sotto il segno della guerra, con l’assedio e l’abbandono della madrepatria Focea e con la diaspora di un popolo che si trova ad affrontare una profonda crisi. La storia della nascita di Elea e della ri-nascita dei suoi abitanti in fuga da un destino di schiavitù è tanto antica quanto attuale e si concretizza nelle persone, nelle terre e nelle pietre di Elea. Intorno al 545 a.C. Focea, sulle coste dell’Asia Minore (Turchia), fu vittima della pressione dell’impero persiano. I suoi abitanti decisero di abbandonare la patria pur di non perdere la propria libertà, intraprendendo un lungo viaggio nel Mediterraneo. Circa un secolo dopo il grande storiografo Erodoto ne descrive le vicende: In viaggio verso Elea […] i Focei trassero in mare le pentecontere, imbarcarono i figli, le donne, e tutto il trasportabile, e inoltre le statue del santuario e le altre offerte […]; imbarcarono tutto, salirono a bordo essi stessi […]. Focea, deserta d’uomini, fu occupata dai Persiani. Scopriamo così una storia di battaglie e profughi, popoli e città, interventi diplomatici e territori. Dopo numerose traversie, nel 540 a.C. fu fondato il primo insediamento di Elea, che si presentava come un modesto villaggio di case di pietra e terra cruda, addensato ai bordi del promontorio dell’Acropoli, al cui vertice era il santuario di Athena”.

Paestum e Velia. Al via al parco archeologico la rassegna MUSICA & PAROLE 2023. Tra gli artisti in concerto Ron, Noa, Mario Biondi, Serena Autieri e Sal Da Vinci

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Il cielo di Paestum e Velia farà da cornice alle grandi stelle della musica italiana, protagoniste della rassegna “Musica & Parole”. Dal 28 luglio al 19 agosto 2023, sette serate da assaporare tra i maestosi resti archeologici del Parco, dove arte, storia e cultura si fondono per dar vita ad una serie di aperture serali straordinarie. “Dopo il successo registrato la scorsa estate”, dichiara il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo, “la nostra rassegna Musica&Parole torna a creare un connubio originale e armonico tra il patrimonio archeologico di Paestum e Velia e la musica contemporanea Attraverso la performance di artisti di eccezionale talento e versatilità, vediamo la storia millenaria dei nostri siti rivivere in una dimensione nuova. Questi eventi, resi possibili dal Piano di Valorizzazione del Ministero della Cultura, ci consentono non solo di intercettare numerosi segmenti di pubblico, ma soprattutto di consolidare il rapporto con le nostre comunità, sia sul territorio sia a livello internazionale”.

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Visione notturna del Tempio di Nettuno che fa da quinta agli spettacoli serali a Paestum (foto pa-paeve)

Si parte il 28 luglio 2023 da Paestum, con l’Orchestra Mediterranea diretta dal Maestro Antonello Cascone. Il 9 agosto 2023 sarà la cantante di origini israeliane Noa ad esibirsi tra le colonne doriche del Tempio di Nettuno, che il 18 agosto 2023 faranno da sfondo anche al concerto del grande Rosalino Cellamare, in arte Ron.

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La città bassa di Velia che ospita gli spettacoli serali (foto pa-paeve)

Ad aprire le serate di Velia il 30 luglio 2023 sarà la splendida Serena Autieri, attrice, cantante, doppiatrice e conduttrice televisiva, interprete di tanti musical di grande successo. Il 13 agosto 2023 sarà la volta del jazz-soul di Mario Biondi, la voce più black della musica italiana, mentre il 17 agosto 2023 la suggestiva location si riempirà delle indimenticabili note che hanno fatto da colonna sonora al cinema internazionale, eseguite dall’Orchestra Alla scoperta di Ennio Morricone. Gran finale il 19 agosto 2023 con una delle voci più amate della canzone napoletana, quella di Sal Da Vinci.

