Cabras (Or). Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna vince il premio del pubblico del Sardegna Archeofilm Festival, chiuso con la consegna del premio “Archeociak. Raccontami la storia” e del premio “Firenze Archeofilm 2026”

Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” del regista Antonio Sanna (Italia, 49’) ha vinto il premio del pubblico del Sardegna Archeofilm Festival, manifestazione organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm e Archeologia Viva – Giunti Editore. Dal 30 giugno al 5 luglio 2026, il Sardegna Archeofilm Festival ha trasformato il nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” in una sala cinematografica sotto le stelle, proponendo documentari italiani e internazionali, incontri con registi, archeologi e studiosi e approfondimenti dedicati al rapporto tra ricerca, cinema, memoria e territorio. Dalla preistoria europea alle grandi città dell’antica Cina, dalle civiltà dell’America meridionale alle tradizioni popolari italiane, fino alle storie dell’archeologia e del patrimonio della Sardegna, le opere presentate hanno mostrato la capacità del cinema documentario di rendere accessibili temi complessi senza rinunciare al rigore scientifico. Con la premiazione dei giovani partecipanti ad Archeociak, il riconoscimento dedicato a Carlo Tronchetti, il voto del pubblico e il racconto del viaggio internazionale dei Giganti, la serata conclusiva ha riassunto le diverse anime della manifestazione: divulgazione, formazione, partecipazione e valorizzazione del patrimonio.
Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna, dedicato a una figura fondamentale dell’archeologia a lungo rimasta lontana dai riflettori, restituisce visibilità e riconoscimento a un protagonista della storia della Sardegna, autore fin da giovanissimo di importanti scoperte. Tra queste spicca il ritrovamento, nel 1962, del Tofet di Monte Sirai, avvenuto quando Zara aveva appena sedici anni. Nel corso della sua attività come assistente tecnico della Soprintendenza partecipò inoltre a numerose campagne di scavo, dal Pozzo Sacro di Santa Cristina al rinvenimento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore, sviluppando una straordinaria capacità di leggere il territorio e riconoscere le tracce del passato.
Al secondo posto si è classificato il film francese “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici” del regista Alexis de Favitski (Francia, 52’), al terzo posto il documentario “Fengyang. La capitale dimenticata dell’antica Cina” con la regia di Stéphane Bégoin (Francia-Cina, 52’).

Il Premio “Archeociak. Raccontami la storia”. L’ultima serata ha riunito cinema, ricerca scientifica, formazione e partecipazione del pubblico. Ad aprire, l’atto conclusivo della rassegna è stata la premiazione del concorso “Archeociak. Raccontami la storia”, promosso in collaborazione con l’Associazione Culturale Babel e rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della Sardegna. Il premio è stato assegnato a “Il Signore del Sale”, con una sceneggiatura dedicata a Luigi Benvenuto Dol, il pioniere francese delle saline sarde. Il progetto cinematografico è stato realizzato dalle classi 5A e 5E della scuola primaria dell’istituto Comprensivo di Sinnai. Il concorso di scrittura cinematografica è dedicato alla valorizzazione dell’archeologia e della storia della Sardegna. “Il Signore del Sale” riporta alla luce una figura straordinaria e quasi dimenticata della Sardegna dell’Ottocento: Monsieur Luigi Benvenuto Dol, imprenditore originario di Martigues, erede di storiche saline francesi, che nel 1854 scelse la Sardegna come terra della propria vita e delle proprie imprese. La premiazione si è svolta alla presenza di Paolo Carboni, direttore artistico dell’associazione Babel e della docente della scuola di Sinnai Valeria Zedda. A seguire la proiezione del cortometraggio “La pietra del tempo”, realizzato dagli alunni della classe 5E della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo di Uta con il coordinamento di Simona Rotella, vincitore del premio Archeociak nel 2025.

