Roma, a 50 giorni dalla chiusura di Palazzo Brancaccio al Pigorini dell’Eur apre la mostra “Aperti per lavori” con la prima selezione di 650 oggetti delle collezioni del museo di Arte orientale “Tucci”. E a gennaio mostra sulle missioni Ismeo, dallo Swat in Pakistan a Ghanzi in Afghanistan a Shahr-e Sokhta in Iran

Il museo Pigorini si affaccia su piazza Marconi all’Eur ospiterà la prima selezione di oggetti delle collezioni del Mnao

Filippo Maria Gambari, direttore del museo delle Civiltà, che accorpa il museo Pigorini, il museo Tucci, il museo dell’Alto Medioevo e il museo delle Arti e tradizioni popolari
Chiudere per rinascere. Lasciare la vecchia sede nel cuore di Roma per raddoppiare gli spazi espositivi nella nuova all’Eur. Il direttore del museo delle Civiltà, Filippo Maria Gambari, l’aveva detto, respingendo ogni accusa e polemica: per il museo d’Arte orientale “Giuseppe Tucci” il 31 ottobre 2017 non si celebra il de profundis. Semplicemente – anche se si tratta di un progetto complesso e ambizioso – le ricche e preziose collezioni hanno lasciato Palazzo Brancaccio in via Merulana a Roma, ormai inadeguato perché si tratta di una residenza privata data in affitto, e iniziato a traslocare in piazza Marconi all’Eur: un’operazione di almeno tre anni (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/31/il-museo-nazionale-darte-orientale-giuseppe-tucci-a-roma-non-chiude-ma-raddoppia-il-direttore-del-muciv-anticipa-lambizioso-progetto-per-il-trasferimento-in-tre-an/). Sono passati cinquanta giorni dalla chiusura della sede di Palazzo Brancaccio, e all’Eur arrivano le preziose collezioni del museo Tucci: un laborioso e impegnativo trasferimento del museo d’arte orientale che si prevede di concludere per la fine di gennaio 2018. Intanto ecco il primo evento.
In attesa dell’innovativa esposizione negli spazi recentemente acquisiti dal Mnao programmato per la fine del 2019, giovedì 21 dicembre 2017, alle 16:30 si inaugura la mostra “Aperti per lavori” che consentirà al pubblico di rivedere nel contesto dei locali del museo Preistorico etnografico “Luigi Pigorini” tutte le sezioni del museo d’Arte orientale: più di 60 vetrine con oltre 650 preziosi reperti provenienti dalla Spagna moresca alla Birmania, dall’Iran all’area himalayana, dall’India alla Corea. “Aperti per lavori” è una mostra temporanea destinata a crescere nel tempo – spiega la direzione del Muciv –: “Man mano che gli oggetti arriveranno all’Eur sarà arricchita, rendendo il pubblico partecipe di questo work in progress”. Insieme alla celebre stele di Palmira, alle porcellane cinesi, alle armature giapponesi, alle divinità tibetane, ai celandon coreani e ai rilievi del sud Arabia, i visitatori troveranno fin dal 21 dicembre anche nuovi percorsi descrittivi che consentiranno di riavviare da subito l’importante attività didattica e culturale precedentemente svolta nella vecchia sede di via Merulana. “Entro la fine di gennaio sarà poi aperta al pubblico una mostra tematica temporanea sulle missioni archeologiche dell’IsMEO, presso l’altra sede del museo delle Civiltà nel Palazzo delle arti e tradizioni popolari, nella quale saranno esposti i rarissimi fregi di arte del Gandhara nella valle dello Swat in Pakistan, con episodi della vita del Buddha, i preziosi marmi dal Palazzo del Sultano Mas’ud III a Ghazni in Afghanistan e i reperti provenienti dall’antica città di Shahr-i Sokhta sulle vie carovaniere tra Vicino Oriente e Asia centrale”.
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2 risposte a “Roma, a 50 giorni dalla chiusura di Palazzo Brancaccio al Pigorini dell’Eur apre la mostra “Aperti per lavori” con la prima selezione di 650 oggetti delle collezioni del museo di Arte orientale “Tucci”. E a gennaio mostra sulle missioni Ismeo, dallo Swat in Pakistan a Ghanzi in Afghanistan a Shahr-e Sokhta in Iran”
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)

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