paestum_logo-paestum-veliaINFORMAZIONI Il costo del biglietto serale “Paestum & Velia by Night” è di 10 euro. Tutti gli eventi sono inclusi nel biglietto di ingresso serale al Parco, nella card Adotta un blocco e nell’abbonamento “Paestum & Velia”. Dalle 20 fino a mezzanotte (ultimo ingresso ore 23.15) saranno aperte le aree archeologiche di Paestum (area del Santuario meridionale) e Velia (parte bassa della città). Orari di apertura e chiusura biglietterie dalle 20 alle 23.15. L’acquisto del biglietto di ingresso dà diritto ad accedere al Parco e a seguire i concerti, ma non dà diritto al posto a sedere che non è prenotabile. I biglietti by night sono già disponibili presso le biglietterie di Paestum e Velia, acquistabili la sera stessa dell’evento oppure on line ai seguenti link: il biglietto Paestum by Night www.vivaticket.com/it/ticket/paestum-by-night/211919?culture=it-it; acquista il biglietto Velia by Night: www.vivaticket.com/it/Ticket/velia-by-night/211920?Culture=it-IT.

Paestum. Al via al Tempio di Nettuno, nell’area archeologica, “Le Muse tra i templi”: tre serate all’insegna della musica, del teatro e della danza

paestum_le-muse-tra-i-templi_rassegna_locandina“Le Muse tra i templi” di Paestum: al via la rassegna delle arti a cura del Parco Archeologico di Paestum e Velia, diretto da Tiziana D’Angelo, e della Città di Capaccio Paestum, col sindaco Franco Alfieri. Tre serate all’insegna della musica, del teatro e della danza tra i templi meglio conservati della Magna Grecia. Il calendario delle serate al Tempio di Nettuno, con inizio alle 21: 16 luglio 2023, Orchestra Scarlatti diretta dal maestro Beatrice Venezi; 26 luglio 2023, Racconti di cinema con Ornella Muti; 31 luglio 2023, Preludes Danze al Pianoforte. Costo del biglietto serale “Paestum&Velia by night” 10 euro. Tutti gli eventi sono inclusi nel biglietto di ingresso serale al Parco, nella card Adotta un blocco e nell’abbonamento Paestum&Velia. I biglietti by night sono disponibili nelle biglietterie di Paestum e Velia, sono acquistabili la sera stessa dell’evento oppure on line: https://www.vivaticket.com/it/ticket/paestum-by-night/211919?culture=it-it.

Paestum. La domenica, da giugno a settembre, lezioni di “Yoga per tutti” all’ombra del tempio di Nettuno in collaborazione con l’associazione “Mi girano le ruote”

paestum_parco_lezioni-di-yoga_locandinaLezioni di “Yoga per tutti”, all’ombra dei templi di Paestum: al via da domenica 11 giugno 2023 l’iniziativa promossa dal parco archeologico di Paestum e Velia, in collaborazione con l’associazione “Mi girano le ruote”, impegnata da tempo in attività che mirano all’abbattimento delle barriere architettoniche e cognitive per una piena inclusione sociale e culturale di ogni persona. Le lezioni di yoga, accessibili e inclusive, mettono in pratica la tecnica del benessere psico-fisico in un luogo sacro della Magna Grecia con straordinari appuntamenti che uniscono la cultura orientale a quella occidentale tra i grandiosi templi di Paestum. Gli appuntamenti si terranno nei pressi del Tempio di Nettuno, dalle 10 alle 11, e dalle 11 alle 12, nelle seguenti domeniche: 11, 18 e 25 giugno, 9 e 30 luglio, 13 e 27 agosto, 10 e 24 settembre 2023. Max 25 partecipanti per gruppo. Costo dell’iniziativa: 3 euro da aggiungere al costo del biglietto di ingresso al Parco. Appuntamento presso la biglietteria dell’area archeologica di Paestum 15 minuti prima dell’inizio dell’attività. “La cura del corpo e della mente rivestiva un ruolo fondamentale nella cultura classica”, afferma il direttore del Parco, Tiziana D’Angelo. “Attraverso l’iniziativa Yoga per tutti e la preziosa collaborazione dell’associazione Mi girano le ruote si intende ricreare nell’area archeologica di Paestum uno spazio inclusivo in cui perseguire e condividere tale benessere tra passato e presente, tra Oriente e Occidente”. E il presidente dell’associazione “Mi girano le ruote”, Vitina Maioriello: “Siamo onorati di collaborare a questa iniziativa in una location meravigliosa. L’iniziativa “Yoga per tutti” ha l’obiettivo di avvicinare le persone alla disciplina orientale allo scopo di acquisire consapevolezza, autostima e coraggio. Una pratica fondamentale per tutti che dà notevoli benefici alle persone, comprese quelle con capacità speciali. È un metodo che permette di scoprire se stessi ed insegna a vivere al meglio la propria esistenza”.

