Cabras (Or). Nell’area archeologica di Mont’e Prama al via il Sardegna Archeofilm Festival: quattro serate con proiezioni, incontri con registi e studiosi, e approfondimenti tematici
Si apre mercoledì 2 luglio 2025, nell’area archeologica di Mont’e Prama a Cabras (Or)la nuova edizione del Sardegna Archeofilm Festival, rassegna cinematografica dedicata all’archeologia e al racconto per immagini, organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore. Per quattro serate consecutive, fino al 5 luglio 2025, l’area archeologica si trasforma in un’arena a cielo aperto, dove si alternano proiezioni, incontri con registi e studiosi, e approfondimenti tematici pensati per un pubblico curioso e appassionato. Ingresso libero e gratuito

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann. reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)
La serata inaugurale, mercoledì 2 luglio 2025, apre alle 21, con il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale. Interviene il regista Vanni Gandolfo. Segue “Il Mito nella Storia del Cinema: dall’epica classica ai blockbuster”, un viaggio attraverso il cinema epico, dall’Odissea agli Avengers, per esplorare la rappresentazione del mito e della storia sul grande schermo. Incontro con Paolo Giulierini (etruscologo). Introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti. Chiude la serata il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, Maasai Eunoto segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.
Giovedì 3 luglio 2025, alle 21, la serata apre con il film “Ojo” di Fry J. Apocaloso (Italia, 3’42’’). In un ritmo serrato, immagini fluide e in continua trasformazione invadono il centro dello schermo, seguendo un moto centripeto che ha origine da un unico punto: l’occhio del gigante. Attraverso un gioco di forme e transizioni, assistiamo a tutto ciò di cui è stato il testimone metaforico, dalla sua costruzione in terra sarda fino alle sue esperienze nel mondo. Intervengono gli autori e i rappresentanti della FSFC, introduce Tore Cubeddu. Segue il film “Boreddu e i giganti di Mont’e Prama” di Salvo Carramusa (Italia, 6’). I giganti di pietra – custodi di una storia non ancora ben conosciuta – giacevano, nascosti, nel sottosuolo del Sinis. Avrebbero voluto tornare alla luce – dopo quasi tre millenni. Ma temevamo l’insidia dei tombaroli. Finché non incontrarono un bambino di nome Boreddu, una notte, capace di tender loro un tranello, farli arrestare e aiutarli a ritornare alla luce. Ora vivono, di nuovo, all’interno del museo di Cabras, e hanno incominciato a raccontarci la loro, e la nostra, storia. Intervengono gli autori, introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti. Chiude il film “Balentes” di Giovanni Columbu (Italia, 70’). Tratto da un fatto realmente accaduto in Sardegna nel 1940, sullo sfondo del fascismo e alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, il film racconta un furto di cavalli compiuto ai danni di un allevamento militare. Protagonisti sono due ragazzini di 11 e 14 anni. I loro propositi sono del tutto idealistici: liberare i cavalli affinché non muoiano in guerra. Riescono nell’intento ma sulla via del ritorno vengono intercettati dalla milizia e uno dei due viene ucciso. Interviene Giovanni Columbu, introducono Tore Cubeddu e Giulia Pruneti.
Venerdì 4 luglio 2025, è il programma, alle 21, il film “Nemos” di Marco Antonio Pani (Italia, 110’). L’Odissea interpretata da pastori, contadini, artigiani, pescatori e marinai della Sardegna, che attraverso l’improvvisazione guidata danno vita a un racconto dolceamaro, epico e universale, in cui la modernità si intreccia con la forza delle tradizioni. Quindi il Talk cinema e archeologia: Tonino Zera scenografo dialoga con Giulia Pruneti e Tore Cubeddu.
Sabato 5 luglio 2025, ultima serata, alle 21, si inizia con il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici” di Jacques Plaisant (Francia, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità̀. Ciò̀ che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione. Segue l’incontro con Carlo Tronchetti archeologo. Interviene Nicola Castangia, introduce Giorgio Murru. Quindi il film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia (Italia, 45’I). L’archeologo Carlo Tronchetti racconta l’avventura degli scavi da lui diretti in Sardegna dal 1977 in poi nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros. Il documentario conduce lo spettatore attraverso un viaggio, narrato dallo stesso protagonista, che si rivela ricco di suggestione, dove il dato scientifico dello scavo archeologico viene intriso di aneddoti che consentono al racconto di scorrere leggero, accompagnato da suggestive riprese aeree, ricostruzioni virtuali e numerose immagini storiche d’archivio. Carlo Tronchetti riesce a miscelare nel suo racconto il dettaglio scientifico, i ricordi ricchi di spensieratezza e le profonde emozioni provate in quei luoghi duranti gli scavi archeologici nei siti che oggi, grazie anche al suo lavoro, hanno una rilevanza internazionale: Nora, Sant’Antioco con l’antica città di Sulky, Tharros e Mont’e Prama con le statue dei Giganti. Chiude la serata e il festival la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Sardegna Archeofilm” 2025, e l’assegnazione del premio del concorso “Archeociak”.
