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Cultura in lutto. Si è spento a 69 anni Michele Lanzinger, geologo e antropologo, protagonista della cultura scientifica italiana e visionario ideatore e direttore del MUSE, e presidente di ICOM Italia. Unanime il cordoglio non solo da enti e istituzioni trentine, ma anche da musei, istituzioni e colleghi da tutta Italia

Michele Lanzinger, ideatore e direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto muse)

Cultura in lutto. Sabato 30 maggio 2026 si è spento a 69 anni, per una malattia incurabile, a Trento, dove era nato l’11 febbraio 1957, Michele Lanzinger, protagonista della cultura scientifica italiana e visionario ideatore del MUSE. Geologo e antropologo, è stato fondatore e direttore dal 2013 al 2024 del MUSE di Trento dopo essere stato dal 1992 direttore del museo tridentino di Scienze naturali. Dal 4 dicembre 2022 è stato presidente di ICOM Italia. Lascia la moglie Giuliana, e i figli Sofia e Leonardo. Unanime il cordoglio non solo da enti e istituzioni trentine, ma anche da musei, istituzioni e colleghi da tutta Italia.

Michele Lanzinger, ideatore e direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto muse)

MUSE – MUSEO DELLE SCIENZE. Il MUSE piange la scomparsa di Michele Lanzinger: protagonista della cultura scientifica italiana e visionario ideatore del MUSE. Il Presidente e tutto il Consiglio di Amministrazione, la Direzione e la grande comunità del MUSE – Museo delle Scienze di Trento si stringono alla moglie Giuliana, ai figli Sofia e Leonardo e a tutta la famiglia nel dolore per la scomparsa di Michele Lanzinger, storico direttore del Museo, nonché figura di assoluto rilievo nel panorama culturale e museale italiano e internazionale. Michele Lanzinger non è stato semplicemente un direttore: è stato il motore di una profonda metamorfosi culturale della nostra istituzione museale. Sotto la sua guida lungimirante e visionaria, il Museo Tridentino di Scienze Naturali si è trasformato nel MUSE, un’eccellenza capace di coniugare rigore scientifico, partecipazione, architettura d’avanguardia e un dialogo costante con il territorio, le istituzioni e la società. Grazie alla sua visione, il MUSE è diventato un punto di riferimento internazionale, un successo testimoniato anche dai suoi prestigiosi ruoli pubblici tra cui la presidenza di ICOM Italia, ANMS – Associazione nazionale Musei scientifici, e la partecipazione ai comitati direttivi di Ecsite, European network science centres & museum e International Council Museum – ICOM. La sua inesauribile curiosità intellettuale e la sua profonda cultura hanno ispirato generazioni di museologi, studiosi, ricercatori e divulgatori. Oggi tutto lo staff del museo piange un leader autorevole, sempre disponibile all’ascolto e al dialogo, una guida e un’instancabile fucina di idee, con una passione contagiosa per la conoscenza. Grazie Michele da tutte e tutti noi.

Michele Lanzinger con l’attuale direttore del MUSE Massimo Bernardi (foto muse)

Massimo Bernardi, direttore del MUSE. “Sulle competenze di Michele, la sua fine arte oratoria, la logica ferrea e la capacità di visione, le mie parole non potranno aggiungere molto a quanto già in queste ore è stato scritto nel ricordarlo. Dal web alla carta stampata, alle centinaia di messaggi giunti al museo, emerge coralmente l’immagine di un pensatore che ha segnato la storia culturale in Trentino, in Italia e oltre i confini nazionali. Un pensatore e, al contempo, un uomo del fare, e i musei sono proprio questo: luoghi in cui le idee si concretizzano in spazi, oggetti, allestimenti, attività. Michele era un maestro di quest’arte che chiamiamo mediazione museale, arte che ha studiato e sviluppato, dai viaggi nei musei di mezzo mondo alle notti trascorse a leggere e scrivere. “Ieri sera ho buttato giù due pensieri”, ci diceva al mattino in museo, e solitamente di trattava di articolate formulazioni di visioni lontane, spesso stupefacenti, che si facevano prossime, traducendo temi complessi in allestimenti, proposte educative, eventi.

“Michele ha sempre visto oltre, ha sempre guardato nel futuro e non di rado ci siamo sentiti piccoli di fronte a un cervello che, con tutta evidenza, lavorava più rapidamente e con maggiore ampiezza del nostro. Michele aveva una conoscenza profonda dei suoi temi cari, paleoantropologia e museologia in primis, ma ancora più spiccatamente, nelle riunioni e nei confronti cui ci invitava, emergeva quella sua mirabile capacità di connettere elementi apparentemente distanti. E quando quegli elementi erano dinamici, in movimento, in fuga verso il futuro, ecco che Michele diventava impareggiabile. Quella straordinaria capacità di cogliere i mutamenti, di individuare i processi in corso, di cogliere dinamiche evolutive anche distanti – come un marinaio sulla prua di una nave – era un tratto distintivo della sua poliedrica mente. Una testa in grado di dissezionare, organizzare e ricomporre il sapere in movimento, una “testa ben fatta”, come avrebbe detto un altro grande pensatore del quale abbiamo spesso parlato, Edgar Morin, scomparso solo poche ore prima di Michele.

“Ma da qui, dalla sua scrivania, dal “suo” museo che anche oggi riecheggia di voci gioiose, di sguardi meravigliati e di menti curiose, più di tutto risuonano – un concerto per viola, come quella che suonava e sovente rendeva parte di metafore e paragoni – le sue esortazioni a sperimentare, quel suo costante invito a provare, lavorando con le briglie della creatività sciolte, pronto a cogliere i segnali – spesso malfermi, in movimento – di quelle idee che avrebbero potuto diventare progetti innovativi per il nostro museo. Nei formali consessi internazionali, nelle riunioni del lunedì mattina, tanto quanto nelle nostre sale espositive o nelle passeggiate in montagna, Michele ci ha insegnato a dare del tu alla cultura, promuovendo quella confidenza verso la conoscenza che, prima di essere formulata in strumenti di divulgazione scientifica, doveva essere nostra vicina, confidente, amica. E quel dare del “tu”, quel modo competente ma leggero di fare, è diventato modus operandi e tono di voce di un’intera istituzione, radicata nella ricerca e orientata alle persone alle quali, anche domani, daremo, con un sorriso, del tu, come ci hai insegnato. Grazie, Michele”.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto vadalà/muse)

COMUNE DI TRENTO. Addio a Michele Lanzinger, il cordoglio del sindaco e di tutta la città. È un lutto grande quello che oggi è calato sulla città di Trento. Se ne è andato Michele Lanzinger, geologo, antropologo, soprattutto direttore e fondatore del Muse, l’istituzione che più di ogni altra ha democratizzato la scienza senza mai banalizzarla, incantando bambini, adulti, anziani con le meraviglie della natura e degli astri. Dai laboratori alle nanne al museo alle grandi mostre, Lanzinger ha fatto sì che il Muse non fosse una vetrina di oggetti più o meno rari, ma una macchina culturale potente, in grado di sensibilizzare la cittadinanza su temi importanti come la sostenibilità e il cambiamento climatico. Così lo ricorda il sindaco Franco Ianeselli: “Michele è stato non solo un direttore di museo, ma un punto di riferimento per la città, uno scienziato gentile e preparatissimo, un divulgatore affascinante, uno studioso rigoroso. Da sindaco c’è una sua esortazione che porto con me: ogni progetto, ogni azione per la città, pensateli in nome di chi deve ancora nascere. Cercheremo di tenere a mente le tue parole, Michele. E grazie di tutto”.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto prov-aut-tn)

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale alla cultura, Francesca Gerosa, esprimono a nome dell’intera Giunta, della dirigenza, della Provincia e dei musei provinciali il più profondo cordoglio per la scomparsa di Michele Lanzinger, geologo, paleoantropologo e figura di assoluto rilievo nel panorama culturale e scientifico nazionale e internazionale. “Con Michele Lanzinger il Trentino perde non solo uno scienziato di straordinario valore, ma un visionario capace di trasformare radicalmente il modo di fare divulgazione nel nostro Paese – dichiara il presidente Fugatti – il suo nome resterà indissolubilmente legato alla storia del MUSE, che ha guidato con lungimiranza dal 1992 al 2024. È stato lui il motore che ha traghettato l’istituzione verso la nuova, iconica sede progettata da Renzo Piano nel 2013, posizionando il museo ai vertici d’Europa per innovazione e visitatori”. “Con la sua competenza e la sua totale dedizione al bene pubblico, Lanzinger ha segnato in modo indelebile il nostro territorio, rendendo le istituzioni culturali luoghi aperti e capaci di dialogare con la società contemporanea – aggiunge l’assessore Gerosa – la sua autorevolezza professionale, unita a una rara capacità di costruire relazioni e progettualità condivise, lo hanno reso un interlocutore prezioso. Per queste ragioni, di recente, avevamo voluto affidargli con entusiasmo la presidenza del Conservatorio ‘F.A. Bonporti’ di Trento e Riva del Garda, certi che la sua sensibilità potesse accompagnare questa eccellenza in una nuova fase di sviluppo”.