Il Premio “Firenze Archeofilm 2026” a Nicola Castangia e Carlo Tronchetti. La serata è proseguita con la consegna del Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”, diretto da Nicola Castangia e risultato vincitore del premio del pubblico nell’edizione fiorentina della rassegna. Alla cerimonia hanno partecipato l’archeologo Carlo Tronchetti, il regista Nicola Castangia e Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, in un incontro condotto da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Il documentario, con soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni e consulenza scientifica di Giorgio Murru, ripercorre attraverso la voce dello stesso Tronchetti una lunga stagione della ricerca archeologica in Sardegna. Dagli scavi condotti a partire dal 1977 nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros, emerge il racconto umano e professionale di uno dei protagonisti dell’archeologia isolana. Immagini storiche d’archivio, riprese aeree e ricostruzioni virtuali accompagnano un racconto nel quale il rigore della ricerca si intreccia con ricordi, incontri e aneddoti personali. Il riconoscimento ricevuto a Firenze e consegnato simbolicamente a Cabras conferma la capacità del documentario di portare la storia dell’archeologia sarda oltre i confini dell’Isola e di raggiungere un pubblico ampio attraverso il linguaggio del cinema.

“Il viaggio dei Giganti” chiude la quinta edizione. A concludere il programma è stata la proiezione fuori concorso di “Il viaggio dei Giganti”, documentario diretto da Fabio Ortu e Andrea Marras che racconta il viaggio delle statue di Mont’e Prama dalla scoperta e dal recupero dei frammenti fino alla loro affermazione come ambasciatori della civiltà nuragica nel mondo. Il cuore dell’opera è il trasferimento di una parte delle sculture di Mont’e Prama dal museo archeologico di Cagliari al Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras. Un viaggio concreto, seguito nelle sue diverse fasi, ma anche un ritorno dal forte valore culturale e simbolico: i Giganti lasciano il luogo nel quale erano stati custoditi ed esposti per ricongiungersi agli altri elementi del complesso statuario nel territorio in cui furono scoperti. Il documentario è una testimonianza corale di tutti coloro che in questi anni si sono impegnati per il raggiungimento di un risultato straordinario, a partire da tutto il team della Fondazione Mont’e Prama che ha voluto raccontare l’emozione della riunificazione del complesso statuario nella casa di Cabras. Un itinerario materiale e simbolico che attraversa ricerca, restauro, tutela, valorizzazione e promozione internazionale, mostrando come le sculture rinvenute nel Sinis siano diventate un riferimento dell’identità culturale della Sardegna e uno strumento di dialogo con pubblici e istituzioni di altri Paesi. La proiezione, che ha strappato un lungo applauso, ha rappresentato una conclusione coerente con il percorso costruito dal Festival: partire dall’archeologia e dalle testimonianze del passato per interrogarsi sul loro significato contemporaneo e sulle nuove forme attraverso le quali possono essere conosciute e condivise.
Cabras (Or). Al via al nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” del Sardegna Archeofilm Festival: cinque serate dedicate al cinema e all’archeologia, sette film in concorso, proiezioni speciali, incontri con registi e studiosi e il premio assegnato dal pubblico

Le civiltà scomparse del Perù, le più antiche manifestazioni artistiche dell’umanità, una capitale imperiale dimenticata nel cuore della Cina, le tradizioni precristiane sopravvissute nell’Italia contemporanea e il patrimonio archeologico della Sardegna, da Tuvixeddu alle Domus de Janas, fino ai Giganti di Mont’e Prama. Sono alcuni dei temi affrontati dalla quinta edizione del Sardegna Archeofilm Festival, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm e Archeologia Viva (Giunti Editore), in programma dal 30 giugno al 5 luglio 2026, al nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or). Cinque serate nelle quali il cinema diventa uno strumento per viaggiare nel tempo e nello spazio, raccontare le nuove frontiere della ricerca archeologica e avvicinare il grande pubblico ai luoghi, alle comunità e alle storie custodite dal patrimonio culturale.

