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Rovereto (Tn). Il concerto “Note sulle migrazioni”, al teatro Rosmini, apre ufficialmente il 35.mo RAM film festival 2024 “Sguardi sulle migrazioni”: 64 documentari da 29 Paesi con 28 premiere, 3 film fuori concorso, 4 aperitivi, 4 eventi speciali

rovereto_ram-film-festival-2024_manifestoIl concerto “Note sulle migrazioni”, martedì 1° ottobre 2024, al teatro Rosmini di Rovereto, apre ufficialmente il 35.mo RAM film festival 2024 “sguardi sulle migrazioni” dedicato ai tesori, ai popoli, alle culture di tutto il mondo, in programma dal 2 al 6 ottobre 2024: film, talk con aperitivi, esperienze, visite guidate, spettacoli: 64 documentari da 29 Paesi con 28 premiere, 3 film fuori concorso, 4 aperitivi, 4 eventi speciali. Quest’anno i riflettori sono accesi in particolare sulle piccole e grandi migrazioni, tra passato e presente, dettate dalle economie, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e ambientali, inquadrando popoli in movimento che hanno cambiato, influenzato o miscelato culture, tradizioni, architetture, espressioni artistiche.

rovereto_RAM-film-festival-2024_evento-speciale-inaugurale_locandinaIl concerto di anteprima “Note sulle Migrazioni” è a cura della associazione Euritmus, con il Trio Broz (Barbara Broz, violino; Giada Broz, viola; Klaus Broz, violoncello). Sulle musiche del messicano Manuel Maria Ponce e di Heitor Villa-Lobos, importante compositore di musica classica del Novecento brasiliano, la serata è dedicata alle migrazioni in ambito musicale, tra spostamenti per motivi socio-politici a viaggi di formazione personali, che hanno prodotto patrimoni musicali di portata internazionale. La migrazione è un periodo di passaggio per un popolo e culturalmente l’occasione di dare vita a qualcosa di nuovo, anche in musica. Vi sono state vere e proprie migrazioni di musicisti nelle diverse epoche, nel continente europeo, poi anche fra vari continenti, per motivi economici e in fuga da condizioni socio-politiche difficili. A fianco di queste grandi commistioni culturali vi sono stati poi anche viaggi di formazione personale, piccole storie individuali che hanno saputo fruttare patrimoni musicali di portata internazionale. Il programma musicale della serata del festival è dedicato ad entrambi questi fenomeni culturali, proponendo per trio d’archi due opere uniche: il trio para arcos di Manuel Maria Ponce, principale compositore messicano e il Trio di Heitor Villa-Lobos, più importante compositore di musica classica del Novecento brasiliano.

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Il Trio Broz (Barbara Broz, violino; Giada Broz, viola; Klaus Broz, violoncello) (foto fmcr)

Il Trio Broz, composto dai fratelli Barbara (violino), Giada (violino e viola), Klaus (violoncello), è nato nel 1993 ed in brevissimo tempo si è fatto notare come una delle più interessanti giovani formazioni cameristiche europee, vincendo premi e suonando in rassegne di grande rilevanza internazionale. Il Trio si è negli anni esibito in più di 700 concerti in Europa, USA, America Centrale, Asia e Africa, ospite in diretta anche di svariate trasmissioni radiofoniche (fra le altre RAI Radio 3, BBC Radio 3, Radio Oe1, Radio FM). Acclamato da riviste specializzate italiane e straniere per le incisioni dei suoi 4 CD (due dei quali per International Music e Sony Classical) il Trio ha ampliato il suo lavoro di approfondimento e diffusione della musica classica divenendo fondatore di tre realtà musicale di grande qualità artistica: la Associazione Euritmus, per la promozione musicale, la Accademia del Violino – Italian Violin Academy a Verona, per la diffusione della educazione e cultura musicale e l’Orchestra Sinfonica delle Alpi, per l’esecuzione dei grandi repertori sinfonici e operistici. Oltre a ciò negli ultimi anni i membri del trio sono impegnati anche nel ruolo di docenza presso vari Conservatori italiani. Con orgoglio i tre fratelli si impegnano giornalmente a portare alto il nome dei grandi artisti del Novecento con cui hanno avuto l’onore di potersi formare: Quartetto Italiano, Trio Italiano, Trio di Milano, Quartetto Amadeus, Quartetto Smetana, Quartetto Alban Berg.

Rovereto (Tn). Nuove anticipazioni della 35ma edizione del RAM film festival edizione del RAM film festival: al Planetario il programma Off Fulldome, per un nuovo modo di vivere la cultura e il cinema. E poi lo spazio RAM-X, con installazioni multimediali di realtà virtuale e anteprima del nuovo progetto VR per le Palafitte UNESCO

rovereto_RAM-film-festival-2024_anticipazioni_fulldome_foto-fmcrIl RAM 2024 si apre a nuove tecnologie, linguaggi e sperimentazioni, alla ricerca delle più variegate dimensioni del cinema. Per il pubblico che sarà a Rovereto (Tn) dal 2 al 6 ottobre 2024 per la 35ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, che quest’anno analizza le piccole e grandi migrazioni del passato e proposti approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente, offrendo diversi punti di vista – gli “Sguardi sulle Migrazioni”, appunto, sarà disponibile un nuovo programma Off Fulldome del festival, parallelo al main program, dove si andrà alla scoperta dei siti antichi attraverso il cinema immersivo al Planetario del museo di Scienze e Archeologia. È questa una delle anticipazioni più curiose dell’edizione 2024. Grazie alla partnership che il festival ha stretto con APA Vd’A e il festival Frontdoc, ci sarà infatti anche uno spazio sperimentale con installazioni multimediali di realtà virtuale in cui troveranno la loro ideale collocazione la sperimentazione espressiva e l’utilizzo delle nuove tecnologie.

