“Storie dalla città sepolta. Marzabotto 1889”: il film di Giuseppe Mantovani sullo spettacolo itinerante prodotto dalle Cantine Teatrali Babele protagonista al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto per le giornate europee dell’archeologia

La locandina dell’evento al museo di Marzabotto con la proiezione del film “Storie dalla città sepolta. Marzabotto 1889”
“Benvenuti a voi illustrissimi giunti in visita a questo sito che è il più importante dell’antica Etruria a Nord degli Appennini. Oggi, 29 Settembre 1889, avrete il privilegio di visitare gli scavi condotti in quest’ultimo anno dal professor Edoardo Brizio. Intanto mi presento: il mio nome è Cesare Ruga e sono il reggitore del museo che ha sede qui, presso la villa del Conte Pompeo Aria”. Comincia così, nel tardo pomeriggio di 130 anni dopo, il viaggio nel tempo che il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto propone al pubblico domenica 16 giugno 2019 alle 16. Si tratta del film girato e prodotto da Giuseppe Mantovani del gruppo archeologico bolognese dello spettacolo itinerante “Storie dalla città sepolta. Marzabotto 1889”, messo in scena negli scorsi anni dagli attori delle Cantine Teatrali Babele, Giulio Tamburini (il reggitore Cesare Ruga), Massimo Don (l’architetto Vittorio Levi), Deborah Scarpetta (la contessa Aria) e Piergiorgio Iacobelli (lo scavatore Ermete Zanetti), per illustrare i luoghi più suggestivi di questo straordinario sito archeologico. Sotto la regia di Davide Giovannini e con la consulenza scientifica dell’allora direttore del museo Paola Desantis, gli attori trasformano i documenti d’epoca in racconto, rievocando la storia del più integro sito etrusco che la ricerca archeologica ci abbia mai restituito. L’evento rientra nelle iniziative proposte dal museo di Marzabotto per le giornate europee dell’archeologia 2019, in collaborazione con il gruppo archeologico bolognese. Il film dello spettacolo verrà proiettato nell’aula Sani del museo “Pompeo Aria” alle 16, come si diceva, cui seguirà un tour nell’area archeologica alla scoperta degli interventi ottocenteschi.

Gli attori della compagnia Cantine Teatrali Babele: Giulio Tamburini, Massimo Don, Deborah Scarpetta e Piergiorgio Iacobelli
Siamo nell’estate 1889. Da pochi giorni è finita la campagna di scavo sul Pian di Misano, la prima condotta dal direttore delle Antichità, professor Edoardo Brizio. Cesare Ruga, reggitore del Museo, apre il sito al pubblico per condurlo a una visita speciale, in cui il racconto dei lavori appena conclusi si intreccia con la storia eccezionale del risveglio della città etrusca, ripercorrendo le emozioni delle prime scoperte e il ricordo dei pionieri dell’archeologia bolognese di fine ‘800. Con lui dialogano l’architetto-topografo Vittorio Levi, la Contessa Aria e lo scavatore Ermete Zanetti che ricordano al pubblico non solo gli scavi ma anche il Congresso Internazionale di Archeologia del 5 ottobre 1871, di come i suoi membri giunsero in treno da Bologna e furono ospitati dai Conti Aria, e di Sua Altezza Reale, il Principe Umberto, confuso tra la folla.
Giornate europee dell’archeologia 2019. Al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto tre giorni di attività e incontri per guidare adulti e bambini alla scoperta della storia e dell’archeologia di Kainua

Il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e l’area archeologica di Marzabotto ospita le Giornate europee dell’archeologia
Appuntamento a Marzabotto il 14, 15 e 16 giugno 2019 al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e all’area archeologica di Kainua per le Giornate europee dell’archeologia, nate in Francia nel 2010 con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al patrimonio archeologico e ai professionisti che lavorano per tutelarlo e valorizzarlo. Quest’anno la manifestazione, giunta alla decima edizione, si terrà per la prima volta in tutta Europa. Il Polo Museale dell’Emilia Romagna organizza attività e incontri per guidare adulti e bambini alla scoperta della storia e dell’archeologia di Kainua. Ecco il programma.