Il programma riunisce documentari provenienti da Italia, Francia, Perù e Cina, opere selezionate nelle edizioni 2025 e 2026 di Firenze Archeofilm, produzioni dedicate al patrimonio sardo e incontri con archeologi, registi, autori e interpreti. Accanto ai sette film in concorso, il Festival propone proiezioni fuori concorso, talk introduttivi, anticipazioni cinematografiche e momenti di approfondimento. “La stretta collaborazione tra Fondazione Mont’e Prama e Firenze Archeofilm – espressione della rivista Archeologia Viva nel settore cinema – sta dando risultati straordinari sul piano della partecipazione popolare al grande festival internazionale di Cabras, quest’anno organizzato sullo sfondo “congeniale” del museo G. Marongiu”, dichiara Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva. “Il programma 2026 di Sardegna Archeofilm Festival è di particolare livello qualitativo con presentazione di opere di assoluta spettacolarità rivolte al grande pubblico e ospiti d’eccezione”. A chiudere la manifestazione sarà, domenica 5 luglio 2026, l’assegnazione del Premio Sardegna Archeofilm 2026, attribuito al film più apprezzato dal pubblico, insieme alla consegna del Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 30 GIUGNO 2026: il cinema incontra l’arte. Il Festival si apre martedì 30 giugno 2026, alle 21, con una serata introduttiva dedicata al rapporto tra cinema, arte, paesaggio e costruzione dello sguardo. Il regista Peter Marcias e la storica e critica d’arte Chiara Gatti saranno protagonisti del talk “Cinema e arte”, presentato da Alessandro Pisu con proiezione fuori concorso del film “Looking for Nivola / cercando Nivola” di Peter Marcias (Italia, 80’). Una conversazione sulla capacità del linguaggio cinematografico di interpretare le opere, i luoghi e i processi creativi, trasformando l’immagine in uno strumento di conoscenza e scoperta. A seguire la proiezione fuori concorso del film “Lo sguardo esterno” di Peter Marcias (Italia, 22′), girato interamente in Sardegna, tra le località di San Salvatore di Sinis, San Giovanni di Sinis, Bosa, Posada, San Giovanni di Posada, Cagliari, Alghero, l’isola di Tavolara, Siliqua e Parco Naturale Molentargius Saline. Un itinerario visivo dedicato al viaggio, all’arte, all’osservazione e al rapporto tra l’essere umano e il paesaggio. Un’opera che riflette sul viaggio, lo sguardo, l’arte e la scoperta.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 2 LUGLIO 2026: dalla civiltà Chachapoya alle contraddizioni dell’Homo sapiens. La cerimonia inaugurale è in programma giovedì 2 luglio 2026, alle 20.30, con i saluti istituzionali dei rappresentanti della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione Mont’e Prama e gli interventi di esperti di archeologia e cinema. La serata sarà presentata da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Le proiezioni in concorso prenderanno il via subito dopo con il film “Abiseo, la foresta culturale di Chachapoya”, di Rosemarie Lerner (Perù, 22′). Nel cuore del Parco Nazionale Río Abiseo in Perù, un team interdisciplinare del World Monuments Fund Perù intraprende un viaggio senza precedenti nella Zona Storico-Culturale del parco. La loro missione: indagare, documentare e proteggere il Gran Pajatén, una delle più belle eredità della cultura Chachapoya, rivelando le sue strutture circolari in pietra ornate da straordinari fregi, testimoni di una civiltà che prosperava in armonia con la foresta.
Seguirà il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’idea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società. La prima serata di concorso si concluderà con il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna (Italia, 49′). A seguire Intervengono Antonio Sanna (regista), Carlo Tronchetti (archeologo), Giovanni Ugas (archeologo). Presenta Alessandro Pisu.

