Ministero della Cultura. Annunciati i direttori delegati dei quattro istituti cui Giuli non ha rinnovato il mandato: museo nazionale Romano, Palazzo Reale di Napoli, musei nazionali di Matera, musei nazionali di Bologna

A pochi giorni dall’annuncio da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, della pubblicazione di un bando di gara internazionale per la selezione dei candidati a Direttore per cinque istituti di prima fascia e 11 di seconda fascia, con il contestuale annuncio che per quattro direttori non ci sarebbe stato il rinnovo del mandato (vedi Ministero della Cultura. Annunciata la pubblicazione di un bando di gara internazionale per la selezione dei candidati a Direttore per cinque istituti di prima fascia e 11 di seconda fascia: incarichi per enti scoperti per accorpamento, nuova istituzione, aggiornamento della fascia; o per fine mandato. Per 4 direttori il ministro Giuli non rinnova l’incarico | archeologiavocidalpassato),il ministero della Cultura ha comunicato che il Capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo, di concerto con il ministro della Cultura, ha conferito le deleghe di direttore del museo nazionale Romano a Edith Gabrielli, direttrice generale dell’istituto ViVe – Vittoriano e Palazzo Venezia. Il ministero della Cultura ha poi comunicato che la direzione generale Musei ha provveduto a coprire gli altri tre posti rimasti scoperti incaricando altrettanto delegati, “nelle more della pubblicazione e dell’espletamento della procedura di selezione dei nuovi direttori titolari”. A Palazzo Reale di Napoli arriva l’arch. Paola Ricciardi, dirigente MiC; ai musei nazionali di Matera – Direzione regionale Musei nazionali Basilicata il dott. Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari; ai musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia Romagna il dott. Costantino D’Orazio, direttore dei musei nazionali di Perugia – direzione regionale Musei nazionali Umbria. I direttori delegati, sulla base degli obiettivi assegnati dal direttore generale Musei, si occuperanno non solo di garantire la continuità amministrativa e la gestione ordinaria, ma anche di assicurare l’efficace realizzazione dei progetti in essere o in programmazione, con particolare riferimento a quelli relativi al PNRR.
#domenicalmuseo: Pompei si conferma il sito più frequentato anche nella domenica a ingresso gratuito di novembre, seguito da Colosseo e Foro-Palatino
#domenicalmuseo: per domenica 3 novembre 2024 a ingresso gratuito, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali, si confermano, nello stesso ordine di ottobre 2024, ai primi tre posti della classifica assoluta dei siti visitati Pompei (25.604 ingressi, 10mila in meno di ottobre, ma 7mila in più di settembre), seguita al secondo posto dal Colosseo (16.358) e al terzo dal Foro Romano-Palatino (14.167).

Casa degli Augustali ad Ercolano: il parco ha registrato 3806 ingressi nella domenica di novembre a ingresso gratuito (foto paerco)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 25.604; Colosseo – Anfiteatro Flavio 16.358; Foro Romano e Palatino 14.167; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 13.365; Terme di Caracalla 5.708; Museo e area archeologica di Paestum 5.536; Museo archeologico nazionale di Napoli 5.150; Villa Adriana 3.947; Parco archeologico di Ercolano 3.806; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 2.950; Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.216; MAN Mario Torelli, parco archeologico e catacombe ebraiche di Venosa 1.845; Museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.704; Museo di Palazzo Grimani 1.567; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.461; Necropoli dei Monterozzi e Museo archeologico nazionale di Tarquinia 1.344; Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano 1.302; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.121; Necropoli della Banditaccia e Museo nazionale archeologico Cerite a Cerveteri 1.060; Museo archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” 1.050; Museo delle Civiltà 957; Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila 926; Musei Nazionali di Cagliari 875; Parco archeologico dell’Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 7.14; Museo Archeologico Nazionale di Ravenna 560; Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps 558; Villa di Poppea-Oplontis 487; Parco archeologico di Cuma 457; Museo archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e Parco archeologico di Egnazia 447; Capo di Bove 440; Le castella 440; MAN e Castello di Manfredonia 434; Parco archeologico delle Terme di Baia 414; Parco archeologico di Siponto 402; MAN di Sperlonga e Villa di Tiberio 349; MAN e teatro romano di Spoleto 336; MAN della Sibaritide 300.
#domenicalmuseo: Pompei con oltre 36mila visitatori (il doppio di settembre: un record) è il sito più frequentato nella domenica a ingresso gratuito di ottobre, seguito da Colosseo e Foro-Palatino. Zuchtriegel, direttore di Pompei: “Bisogna definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei”
Più di 36mila visitatori in un giorno a Pompei: un record di ingressi mai prima raggiunto nelle domeniche gratuite, cui ha contribuito anche la concomitanza della supplica alla Madonna di Pompei e il bel tempo. Una tempesta perfetta! Per la prima domenica di ottobre 2024 a ingresso gratuito Pompei si conferma – nella classifica assoluta – il sito più visitato (36.480 ingressi: il doppio di settembre quando sono stati 18.356). Ma cambiano gli altri due gradini del podio: al secondo posto il Colosseo (21.423) e al terzo il Foro Romano-Palatino (14.098).

#domenicalmuseo: con oltre 35mila ingressi è record di visitatori a Pompei la prima domenica del mese di ottobre 2024 (foto parco archeologico pompei)
“Grande merito dei colleghi e delle colleghe del Parco, in particolare del personale di vigilanza, di accoglienza, delle pulizie e di biglietteria, che ringrazio per la gestione altamente professionale della giornata”, ha detto il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Ora bisogna riflettere come gestire al meglio questi flussi, che testimoniano il successo del modello Pompei ma che potrebbero esporre il patrimonio e la sicurezza anche a potenziali rischi. Siamo al lavoro insieme a Ministero, Prefettura e territorio per definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei ovvero sulla rete di siti tra Castellammare, Lettere, Torre Annunziata, Boscoreale, Terzigno e Poggiomarino per canalizzare l’interesse del pubblico verso tesori che meritano di essere più conosciuti. E trasformeremo lo scavo di Civita Giuliana, che sta restituendo i quartieri servili di una villa romana in uno stato di conservazione unico, in un ulteriore nodo della rete territoriale dell’archeologia vesuviana, quell’avventura scientifica singolare che ebbe inizio nel 1748 a Pompei e continua tuttora”.

#domenicalmuseo: al museo Archeologico nazionale di Napoli oltre 6mial visitatori a ottobre 2024 (foto mann)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 36.480; Anfiteatro Flavio 21.423; Foro Romano e Palatino 14.098; Pantheon 10.076; museo e area archeologica di Paestum 9.011; Terme di Caracalla 7.457; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.262; parco archeologico di Ercolano 4.699; Villa Adriana 3.916; parco archeologico di Siponto 3.610; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 3.490; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.972; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.872; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.364; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.339; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.291; museo di Palazzo Grimani 1.167; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.151; Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.150; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1.129; Villa della Regina 1.129; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.124; Appia antica – Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.100; Villa di Poppea-Oplontis 777; parco archeologico delle Terme di Baia 587; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 562; parco archeologico di Cuma 548; museo Archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e parco archeologico di Egnazia 470; Santuario di Ercole vincitore 419; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 412; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” 370; area archeologica di Velia 343; Appia antica – Capo di Bove 300.
#domenicalmuseo: Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di settembre, seguito da Pantheon e Colosseo
Per la prima domenica di settembre 2024 a ingresso gratuito Pompei si conferma – nella classifica assoluta – il sito più visitato (18.356 ingressi), ma si invertono gli altri due gradini del podio: al secondo posto il Pantheon (14.759) e al terzo il Colosseo (14.576).

Visitatori nell’area archeologica di Ostia antica (foto graziano tavan)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 18.356; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 14.759; Colosseo 14.576; Foro Romano e Palatino 8.342; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; museo e area archeologica di Paestum 2.569; Villa Adriana 2.468; Terme di Caracalla 2.157; parco archeologico di Ercolano 1.837; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.755; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.750; area archeologica di Ostia antica 1.465; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.074; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.044; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 977; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 928; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 881; musei nazionali di Cagliari 841; parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo 800; museo Archeologico nazionale di Taranto 709; museo delle Civiltà 683; museo di Palazzo Grimani 611; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 392; museo Archeologico nazionale di Ravenna 352; museo Archeologico nazionale di Firenze 344.
#domenicalmuseo: Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di agosto, seguito da Colosseo e Pantheon. Il ministro Sangiuliano: “Anche questa domenica al museo di agosto si chiude con un bel risultato in termini di affluenza nei musei e nei parchi archeologici statali”
Per la prima domenica di agosto 2024 a ingresso gratuito Pompei torna – nella classifica assoluta – il sito più visitato (17.463 ingressi), seguito dal Colosseo (15.880) e dal Pantheon (12.573). “Anche questa domenica al museo di agosto si chiude con un bel risultato in termini di affluenza nei musei e nei parchi archeologici statali”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Tantissimi visitatori hanno potuto trascorrere parte della loro giornata immersi nella bellezza del patrimonio culturale della nazione. Questi risultati confermano la nostra azione e spingono ad aumentare il nostro impegno per rendere le nostre strutture sempre più accoglienti, moderne ed efficienti. Il mio grande ringraziamento va a tutti i lavoratori che, anche oggi, hanno garantito con la loro professionalità l’apertura dei siti”.

Visitatori all’ingresso dell’antiquarium di Ercolano (foto paerco)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 17.463; Colosseo 15.880; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.573; Foro Romano e Palatino 8.995; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.467; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 2.710; museo e area archeologica di Paestum 2.310; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.689; Villa Adriana 1.232; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.077; museo Archeologico nazionale di Taranto 866; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 846; musei nazionali di Cagliari 731; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 729; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 493; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 485; museo Archeologico nazionale di Ravenna 418; museo delle Civiltà 378; museo Archeologico nazionale di Firenze 373; necropoli della Banditaccia e museo nazionale archeologico Cerite a Cerveteri 306.
Norchia (Vt). Visita speciale al cantiere di scavo all’area monumentale della Tomba Lattanzi (che rivela legami stretti ed inaspettati con la Macedonia di Alessandro Magno) condotto dall’équipe internazionale guidata dal prof. Jolivet, del CNRS/École Normale Supérieure de Paris. Prenotazione obbligatoria

La monumentale Tomba Lattanzi nella necropoli di Norchia (Vt) (foto sabap-vt-etru-mer)
Nuove indagini di scavo e nuove visite alla necropoli di Norchia e alla Tomba Lattanzi. La soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, in collaborazione con l’80° Reggimento “Roma” del Poligono di Monte Romano, anche quest’anno ha organizzato la visita al cantiere di scavo all’area monumentale della Tomba Lattanzi a Norchia. Quest’ultimo è condotto dall’équipe internazionale guidata dal prof. Vincent Jolivet, del CNRS/École Normale Supérieure de Paris, dal 2022 titolare di una concessione di scavo triennale sul sito. Appuntamento sabato 27 luglio 2024, alle 9.30, per la visita guidata della durata di tre ore circa. Punto di incontro al parcheggio in località Cinelli all’ingresso all’area archeologica di Norchia. Si può partecipare con prenotazione obbligatoria alla mail della Soprintendenza: sabap-vt-em.eventi@cultura.gov.it. Si consiglia di dotarsi di tanta acqua e di vestirsi con un abbigliamento comodo e adeguato al sito: scarpe da trekking, pantaloni lunghi e cappello.

“Lo stamnos di Marce Atie” proveniente da una delle tombe della necropoli di Norchia (foto sabap-vt-etru-mer)
Il sito di solito è precluso al pubblico in quanto di proprietà demaniale ricadente all’interno dell’area del Poligono Militare di Monte Romano. La promozione, il censimento, la tutela e la conservazione del patrimonio ambientale e culturale del demanio militare rientrano tra gli obiettivi strategici della Difesa, permettendo così risultati tangibili e benefici alla conoscenza, da parte del pubblico, di un patrimonio storico inestimabile. Grazie al rinnovato accordo di collaborazione della Soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale con lo Stato Maggiore dell’Esercito, è stato possibile fissare la visita e, in aderenza al suddetto accordo, sono state realizzate anche la documentazione laser scanner e la fotogrammetria della Tomba Lattanzi. La necropoli di Norchia è un complesso archeologico, naturalistico e paesaggistico di alto valore. Molte le pertinenze portate qui alla luce già in passato dalle indagini di scavo condotte sotto la direzione scientifica del prof. Vincent Jolivet. Ad esempio, proprio da una delle tombe minori della necropoli di Norchia, proviene lo stamnos di Marce Atie: vaso etrusco a figure rosse, rivenuto integro, che spicca per l’unicità iconografica ed epigrafica. Scoperto durante l’ultima campagna di scavo, cofinanziata dalla fondazione ARPAMED (Paris), restaurato grazie al supporto della fondazione Luigi Rovati (Milano), è stato esposto nell’ambito della mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi” al museo nazionale Romano, e più recentemente di quella al museo Archeologico nazionale di Tarquinia: “Gli eroi di Marce Atie. Gli Etruschi dipingono il mito”.

Quanto rimane della Sfinge all’esterno della Tomba Lattanzi nella necropoli di Norchia (foto sabap-vt-etru-mer)
La Tomba Lattanzi, del tipo a facciata con due ordini, appartenuta alla famiglia Churcle, è databile all’età ellenistica (fine del IV secolo a.C.). I connotati di stampo greco-orientali, tipici dell’Asia Minore, dimostrano un’influenza culturale greca su quella etrusca. Ciò la rende paragonabile a quella Ildebranda a Sovana (Sorano, in provincia di Grosseto, Toscana). Ma anche ad esempi ‘macedoni’, soprattutto nelle scelte architettoniche, che ricordano molto i palazzi macedoni e in particolare le residenze dei sovrani ellenistici di Verghina (uno dei più importanti siti archeologici della Grecia) e Pella (dove il palazzo reale, ampio più di 7 ettari, è stato decorato dai più grandi artisti greci del V/IV sec., fra cui il noto pittore Zeusi). E soprattutto alla tomba di Grotte Scalina, come spiega il prof. Jolivet, che ricorda: “Abbiamo richiesto il permesso di scavo alla tomba Lattanzi a seguito dello scavo della tomba monumentale etrusca di Grotte Scalina (2010-2018), sepolcro databile alla fine del IV secolo a.C., che è l’unica a presentare la stessa tipologia architettonica. Ambedue le tombe – che sono le più monumentali e complesse dell’Etruria rupestre – hanno rivelato legami stretti ed inaspettati con la Macedonia di Alessandro Magno, che consentono di ripensare il posto dell’Etruria sullo scacchiere politico del Mediterraneo, alla vigilia della conquista romana”.
Festa della Repubblica e #domenicaalmuseo. L’area archeologica di Pompei è il sito più visitato seguito dal Pantheon: il Colosseo aperto solo nel pomeriggio per la parata del 2 giugno. Il ministro Sangiuliano: “Questa è una giornata di festa in cui anche il patrimonio culturale è giusto sia protagonista”

Il Pantheon a Roma è stato il secondo sito più visitato nel giorno della Festa della Repubblica del 2 giugno 2024 (foto mic)
Nella Festa della Repubblica del 2 giugno 2024, che quest’anno è coincisa con la #domenicalmuseo del mese, con l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali, nella classifica generale, Pompei con 27.250 visitatori è stato il sito più visitato d’Italia seguito dal Pantheon (11.957) e dalla Reggia di Caserta (11.399). Questa volta non figura sul podio il Colosseo ma non perché il pubblico lo abbia snobbato, ma perché, per le celebrazioni del 2 giugno su via dei Fori imperiali, il monumento (come il Foro romano e il Palatino) sono stati aperti solo nel pomeriggio. “Quella di oggi, 2 giugno, è stata una giornata di festa per la nostra Repubblica, in cui abbiamo onorato i valori di coesione nazionale2, commenta il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Ho voluto fortemente che in una ricorrenza identitaria come questa anche il patrimonio culturale fosse protagonista. Dallo scorso anno, infatti, oltre alle prime domeniche del mese in cui è previsto l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici, ho voluto aggiungere altre tre date altamente simboliche della nostra storia: il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Secondo i primi numeri sull’affluenza dei visitatori, sono stati tantissimi a voler festeggiare la Repubblica visitando i luoghi della cultura statali. Una scelta che testimonia la centralità del nostro patrimonio artistico e architettonico nonché dei nostri musei sempre più vissuti come luoghi cardini della geografia identitaria italiana”.

Al parco archeologico di Ercolano quasi 3mila visitatori nel giorno della Festa della Repubblica del 2 giugno 2024 (foto paerco)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici: area archeologica di Pompei 27.250; Pantheon 11.957; Colosseo 7.096 (il Parco è stato aperto dalle 14.15 per la parata del 2 giugno); museo e area archeologica di Paestum 5.430; 5.150; Foro Romano e Palatino 3.644 (il Parco è stato aperto dalle 14.15 per la parata del 2 giugno); parco archeologico di Ercolano 2.976; Terme di Caracalla 2.204; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.681; Villa Adriana 1.671; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.598; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.365; Museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1.284; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.186; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.130; Museo delle Civiltà 934; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 838; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e area archeologica 662; Villa di Poppea-Oplontis 606; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 560; museo Archeologico nazionale della Lomellina 477; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 474; museo Archeologico nazionale di Firenze 472; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 365; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 340; antiquarium di Boscoreale 313; parco archeologico di Cuma 308.
Roma. A Palazzo Massimo – museo nazionale Romano incontro di studio “Forme e Aspetti del Paesaggio. Percorrendo le strade dell’Italia antica”: due giornate sul paesaggio come era percepito da chi percorreva le strade dell’Italia antica
A Palazzo Massimo – museo nazionale Romano, venerdì 22 e sabato 23 marzo 2024, incontro di studio “Forme e Aspetti del Paesaggio. Percorrendo le strade dell’Italia antica”: due giornate che intendono proporre alla discussione il paesaggio quale percepito da chi percorreva le strade dell’Italia antica. Nello spirito di apertura dell’Atlante tematico di Topografia antica a cura di Stefania Quilici Gigli e Lorenzo Quilici (L’Erma di Bretschneider), l’incontro mira a suscitare molteplici e nuove declinazioni del tema, sulla base di esperienze, linee di ricerca, studi quanto mai vari, che rispecchino nuovi interessi o un diverso approccio ad argomenti con una lunga tradizione di studio. Il tema verrà quindi affrontato sotto aspetti diversi e varie declinazioni, liberamente scelte dai relatori. Venerdì 22 marzo 2024, alle 9.30, dopo i saluti istituzionali di Stéphan Verger e Roberto Marcucci, apre la prima sezione, presieduta da Eugenio La Rocca, la relazione introduttiva “Archeologia del paesaggio, archeologia della memoria” sarà tenuta da S. Verger. Quindi, sui paesaggi del mito interventi di F. D’Andria, S. Solano, A. Buonopane, G.L. Gregori, E. Giorgi. Dopo la discussione e la pausa caffè, alle 11.45, la nuova sezione, presieduta da Simone Quilici, sui paesaggi sacri e religiosi vede interventi di R. Brancato, E. Tortorici, V. Fiocchi Nicolai, L. Spera, e sui paesaggi funerari con E. Moormann, S. Molls, C. Veen; B. Fochetti, P. Liverani. Discussione. Nel pomeriggio, alle 15, terza sessione, presieduta da Gianluca Tagliamonte, su trasformazioni, variazioni del paesaggio, delle sue infrastrutture in contesti e tempi diversi, con M. Guaitoli, G. Cera, G. Renda, M.L. Marchi, G. Forte. Dopo la discussione e la pausa caffè, alle 17, la quarta sessione, presieduta da Marcello Spanu, sulla percezione del paesaggio con P. Tartara, M.S. Busana, E. Pandolfo, A. Vacilotto, O. Belvedere, A. Burgio, M. Cangemi, A. Di Maggio, F. Modica. La discussione chiude la prima giornata. Sabato 23 marzo 2024, la seconda giornata apre alle 9.30, con la quinta sessione, presieduta da Andrea Giardina, sul paesaggio nell’ordine delle divisioni agrarie con Capogrossi Colognesi, E. Tassi, S. Quilici Gigli, G. Ceraudo, V. Ferrari, e sui paesaggi della produzione con J. Bonetto, S. Dilaria, C. Previato, A. Facchi, G. Falezza, G. Scardozzi. Dopo la discussione e la pausa caffè, alle 12, sesta e ultima sessione, presieduta da Dieter Mertens, su il paesaggio militare con M. Jonasch, A.R. Giotto, J. Turchetto, e sulla crudeltà nel paesaggio con L. Quilici. La discussione chiude le due giornate di studio al museo nazionale Romano.
Fara in Sabina (Ri). Il Carro del Principe di Eretum torna a casa. Ultimati la ristrutturazione e l’allestimento di Palazzo Brancaleoni, sede del museo civico Archeologico, si inaugura la sala dedicata al corredo della Tomba XI di Colle del Forno con il Carro del Principe, trafugato nel 1970 e restituito dalla Ny Carlsberg di Copenaghen nel 2016
Il Carro del Principe di Eretum torna a casa. Sabato 16 marzo 2024 il museo civico Archeologico di Fara in Sabina apre le sue porte al corredo funerario della Tomba XI della Necropoli di Colle del Forno e al suo reperto più celebre: il Carro del Principe di Eretum. Dopo un anno di lavori di ristrutturazione e di allestimento degli spazi museali di Palazzo Brancaleoni, verranno inaugurate le nuove sale dedicate all’esposizione dei preziosi materiali del VII sec. a.C., che qui troveranno una permanente collocazione. Il recupero, il restauro, la fruizione e valorizzazione del prezioso ritrovamento sono stati resi possibili dal lavoro sinergico del Comune di Fara in Sabina e della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti. Lo sforzo per consegnare alla comunità questo antico tesoro è intimamente legato alle vicende del suo “ritorno” in patria, che rendono ancora più significativa l’appartenenza di questi preziosi beni al suo territorio. Si era infatti persa traccia di gran parte del corredo del Carro di Eretum, saccheggiato e illecitamente esportato, fino a quando le autorità italiane hanno identificato tale patrimonio all’interno delle collezioni della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen e, dopo anni di trattative, grazie all’intervento del Comando TPC dei Carabinieri, hanno ottenuto indietro quanto a breve tutti potranno ammirare. L’evento avrà inizio alle 16 alla Collegiata di Sant’Antonino di Fara in Sabina (piazza del Duomo) con la conferenza di presentazione della Sala della Tomba XI di Eretum, per proseguire dalle 17 a Palazzo Brancaleoni, sede del museo Archeologico, con l’inaugurazione dei nuovi spazi museali.
Un’anticipazione di questo evento atteso da anni c’era stata nel 2021 con l’allestimento della mostra “Strada facendo. Il lungo cammino del Carro di Eretum”, prima in Palazzo Dosi a Rieti e poi a Roma al museo nazionale Romano. Erano passati più di quarant’anni da quando la Tomba XI di Eretum (Colle del Forno – Montelibretti) era stata trafugata dai clandestini e venduta sul mercato antiquario. Il meraviglioso corredo della famiglia reale che governò l’antica città sabina, alleata di Veio e ben nota ai Romani per essersi a lungo opposta alla loro conquista, è tornato in patria dal museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen che lo aveva acquistato ed esposto nelle sue sale. In quell’occasione per la prima volta i reperti provenienti dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen e quelli conservati nel museo civico Archeologico di Fara in Sabina venivano presentati insieme nella mostra a cura di Alessandro Betori, Francesca Licordari e Paola Refice, con l’allestimento progettato da Daniele Carfagna. Un percorso articolato in tre sale di esposizione conduceva il visitatore indietro nel tempo fino al VII secolo a.C., per scoprire – col commento di una colonna sonora originale – uno spaccato significativo della civiltà sabina attraverso i corredi funerari della stirpe del misterioso e potente principe di Eretum. Sono passati altri tre anni, ma ora il carro del principe di Eretum è tornato definitivamente a casa.

Il carro principesco di Eretum, trafugato da Fara in Sabina, quando era esposto al Ny Calsberg Glyptotek di Copenhagen (foto sabap-ri)
Il Cnr ha eseguito gli scavi nella necropoli di Colle del Forno, che comprende 40 tombe, a due riprese, 1971-1977 (Centro di Studio per l’Archeologia Etrusco-Italica) e 2003-2009 (Iscima). Il materiale della necropoli, compresa la tomba XI, è in studio da parte di Paola Santoro, dirigente di ricerca Cnr emerito, e di Enrico Benelli Cnr-IsMed che hanno eseguito un’ampia consulenza scientifica sia in occasione del restauro (effettuato nei laboratori del museo nazionale Romano, dalla restauratrice Marina Angelini), sia per l’esposizione del 2021, nella scelta dei materiali e nella redazione dei testi dei pannelli e dei cartellini. La maggior parte dei resti dei carri vennero trovati nel corso di uno scavo clandestino eseguito nel 1970, che ha portato alla dispersione di buona parte del corredo sul mercato antiquario illegale. La maggior parte dei pezzi furono acquistati dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen; nel 1979 Paola Santoro cominciò a sospettare che quegli oggetti comparsi improvvisamente a Copenaghen provenissero dalla tomba (che lei aveva trovato nel 1973, già devastata, e aveva potuto raccogliere solo una piccola parte dei materiali, quelli sopravvissuti al saccheggio del 1970). Nel 1995 il confronto fra i pezzi ha potuto dare la certezza della provenienza; in seguito i Carabinieri, nel corso delle indagini sull’attività di uno dei più noti trafficanti di opere d’arte, Giacomo Medici, hanno trovato tutta la documentazione relativa al contrabbando dei materiali. Da qui è partita una lunga procedura legale internazionale, che ha portato alla restituzione del materiale allo Stato italiano nel 2016 (vedi Il carro del principe sabino di Eretum, in lamine dorate (VII-VI sec. a.C.), protagonista della mostra “Testimoni di civiltà – L’art. 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione”, aperta a Roma alla Camera dei Deputati con i reperti recuperati dal nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri | archeologiavocidalpassato). La tomba XI non apparteneva solo al “principe” (cioè il signore che possedeva i due carri), ma c’era tutta la famiglia, per molte generazioni, dall’inizio del VII secolo a.C. alla fine del IV secolo a.C. (quindi circa 4 secoli di uso). Il ritorno del materiale da Copenaghen, la riunione con quello scavato da Paola Santoro, e il nuovo restauro hanno permesso di scoprire tante novità, che aiuteranno a capire la storia di questa tomba, molto più complicata di quanto si pensasse in origine.

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