A consentire questa nuova esperienza è lo strumento digitale da poco installato nello spazio del Planetario del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto, che da quest’anno viene trasformato nei giorni del festival in sala cinematografica declinata non solo sulle tematiche astronomiche, ma sui temi culturali. Le proiezioni avverranno tutti i pomeriggi, dalle 16 alle 18. Sono state selezionate nuove produzioni di varie parti del mondo, oltre ad alcuni film di repertorio sui cieli antichi, per far conoscere al pubblico un nuovo modo di vivere la cultura e il cinema. Abbazie, castelli e tombe del Galles nello straordinario “From the shadows of the stones” di Matt Wright e Janire Najera (2024), il movimento artistico del “Suprematism” nel film tedesco di Sergej Prokofiev 2024), una visione profonda della storia epica australiana in “The Earth Above: A Deep Time View of Australia’s Epic History” (2024) a cura del Ruwe collective, un collettivo di registi australiani indigeni e non, o ancora “The secrets from a forest” di Jim Brandenburg e Neil Luca per il Bell Museum, dove l’esibizione dei musicisti della Minnesota Orchestra è trasportata nella straordinaria foresta da cui proviene il legno degli strumenti, la foresta di Paneveggio. Viene poi dal Canada un film sulla vita e le opere di René Derouin, prodotto da Figure 55, dal titolo “Lands of the Americas” (2021) di Patrick Bossé. Un’esperienza immersiva che collega le creazioni dell’artista alle aree chiave delle sue migrazioni: dal Québec al Messico, al Giappone agli Stati Uniti, attraversando il Grande Nord canadese.

rovereto_RAM-film-festival-2024_anticipazioni_RAM-X_foto-fmcrSpazio RAM-X. Accanto allo spazio del programma Off di Cinema Fulldome, il RAM inaugurerà quest’anno al museo civico di Scienze e Archeologia uno spazio sperimentale con installazioni multimediali di realtà virtuale in cui troveranno la loro ideale collocazione la sperimentazione espressiva e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Lo spazio, denominato RAM-X, sarà a cura di Filippo Maria Pontiggia, esperto di Virtual Reality, tecnologie immersive e linguaggi innovativi. L’intervento è nell’ambito della partnership che il RAM ha stretto con APA VdA, che raccoglie tecnici, produttori e filmmaker valdostani. APA organizza dal 2008 FRONTDOC, un festival cinematografico internazionale dedicato al CInema di Frontiera. La collaborazione con il FRONTDOC è legata non solo al focus sulle grandi migrazioni (naturalmente connaturato al tema del festival valdostano), ma anche sui nuovi linguaggi del cinema, su cui il RAM pone per questa edizione un’attenzione speciale. Uno spazio speciale in questo ambito sarà riservato a un nuovo progetto VR in anteprima, realizzato per le Palafitte UNESCO, “Reflections VR: A Stilts life story”, un progetto innovativo realizzato da ETT di Genova, finalizzato a raccontare, attraverso uno storytelling immersivo in VR, la vita delle comunità preistoriche che popolavano vari siti palafitticoli dell’Italia settentrionale, tra cui Fiavè.

 

Rovereto (Tn). Prime anticipazioni sulla 35ma edizione del RAM film festival 2024 dedicato a “Gli Sguardi sulle Migrazioni” con 60 film in concorso. Ecco il manifesto

rovereto_ram-film-festival-2024_manifestoPrime anticipazioni sul RAM film festival 2024, dal 2 al 6 ottobre 2024 a Rovereto. Il festival, per la sua trentacinquesima edizione, torna a raccontare l’archeologia e il patrimonio attraverso il cinema, approfondendo, anche per il 2024, tematiche che legano i beni culturali alle emergenze più attuali, come quella migratoria. Infatti, saranno analizzate le piccole e grandi migrazioni del passato e proposti approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente, offrendo diversi punti di vista – gli “Sguardi sulle Migrazioni”, appunto. Già “sintetizzate” nel manifesto. Giocando sul proprio logo, l’immagine coordinata del RAM film festival 2024 ruota attorno a un grande occhio, quello del “cinema”, che analizza con attenzione e sensibilità gli uomini e le donne in perenne movimento, le piccole e grandi migrazioni del passato e del presente. Questo occhio rappresenta anche lo sguardo del festival, che offrirà una profonda riflessione sui movimenti di popoli attraverso i secoli. Attraverso un ricco programma di proiezioni e incontri, il festival invita a esplorare con i suoi “Sguardi sulle migrazioni” le dinamiche migratorie con l’intensità evocativa dei documentari, e la forza immediata e diretta degli incontri gettando un ponte tra ieri e oggi. Le storie di confronto culturale saranno narrate attraverso gli occhi dei registi, offrendo “Sguardi sulle Migrazioni” che mettono in luce problematiche, influenze e opportunità sia per il pubblico che per ricercatori e gestori del bene comune.