PROGRAMMA DI VENERDÌ 3 LUGLIO 2026: Tuvixeddu, l’arte paleolitica e i riti di una comunità. La serata di venerdì 3 luglio 2026 si aprirà alle 20.45 con il talk “Cinema e Sardegna. Introduzione a Sui tetti di chi dorme”. Il regista Antonello Pisano Murgia dialogherà con gli interpreti e autori Fabio Marceddu, Lia Careddu e Rossella Faa, in un incontro presentato da Giulia Pruneti. Seguirà la proiezione in concorso del film “Sui tetti di chi dorme” di Antonello Pisano Murgia (Italia, 15′). Tuvixeddu è la più grande necropoli punica del Mediterraneo. Ciò che rimane della necropoli è soltanto un frammento di bellezza sopravvissuto ai soprusi del tempo, della storia e dei costruttori. Un cimitero dove si ha l’impressione che sia notte anche di giorno. Degli eterni fantasmi, come inquilini sfrattati, raccontano questo dramma tra sussurri e grida di fugacità.
Quindi, alle 22, il Festival si sposterà nel cuore della preistoria europea con il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski (Francia, 52′). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni. Ospiti d’onore della serata saranno l’archeologo preistorico Fabio Martini e il regista e produttore Nicolò Bongiorno, che presenterà per la prima volta in Sardegna il teaser del suo nuovo film dedicato alla Grotta dei Cervi di Porto Badisco, nel Salento. L’opera, attualmente in lavorazione, condurrà il pubblico all’interno di un sito archeologico di eccezionale valore, fragile e difficilmente accessibile, che non potrà essere aperto alle visite. Il progetto cinematografico offrirà quindi la possibilità di esplorarne gli spazi più remoti, le pitture e i segni lasciati dalle comunità preistoriche. Il teaser sarà presentato nell’ambito dell’incontro con Fabio Martini e Nicolò Bongiorno, condotto da Piero Pruneti.
La terza proiezione della serata, alle 23, sarà il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco e Gianni Nunno (Italia, 30′). A Bacugno, un paese di meno di cento abitanti nel centro Italia, sopravvive una festa di origini pagane. Ogni anno, si ripetono antichi riti precristiani che culminano in un momento solenne: un toro scende dalla montagna per inginocchiarsi davanti alla Vergine Maria. Il toro è stato donato a Bacugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuno sa da quanto tempo esista questa tradizione. Questo è il primo e unico film a raccontarne l’intera storia.

PROGRAMMA DI SABATO 4 LUGLIO 2026: la capitale dimenticata della Cina e il mondo delle Domus de Janas. Il programma di sabato 4 luglio 2026 inizierà alle 20.45 con il film “Fengyang. La capitale dimenticata dell’antica Cina” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina, 52′). Cina centro-orientale. Gli archeologi sono al lavoro. I primi scavi dell’antica città imperiale di Fengyang rivelano una città gigantesca, persino più imponente della Città Imperiale di Pechino. Quando e come fu costruita, e perché fu distrutta in circostanze oscure? I ricercatori si stanno immergendo nel cuore di questi misteri per svelare i segreti di questa città dimenticata, testimone di un passato imperiale perduto.
Quindi, alle 22, il Festival tornerà in Sardegna con la tavola rotonda “Archeologia e leggenda. Domus de Janas, tra storia e leggenda”, alla quale parteciperanno l’archeologo Alberto Moravetti, il regista Nicola Castangia, il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e il giornalista e scrittore Tonino Oppes. Presenta Tore Cubeddu. A seguire, alle 22.20, sarà proiettato fuori concorso il film “Domus de Janas, tra storia e leggenda” di Nicola Castangia (Italia, 50′). L’opera racconta le antiche sepolture ipogeiche della Sardegna attraverso un percorso nel quale la ricerca archeologica incontra le tradizioni popolari e le narrazioni tramandate dalle comunità. Le Domus de Janas emergono così non soltanto come testimonianze della preistoria dell’isola, ma anche come luoghi capaci di generare racconti, credenze e immaginari ancora vivi.

PROGRAMMA DI DOMENICA 5 LUGLIO 2026: i premi del pubblico e il viaggio dei Giganti. La serata conclusiva di domenica 5 luglio 2026 si aprirà alle 20.45 con la premiazione del concorso “Archeociak. Raccontami la storia”, edizione 2025. Il progetto, rivolto alle scuole primarie e secondarie della Sardegna, avvicina gli studenti al patrimonio culturale attraverso l’ideazione e la realizzazione di opere audiovisive. Durante la serata saranno proiettati e premiati i lavori selezionati. Presenta Paolo Carboni. Subito dopo sarà consegnato il Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”, vincitore del premio del pubblico dell’edizione fiorentina. Parteciperanno l’archeologo Carlo Tronchetti, il regista Nicola Castangia e Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. L’incontro sarà condotto da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Nella parte centrale della serata, alle 22, sarà proclamato il vincitore del Premio Sardegna Archeofilm 2026, assegnato al film in concorso più gradito dal pubblico di Cabras. La quinta edizione si concluderà con un’opera dedicata al patrimonio simbolo del Sinis. I registi Fabio Ortu e Andrea Marras presenteranno il film “Il viaggio dei Giganti” (Italia, 48′) in dialogo con Giulia Pruneti. La proiezione fuori concorso, ripercorre la vicenda delle statue di Mont’e Prama: dalla scoperta e dal lungo lavoro di studio e restauro fino al loro ruolo contemporaneo di ambasciatrici della civiltà nuragica e del patrimonio archeologico della Sardegna nel mondo.
Cabras (Or). Il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant si è aggiudicato il premio del pubblico della IV edizione del Sardegna Archeofilm Festival, quattro serate con proiezioni, incontri con registi e studiosi, nell’area archeologica di Mont’e Prama. Il premio Archeociak all’Ic di Uta (Ca). Applausi per il film fuori concorso “Carlo Tronchetti – La mia Sardegna Archeologica” di Nicola Castangia

