Roma. Dalla Curia Iulia del Foro romano presentazione on line di “Istantanee dal passato. Pittura etrusca a Tarquinia”, secondo quaderno della collana LARTH dell’associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia

L’appuntamento è per mercoledì 21 ottobre 2020, alle 17.30, alla Curia Iulia al Foro Romano, per la diretta (in base alle indicazioni del DPCM 20 Ottobre 2020) sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo (https://www.facebook.com/parcocolosseo/) della presentazione del secondo quaderno della collana LARTH dell’associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia: “Istantanee dal passato. Pittura etrusca a Tarquinia” a cura di Gloria Adinolfi, Rodolfo Carmagnola, Maria Cataldi con appendice di Adele Cecchini. Introduce Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo, presidente onorario dell’associazione, direttore della collana LARTH. Presenta Simonetta Stopponi, etruscologa, già professore all’università di Perugia. La presentazione sarà occasione per ricordare l’instancabile opera di tutela e valorizzazione di uno dei curatori, Mariolina Cataldi, scomparsa un anno fa. L’associazione no profit ‘Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia’, di concerto con la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, promuove la tutela, la valorizzazione e lo studio degli ipogei dipinti di Tarquinia con il coinvolgimento di Enti, Istituzioni, Università e privati.
Il volume, in italiano e inglese, è dedicato alla storia, alle tecniche e ai contenuti delle figurazioni dipinte nelle tombe di Tarquinia, dal 2004 dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La pittura costituisce certamente una importantissima testimonianza dell’immaginario degli Etruschi. Attraverso lo sviluppo storico della decorazione dipinta saranno evidenziati aspetti della cultura, della società e del rituale funerario nella loro evoluzione a partire dalle prime esperienze di età orientalizzante (primi anni del VII sec a.C.) fino agli ultimi esempi della pittura di età ellenistica, in concomitanza con la conquista romana dell’Etruria (metà del III sec. a.C.). Le pitture etrusche forniranno lo spunto per analizzare i contatti culturali con le principali civiltà del Mediterraneo attraverso la committenza, espressione di una ristretta élite aristocratica e la trasmissioni di temi iconografici e di tecniche da parte degli artisti e delle loro botteghe.
In anteprima nazionale alla Rassegna internazionale del cinema archeologico il film “Reopening Colosseum. Il Colosseo in quarantena” evento clou della seconda giornata “L’Italia si racconta”

Sarà l’evento clou di sabato 3 ottobre 2020, seconda giornata della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto – L’Italia si racconta: alle 18.30 al teatro Zandonai anteprima nazionale del film “Reopening Colosseum. Il Colosseo in quarantena” (Italia, 2020, 51’) con la presenza in sala dei registi Luca Lancise e Davide Morabito e dei responsabili del Parco del Colosseo Federica Rinaldi e Elisa Cella. Nei grandi spazi del Colosseo, inaccessibile per l’emergenza Covid-19, una piccola grande famiglia di uomini e donne continua a prendersi cura di un gigante fragile, che per loro è una seconda casa. Insieme affrontano la sfida più difficile, costruire un nuovo modo di visitare uno dei monumenti più celebri al mondo, per riaprirlo al pubblico e garantire il suo futuro. Il 50% del traffico di turisti su Roma, ruota intorno al Colosseo, il monumento più visitato d’Italia, capace di generare un indotto locale e nazionale di miliardi di euro e di migliaia di posti di lavoro. Anche se durante il lockdown il Colosseo sembrava respirare e riposare, d’altro canto per sopravvivere ha bisogno delle entrate generate dalla vendita dei biglietti, necessaria a mantenerlo e preservarlo. Il team del Colosseo si è trovato così, di fronte alla più grande sfida della sua carriera. Una corsa contro il tempo per preparare questo gigante fragile alla riapertura al tempo del Covid-19.

Il programma di sabato 3 ottobre 2020 inizia al mattino con un episodio poco conosciuto della storia siciliana, Racconto di una strage, di Gaetano di Lorenzo, per proseguire con un film breve di Luca Annovi curiosamente interamente girato con lo smartphone dal titolo Sei statue in cerca di Roma. Il ricordo di un grande regista napoletano che ha narrato vita e tradizioni del sud, Luigi Di Gianni: Soul of the South, coproduzione italo statunitense diretta da Jeannine Guilyard prosegue la mattinata, seguito da Ragusa Terra Iblea di Francesco Bocchieri che narra la storia della città fino alla sua rinascita barocca dopo il terremoto, e da un film sul Chad, il leggendario Gerewol di Yuri de Palma sul tradizionale corteggiamento tribale. La mattinata si chiude con Il Palazzo, di Alberto Valtellina, storia molto particolare con protagonista la tradizione del ricamo a tombolo.