Venerdì 14 giugno 2019, dalle 16 alle 18: “In cantiere! Visita agli scavi del santuario urbano”, con Elisabetta Govi e Andrea Gaucci, entrambi dell’università di Bologna. Si rinnova l’appuntamento con l’archeologia dal vivo! L’università apre le porte del proprio cantiere per illustrare le tecniche dello scavo archeologico, tra consolidate certezze e nuove tecnologie. La visita sarà preceduta da una presentazione in occasione della quale saranno presentate le recenti scoperte nel santuario urbano, tra cui una rara sepoltura di bambino.
Sabato 15 giugno 2019, dalle 16 alle 18: “Dal tornio al museo: laboratori di ceramica antica per adulti e bambini”, con Carlotta Trevisanello del museo di Marzabotto e Anna Serra dell’università di Bologna. Cavare l’argilla, farla decantare, tornire, cuocere, decorare: quanto lavoro per produrre un piccolo oggetto in terracotta! Sai distinguere un vaso per bere da uno per cucinare? Sei in grado di riconoscerne la forma a partire da un frammento? Gli archeologi ci guidano alla scoperta della ceramica antica di Kainua. I partecipanti potranno toccare con mano cocci e coccetti che tanto appassionano gli studiosi!
Domenica 16 giugno 2019, dalle 16 alle 18: “Marzabotto 1889: alle origini dell’archeologia di Kainua”, con Giuseppe Mantovani del Gruppo Archeologico Bolognese. L’epopea degli scavi ottocenteschi promossi dai Conti Aria e diretti da celebri accademici quali Giovanni Gozzadini ed Edoardo Brizio rivive in una gustosa pièce teatrale presentata dalla compagnia “Cantine Teatrali Babele”. Lo spettacolo sarà proiettato nell’aula “Sergio Sani”, seguirà un tour dell’area archeologica alla scoperta degli interventi ottocenteschi.
Pronto il calendario del ciclo di incontri “…comunicare l’archeologia…” del gruppo archeologico bolognese: dalla grotta di Fumane agli scavi in Oman a un report sull’Antico Egitto, dal museo Classis alla villa dei mosaici di Spello, dal Lupus Italicus ai Pelasgi
Nove incontri per “…comunicare l’archeologia…”: è quanto si propone il Gruppo archeologico bolognese con il tradizionale ciclo di conferenze del primo semestre 2019 che spazierà dall’arte paleolitica alla paleontologia, dai nuovi musei archeologici ai risultati delle missioni archeologiche in Oman, dai collegamenti transappenninici ai segreti dei pelasgi, prevedendo anche per questa primavera escursioni con visite guidate a grandi mostre archeologiche in collaborazione con Insolita Itinera – Viaggi nella storia e nel paesaggio. Il Gruppo archeologico bolognese, costituito nel 1991, aderisce – lo ricordiamo – ai Gruppi Archeologici d’Italia, in collaborazione con i quali sono promosse campagne di ricerca, scavi e ricognizioni d’interesse nazionale, alle quali è dedicata soprattutto la stagione estiva, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Archeologiche. Da anni il Gabo collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena e il museo della Civiltà Villanoviana (Muv) di Castenaso (Bo). Tutti gli incontri si tengono il martedì alle 21 al centro sociale “G. Costa”, in via Azzo Gardino 48 a Bologna.
Si inizia martedì 12 febbraio 2019, con il prof. Giuseppe Sassatelli, già professore ordinario di Etruscologia e Antichità Italiche all’università di Bologna, come presidente di RavennAntica presenta il nuovo gioiello gestito dalla Fondazione: “Classis-Ravenna: Museo della città e del territorio. Un itinerario archeologico per raccontare la storia” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/11/30/lattesa-e-finita-sabato-1-dicembre-classis-ravenna-museo-della-citta-e-del-terrirorio-scrigno-della-memoria-del-territorio-apre-le-porte-nellex-zuccherificio-impo/). E pochi giorni dopo, sabato 16 febbraio 2019, il Gabo promuove una gita a Classe alla scoperta del nuovo museo, accompagnati dall’archeologa Erika Vecchietti. Il ciclo di conferenze riprende martedì 26 febbraio 2019, con “La grotta di Fumane: sulle tracce degli antenati tra la Valpolicella e i monti Lessini” presentata dall’ archeologa Maria Longhena che sabato 13 aprile 2019 accompagnerà gli appassionati del Gabo in gita a Fumane (Vr).