Giulia Pruneti e Tore Cubeddu proclamano il film “I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant vincitore del premio Sardegna Archeofilm Festival 2025 (foto mont’e prama)
Il pubblico della IV edizione del Sardegna Archeofilm Festival, che si è tenuto nell’area archeologica di Mont’e Prama, a Cabras (Or), ha premiato il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant (Francia, 52’) cui è andato il premio Sardegna archeofilm 2025 a conclusione di una rassegna che ha riunito per quattro giorni – dal 2 al 5 luglio 2025 – archeologi, registi, divulgatori e appassionati da tutta Italia, consolidandosi come uno degli appuntamenti di riferimento per il cinema documentario dedicato all’archeologia, alla storia antica e alla memoria dei popoli. Oltre venti i titoli selezionati, provenienti da diversi Paesi, capaci di raccontare scoperte, ricerche, avventure intellettuali e siti straordinari, con una particolare attenzione ai temi dell’identità e del patrimonio culturale mediterraneo. A consegnare il premio il direttore artistico Tore Cubeddu e Giulia Pruneti di Archeologia Viva che hanno animato le serate del festival. Al secondo posto nella speciale classifica del pubblico si è classificato “Némos andando per mare” di Marco Antonio Pani (Italia, 110’), al terzo “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya, 34’).

Frame del film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant
La pellicola francese “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant (Francia, 52’) rievoca una delle più grandi conquiste intellettuali dell’umanità: la decifrazione dei geroglifici da parte di Jean-François Champollion, avvenuta nel 1822 grazie alla stele di Rosetta. Ma il racconto si arricchisce di una nuova prospettiva, rivelando il ruolo determinante del fratello maggiore Jacques-Joseph, figura chiave e fino a oggi rimasta in ombra. Attraverso archivi familiari e studi recenti, il documentario riscrive una pagina di storia della linguistica e della ricerca archeologica.

Giulia Pruneti e Paolo Carboni consegnano il premio Archeociak 2025 all’istituto comprensivo di Uta (Ca) (foto mont’e prama)
Nella serata finale è stato consegnato anche il Premio Archeociak, in collaborazione con l’Associazione Babel, rivolto a studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie della Sardegna con lo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione dell’archeologia e della storia dell’Isola attraverso la scrittura cinematografica. Il riconoscimento è andato all’istituto comprensivo di Uta (Ca) con il progetto “La pietra del tempo”. Sul palco, per la consegna, Paolo Carboni, direttore artistico del Babel Festival.

Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, al Sardegna Archeofilm Festival 2025 (foto mont’e prama)
Soddisfatto il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, che ha sottolineato l’importanza di una manifestazione (realizzata in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore) che anno dopo anno è riuscita a crescere e ad attirare l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso. Vinta anche la sfida di portare la rassegna cinematografica nell’area archeologica di Mont’e Prama, in un luogo dove la narrazione del passato assume un significato particolare, con gli scavi a poche decine di metri dal pubblico.
La serata finale del Sardegna Archeofilm Festival è stata l’occasione per presentare fuori concorso “Carlo Tronchetti – La mia Sardegna Archeologica” (Italia, 45’), un documentario-intervista realizzato da Nicola Castangia, con soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni e consulenza scientifica di Giorgio Murru. Carlo Tronchetti, presente alla proiezione, è stato un protagonista assoluto della scena archeologica sarda, e attraverso un racconto appassionato ha ripercorso dal vivo la sua lunga carriera: dagli scavi di Mont’e Prama e Nora fino a Tharros e Sant’Antioco. Il racconto filmico è scandito da riprese aeree, ricostruzioni tridimensionali e fotografie d’archivio, che restituiscono con intensità la passione, la visione e la dedizione di una vita spesa a difendere e valorizzare il patrimonio della Sardegna.