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Mediamente ogni anno entrano in concorso 50-60 film provenienti da molti Paesi del mondo e suddivisi in quattro sezioni principali, Cinema Archeologico, l’Italia si racconta, Sguardi dal mondo e Cultura Animata, con giurie diverse per ogni sezione. Il pubblico è composto da appassionati di cinema, registi, produttori, scuole di cinema e appassionati di archeologia e cultura, oltre a studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria. Di questo e molto altro si parlerà a Rovereto con incontri dedicati, momenti di approfondimento, visite sul territorio, ma soprattutto attraverso i film: circa 60 quelli in concorso, tutti recentissimi, e molti in prima assoluta o nazionale. Una sessantina i film e i documentari scelti per il programma principale, provenienti da 45 diverse nazioni, da grandi produzioni o da piccole case indipendenti, suddivisi nelle diverse sezioni: Cinema archeologico, Sguardi dal Mondo, L’Italia si racconta, Cultura animata. Sarà il pubblico in sala a votare per il premio RAM film festival.

Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” quarta e ultima tappa (in due giorni) della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico realizzato dal parco della Valle dei Templi con il RAM film festival: ecco il programma dei film e dell’archeotalk

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Quarta e ultima tappa (speciale) del XX Festival del Cinema Archeologico, realizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione museo civico di Rovereto. Per festeggiare il ventesimo anniversario, il Festival (diffuso) del Cinema Archeologico concludere il suo viaggio il 23 e 24 luglio 2024 in un luogo di straordinaria importanza per la storia dell’archeologia siciliana, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. Sullo sfondo di quella che è la più antica istituzione museale della Sicilia, verranno proiettati quattro film a tema archeologico, che passano dalla storia dei fratelli Champollion all’ascesa e declino della civiltà etrusca, spaziando tra il conflitto siriano e gli studi antropologici in supporto alla ricerca archeologica. La partecipazione alle proiezioni è gratuita, con prenotazione online sul sito bit.ly/4czPmJ4

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PROGRAMMA DI MARTEDÌ 23 LUGLIO 2024. Alle 19, Archeotalk “Mare aperto”. Modera: Giuseppe Parello, direttore del museo Archeologico Regionale “A. Salinas”. Incontro e aperitivo con Stefano Savona, fotografo, regista e documentarista, il cui percorso sembra seguire una rotta obbligata tra la passione per l’archeologia, che ha praticato da studente, e quello che ha provato a raccontare successivamente nei suoi film: storie di uomini e di donne nati sulle rive del Mediterraneo, un mare interiore luogo di incontri, di scontri, di scambi e di conflitti. Partecipazione gratuita, con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it

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Frame del film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois

Alle 21 inizio delle proiezioni. Apre il film “Storie di ossa” di Gabriele Clementi (Italia, 2023, 7’). Le ossa portano su di sé le tracce del vissuto di un individuo, di una comunità, di un popolo. Stefano Ricci Cortili, antropologo e illustratore anatomico, sta dedicando la sua vita a questi studi in supporto alla ricerca archeologica.. Chiude la serata il film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra, 2021, 72’). Un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali lotta per preservare il patrimonio di reperti archeologici del Museo Nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Come mettere in salvo 50.000 manufatti in una città assediata?

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Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 24 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura. Segue il film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa? Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI PALERMO.

Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento assegnati i riconoscimenti della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico: ecco i film premiati dalla giuria tecnica, dal pubblico e dal RAM film festival

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Un momento delle premiazioni della XX edizione del Festival del cinema archeologico al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento (foto regione siciliana)

Gli etruschi, i geroglifici e la musica antica ammaliano giurie e pubblico della XX edizione del festival (diffuso) del cinema archeologico promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival di Rovereto. Nella splendida sede del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, l’ultima delle tre serate della tappa agrigentina del Festival del Cinema Archeologico, si è chiusa con la premiazione di quei film che, più di tutti, sono stati capaci di raccontare, far conoscere, immaginare e vivere il patrimonio culturale. Il festival riprende martedì 23 luglio 2024 con la prima serata della tappa di Palermo al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”.

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Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski

Il Premio Parco Archeologico della Valle dei Templi è stato assegnato da una giuria tecnica composta da Antonio Barone, Valentina Caminneci e Anna Maria Ravagnan al film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa?

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Frame del film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant

Il pubblico di Agrigento ha decretato vincitore il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura.

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Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George

Nella stessa serata è stato assegnato anche lo speciale premio RAM film festival da Giovanni Laezza e Alessandra Cattoi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto, al film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia, 2020-2021, 53’). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà.

Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento terza tappa (in tre giorni) della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico realizzato dal parco della Valle dei Templi con il RAM film festival: ecco il programma dei film e dell’archeotalk

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Terza tappa del XX Festival del Cinema Archeologico, realizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione museo civico di Rovereto. E stavolta siamo nel cuore della Valle dei Templi, là dove è custodito un immenso patrimonio che illustra la storia della ricerca di buona parte della Sicilia centro meridionale. Stiamo parlando del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, dove fa tappa il Festival il 17, 18 e 19 luglio 2024. I film proiettati saranno sette e tratteranno le tematiche archeologiche più disparate: dal papiro di Ebers all’ascesa, il declino e la scomparsa della civiltà etrusca, dai robot umanoidi in grado di esplorare siti sommersi ed effettuare scavi a regola d’arte, fino all’archeologia musicale capace di riportare in vita le musiche perdute che scandivano la vita delle civiltà antiche. Da non perdere, giovedì 18 luglio 2024, l’archeotalk con Angela Bellia, che ci porterà a scoprire il ruolo fondamentale che la musica e la danza hanno rivestito nel mondo antico.

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Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 17 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia, 2020-2021, 53’). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Chiude la serata il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura.