Il manifesto della mostra “Annibale. Un mito mediterraneo” a Palazzo Farnese di Piacenza dal 16 dicembre 2018 al 17 marzo 2019
Quattro gli incontri in marzo. Martedì 5 marzo 2019, Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria di San Lazzaro di Savena (Bo); Elisabetta Cilli, dei Laboratori di Antropologia Fisica e Dna Antico, dipartimento Beni Culturali dell’università di Bologna (sede di Ravenna), e Davide Palumbo, di Biosfera Itinerari Porretta Terme (Bo), ci faranno scoprire “Il lupo che venne dal freddo: dai reperti dell’ex Cava Filo l’origine del lupo italiano (Canis Lupus Italicus)”. Sabato 9 marzo 2019, viaggio a Piacenza per la mostra “Annibale. Un mito mediterraneo” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/12/11/annibale-un-mito-mediterraneo-a-piu-di-duemila-anni-dalla-disfatta-alla-trebbia-alle-porte-di-piacenza-delle-legioni-romane-ad-opera-dei-cartaginesi-annibale-torna-a-piacenza-co/) con le archeologhe Erika Vecchietti e Maria Longhena. Durante la gita soste a Vigoleno e alla chiesa abbaziale e rotonda di S. Giovanni di Vigolo Marchese. Martedì 12 marzo 2019, l’archeologa Erika Vecchietti illustrerà “La Villa dei Mosaici di Spello” che a fine mese, sabato 30 e domenica 31 marzo 2019 sarà inserita nel programma delle visite della gita a Spoleto e Spello. Martedì 19 marzo 2019, Maurizio Cattani, professore associato all’università di Bologna, docente di Preistoria e Protostoria, presenta “Nuove indagini e ricerche dagli scavi archeologici di UniBo in Oman”. Chiude gli incontri del mese, martedì 26 marzo 2019, Claudio Busi, cultore di storia, documentarista e viaggiatore, con un report di viaggio in Egitto e la proiezione del documentario “I fotografi dei faraoni”.
In aprile, interessato dal lungo ponte di Pasqua-25 Aprile-1° Maggio, due soli incontri: martedì 9 aprile 2019, Giuseppe Rivalta, antropologo, biospeleologo e viaggiatore, percorrerà “Le vie transapenniniche nell’antichità”. E martedì 16 aprile 2019, si affronta “La questione pelasgica. Le mura ciclopiche nel Lazio meridionale”, con l’archeologa Erika Vecchietti, che poi accompagnerà il gruppo alla scoperta del Lazio meridionale nel viaggio prevista dal 18 al 23 giugno 2019. Il ciclo “…comunicare l’archeologia…” del primo semestre 2019 chiude martedì 14 maggio, con l’archeologa Daniela Ferrari che intratterrà il pubblico su “I colori del potere”.
“Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua”: a Marzabotto, quattro appuntamenti con visita al museo Etrusco, apericena e spettacolo teatrale
Immergersi fra arte e natura, storia e boschi, tra i paesaggi e l’ospitalità tutta emiliana dell’Appennino bolognese. Entrare al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e farsi guidare attraverso l’unica città etrusca interamente visibile e poi, dopo un aperitivo e un piccolo buffet, sedersi in un anfiteatro realizzato con i ballini di paglia per assistere a spettacoli di altissima qualità legati al mondo classico e alle sue reinterpretazioni in epoca moderna e contemporanea. Non è uno slogan, ma l’estate di Marzabotto. Tornano infatti le “Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua” nella suggestiva cornice dell’area verde del Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” a Marzabotto (via Porrettana Sud, 13). Dal 18 giugno al 18 luglio quattro appuntamenti con protagonisti come Moni Ovadia, Marco Paolini, Anna Bonaiuto e Silvio Orlando, per una rassegna che si annuncia il più importante evento teatrale dell’estate nell’Appennino bolognese.