Nel pomeriggio, spazio alle missioni Italiane nel mondo con il film prodotto da RAI Cultura Italia: Viaggio nella bellezza. La scuola di Atene. L’archeologia italiana nell’Egeo, dedicato alla celebre Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA). Subito dopo il corto Venice is On the water di Paolo Pandin, un gioco di immagini per raccontare Venezia, cui segue un originale e poetico documentario che racconta dei sassi di Matera non come monumenti storici, ma come vita quotidiana negli anni Cinquanta, dal titolo Enzo, De Gasperi e la Bolex Paillard, di Delio Colangelo. A seguire una fiction sulla figura del musicista Domenico Cimarosa, Le stravaganze del conte, di Francesco Veronà e Peppe Lanzetta, un film su Eroi, Miti e Leggende alle origini delle città del Lazio, di Alessandro Grassi e il poetico Il Luciaiuolo di Joe Nappa, il corto che narra la breve storia di un pescatore di sardine di Procida, nel Golfo di Napoli. Il pomeriggio prosegue con Attimi Sospesi di Stefano Fiori, sul tentativo di salvare i reperti storico archeologici italiani nella seconda guerra mondiale, e Matera, il film più bello di Vito Cea, ritratto della Capitale europea della cultura. A chiudere il pomeriggio – come detto – l’evento speciale alle 18.30 sul Colosseo in quarantena.

La serata del festival è dedicata ai film Dal mondo con un documentario francese della Gedeon Programmes dal titolo Costruttori di piramidi: nuovi indizi, una produzione su Petra, simbolo di multiculturalismo in Medioriente, un film portoghese su Gli enigmi di Cabeço da Mina, un sito enigmatico in Portogallo, a Villa Flor, dove è stata scoperta una serie di stele e menhir dai tratti antropomorfi, e Madre di Mosul, film iracheno delicato e tragico sui bambini di Mosul che dopo essere stati evacuati dalle proprie case, studiano la storia della loro città distrutta e la perdita della loro identità. A chiudere, Elarmekora, film francese sulle tracce dei primi uomini preistorici del bacino del Congo, e Gonj (miele), film iraniano sulla raccolta del miele, usato per i malati, in condizioni estreme sui Monti Zagros.
Giornate Europee del Patrimonio 2020 al parco archeologico del Colosseo. Aperture straordinarie, eventi ed attività speciali a Colosseo, Foro Romano e Palatino
Colosseo, Foro Romano, Palatino: aperture straordinarie, eventi ed attività speciali nel programma 2020 delle Giornate Europee del Patrimonio. Sabato 26 settembre 2020, tra le 15 e le 18, sarà protagonista il museo Palatino con la nuova guida tattile del museo ideata e promossa dal parco archeologico del Colosseo e la realizzazione di atipiche edizioni: in programma un laboratorio inclusivo per vedenti e non vedenti per presentare e testare in anteprima la nuova guida tattile del Museo Palatino. La sera di sabato 26 settembre invece l’attenzione sarà tutta per il Foro Romano con una visita serale “La vita politica nella Roma antica, tra il Foro e la Curia” al costo simbolico di 1 euro. Domenica 27 settembre 2020 il piano dell’arena del Colosseo, tra le 10 e le 12.30, ospiterà i festeggiamenti ufficiali per il centenario della nascita di Gianni Rodari (www.100giannirodari.it): i bambini che tra maggio e giugno hanno partecipato inviando il fumetto “L’uomo che rubava il Colosseo” avranno la possibilità di assistere alla performance musicale del quintetto di fiati “Gianni Rodari” che per l’occasione musicherà alcune delle favole più note e famose del grande scrittore.

