“Transumanza. Popoli, vie e culture del pascolo”: al museo delle Civiltà a Roma Eur la quinta edizione di Archeofest 2018, il festival di Archeologia sperimentale
“Transumanza. Popoli, vie e culture del pascolo” è il tema della quinta edizione di Archeofest dal 4 al 6 maggio 2018, che per il secondo anno è ospitato al museo delle Civiltà – museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini” in piazza Guglielmo Marconi a Roma Eur. Archeofest, il festival di Archeologia sperimentale, è ideato e organizzato dall’associazione Culturale Paleoes – eXperimentalTech ArcheoDrome in collaborazione con il museo delle Civiltà, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e l’istituto centrale per la Demoetnoantropologia. “Sperimentare è un ottimo metodo per comprendere e imparare”, è il motto di Archeofest 2018. Spiegano gli organizzatori di Paleoes: “Sperimentare la Storia, attraverso attività manuali e lo studio delle tecnologie antiche, ci consente di trasformarla da bagaglio nozionistico ad agire quotidiano. Lo studio della Preistoria e della Storia, attraverso l’Archeologia sperimentale, non si limita al racconto delle tecnologie usate nel passato, ma porta alla riscoperta del mondo naturale in cui vivevano i nostri antenati e dal quale ricavavano il necessario per il vivere quotidiano. L’Archeologia sperimentale è un importante strumento di recupero del rapporto con la natura, ma anche lo strumento didattico per comprendere una storia che da millenni accompagna il nostro cammino”.
Intenso il programma di Archeofest 2018, che ha avuto un’anteprima sabato 28 aprile 2018 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, con un incontro sull’archeologia partecipata: “Aspettando Archeofest 2018. Archeologia sperimentale, Archeologia partecipata e condivisione del Sapere”. Si inizia venerdì 4 maggio 2018, al museo delle Civiltà; alle 15, convegno “Transumanza. Popoli, vie e culture del pascolo”; dalle 15 alle 18, MERCAtrio: aree espositive e sperimentali per il pubblico con laboratori di archeologia sperimentale. Sabato 5 maggio 2018, al museo delle Civiltà: dalle 9.30 alle 18.30, convegno “Transumanza. Popoli, vie e culture del pascolo”; dalle 10 alle 18.30, MERCAtrio: aree espositive e sperimentali per il pubblico con laboratori di archeologia sperimentale; 18.30, Rossano Munaretto, TATLAS, i suoni della terra, il soffio dell’anima. Domenica 6 maggio 2018, al museo delle Civiltà: dalle 10 alle 18, MERCAtrio: aree espositive e sperimentali per il pubblico con laboratori di archeologia sperimentale. Sono previsti interventi musicali e la partecipazione delle famiglie di transumanti. Per info e prenotazioni: www.paleoes.com, mail: scrivi@paleoes.com, cell: 3913283400, tel: 0654952243.
Giornate Europee del Patrimonio 2016. A Roma si presenta il “nuovo” museo delle Civiltà, composto da quattro musei nazionali: il Preistorico Etnografico “Pigorini”, le Arti e Tradizioni Popolari, l’Alto Medioevo, l’Arte orientale “Tucci”

Le Giornate Europee del Patrimonio, 24-25 settembre 2016, oltre all’ingresso prolungato con biglietto ridotto a 1 euro per la sera di sabato 24 settembre, a Roma saranno l’’occasione per far conoscere il “nuovo” Museo delle Civiltà attraverso una serie di iniziative focalizzate sul patrimonio conservato dai singoli musei ora unificati e promuovere con attività straordinarie aspetti e collezioni poco conosciute. Da settembre 2016, infatti, in un complesso piano di riforma e riassetto delle strutture del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, voluto dal ministro Dario Franceschini, è nato a Roma il Museo delle Civiltà. La sua istituzione ha permesso di raggruppare in un unico organismo quattro importanti musei nazionali: il museo nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, il museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, il museo nazionale dell’Alto Medioevo, situati nella parte monumentale del quartiere EUR e il museo nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”, ancora nella sua storica sede di Palazzo Brancaccio. L’istituzione di questo importante luogo della cultura consentirà di gestire, valorizzare e promuovere in modo unificato e innovativo collezioni archeologiche ed etnografiche uniche in Italia. Sarà il modo per poter diffondere ad un pubblico sempre più vasto quei settori del nostro patrimonio ritenuti fino ad oggi di interesse esclusivo di specialisti e appassionati. Ecco il programma delle Giornate Europee del Patrimonio 2016.