Giorgio Murru, Nicola Castangia, Giulia Pruneti, Anthony Muroni e Carlo Tronchetti al Sardegna Archeofilm Festival 2025 (foto mont’e prama)
Carlo Tronchetti, al termine della proiezione, ha voluto ringraziare la Fondazione Mont’e Prama per avergli dato la possibilità di raccontare un pezzo memorabile dell’archeologia sarda, che lo ha visto protagonista dagli anni Settanta in poi e, con la consueta ironia, ricordando quel periodo fantastico, ha concluso la sua riflessione sul palco con una citazione del film Blade Runner: “Io ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”. Muroni, dal suo canto, ha sottolineato come il film sia il giusto tributo a un archeologo vivente e rappresenti anche “un segnale contro la tendenza dei nostri tempi a dimenticare troppo facilmente le persone che hanno lasciato un segno nel corso delle loro attività di ricerca e studio”. Piero Pruneti, fondatore di Archeologia Viva, la prima grande rivista italiana di divulgazione archeologica, partner della manifestazione, è intervenuto a conclusione del Festival per annunciare che il documentario realizzato da Nicola Castangia sarà in concorso alla prossima edizione del Firenze Archeofilm, un riconoscimento per un lavoro, ha affermato, “che avrebbe dato del filo da torcere al film vincitore di questa edizione del Sardegna Archeofilm”.
Cabras (Or). Nell’area archeologica di Mont’e Prama al via il Sardegna Archeofilm Festival: quattro serate con proiezioni, incontri con registi e studiosi, e approfondimenti tematici
Si apre mercoledì 2 luglio 2025, nell’area archeologica di Mont’e Prama a Cabras (Or)la nuova edizione del Sardegna Archeofilm Festival, rassegna cinematografica dedicata all’archeologia e al racconto per immagini, organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore. Per quattro serate consecutive, fino al 5 luglio 2025, l’area archeologica si trasforma in un’arena a cielo aperto, dove si alternano proiezioni, incontri con registi e studiosi, e approfondimenti tematici pensati per un pubblico curioso e appassionato. Ingresso libero e gratuito