Paestum. Eccezionali scoperte al tempietto greco lungo le mura: il basamento, le decorazioni del tetto, i gocciolatoi, teste di toro, l’altare dei sacrifici e centinaia di ex-voto. E una suggestione: un piccolo ex-voto con un eros a cavallo di un delfino potrebbe cambiare la storia conosciuta dell’antica Poseidonia

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Ex-voto con eros che cavalca un delfino proveniente dall’area del tempietto greco lungo le mura di Paestum (foto pa-paeve)

È un piccolo ex voto quello che potrebbe cambiare la storia conosciuta dell’antica Poseidonia: si vede un eros a cavallo di un delfino che la fantasia potrebbe rimandare al mitico Poseidon, il dio che ha dato il nome alla città. A Paestum stanno rivelando grandi sorprese i lavori per riportare alla luce il tempietto greco rinvenuto nel 2019 lungo le mura ovest della città antica (vedi Il parco archeologico di Paestum presenta alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico la scoperta del tempietto dorico e lancia il Manifesto dell’Archeologia Circolare: occasione per riflettere nella prassi archeologica, museologica e gestionale | archeologiavocidalpassato): ecco riemergere il basamento in pietra con i gradini d’accesso e la delimitazione della cella che ospitava la divinità, le decorazioni in terracotta colorata del tetto con i gocciolatoi a forma di leone, una straordinaria gorgone, una commovente Afrodite. Ma anche sette stupefacenti teste di toro, l’altare con la pietra scanalata per raccogliere i liquidi dei sacrifici e centinaia di ex voto. Uno scavo, che promette di “cambiare la storia conosciuta dell’antica Poseidonia”, assicura Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia. Quasi insomma come una finestra aperta su un frammento lungo 500 anni della vita della città che i greci di Sibari fondarono nel 600 a.C. e che poi passò sotto i lucani per diventare alla fine una colonia di Roma.

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Veduta complessiva dell’area sacra del tempietto greco lungo le mura di Pasetum_ si vede il basamento e anche l’altare per i sacrifici (foto pa-paeve)

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

“Il ritrovamento di centinaia di ex voto, statue e altari nel tempietto di Paestum”, afferma il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, “conferma lo straordinario valore di questo sito e le sue grandi potenzialità sulle quali stiamo lavorando. Poco più di un mese fa mi sono recato a Paestum proprio per verificare lo stato del Parco archeologico e capire tutto quello che si può fare, anche in termini di finanziamenti, per rafforzare le attività di conservazione e di sviluppo dell’area. Ogni scavo che riporta alla luce le testimonianze storiche del passato dimostra l’immensa ricchezza del patrimonio archeologico della nostra nazione di cui c’è ancora molto da scoprire”. Davvero un contesto unico che “accende una luce molto interessante sulla vita religiosa antica”, applaude il dg musei Massimo Osanna ricordando che le ricerche archeologiche fatte a Paestum negli anni ’50 intorno ai templi maggiori non furono scientificamente documentate. Avviati nel 2020 e subito bloccati dalla pandemia, gli scavi al tempietto sono ripresi da qualche mese: “Quello che oggi ci troviamo davanti è il momento in cui il santuario, per motivi ancora tutti da chiarire, viene abbandonato, tra la fine del II e l’inizio del I sec. a C”, premette D’Angelo (vedi Paestum. La direttrice Tiziana D’Angelo riapre lo scavo del tempietto arcaico lungo le mura e decide di raccontarlo in diretta sui canali social | archeologiavocidalpassato).