Bosa-Cabras (Or). Al via il Festival dell’Archeologia, quattro giorni di incontri e approfondimenti promossi dalla Fondazione Mont’e Prama. Ecco il programma
La Fondazione Mont’e Prama si prepara a inaugurare il Festival dell’Archeologia, che prende il via martedì 17 giugno 2025 con un calendario fitto di incontri e approfondimenti, tra la Planargia e il Sinis, fino al 20 giugno 2025. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
L’apertura è prevista a Bosa, martedì 17 giugno 2’25, alle 20, nell’ex Convento dei Cappuccini, con una serata dedicata alla storia antica del territorio e all’eredità medievale del castello Malaspina. Dopo i saluti delle autorità, interverranno gli studiosi Attilio Mastino e Antonio Corda su “Bosa e la Planargia in età antica”, seguiti da Franco Giuliano Rolando Campus, con una riflessione sulle fortificazioni medievali sarde “Rocche fortificate medievali della Sardegna e il castello Malaspina di Bosa”. Presenta e conduce Ambra Pintore. La conclusione dell’incontro, alle 22, sarà affidata al Quintetto Atlantico, con Enzo Favata, Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana, U.T. Gandhi.
Da mercoledì 18 giugno 2025, il Festival si trasferisce al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras per tre serate tematiche. La prima, con inizio alle 20.30, è dedicata alle grandi mostre internazionali della Fondazione Mont’e Prama, con la partecipazione dei curatori di alcuni dei principali musei europei: Carme Rovira Hortalà, curatrice museo Archeologico della Catalunia di Barcellona; Manfred Nawroth, curatore Neues Museum di Berlino; Natalia Demina, curatrice museo Ermitage di San Pietroburgo; Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Presenta e coordina Nicoletta Buffon, amministratore delegato di Villaggio Globale International. Verranno inoltre presentate le esposizioni realizzate in Sardegna, tra cui “Il ritorno dei Giganti”, a cura di Anthony Muroni; “Aristocrazie sarde ed etrusche nel mondo mediterraneo”, a cura di Paolo Giulierini; una mostra su Tharros al museo Diocesano Arborense di Oristano, con Silvia Oppo, Luca Cheri, Ilaria Orri, Nicoletta Camedda, Viviana Pinna, Maria Mureddu; “Sulle spalle dei Giganti. La Preistoria moderna di Costantino Nivola”, con Luca Cheri e Giorgio Murru. Presenta e conduce Ambra Pintore. La serata sarà introdotta da un intervento musicale del duo Federica Urracci & Alessio Sanna.
Giovedì 19 giugno 2025, il Festival affronta i temi di identità, narrazione storica e accessibilità. Alle 20.30, lo scrittore Francesco Grasso dialogherà con l’archeologa Maria Emanuela Alberti sull’immaginario mediterraneo nei romanzi storici “Isole nella storia. Le radici della Sicilia nei romanzi storici”. Seguirà “La Carta di Ustica e la collaborazione tra la Fondazione Sebastiano Tusa e la Fondazione Mont’e Prama” con Anthony Muroni, Valeria Li Vigni, Massimo Cultraro e Giorgio Murru; per poi concludere con l’incontro “Non toccarmi. Uso e accessibilità del corpo nelle opere d’arte” a cura di Claudio Pescio e Roberta Scorranese. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Chiara Effe.
Il Festival si chiuderà venerdì 20 giugno 2025 con una serata interamente dedicata all’archeologia sarda e mediterranea. Alle 20.30, “Relazioni tra Sardegna nuragica, Egeo e Mediterraneo orientale” con Massimo Cultraro, Raimondo Zucca, Carlo Tronchetti e Anna Paola Delogu; “Prospezioni archeologiche nella laguna di Cabras” con Rita Auriemma, Piergiorgio Spanu e Maria Mureddu; “Indagini archeologiche nel nuraghe Cannevadosu di Cabras” con Raimondo Zucca, Nicoletta Camedda e Maura Vargiu; “Spazi di lavoro, spazi di preghiera. La vita quotidiana a Tharros attraverso le ricerche dell’Università di Bologna” a cura di Anna Chiara Fariselli; “Città e paesaggio costiero: le ricerche dell’Università di Cagliari” a cura di Carla Del Vais. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Ilaria Porceddu e Emanuele Contis.
Foiano della Chiana (Ar). Per il 50° del museo civico di Sant’Eufemia, la conferenza di Paolo Giulierini su “Foiano etrusca e romana tra archeologi e antiquari” apre il primo dei quattro week end di eventi
Per celebrare mezzo secolo di storia e cultura, il museo civico di Sant’Eufemia a Foiano della Chiana (Ar) promuove quattro weekend ricchi di eventi tra maggio e ottobre: convegni, incontri letterari, concerti e molto altro. Sabato 31 maggio 2025, alle 17.30, si inizia con la conferenza di Paolo Giulierini su “Foiano etrusca e romana tra archeologi e antiquari”, un’occasione speciale per riscoprire il passato e vivere la cultura nel cuore di Foiano. Il week end si completa domenica 1° giugno 2025, alle 17.30, concerto per flauto e arpa con il Duo Arcadia.
Alessandro Magno al centro di due appuntamenti speciali: un film (su Rai 5) e una conferenza alla SAIA (e on line)