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PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 18 LUGLIO 2024. Alle 19, Archeotalk “Alla ricerca dei suoni perduti: archeologia musicale della Magna Grecia e della Sicilia greca”. Modera: Donatella Mangione (parco Valle dei Templi). Incontro e aperitivo con Angela Bellia, ricercatrice all’Istituto di Scienze del Patrimonio del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli che ci porterà a scoprire il ruolo fondamentale che la musica e la danza hanno rivestito nel mondo antico. L’evidenza materiale e le testimonianze scritte e figurative oggi ci permettono di comprendere meglio il mondo sonoro del passato e le modalità con cui la musica e la danza accompagnavano i rituali e tutte le forme teatrali e di drammatizzazione legate al mito. Partecipazione gratuita, con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it.

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Frame del film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer

Alle 21, inizio delle proiezioni. Apre il film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer e Ulli Wedelmann (Germania, 2023, 52’). Il papiro di Ebers custodisce l’arte della guarigione degli Egizi di 3500 anni fa e riunisce quasi 900 testi medici. Quali di queste antiche conoscenze possono ancora essere utili nel XXI secolo?. Chiude la serata il film “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud (Francia, 2023, 52’). Da sempre l’esplorazione dei relitti è una sfida enorme dato che è impossibile immergersi nelle profondità e scavare. Entra così in scena Ocean One K, un robot umanoide in grado di esplorare i siti sommersi e di effettuare scavi archeologici a regola d’arte.

film-les-étrusques-une-civilisation-mystérieuse-de-la-méditerranée_gli-etruschi-una-misteriosa-civiltà-del-mediterraneo_di-alexis-de-favitski

Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski

PROGRAMMA DI VENERDÌ 19 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “Storie di ossa” di Gabriele Clementi (Italia, 2023, 7’). Le ossa portano su di sé le tracce del vissuto di un individuo, di una comunità, di un popolo. Stefano Ricci Cortili, antropologo e illustratore anatomico, sta dedicando la sua vita a questi studi in supporto alla ricerca archeologica. Segue il film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa? Quindi il film “L’Appia a Minturnae. Il Videodiario di Scavo” di Gianmatteo Matullo (Italia, 2021, 34’). Il film, realizzato nel corso delle indagini archeologiche dirette dalla Soprintendenza, racconta la storia dell’Appia ben oltre i limiti cronologici della città romana, e svela i dettagli di un periodo finora poco noto. Chiude la serata, alle 23, l’annuncio dei film premiati dalle giurie e del vincitore del premio del pubblico.

Sicilia. Al via la XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico realizzato dal parco della Valle dei Templi con il RAM film festival: 4 località, 9 serate di cinema. Si inizia da Licata al museo della Badia e al Castel Sant’Angelo: ecco il programma dei film e dell’archeotalk

licata_realmonte_agrigento_palermo_festival-cinema-archeologico-2024_locandinaDall’11 al 24 luglio 2024 torna il festival diffuso che porta l’archeologia sul grande schermo in quattro diverse località della Sicilia con 9 serate di cinema. A vent’anni dalla sua nascita il Festival del Cinema Archeologico, realizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione museo civico di Rovereto, si conferma una delle attività di divulgazione più radicate e identitarie dell’ente. L’obiettivo di questa XX edizione del Festival rimane la conoscenza e la condivisione del patrimonio culturale che guardi oltre l’orizzonte locale e si nutra anche dei racconti dei film in programma.

Dopo il successo della scorsa edizione, anche quest’anno è prevista la formula del Festival diffuso, con l’idea di continuare l’esperienza di confronto e dialogo con le comunità locali. In particolare, il Festival parte da Licata (11-12 luglio 2024) , dove sarà ospitato al museo della Badia e nello straordinario sito di Castel Sant’Angelo, alla sommità del Monte su cui si dispongono i resti dell’antica città di Finziade. Poi farà tappa presso la villa romana di contrada Durrueli a Realmonte (13 e 15 luglio 2024), un magnifico esempio di villa marittima perfettamente integrata nel paesaggio che la circonda, e si concluderà nel suggestivo chiostro medievale del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento (17-18-19 luglio 2024), situato nel cuore della Valle dei Templi. Infine, per festeggiare questo importante anniversario, il Festival si sposterà in un luogo di straordinaria importanza per la storia dell’archeologia siciliana, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo (23-24 luglio 2024), la più antica istituzione museale della Sicilia.

licata_archeologico_festival-cinema-archeologico-2024_locandinaLa XX edizione del Festival del Cinema archeologico inizia a Licata giovedì 11 luglio 2024, alle 21, al museo Archeologico della Badia. Alle 21, apre il film “La terra di Yrnm” di Nicola Ferrari (Italia, 2022, 52’). Da anni, più di 50 archeologi e studenti provenienti da tutto il mondo si recano sull’isola di Pantelleria e riaprono gli scavi all’interno di una delle aree archeologiche più importanti del Mediterraneo. Chiude la serata il film “Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans / Durango 550 – Il sentiero dei Pueblo ancestrali” di Nathan Ward (Stati Uniti, 2022, 27’). Il Dipartimento dei Trasporti del Colorado, gli archeologi e le tribù nativo americane locali, gli Ute meridionali, gli Hopi e i Pueblo della tribù Laguna, lavorano ufficialmente insieme per scoprire gli antichi insediamenti intorno a Durango. 