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Testa di toro proveniente dall’area sacra del tempietto greco lungo le mura di Paestum (foto pa-paeve)

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Gabriel Zuchtriegel, quando era direttore del parco e del museo di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

L’analisi delle decorazioni fittili ha permesso di datarne la fondazione nel primo quarto del V secolo a C., quando nella colonia greca erano già stati costruiti alcuni dei più importanti edifici monumentali arrivati fino a noi, il tempio di Hera, edificato tra il 560 e il 520 a.C., e quello di Atena, che si fa risalire al 500 a.C. Il tempio di Nettuno venne completato invece un po’ più tardi, nel 460 a.C., dopo una lunga gestazione. Di dimensioni molto contenute – misura 15,60 metri per 7,50 – con 4 colonne sul fronte e 7 sui fianchi, il tempietto è come gli altri in stile dorico, ma si distingue per la purezza delle forme. “È il più piccolo tempio periptero dorico che conosciamo prima dell’età ellenistica, il primo edificio che a Paestum esprime pienamente il canone dorico”, spiega Gabriel Zuchtriegel, l’ex direttore di Paestum oggi alla guida di Pompei che ha appena dato alle stampe un corposo studio sull’architettura dorica. “Quasi un modello in piccolo del grande tempio di Nettuno”, che allora appunto doveva essere in costruzione, “una sorta di missing link tra il VI e il V secolo a.C.”. Molto importante, quindi, anche perché in qualche modo dimostra l’autonomia artistica e culturale della comunità e sconfessa chi ha sempre creduto che nelle colonie ci si limitasse a copiare le produzioni della madrepatria.

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Veduta da drone del tempietto greco lungo le mura di Paestum con il team di archeologi che segue le ricerche: al centro la direttrice Tiziana D’Angelo (foto pa-paeve)

Straordinaria però è anche la distesa di oggetti ritrovati nello spazio che separa il fronte dell’edificio dall’altare, eretto come di regola all’esterno: statuette in terracotta con i volti degli offerenti o quelli delle divinità, addirittura 15 quelle con il piccolo eros a cavallo del delfino, templi e altari in miniatura. Piccoli capolavori di artigianato che si aggiungono alle sette teste di toro ritrovate intorno all’altare, forse “oggetti di scena” a disposizione di chi amministrava il culto. E che sembrano essere stati poggiati in terra con devozione, “come in un rito di chiusura” ragiona D’Angelo, messo in atto quando il santuario, che pure continuò ad essere frequentato anche in epoca lucana e poi dal 273 a.C. con l’arrivo dei romani, cadde in disuso. “Ogni giorno una sorpresa”, sorride la direttrice attorniata dalla squadra di archeologi coordinata da Francesco Mele. Per capire di più, certo, ci vorrà tempo, serviranno studi, restauri, analisi di laboratorio. Intanto si procede con le ricerche per documentare ogni periodo di vita del tempio fino ad arrivare al momento della sua costruzione, cercando anche di capire la dinamica che ha portato una parte delle mura a collassare sul retro dell’edificio.

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Elemento della trabeazione con gocciolatoio a testa di leone dal tempietto greco lungo le mura di Paestum (foto pa-paeve)

Gli elementi di forte interesse “sono tanti”, si appassiona D’Angelo. Come la firma – proprio su una delle statuette col delfino- degli Avili, “una famiglia di ceramisti di origine laziale, nota anche a Delo, la cui presenza qui a Paestum non era mai stata documentata”. O come l’ubicazione particolarissima di questo santuario, costruito nella città, sì, ma lontano dal centro e dagli altri templi, giusto a ridosso delle mura. Vicinissimo al mare, sul quale praticamente si affacciava: “Le navi che passavano se lo trovavano di fronte”, fa notare. Il pensiero va agli amorini sul delfino e a una moneta romana del III sec. a.C. che su un lato aveva proprio Eros a cavallo del delfino e sull’altro Poseidon. Che sia proprio questo il tempio intitolato al dio che ha dato nome alla città? D’Angelo scuote la testa: “È ancora presto per dirlo, ma l’ipotesi è estremamente interessante”. Solo una suggestione, quindi. In attesa che gli scavi accendano nuove luci sulla storia.