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann. reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)
La serata inaugurale, mercoledì 2 luglio 2025, apre alle 21, con il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale. Interviene il regista Vanni Gandolfo. Segue “Il Mito nella Storia del Cinema: dall’epica classica ai blockbuster”, un viaggio attraverso il cinema epico, dall’Odissea agli Avengers, per esplorare la rappresentazione del mito e della storia sul grande schermo. Incontro con Paolo Giulierini (etruscologo). Introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti. Chiude la serata il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, Maasai Eunoto segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.
Giovedì 3 luglio 2025, alle 21, la serata apre con il film “Ojo” di Fry J. Apocaloso (Italia, 3’42’’). In un ritmo serrato, immagini fluide e in continua trasformazione invadono il centro dello schermo, seguendo un moto centripeto che ha origine da un unico punto: l’occhio del gigante. Attraverso un gioco di forme e transizioni, assistiamo a tutto ciò di cui è stato il testimone metaforico, dalla sua costruzione in terra sarda fino alle sue esperienze nel mondo. Intervengono gli autori e i rappresentanti della FSFC, introduce Tore Cubeddu. Segue il film “Boreddu e i giganti di Mont’e Prama” di Salvo Carramusa (Italia, 6’). I giganti di pietra – custodi di una storia non ancora ben conosciuta – giacevano, nascosti, nel sottosuolo del Sinis. Avrebbero voluto tornare alla luce – dopo quasi tre millenni. Ma temevamo l’insidia dei tombaroli. Finché non incontrarono un bambino di nome Boreddu, una notte, capace di tender loro un tranello, farli arrestare e aiutarli a ritornare alla luce. Ora vivono, di nuovo, all’interno del museo di Cabras, e hanno incominciato a raccontarci la loro, e la nostra, storia. Intervengono gli autori, introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti. Chiude il film “Balentes” di Giovanni Columbu (Italia, 70’). Tratto da un fatto realmente accaduto in Sardegna nel 1940, sullo sfondo del fascismo e alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il film racconta un furto di cavalli compiuto ai danni di un allevamento militare. Protagonisti sono due ragazzini di 11 e 14 anni. I loro propositi sono del tutto idealistici: liberare i cavalli affinché non muoiano in guerra. Riescono nell’intento ma sulla via del ritorno vengono intercettati dalla milizia e uno dei due viene ucciso. Interviene Giovanni Columbu, introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti.
Venerdì 4 luglio 2025, è il programma, alle 21, il film “Nemos” di Marco Antonio Pani (Italia, 110’). L’Odissea interpretata da pastori, contadini, artigiani, pescatori e marinai della Sardegna, che attraverso l’improvvisazione guidata danno vita a un racconto dolceamaro, epico e universale, in cui la modernità si intreccia con la forza delle tradizioni. Quindi il Talk cinema e archeologia: Tonino Zera scenografo dialoga con Giulia Pruneti e Tore Cubeddu.
Sabato 5 luglio 2025, ultima serata, alle 21, si inizia con il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant (Francia, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità̀. Ciò̀ che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione. Segue l’incontro con Carlo Tronchetti archeologo. Interviene Nicola Castangia, introduce Giorgio Murru. Quindi il film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia (Italia, 45’I). L’archeologo Carlo Tronchetti racconta l’avventura degli scavi da lui diretti in Sardegna dal 1977 in poi nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros. Il documentario conduce lo spettatore attraverso un viaggio, narrato dallo stesso protagonista, che si rivela ricco di suggestione, dove il dato scientifico dello scavo archeologico viene intriso di aneddoti che consentono al racconto di scorrere leggero, accompagnato da suggestive riprese aeree, ricostruzioni virtuali e numerose immagini storiche d’archivio. Carlo Tronchetti riesce a miscelare nel suo racconto il dettaglio scientifico, i ricordi ricchi di spensieratezza e le profonde emozioni provate in quei luoghi duranti gli scavi archeologici nei siti che oggi, grazie anche al suo lavoro, hanno una rilevanza internazionale: Nora, Sant’Antioco con l’antica città di Sulky, Tharros e Mont’e Prama con le statue dei Giganti. Chiude la serata e il festival la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Sardegna Archeofilm” 2025, e l’assegnazione del premio del concorso “Archeociak”.
Cabras (Or). La conferenza “La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio” con Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, apre sei serate tra archeologia, cinema, musica sotto le stelle di Mont’e Prama
Con l’intervento di Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, martedì 1° luglio 2025, nell’area archeologica di Mont’e Prama a Cabras (Or) si apre un’intera settimana di appuntamenti per vivere la magia dell’area archeologica di Mont’e Prama tra cultura, arte e spettacolo. E dal 2 al 5 luglio 2025 torna il Sardegna Archeofilm Festival 2025 giunto alla III edizione, cinema archeologico internazionale, incontri con registi, studiosi e ospiti speciali. Quindi sei serate, dal 1° al 5 luglio 2025, tra archeologia, cinema, musica sotto le stelle di Mont’e Prama.
Si inizia dunque il 1° luglio 2025, alle 21, all’area archeologica di Mont’e Prama, con la conferenza “La memoria è il nostro futuro. 200 anni di Museo Egizio” del direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, protagonista di una serata tra divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio storico in dialogo con Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. Un viaggio tra archeologia, museologia e futuro, con una delle voci più autorevoli nel panorama internazionale. A seguire, lo spettacolo “Rundinedda Road” di e con Piero Marras, Federico Canu, Stefano Maltagliati, Gianluca Gadau, Roberto Putzu e Manuel Rossi Cabitza. Ingresso gratuito. Prenotazioni al link https://www.eventbrite.it/e/1405523551779.
Cabras (Or). Al via la prima edizione di Sardegna Archeofilm Festival. Non solo film: masterclass, talk e aperitivi archeologici e ospiti di spicco come Paolo Mieli, Nicolò Bongiorno, Franco Mezzena e Francesco Tiboni
Con il film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno, al villaggio di San Salvatore a Cabras (Or), martedì 4 luglio 2023, alle 21.15, prende il via la prima edizione di Sardegna Archeofilm Festival, in programma dal 4 al 6 luglio 2023, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. La rassegna, presentata dalla giornalista Virginia Saba e con ospiti di spicco come Paolo Mieli, Nicolò Bongiorno, Franco Mezzena e Francesco Tiboni, intervistati da Anthony Muroni, Giorgio Murru e Piero Pruneti, si concluderà con il premio assegnato dal pubblico. Ingresso gratuito.