Il caratteristico teatro di paglia che ospita gli spettacoli teatrali al parco archeologico di Marzabotto
Marco Montanari cura la direzione artistica delle “Sere d’estate”, promosse da Comune di Marzabotto, Unione Comuni Appennino Bolognese, Regione Emilia-Romagna assessorato alla Cultura, Distretti Culturali–Città metropolitana di Bologna, Polo museale dell’Emilia Romagna e soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. Anche quest’anno gli spettacoli sono allestiti nel “teatro di paglia” realizzato con ballini di fieno (consigliamo al pubblico di dotarsi di cuscino per maggiore confort); prima di ogni spettacolo, si può partecipare alla visita guidata gratuita al museo e agli scavi (ore 19, info 051 932353) e godere dell’apericena al tramonto. In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al Teatro di Marzabotto. Gli spettacoli iniziano alle 21. Alle 19, prima di ogni spettacolo, visita guidata al museo e al parco archeologico a cura della direzione del Museo (info 051 932353). Ogni sera aperitivo e piccolo buffet sul far del tramonto (8 euro) all’interno dell’area archeologica. Per il confort dei partecipanti, è consigliato portare un cuscino. Prenotazione obbligatoria Marco Tamarri: 3401841931 – marco.tamarri@unioneappennino.bo.it . Abbonamento ai quattro spettacoli 50 euro, ingresso singolo 15 euro, gratuito per under 14.
Le “sere” a Marzabotto iniziano lunedì 18 giugno 2018, alle 21, con Moni Ovadia che presenta “Cabaret Yiddish”. Aperitivo a cura di Antica Osteria Etrusca. La lingua, la musica e la cultura Yiddish, quell’inafferrabile miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno, la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque, sono al centro di “Cabaret Yiddish” spettacolo da camera da cui è poi derivato il più celebre Oylem Goylem. Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica. Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e di sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suono dell’esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora.
Seconda serata mercoledì 27 giugno 2018, alle 21, con Marco Paolini che presenta “U. Piccola Odissea tascabile”. Aperitivo a cura di agriturismo La Quercia. U è un’odissea tascabile ridotta ad un oratorio diviso in movimenti, rapsodie ballate e frottole. È preceduta da un’invocazione, un Preludio diviso in cadenze che anticipa brevemente sia la vicenda che le chiavi di lettura. La storia di U non finisce con il ritorno in Patria. Un epilogo serve a narrare la morte di U non come prevista dall’indovino Tiresia, ma come immaginata da Dante, in mare. La narrazione di Paolini viaggia su invenzioni di linguaggio immediato, pop, politicamente scorretto ma che mantiene fedelmente tutte le corrispondenze con le tappe, gli incontri e le peripezie del viaggio omerico. L’oralità riassume i canti dell’Odissea attraverso una sorta di verso libero che a tratti si fa ritmo sonoro, ballata che viaggia tra luoghi comuni, gli oggetti simbolo e feticci del nostro tempo trattati come isole di spazzatura galleggianti in mare. Non c’è compassione nella lingua quando descrive la terra, il mare è l’unico luogo dove essa può ancora avere un senso. È una storia tagliente questa narrata dal punto di vista di chi per salvarsi deve mentire, travestirsi, ingannare, combattere. La rotta tortuosa di U incrocia altre traiettorie di naufraghi. La barca di U è diventata una flotta. Per ridare dignità a un milione di odissee serve immaginarne il coraggio, la bellezza e l’astuzia e non solo l’orrore. Serve stupore e non solo pietà, serve ironia dentro la tragedia.
Terza serata giovedì 05 luglio 2018, alle 21, con Anna Bonaiuto che presenta “L’amica geniale”. Aperitivo a cura di az. agricola La Casetta. Del “Mistero Ferrante” si è cominciato a parlare fin dal suo esordio con “L’amore molesto” e si è continuato a farlo con ogni libro fino a diventare la “Ferrante fever” dopo il successo internazionale de “L’amica geniale”. Tutti si chiedono chi si nasconda dietro lo pseudonimo ma la scrittrice taglia corto dicendo che “se vedessimo passeggiare Tolstoj con Anna Karenina i nostri sguardi andrebbero tutti su Anna…”. Contano le parole e non la persona che le ha scritte. Anna Bonaiuto legge dei brani tratti da ciascuno dei 4 libri seguendo il tema principale: l’amicizia tormentata tra due donne, nata sui banchi delle elementari e continuata per 50 anni, isolandola dalla storia di decine di personaggi che raccontano per quasi 2000 pagine anche la storia dell’Italia. Come nei grandi romanzi dell’Ottocento.