SABATO 24 SETTEMBRE
Museo nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”. Alle 18, “Dialogo con un sasso che diventa Venere” liberamente tratto dal racconto semifantastico “La Venere in Viaggio” di Alessandra Serges e Maria Rita De Giorgio. Un dialogo inusuale condotto dalla stessa artista, che ci trasporta per un breve istante in un mondo lontano, cui possiamo accedere solo giocando con la fantasia: un’intervista “impossibile” con la Venere di Savignano, celebre statuetta paleolitica conservata al museo Pigorini (con replica nella sala conferenze del museo civico Archeologico Lavinium di Pomezia (Roma) domenica 25 settembre alle 16.30. Sempre alle 18, inaugurazione della mostra “Lascio il Giappone a malincuore …” Enrico Hillyer Giglioli e il viaggio della Magenta, per ricordare i 150 anni delle relazioni commerciali tra Italia e Giappone sono esposti gli oggetti raccolti da Enrico H. Giglioli a Yokohama nel 1866, legati al mondo dei samurai, e una misteriosa figura antropomorfa, esibita nei carnevali misemono in uso nel Giappone nel XVIII e XIX secolo. I materiali sono accompagnati e contestualizzati dalle fotografie all’albumina colorate a mano realizzate da Felice Beato e Shimooka Renjō, uno dei primi fotografi professionisti giapponesi.
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari. Dalle 11 “Il merletto, l’arte gentile”, esposizione e dimostrazioni pratiche di realizzazioni al tombolo: tradizione e attualità di un’antica arte popolare che ha attraversato i secoli e rappresenta ancora oggi, per alcune comunità del nostro Paese, una produzione tradizionale che è parte integrante del nostro patrimonio culturale. Alle 20, “A memoria d’uomo”, film documentario sul museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, di Francesco De Melis con Patrizia Giancotti e Renato Marotta, Italia, 2015 (27’), presentato per la prima volta al pubblico romano (replica alle 21 di sabato e proiezione non-stop domenica dalle 14).
DOMENICA 25 SETTEMBRE
Museo nazionale delle Arti e Tradizioni popolari. Alle 11, fantasmagorico spettacolo per grandi e piccini del Teatro dei piedi di Laura Kibel, in “Va’ dove ti porta il piede”, una rappresentazione che ha incantato il pubblico di tutto il mondo grazie ad una tecnica originale e sorprendente. Piedi, mani e ginocchia dell’artista si vestono e si trasformano in personaggi umani, burattini in carne ed ossa, che amano, soffrono, lottano, divertono e commuovono. Tutto sull’onda della grande tradizione del teatro di figura coltivata storicamente dal Museo e delle sue rare collezioni di burattini e marionette. Alle 16,30, la parata degli “Sbandieratori dei Rioni di Cori” che si esibiranno nello spazio antistante i musei compresi nel museo delle Civiltà, in piazza Marconi all’EUR, nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della fondazione dello storico gruppo ed a festeggiare e promuovere con il quartiere e la città di Roma la creazione del nuovo Museo. Chiuderà la giornata, alle 17.30, il laboratorio gratuito per bambini (5-12 anni) “La mia bandiera”: laboratorio creativo ispirato alle bandiere del mondo che si terrà nell’Atelier dei bambini del museo nazionale Arti e Tradizioni Popolari e nel quale ogni bambino realizzerà la propria bandiera, creando il simbolismo dell’insegna per il vessillo di un suo proprio clan, della propria famiglia, ispirandosi alle mille forme, colori ed elementi della tradizione.
Museo nazionale dell’Alto Medioevo. Alle 17, “L’archeologia e l’Argentina”, incontro con gli archeologici argentini Carlos Landa e Nicolas Ciarlo che presentano, con Edoardo Schina, “Revista de las investigaciones arqueológicas en Argentina: desde el poblamiento temprano a la conformacion del Estado-Nacion”.