FONDAZIONE MUSEO CIVICO DI ROVERETO. Ci ha lasciato Michele Lanzinger. Una persona rara, in cui convivevano la visione e il pragmatismo: capace di immaginare il futuro e, allo stesso tempo, di costruirlo. Ha contribuito a rendere il MUSE il museo scientifico più innovativo d’Italia, guardando sempre oltre, a ripensare il ruolo dei musei nella società contemporanea. Come presidente di ICOM Italia ha portato avanti un’idea di musei come luoghi di partecipazione, di domande, di responsabilità verso il presente e il futuro. La sua non era solo la visione di un direttore illuminato, ma una convinzione profonda sul mondo dei musei, che ci ha trasmesso, e che non tornerà indietro. Chi lo ascoltava capiva che la scienza e la natura per lui non erano un mestiere. Erano una necessità. Con lo sguardo sempre proiettato in avanti: a progettare, a insistere su idee nuove, a spingere verso ciò che ancora non c’era. Ci mancherà come guida, come riferimento, come voce autorevole e appassionata di un mondo museale che ha contribuito a trasformare. Un pensiero e le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia. I colleghi e le colleghe del Museo Civico di Rovereto

SAT SOCIETÀ ALPINISTI TRIDENTINI. Grazie Michele Lanzinger, protagonista della cultura scientifica trentina e instancabile promotore della conoscenza, della sostenibilità e della tutela dell’ambiente. Nei valori che hai saputo trasmettere attraverso il MUSE ritroviamo molti dei principi che guidano da sempre il nostro impegno per la montagna. La tua eredità continuerà a indicare la strada a chi guarda al futuro con responsabilità e rispetto per il territorio.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto trento film festival)

TRENTO FILM FESTIVAL. Il Trento Film Festival si unisce al cordoglio della famiglia, di colleghe e colleghi e di tutta la comunità del MUSE per la scomparsa di Michele Lanzinger. Per il nostro Festival Michele è stato molto più di un interlocutore autorevole: è stato un compagno di strada. Insieme abbiamo condiviso progetti, idee e riflessioni che hanno fatto dialogare scienza, ambiente, montagna e società, con uno sguardo sempre aperto al mondo e profondamente radicato nel nostro territorio. Ci mancheranno la sua curiosità, la sua capacità di creare connessioni e la generosità con cui ha sostenuto il confronto culturale. Grazie, Michele, per il cammino condiviso.

Alberto Pattini, Trento. Abbiamo giocato insieme da bambini. Abbiamo fatto l’università a Ferrara insieme. Sotto la tua regia abbiamo realizzato con grande successo la mia mostra fotografica e poetica “Fiume che cammina” al Muse nel 2017. Ci siamo incontrati insieme nella malattia. Buon viaggio caro Michele Lanzinger, per tanti sei stato un grande direttore del Muse. Condoglianze alla famiglia.

Marco Albino Ferrari, giornalista e scrittore. Una brutta notizia serpeggia in queste ore tra chi si occupa di scienza e cultura, di musei e di formazione. Ci ha lasciato Michele Lanzinger, geologo, paleoantropologo, fondatore e ideatore nel 2013 – insieme a Renzo Piano – del MUSE (Museo delle Scienze di Trento). Aveva 69 anni e da tempo lo funestava una malattia incurabile. Ci sono persone che pur rifuggendo con elegante discrezione dai riflettori riescono a lasciare un’impronta sulla vita culturale di un’intera comunità. Persone che ci sono, anche se non le vedi. Lanzinger era uno di questi. La sua vita è stata una continua ricerca del senso da dare a quell’oggetto un po’ austero e autoreferenziale che chiamiamo museo: non più scatola per conservare sottovuoto e in bell’ordine le collezioni, ma luogo vivo, pulsante di energia, dove fuori dalla porta si allungano code di ragazzi assetati di sapere. Lanzinger ha sviluppato, fino ai limiti, quella tendenza della museografia scientifica già in atto dagli anni Ottanta, che prevede il museo come macchina complessa, aperta a sedi esterne, promotrice di ricerca, di tutela, pungolo alla politica.

Vuoi saperne di più sulle ultime novità nel rapporto tra uomo e orso? Vai al MUSE. Vuoi capire il fenomeno delle stelle cadenti? Vai al distaccamento del MUSE alle Viote, dove si trova la Terrazza delle stelle. Un MUSEO scientifico, secondo Lanzinger, deve assumere il passo dei nostri nonni illuministi, che osservavano senza barriere disciplinari, senza costrizioni prospettiche. Sempre alla ricerca di uno sguardo onnivedente. Come quando, lui appassionato violista, ha sostenuto il progetto Anima, la realizzazione del quartetto d’archi con il legno dell’Avez del Prinzep, l’abete bianco più alto d’Europa schiantato durante una tempesta di vento. Sotto la sua guida, il MUSE di Trento è diventato il capofila di questa idea di divulgazione, in compagnia per esempio del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, e il Museo Galileo di Firenze. Ciao caro Michele, grazie per quanto hai fatto.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto ICOM)

ICOM. Ci ha lasciati Michele Lanzinger, presidente di ICOM Italia dal 2023 al 2025. Oltre che indimenticato direttore del Muse di Trento, Michele ha ricoperto molti ruoli di prestigio in Comitati nazionali e internazionali e i suoi ultimi interessi riguardavano i musei del futuro. Futuro che per lui è stato interrotto troppo presto, lasciando nella comunità di ICOM un grande vuoto. Abbiamo perso un amico e un punto di riferimento. Le nostre più sentite condoglianze alla moglie Giuliana e ai figli Sofia e Leonardo.

Alberta Campitelli, storica dell’arte. Il coordinamento Icom Lazio si unisce alla grande famiglia nella tristezza per la perdita di Michele Lanzinger, grande amico, non solo eccellente studioso, direttore del MUSE e già presidente di ICOM Italia…ciao Michele, abbiamo fatto tanta strada insieme e continueremo anche per te ovunque tu sia…un abbraccio alla famiglia…

Giuliana Ericani, archeologa. Una grande perdita per tutti noi di ICOM, per la sua visione e per la consuetudine di affetto che ci legava. Ciao Michele! Ci siamo conosciuti che stavi progettando il MUSE ed io ero appena arrivata a Bassano, a Firenze alla mia prima Assemblea di ICOM. Mi sentivo, allora, come per molti anni a venire, come una scolaretta che dalle tue parole, vedeva nei musei un mondo nuovo…La nostra lunga chiacchierata la scorsa estate, quando pensavi di prendere il posto di membro italiano in ICOM Europe è stata una lunga condivisione del ruolo di ICOM Europa nella cultura europea. Tanti anni di lavoro comune a distanza…finito per te troppo presto…ci mancheranno le tue lunghe relazioni che ci aprivano panorami e relazioni diverse… ma sono sicura che continuerai a seguirci…

Michele Rota, architetto. Ci ha lasciato Michele Lanzinger, e quanto abbia toccato la vita professionale e personale di moltissimi lo leggiamo in post, articoli e centinaia di messaggi, che attraversano l’Italia e l’Europa. Ho sempre pensato che appartenesse a quella categoria di persone che piegano la realtà per realizzare cose ben fatte, con la forza della visione, del credere e del fare. L’ho conosciuto durante il riallestimento del Lotto XIV al MRSN di Torino (grazie a Luca Dal Pozzolo), nel periodo in cui stava per aprire quella meraviglia straordinaria che è il MUSE e dopo qualche anno ha scritto una generosa prefazione a un mio libro, che valeva in contenuti più del libro stesso. Da lì sono partite tante idee e progetti con al centro la sostenibilità e l’ecologia. Mi ha coinvolto nel Gruppo di Lavoro di ICOM Int. per la sostenibilità, e su quella base ne ha voluto creare uno anche in ICOM Italia, che facesse da ponte per il dialogo e lo scambio delle iniziative. Attorno a questi progetti ci sono tantissime persone e istituzioni che si impegnano verso quegli obiettivi. Non ultimo il progetto in cui credeva tantissimo per ragionare sui musei dei futuri, sulla loro responsabilità verso il mondo, con Ecosistema Futuro, ASviS – Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile e ICOM Italia, che voleva traghettare in Europa. Teneva insieme idee e persone e desiderava allargare la scala dei progetti in una cassa armonica di reti di collaborazione. Nel mio personale ricordo ci sono innumerevoli messaggi, anche solo di pochi giorni fa, risposte, idee che diventavano domande, che a sua volta diventavano progetti. Sempre con entusiasmo. Così funzionava, e così lo ricordo, in quel filo continuo di scambi in cui la conversazione era costruzione. Sapeva ascoltare davvero, credo una capacità dei musicisti, e prendeva le tue idee sul serio e le restitutive arricchite. Ti sono grata di tutto questo, per la fiducia, l’incoraggiamento e l’invito alla calma. Nelle riunioni, come sempre dopo qualche battuta iniziale, poi diceva… dai dai mettiamoci al lavoro. Ci lasci un compito non facile di tenere sempre lo sguardo alto e gentile, tu continua ad ispirarci. Ne abbiamo bisogno. Mancherà tantissimo. Riposa in pace caro Michele. Un caro pensiero alla moglie Giuliana e alla sua famiglia.

I-MUV VERONA. Con profondo cordoglio apprendiamo della scomparsa di Michele Lanzinger, con cui abbiamo avuto il privilegio di collaborare in diverse occasioni. Rimarranno comunque per sempre il valore della sua visione, il suo impegno e il ricordo umano e professionale che lascia alla comunità, dei musei e della cultura. Ci uniamo al dolore della famiglia e di chi gli ha voluto bene.

Matteo Rapanà (MAG museo dell’alto Garda). Il mondo museale italiano e la comunità trentina perdono un gigante, un grande visionario che ha avvicinato il Museo alla gente, senza mai banalizzare i contenuti scientifici e culturali. Ricordo Michele con grande stima nella mia prima esperienza nel mondo nella cultura nel 2006, quando ero operatore in quello che era il Museo Tridentino di Scienze Naturali, e soprattutto in questi anni al MAG in cui, come guida e collega, ha sempre dimostrato grande sensibilità e attenzione sulle problematiche dei piccoli musei (anche se questa definizione proprio non gli piaceva). Ci mancherai caro Michele.