Il grande mosaico di Alessandro Magno e Dario al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Alessandro Magno al centro di due appuntamenti speciali, un film e una conferenza, mercoledì 2 aprile 2025: su Art Night (Rai 5) “Il volto di Alessandro”, alla Scuola archeologica italiana di Atene e on line “Painted Images of Alexander the Great in the Hellenistic Period”.

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann, reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)
Il documentario Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario, scritto e diretto da Vanni Gandolfo, dopo l’anteprima mercoledì 26 marzo 2025 all’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli (vedi Napoli. All’auditorium del museo Archeologico nazionale in anteprima il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo, in prima tv mercoledì 5 aprile in “Art Night” (su Rai 5): narra l’intervento epocale sul mosaico scoperto nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei | archeologiavocidalpassato), arriva in prima TV mercoledì 2 aprile 2025, alle 21.15 su Rai 5, all’interno di Art Night.
Prodotto da GA&A Productions in associazione con DOCLAB e in collaborazione con Rai Cultura, il documentario offre uno sguardo esclusivo sul complesso restauro del celebre Mosaico di Alessandro e Dario, uno dei più grandi tesori dell’arte antica, custodito al MANN. Quest’opera straordinaria, scoperta nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei, raffigura il trionfo di Alessandro Magno su Dario III di Persia e rappresenta una delle fonti più rilevanti per ricostruire le sembianze reali del leggendario condottiero macedone. Grazie a un approccio interdisciplinare, il restauro ha combinato tecnologie diagnostiche avanzate e metodologie innovative per preservare il mosaico e valorizzarne il significato storico e culturale. Parallelamente, il documentario esplora la ricerca sul volto “umano” di Alessandro attraverso l’intelligenza artificiale, con il contributo degli studenti dell’Accademia delle Arti e delle Nuove Tecnologie di Roma, che hanno confrontato fonti storiche e iconografiche, tra cui il celebre ritratto di Lisippo. Il documentario racconta un’impresa senza precedenti, in cui ricerca e innovazione si intrecciano per restituire al mondo uno dei più grandi capolavori dell’antichità.

Il direttore Paolo Giulierini nel gruppo di operatori che ha portato a termine il ribaltamento del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Iniziato nel marzo 2021, per iniziativa dell’allora direttore del Mann, Paolo Giulierini, il restauro del Gran musaico è giunto all’ultimo step, con la seconda fase esecutiva: completare il consolidamento degli strati preparatori originari del mosaico e realizzare un nuovo supporto. L’opera è in posizione orizzontale. Si prevede di chiudere i lavori entro l’estate 2025.

Fasi del restauro del grande mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
“Il restauro del Mosaico di Alessandro”, commenta il direttore generale dei Musei Italiani, Massimo Osanna, “dimostra come un approccio interdisciplinare, che unisce ricerca, innovazione e metodologie avanzate, sia fondamentale per la conservazione e la piena comprensione di uno straordinario capolavoro dell’antichità. Un intervento che non si limita alla tutela materiale dell’opera, ma ne rafforza il valore storico e culturale, migliorandone la leggibilità e l’accessibilità, affinché possa essere pienamente fruibile all’interno di una narrazione ampia e completa, capace di coinvolgere tutti i pubblici”.