Paestum. Con la Gift Culture del parco archeologico accesso a prezzi agevolati alla mostra “100 capolavori italiani del Rinascimento” al NEXT e a World of Dinosaurs sulla collina di Capaccio Scalo

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Visitando il parco archeologico di Paestum si riceve la Gift Culture, vaucher per un viaggio nel tempo (foto pa-paeve)

Parte dal parco archeologico di Paestum e Velia la distribuzione del voucher che permette di accedere tutti i giorni a prezzi agevolati alla mostra “100 capolavori italiani del Rinascimento” in corso al NEXT e accedere nei fine settimana alla “collina dei dinosauri”. Con la Gift Culture entra nel vivo “Il viaggio nel tempo” nella città di Capaccio Paestum. Un viaggio a costi agevolati che, partendo dalla civiltà della Magna Grecia, porta il visitatore indietro nel tempo fino alla preistoria per poi catapultarlo verso il Rinascimento. Con la Gift Culture, il Comune di Capaccio Paestum, facendo principalmente leva su uno straordinario attrattore quale è appunto il parco archeologico, vuole promuovere la mostra “100 capolavori italiani del Rinascimento”, un allestimento rientrante nel progetto denominato “Le mostre impossibili” e in corso al NEXT ex Tabacchificio fino al 15 marzo 2023. Grazie alla collaborazione del parco archeologico di Paestum e Velia, i visitatori del museo e dell’area archeologica potranno ritirare un voucher che permetterà l’accesso alla mostra “100 capolavori italiani del Rinascimento” al NEXT a costi agevolati tutti i giorni della settimana. Stesso meccanismo, relativamente ai weekend, per il World of Dinosaurs. “Con questa importante iniziativa”, afferma il direttore, Tiziana D’Angelo, “si consolida ulteriormente il rapporto sinergico tra il parco archeologico di Paestum e Velia e la Città di Capaccio Paestum, attraverso un connubio tra arte e archeologia che spalanca orizzonti nuovi e percorre millenni di storia. Siamo entusiasti di poter contribuire alla promozione della mostra “100 capolavori italiani del Rinascimento” e del “World of Dinosaurs”, rendendo sempre più dinamica la realtà culturale del nostro territorio”. E il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri: “La Gift Culture dimostra quanto sia importante la collaborazione tra enti e quanto possa essere proficuo mettere in rete le ricchezze del territorio per valorizzarle. Siamo certi che il parco archeologico di Paestum e Velia, con la mole di persone che è in grado di attrarre, farà da volano alla buona riuscita della “Mostra Impossibile” che abbiamo organizzato al NEXT”.

La mostra “100 capolavori italiani del Rinascimento” fa parte delle Mostre Impossibili che nascono con l’intento di far conoscere la storia dell’arte e i suoi capolavori anche alle persone che abitualmente non frequentano i musei e i luoghi d’arte anche a causa della loro lontananza dai grandi centri metropolitani. La realizzazione di mostre dei più famosi pittori italiani del Rinascimento è resa sempre più problematica dalla crescente – peraltro comprensibile – contrarietà dei direttori dei musei a concedere il prestito delle opere originali, ma anche dagli esorbitanti costi delle assicurazioni e delle speciali misure di sicurezza, inevitabili per dipinti d’incalcolabile valore. Pertanto, la mostra “100 Capolavori italiani del Rinascimento”, allestita al Next – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Capaccio Paestum, è un evento straordinario, assolutamente inedito: “impossibile”, con riproduzioni in dimensioni reali, ad altissima definizione e leggermente retroilluminate. La mostra inoltre consente al visitatore una fruizione delle opere non solo estetica ma anche culturale  e sociale grazie a un corredo di audio-video guide e giochi didattici che si possono consultare direttamente sul proprio smartphone.

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Il temibile T-Rex riprodotto in “World of Dinosaurs” sulla collina di Capaccio Scalo (foto dino-park)

“World of Dinosaurs” è una delle mostre itineranti a tema preistorico più grande in Europa che approda con oltre 50 riproduzioni a grandezza reale, sulla splendida collina alberata nel cuore del borgo di Capaccio scalo, che si trasforma in un meraviglioso scenario giurassico popolato da Gigantesche Creature, visitabile nei fine settimana e nelle festività. La mostra è ideata da Wonderworld Entertainment e organizzata da Start Innova. Tutte le riproduzioni esposte sono sorprendentemente realistiche e curate nei dettagli. Si può incontrare il terribile T-Rex che guarda minaccioso l’Albertosaurus, il Triceratops con tutti i suoi cuccioli, il maestoso Diplodocus con i suoi 30 metri di lunghezza, lo Stegosaurs… fino ad arrivare ai famelici Deinonychus e scovare, nascosto tra i rami degli alberi ad alto fusto, lo Pterodattilo.

