Marzabotto (Bo). Al parco archeologico dell’antica Kainua al via le “Sere d’Estate” con Dario Vergassola vs Elena Sofia Ricci: intervista semiseria a una grande attrice. Possibile visita guidata nell’area archeologica e apericena
Tornano le “Sere d’Estate” al parco archeologico dell’antica Kainua a Marzabotto (Bo), un ciclo di spettacoli nella bella – e fresca cornice del Teatro di Paglia dell’antica Kainua. Primo appuntamento della stagione giovedì 13 giugno 2024, alle 21, con Dario Vergassola vs Elena Sofia Ricci. Intervista semiseria a una grande attrice. Programma della serata: alle 18.30, per chi lo desidera, lo staff del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” offre una passeggiata tematica – gratuita – per la città etrusca di Kainua; 19.30, possibilità di apericena a cura di Al di là del fiume Cielo (costo 8 euro); 21, inizio spettacolo. Costo evento 15 euro, gratuito per i minori di 14 anni. Il biglietto comprende lo spettacolo e la visita guidata tematica al parco archeologico. Si consiglia di portare un cuscino. In caso di maltempo gli eventi previsti all’interno del parco archeologico si terranno alla Casa della Cultura e della Memoria in via Aldo Moro 2 a Marzabotto.
Gli altri appuntamenti. Mercoledì 19 giugno 2024, Arianna Porcelli Safanov in “Fiabafobia” (prenotazione a crinali@unioneappennino.bo.it, costo evento 15 euro, gratuito per i minori di 14 anni, abbonamento 38 euro); venerdì 28 giugno 2024, Serena Dandini in “La vendetta delle Muse”; domenica 30 giugno 2024, coro Farthan con visita cantata nell’area archeologica per la rassegna “A tutta voce! Voci, suoni, racconti” (costo ingresso al museo e all’area archeologica 3 euro, gratuito per residenti a Marzabotto e gratuità di legge, non è necessaria la prenotazione); giovedì 4 luglio 2024, proiezione del film “La Chimera” per la rassegna “Crinali Cinema” (costo ingresso al museo e all’area archeologica 3 euro, gratuito per residenti a Marzabotto e gratuità di legge, non è necessaria la prenotazione)
Notte dei Musei 2024. Ingresso serale a 1 euro. Ecco alcune proposte a Torino, Sirmione, Desenzano, Verona, Este, Fratta Polesine, Adria, Altino, Cividale, Aquileia, Ferrara, Bologna, Villanova, Marzabotto
Sabato 18 maggio 2024 torna la Notte Europea dei Musei, l’iniziativa promossa dal ministero della Cultura francese e patrocinata dall’UNESCO, dal Consiglio d’Europa e dall’ICOM, che si svolge in contemporanea in tutta Europa con l’obiettivo di incentivare e promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea. Il ministero della Cultura anche quest’anno partecipa alla manifestazione, giunta alla ventesima edizione, con l’apertura serale dei musei e dei luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1 euro (eccetto le gratuità previste per legge). Le aperture straordinarie saranno arricchite da eventi e iniziative organizzati in collaborazione con enti e associazioni, per far conoscere le attività degli Istituti e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale in un’atmosfera particolarmente suggestiva.
ECCO ALCUNE IDEE NELLE REGIONI DEL NORD ITALIA.
Museo Egizio di Torino. In occasione della Notte Europea dei Musei, il 18 maggio 2024 il Museo Egizio sarà aperto dalle 20 alle 24 a tariffa ridotta. Prenota il tuo biglietto https://egizio.museitorino.it/eventi/notte-dei-ricercatori/.
Grotte di Catullo (Sirmione, BS). In occasione della Giornata internazionale dei Musei di Icom international, sabato 18 maggio 2024, le Grotte di Catullo accolgono i volontari di protezione civile nell’ambito di “IO NON RISCHIO”, la campagna di comunicazione pubblica sulle buone pratiche con cui ciascuno di noi può contribuire a ridurre i rischi naturali e causati da attività umana. Partecipazione inclusa nel biglietto di ingresso del Museo.
Villa romana e Antiquarium di Desenzano del Garda (Bs). Tornano a risuonare le voci di alcuni tra i principali poeti contemporanei nei musei della Direzione regionale Musei della Lombardia, grazie alla collaborazione con la Casa della Poesia di Baronissi (SA). Il primo appuntamento è alla Villa Romana di Desenzano del Garda il 18 maggio 2024, alle 21, per la Notte dei Musei, con “Le stelle a chi lavora”, reading del grande poeta spagnolo Juan Carlos Mestre accompagnato dal fisarmonicista Cuco Pérez. Juan Carlos Mestre (Villafranca del Bierzo,1957), poeta e artista visuale, è una voce fondamentale del panorama poetico contemporaneo spagnolo. Cantastorie visionario, crea immagini nelle quali realtà e invenzione si intrecciano in atmosfere incantate. Cuco Pérez (Segovia, 1959) è un fisarmonicista, compositore e spagnolo noto per aver collaborato con numerosi gruppi e artisti della scena musicale spagnola, tra i primi a introdurre la fisarmonica nel flamenco. Prenotazione consigliata al link: https://bit.ly/4drownF. In occasione della Notte Europea dei Musei il biglietto di ingresso sarà di 1 euro.
Museo archeologico nazionale di Verona. È sold out l’evento proposto per la Notte europea dei Musei: è stato raggiunto il numero massimo di partecipanti. L’apertura serale straordinaria è dalle 19.30 alle 22.30, con ingresso al prezzo simbolico di 1 euro. Alle 20 e alle 21.15 lo Staff del Museo accompagnerà i visitatori in una visita guidata insolita, al buio, seguendo la luce di poche torce a led. I reperti archeologici della preistoria, illuminati singolarmente, riemergeranno dal lontano passato in cui sono stati realizzati, per essere visti con gli occhi moderni, riportandoci indietro nel tempo quando, di notte, le tenebre avvolgevano ogni cosa.

Museo nazionale Atestino di Este (Pd). Il museo nazionale Atestino sarà straordinariamente aperto anche di sera, dalle 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle ore 22.00): a partire dalle 19.00 il biglietto avrà il costo simbolico di 1 euro. Alle 20.30 e 21.30 c’è la possibilità di visitare la mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi” accompagnati da una guida d’eccezione, la direttrice del museo Benedetta Prosdocimi (visita compresa nel biglietto d’ingresso).
Museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro). In occasione della Notte Europea dei Musei 2024, sabato 18 maggio 2024, il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine rimarrà aperto oltre il consueto orario, anche dalle 19.30 alle 22.30 assieme alla palladiana Villa Badoer, patrimonio Unesco. I due enti daranno, inoltre, vita alle 21 ad una visita guidata congiunta delle strutture per una notte dedicata alle stelle tra arte ed archeologia a cura di Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, e di Elisa Garavello di AquaLab. Un percorso tra mito e firmamento attraverso i reperti, le divinità e le decorazioni del museo Archeologico nazionale e dei saloni di Villa Badoer, all’insegna di una serata assolutamente…stellare. Costi di ingresso: 1 euro Villa Badoer + 1 euro museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine. Prenotazioni obbligatorie visita guidata: +39 366 3240 619 oppure info@villabadoer.it, https://www.beniculturali.it/…/museo-di-fratta-polesine….
Museo Archeologico nazionale di Altino (Ve). Sabato 18 maggio anche ad Altino torna la Notte europea dei Musei: dalle 19 alle 22 si possono visitare il Museo e la mostra “Antenati altinati” al costo simbolico di 1 euro; alle 20.30 il personale del Museo accoglierà i visitatori con la visita guidata “Destinazione: Altino!”, nella quale i reperti diventeranno protagonisti di un racconto dedicato alle contaminazioni e ai dialoghi fra culture differenti presenti nel territorio altinate dal VI secolo a.C. fino all’età romana. La visita è gratuita e su prenotazione: 0422789443, drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it. Orari di accesso: le aree archeologiche saranno visitabili fino al tramonto; la chiusura della biglietteria è prevista alle 21.30. Si può acquistare il biglietto anche online al link bit.ly/bigliettimuseoaltino.
Museo Archeologico nazionale di Cividale (Ud). Sabato 18 maggio 2024, in occasione della Notte europea dei Musei, il museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli propone, alle 18.30 e alle 20.30, una visita guidata per famiglie e laboratorio creativo miniMAN “MANi in Pasta: creazione di fibule longobarde”. Durante il laboratorio verranno realizzate fibule a sbalzo “alla longobarda” su lamina anodizzata rame. Durata attività: 1h e 30 circa. Età consigliata: 9-13 anni. Attività gratuita con prenotazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0432 700700. mail: museoarcheocividale.biglietteria@cultura.gov.it.
Musei di Aquileia (Ud). Sabato 18 maggio 2024, in occasione della Notte Europea dei Musei 2024, si può accedere ai musei di Aquileia in un orario inconsueto. Il museo Archeologico nazionale di Aquileia resterà aperto dalle 10 del mattino fino alle 22. La biglietteria e il bookshop chiuderanno alle 21. Dalle 19 l’ingresso scenderà a 1 euro. Il Museo Paleocristiano sarà aperto al mattino, con il consueto orario 8.30-13.30, e poi di nuovo la sera, dalle 19 alle 22. L’ingresso come sempre sarà gratuito. Per maggiori informazioni: 0431 91016 / museoaquileiaeventi@cultura.gov.it.
Museo Archeologico nazionale di Ferrara. Il 18 maggio 2024 si festeggia insieme la Notte europea dei Musei con l’apertura straordinaria dalle 17 alle 20 (ultimo ingresso alle 19.30). Ingresso 1 euro.
Musei civico Archeologico di Bologna. In occasione della Giornata Internazionale dei Musei e Notte Europea dei Musei il museo civico Archeologico prolungherà il suo orario di apertura fino alle 24. Dalle 20 alle 24 sarà possibile visitare il museo acquistando il biglietto ad 1 euro. Con il biglietto del museo sarà possibile partecipare gratuitamente alle visite guidate a cura delle archeologhe di ASTER e usufruire del servizio di mediazione nelle sale. Le iniziative rientrano nel programma 2024 della Notte Europea dei Musei e della Giornata Internazionale dei Musei coordinato da Città metropolitana di Bologna e Settore Musei Civici Bologna. Gli eventi fanno parte di Bologna Portici Festival 2024, progetto promosso e coordinato dal Settore Cultura e Creatività del Comune di Bologna. VISITE GUIDATE. Alle 20.30: “Sulle tracce degli antichi etruschi fra nuove e antiche scoperte” a cura di Anna Serra. Altro che musei polverosi e immobili! Vieni con noi a scoprire le più recenti novità su Bologna etrusca. Esploreremo insieme le novità emerse negli scavi archeologici degli ultimi anni e le ricerche in corso per comprendere quanto ancora ci sia da indagare nel passato della città che attraversiamo quotidianamente. Alle 22: “La collezione egiziana del Museo tra collezionismo e ricerca” a cura di Serena Nicolini. La visita è l’occasione per esplorare la storia della collezione egiziana, che celebra i 30 anni dell’attuale allestimento, dalle prime acquisizioni alla pratica del collezionismo ottocentesco. Attraverso una selezione di reperti, sarà possibile illustrare come le metodologie di studio, di analisi e di restauro siano cambiate nei secoli fino ad arrivare a descrivere le ricerche più recenti svolte all’interno della collezione e che coinvolgono gli oggetti esposti. MEDIAZIONE: dalle 20 alle 23 i visitatori potranno usufruire di un servizio di mediazione museale secondo due diverse modalità: 1. CHIEDI ALL’ARCHEOLOG*. Un mediatore sarà a disposizione del pubblico per indirizzare nella visita e rispondere alle libere domande e curiosità sulle collezioni del Museo. Per “aprire tutti gli scrigni” del museo, la postazione del mediatore si sposterà fra le sale secondo uno schema che verrà consegnato con il biglietto. 2. TUTTI AL MUSEO ARCHEOLOGICO (fino ad esaurimento posti, max 10 persone per turno). Nei medesimi orari sarà poi possibile fare un’esperienza al Museo accompagnati da una mediatrice del progetto Musei Innovativi e Aperti che ha l’obiettivo di avvicinare al patrimonio culturale pubblici differenti per età e provenienza, favorire l’inclusione sociale e promuovere la partecipazione attiva alla vita culturale cittadina. Ad ogni ora sarà possibile seguire alternativamente una delle seguenti attività, secondo uno schema che verrà consegnato con il biglietto: “Toccare” l’Antico Egitto | Esplorando anche con le dita, grazie alle copie di alcuni importanti reperti, sarà possibile seguire un percorso di approccio alla ricca collezione egizia del museo, la terza per importanza in Italia. Sperimentazioni | A partire dal racconto di reperti importanti esposti nella Collezione Greca e nella Sezione dedicata a Bologna etrusca, si offre un percorso speciale che riflette sul concetto di sperimentazione e incontro.
MUV – Museo della civiltà Villanoviana a Castenaso (Bo). “Una notte nel villaggio villanoviano”: in occasione della Notte Europea dei Musei il MUV apre le sue porte dalle 20 alle 23 per una serata eccezionale, completamente gratuita. Il giardino ospiterà un accampamento Villanoviano notturno con dimostrazione di antichi mestieri. Mentre in Museo si terranno laboratori di ceramica, scrittura etrusca e tessitura in collaborazione con l’associazione Legiones in Agro Boiorum e con la Comunità ellenica dell’Emilia Romagna. Da non perdere poi le visite guidate con l’archeologa. Le ricostruzioni storiche sono a cura dell’associazione di rievocazione storica Legiones in Agro Boiorum. Stand gastronomico di cucina greca a cura della Comunità Ellenica dell’Emilia Romagna dalle 19. Ingresso gratuito. Prenotazione: 051780021 oppure muv@comune.castenaso.bo.it
Museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo). Sabato 18 maggio 2024, alle 16, in occasione della giornata internazionale dei Musei dedicata al tema 𝑀𝑢𝑠𝑒𝑖, 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎, il museo nazionale Etrusco di Marzabotto vi invita a un talk sul tema “Kainua e l’alluvione. Idraulica etrusca e sostenibilità ambientale”. A un anno dall’alluvione che ha colpito il territorio di Marzabotto nel maggio 2023, Patrizia Cirino, Elisabetta Govi e Denise Tamborrino condurranno i partecipanti in una riflessione sui temi della sostenibilità ambientale a partire dal rapporto uomo/paesaggio e dalle osservazioni condotte sui resti archeologici di Kainua. L’acqua è l’elemento sacro per gli Etruschi. Acque captate, canalizzate, deviate, sacralizzate definiscono un ricco dossier di interventi che l’archeologia riesce a documentare, a testimonianza di una sapiente gestione delle risorse naturali da parte degli Etruschi nella città di Marzabotto e nel territorio dell’Etruria padana. Come passato e presente possono essere interconnessi e fornire chiavi di lettura e insegnamenti per affrontare le sfide del cambiamento climatico? Intervengono Patrizia Cirino, responsabile area Educazione e Mediazione culturale, direzione regionale Musei Emilia-Romagna; Elisabetta Govi, professoressa ordinaria di Etruscologia, dipartimento Storia Culture Civiltà, università di Bologna; Denise Tamborrino, direttrice del museo nazionale Etrusco di Marzabotto. Evento a cura del museo nazionale Etrusco di Marzabotto e del dipartimento Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna. Partecipazione gratuita.
Marzabotto (Bo). Visita guidata all’area archeologica dell’antica Kainua (compresa la necropoli nord) con gli archeologi dell’università di Bologna

La necropoli Nord dell’area archeologica di Kainua (Marzabotto) aperta eccezionalmente al pubblico (foto drm-er)
Quando è stata costruita Kainua? Come facciamo a sapere che gli Etruschi la chiamavano così? E com’era vivere in questa città? A queste e altre 1000 curiosità, potrà rispondere la visita guidata all’area archeologica della città di Kainua (Marzabotto), compresa la necropoli nord non accessibile nei normali percorsi di visita, con gli archeologi del Dipartimento di Storia culture civiltà dell’università di Bologna che collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo). È gradita la prenotazione: drm-ero.prenotazioni@kainuaultura.gov.it. La visita ha il costo di 10 euro a persona + 3 euro di ingresso al Museo e all’area archeologica. Sono previste convenzioni e gratuità.