Alla Scuola Archeologica Italiana di Atene la conferenza “Painted Images of Alexander the Great in the Hellenistic Period” con la prof.ssa Olga Palagia (National and Kapodistrian University of Athens). Appuntamento mercoledì 2 aprile 2025, alle 19, nell’Aula Magna “Doro Levi”, in odòs Parthenonos 14 ad Atene. La conferenza può essere seguita anche a distanza sul canale YouTube della SAIA, https://www.youtube.com/results….
Napoli. All’auditorium del museo Archeologico nazionale in anteprima il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo, in prima tv mercoledì 5 aprile in “Art Night” (su Rai 5): narra l’intervento epocale sul mosaico scoperto nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei
Mercoledì 26 marzo 2025, alle 11, all’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, sarà proiettato in anteprima il documentario “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo, che andrà in onda in prima tv mercoledì 5 aprile 2025, alle 21.15, in “Art Night”, su Rai 5.

Lo spostamento del Mosaico di Alessandro nel museo di Napoli nel 1917 (foto archivio mann)
È stato chiamato “il restauro del secolo”, “un intervento epocale”, “una prova di coraggio”: è l’operazione di restauro del cosiddetto “mosaico di Alessandro” che racconta la battaglia di Gaugamela, vinta dal generale macedone sul re dei persiani Dario III: un milione e mezzo di piccole tessere policrome marmoree che hanno attirato l’attenzione degli studiosi e dei tecnici fin dalla sua scoperta, nel 1831, nella Casa del Fauno a Pompei. Il Gran musaico (peso stimato circa 7 tonnellate) giunse a Napoli nel novembre del 1843, quando fu messo in cassa e condotto da Pompei al Real Museo Borbonico su un carro trainato da sedici buoi. Nel gennaio del 1845 le casse furono aperte e l’opera ebbe la sua prima collocazione sul pavimento di una sala al piano terra dell’ala occidentale; mentre nel 1916 fu spostato dove si trova attualmente, a parete, nella sezione mosaici, al piano ammezzato. Ed è qui che nel marzo 2021 è partita “l’operazione restauro” del Gran musaico che ora sta giungendo alle fasi finali. Anni di interventi delicati e specialistici che vengono narrati nel film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario”, scritto e diretto da Vanni Gandolfo, e prodotto da GA&A productions in associazione con DOCLAB e in collaborazione con Rai Cultura.

Maria Teresa Operetto, responsabile del restauro del mosaico di Alessandro, mostra al ministro Gennaro Sangiuliano le fasi dell’intervento (foto graziano tavan)
“Ci vuole coraggio per affrontare un restauro di questo tipo, il coraggio che ci trasmette questo grande personaggio, che si lanciò alla conquista del mondo”, aveva detto il direttore del Mann, Paolo Giulierini. Era il marzo 2021. “Un coraggio che in parte è mancato nei tempi passati, quello di porsi il problema del mosaico di Alessandro. Ringrazio il prof. Antonio De Simone che mi ha subito sottolineato l’urgenza e l’importanza di questo restauro, il nostro architetto Amanda Piezzo. Il Museo, con il suo laboratorio di restauro guidato proprio da oggi (marzo 2021, ndr) da Maria Teresa Operetto, per questa impresa non si è chiuso in se stesso. Lavoriamo insieme a importanti partner scientifici, Università, alla Tim in collaborazione con NTT DATA e una tecnologia che si coniuga con il miracolo quotidiano delle mani dei nostri restauratori”. E aveva assicurato: “Sarà un restauro ‘trasparente’, visibile ai visitatori alla riapertura dei musei ed in alcune fasi anche on line. Tutti insieme ci prendiamo questa grande responsabilità, in coordinamento con l’Istituto centrale per il restauro (ICR) diretto da Alessandra Marino, che ringrazio. Tra un anno organizzeremo la grande mostra Alessandro e la via delle indie, con la Regione Campania. Perché il nostro Museo, simbolo dell’archeologia italiana nel mondo, guarda a Oriente e ad Occidente” (vedi Napoli. Aperto il cantiere di restauro del Mosaico della Battaglia di Isso o Mosaico di Alessandro, simbolo del Mann, in partnership con università e Tim con soluzioni digitali in via sperimentale per nuove tecniche di restauro. Sarà visibile ai visitatori | archeologiavocidalpassato).