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Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale

Il festival continua venerdì 12 luglio 2024, a Castel Sant’Angelo di Licata. Alle 19, l’Archeotalk “La navigazione antica. Elementi storici, archeologici ed eredità nella tradizione nautica”. Modera: Maria Concetta Parello (Parco Valle dei Templi). Incontro e aperitivo con Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale dell’università di Bologna, che ci accompagnerà in un percorso a ritroso nel tempo, tra storia, archeologia ed etnografia, per raccontarci come la nautica tradizionale sia fondamentale nello studio della navigazione antica. Infatti, fino alla metà del Novecento, le tradizioni marinaresche hanno conservato una straordinaria eredità di origine antica, tanto in relazione alle tecniche e alle pratiche della navigazione quanto in rapporto alle usanze e alle credenze delle genti di mare. Partecipazione gratuita, con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it PRENOTA QUI >.

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Film “Dames et princes de la préhistoire / Dame e principi della preistoria” di Pauline Coste

Quindi, alle 21, iniziano le proiezioni. Apre il film “Dames et princes de la préhistoire / Dame e principi della preistoria” di Pauline Coste (Francia, 2021, 52’). Attraverso diverse sepolture in Francia, nella Repubblica Ceca, in Italia e in Russia, si cercherà di comprendere meglio la Donna del Caviglione, ritrovata nel Nord Italia, e risalente a 25.000 anni fa. Segue il film “Medina Azahara: the Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara: la perla perduta di Al-Andalus” di Stéphane Bégoin e Thomas Marlier (Francia, 2021, 52’). Medina Azahara è considerata uno dei più importanti siti archeologici islamici del mondo. Negli ultimi cinque anni, su questo sito, patrimonio dell’umanità, è stata condotta una campagna di scavi guidata da un team di archeologi europei. Chiude la giornata e la tappa di Licata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI LICATA.

Belgrado. Alla XXIV Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, Paese ospite il Giappone, l’Italia è presente con cinque film portati dall’IIC di Belgrado grazie alla collaborazione del RAM film festival

belgrado_istituto-italiano-cultura_XXIV-rassegna-cinema-archeologico_locandinaSarà il film “Firenze città d’acque” di Massimo Becattini, Sandro Nardoni, Luciano Nocentini ad aprire, alle 19, mercoledì 29 maggio 2024, la seconda giornata della XXIV Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Belgrado, ospite il Giappone, 25 film in programma, organizzata dal 28 maggio al 2 giugno 2024 dal Museo Nazionale della Serbia in collaborazione con principali istituzioni culturali serbe e internazionali attive nella capitale serba. La Rassegna offre agli esperti del settore e al vasto pubblico di appassionati la possibilità di conoscere le produzioni più recenti nel settore dell’archeologia e delle discipline affini. L’istituto italiano di Cultura di Belgrado, uno dei principali promotori della Rassegna fin dalla prima edizione, presenta cinque documentari italiani, che il RAM film festival di Rovereto ha messo a disposizione dell’Istituto. Tutti i documentari saranno presentati in versione originale italiana, con sottotitoli in lingua serba. Ecco i cinque film italiani in concorso con la data di proiezione.

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Frame del film “Firenze città d’acque” (2022) di Massimo Becattini, Sandro Nardoni, Luciano Nocentini

Mercoledì 29 maggio 2024, ore 19: “Firenze città d’acque” (2022), regia: Massimo Becattini, Sandro Nardoni, Luciano Nocentini. Il film vuol dare di Firenze un’immagine originale, lontana dagli stereotipi, superando una visione solo storico-artistica, legandola piuttosto ai miti, alle storie, ai personaggi che “corrono” lungo i fiumi minori che l’attraversano. Grazie all’elemento acqua il film attraversa temi di carattere storico, antropologico e artistico, proponendo un’esperienza visiva che trasporti lo spettatore in un “altrove” a lui ignoto, pur partendo da luoghi – solo in apparenza – familiari.

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Frame del film “La terra di Yrnm” (2022) di Nicola Ferrari

Giovedì 30 maggio 2024, ore 19.40, “La terra di Yrnm” (2022), regia: Nicola Ferrari. L’isola di Pantelleria, sinonimo di vacanze, passito e capperi, ospita una delle aree archeologiche più importanti del Mediterraneo. Da anni, ogni estate, più di 50 tra archeologi e studenti provenienti da tutto il mondo si recano sull’isola e riaprono gli scavi interrotti l’anno precedente. Ad accompagnare le loro attività il racconto di Sebastiano Tusa, archeologo siciliano di fama internazionale, Soprintendente del Mare e Assessore dei Beni culturali della Regione Siciliana, prematuramente scomparso.

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Frame del film “La terracotta preistorica” (2023) di Saverio Caracciolo

Venerdì 31 maggio 2024, ore 20.45, “La terracotta preistorica” (2023), regia: Saverio Caracciolo. In Calabria sull’altopiano del Monte Poro, in località Torre Galli, in provincia di Vibo Valentia, tra il 1922 e il 1923 l’archeologo Paolo Orsi portò alla luce una necropoli della prima età del Ferro rinvenendo più di 300 tombe dotate di numerose suppellettili sepolcrali. Lì vicino vive Cosmo Rombolà, 81 anni, fin da giovane affascinato da queste popolazioni; studiando i contenuti delle tombe è riuscito a riprodurne il vasellame, utilizzando le stesse misure e tecniche, come la cottura sotto terra.

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Frame del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” (2023) di Samuele Gottardello

Sabato 1° giugno 2024, ore 19: “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” (2023), regia: Samuele Gottardello. Un viaggio nella Laguna di Venezia, alla ricerca delle radici romane della città insieme a pescatori, archeologi, artisti, subacquei e a una ragazza non vedente. Nel film, racconto archeologico e antropologico si intrecciano in una narrazione non lineare come i canali della Laguna. Mentre le mani degli archeologi affondano nel fango e riscrivono la storia delle origini di Venezia, nell’acqua torbida si scorgono le vestigia di una civiltà scomparsa ma che si può ancora intravedere nei racconti dei protagonisti.

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Frame del film “Pablo di Neanderthal” (2022) di Antonello Matarazzo

Domenica 2 giugno 2024, ore 19.50: “Pablo di Neanderthal” (2022), regia: Antonello Matarazzo. Cosa sarebbe successo se l’uomo di Neanderthal fosse prevalso sull’Homo Sapiens? Come si sarebbe sviluppata la nostra specie Che relazione c’è tra l’arte e l’evoluzionismo? E perché mai l’evoluzione si comporta come un bricoleur? E infine: cosa c’entra in tutto questo Marcel Duchamp? Questo non è un documentario e non è il portrait dell’artista Pablo Echaurren, ma una riflessione in forma di caleidoscopio sul nostro passato, sul nostro presente e sul nostro futuro.

Gambolò (Pv). Al via la seconda edizione di “Ciak: si scava! 2024”, Festival internazionale del Cinema di Archeologia: tre giorni con i migliori film del RAM film festival. E una novità: “Ciak: si scava! For kids”, una sezione dedicata ai più piccoli

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Il castello Beccaria Litta a Gambolò (Pv) che ospita “Ciak si scava!” (foto comune di gambolò)

Al via la seconda edizione del festival del cinema archeologico di Gambolò “Ciak, si scava, 2024”, Festival internazionale del Cinema di Archeologia organizzato dal museo Archeologico Lomellino e il Comune di Gambolò in collaborazione con la Fondazione Museo Civico di Rovereto e del RAM Film Festival e con la rivista Archeo. Appuntamento venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 aprile 2024 nel Salone Litta, la prestigiosa sala del castello di Gambolò (Pv). Tre giorni con le migliori e più recenti produzioni internazionali di cinema archeologico tratte dall’edizione 2023 del RAM film festival. Il Festival prevede l’assegnazione di due premi: Città di Gambolò, al film più votato dal pubblico; e Museo Archeologico Lomellino, a quello scelto dalla giuria di esperti. Ci sarà inoltre una novità per i più piccoli: “CIAK: SI SCAVA! FOR KIDS”. Si tratta di un momento dedicato ai più piccoli, che si tiene sabato 13 aprile 2024, dalle 10.30 alle 12, sempre in Salone Litta, con la proiezione di una selezione dedicata. La manifestazione di Gambolò è un’ulteriore occasione di apprezzare film e documentari di grande valore culturale, che non si trovano nella distribuzione cinematografica ordinaria e nelle piattaforme digitali.

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Frame del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello

PROGRAMMA DI VENERDÌ 12 APRILE 2024. Alle 21, apertura della manifestazione e presentazione RAM film festival. Quindi proiezione del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello, (Italia, 52’, 2023). Un viaggio nella Laguna di Venezia, alla ricerca delle radici romane della città insieme a pescatori, archeologi, artisti, subacquei e a una ragazza non vedente. Nel film, racconto archeologico e antropologico si intrecciano in una narrazione non lineare come i canali della Laguna. Mentre le mani degli archeologi affondano nel fango e riscrivono la storia delle origini di Venezia, nell’acqua torbida si scorgono le vestigia di una civiltà scomparsa ma che si può ancora intravedere nei racconti dei protagonisti.

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Frame del film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet

Segue il film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet (Svizzera, 58’, 2021). Il documentario mostra la vita quotidiana dei contadini del Neolitico e dell’età del Bronzo nel territorio alpino, che dovettero già adattarsi stabilmente ai cambiamenti climatici del loro ambiente. In questi villaggi sommersi, ciò che è eccezionale è l’enorme conservazione delle vestigia, come oggetti domestici o i resti delle loro abitazioni, databili e ricostruibili con grande precisione. Nel 2011, 111 di questi paesi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nei sei Stati dell’arco alpino.

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Frame del film “Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali / Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans” di Nathan Ward

PROGRAMMA SABATO 13 APRILE 2024, pomeriggio. Alle 16, apre il film “Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali / Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans” di Nathan Ward (Stati Uniti, 27’, 2022). Il Dipartimento dei Trasporti del Colorado, gli archeologi e le tribù nativo americane locali, gli Ute meridionali, gli Hopi e i Pueblo della tribù Laguna, lavorano ufficialmente insieme per scoprire gli antichi insediamenti intorno a Durango. Una collaborazione unica, un nuovo approccio che unisce scienza e credenze culturali tradizionali. Segue il film “La vera storia dei pirati / The True Story of Pirates” di Stéphane Begoin (Francia, 52’, 2022). Come vivevano i pirati e chi si nasconde dietro la leggenda? Il film cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria seguendo due indagini archeologiche: la prima nell’Oceano Indiano alla ricerca della famosa nave pirata Speaker che affondò nel 1702, la seconda a Sainte-Marie Island, dove i pirati si nascondevano e vivevano. Dopo l’intervallo, il festival continua con il film “Dreamland – Terra dei sogni” di Lucas Dye (Stati Uniti, 7’, 2023). Il documentario segue le vicende del collettivo Tuumben K’ooben, con sede nello stato messicano del Quintana Roo, mentre inventa nuovi modi per preservare l’ambiente naturale e l’identità maya locale. Con lo sviluppo delle tecnologie, cresce anche la loro ambizione: decidono di creare un centro agroecologico e di conservazione su un terreno chiamato “Dreamland”, terra dei sogni.