Paestum. Alla XXIV Borsa mediterranea del Turismo archeologico conferito il premio “Paestum Mario Napoli” a Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 

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Ugo Picarelli, segretario della borsa mediterranea del turismo archeologico, consegna il premio “Paestum Mario Napoli” a Carmelo Malacrino direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto bmta)

Il premio “Paestum Mario Napoli” è stato conferito, giovedì 27 ottobre 2022, a Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, nell’ambito della XXIV Borsa Mediterranea del Turismo che si svolge fino a domenica 30 ottobre 2022 a Paestum. “È una grande emozione, ancora più intensa perché si inserisce nell’ambito del cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace”, dichiara il direttore Malacrino. “Ringrazio gli organizzatori e la giuria del premio, che ritiro a nome di tutto lo staff del Museo. Abbiamo appena trascorso una stagione ricca di mostre ed eventi, che ha registrato decine di migliaia di visitatori attratti dalla bellezza di questi due capolavori dell’antichità. E tante altre manifestazioni ci accompagneranno fino alla prossima estate. Il MArRC – prosegue Malacrino – si conferma luogo della cultura inclusivo e dinamico. Tutti insieme Museo, Istituzioni e associazioni continueremo a lavorare insieme per promuovere e valorizzare l’intero patrimonio culturale sul tema della Magna Grecia”.

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Alla Bmta 2022 la conferenza “Parchi e musei archeologici a confronto: seconda sessione della conferenza del parlamento europeo con i direttori dei parchi e musei statali autonomi” (foto bmta)

La Borsa è uno degli eventi internazionali più significativi del settore che riunisce ogni anno enti ed istituzioni provenienti da ogni parte del mondo. Per questa edizione sono presenti 500 relatori per un circuito di oltre 80 conferenze. Una grande rete culturale che ha accolto 20 Paesi esteri e 30 buyer europei selezionati dall’ENIT. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sta partecipando con un proprio stand impreziosito dalle magnifiche immagini dei Bronzi di Riace. La cerimonia di premiazione si è svolta nel corso della giornata di studi dedicata a: “Parchi e musei archeologici a confronto: seconda sessione della conferenza del parlamento europeo con i direttori dei parchi e musei statali autonomi”. Sull’importanza di un confronto con i colleghi per valorizzare i musei e parchi archeologici hanno posto l’accento Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Raffaella Bonaudo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino; e Marta Ragozzino, direttore regionale Musei della Campania, a cui si è unita Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo Regione Campania, che ha detto: “La nostra attività istituzionale si misura quotidianamente con modelli, esperienze, metodologie sempre nuovi e sfidanti. I dati già ci indicano la confortante tendenza di ritorno ai livelli presenze turistiche del 2019. Non era affatto scontato, ne dobbiamo essere orgogliosi, ma dobbiamo anche continuare a puntare non solo sui siti archeologici grandi attrattori ma anche sulle destinazioni eredità dell’antichità che per bellezza e valore meritano di essere conosciuti dai cittadini campani, dai turisti e viaggiatori”.

Paestum. La direttrice Tiziana D’Angelo riapre lo scavo del tempietto arcaico lungo le mura e decide di raccontarlo in diretta sui canali social

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Capitelli, rocchi di colonna, elementi del fregio e del cornicione: sono i frammenti lapidei di un tempio dorico del V sec. a.C. emersi lungo le mura di Paestum (foto parco archeologico Paestum)

In diretta dagli scavi del tempietto arcaico di Paestum ripresi in questi giorni. È la nuova iniziativa di Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia, che ha deciso di seguire passo passo, con interventi video sui canali social del Parco, la ripresa delle ricerche archeologiche del tempietto di età tardo arcaica ubicato presso la porzione ovest delle mura di cinta della città fu individuato nel 2019 a seguito del ritrovamento di diversi elementi architettonici appartenenti al tempio stesso come capitelli, metope, triglifi, parti di colonne e di tetto (vedi Il parco archeologico di Paestum presenta alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico la scoperta del tempietto dorico e lancia il Manifesto dell’Archeologia Circolare: occasione per riflettere nella prassi archeologica, museologica e gestionale | archeologiavocidalpassato). Per ora sono tante le domande aperte, come ricorda la direttrice Tiziana D’Angelo: quale la divinità titolare? Quale il rapporto con gli altri templi? Quando fu costruito? Quando venne distrutto? Lo scavo in corso è chiamato a dare queste risposte che verranno raccontate col prosieguo delle ricerche.