Frame del film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno
IL PROGRAMMA DI MARTEDÌ 4 LUGLIO 2023. Alle 10, “Fotografando i giganti”: masterclass in fotografia dei beni archeologici con Nicola Castangia (Call su www.isoladeigiganti.it); 19.30, TALK “La storia della Sardegna raccontata dai sardi” con Mario Giua Marassi, Francesco Cheratzu, Paola Sini. Coordinamento: Anna Maria Cicerchio. Dalle 20.30 alle 21.15, aperitivo cinematografico: proiezione selezione clip a cura della Cineteca Sarda; 21.15: proiezioni a cura di Firenze Archeofilm. Apre il film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 76′). Segue l’ncontro/intervista con Nicolò Bongiorno, regista e produttore cinematografico, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Ercole Contu e la scoperta della Tomba dei Vasi tetrapodi” di Andrea Fenu (Italia, 19′).

Frame del film “The Mystery of the Trojan Horse. On the trial of a myth / Il mistero del cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente
IL PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 5 LUGLIO 2023. Alle 10, “Fotografando i giganti”: masterclass in fotografia dei beni archeologici con Nicola Castangia (Call su www.isoladeigiganti.it); 18.30, Anteprima Festival: “Franco Mezzena, l’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu (Italia, 40’). A seguire Talk con l’archeologo Franco Mezzena e Giorgio Murru. Alle 19.30, TALK “Nuove tecnologie per l’archeologia” con Manuele Trullu (regista), Alessandro Furlan (Altair4Multimedia.it). Coordinamento: Anna Maria Cicerchio. Dalle 20.30 alle 21.30, aperitivo cinematografico: proiezione selezione clip a cura della Cineteca Sarda; 21.30, proiezioni a cura di Firenze Archeofilm. Apre il film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May, Christian Twente (Germania, 52′). Segue l’incontro/intervista con Francesco Tiboni, archeologo navale e saggista, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, e Giorgio Murru, direttore Menhir Museum di Laconi. Chiude la serata il film “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville (Francia, 26′).

Frame del film “Jurassic cash” di Xavier Lefebvre
IL PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 6 LUGLIO 2023. Alle 19.30, TALK “Il racconto dell’archeologia in TV” con Nicola Dessì, Simona Scioni. Coordinamento: Anna Maria Cicerchio. Alle 20, proiezione trailer “Piombo – Il piombo di Cabras” di Stefano Quaglia, Tiziana Cipelletti, Carla Del Vais, Ignazio Sanna. Coordinamento: Anna Maria Cicerchio. Dalle 20.30 alle 21.30, aperitivo cinematografico: proiezione selezione clip a cura della Cineteca Sarda; 21.30, proiezioni a cura di Firenze Archeofilm. Apre il film “Jurassic Cash” di Xavier Lefebvre (Francia, 52′). Segue l’incontro/intervista con Paolo Mieli, giornalista, storico, a cura di Piero Pruneti di direttore Archeologia Viva, e Anthony Muroni, giornalista, presidente Fondazione Mont’e Prama. Quindi cerimonia di premiazione: assegnazione del premio del pubblico “Premio Sardegna Archeofilm Festival”. Chiudono la serata e il festival i corti: “Il tesoro” di Samantha Moore (Regno Unito, 8′); “La stele mancante” di Marie-Anne Sorba, Jean-Marc Cazenave (Francia, 8′); “La Dama di Elche: la storia in breve” di Arly Jones, Sami Natsheh (Spagna, 6′).














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