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Frame del film “Dame e principi della preistoria / Dames et princes de la préhistoire” di Pauline Coste

Chiude il pomeriggio il film “Dame e principi della preistoria / Dames et princes de la préhistoire” di Pauline Coste (Francia, 52’, 2021). Le eccezionali sepolture del Paleolitico sono ancora poco conosciute dal grande pubblico. Risalenti a 25.000 anni fa, il loro studio rivela un ornamento inatteso e di grande bellezza, e pone una domanda essenziale: chi erano questi individui sepolti con tanta cura? Attraverso diverse sepolture in Francia, nella Repubblica Ceca, in Italia e in Russia, si cercherà di comprendere meglio la Donna del Caviglione, ritrovata nel Nord Italia, che ci servirà da filo conduttore lungo tutta questa ricerca.

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Frame del film “Neanderthal, sulle tracce di un’altra umanità / Neanderthal in the Footsteps of Another Humanity” di David Geoffroy

PROGRAMMA DI SABATO 13 APRILE 2024, sera. Alle 21, apre il film “Neanderthal, sulle tracce di un’altra umanità / Neanderthal in the Footsteps of Another Humanity” di David Geoffroy (Francia, 2022, 52’). Minacciato dall’erosione del mare e dal riscaldamento globale, il sito di Le Rozel ha restituito rare testimonianze della vita quotidiana di una comunità di Neanderthal sulla costa della Normandia circa ottantamila anni fa. Qui gli archeologi hanno riportato alla luce tremila impronte umane, che costituiscono finora il maggior ritrovamento al mondo di quel tipo per l’epoca preistorica. Le indagini proseguono portandoci indietro nel tempo, seguendo le tracce di un’umanità ormai estinta. film-Expédition-Pétra-sur-la-piste-des-Nabatéens_di-Nathalie-Laville-e-Agnès-MoliaSegue il film “Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei / Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia, 2022, 52’). Da una ventina d’anni, gli archeologi cercano di trovare tracce dei Nabatei, un antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Di loro rimangono monumentali tombe scavate nella roccia, a Petra nell’attuale Giordania e nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, nella segreta città di Hegra. Laïla Nehmé si è posta una sfida audace: tracciare, grazie a una spedizione senza precedenti, la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei.

film-I-segreti-dei-geroglifici-I-fratelli-Champollion_di-Jacques-Plaisant

Frame del film “I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion / Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion” di Jacques Plaisant

PROGRAMMA DI DOMENICA 14 APRILE 2024. Alle 15, apre il film “I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion / Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 52’, 2022). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta gli i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi nella storia dell’umanità. Quello che si sa poco è che dietro a questo genio si cela un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Uno studio recente degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura intellettuale. Segue il film “Alla ricerca della musica dell’antichità / A la recherche de la musique de l’antiquité” di Bernard George (Francia, 53’, 2020-2021). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, una disciplina in rapida crescita, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Dopo l’iIntervallo, il Festival riprende con il film “La terra di Yrnm” di Nicola Ferrari (Italia, 52’, 2022). L’isola di Pantelleria, sinonimo di vacanze, passito e capperi, ospita una delle aree archeologiche più importanti del Mediterraneo. Da anni, ogni estate, più di 50 tra archeologi e studenti provenienti da tutto il mondo si recano sull’isola e riaprono gli scavi interrotti l’anno precedente. Ad accompagnare le loro attività il racconto di Sebastiano Tusa, archeologo siciliano di fama internazionale, soprintendente del Mare e assessore dei Beni culturali della Regione Siciliana, prematuramente scomparso.

film-arte-paleolitica-la-nostra-storia_di-Elisabetta-Flor-e-Luca-Scoz

Frame del film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz

Chiude l’edizione 2024 del festival il film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz (Italia, 18’, 2022). L’arte accompagna l’umanità fin dagli albori della sua esistenza. È un tentativo primordiale di interpretazione dell’ambiente naturale? Forse qualcosa di più. Dall’Uomo di Neanderthal ai cacciatori Sapiens dell’epoca glaciale, questo documentario traccia una linea che, dalle principali testimonianze di arte paleolitica dell’Italia nord-orientale, come le pietre dipinte del Riparo Dalmeri, sfocia nella più attuale e drammatica riflessione sul rapporto fra l’umanità e l’ambiente naturale.

film-l-era-dei-giganti_di-Pascal-Cuissot

Frame del film “L’era dei giganti / The Time of the Giants” di Pascal Cuissot

CIAK SI SCAVA! FOR KIDS! Sabato 13 aprile 2024. Alle 10.30, apre il film “L’era dei giganti / The Time of the Giants” di Pascal Cuissot (Francia, 52’, 2020). Negli ultimi vent’anni, il numero delle nuove specie di dinosauri scoperte si è moltiplicato. Combinando le immagini 3D altamente realistiche di NHK con le evidenze paleontologiche più recenti, questo ambizioso e spettacolare documentario mostra le strategie di crescita e sopravvivenza dei dinosauri al largo delle coste del Giappone. Seguono i film “A misura di bambino. Crescere nell’antica Roma” di Gianmarco D’Agostino (Italia, 5’, 2021); “Il bambino che sarà cavaliere” di Gianmarco D’Agostino (Italia, 7’, 2020); “Il discorso di Txai Surui / The Speech of Txai Surui” di Studenti del Multimedia Project of Escola Parque (Brasile, 4’, 2022).