MUSEO EGIZIO TORINO. Il Museo Egizio si stringe alla famiglia nel ricordo di Michele Lanzinger, grande studioso e direttore visionario, punto di riferimento per la cultura italiana e internazionale.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto opd)

OPIFICIO DELLE PIETRE DURE. La soprintendente Emanuela Daffra e il personale dell’Opificio delle Pietre Dure si uniscono al cordoglio della famiglia e dei colleghi per la prematura scomparsa di Michele Lanzinger, storico ideatore e direttore del MUSE di Trento, nonché presidente di ICOM e figura di assoluto rilievo nel panorama culturale italiano e internazionale. Lo ricordiamo tutti con affetto e con profonda stima per il suo operato.

Diego Galizzi, direttore Imola Musei. Sentiremo molto la mancanza di Michele Lanzinger, persona di rara competenza, visione e umanità. Quasi vent’anni fa in una cena insieme mi fece innamorare del “suo” progetto del Muse di Trento, ma più in generale mi ha fatto capire che lavorare nei musei vuol dire passione. Grazie di tutto Michele.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto lubec)

LUBEC LUCCA BENI CULTURALI. Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Michele Lanzinger, figura di riferimento per la cultura scientifica, la museologia e l’innovazione dei musei in Italia. Nel corso degli anni ha portato il suo contributo anche a LUBEC Lucca Beni Culturali, in particolare nei confronti dedicati al futuro dei musei, all’esperienza culturale, al digitale e alle nuove responsabilità delle istituzioni culturali. Lanzinger ha sempre sostenuto l’idea che l’innovazione dovesse essere uno strumento per rafforzare la capacità dei musei di produrre conoscenza, consapevolezza e cittadinanza. La sua presenza è stata quella di un interlocutore autorevole, capace di tenere insieme visione scientifica, attenzione pubblica e consapevolezza del ruolo sociale delle istituzioni culturali. Lo ricordiamo con gratitudine per il valore del suo pensiero e per il contributo dato al dibattito nazionale sulla cultura come spazio di conoscenza, accessibilità e innovazione. Lo ricordiamo e lo ricorderemo sempre per la sua umanità, il suo sguardo sorridente e la sua sensibile intelligenza, un uomo che sapeva guardare avanti portandoti con sé.

Giulia Dionisio, museo Archeologico nazionale di Firenze. Una triste notizia…

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto m-n-umbri))

GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA. I Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria si uniscono al cordoglio per la perdita di Michele Lanzinger, che ha contribuito in modo profondo al rinnovamento del sistema museale italiano con intelligenza e straordinaria capacità di visione.

MUSEO NAZIONALE ROMANO. Il Museo Nazionale Romano si unisce con profondo cordoglio al dolore per la prematura scomparsa di Michele Lanzinger. In questo momento di grande tristezza, la Direzione e tutto il personale del Museo esprimono la più sentita vicinanza e il proprio affetto alla moglie, ai figli e alla famiglia.

Chiara Valdambrini con Michele Lanzinger (foto da profilo FB valdambrini)

Chiara Valdambrini, archeologa. Apprendo con grande dispiacere della scomparsa di Michele Lanzinger. L’ho conosciuto tramite Maurizio Vanni, attraverso “Museologia del presente”, un libro che ci ha uniti nel dibattito e nella riflessione. Qui siamo a Bari, durante una delle tappe del tour di presentazione, dove ho poi avuto l’opportunità di apprezzare la persona, la grande persona che era: generosa, disponibile e profondamente appassionata. Il suo ricordo e il suo contributo umano e culturale resteranno vivi in quanti hanno avuto il privilegio di incontrarlo. Con sincera partecipazione al dolore dei suoi cari. Ciao Michele.

Gianfranco Calandra, Muciv. È stato un onore lavorare con lui.

PARCHI ARCHEOLOGICI DI CROTONE E SIBARI. Esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa di Michele Lanzinger. Già direttore del MUSE, presidente di ICOM Italia e dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici, Lanzinger ha contribuito a rinnovare profondamente il mondo dei musei, promuovendo una visione aperta, partecipata e contemporanea delle istituzioni culturali. Alla sua famiglia va il nostro pensiero e le nostre più sentite condoglianze.

FONDAZIONE IDIS – CITTÀ DELLA SCIENZA. Con profondo dolore apprendiamo della scomparsa di Michele Lanzinger, figura di straordinario rilievo nel panorama museale e scientifico italiano. La Fondazione IDIS – Città della Scienza e tutta la sua comunità esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia, ai colleghi, agli amici e a quanti hanno condiviso con lui percorsi di ricerca, innovazione culturale e impegno civile. Michele Lanzinger ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il ruolo dei musei scientifici contemporanei, interpretandoli non soltanto come luoghi di conservazione e divulgazione del sapere, ma come spazi di partecipazione, educazione e costruzione di una più ampia consapevolezza collettiva. Geologo e paleoantropologo di formazione, ha guidato per oltre trent’anni il Museo Tridentino di Scienze Naturali e ha ideato e accompagnato la nascita del MUSE – Museo delle Scienze, uno dei più significativi progetti museali europei dedicati al dialogo tra scienza, ambiente e società. Nel corso della sua attività professionale ha promosso una visione del museo come attore attivo dello sviluppo culturale e sociale, impegnandosi per l’accessibilità, la sostenibilità e la valorizzazione della conoscenza scientifica come strumento di cittadinanza. Alla guida di ICOM Italia ha sostenuto con autorevolezza e lungimiranza il ruolo dei musei nelle trasformazioni del nostro tempo, favorendo il confronto tra professionisti, istituzioni e comunità. La sua eredità culturale continuerà a vivere nelle istituzioni che ha contribuito a costruire, nelle reti professionali che ha rafforzato e nelle generazioni di operatori museali che hanno trovato nella sua esperienza, nella sua competenza e nella sua visione un riferimento prezioso. Città della Scienza lo ricorda con gratitudine e rispetto, consapevole che il suo contributo ha lasciato un segno profondo e duraturo nel mondo della cultura, della scienza e dei musei, e che il suo esempio continuerà a ispirare quanti credono nel valore della conoscenza come bene comune e strumento di crescita della società.

Antonella Carlo, comunicazione, Mann. Ricordo una bellissima lezione di Michele Lanzinger a Città della Scienza, poco più di un anno fa: parole illuminanti, chiare, piene di intelligenza e passione. Con il profilo di Bagnoli sullo sfondo, ho vissuto una mattinata indimenticabile: ancora una volta, in quell’occasione, ho pensato che nel mondo dei beni culturali è fondamentale la sintonia tra ciò che si è come persone e ciò che si fa come professionisti.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto dbc-unipd)

DIPARTIMENTO BENI CULTURALI UNIPD. L’uomo che ha fatto nascere il MUSE, uno dei musei scientifici più audaci e amati del nostro paese, è morto il 30 maggio 2026i. Il nostro ricordo e la nostra personale visita tra gli spazi museali a Trento raccontata nel libro La scienza nascosta nei luoghi d’Italia.

“Come sentirete anche dal mio linguaggio, sono una specie piuttosto alpina, e quindi meno consueto agli ambienti acquatici, se non per quelle poche specie conosciute che solitamente vediamo sotto plastica nei supermercati, alludo alla trota o al salmerino. Ma poi noi abbiamo anche pesci abbastanza scorbutici, con nomi poco proponibili come lo scazzone. Ecco, io non saprei esattamente, in quest’ambito faunistico e acquatico alpino, come collocarmi tra queste due specie. Mi piacerebbe però rimanere, come sono, indisciplinato, e per questo segnalo da sempre il mio otto in condotta”. Così Michele Lanzinger, antropologo e geologo, morto ieri nella sua Trento, nel corso di un’intervista di Elisabetta Tola per il podcast “Ambiente, partecipazione e futuri del museo” (BoLive, https://ilbolive.unipd.it/…/michele-lanzinger…, organizzato dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e realizzato con la collaborazione del gruppo di lavoro Musei, legalità e territorio di ICOM Italia, il principale network italiano di musei e professionisti museali, di cui lo stesso Lanzinger è stato presidente negli ultimi anni. 

Giacomo Montanari, università di Genova. È SCOMPARSO UN GIGANTE. Un onore aver conosciuto visione e competenza di un grande della museologia contemporanea come Michele Lanziger. Mancherà a tutti noi e a tutti I nostri Musei.

Patrizia Dragoni, università di Macerata. Che dispiacere, solo pochi mesi fa ci aveva inviato un bellissimo messaggio in apertura di un convegno sui musei universitari.