Un mosaico con tessere bianco-nere conservato all’interno della Schola Praeconum a Roma (foto PArCo)
Per tutto il week end tra sabato 26 e domenica 27 settembre sarà poi possibile visitare grazie all’apertura straordinaria e all’accompagnamento dello staff del PArCo la Schola Praeconum, sede dell’associazione degli araldi del Circo Massimo (ingresso da via dei Cerchi senza acquisto di biglietto di ingresso), gli Horrea Agrippiana e il Complesso Severiano sul Palatino (per questi due ultimi siti la visita è compresa nel biglietto di ingresso). Infine nell’ambito del progetto Salus per artem del PArCo e grazie al protocollo di intesa con S.Komen Italia il PArCo aderisce al nuovo format della Race for the Cure per la lotta contro i tumori al seno: sabato 26 settembre 2020 dalle 11 alle 18 saranno attivi nella cornice di Vigna Barberini al Palatino laboratori teorico-pratici di terapie integrate (Mindfulness), su prenotazione.
Informazioni. 26 settembre 2020: 15-18, museo Palatino: presentazione e visita inclusiva con la nuova guida tattile del Museo Palatino, su prenotazione; 10.45/ 11.45/ 12.45/ 14.30/ 15.30/ 16.30, Horrea Agrippiana, Complesso Severiano: visita guidata inclusa nel biglietto “24h” e “Full Experience”; 10.45/ 11.45/ 12.45/ 14.30/ 15.30/ 16.30, Schola Praeconum: visita guidata con accesso da via dei Cerchi, su prenotazione; 19.15-21.45 (ultimo ingresso alle 21), Foro Romano, “La vita politica nella Roma antica, tra il Foro e la Curia”: visita serale al costo simbolico di 1 euro. Ingresso e uscita da largo della Salara Vecchia. 27 settembre 2020: 10-12.30, Colosseo: festeggiamenti per i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, con accesso riservato ai partecipanti del concorso a fumetti “L’uomo che rubava il Colosseo”; 10.45/ 11.45/ 12.45/ 14.30/ 15.30/ 16.30, Horrea Agrippiana, Complesso Severiano: apertura straordinaria inclusa nel biglietto “24h” e “Full Experience”; 10.45/ 11.45/ 12.45/ 14.30/ 15.30/ 16.30, Schola Praeconum: visita guidata con accesso da via dei Cerchi, su prenotazione.
Roma. Rientrano a Tunisi le splendide opere prestate per la mostra “Carthago. Il mito immortale”, tra cui la Dama di Cartagine, che il parco archeologico del Colosseo restituisce restaurata

Locandina della mostra “CARTHAGO. Il mito immortale”, al Colosseo e al Foro Romano dal 27 settembre 2019 al 29 marzo 2020
È arrivato il momento della partenza per la Dama di Cartagine e per tutte le altre splendide opere esposte nella mostra “Carthago. Il Mito immortale” che in queste ore fanno ritorno a Tunisi. Il 29 marzo 2020 era in programma il finissage della mostra “Carthago. Il mito immortale” promossa dal Parco archeologico del Colosseo con l’organizzazione di Electa: ma non è stato quello previsto all’inaugurazione, il 27 settembre 2019. Aderendo alla campagna #iorestoacasa, nello spirito di grande impegno e coesione di questi giorni, il finissage è stato online: curatori, allestitori, courier, restauratori, addetti alla didattica e alla custodia, montatori, tutto il personale e i professionisti che hanno dato vita e prestato cura alla mostra hanno salutato presentando se stessi e le istituzioni di appartenenza al pubblico, mentre sono stati percorsi gli eventi culturali organizzati nel Parco. I 36 musei ed enti prestatori che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, distribuiti in tutto il Mediterraneo dal Libano alla Tunisia, a Malta, alla Spagna, fino alle regioni italiane quali la Sardegna e la Sicilia e le numerose istituzioni museali del Paese, dimostrano l’ampio respiro della mostra che ha ospitato più di 400 reperti, all’interno di un racconto distribuito tra il II millennio a.C. e l’età bizantina (VI sec. d.C.) (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/03/30/roma-chiusa-con-un-finissage-online-la-mostra-carthago-il-mito-immortale-promossa-dal-parco-archeologico-del-colosseo-in-cinque-mesi-contati-piu-di-2-milioni-e-300mila-visitatori/).