Il direttore Paolo Giulierini nel gruppo di operatori che ha portato a termine il ribaltamento del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)
Due anni e mezzo dopo, nell’ottobre 2023, un altro momento importante nell’operazione restauro del mosaico di Alessandro. Si era da poco conclusa nella sala della Meridiana la grande mostra “Alessandro Magno e l’Oriente” dedicata alla figura del grande condottiero macedone: 170 opere che raccontano il percorso di conquista giunto fino alla lontana India, dopo aver annesso l’Egitto dei faraoni, il medio Oriente e la Persia dove Alessandro è incoronato Re dei re. Dal 30 ottobre 2023 il mosaico è a pancia in giù. Al museo Archeologico nazionale di Napoli è stato infatti effettuato con successo il delicato ribaltamento del mosaico di Alessandro. L’operazione è il passaggio indispensabile per entrare nel vivo della fase esecutiva del restauro. Un lavoro corale di alta specializzazione ha unito architetti, ingegneri, restauratori. E da mercoledì 1° novembre 2023 è aperto il “cantiere trasparente”, che ha permesso di assistere ai lavori guardando da una finestra installata nella sala adiacente (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale effettuato con successo il delicato ribaltamento del mosaico di Alessandro. Ora entra nel vivo la fase esecutiva del restauro: dal 1° novembre cantiere trasparente e riapertura sezione Mosaici. Giulierini: “Mantenuto la parola data” | archeologiavocidalpassato).

Tecnici e responsabili al via della seconda fase esecutiva del restauro del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
E arriviamo all’ultimo step: mercoledì 3 luglio 2024 è iniziata la seconda fase esecutiva del restauro del Mosaico di Alessandro. I lavori, la cui conclusione è prevista nei primi mesi del 2025, devono completare il consolidamento degli strati preparatori originari del mosaico e la realizzazione di un nuovo supporto. L’opera deve essere nuovamente movimentata per essere collocata in posizione orizzontale, completando così l’intervento di restauro della superficie musiva.
Napoli. Doccia fredda del Mic sulle aspettative di una città: “Paolo Giulierini non può ricandidarsi alla guida del Mann”. Lo annuncia lo stesso Giulierini: “Le ali sono spezzate e non voleremo più insieme”. Le reazioni: attestazioni di stima e di affetto

Paolo Giulierini, già direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)
“Oggi è un giorno difficile perché le ali sono spezzate e non voleremo più insieme”, comincia con queste parole che grondano amarezza il breve saluto di commiato postato l’8 febbraio 2025 da Paolo Giulierini col quale il Direttore con la “D” maiuscola si congeda dal “suo” Mann e da quella Napoli che l’ha adottato come un figlio illustre e che non ha esitato a tappezzare col suo volto i luoghi più significativi partenopei, accanto ad altri grandi come Maradona, in una campagna che voleva tributare il grazie della città a chi l’ha valorizzata e portata nel mondo. “Niente sarà come prima ma nessuno mi potrà mai togliere l’orgoglio di aver riportato in prima fascia il Mann. Vi assicuro che ho dato tutto quello che potevo, così come enorme è l’affetto che ho ricevuto dai colleghi e dai cittadini di questa superba città. Dura lex sed lex. FORZA NAPOLI SEMPRE”. Una postilla inattesa in un bando macchinoso, già aperto il 4 febbraio, e inserita il 7 febbraio 2025, impedirebbe al momento a Paolo Giulierini la partecipazione, nascondendo il tutto dietro la saracinesca burocratica del “principio di rotazione”: “…al fine di evitare il consolidarsi di relazioni che possono favorire dinamiche improprie nella gestione amministrativa, conseguenti alla permanenza prolungata…”. “Un delitto perfetto”, è stato definito.
“Lavorare otto anni in città come Napoli – aveva dichiarato Paolo Giulierini ad archeologiavocidalpassato alla vigilia della fine del suo mandato, nel settembre 2023 – è come in qualche modo aprire il cuore a un grande amore. Insomma questi sono stati anni importanti per la mia crescita, per l’affetto che la città mi ha dato, per l’impegno che ho cercato di fornire nel restituire una fiducia incondizionata da parte dei cittadini e delle istituzioni. Adesso si profila all’orizzonte una nuova fase. È molto importante non lasciare a metà il museo ed è per questo che abbiamo presentato tutti i progetti per il futuro (vedi Napoli. “Ecco il Mann del futuro”: il direttore Giulierini a chiusura del suo mandato annuncia progetti e interventi (tutti esecutivi già finanziati) per i prossimi cinque anni, a cominciare dai depositi e nuovi servizi nei sotterranei. Una strada tracciata ben precisa per il direttore che verrà. I dettagli e le considerazioni | archeologiavocidalpassato) che consegnano o a chi sta parlando o a un nuovo direttore una strada ben più chiara di quella che ho trovato io quando arrivai. Quindi io credo che onestamente sia importante amare il proprio lavoro, amare il proprio museo. Ma è un po’ come l’amore per i figli: bisogna predisporli e crescerli perché diventino grandi in autonomia a prescindere. Poi se ci sarà la possibilità di accompagnarli ancora, appunto come un figlio, lo faremo volentieri”.