Cibo e alimentazione nell’antichità. In un convegno a Roma cento specialisti su “Preistoria del cibo”, dal Paleolitico alla prima Età del Ferro
Cibo e alimentazione nell’antichità. Come si nutrivano i nostri antenati? Qual era la dieta dell’uomo cacciatore-raccoglitore, nel Paleolitico? Come è cambiata nei millenni quando l’uomo è diventato sedentario, coltivatore e allevatore? Domande importanti cui sta tentando di dare una risposta in questi giorni a Roma al museo nazionale Preistorico etnografico “Luigi Pigorini” il convegno, che chiude il 9 ottobre 2015, su “Preistoria del cibo” durante il quale la presentazione e la discussione di ricerche e studi di carattere specialistico si alternano a conferenze dedicate a un pubblico più ampio tenute da archeologi, archeozoologi, antropologi, geo-archeologi, nutrizionisti ed etnologi.
Oltre cento studiosi italiani e stranieri con i loro risultati di ricerche sul tema dell’alimentazione in una prospettiva pluridisciplinare che propone visioni di sintesi accanto ai risultati di nuove ricerche. Nel convegno promosso promosso dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria che vi dedica la sua 50ma Riunione Scientifica e organizzato in collaborazione con la soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal Polo Museale del Lazio – museo nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”, si va dalla preistoria più antica, a partire dal Paleolitico, fino all’età del Ferro e alle soglie dell’età storica. Le sessioni di studio riguardano soprattutto l’Italia, anche se non mancano interventi sull’area vicino-orientale. L’obiettivo del convegno è illustrare la ricchezza delle risposte messe in essere dalle comunità del passato più antico in rapporto con il ciclo dell’alimentazione, proponendosi come spunto per un dibattito attuale. La scelta di dedicare la 50ma Riunione Scientifica dell’IIPP all’alimentazione nella preistoria e nella protostoria è stata dettata dall’attualità del tema: l’Expo Universale in corso a Milano sul tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” ha creato infatti un’occasione imperdibile per mettere in relazione un argomento di interesse generale con i temi della ricerca pre-protostorica, coniugando il consueto profilo scientifico dei convegni dell’IIPP con l’intento di interessare anche un pubblico più ampio.
Darwin Day al Pigorini di Roma: “L’origine e l’evoluzione del linguaggio”
Cosa ci rende umani? Cosa distingue la nostra specie dal resto del mondo animale? Secondo l’opinione largamente prevalente è il linguaggio il tratto che più di ogni altro differenzia Homo sapiens da tutte le altre specie. Secondo una lunga tradizione di pensiero, in effetti, le capacità verbali umane segnano uno spartiacque – una differenza di ordine qualitativo – tra noi e il resto della natura. Come conciliare l’idea che la facoltà di linguaggio rappresenti il tratto caratteristico della “specialità” degli umani con la teoria evoluzionistica darwiniana? Per rispondere a questa domanda il Darwin Day 2014 celebra l’anniversario del grande naturalista inglese presentando come argomento di discussione “L’origine e l’evoluzione del linguaggio”. L’appuntamento è sabato 15 febbraio alle 16 al museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma con ingresso libero fino a esaurimento posti. Il Darwin Day 2014 è organizzato in collaborazione dal museo Pigorini e dall’università Roma Tre – Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo; coordinamento scientifico di Luca Bondioli, antropologo del Pigorini, e di Francesco Ferretti di Roma Tre.
Il tema affrontato quest’anno desta da sempre enorme interesse, ma anche accese controversie. Poiché il linguaggio non lascia tracce fossili dirette, la questione dell’origine della comunicazione umana costituisce una sfida metodologicamente ardua da affrontare. Negli ultimi decenni, tuttavia, l’affermarsi e il consolidarsi del paradigma evoluzionistico nella riflessione teorica sul linguaggio hanno offerto gli strumenti concettuali per tematizzare la questione in modo scientifico e sistematico. Oggi, in effetti, tale paradigma costituisce l’unica via percorribile per comprendere natura e origine del nostro parlare e per rispettare a pieno il lascito dell’insegnamento darwiniano degli esseri umani come animali tra gli altri animali.