Il parco archeologico del Colosseo saluta le opere di ritorno a Tunisi con le immagini della visita di S. E. l’Ambasciatore di Tunisia Moez Sinaoui al mosaico della Dama sul quale, come a suo tempo spiegato, il Parco archeologico del Colosseo ha eseguito un importante intervento di restauro conservativo del mosaico con l’obiettivo di sostituire il pesante e dannoso supporto in cemento in un più leggero e moderno pannello in aerolam, presentato in anteprima alle Giornate europee dell’archeologia (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/06/19/il-parco-archeologico-del-colosseo-aderisce-in-forma-digitale-alle-giornate-europee-dellarcheologia-19-21-giugno-2020-con-video-alla-scoperta-dei-restauri-del-parco-e-anteprima-della-nuova/). Nel video, realizzato da Mario Cristofaro, anche alcune sequenze girate tra l’Oratorio dei Quaranta Martiri e Santa Maria Antiqua: immagini da non perdere.
Roma. Tornano per due mesi i percorsi “Alle pendici del Palatino”, un viaggio nello spazio e nel tempo: per la prima volta inserito il Pedagogium noto per le pitture con graffiti tra cui il famoso “graffito blasfemo”
“Alle pendici del Palatino”: un viaggio nello spazio e nel tempo. Tornano le visite lungo le pendici meridionali e occidentali del Palatino, ambientate in uno dei luoghi più suggestivi e incontaminati del centro di Roma, così vicino alla città, eppur distante dal chiassoso traffico urbano. Un cammino immerso a tratti nel completo silenzio, dove inflorescenze ed erbe, folti cespugli e macchie arboree con i loro colori e odori formano una cornice ricca di suggestioni visive e olfattive che rende indimenticabile l’esperienza di visita in un’area archeologica unica al mondo. La passeggiata è riaperta a partire dal 1° settembre 2020 fino al 24 ottobre 2020 con i seguenti orari: settembre, dalle 11 alle 18.15; ottobre, dalle 10 alle 17.15. La passeggiata è sospesa solo nei giorni 26 e 27 settembre 2020.

Mosaici in bianco e nero di età severiana (III sec. d.C.) nel Paedagogium sul colle Palatino (foto PArCo)
Un viaggio nello spazio e nel tempo, si diceva. È questo lo spirito con cui il visitatore può intraprendere il percorso che si snoda lungo le pendici meridionali e occidentali del Palatino. Lungo il percorso sarà possibile ammirare la maestosità degli edifici che occuparono il colle tra l’età degli imperatori flavi e quelli della dinastia severiana: le cosiddette Arcate Severiane, i prospetti della Domus Flavia e della Domus Augustana, e per la prima volta anche l’area del Paedagogium, un collegio destinato all’istruzione e formazione dei paggi imperiali, noto per le pitture con graffiti (il famoso graffito con “crocefisso blasfemo” è conservato al museo Palatino) e i mosaici bianco-neri da poco riscoperti e restaurati.

Il cosiddetto “graffito blasfemo” trovato nel Paedagogium e conservato nel museo Palatino (foto PArCo)
Intonaco graffito con crocefisso blasfemo. Questa parte di intonaco bianco graffito venne rivenuta nel 1857 nel cosiddetto Paedagogium, un edificio annesso al Palazzo imperiale sul colle Palatino, probabilmente da identificare come il luogo in cui venivano formati gli schiavi della famiglia imperiale. Il graffito rappresenta una figura umana in croce, vista di schiena, vestita con una corta tunica senza maniche e caratterizzata dall’avere la testa di asino. Sulla sinistra, un uomo volge il viso ed alza il braccio sinistro verso il crocifisso. Nella parte inferiore è presente una scritta in greco antico, “Alexamenos adora (il suo) Dio”, disposta su quattro righe con lettere tracciate in modo irregolare. In alto a destra è presente una Y, interpretata sia come un grido di dolore sia come simbolo di una forca. Il graffito, di difficile lettura, è stato datato all’età severiana (tra la fine del II e l’inizio del III secolo d.C.), e rappresenterebbe una delle più antiche raffigurazioni di crocifissione. Probabilmente questa scena deve essere letta come un atto di scherno nei confronti di un cristiano, forse proprio tal Alexamenos.

Lo Studiolo nella Casa di Augusto con affreschi tra i più raffinati esempi di pittura del II stile (foto PArCo)
Proseguendo la passeggiata, lambendo il Circo Massimo, si giungerà alle pendici sud-ovest del colle Palatino, lì dove Romolo fondò la Città Eterna e dove abitò e visse Augusto, primo imperatore di Roma della cui Casa è visitabile lo Studiolo, dove è possibile ammirare gli esempi forse più raffinati della pittura romana di tardo II Stile. Di qui ancora, proseguendo lungo il fianco occidentale del monte, si ridiscende il tempo sovrastati dal santuario della Magna Mater Cibele e di Victoria e dall’incombere della Domus Tiberiana fino ad arrivare alla chiesa medievale di San Teodoro. Attraversando infine gli Horrea Agrippiana (magazzini del grano), il tragitto si conclude con l’ingresso al Foro Romano dopo aver percorso l’ultimo tratto del Vicus Tuscus.
Roma. Conclusi i lavori di restauro del basamento della Colonna Traiana. L’archeologa Federica Rinaldi e la restauratrice Angelica Pujia ci regalano l’emozione di una visita ravvicinata al fregio che racconta le imprese dell’imperatore Traiano contro i Daci

Il basamento della Colonna Traiana che ospitava le ceneri dell’imperatore (foto da http://www.capitolium.it)
Si sono conclusi nei giorni scorsi i lavori di restauro del basamento della Colonna Traiana. “È stato un privilegio lavorare a contatto con questo monumento che continueremo a studiare, monitorare e valorizzare per renderlo accessibile in sicurezza”, spiegano gli archeologi del Parco archeologico del Colosseo. “I lavori di rilievo e restituzione in 3D proseguono e, in attesa di mostrarvi anche queste attività, condividiamo con voi ancora una volta l’emozione che abbiamo provato durante le ispezioni con il braccio mobile”. Nel video di Mario Cristofaro le interviste ad Angelica Pujia (funzionario restauratore del PArCo) e a Roberto Civetta (restauratore). Le descrizioni in diretta live sono di Federica RInaldi (funzionario archeologo del PArCo).
Federica Rinaldi parla dalla piattaforma aerea che la sta portando in avvicinamento alla Colonna Traiana, meraviglia dell’architettura antica, inaugurata il 12 maggio del 113 d.C. Racconta le imprese dell’imperatore Traiano contro i Daci. È una colonna centenaria, ovvero alta 100 piedi, circa 30 metri, appoggiata su un basamento e quindi alta complessivamente circa 40 metri. La cosa più straordinaria di 200 metri di fregio istoriato che raccontano appunto le campagne daciche dell’imperatore Traiano. All’interno una scala a chiocciola di 185 scalini consente di arrivare su in alto dove oggi la statua di San Pietro domina su tutta l’area archeologica centrale di Roma. “Siamo qui perché vogliamo a distanza di anni tornare a vedere da vicino il fregio, verificarne lo stato di conservazione, controllare le mappature che furono fatte negli anni ’80 ed eventualmente testare situazioni che sono evolute nel corso di questi decenni anche sicuramente a causa di un aumento dell’inquinamento ma anche di un repentino cambio climatico che potrebbe in qualche modo aver inciso anch’esso sullo stato di conservazione”. Stiamo arrivando per vivere questa esperienza unica ed emozionante.
“Ci troviamo nella meravigliosa cornice del foro di Traiano”, spiega Angelica Pujia, “perché si stanno svolgendo in questi mesi interventi di recupero, di restauro del basamento della Colonna Traiana, di un fronte del basamento della colonna Traiana. Questi interventi sono per noi un’occasione per riprendere il rapporto con questo meraviglioso monumento di fronte al quale i romani passano tutti i giorni un po’ distrattamente un po’ no, e quindi riprendere contatto, conoscerlo, e attraverso questo intervento conservativo fare il punto sulle sue condizioni attuali. Questo è un intervento estremamente delicato che mira soltanto alla pulitura, una pulitura effettuata solamente ad acqua, a un trattamento biocida, quindi volto a rimuovere le patine biologiche che si trovano sulla superficie, e di consolidamento. Quindi messa in sicurezza, consolidamento della superficie e delle piccole scaglie della pietra. E questo intervento viene svolto per mano del restauratore Roberto Civetta che con grande perizia e con grande cautela sta portando avanti questo intervento conservativo e quindi contemporaneamente conoscitivo”.
“Prima di procedere con le operazioni di intervento di restauro”, interviene Roberto Civetta, restauratore, “è stata realizzata una mappatura di una documentazione fotografica e una mappatura grafica che prosegue durante tutto l’arco dei lavori per segnalare ed evidenziare lo stato di conservazione, gli interventi precedenti che si sono susseguiti sul monumento, e gli interventi di restauro. Le operazioni sono state eseguite con estrema cautela. Si è proceduto con l’applicazione di un prodotto biocida per eliminare l’attacco biologico, l’attacco di microorganismi, e si è proceduto con una pulitura molto semplice, una pulitura ad acqua, che è stata assolutamente rispettosa delle patine della superficie. Abbiamo lasciato le patine in accordo con la restauratrice Angelica Pujia. L’alleggerimento delle croste invece è stato eseguito applicando delle piccole compresse. E anche in questo caso non ci siamo spinti oltre il necessario proprio per identificare e non aggredire il materiale. La pulitura è completata. In questo momento stiamo realizzando dei test di campionature di stuccature e reintegrare le lacune e le fessurazioni. Ce ne sono alcune di tonalità più fredda, alcune con una tonalità più calda. I lavori proseguono e non vediamo l’ora di mostrare al pubblico la magnificenza di questo basamento della Colonna Traiana che è bellissimo ed è assolutamente da visitare”.
Le archeologhe Federica Rinaldi e Angelica Pujia del parco archeologico del Colosseo in una serie di sei video, realizzati a luglio 2020, con l’occasione di un sopralluogo speciale con la gru, ci fanno rivivere l’emozione di una “visita” ravvicinata della colonna Traiana, raccontando i vari momenti dell’esperienza, dall’imbragatura all’osservazione del fregio. “Ci prepariamo per salire! Seguiteci in questa ispezione ravvicinata della Colonna Traiana per valutarne lo stato di conservazione”.
“Pronti? Si sale!”
“Siamo in diretta dal Foro Traiano: ecco la Colonna Traiana vista da molto, molto vicino”.
“Oggi abbiamo la possibilità unica di verificare le condizioni della Colonna Traiana”, spiega Angelica Pujia. “È dalla fine degli anni Ottanta che questa colonna non è stata controllata: dopo tanto tempo abbiamo la possibilità di controllare le condizioni della superficie. Ciò significa che controlleremo se la pietra è zuccherina, se l’inquinamento ha in qualche modo influenzato le condizioni della pietra, se uno qualsiasi dei possibili fattori atmosferici ha influenzato questo meraviglioso manufatto. È una grande emozione per noi ed è qualcosa di fondamentale per il nostro patrimonio, quindi ci prendiamo cura del nostro patrimonio e questo è proprio l’inizio per sapere come agire, ripristinare e mantenere il manufatto. Dopo tanto tempo con l’aiuto di questo veicolo ora stiamo toccando la pietra”.
“Dal Seicento in poi diversi studiosi trovarono il modo di avvicinarsi alla Colonna per osservarla e realizzarne calchi. Molti hanno lasciato tracce del loro passaggio: abbiamo scoperto quelle dell’architetto francese Léon Dufourny”.
“Rilievi colorati o candidi come li vediamo ora? Ne parliamo a qualche metro d’altezza durante il sopralluogo aereo alla Colonna Traiana”.
Ferragosto 2020. Qualche idea per passare le “Feriae Augusti” nel segno dell’archeologia e dintorni da Treviso a Napoli, da Torino a Bologna, da Roma a Reggio Calabria
Il Riposo di Augusto, Feriae Augusti, da cui Ferragosto, venne istituito dall’imperatore Augusto nel 18 a.C.. In quello stesso mese si festeggiavano i Vinalia Rustica (il vino dell’anno precedente e il raccolto d’uva da venire), i Nemoralia (la sospensione della caccia) e i Consualia (Conso era il dio della terra e della fertilità), ed era il periodo di riposo (detti anche Augustali) per animali e uomini alla fine dei lavori agricoli. Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, ma anche i cani da caccia, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. La festa originariamente cadeva il primo agosto; lo spostamento a metà mese si deve alla Chiesa Cattolica che volle far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell’Assunzione di Maria. Il 15 agosto ricorre anche la data in cui, nel 1275, 745 anni fa, morì Lorenzo Tiepolo, doge in Venezia eletto il 23 luglio 1268. Era figlio terzogenito del doge Giacomo Tiepolo (1229-1249) e di Maria Storlato. Giace a Venezia nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo dove si trovano le spoglie anche del padre e del fratello Giovanni. Sabato 15 e domenica 16 agosto 2020 a villa Tiepolo Bassi a Carbonera di Treviso visita guidata “Ferragosto. In onore di Augustus e in memoria del Doge Lorenzo Tiepolo” alle 11 (presentarsi alle 10:50) con ingresso da via Brigata Marche, 24 – Carbonera (TV). Prenotazione obbligatoria: 329 7406219 / info@villatiepolopassi.it. Informazioni: parcheggio auto interno, la visita si effettua anche in caso di pioggia. Raccomandazioni: indossare la mascherina, mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro, evitare strette di mano, abbracci e baci, eseguire le azioni corrette quando si starnutisce o tossisce, avvisare il personale in caso di problemi di salute, soprattutto stati influenzali o febbrili.
Qualche altra idea per un Ferragosto nel segno dell’archeologia. Il parco archeologico del Colosseo sabato 15 agosto 2020 sarà regolarmente aperto con orario 10.30-19.15 (ultimo ingresso alle 18.15). E da venerdì 14 agosto 2020 è nuovamente aperto al pubblico l’ingresso al PArCo dall’Arco di Tito. Sempre da venerdì 14 sarà possibile prenotare le visite al PArCo per il mese di settembre. Del museo Egizio di Torino già abbiamo ricordato l’iniziativa “Vacanze egiziane” che prevede l’apertura del museo per tutto il mese di agosto, e quindi anche a Ferragosto, con orario 9-10.30. E per i bimbi c’è un evento speciale “Storie egizie” promosso da Spazio Zerosei del museo Egizio. Sabato 15 agosto 2020, dalle 10 alle 16, c’è “Chi era la dea delle stelle?”: con una lettura all’ora, i piccoli visitatori potranno ascoltare storie diverse e affascinanti sui miti e le leggende dell’antico Egitto, nella magica atmosfera del museo Egizio di Torino. La partecipazione è gratuita, su prenotazione: https://bit.ly/spazio-egizio-form-prenotazioni. I bambini da 0 a 6 anni dovranno essere accompagnati da un genitore che dovrà indossare la mascherina, ci sarà comunque spazio per stare comodi e in sicurezza, nel rispetto delle distanze e delle normative; le storie durano 15/20 minuti, quindi si raccomanda la puntualità per iniziare la lettura tutti insieme; all’ingresso dello spazio sarà misurata la temperatura e occorrerà firmare il modulo di autocertificazione; l’area con fasciatoio, libri, poltrona allattamento è a disposizione e periodicamente igienizzata; i bagni all’interno di Spazio sono accessibili e periodicamente igienizzati.

L’Atlante Farnese simbolo e fulcro della mostra “Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)
Ferragosto al museo Archeologico nazionale di Napoli: da non perdere le grandi mostre “Thalassa” e “Gli Etruschi e il MANN”. Un tuffo simbolico tra le meraviglie sommerse del Mediterraneo e un viaggio senza tempo alla scoperta delle antiche civiltà che popolarono il nostro territorio: anche a Ferragosto, con i soliti orari (ore 9-19.30), cittadini e turisti potranno esplorare le bellezze delle collezioni permanenti e delle esposizioni del museo Archeologico nazionale di Napoli. “I primi giorni di agosto hanno già fatto segnare un netto superamento dei numeri dei visitatori dell’intero mese di luglio”, commenta il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini. “Il museo è vivo e offre due splendide mostre (‘ Gli Etruschi e il MANN’ e ‘Thalassa’) e si prepara al rilancio di settembre, quando verrà presentato il prossimo piano strategico e sarà inaugurata l’ala del Braccio Nuovo”. Per chi resta a Napoli, Ferragosto sarà anche occasione per visitare, a prezzi promo, il museo con ticket dei siti Extramann (sul nostro portale, il dettaglio dei siti che fanno parte della rete). Riservato a chi è tornato o è in partenza verso l’isola azzurra, l’accordo che lega il MANN alla villa San Michele e al museo Casa Rossa di Anacapri: anche in questo caso, scontistica integrata per un viaggio imperdibile nel nome dell’arte. Le vie del mare porteranno all’Archeologico anche grazie alle convenzioni siglate con Snav e Traghetti Lines; infine, sempre in tema di promozione turistica in quest’estate 2020, anche gli ospiti di strutture associate Federalberghi Napoli ed Unione Industriali di Napoli riceveranno due euro di riduzione per visitare il MANN.
Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria Restano ancora pochi posti disponibili prima di registrare il “tutto esaurito” per poter visitare nel mese di agosto. È già completo il calendario degli ingressi programmati fino a ferragosto. La prenotazione è obbligatoria, telefonando al numero di telefono: 320.7176148, o al nuovo numero 320.7620091. È stato temporaneamente sospeso, per questo mese, il servizio di prenotazione online. Le norme governative e regionali di prevenzione dalla diffusione e dal contagio da COVID-19 (Coronavirus) hanno imposto le nuove regole di prenotazione obbligatoria e le limitazioni agli ingressi, in forma contingentata, per gruppi composti da massimo 10 persone, scaglionati in turni di visita ogni 15 minuti. Le misure di sicurezza nel rispetto di un protocollo condiviso comportano l’impossibilità di soddisfare tutti coloro che desidererebbero potere ammirare i Bronzi di Riace, protagonisti assoluti del ricco patrimonio archeologico e culturale calabrese, insieme ai Bronzi di Porticello e agli altri “tesori” della collezione museale. I giorni di apertura ordinaria del MArRC al pubblico sono dal martedì alla domenica. Ma proprio per venire incontro alle numerose richieste dei tanti “ammiratori” e dare a tutti una maggiore opportunità, la direzione ha scelto di aprire il museo alle visite in via straordinaria anche i prossimi lunedì 17 e 24 agosto 2020, il mese che registra la massima affluenza e il più elevato numero di richieste nell’arco dell’anno.
Musei aperti per ferie. Anche quest’anno l’Istituzione Bologna Musei offre molteplici proposte, fruibili in sicurezza, per un’estate all’insegna dell’arte e della cultura: le collezioni permanenti, le mostre temporanee, gli eventi, le attività e i nuovi contenuti dell’app MuseOn, scaricabili gratuitamente, per creare un’esperienza di visita più coinvolgente attraverso percorsi ricchi di informazioni e curiosità. I musei civici aperti a Ferragosto 2020: museo civico Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 10 alle 20; museo civico Medievale (via Manzoni 4), dalle 10 alle 18.30.
Roma. Partite le visite notturne “La Luna sul Colosseo”: un video sul nuovo itinerario “Di maghi, negromanti, pastori e altri mestieri”. E prossimamente il PArCo svelerà i “segni” ritrovati dai recenti restauri
“Vado al Colosseo per rivivere le imprese dei gladiatori”. E questa è l’esperienza che ancora oggi suscita sensazioni e forti emozioni in chi si affaccia sul piano dell’arena. Ma quanti sanno riconoscere i segni della vita del Colosseo anche oltre il sangue versato dai gladiatori? Quanti saprebbero ritrovare quei nomi di persone, date e simboli che incisi sui pilastri del Colosseo raccontano di vite passate, date celebri e continui antagonismi tra sacro e profano? Mappati, disegnati e fotografati agli inizi degli anni 2000 da Rossella Rea (Rota Colisei, Milano 2002, pp. 231-239), questi “segni” sono ritornati alla luce dopo i recenti lavori sponsorizzati da Tod’s e oggi fanno parte del nuovo percorso di visita “La Luna sul Colosseo” edizione 2020, a cura del funzionario archeologo Federica Rinaldi.
Gli archeologi del PArCo annunciano di svelare il significato di questi segni nelle prossime settimane. Intanto sono partite le visite notturne dell’edizione 2020 de “La Luna sul Colosseo” (prenota qui la tua visita lnk.bio/s/colosseo/Q0C8) e il Parco archeologico ci regala un video che mostra un po’ il nuovo itinerario che s’intitola “Di maghi, negromanti, pastori e altri mestieri”. Arricchisce la suggestione della sera con innumerevoli racconti. A partire proprio dalle leggende medievali che ne fecero un tempio pagano, addirittura “consacrato a tutti i demoni” come scrisse Tertulliano nel III secolo, e teatro di misteriosi riti e miracoli. Per passare poi a tutti quei cavapietre che, faticando, incisero nel travertino i propri nomi (e forse tra questi c’è persino un papa).



















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