Il saluto dei dipendenti del museo Archeologico nazionale di Napoli al direttore Paolo Giulierini a fine mandato il 14 novembre 2023 scandendo “O capitano, mio capitano” (foto mann)
Le attestazioni di stima e di affetto si sono susseguite in queste ore. Quelle poche righe postate da Giulierini cancellavano con un colpo di spugna lunghi mesi di attesa e di speranza, dopo quel 14 novembre 2023 quando i dipendenti hanno salutato il direttore Paolo Giulierini mostrando cartelli e scandendo: “O capitano, mio capitano”. Contraccambiati dall’abbraccio simbolico di Giulierini che commentava: “Ci sono cose che ti segnano la vita e che ti ripagano di tutto. Grazie Napoli!”. E l’archeologo Mario Grimaldi sottolineava: “Mai vista una cosa del genere … mai visto una persona saper creare una tale unità di intenti tra l’interno e l’esterno di un ambito lavorativo … una squadra grandissima … in attesa di un ritorno, un nostos epico, perché il meglio deve ancora venire …”.

Conferenza con Giulia Longo e Paolo Giulierini su Thorvaldsen nel novembre 2022 all’Accademia di Danimarca a Roma
Quel ritorno non ci sarà, salvo soprese, ripensamenti o ricorsi. Scrive l’archeologa Giulia Longo: “Nulla concessero gli dei agli uomini senza fatica, caro Paolo. Sono certa che porterai successi e sorrisi in qualsiasi altro museo andrai a dirigere in futuro. Beato chi potrà iniziare o continuare a collaborare con te e con la tua mente vulcanica, instancabile, visionaria. God vind dicono i danesi per augurare il meglio in una fase di cambiamento, e letteralmente significa infatti Buon vento. Cogli allora la tua rosa, caro Paolo. Napoli per te sarà sempre casa. Qualunque cosa farai, non ci deluderai. Questo adesso è il tuo momento. Grazie di cuore per tutto, e buon vento!”. E un napoletano doc, Roberto Cinquegrana, esperto di arte equestre, e “studente” di archeologia: “Voglio solo ringraziare il direttore Paolo Giulierini per l’enorme contributo che ha dato alla mia città ed al Mann. Molteplici sono state le attività con lui nella vastità di interventi che ha fatto con la sua grande proiezione e disponibilità verso tutti. La città di Napoli tutta è grata incondizionatamente così come la mia persona nella speranza che il suo futuro possa essere sempre radioso portando con sé una Napoli che gli ha voluto bene. Ma tanto tanto bene”. E un’altra napoletana doc, esperta d’arte, Luciana Mastrangelo: “Grazie carissimo e splendido direttore del museo Archeologico di Napoli, che hai portato il Mann ai vertici, rendendolo uno tra i più bei Musei al mondo. Con te il Mann era il MyMann. Grazie per l’impegno, la professionalità ma soprattutto l’amore e la dedizione con cui hai svolto il tuo lavoro, creando uno staff di energie positive e propositive. Grazie per aver donato alla città di Napoli Cultura e passione come mai prima… ma io spero e credo che prima o poi riporterai la tua luce qui”.

Antonella Carlo, Paolo Giulierini e Mario Grimaldi in un evento al Mann nel 2018 (foro di leva)
Antonella Carlo, responsabile Comunicazione del Mann: “Come cittadina, non dimentico la luce che Paolo Giulierini ha fatto brillare su uno dei tesori della nostra Napoli. Come funzionario del Mann, non dimentico il bene che ha fatto al Museo. Come persona, non dimentico l’ascolto e la fiducia che mi ha sempre concesso. Auguri, caro Paolo, per tutti i successi che meriti”. E la storica dell’arte Lucia Emilio: “Paolo Giulierini grande competenza ed enorme passione. Ha reso il museo il “Mann internazionale”, una realtà immensa per Napoli, per i napoletani e non solo. Grazie di tutto Paolo. Con l’affetto di sempre”. E l’archeologo Mario Grimaldi: “Come vuole la prassi … si utilizzano le regole con sapiente uso e abuso … in questi ultimi anni abbiamo assistito a tante cose strane ma la luce che il Mann ha avuto per se stesso e per la città trasformandosi in una piazza coperta è qualcosa che nessuna regola ad hoc potrà cambiare … l’intelligenza di chi verrà si misurerà dal modo in cui si saprà confrontare e collegare a questo passato aureo dopo un grigio presente per andare verso un futuro che assomigli a quanto fatto in termini di connessione, cooperazione e fervore scientifico … magari un giorno riprenderemo da dove abbiamo lasciato con un rassicurante “dove eravamo rimasti” ma per ora resta tanta gratitudine verso una persona che ha fatto comprendere che esiste un metodo di far stare le persone assieme diverso, basato sul rispetto e la cooperazione … merce rara, rarissima e quindi preziosa”.
Napoli. Per fine anno al museo Archeologico nazionale apre il piano interrato con nuovi spazi per mostre ed eventi, e depositi fruibili dal pubblico. Intanto chiude il portone d’ingresso principale per realizzare nell’atrio il nuovo scalone di accesso ai sotterranei

Rendering dell’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli con il nuovo scalone che porterà al livello -1: sotterranei con spazi espositivi e servizi (foto mann)

Museo Archeologico nazionale di Napoli: la riorganizzazione provvisoria degli spazi per la biglietteria e l’accoglienza dei visitatori (foto mann)
L’appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli è per fine anno quando il Mann si arricchirà di un’area dedicata a mostre temporanee ed eventi, nuovi servizi igienici, depositi riorganizzati anche per accogliere percorsi ad hoc di fruibilità. Intanto dal 5 febbraio 2025 chiude l’ingresso principale per lavori. E si sposta la biglietteria. Procede la riqualificazione strutturale del museo Archeologico nazionale di Napoli: grazie al Fondo Sviluppo e Coesione 2014/2020 si interviene sugli spazi interrati, per valorizzarne la funzionalità. Come molti ricorderanno, era la fine di settembre 2023 quando l’allora direttore Paolo Giulierini, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, aveva annunciato “il Mann del futuro con progetti esecutivi, cronoprogramma, finanziamenti, già delineati per i prossimi cinque anni” (vedi Napoli. “Ecco il Mann del futuro”: il direttore Giulierini a chiusura del suo mandato annuncia progetti e interventi (tutti esecutivi già finanziati) per i prossimi cinque anni, a cominciare dai depositi e nuovi servizi nei sotterranei. Una strada tracciata ben precisa per il direttore che verrà. I dettagli e le considerazioni | archeologiavocidalpassato).

Cantiere aperto nei sotterranei del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Tra i principali interventi, che valorizzeranno ambienti del Museo mai aperti al pubblico, figura la progettazione di un nuovo scalone: collocato nell’ala orientale in prossimità dell’attuale ingresso, consentirà il raccordo tra il piano terra e i nuovi spazi espositivi, richiamando per monumentalità lo storico scalone centrale. Questa fase dei lavori comporta, dal 5 febbraio 2025, lo spostamento temporaneo dell’ingresso dall’attuale portone principale al portone occidentale, posto sul terrapieno antistante l’edificio all’angolo con via Pessina. I varchi d’accesso e, successivamente, il cantiere, saranno caratterizzati da una grafica dedicata per informare correttamente il pubblico sulle nuove modalità di accesso. Le principali attività di cantiere, inoltre, potranno essere seguite tramite i canali social del Museo.

Rendering della realizzazione degli interventi a livello -1 del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Cantiere aperto nei sotterranei del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
“Lavoriamo per un Museo sempre più accessibile e adeguato alle esigenze del pubblico”, commenta il direttore generale dei Musei statali, il professore Massimo Osanna: “puntiamo sulla qualità dei servizi e su soluzioni allestitive che tengano conto di tutti i diversi possibili profili di utenza. Effettuare interventi strutturali su un edificio storico rappresenta una sfida, difficile e affascinante al tempo stesso, alla ricerca del giusto equilibrio tra le necessità di tutela architettonica e la volontà di proporsi quale moderno centro culturale e di ricerca”.














Missioni di scavo italiane all’estero: il patrimonio culturale dell’Iraq, dell’Azerbaigian, Turchia, Marocco, Oman, raccontato dalla testimonianza diretta degli archeologi responsabili.