Michele Lanzinger con Ludovico Solima (foto da profilo FB solima)

Ludovico Solima, università della Campania. L’ultima volta ci siamo visti a fine aprile a Trento, nel “suo” MUSE, in occasione della presentazione del Piano Strategico del museo. Per oltre vent’anni ho avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzarne non solo le straordinarie qualità professionali, ma anche l’umanità, l’intelligenza, il garbo e la sua inarrestabile capacità di guardare sempre avanti. Michele è stato uno dei protagonisti più autorevoli e innovativi della museologia italiana, ma per chi lo ha conosciuto da vicino resterà soprattutto una persona generosa, curiosa e profondamente appassionata. Ciao Michele. Ci mancherai.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Idoli di potere e bellezza” a cura di Daniele Federico Maras e Barbara Arbeid, parte del progetto “Idoli di bronzo” con la Fondazione Brescia Musei e la mostra “Victoria Mater. L’idolo e l’icona” al Capitolium di Brescia (pure prorogata)

La mostra “Idoli di potere e bellezza” al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto alessandra chemollo ( man-fi)

Dopo il grande successo di pubblico la mostra “Idoli di potere e bellezza”, in chiusura al 9 aprile al museo Archeologico nazionale di Firenze, è prorogata fino al 14 giugno 2026. L’esposizione si propone di analizzare lo sviluppo storico dell’uso delle immagini per la celebrazione, la conservazione e la trasmissione del potere imperiale. Curata da Daniele Federico Maras e Barbara Arbeid, rispettivamente direttore e curatrice del Museo fiorentino, “Idoli di potere e bellezza” presenta 20 oggetti antichi di forte valore simbolico provenienti dalle raccolte medicee, riuniti attorno a quattro teste di bronzo dorato a grandezza naturale: tre ritratti imperiali provenienti dal museo di Santa Giulia a Brescia, gestito dalla Fondazione Brescia Musei, e una testa di Venere dalle antiche collezioni granducali. In particolare, si possono ammirare medaglioni e monete (aurei, sesterzi, denari, assi) che veicolavano il ritratto imperiale come simbolo e garanzia della continuità del potere, ma anche gemme, anelli e collane d’oro, destinati a un uso “privato”, ma non meno ricco di significato simbolico, e una splendida testa d’aquila a grandezza naturale, simbolo della maestà di Giove. A maggio 2026, al museo Archeologico nazionale di Firenze si terrà la presentazione del catalogo della mostra “Icone di potere e bellezza”, Allemandi Editore, a cura di Daniele F. Maras e Barbara Arbeid, con saggi, tra gli altri, di Stefano Karadjov, Maria Elisa Micheli, Massimiliano Papini, Javier Deferrari e Lavinia Modesti, e fotografie di Alessandra Chemollo.

La rassegna s’inserisce nel quadro istituzionale di una virtuosa collaborazione tra la Fondazione Brescia Musei e il museo Archeologico nazionale di Firenze, sotto gli auspici della direzione generale Musei del ministero della Cultura, dal titolo complessivo “Idoli di bronzo”. L’appuntamento fiorentino si pone in linea di continuità con “Victoria Mater. L’idolo e l’icona” in corso e prorogata fino al 21 giugno 2026 all’interno del Capitolium, al parco archeologico di Brescia romana, che propone un’inedita installazione di Francesco Vezzoli, in grado di far dialogare la Vittoria Alata, una delle opere più importanti della romanità per composizione, materiale e conservazione, e l’Idolino di Pesaro, esempio raffinato di artigianato artistico classico, in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. L’intero progetto, promosso da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, in collaborazione con la direzione generale Musei del ministero della Cultura, il museo Archeologico nazionale di Firenze, l’Opificio delle Pietre Dure e il fondamentale contributo di Intesa Sanpaolo, è stato appositamente studiato per accompagnare l’apertura delle celebrazioni per il Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium bresciano, dove si conservava la Vittoria Alata.

Roma-Perugia. In presenza e online, il convegno “Conservazione preventiva e programmata. Verso un protocollo condiviso nei luoghi della cultura” promosso da DiVa, Dg Musei, parco archeologico del Colosseo e musei nazionali di Perugia. Tre giorni di confronti per aprire un dialogo e un confronto tra istituzioni museali, statali e non, per avviare un piano strategico di prevenzione e manutenzione. Ecco il ricco programma

Dal 7 al 9 maggio 2025, il DiVa-dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, la direzione generale dei Musei, il parco archeologico del Colosseo e i musei nazionali di Perugia–direzione regionale Musei nazionali Umbria, ospiteranno, a Roma nella Curia Iulia (7-8 maggio) e a Perugia in galleria nazionale dell’Umbria (9 maggio), il convegno “Conservazione preventiva e programmata. Verso un protocollo condiviso nei luoghi della cultura”. Mercoledì 7 e giovedì 8 maggio 2025, ore 9, a Roma in Curia Iulia (parco archeologico del Colosseo) con ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili. PRENOTAZIONE 7 MAGGIO: https://conservazione7maggio.eventbrite.it; PRENOTAZIONE 8 MAGGIO: https://conservazione8maggio.eventbrite.it. DIRETTA STREAMING www.facebook.com/parcocolosseo. Link diretta YouTube: 7 maggio: https://youtube.com/live/PjMynUBi-yc; 8 maggio: https://youtube.com/live/DshyAEfE09E. Venerdì 9 maggio 2025, ore 10, a Perugia nella Sala Conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria, Palazzo dei Priori, 3° piano, in corso Vannucci 19. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming su  www.facebook.com/GalleriaUmbriaPerugia.

Il Convegno nasce con l’obiettivo di aprire un dialogo e un confronto tra istituzioni museali, statali e non, per verificare quanto è stato progettato e realizzato in questo ambito, al fine di avviare un piano strategico di prevenzione e manutenzione, mettendo a sistema le numerose esperienze virtuose che già interessano molti luoghi della cultura e creare l’occasione per illustrare i progetti in corso. È proprio da questo confronto fra esperienze delle diverse realtà museali che si potrà tentare di far luce sulla questione conservativa nei luoghi della cultura, offrendo un palinsesto eterogeneo di esperienze documentate o progetti in corso di realizzazione che connotino la progettazione o l’attuazione di una conservazione preventiva e programmata, che vada oltre la gestione episodica e discontinua di interventi di restauro una tantum per approdare a una visione comune, sistemica e multidisciplinare, dell’approccio al tema della conservazione, attuabile concretamente.

L’iniziativa, che coinvolge l’intero Sistema Museale Nazionale insieme all’Istituto Centrale per il Restauro, all’Opificio delle Pietre Dure e alla Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, vede la condivisione di oltre quaranta progetti di conservazione e manutenzione programmata distribuiti su tutto il territorio italiano, da nord a sud. Un racconto che attraversa le diverse tipologie di luoghi della cultura – musei, parchi archeologici, siti monumentali, giardini storici – offrendo uno sguardo sulle attività che ogni istituto mette quotidianamente in campo con approccio programmatico, al di là degli interventi straordinari o emergenziali, per la tutela del nostro patrimonio culturale.

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del 2004 prescrive, all’articolo 29, che “la conservazione del patrimonio culturale sia assicurata attraverso una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro”, introducendo per la prima volta in un testo normativo un concetto e un protocollo operativo elaborati da Giovanni Urbani, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro dal 1973 al 1983. A partire da questa indicazione, a vent’anni dalla sua formulazione normativa, il Convegno – promosso con il supporto di un comitato scientifico composto da un autorevole gruppo di esperti e specialisti del settore – si propone di aprire un dialogo e un confronto tra le istituzioni museali per fare il punto su quanto è stato progettato e realizzato in questo ambito negli ultimi anni. L’obiettivo è mettere a sistema le numerose esperienze virtuose già attive in molti luoghi della cultura e creare un’occasione per presentare e condividere i progetti attualmente in corso. Tra questi il Parco archeologico del Colosseo, che ospita le prime due giornate, ha avviato sin dalla sua istituzione nel 2017 e come preciso obiettivo strategico un piano di monitoraggio e di manutenzione programmata del suo patrimonio, i cui primi risultati sono già stati pubblicati nel 2020 a valle di un convegno internazionale di studi dedicato proprio al monitoraggio e alla manutenzione delle aree archeologiche con l’obiettivo di mettere a punto un protocollo comune per una migliore gestione dei luoghi della cultura. Tutte queste attività potranno costituire un utile contributo e un aggiornamento al lavoro della Commissione di esperti istituita dalla Direzione Generale Musei per l’elaborazione di linee guida operative sulla conservazione programmata del patrimonio museale.