Il tempietto arcaico non sorge all’interno del percorso archeologico del parco, ma comunque all’interno della città antica di Poseidonia-Paestum, in prossimità della cinta muraria, nella parte occidentale della città. “Per comprendere meglio questa struttura”, spiega D’Angelo, “dobbiamo tornare indietro qualche anno, al giugno 2019, quando alla direzione del Parco c’era Gabriel Zuchtriegel. Allora, in occasione di un’attività di manutenzione della cinta muraria, sono stati rinvenuti numerosi blocchi, numerosi frammenti architettonici: frammenti di capitello, frammenti di triglifi, e questo ha consentito di comprendere che proprio in questa zona molto probabilmente esisteva una struttura sacra molto importante.

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La mappa del tempietto emersa con l’indagine del georadar (foto parco archeologico Paestum)

Sono seguite quasi immediatamente delle indagini scientifiche, le geofisiche, il telerilevamento, realizzate in collaborazione con il Cnr, che hanno confermato le prime intuizioni. Ciò ha permesso di individuare il perimetro di questa struttura sacra, un tempietto dorico, quindi più piccolo ovviamente rispetto ai tre grandi templi che troviamo all’interno dell’area urbana, nel santuario settentrionale e nel santuario meridionale della città di Paestum, ma che molto probabilmente appartiene allo stesso periodo storico, quindi siamo all’inizio del V sec. a.C.”.  Lo scavo archeologico è seguito dai funzionari archeologo Francesco Scelza e Francesco Mele.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

“È pochi giorni che abbiamo ripreso questo scavo”, continua la direttrice, “e già si cominciano a vedere i primi risultati. La pianta del tempietto, lo abbiamo detto, è visibile. Mentre verso Ovest si può notare anche un crollo delle mura. Quindi ci sono davvero degli eventi molto interessanti che adesso dobbiamo ricostruire. Gli interrogativi ovviamente sono moltissimi. Da una parte ci si chiede a quale divinità questo tempio fosse dedicata, dall’altra quale fosse il rapporto tra questo tempio piccolo in una zona liminale della città e i templi dei santuari urbani. E ci si chiede anche quando effettivamente sia stato costruito, quando sia stato distrutto, quale sia il rapporto anche con il crollo delle mura. Queste per ora sono solo domande. Ma quello che vogliamo fare è cercare di raccontare in una sorta di diario di scavo il nostro lavoro ed è quello che faremo nelle prossime settimane di lavoro, e ve lo racconteremo: ci potete seguire – conclude – in questa nostra avventura di scavo su tutti i nostri canali social”.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale giornata di studi “Multisensorialità e tecnologia per l’accessibilità e l’inclusione: esperienze a confronto” in presenza all’auditorium e in streaming

napoli_mann_giornata.studi_multisensorialità-e-tecnologia_locandinaInsieme per l’accessibilità: mercoledì 28 settembre 2022, dalle 9.30, all’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli giornata di studi “Multisensorialità e tecnologia per l’accessibilità e l’inclusione: esperienze a confronto”, in diretta Facebook sulla pagina istituzionale del Mann, interpretariato in LIS. Ecco il programma della mattinata. Alle 9.30, registrazione partecipanti; 9.45, introduzione e saluti di Paolo Giulierini, direttore del Mann. Esperienze a confronto: Tiziana D’Angelo, parco archeologico di Paestum; Eva Degl’Innocenti, MArTA-museo Archeologico nazionale di Taranto; Filippo Demma, parco archeologico di Sibari; Antonio Ernesto Denunzio, Gallerie d’Italia; Carmelo Malacrino e Claudia Ventura, MArRC -museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria; Annamaria Mauro, museo nazionale di Matera; Fabio Pagano, parco archeologico dei Campi Flegrei; Paolo Giulierini e Annamaria Di Noia, museo Archeologico nazionale di Napoli. Il racconto di un progetto: Stefania Mancuso, Omniarch sas; Elena Console, TEA srl: Luciana Loprete, IRIFOR Catanzaro. Conclusioni: Aldo Grassini, museo Tattile statale Omero di Ancona; Elisabetta Borgia, Ministero della Cultura – Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali.