Roma. A Palazzo Massimo visita guidata speciale alla mostra fotografica “Hidden Collections” con l’artista Giorgio Di Noto e il curatore Alessandro Dandini de Sylva
Martedì 21 ottobre 2025, alle 21, a Palazzo Massimo a Roma, occasione speciale per visitare la mostra fotografica “Hidden Collections” che presenta la ricerca sviluppata dall’artista Giorgio Di Noto sul patrimonio invisibile del museo e propone una riflessione sul rapporto tra archeologia, archivio e fotografia come pratiche di selezione, interpretazione e costruzione della memoria, tra documento e invenzione. Ad accompagnare i partecipanti due guide speciali: l’artista Giorgio Di Noto e il curatore Alessandro Dandini de Sylva. Prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/visita-della-mostra-hidden….

Mostra fotografica “Hidden collections” di Giorgio Di Noto: statue fittili frammentarie, pellicola (foto mnr)
Dal 15 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026 a Palazzo Massimo c’è la mostra fotografica “Hidden Collections” di Giorgio Di Noto, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, con il coordinamento di Agnese Pergola che propone un allestimento in dialogo con le opere e gli spazi del Museo. La mostra è parte del più ampio progetto di committenza fotografica vinto dal museo nazionale Romano con il Bando Strategia Fotografia 2024 promosso dalla direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura, per il quale il fotografo Giorgio Di Noto ha portato avanti una ricerca visiva sul patrimonio invisibile del Museo. Il progetto si concentra su quegli spazi solitamente inaccessibili al pubblico, come l’Archivio fotografico, i depositi e i laboratori di restauro. “Hidden Collections” affronta l’archeologia come un dispositivo critico, al pari della fotografia, capace di selezionare, isolare e interpretare. L’immagine diventa così uno strumento per interrogare la memoria e la testimonianza, mettendo in discussione il confine tra visibile e invisibile.

Mostra fotografica “Hidden collections” di Giorgio Di Noto: tomba di Cicerone a Formia, lastra di vetro (foto mnr)
Il cuore della mostra è rappresentato dall’Archivio fotografico del museo nazionale Romano, ospitato a Palazzo Massimo, esplorato come un vero e proprio terreno archeologico, in cui le fotografie diventano reperti da scavare e ri-mediare, attraverso una riflessione e una ricerca sul tema del nascondimento, dell’isolamento e della mascheratura. Il processo di riproduzione e archiviazione dei reperti diventa esso stesso materia d’indagine: maschere, cancellazioni e altre tecniche pensate per isolare e rendere leggibile l’oggetto fotografato finiscono per generare nuove stratificazioni di senso. Così, ciò che doveva essere sfondo invisibile si carica di presenza; ciò che era atto tecnico si rivela gesto critico, svelando possibilità inattese di lettura. Il progetto è accompagnato da una pubblicazione edita da Quodlibet.
Roma. A Palazzo Massimo per la rassegna “Al centro di Roma” la conferenza “Il vecchio, il nuovo (e noi che stiamo nel mezzo)” di Francesca Serra, professoressa dell’università di Ginevra
Per la rassegna “Al centro di Roma”, ideata quattro anni fa da Edith Gabrielli per il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia per rendere il museo un luogo di incontro tra patrimonio, ricerca e società, e che quest’anno si è estesa al museo nazionale Romano, con tre nuovi percorsi tematici: sul collezionismo d’arte, sulla letteratura italiana ed europea e sulla letteratura latina, appuntamento martedì 21 ottobre 2025, alle 18, a Palazzo Massimo a Roma, Francesca Serra, professoressa ordinaria di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’università di Ginevra, presenta “Il vecchio, il nuovo (e noi che stiamo nel mezzo)”. Introducono Edith Gabrielli e Gabriele Pedullà. Ingresso libero su prenotazione fino ad esaurimento posti. Prenotazioni al link. Nel dibattito tra antichi e moderni non è previsto stare nel mezzo. Perché stando nel mezzo, il senso stesso del dibattito verrebbe meno. In realtà ogni testo letterario è una ricerca di conciliazione tra vecchio e nuovo: se fosse troppo vecchio sarebbe desueto, se fosse troppo nuovo sarebbe illeggibile. Camminare sul crinale tra vecchio e nuovo può dare le vertigini, per paura di scivolare da una parte o dall’altra. Ma anche farci vedere cose impreviste. Di sicuro, ogni volta che una generazione cambia punto di vista, c’è sempre qualcuno che alza il dito per dire: “Io sono il vecchio e il nuovo”.
Francesca Serra è professoressa di Letteratura italiana e decana della facoltà di Lettere dell’università di Ginevra. Ha scritto: Casanova autobiografo (2004), Calvino (2006), Le brave ragazze non leggono romanzi (2011), La morte ci fa belle (2013), La grande Blavatsky (2016). Tra il 2017 e il 2021 ha ideato e diretto il progetto “Atlante Calvino” del Fondo Nazionale Svizzero della ricerca.
L’incontro rientra nel ciclo “Antico Moderno: viaggio nelle letterature europee” a cura di Gabriele Pedullà, professore ordinario di Letteratura italiana all’università̀ di Roma Tre. Antico e moderno. La letteratura, non solo italiana, si colloca su questo doppio asse: la forza modellizzante della tradizione e le sue contestazioni radicali; il culto del passato e il gusto della sperimentazione; le lunghe stasi e i momenti di accensione bruciante, ma anche – su un piano completamente diverso – l’eterna battaglia tra il mondo che c’è, quello che c’è stato e quello che potrebbe esserci. Usare questa coppia concettuale è dunque un modo per attraversare la poesia, la prosa e il teatro di ieri ma anche per riattivare il nesso tra presente, passato e futuro su cui si fonda ogni esperienza artistica originale, con uno sguardo sul domani. Perché, come ha scritto la grande narratrice tedesca Anna Seghers (non pensando solo alla letteratura), “se non c’è più futuro, il passato è esistito invano”.
Roma. L’archeologa Federica Rinaldi, a meno di tre mesi dalla nomina ministeriale, si è insediata alla direzione del museo nazionale Romano: “Sono emozionata e onorata di dirigere uno tra i più prestigiosi musei al mondo”
A metà luglio 2025 la nomina di Federica Rinaldi, già archeologa direttore del Colosseo, alla direzione del museo nazionale Romano da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli (vedi Il ministro Giuli ha nominato i direttori dei musei di prima fascia: Contessa alla Galleria dell’Accademia di Firenze, Sirano al museo Archeologico nazionale di Napoli, Rinaldi al museo nazionale Romano, D’Agostino ai musei Reali di Torino e Quilici al parco archeologico del Colosseo | archeologiavocidalpassato), il 6 ottobre 2025 Federica Rinaldi ha preso servizio come direttrice del museo nazionale Romano, istituto museale di livello generale già diretto da Stéphan Verger fino al 2024 e poi, come direttrice generale ad interim, da Edith Gabrielli, direttrice del ViVe.
“Sono emozionata e onorata di dirigere il museo nazionale Romano tra i più prestigiosi musei al mondo”, le prime parole della direttrice al suo insediamento, “noto per il suo patrimonio, le sue collezioni, i suoi straordinari depositi. Le sfide che ci aspettano sono numerose, in primis la restituzione della Crypta Balbi, l’apertura del Medagliere, i nuovi allestimenti museali, la riattivazione dei servizi al pubblico, ma anche la conferma di rappresentare un ruolo di riferimento unico per la Storia di Roma e del suo territorio dalle origini fino alla contemporaneità”.
Archeologa, specialista di mosaico antico, architettura e tecnologie applicate alla gestione e valorizzazione dei beni culturali, si è laureata e ha conseguito specializzazione e dottorato di ricerca all’università di Padova e di seguito un Master Executive di II Livello in Management, Promozione e Innovazioni tecnologiche nella Gestione dei Beni culturali all’università Roma Tre. Dal 2010 come funzionario archeologo del ministero ha prestato servizio nella soprintendenza Archeologica del Veneto dirigendo il museo Archeologico nazionale Concordiese di Portogruaro (2010-2014), quindi nella soprintendenza speciale di Roma (2014-2017) e infine nel parco archeologico del Colosseo dove dal 2020 al 2025 è stata responsabile dell’Anfiteatro Flavio.
Roma. Per “Al centro di Roma”, la rassegna del museo nazionale Romano con il VIVE, a Palazzo Massimo l’incontro “Dipinti, disegni, incisioni di tulipani. Storia di una follia floreale nell’Europa del Seicento” con Lucia Tongiorgi Tomasi (Accademia nazionale dei Lincei)
Per “Al centro di Roma”, la rassegna del museo nazionale Romano, organizzata in collaborazione con il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, che accende il dibattito culturale con incontri aperti a tutti nello splendido Palazzo Altemps, martedì 14 ottobre 2025, alle 18, a Palazzo Massimo, a Roma, l’incontro “Dipinti, disegni, incisioni di tulipani. Storia di una follia floreale nell’Europa del Seicento” con Lucia Tongiorgi Tomasi. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Prenotazioni al link: https://www.eventbrite.com/…/biglietti-dipinti…. Partendo dall’esame di numerosi dipinti e incisioni, anche di celebri artisti (Rembrandt, Rubens, Ribera), sarà illustrato, da una prospettiva pluridisciplinare, il fenomeno della ‘tulipomania’, detta anche ‘febbre dei tulipani’ che si diffuse nell’Europa del Seicento, incidendo sulla vita sociale e culturale contemporanea. Il fenomeno, che ebbe origine nei Paesi Bassi (dove il tulipano, di recente provenienza orientale, aveva riscosso un particolare successo economico), fu causa di una ‘bolla’ speculativa di massa che si diffuse variamente anche in altri paesi, suggerendo ad artisti, botanici, viaggiatori, letterati e pensatori ampia materia di riflessione e di ispirazione.
Lucia Tongiorgi Tomasi, già professoressa ordinaria all’università di Pisa, è storica dell’arte e accademica dell’Accademia nazionale dei Lincei. Si occupa della produzione artistica dei secoli XVI-XVIII, con particolare riguardo ai rapporti tra arte e scienza, alla storia dei giardini, della natura morta e della grafica europea. Su questi temi ha organizzato esposizioni e convegni in Italia, Europa e Stati Uniti, dove ha tenuto numerosi corsi e conferenze.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di ottobre il Colosseo con 19.015 ingressi torna al primo posto della classifica assoluta, seguito da Pompei (16.795 ingressi) e da Foro romano e Palatino (14.410 ingressi)
Sono stati circa 250mila gli ingressi domenica 5 ottobre 2025, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di agosto, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. La classifica assoluta vede il ritorno al primo posto del Colosseo (19.015 ingressi), seguito da Pompei (16.795 ingressi), seguito da Foro romano e Palatino (14.410 ingressi).

Visitatori in coda nella #domenicalmuseo per entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto sergio siano)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo – Anfiteatro Flavio 19.015 ingressi; area archeologica di Pompei 16.795; Foro Romano e Palatino 14.410; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.536; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.200; Terme di Caracalla 3.621; parco archeologico di Ercolano 2.547; Villa Adriana 2.387; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 2.341; museo e area archeologica di Paestum 2.211; museo Archeologico di Venezia 2.138; Terme di Diocleziano 2.089; Palazzo Massimo 1.862; Palazzo Altemps 1.768; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.568; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.498; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.166; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 781; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 719; museo dell’Arte salvata 696; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 620; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 526.
Roma. A Palazzo Altemps per “Al centro di Roma”, la rassegna del museo nazionale Romano con il VIVE, l’incontro “Un altro Achille. L’eroe di Omero a Roma” con Federica Bessone (università di Torino)
Per “Al centro di Roma”, la rassegna del museo nazionale Romano, organizzata in collaborazione con il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, che accende il dibattito culturale con incontri aperti a tutti nello splendido Palazzo Altemps, martedì 16 settembre 2025, alle 18, a Palazzo Altemps, a Roma, l’incontro “Un altro Achille. L’eroe di Omero a Roma” con Federica Bessone. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Prenotazioni al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-un-altro-achille…. L’ira funesta del Pelìde Achille è l’inizio dell’Iliade e della letteratura occidentale. Ma Omero è riletto, reinterpretato, rielaborato da tutta la cultura successiva e il suo protagonista con lui. Che cosa diventa, a Roma, il migliore degli Achei’? La letteratura latina si appropria dell’eroe omerico, lo ripensa attraverso le rappresentazioni che ne hanno offerto in Grecia generi alternativi all’epica, dalla lirica alla tragedia, lo guarda attraverso la lente della critica letteraria e del discorso filosofico, lo trasforma in un personaggio nuovo – anzi, in tanti personaggi quanti sono i generi, le opere o persino i singoli componimenti che ridisegnano il protagonista dell’Iliade per il pubblico romano. Alle origini di una ricezione che giunge fino a noi, la poesia di età imperiale (da Virgilio a Orazio, da Properzio a Ovidio, da Seneca a Stazio) esplora la complessità dell’eroe più grande, ne indaga passioni e contraddizioni, ne racconta i diversi amori, e reinventa – ogni volta – un altro Achille.
A raccontarcelo è Federica Bessone, professoressa ordinaria di Lingua e letteratura latina all’università di Torino. Ha studiato alla Scuola Normale di Pisa, è stata Visiting Fellow a Cambridge, è membro dell’Academia Europaea. È autrice di un commento alla dodicesima Eroide di Ovidio (l’epistola di Medea a Giasone), di una monografia sulla Tebaide di Stazio (La Tebaide di Stazio. Epica e potere) e di numerosi studi soprattutto su poesia augustea e flavia, generi letterari, memoria poetica e ricezione.
Roma. Apre al pubblico, ogni sabato, il cantiere di Crypta Balbi con un percorso di visita immersivo e partecipato per permettere a tutti, studiosi, cittadini e appassionati, di vedere con i propri occhi i lavori in corso

“Crypta Balbi: cantiere aperto”; percorso guidato tra lo scavo archeologico e il restauro architettonico (foto mnr)

“Crypta Balbi: cantiere aperto”; percorso guidato tra lo scavo archeologico e il restauro architettonico (foto mnr)
“Crypta Balbi: cantiere aperto”: parte sabato 12 luglio 2025 il percorso di visita immersivo e partecipato per permettere a tutti, studiosi, cittadini e appassionati, di vedere con i propri occhi i lavori che si stanno svolgendo in questa sede del museo nazionale Romano: il cantiere della Crypta Balbi. Il sito è infatti chiuso al pubblico dal gennaio 2023 per consentire lo svolgimento di un imponente piano di scavi archeologici e restauri architettonici: nove interventi, di cui cinque inseriti nel progetto “Urbs. Dalla città alla campagna romana”, finanziati per 50 milioni di euro mediante i fondi del Piano Nazionale Complementare (PNC) al PNRR (vedi Roma. Al museo nazionale Romano al via a gennaio il progetto “Urbs, dalla città alla campagna romana”. In quattro anni saranno restaurati, ampliati e riorganizzati gli edifici storici di competenza: Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Ecco tutto il programma dei lavori | archeologiavocidalpassato). “Crypta Balbi: cantiere aperto” è un’occasione irripetibile per camminare nella storia mentre essa riaffiora, letteralmente, dalla terra: la prima visita è stata svolta il 9 luglio 2025 da Antonella Ferraro, responsabile della sede e direttrice scientifica dello scavo, in occasione della presentazione del progetto da parte di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, e di Edith Gabrielli, direttrice generale dell’istituto ViVe – Vittoriano e Palazzo Venezia e delegata per il museo nazionale Romano. Le visite guidate si svolgeranno ogni sabato alle 10.30 e alle 12. È obbligatoria la prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-crypta-balbi… Le visite si attiveranno con un minimo di 15 partecipanti (verrà inviata una conferma via mail) con un numero massimo di 25 persone alla volta.


















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