I tre giorni di Convegno sono stati articolati in modo da approfondire, nella prima giornata, le attività di prevenzione e manutenzione applicate ai parchi e alle aree all’aperto; la seconda giornata sarà dedicata in particolare all’applicazione delle tecnologie per il miglioramento e la gestione delle manutenzioni programmate; infine, la terza giornata sarà incentrata sulle attività rivolte alle collezioni museali.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 7 MAGGIO Curia Iulia: 9, saluti istituzionali: Alfonsina Russo (direttore parco archeologico del Colosseo e capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale), Luigi La Rocca (capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale). Apertura Convegno: Massimo Osanna (direttore generale Musei), Enrico Rinaldi (direttore parco archeologico di Sepino) “Preservare per valorizzare: il piano strategico di conoscenza, prevenzione e manutenzione del Sistema Museale Nazionale”. Alle 10.30, modera Massimo Osanna (direttore generale Musei). Interventi: Maria Cristina Tomassetti (parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia), Emanuele Morezzi, Tommaso Vagnarelli (Politecnico di Torino), Andrea Garzulino (Politecnico di Milano), Matilde Marzullo (università di Milano) “I nuovi piani per la conservazione programmata del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia: aggiornamento dei sistemi di gestione per la conoscenza, la conservazione e la manutenzione dei monumenti e della vegetazione e per i rischi connessi al cambiamento climatico”; Roberta Alteri, Francesca Guarneri, Sara Iovine, Barbara Nazzaro, Aura Picchione, Angelica Pujia, Fiorangela Fazio, Paola Quaranta, Federica Rinaldi, Andrea Schiappelli (parco archeologico del Colosseo) “Manutenere e man(u)tenere”. Coffee Break. Diana Venturini, Francesca Forniti (direzione regionale Musei nazionali Lazio) “Una sfida per il futuro: nuovi indirizzi di conservazione per i Musei nazionali Lazio”; Andreina Contessa (direttore museo storico e parco del Castello di Miramare) “Dalle emergenze alla conservazione preventiva. Metodologia di percorso virtuoso”; Luana Toniolo, Miriam Lamonaca (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) “Lungo il corso dell’Acqua Vergine. Conservazione preventiva e manutenzione programmata a Villa Giulia dalla Neviera al Ninfeo”; Valentina Fantera, Eleonora Gioventù, Maria Elena Corrado, Filippo Edoardo Capasso (Istituto Centrale per il Restauro), Raffaella Guarino (parco Archeologico dell’Appia Antica), Danilo Forleo (Chateau de Versailles) “L’attività ispettiva alla base della gestione conservativa di aree archeologiche: gli elementi essenziali per la pianificazione degli interventi”. Alle 14.30, modera Luigi Oliva (direttore Istituto Centrale per il Restauro). Interventi: Giovanna Manzo, Francesco Uliano Scelza (parchi archeologici di Paestum e Velia) “Dalla manutenzione alla conservazione programmata: i casi di Paestum e Velia”; Gabriel Johannes Zuchtriegel (direttore), Vincenzo Calvanese, Luigi Petti, Arianna Spinosa, Alessandra Zambrano (parco archeologico di Pompei) “Conoscere per conservare Pompei: il monitoraggio multilivello come strumento per un sistema dinamico della manutenzione programmata”; Francesco Sirano (parco archeologico di Ercolano) “Ercolano volta pagina: partenariato e autonomia istituzionale per la gestione sostenibile di luoghi culturali fragili”. Coffee Break. Francesco Longobardi, Fabio Galeandro, Eleonora Crimi (Castello Svevo di Bari) “Monitoraggio e manutenzione programmata al Parco Archeologico di Egnazia (Fasano – Br)”; Filippo Demma (direttore parchi archeologici di Crotone e Sibari) “Il Museo “In Progress”. Il caso dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari”; Luigi Oliva (direttore), Francesca Angelo, Roberto Ciabattoni, Barbara Davidde, Davide Fodaro, Edoardo Loliva, Livia Sforzini (Istituto Centrale per il Restauro), Fabrizio Sudano (direttore), Daniela Costanzo, Barbara Fazzari, Elena Nicolò (museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria), Paolo Piccardo, Roberto Spotorno (università di Genova) “Il progetto “Check-up Bronzi” al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: un programma di monitoraggio standardizzato per la tutela”.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 8 MAGGIO Curia Iulia: alle 9, Giorgio Bonsanti, già ordinario di Restauro (università di Firenze). Interventi: Tiziana D’Angelo (direttore), Giovanna Manzo (parchi archeologici di Paestum e Velia), Luigi Petti, Carmine Lupo (università di Salerno) “Tecnologie Avanzate e Sostenibili per la Conservazione del Patrimonio: il Caso del Tempio di Athena a Paestum”; Alessia Vaccariello (Istituto Centrale per il Restauro), Maria Elena Corrado (Sapienza Università di Roma) “Il sistema informativo d’archiviazione unificato come strumento al servizio della manutenzione programmata”; Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Gestione informativa della Conservazione per un protocollo condiviso di scambio dei dati: dalla valutazione del rischio alla programmazione sostenibile”; Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro, Angelica Pujia, Elisa Cella (parco archeologico del Colosseo), Fabio Fumagalli, Dario Rose (collaboratori parco archeologico del Colosseo), Marcello Balzani (università di Ferrara, CFR Consorzio Futuro in Ricerca) et alii “Verso la documentazione digitale del patrimonio archeologico attraverso il rilievo 3D e la modellazione HBIM: il Colosseo”; Alessandro D’Alessio (direttore), Antonella Docci, Claudia Tempesta (parco archeologico Ostia Antica), Ascanio D’Andrea, Riccardo Montalbano (collaboratori di parco archeologico di Ostia Antica) “Dalla conoscenza alla conservazione: il WebGis del Parco archeologico di Ostia antica”. Coffee Break. Barbara Davidde (Istituto Centrale per il Restauro | RUP del progetto NERITES per la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo) “Il monitoraggio del patrimonio culturale subacqueo con tecnologie autonome: il caso del progetto NERITES”; Anna Manzone (museo Reggia di Caserta), Rosa De Finis (università del Salento), Sara Gonizzi Barsanti (università della Campania Luigi Vanvitelli) “La conservazione programmata alla Reggia di Caserta: tecniche digitali in aiuto dell’arte”; Cristina Sargentini, Chiara Valcepina (musei del Bargello) “Gestione digitale della programmazione delle attività di prevenzione conservativa nei Musei del Bargello”; Andrea G. De Marchi (gallerie nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini e Galleria Corsini) “Climasoft, dispositivo climatico di prossimità: dalla sperimentazione all’uso”; Maria Antonietta De Vivo (gallerie dell’Accademia di Venezia e Alma Mater Studiorum università di Bologna), Marco Pretelli (Alma Mater Studiorum università di Bologna) “Il Pio Monte della Misericordia a Napoli. Modelli per la determinazione dei fattori di rischio microclimatico e ambientale indoor”. Alle 14.30, modera Gisella Capponi, architetto, già direttore ICR. Interventi: Filippo Masino (direttore), Angela Maria Rita Farruggia, Giuseppe Milazzo (Residenze Reali Sabaude) “La conservazione preventiva e programmata come strumento per il risk assessment per le facciate ottocentesche di Palazzo Carignano (To)”; Chiara Bianchi (museo nazionale d’Abruzzo), Roberto Ciabattoni (Istituto Centrale per il Restauro) “Gestione del Rischio e Conservazione Preventiva: Strategie per la riduzione del Rischio Sismico per il Nuovo Allestimento del Castello Cinquecentesco del Museo Nazionale d’Abruzzo”; Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale), Marina Ferroggio (Musei Reali di Torino), Antonio Spano (Politecnico di Torino), Maria Sofia Ruschi Noceti (architetto) “Il progetto Take Care: il caso dei Musei Reali di Torino”; Elena Froldi Paganini (Fondazione Palazzo Te), Rossella Moioli (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Il Piano di Conservazione di Palazzo Te”. Coffee Break. Lian Pellicanò, Silvia Pintus, Paola Ruggieri (Gallerie degli Uffizi), Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Le Gallerie degli Uffizi: la conoscenza, la programmazione e l’attuazione nella strategia della Conservazione Preventiva e Programmata”; Lucia Anna Margari (Gallerie Estensi) “Piano di conservazione programmata. L’esperienza delle Gallerie Estensi”; Giulia Cervi, Rosa Anna Di Lella, Alessandra Montedoro (museo delle Civiltà) “Il Museo delle Civiltà: progetti ed interventi per la conservazione”; Alessandra Guerrini, Sara Rulli (musei nazionali di Genova) “Strumenti per la conservazione preventiva e programmata delle sedi dei Musei Nazionali di Genova”.

PROGRAMMA VENERDÌ 9 MAGGIO Galleria nazionale dell’Umbria. Alle 10, modera Costantino d’Orazio, direttore musei nazionali di Perugia. Interventi: Ilaria Batassa (musei nazionali di Perugia), Paola Pogliani (università della Tuscia), Simona Salvo (Sapienza università di Roma) “Conoscere per conservare: l’esperienza di Villa del Colle del Cardinale”; Michela Cardinali, Lara Coniglio (Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale) “Riconoscere la complessità e fare sistema. Innescare comportamenti cooperativi, qualitativi e sostenibili”; Simona Calza, Rita Capitani, Barbara Cattaneo, Letizia Montalbano, Renata Pintus, Sandra Rossi (Opificio delle Pietre Dure) “La conservazione preventiva e programmata attraverso i cantieri scuola del PFP-5 della SAF-OPD: esperienze e metodologie”; Giulia Papini, Francesco Primari (Palazzo Ducale di Urbino) “Il Palazzo Ducale di Urbino e il nuovo laboratorio di restauro. Prospettive per la conservazione”. Coffee Break. Chiara Bianchi, Daniele Lauri (museo nazionale d’Abruzzo) “Programma di Conservazione Preventiva e Programmata per le Opere del Museo Nazionale d’Abruzzo: Un Percorso tra Restauro e Riqualificazione dei Depositi”; Sabrina Mutino (musei nazionali di Matera e MAN Dinu Adamesteanu – Potenza), Rossana Caputo (Scuola Superiore Meridionale – Napoli) “Potenza, Museo Archeologico Nazionale presso Palazzo Loffredo. Dalla cisterna, deposito del patrimonio sommerso, alla biblioteca di oggetti”; Laura Forte, Manuela Valentini (museo Archeologico nazionale di Napoli) “Un esempio di manutenzione di una collezione storica: la sculture della collezione Farnese del MANN”; Gerlinde Jona Tautschnig (musei nazionali di Cagliari) “Piano gestionale per la conservazione e valorizzazione della collezione tessile etnografica dei Musei Nazionali di Cagliari”. Alle 14.30, modera Caterina Bon Valsassina, storica dell’arte, già direttore generale ABAP. Interventi: Monica Galeotti (Opificio delle Pietre Dure) “Per non musealizzare un capolavoro: la sfida del Fonte Battesimale di Siena”; Marta Gómez Ubierna (Opificio delle Pietre Dure) “Tutela dei parchi di sculture contemporanee: criteri, metodi e strumenti per un piano di conservazione preventiva e programmata”; Francesca Graziosi (Palazzo Ducale di Urbino) “Intervento di monitoraggio ambientale, schedatura conservativa e di manutenzione e restauro presso la Rocca demaniale di Gradara”; Chiara Caruso (Sistema Museale di Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna) “Il nuovo allestimento digitale: la sfida della Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini” del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna”. Coffee Break. Giulia Basilissi, Marco Mozzo (Ville e residenze monumentali fiorentine) “La Grotta degli animali del Giardino della Villa di Castello: proposte metodologiche per la manutenzione programmata delle grotte artificiali”; Alessia Zaccaria, Federica Piezzo (Museo e Real Bosco di Capodimonte) “Il restauro del restauro: il cantiere trasparente del Museo e Real Bosco di Capodimonte”; Marta Boscolo Marchi (museo d’Arte Orientale) “Elogio della fragilità: materiali polimaterici dall’Asia a Venezia, una sfida complessa”.

Paestum. “Diari di Archeologia”: nel secondo episodio l’archeologa Teresa Marini ci fa seguire il sopralluogo dell’Opificio delle Pietre Dure alla Tomba del Sequestro della Finanza nel deposito “Oltre il Museo” dell’Archeologico nazionale

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Dettaglio della Tomba del Sequestro della Finanza dei depositi del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Dopo aver seguito lo scavo del Tempietto dorico di Paestum con Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia (vedi Paestum. Al via la rubrica “Diari di Archeologia”: nel primo episodio il direttore Tiziana D’Angelo con gli archeologi Manuela Ferraioli e Francesco Mele alla scoperta del tempietto dorico | archeologiavocidalpassato), nel secondo episodio della rubrica “Diari di Archeologia”, Teresa Marino, funzionario archeologo del parco archeologico di Paestum e Velia, ci porta nel vivo del sopralluogo effettuato con l’Opificio delle Pietre Dure alla Tomba del Sequestro della Finanza. L’indagine ha visto il personale tecnico-scientifico dell’Opificio approfondire lo stato di conservazione della tomba conservata nei depositi visitabili della sezione “Oltre il Museo”. Insieme a Teresa Marino hanno preso parte al sopralluogo l’archeologa Maria Emilia Masci, la chimica Monica Galeotti, e le restauratrici Paola Lorenzi e Sara Penoni.

“Ci troviamo oggi all’interno del museo Archeologico nazionale di Paestum”, spiega Teresa Marino. “Siamo nella sezione “Oltre il museo” che è dedicata ai depositi visitabili. Oggi è in corso un sopralluogo da parte del personale tecnico-scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure, istituto del ministero della Cultura che ha avviato una collaborazione con il parco archeologico di Paestum e Velia dedicato proprio a questa tomba. Si tratta di un percorso conoscitivo finalizzato a conoscere e approfondire lo stato di conservazione di questa tomba. Si tratta di un’équipe multidisciplinare che è composta da due restauratrici, una specializzata sui materiali lapidei e una sulle pitture murali e stucchi, un’archeologa e una chimica del laboratorio scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure. Questa tomba è particolarmente importante perché conserva all’interno delle scene affrescate che raffigurano l’arrivo del defunto nell’Aldilà e una serie di personaggi lungo le pareti laterali che sfilano in cortei. Vi aspettiamo al museo Archeologico nazionale di Paestum per visitare la Tomba del Sequestro della Finanza e per partecipare al percorso di visita nei depositi”.

Brescia. A un anno dal rientro trionfale della Vittoria alata è uscito il libro “Necessitano alla Vittoria Alata le cure del restauratore. Studi, indagini e restauro del grande bronzo di Brescia” con gli studi, le indagini e il restauro condotto fra il 2018 e il 2020 all’Opificio delle Pietre di Firenze

La Vittoria alata, capolavoro del I sec. d.C., è conservata dal 2020 nel Capitolium di Brescia, dove fu ritrovata nel 1826 (foto Fotostudio Rapuzzi / fondazione Brescia musei)

È uno dei simboli della città di Brescia. Dopo secoli di oblio, la Vittoria alata fu rinvenuta la sera del 20 luglio 1826, in parte smontata e accuratamente nascosta nell’intercapedine occidentale del Capitolium tra il tempio e il Cidneo, assieme a moltissimi altri pezzi bronzei tra cui la famosa serie di ritratti, per salvarla alle invasioni barbariche. E ancora per essere salvata, stavolta per lo scoppio della Prima guerra mondiale, la Vittoria fu trasferita a Roma lontano dal fronte. A Brescia la Vittoria rientrò nell’aprile 1920, sottolineato con una celebrazione solenne. E un secolo dopo, nel 2020, ecco un altro rientro trionfale a Brescia, dopo un lungo restauro realizzato dagli esperti dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze.

Copertina del libro “Necessitano alla Vittoria Alata le cure del restauratore. Studi, indagini e restauro del grande bronzo di Brescia” (Edifir, 2021)

Gli studi, le indagini e il restauro condotto fra il 2018 e il 2020 all’Opificio delle Pietre dure sulla statua bronzea della Vittoria Alata di Brescia, straordinario esempio dell’arte romana del I sec. d.C., sono stati raccolti nel libro, ora in libreria, “Necessitano alla Vittoria Alata le cure del restauratore. Studi indagini e restauro del grande bronzo di Brescia” (Firenze, 2021), a cura di Anna Patera e Francesca Morandini, volume n° 60 della Collana Problemi di conservazione e restauro di Edifir. Il volume presenta i lavori e le analisi svolti durante il restauro della Vittoria Alata di Brescia, restauro che non è solo un intervento su un reperto di grande valore archeologico e artistico ma anche l’occasione di riscoprire il significato della statua nel più ampio panorama dell’archeologia bresciana, e riflettere sui modi e sulle forme di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico. Simbolo della città, l’incantevole figura e la bellezza senza tempo della Vittoria Alata non cessano di affascinare, dopo quasi duemila anni, tutti coloro che hanno l’occasione di ammirarla e che sanno cogliere il grande potere evocatore di questo capolavoro della produzione artistica di età romana. Ma chi osserva la Vittoria Alata oggi, nel tempio rinnovato, non identifica più – o soltanto – l’oggetto meraviglioso prodotto dalla più alta manifattura del I secolo: è portato istintivamente a collegare l’immagine della statua con quella della più nobile identità femminile, una manifestazione della bellezza greca e della forza latina. Una forza femminile, benevola, resiliente, emblema della rinascita di Brescia, che cerca la pace, il rispetto dell’armonia, delle regole, degli equilibri e della concordia civile.

Dopo il restauro a Firenze, Sky Arte ha trasmesso l’interessante documentario ”Vittoria alata. Il ritorno di un simbolo” di Davide Rinaldi (Italia 2020, 29’), che celebra il ritorno in città di una delle più straordinarie statue di epoca romana. E dove, tra gli esperti coinvolti, c’è l’intervento dell’indimenticabile prof. Marcello Barbanera, recentemente scomparso a soli 60 anni (vedi Archeologia in lutto. È morto a 60 anni Marcello barbanera, professore di Archeologia e storia dell’arte greca e romana alla Sapienza di Roma. Si è interessato di storia dell’archeologia, scultura greca, metodologia della storia dell’arte, storia del collezionismo, archeologia della Magna Grecia, museografia. Il ricordo di colleghi, allievi e appassionati | archeologiavocidalpassato). Il complesso intervento, che rientra in un più ampio progetto di valorizzazione dell’opera, è stato possibile grazie all’impegno condiviso di più Istituzioni (Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Opificio delle Pietre Dure, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Bergamo e Brescia) che ha consentito lo sviluppo di un progetto organico di conoscenza. Dal restauro, come spesso accade in queste situazioni, sono emerse novità e conferme sull’attribuzione e la cronologia dell’opera che in passato è stato oggetto di alterne valutazioni da parte degli studiosi. In questo volume sono raccolti i contributi di archeologi, storici dell’arte, restauratori ingegneri, chimici, esperti scientifici e in diagnostica dei beni culturali che hanno a vario titolo contribuito alla realizzazione dell’intervento in ottica globale e interdisciplinare.

Firenze. Conto alla rovescia per la settima edizione di TourismA 2021, il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale. Ecco qualche appuntamento spulciato dal ricco programma di tre giorni di eventi e incontri

Il Palacongressi di Firenze gremito per TourismA 2020 (foto AV)

firenze_tourisma_foto-archeologia-vivaOrmai ci siamo. È iniziato il conto alla rovescia. Mancano una decina di giorni alla settima edizione di TourismA 2021, il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale in scena al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 17 al 19 dicembre 2021, per un’immersione totale nella storia e nelle testimonianze del passato: decine di incontri e centinaia di relatori, dalle grandi scoperte alle proposte di musei e parchi, dall’arte all’ambiente ai borghi e siti Unesco, ai nuovi itinerari, alle tecnologie d’avanguardia. Ingresso gratuito. Verifica green pass e registrazione obbligatoria all’ingresso (vedi modalità di accesso). Prenotazioni solo per le scuole. Novità e grandi ritorni tra i “big”: Franco Cardini, Andrea Carandini, Louis Godart, Giuliano Volpe, Cristoforo Gorno, Giorgio Manzi, Massimo Osanna, Mario Tozzi, Paolo Giulierini, Alberto Angela… E per i più piccoli i laboratori di archeologia sperimentale (prenotazione diretta). Importante appuntamento per il turismo culturale: spazi espositivi e proposte di valorizzazione / promozione sono al centro di “tourismA 2021” con Stand e Box poster di operatori e agenzie turistiche, parchi, poli museali, editoria e università; Buy Cultural Tourism. A “tourismA 2021” il 4° Workshop del Turismo Culturale riservato a buyers e sellers; viaggi di cultura e archeologia. Programmi di viaggio con interventi dei vari curatori scientifici nella Rassegna di itinerari turistico-culturali. Vediamo qualche proposta di TourismA 2021, spulciando nel ricco programma.

Il sassofonista Stefano Cocco Cantini (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 9.15, Auditorium: LA MUSICA PERDUTA DEGLI ETRUSCHI. Grande ritorno a “tourismA 2021” del sassofonista Stefano “Cocco” Cantini e dell’etruscologa Simona Rafanelli. I due esperti apriranno il XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva nel grande auditorium del Palacongressi di Firenze.

L’area archeologica di Cirene in Libia (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 11.45, sala Onice: RITORNO IN LIBIA. La settima edizione di “tourismA” si apre con il convegno ITER sulla ricerca italiana all’estero nel ricordo del suo ideatore Ettore Janulardo. Fra i relatori è Oscar Mei (Università di Urbino) direttore della Missione a Cirene e Tripoli con un intervento su “Archeologia in Libia (dopo dieci anni di guerra)”.

Il sito preistorico di Poggetti Vecchi frequentato dall’uomo di Neanderthal e da elefanti (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 12.00, Auditorium: NEANDERTHAL VS ELEFANTI. A “tourismA” l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria presenta la mostra virtuale “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. Neanderthal ed elefanti nella Maremma toscana, la sfida del clima” con una spettacolare “visita guidata” sul grande schermo dell’auditorium del Palacongressi di Firenze.

Il parco archeologico di Ostia antica presente alla settima edizione di TourismA (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 14.15, sala Onice: OSTIA ANTICA Il Parco archeologico: patrimonio culturale, società e territorio: dal ruolo del parco alle opportunità per il territorio di Fiumicino, dal nuovo museo delle Navi al marchio europeo del Patrimonio.

Ricerche archeologiche subacquee nei fondali pugliesi (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 15.00, Auditorium: LA PUGLIA E IL MARE. Un nuovo centro di ricerche per conoscere e valorizzare i paesaggi costieri e subacquei: ne parlano a “tourismA” Rita Auriemma, Luigi De Luca, Danilo Leone, Maria Turchiano e Giuliano Volpe, nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Ricostruzione del forno preistorico per la produzione di rame sul passo Redebus ad Acqua Fredda (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 15.40, sala Limonaia: TURISMO NELLA PREISTORIA. A tourismA 2021, convegno dell’IIPP sulle potenzialità turistiche delle aree preistoriche. Spettacolari i casi di studio in programma, fra cui il sito di Passo Redebus in Trentino con forni per la produzione del rame presentati da Franco Marzatico e Luisa Moser.

Panorama del Montenegro (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 9.40, Auditorium: BERE E FUMARE AI CONFINI DELL’IMPERO. A “tourismA 2021” convegno SCAVARE IL PRESENTE a cura di Giuliano Volpe. Interviene fra gli altri Sauro Gelichi: “Tabacco e caffè in una città del Montenegro in età moderna”.

Lo scavo di Campo 65 di Altamura in Puglia (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.00, Auditorium: SCAVARE IL PRESENTE. In Puglia il Campo 65 di Altamura: prima campo di prigionia, poi campo di addestramento di partigiani titini, infine campo profughi. Ne parlerà Giuliano De Felice (Università di Bari) a “tourismA” nell’ambito del convegno “Scavare il presente” curato da Giuliano Volpe e dallo stesso De Felice.

L’iscrizione rupestre di età romana a Trenčín in Slovacchia (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.00, sala Onice: LA SLOVACCHIA A TOURISMA. Clima, Patrimonio Unesco, i confini dell’Impero romano sul Danubio centrale e una storia nascosta: la veduta di Bratislava in Palazzo Vecchio.

Il laboratorio dell’Opificio delle Pietre dure a Firenze (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.20, sala Verde: CONSERVARE IL PATRIMONIO. Marco Ciatti, soprintendente Opificio delle Pietre Dure, e James Bradburne, direttore Pinacoteca di Brera, sono in programma a “tourismA 2021” nel convegno “Conservare e valorizzare il patrimonio culturale” a cura 4CH.

Cristoforo Gorno, autore e conduttore televisivo: a lui è stato assegnato il premio Francovich 2021 (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 12.00, Auditorium: RAVENNA E GORNO PREMIATI A TOURISMA. Il Premio “R. Francovich” 2021, per la comunicazione museale e la divulgazione del Medioevo, attribuito dalla SAMI – Società Archeologi Medievisti Italiani, è andato al Museo Classis Ravenna, realizzato dalla Fondazione RavennaAntica, e all’autore e conduttore televisivo Cristoforo Gorno. Il prestigioso riconoscimento verrà consegnato dal presidente SAMI prof. Paul Arthur nell’ambito del prossimo “tourismA”.

Particolare della Colonna Traiana a Roma (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 16.20, Auditorium: TRAIANO PRINCIPE IDEALE. Ne parlerà a “tourismA” il professor Livio Zerbini presentando il suo ultimo libro nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Scavo archeologico di un sito indigeno in Corsica (foto AV)

19 dicembre 2021, alle 9.30, sala Onice: CORSICA INDIGENA. Domenica 19 dicembre l’Università e la Collettività di Corsica organizzano a “tourismA” (Palacongressi di Firenze) un convegno su “Mobilità e contatti nel Tirreno durante il I millennio a.C.”.

Copertina del libro “L’ultimo Neanderthal racconta. Storie prime della storia” (Il Mulino) di Giorgio Manzi

19 dicembre 2021, alle 11.30, Auditorium: L’ULTIMO NEANDERTHAL. Ne parlerà Giorgio Manzi, paleoantropologo alla Sapienza Università di Roma, nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)

19 dicembre 2021, alle 14.30, sala Onice: TARAS E VATL, Città di mare e antichi porti del Mediterraneo. Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttore museo Archeologico nazionale di Taranto, parlano del progetto culturale Taras e Vatl, delle due mostre rispettivamente a Vetulonia e Taranto, e del convegno al MArTa.

Alberto Angela e Piero Pruneti a TourismA 2020 (foto AV)

19 dicembre 2021, alle 17.00, Auditorium: ALBERTO ANGELA. Come da tradizione, il divulgatore scientifico e scrittore, Intervistato da Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva, chiuderà l’Incontro Nazionale di Archeologia Viva. Ma quest’anno, l’intervento non sarà in presenza ma da remoto a evitare rischi di contagio per probabili assembramenti.

Nell’ambito del programma “Restituzioni. Tesori d’arte restaurati” Intesa Sanpaolo restaura uno splendido rilievo templare con immagine del dio Heh conservato nel museo civico Archeologico di Bologna: cantiere aperto al pubblico nei giorni 8, 15 e 22 settembre 2021

Una mummia esposta nella sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna (foto istituzione bologna musei)

Intesa Sanpaolo restaura uno splendido rilievo templare con immagine del dio Heh nell’ambito del programma “Restituzioni. Tesori d’arte restaurati”. La tecnologia diagnostica e il restauro incontrano l’antico Egitto al museo civico Archeologico di Bologna. Nell’ambito della XIX edizione di “Restituzioni. Tesori d’arte restaurati”, il programma biennale di restauri di opere d’arte appartenenti al patrimonio nazionale curato e promosso da Intesa Sanpaolo, da mercoledì 8 settembre 2021 prende avvio il restauro di uno splendido rilievo templare con immagine del dio Heh, che data molto probabilmente al regno del sovrano Tolomeo II Filadelfo (285-246 a.C.). Il restauro sarà eseguito da Cristina del Gallo, restauratrice esperta in materiali lapidei. Per presentare e condividere con il pubblico questa importante operazione sono previsti tre giorni di restauro ‘aperto’ all’interno della sezione Egizia – 8, 15 e 22 settembre 2021 (dalle 15 alle 19) -, durante i quali si potranno osservare da vicino il rilievo e i trattamenti conservativi. È possibile accedere con il biglietto del museo nei normali orari di apertura e nel rispetto delle misure di sicurezza finalizzate al contenimento del rischio di contagio da Covid-19.

I coniugi Giampietro e Bianca Puppi in Egitto, settembre 1956 (foto per gentile concessione della famiglia Puppi)
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“Restaurare l’antico”, progetto del museo civico Archeologico di Bologna (foto istituzione bologna musei)

Coordinato sotto il profilo scientifico dalla funzionaria egittologa Daniela Picchi, il progetto consente al museo civico Archeologico di proseguire e aggiornare le attività di ricerca, studio e valorizzazione sulle proprie collezioni storiche. Il restauro è stato preceduto da una campagna diagnostica di imaging, a cura di DI.AR. Diagnostica per immagini per i Beni Culturali, e di indagini micro-invasive, a cura degli esperti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, con il quale il museo vanta una collaborazione pluriennale. I risultati di tali indagini hanno permesso di verificare l’eventuale sopravvivenza di colori, sicuramente presenti in origine, e le caratteristiche della patina che oscura parzialmente il calcare. Il rilievo fu esposto al pubblico per la prima volta al museo civico Archeologico di Bologna nel 1961, in occasione della mostra temporanea “L’Egitto antico nelle collezioni minori dell’Italia settentrionale” curata da Silvio Curto, allora direttore del museo Egizio di Torino. A distanza di mezzo secolo, nel 2013, la famiglia Puppi, che lo possedeva, lo ha generosamente ceduto al museo, perpetuando una tradizione cittadina di donazioni che ha reso ricca e prestigiosa la collezione egiziana di Bologna.