I lavori iniziano alle 16 con il saluto delle autorità; alle 16.10 Ian Tattersall (American Museum of Natural History, New York) in “Becoming Human”; alle 16.50 Dan Sperber (CEO Budapest – Institute Jean Nicod Parigi) in “A che cosa serve il linguaggio: una prospettiva evoluzionistica”; alle 17.30 discussione; alle 17.50 Tecumseh Fitch (University of Vienna) in “Musical Protolanguage: Darwin’s Theory of Language Evolution”; alle 18.30 David Frayer (University of Kansas) in “Language in Neandertals?”; alle 19.10 discussione e conclusioni. All’esterno della Sala Conferenze sarà predisposto un maxi schermo con traduzione simultanea degli interventi. Il Darwin Day potrà essere seguito anche in diretta streaming: http://www.pigorini.beniculturali.it/streaming.html
Angela Di Stefano, l’archeologa che amava la Sicilia e le testimonianze fenicio-puniche: oggi la ricorda il Pigorini di Roma
La sua scomparsa nel 2012 aveva sorpreso tutti, giunta inaspettata ancora nel pieno della sua attività – anche da pensionata – di ricerca e tutela del patrimonio archeologico della Sicilia. Carmela Angela Di Stefano, ricorda Maurizio Vento, tra i suoi più stretti collaboratori, “ha lasciato una traccia indelebile nelle ricerche, negli scavi e negli studi archeologici (specialmente di archeologia fenicio-punica) per la vastissima preparazione che ne caratterizzava la nobile figura professionale, distintasi fin dagli inizi della carriera per l’amore e la passione manifestata con coerente dedizione e responsabile rigore”.
A un anno e mezzo dalla scomparsa, all’età di 74 anni, oggi sabato 14 dicembre alle 10.30 il museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini di Roma le dedica una giornata in ricordo di Angela di Stefano con introduzione di Maria Antonietta Rizzo (Università di Macerata), e interventi: “Dalla Scuola Archeologica Italiana di Atene alla Soprintendenza Archeologica di Palermo” di Elena Lattanzi (già Soprintendente Archeologo della Calabria), “Palermo: ricerche archeologiche in territorio urbano” di Francesca Spatafora (Direttore del Museo Archeologico Regionale di Palermo), “Ricordi di una studiosa amica” di Dieter Mertens (Istituto Archeologico Germanico), “Lina Di Stefano, studiosa e amica” di Michel Gras (Direttore di ricerca al CNRS), “Il volto sereno dell’archeologia” di Piero Pruneti (Direttore della rivista Archeologia Viva). Nell’occasione verrà presentato il volume “Il castello a mare di Palermo” a cura di Lina di Stefano e Giuseppe Lo Iacono da parte di Giuseppe Lo Iacono (già Soprintendente per i Beni Culturali e ambienti di Enna e Caltanissetta). Chiuderà la giornata un “ricordo della sorella” con Gianna Di Stefano Pucci.
Laureata a Palermo in Lettere classiche e successivamente formata alla scuola di Achille Adriani e di Ranuccio Bianchi Bandinelli con un ciclo di studi orientato verso il mondo della Grecia classica ed ellenistica, Angela Di Stefano modificò presto l’originario percorso occupandosi degli insediamenti della Sicilia punica, avviando la sua attività di ricerca a Marsala accanto ad Anna Maria Bisi. Quando quest’ultima, alla fine degli anni Settanta, si trasferì in altra sede per dedicarsi all’insegnamento universitario, Carmela Angela Di Stefano entrò per concorso come ispettore della soprintendenza alle Antichità della Sicilia Occidentale e quindi come soprintendente aggiunto accanto a Vincenzo Tusa, che ne deteneva la titolarità. Dopo la nuova articolazione provinciale delle soprintendenze in Sicilia, divenne soprintendente a Palermo reggendo simultaneamente in qualità di direttore il museo archeologico regionale “Antonino Salinas”, quindi venne assegnata quale soprintendente a Trapani, dove rimase fino al collocamento in pensione.
Carmela Angela Di Stefano è stata un’indiscussa protagonista della ricerca archeologica a Marsala, Mozia, Palermo e Solunto e tuttora rimane la maggiore autorità scientifica nel campo degli studi archeologici sull’antica Lilibeo (Marsala). Ma a lei si devono anche le più importanti attività finalizzate alla demanializzazione dell’area archeologica di Capo Boeo e di altri siti ricadenti nel centro urbano di Marsala; a lei dobbiamo, inoltre e non ultimo, la creazione del Museo archeologico di Marsala, realizzato nel 1986, dove è conservata la nave punica scoperta nello Stagnone di Marsala al largo dell’Isola Grande e recuperata tra il 1971 e il 1974 sotto la direzione dell’archeologa inglese Honor Frost.
































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