SINTONIE: dopo tre anni giunge a conclusione il progetto di valorizzazione del patrimonio culturale nato dalla collaborazione pubblico-privato tra direzione regionale Musei nazionali dell’Emilia-Romagna, Assicoop Modena&Ferrara e Legacoop Estense. Due le iniziative in programma: una tavola rotonda al museo Archeologico nazionale di Ferrara il 7 novembre 2024; il finissage della mostra, con visita guidata, al museo di Casa Romei l’8 novembre 2024. Il progetto Sintonie giunge a termine, con la stessa volontà di sperimentare azioni di public engagement che hanno animato l’intero percorso, condiviso con la cittadinanza e volto a instaurare relazioni stabili di ascolto, dialogo e collaborazione tra il mondo dei musei, le imprese cooperative e gli altri interlocutori territoriali. Nato nel 2021 da un accordo di collaborazione pubblico-privato tra direzione regionale Muse nazionali dell’Emilia-Romagna, Assicoop Modena&Ferrara e Legacoop Estense, Sintonie è un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale ferrarese, che ha messo in dialogo opere della Collezione Assicoop Modena&Ferrara con gli ambienti e le testimonianze di due musei statali, il museo Archeologico nazionale di Ferrara e il museo di Casa Romei. Nel corso di un triennio, Sintonie ha permesso di realizzare una serie di momenti espositivi, permanenti e temporanei, e di attività di mediazione del patrimonio, attraverso cui fornire ai cittadini nuove opportunità di conoscenza e valorizzazione della realtà artistica, collezionistica e museale ferrarese.
Giovedì 7 novembre 2024, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Ferrara, la tavola rotonda “Sintonie. Racconto di un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale tra pubblico e privato (2021-2024)”, sarà l’occasione per rendicontare gli impatti sul territorio e confrontarsi sulle buone pratiche di collaborazione tra pubblico privato. Dopo i saluti di apertura di Milo Pacchioni (presidente Assicoop Modena&Ferrara) e Paolo Barbieri (presidente di Legacoop Estense), la tavola rotonda metterà a confronto due ospiti esterni, la responsabile Cultural Heritage e Corporate Collection La Galleria di BPER Banca Sabrina Bianchi e Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, con rappresentanti del gruppo di lavoro di Sintonie: Tiziano Trocchi (già direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara), Andrea Sardo (direttore dei musei nazionali di Ravenna), Emanuela Fiori (presidente Istituto Superiore Industrie Artistiche di Faenza), Patrizia Cirino (responsabile Area educazione e ricerca e dei servizi educativi della direzione regionale Musei nazionali dell’Emilia-Romagna) e Luciano Rivi (curatore della Collezione Assicoop Modena&Ferrara). Concluderà la giornata un brindisi di saluto. A tutti i partecipanti, verrà consegnata una copia del volume, edito da Bacchilega, che racconta e approfondisce il progetto Sintonie.
Venerdì 8 novembre 2024, alle 17.30, al museo di Casa Romei, si svolgerà il finissage della mostra “Sintonie. Tra visioni e racconti”, percorso espositivo triennale che è stato filo conduttore del progetto: 37 opere della Collezione Assicoop Modena&Ferrara hanno arricchito, da dicembre 2021, la proposta espositiva del museo di Casa Romei e del museo Archeologico nazionale di Ferrara. Mentre l’allestimento all’Archeologico sarà visitabile fino a dicembre, il percorso di Casa Romei si conclude in anticipo, per via della chiusura temporanea del museo, prevista dal 18 novembre per lavori di ristrutturazione. Il finissage di venerdì 8 offrirà, pertanto, l’ultima occasione per visitare la mostra assieme al direttore del museo Marcello Toffanello e al curatore della collezione Assicoop Modena&Ferrara Luciano Rivi, che illustreranno le opere, tra gli altri, di Gaetano Previati, Adeodato Malatesta, Alberto Pisa, Gianfranco Goberti, Arrigo Minerbi e Giuseppe Graziosi, poste in dialogo con gli ambienti decorati dell’edificio quattrocentesco e con le opere antiche in esso conservate. Dopo i saluti di Alessandra Necci (direttrice delegata dei musei nazionali di Ferrara) e Milo Pacchioni (presidente di Assicoop Modena&Ferrara), verrà inoltre presentata la visita virtuale, realizzata da TryeCo 2.0, delle cinque sale del museo che hanno accolto la maggior parte delle 22 opere esposte, che permetterà al pubblico di continuare a fruire il percorso di visita sul sito web della Collezione Assicoop. La serata si concluderà con un brindisi offerto da Casa Romei, che sarà un momento di ritrovo e saluto del personale del museo con i suoi frequentatori e i volontari delle associazioni culturali cittadine che con esso hanno collaborato in questi anni, prima della chiusura temporanea della Casa dei Romei dal 18 novembre 2024 per permettere i lavori di riorganizzazione degli spazi destinati alla 𝑏𝑖𝑔𝑙𝑖𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑖𝑎, ai 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖, agli 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖 e alla 𝑏𝑖𝑏𝑙𝑖𝑜𝑡𝑒𝑐𝑎.

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