Rilievo templare in calcare con il dio Heh di epoca Tolemaica (332-31 a.C.) donato da Giampietro e Bianca Puppi al museo civico Archeologico di Bologna (foto istituzione bologna musei)

Il rilievo con immagine del dio Heh. Questo frammento lapideo (MCABo EG 3711: 25 x 73 cm) proviene dalla parete di un tempio egiziano non ancora identificato e mostra solo parte di una scena più grande scolpita ad incavo. Vi sopravvive la parte superiore della figura di Heh, una divinità nota sin dall’Antico Regno, che rappresenta il concetto di moltitudine e di infinito. Il dio indossa un ampio pettorale, una barba ricurva e una parrucca dalle fitte ciocche, sormontata da ciò che rimane di un disco solare. È rivolto a sinistra e solleva le braccia all’altezza delle spalle, tenendo in ogni mano un ramo di palma renepet (‘tempo’). Un segno ankh (‘vita’), inclinato verso la testa del dio, è posto nella giunzione tra il ramo di palma e il pugno del dio per sostenere un cartiglio, di cui sopravvive solo la parte inferiore. Il cartiglio a sinistra, sebbene molto danneggiato, permette di identificare gli ultimi due geroglifici del nome di intronizzazione di Tolomeo II Filadelfo (285-246 a.C.), secondo sovrano della dinastia di origine macedone che assunse il potere in Egitto dopo Alessandro Magno. Tutti gli elementi che definiscono l’iconografia del dio, a partire dalla sua stessa figura che ha il valore semantico di ‘milione’, rimandano ai concetti di tempo e di moltitudine, di vita, di dominio e di durata. L’associazione ai cartigli di Tolomeo II sembra tradire l’aspirazione del sovrano a un perpetuo rinnovamento del potere, della legittimità, della forza e della vita, più che il concetto di infinito o infinità di tempo e spazio, che comunque connotano il dio.

restituzioni_tesori-d-arte-restaurati_logoRestituzioni. Tesori d’Arte restaurati è il programma biennale di Intesa Sanpaolo che punta alla salvaguardia del patrimonio storico-artistico del Paese attraverso la restituzione alla collettività di opere d’arte fragili. La conoscenza del territorio dove viviamo passa attraverso la comprensione delle opere d’arte che vi sono state prodotte o che vi sono conservate; ognuna di esse racchiude in sé un brano della nostra storia, di un passato in cui troviamo le ragioni del presente e le radici del nostro futuro. Si tratta di segni dell’uomo, di espressioni della sua più alta dimensione immateriale che prendono forma nella materia. Per questo intrinsecamente fragili. Con questa consapevolezza, dal 1989, attraverso Restituzioni, Intesa Sanpaolo investe risorse, competenze ed energie per la difesa dei beni artistici e per la salvaguardia delle identità territoriali che danno forma alla nostra penisola. Ogni due anni la Banca, in collaborazione con Soprintendenze, Poli museali e Musei autonomi, seleziona un numero consistente di opere bisognose di intervento, ne sostiene il restauro e organizza le mostre temporanee che permettono al pubblico di conoscerne i risultati. A oggi sono oltre un migliaio le opere d’arte restaurate e restituite alla collettività: con testimonianze che spaziano dall’archeologia fino alle soglie dell’età contemporanea, dalla pittura, alla scultura, all’oreficeria, alle manifatture tessili. Il programma si impegna inoltre nel restauro di opere monumentali come gli affreschi giotteschi dell’Abbazia di Chiaravalle e la grande tela di Paolo Veronese Cena di San Gregorio Magno, nella Basilica di Monte Berico a Vicenza, in occasione dei 30 anni di Restituzioni.

Oggi riapre a Reggio Calabria il museo archeologico della Magna Grecia: la casa dei Bronzi di Riace

I Bronzi di Riace nell'allestimento al museo archeologico della Magna Grecia a Reggio Calabria

I Bronzi di Riace nell’allestimento al museo archeologico della Magna Grecia a Reggio Calabria

L’attesa è finita. Inizia l’emozione. Oggi, sabato 21 dicembre, alle 16.30, riapre a Reggio Calabria la casa dei Bronzi di Riace, Palazzo Piacentini, sede del museo archeologico nazionale della Magna Grecia. A più di 40 anni dalla loro scoperta sui fondali del mare prospiciente Riace; a 33 dalla loro prima esposizione a Firenze – dopo il primo lungo delicato restauro a cura dell’Opificio delle Pietre Dure -; a 4 dal loro trasferimento a Palazzo Campanella sede del Consiglio regionale della Calabria dove, come chiusi in un acquario, sotto gli occhi degli occasionali visitatori sono stati distesi e sottoposti a un nuovo ancora più delicato restauro conservativo; a meno di due settimane dal loro ritorno a casa a Palazzo Piacentini, da oggi sarà possibile ammirare di nuovo in posizione eretta le due statue bronzee simbolo dell’arte greca (o magno-greca) del V sec. a.C. in tutto il loro splendore.

L'architetto Paolo Desideri spiega il progetto

L’architetto Paolo Desideri spiega il progetto

L’accelerata imposta dal ministro per i Beni culturali Massimo Bray all’operazione “ritorno a casa” dei Bronzi di Riace ha avuto successo. E oggi pomeriggio il ministro Bray con la soprintendente Simonetta Bonomi e il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, sarà in prima fila all’inaugurazione del Museo della Magna Grecia nel palazzo progettato da Marcello Piacentini nella seconda metà degli anni Trenta del secolo scorso e “ripensato” come un grande museo moderno dall’architetto Paolo Desideri, con un costo complessivo di 32 milioni. “I Bronzi di Riace, dopo quattro anni di restauro, tornano al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Si tratta del ritorno all’esposizione di un patrimonio culturale della Calabria ma anche dell’intera umanità”, ha dichiarato visibilmente soddisfatto il ministro Bray.

I Bronzi di Riace in museo su piedistalli antisismici

I Bronzi di Riace in museo su piedistalli antisismici

Dopo la delicata operazione per riportare i due guerrieri nel museo, cui ha assistito il ministro Bray, i tecnici hanno lavorato per rimettere in piedi i due bronzi. È toccato prima alla statua del “vecchio”, denominato con la lettera B, e poi, sabato scorso, a quella del “giovane”, la statua A. “I due bronzi – spiegano i tecnici – sono stati issati su speciali piedistalli a più strati, con una prima parte ancorata al pavimento sulla quale poggiano 4 sfere di marmo sopra le quali è stato fissato il basamento con il guerriero. È stato poi aggiunto un sistema di contrappesi per bilanciare la statua. Si tratta di una struttura sperimentale fortemente italiana anche nella scelta del materiale, che è marmo di Carrara.

La copertura trasparente del cortile interno del museo di Reggio Calabria

La copertura trasparente del cortile interno del museo di Reggio Calabria

Il grande cortile interno coperto del museo della Magna Grecia

Il grande cortile interno coperto del museo della Magna Grecia

“Il visitatore del nuovo Museo di Reggio Calabria”, spiegano l’architetto Paolo Desideri dello studio ABDR che si è avvalso della collaborazione dell’artista calabrese Alfredo Pirri, “avrà la sensazione di entrare in una piazza per assistere ad uno spettacolo teatrale con gli attori principali. Uno spazio consegnato alla città per la fruizione continua, soprattutto se andrà in porto la realizzazione dell’accesso diretto da Piazza De Nava.

Progetto di ampliamento del Museo di Reggio Calabria dello studio Desideri

Progetto di ampliamento del Museo di Reggio Calabria dello studio ABDR di Paolo Desideri

Creando una specie di partitura musicale/letteraria, soggetta alle variazioni della luce del giorno a motivo della sua struttura tridimensionale, Pirri ha creato un nuovo proscenio che lascia intravedere le ombre dei tre protagonisti (Bronzi e Testa del Filosofo) collocati nel piano principale del Museo, il mito della Magna Grecia”. Paolo Desideri ha illustrato le scelte operate e i successivi interventi tecnici su quello che a breve diventerà un nuovo punto di riferimento per la città: “Benché la struttura fosse stata realizzata interamente in cemento armato, era necessario adeguarla alle nuove norme antisismiche e dotarla di una moderna impiantistica. Per evitare un forte impatto visivo si è scelto di rafforzare l’edificio con un nucleo centrale posto nell’ex corte esterna come elemento stabilizzatore dell’intera struttura e spina dorsale dei nuovi impianti. Questo nucleo centrale risolve i problemi strutturali e consente di avere un nuovo spazio che servirà da ingresso per portare i visitatori nel rinnovato percorso museale. I reperti saranno parte di un preciso contesto storico e di percorso che dalla preistoria si conclude nella sala dei Bronzi; squarci di quotidianità remota e non semplici oggetti in bella mostra. In cima al Museo è stato creato un ulteriore piano destinato a caffetteria con un piano calpestabile trasparente dell’ex cortile esterno costruito con una struttura geodetica (Tensegrity)”.

Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti

Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti

L’apertura al pubblico riguarderà inizialmente un piano del monumentale museo nazionale della Magna Grecia. Ma si sta già lavorando al riallestimento totale della struttura, che sarà pronta entro aprile 2014. Ci sarà poi la ristrutturazione della piazza antistante, piazza De Nava, con i lavori già finanziati con fondi europei (10 milioni da spendere entro il 2015). La riapertura del Museo è, a tutti gli effetti, una delle notizie più attese nel mondo culturale e, a Reggio Calabria, è stata accolta con grande commozione. “La Calabria può mettere in mostra la sua vera natura: quella culturale. È l’inizio della rinascita”, ha proclamato il governatore Scopelliti, che già sogna le masse di turisti riversarsi a Reggio Calabria come avvenne nel lontano 1980 a Firenze, alla prima esposizione dei Bronzi, mostra che aprì in un certo senso la strada alle grandi mostre archeologiche di forte richiamo per il grande pubblico.  Ma proprio quel pubblico che mostrò di amare i due guerrieri, sembrò negli anni aver perso la strada per venirli ad ammirare nella loro casa a Reggio Calabria. Ora quella casa è diventata più accogliente ed è pronta a ricevere gli appassionati da tutto il mondo.