Lavis (Tn). Al via la sesta edizione di Cinema Archeologico: tre martedì con tre corti e tre film scelti dall’archivio del RAM film festival di Rovereto

lavis_cinema-archeologico_rassegna-2024_locandinaTutto pronto al teatro auditorium comunale di Lavis (Tn) per il primo appuntamento della sesta edizione del Cinema Archeologico, organizzato dall’associazione culturale Lavisana e dal Comune di Lavis in collaborazione con la Fondazione Museo Civico di Rovereto, il RAM film festival e l’assessorato alla Cultura del Comune di Lavis. Si tratta di tre appuntamenti dedicati al patrimonio culturale raccontato con il linguaggio coinvolgente e suggestivo del cinema: un viaggio attraverso periodi storici, territori, culture e punti di vista diversi, per accrescere la propria conoscenza del mondo. In programma, dal 5 al 19 marzo 2024, documentari e docufiction sui temi della tutela di siti, monumenti, memorie e paesaggi, intesi come beni inestimabili da preservare per le future generazioni; del progresso nella ricerca archeologica, che permette di scoprire sempre più a fondo il nostro passato; e dell’esplorazione non solo di luoghi ma anche di tempi lontani. Si affronterà il tema della morte, visiteremo Petra e viaggeremo sulle navi dei pirati. Ogni serata sarà introdotta da un corto d’animazione, un particolare mezzo di espressione che descrive storie e tradizioni in modo creativo. I film sono tradotti e doppiati a cura della Fondazione Museo Civico di Rovereto, che organizza il RAM film festival, raccogliendo documentari da tutto il mondo e conservandoli nel proprio archivio. L’ingresso è gratuito.

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Frame del film “Archeology 3.0 – Making the dead speak” di Stéphane Jacques

Si inizia martedì 5 marzo 2024, alle 21, con la proiezione dei primi due film, che in modo diverso ci mostrano un possibile rapporto con i nostri antenati. La serata sarà introdotta dal poeticissimo corto d’animazione “Joss Lotuses to Grandma” di Stefie Gan (Stati Uniti, 2022; 6’): una ragazza ritorna in Malesia dopo la morte di sua nonna. Il corto animato esplora il loro legame, il biculturalismo degli immigrati e i riti culturali, come l’offerta di fiori origami, che si conservano e che possono aiutare a guarire dal dolore della separazione e della perdita. E, attraverso l’espressività del suo segno animato, ci aiuta a comprendere i sentimenti delle protagoniste e l’importanza del legame con il passato e con le tradizioni. Seguirà poi il film “Archeology 3.0 – Making the dead speak” di Stéphane Jacques (Francia, 2023; 53’) con interviste a ricercatori di tutta Europa accomunati dall’uso di nuovi e sofisticati metodi scientifici in ambito archeologico. Si possono far parlare i corpi dopo la morte? Fino a non molto tempo fa servivano campagne di scavo su vasta scala e scheletri interi. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, anche le parti più piccole del corpo umano possono essere sufficienti a ricostruire le vite di migliaia di anni fa: dalla preistoria all’Egitto dei faraoni, da Homo sapiens ai Galli, l’archeologia sta per dar voce ai morti come mai prima d’ora.

film-Expédition-Pétra-sur-la-piste-des-Nabatéens_di-Nathalie-Laville-e-Agnès-Molia

Frame del film “Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens / Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei” di Nathalie Laville e Agnès Molia

Seconda serata martedì 12 marzo 2024, alle 21. Apre il corto “Bride’s Dream” di Joe Chang (Cina/Canada, 2023; 7’): la guerra civile in Cina, scatenata dal tramonto della dinastia Han, divide due sposi novelli, Zhang e Whan Hui. Lui è chiamato in battaglia e lei resta ad aspettarlo, tra la vita e la morte, tra la realtà e il sogno. I disegni animati sono accompagnati da brani cantati dell’Opera di Pechino. Segue il film “Expédition Pétra sur la piste des Nabatéens” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia, 2022; 52’): da una ventina d’anni, gli archeologi cercano di trovare tracce dei Nabatei, un antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Di loro rimangono monumentali tombe scavate nella roccia, a Petra nell’attuale Giordania e nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, nella segreta città di Hegra. Laïla Nehmé si è posta una sfida audace: tracciare, grazie a una spedizione senza precedenti, la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei.

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Frame del film “The True Story of Pirates / La vera storia dei pirati” di Stéphane Begoin

Terza e ultima serata martedì 19 marzo 2024, alle 21. Apre il corto “The Sprayer” di Farnoosh Abedi (Iran, 2022; 9’): nella terra occupata dall’Esercito degli Spruzzatori, nessuno ha il diritto di coltivare le piante: i soldati spargono infatti veleno su tutta la flora che incontrano. In molti non sanno nemmeno come cresce o come sia fatta una pianta, finché uno dei soldati non scopre un seme piantato nella polvere: la sua curiosità è solo l’inizio di qualcosa di straordinario e rivoluzionario. Chiude la rassegna il film “The true story of pirates” di Stéphane Begoin (Francia, 2022; 52’): come vivevano i pirati e chi si nasconde dietro la leggenda? Il film cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria seguendo due indagini archeologiche: la prima nell’Oceano Indiano alla ricerca della famosa nave pirata Speaker che affondò nel 1702, la seconda a Sainte-Marie Island, dove i pirati si nascondevano e vivevano.