Ultima serata mercoledì 18 luglio 2018, alle 21, con Silvio Orlando che presenta “La vita davanti a sé”. Aperitivo a cura di locanda A Casa Dalla Ross. “La vita davanti a sé” un “reading” dal romanzo di Romain Gary, interpretato da Silvio Orlando, Momò musulmano, dieci anni forse e molta vita davanti, vive a pensione da Madame Rosa, ex prostituta ebrea «con più chiappe e seni di chiunque altro» che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli «incidenti sul lavoro» delle colleghe più giovani. Intorno a lui la variopinta, vitalissima e a volte disperata sarabanda del quartiere di Belleville, tra spazzini mangia fuoco e transessuali campioni di boxe, ruffiani cardiopatici e traslocatori di anziani moribondi, esorcismi tribali, vite che vanno alla rovescia e un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. alla ricerca dell’infanzia perduta… Un romanzo splendido, per vitalità e drammaticità. Una storia narrata dal punto di vista di un bambino. Del bambino conserva la creatività linguistica, lo sguardo che a volte trasfigura le cose e a volte è capacissimo di cogliere la realtà.
Primo maggio con gli Etruschi al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto e nell’annessa area archeologica dell’antica città di Kainua

Bronzetti votivi esposti nel museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (foto Iago Corazza)
Primo maggio 2018 con gli etruschi. È la proposta culturale del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto che sarà aperto, insieme all’area archeologica dell’antica città di Kainua, dalle 11 alle 18.30 (ingresso 3 euro). Inoltre domenica 6 maggio 2018 ingresso gratuito dalle 11 alle 18.30 grazie all’iniziativa del MiBACT #domenicalmuseo che prevede l’ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali la prima domenica di ogni mese. Due ragioni in più per visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade, salire alle costruzioni sacre dell’acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi. Ciò che fa di Marzabotto, l’antica Kainua, una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca è la straordinaria conservazione dell’impianto originale della città, scandito dalle ampie strade che si incrociano ortogonalmente, suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell’etrusca disciplina. Nel museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, si possono ammirare le suggestive testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui gli splendidi corredi funerari recuperati a Sasso Marconi.
“Kainua-Marzabotto e l’Etruria padana”: otto conferenze per conoscere meglio il popolamento dell’area padana da parte degli Etruschi dalla prima età del Ferro fino all’invasione storica dei Celti. Il ciclo è preparatorio all’apertura il 14 giugno degli scavi nell’area archeologica di Kainua

Il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e l’area archeologica di Marzabotto ospita parte del ciclo di incontri su Kainua

Otto incontri per conoscere meglio Kainua, l’odierna Marzabotto (Bo), una delle città-stato più importanti dell’Etruria padana, e importante snodo commerciale tra l’Etruria tirrenica e la Pianura Padana, fino ad oltralpe. Così da essere preparati alla vigilia dell’apertura dello scavo nell’area archeologica di Kainua, prevista per giovedì 14 giugno 2018. Il ciclo di conferenze “Kainua-Marzabotto e l’Etruria padana”, è promosso da Elisabetta Govi del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia-Romagna e la soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Marzabotto. Gli incontri affronteranno il tema del popolamento dell’area padana da parte degli Etruschi dalla prima età del Ferro fino all’invasione storica dei Celti. Oltre ad approfondimenti sui porti costieri con particolare riguardo a Spina, e sui culti di questo ambito territoriale, ampio spazio verrà dato alla città Kainua-Marzabotto, della quale si esporranno gli aspetti della vita quotidiana, le più recenti scoperte e il rapporto con il mondo greco. Le conferenze si terranno alla Casa della Cultura e della Memoria di Marzabotto e al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto. Il ciclo – come detto – si concluderà il 14 giugno con un evento legato allo scavo archeologico dell’università di Bologna nell’area sacra del tempio tuscanico dedicato alla dea Uni (romana Giunone), eccezionale scoperta avvenuta negli scorsi anni.
Gli incontri iniziano sabato 7 aprile 2018, alle 16, alla Casa della Cultura e della Memoria di Marzabotto; Elisabetta Govi, professore di Etruscologia e Antichità italiche dell’università di Bologna, parla di “Kainua. La nuova città. Le ultime scoperte e la ricostruzione virtuale”. Il sabato successivo, 14 aprile 2018, ci si sposta al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto. Alle 15.30, Tiziano Trocchi, archeologo della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, responsabile dell’area archeologica di Marzabotto, interviene su “I precedenti della prima Età del ferro tra Bologna e la Valle del Reno”. Sabato 21 aprile 2018, alle 16.30, si torna alla Casa della Cultura, con Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, che offrirà un quadro articolato del sistema urbano sviluppato dagli Etruschi in questo settore strategico dell’Italia: “Le città etrusche dell’Etruria padana: storia, economia, società”. Quarto incontro, sabato 28 aprile 2018, alle 16.30, ancora alla Casa della Cultura, su “L’urbanistica di Marzabotto sullo sfondo delle esperienze greco-coloniali di Italia Meridionale e Sicilia” con Rosario Maria Anzalone,
archeologo del Polo Museale dell’Emilia-Romagna, direttore del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto.
Sabato 5 maggio 2018, alle 15.30, ci si sposta al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, con Bojana Gruška, dottoranda dell’università di San Marino, su “La vita quotidiana degli Etruschi di Kainua”. Sabato 12 maggio 2018, alle 16.30, alla Casa della Cultura, è la volta di Federica Timossi, dottoranda dell’università di Ferrara, su “La città etrusca di Spina e l’Adriatico”. Per il settimo incontro, sabato 19 maggio 2018, alle 16.30, di nuovo al museo di Marzabotto, con Riccardo Vanzini, dottorando dell’università di Bologna, su “I Celti a Marzabotto e nei territori etruschi”. Il ciclo di conferenze chiude sabato 26 maggio 2018, alle 15.30, ancora alla Casa della Cultura, con Giacomo Mancuso, dottorando dell’università La Sapienza di Roma, su “I culti religiosi in Etruria padana”. Meno di due settimane di attesa, e finalmente giovedì 14 giugno 2018 alle 16, appuntamento al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto per “Scavo aperto: visita al museo e all’area archeologica con dimostrazione della realtà virtuale” accompagnati da Elisabetta Govi, Chiara Mattioli, Simone Garagnani e Andrea Gaucci, dell’università di Bologna.
Primo Maggio con gli etruschi di Marzabotto: apertura straordinaria del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e dell’area archeologica di Kainua. Un tuffo nel passato in un ambiente unico
Primo Maggio con gli etruschi di Marzabotto. È la proposta della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara che annuncia l’apertura straordinaria di lunedì 1° Maggio 2017 (Festa del Lavoro) del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” (orario: 9-18-30) e dell’area archeologica di Marzabotto (orario: 8-19). L’area archeologica dell’antica città di Kainua (a monte dell’odierna Marzabotto) è una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca. La straordinaria conservazione dell’impianto originale della città – dovuta all’abbandono del luogo a partire dall’invasione celtica- consente un tuffo nel passato che coniuga al grande interesse scientifico una particolare suggestione ambientale. In nessun altro sito etrusco al mondo è possibile visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade che si incrociano ortogonalmente suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell’etrusca disciplina, salire alle costruzioni sacre dell’acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi. Nel museo dedicato a Pompeo Aria – organizzatore del primo nucleo della collezione – si possono ammirare le testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., dai ricchi corredi delle necropoli alle ricostruzioni dei tetti e degli alzati delle case, dalle statuette votive in bronzo alla testa di Kouros, fino alle testimonianze recuperate a Sasso Marconi e nel territorio circostante.
“I resti dell’antica Marzabotto/Kainua non cessano mai di stupire”, assicurano gli archeologi della soprintendenza. “Gli Etruschi avevano non solo progettato la città secondo un modello assunto direttamente dal mondo greco (seppur “mediato” dall’etrusca disciplina) ma alimentavano quotidianamente i legami culturali e commerciali con l’Ellade tramite il fiume Reno (che all’epoca sfociava nel ramo spinete del Po), il porto di Spina e l’Adriatico. Di questa grecizzazione sono segno evidente sia la ceramica attica, la cui presenza nei corredi tombali conferma la completa acquisizione dell’ideologia del vino e del banchetto nell’Aldilà, sia gli splendidi reperti come la testa di kouros in marmo greco o la grande kore in bronzo che suggeriscono la possibilità di una produzione anche locale atteggiata fedelmente al mondo greco seppur tradotta in stilemi specificamente etruschi”.
“Risale ai primi anni del Duemila”, ricordano gli esperti etruscologi, “la scoperta nella parte bassa della città di un imponente tempio a pianta greca dedicato al dio Tinia, somma divinità degli Etruschi, corrispondente allo Zeus dei Greci. Questo tempio integra la sacra acropoli situata sull’altura – dove si trovano i resti di tre strutture templari, di due altari e della sede augurationis, cioè il punto da cui l’augure eseguiva i riti di fondazione della città- e il cosiddetto Santuario fontile, legato al culto delle acque e a riti di sanatio, situato al di fuori del perimetro urbano”.
“… comunicare l’archeologia …”: il gruppo archeologico bolognese nel ciclo di incontri d’autunno illustra il territorio bolognese dai villanoviani agli etruschi, dal tardo impero al medioevo
Con il viaggio alla scoperta dei “Miti sulla pietra: il poema Ramayana in Indonesia” proposto dall’archeologa Silvia Romagnoli, martedì 18 ottobre 2016, è ufficialmente iniziato il tradizionale ciclo di conferenze del quarto trimestre 2016 “… comunicare l’archeologia …” promosso dal Gruppo Archeologico Bolognese che quest’anno ha concentrato su Bologna e il suo territorio regionale il focus degli incontri: dai villanoviani agli etruschi, dai templari all’archeologia cristiana e medievale, con un excursus sull’alimentazione in età imperiale. Quindi, ancora una volta, un programma ricco in grado di interessare gli appassionati più esigenti, programma reso possibile grazie alle collaborazioni scientifiche che il Gabo ha attivato con il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena, l’università di Bologna, e il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto. Costituito nel 1991, il Gruppo Archeologico Bolognese conta tra i suoi iscritti insegnanti di scuole superiori, studenti universitari, archeologi e appassionati di vario tipo, accomunati dal medesimo interesse per la storia della cultura e dell’arte antica. In questi anni di attività, i soci del gruppo si sono occupati di organizzare cicli di lezioni, incontri e visite guidate che avessero come fine quello di supportare la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico, storico e artistico, locale e non solo. Anche quest’anno il centro sociale “G.Costa” in via Azzo Gardino 48 a Bologna ospiterà, salvo rare eccezioni, gli incontri, sempre alle 21, a ingresso libero. Vediamo il programma.
Martedì 25 ottobre 2016, Valentina Manzelli, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna, sezione Archeologia, propone “Alla ricerca della chiesa perduta. Sant’Agnese in piazza Kennedy a Ravenna”. Martedì 8 novembre 2016, ci sarà il primo incontro con gli archeologi del dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’università di Bologna. L’assegnista Stefano Santocchini Gerg parla di “Felsina Princeps Etruriae. Novità su Bologna villanoviana”. E il martedì successivo, 15 novembre 2016, nel secondo incontro con gli archeologi dell’ateneo felsineo, un altro assegnista, Andrea Gaucci, illustra “Kainua. La nuova fisionomia della città etrusca di Marzabotto tra recenti scoperte e innovazioni della ricerca archeologica”. Da non perdere martedì 22 novembre 2016 l’’intervento di Giampiero Bagni, storico alla Nottingham Trent University, su “I Templari a Bologna. Indagini e ricerche alla Magione Templare di Bologna”. Nel week end successivo (25-27 novembre) gli incontri si interrompono per lasciare spazio a “Imagines: obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico, di cui parleremo più avanti.

“Città cristiana, città di pietra”, percorso storico-fotografico alle origini della Chiesa di Bologna
Si riprende in dicembre con gli ultimi due incontri. Ma attenzione. Martedì 6 dicembre 2016 l’incontro è alle 18 e in un’altra sede: la Raccolta Lercaro di via Riva di Reno 57 a Bologna. Isabella Baldini, professore associato di Archeologia Cristiana e Medievale all’università di Bologna, farà scoprire un aspetto interessante e spesso poco conosciuto del capoluogo felsineo: “Città cristiana, città di pietra. Itinerario alle origini della chiesa di Bologna”. Al termine della conferenza sarà possibile la visita al percorso storico-fotografico “Città cristiana, città di pietra. Itinerario alle origini della chiesa di Bologna”. Ultimo incontro, martedì 13 dicembre 2016, prima della cena sociale del successivo martedì 20. Si torna al centro sociale “G.Costa” dove alle 21 Alessandro Degli Esposti, già professore di Letteratura latina e socio del Gabo, approfondirà “Il valore simbolico del cibo in età imperiale”.







































Commenti recenti