Marzabotto. Denise Tamborrino confermata alla direzione del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e area archeologica di Kainua per il triennio 2024-’27: “Realizzerò il riallestimento dell’intero museo Etrusco”

L’architetto Denise Tamborrini confermata direttore del museo nazionale Etrusco ““Pompeo Aria” (foto drm-er)
Denise Tamborrino confermata alla direzione del museo nazionale Etrusco di Marzabotto e dei luoghi della cultura statali del territorio bolognese a partire dal 1° gennaio 2024 per il triennio 2024-2027, un mandato importante durante il quale sarà realizzato il riallestimento dell’intero museo Etrusco. “Un passo importante”, commenta il direttore regionale Giorgio Cozzolino, “per mantenere una continuità scientifica di alto profilo professionale. Grazie infatti alle competenze dell’architetta Tamborrino si sono potuti attuare molti interventi e collaborazioni al museo e l’area archeologica di Kainua e l’ex chiesa di San Mattia che hanno contribuito ad aumentare del 22%, rispetto al 2022, il flusso dei visitatori dell’anno appena concluso”. Direttrice già dal 2015 delle sedi bolognesi dell’ex chiesa di San Mattia, dell’ex chiesa di San Barbaziano e del complesso di Torre Jussi a Castel d’Aiano, Tamborrino ha anche ricoperto l’incarico di direttrice del museo nazionale Etrusco di Marzabotto dal 2020 al 2023. Nell’ultimo triennio, la sua attività di direzione ha promosso un approccio multidisciplinare innovativo nella lettura e valorizzazione del patrimonio culturale, con una serie di collaborazioni e progetti con importanti istituzioni pubbliche e private del territorio, tra cui il dipartimento Storia culture e civiltà dell’università di Bologna, la Fondazione Golinelli, il Festival Danza Urbana e l’associazione Fontanamix. “È per me un piacere e una sfida poter continuare a dirigere i siti statali nel territorio della città metropolitana di Bologna, luoghi straordinari che consentono al pubblico di fare esperienza con molteplici aspetti del patrimonio culturale dall’archeologia al paesaggio all’arte contemporanea”, interviene Denise Tamborrino. “Grazie a questa continuità, il triennio 2024-2027 vedrà la realizzazione del nuovo riallestimento dell’intero museo Etrusco, con un’attenzione particolare ai temi dell’accessibilità, il progetto di riqualificazione paesaggistica “Kainua. Manuale d’uso” che propone un approccio innovativo nella gestione delle aree archeologiche e il progetto “Under the Same Sky” ad opera di Eva Marisaldi, vincitore del Piano dell’Arte Contemporanea 2022-2023 e che vedrà una importante collaborazione con il Metropolitan Museum di New York. All’ex chiesa di San Mattia, sarà prevista, tra le varie attività, l’attivazione di una residenza d’artista a cui accedere tramite bando per la realizzazione di opere site specific che andranno a costituirne la collezione. Il 2024 vedrà, inoltre, la fine del cantiere all’ex chiesa di San Barbaziano con una presentazione pubblica alla comunità dei lavori e del progetto culturale di prossima realizzazione”.

L’architetto Denise Tamborrini (da FB)
Denise Tamborrino (1977) è architetta e storica dell’architettura. Dopo la laurea in Progettazione Architettonica all’università di Ferrara (2003), è dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e Urbanistica (2007) allo IUAV-Istituto Universitario Architettura Venezia. Nel 2021 si perfeziona in Antropologia Museale e dell’Arte all’università di Milano –Bicocca. Dal 2006 al 2012 è docente a contratto in Storia dell’Architettura alla Facoltà di Ingegneria dell’università di Bologna, sedi di Bologna e Ravenna, ed ha al suo attivo collaborazioni con la Facoltà di Architettura dell’università di Ferrara. Nel 2012 a Detroit ha presieduto, in collaborazione, una sessione tematica all’interno del 65° meeting annuale della SAH (Society of Architectural Historians) dal titolo: “Not the Jesuits: “other” Counter-Reformational architecture”. È membro di CAA-College Art Association, EAHN-European Architectural History Network, e SAH-Society of Architectural Historians. Dal 1° gennaio 2012 è funzionario architetto per il ministero della Cultura. Alla direzione regionale per i Beni culturali dell’Emilia-Romagna si è occupata di tematiche legate alla tutela e pianificazione paesaggistica e progetti speciali di valorizzazione. Dal 5 novembre 2015 è direttrice dell’ex chiesa di San Mattia a Bologna, dell’ex chiesa di San Barbaziano a Bologna e del Complesso di Torre Jussi a Castel D’Aiano, musei non autonomi non aventi qualifica dirigenziale della direzione regionale Musei Emilia-Romagna. Dal novembre 2020 è anche direttrice del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e area archeologica di Kainua a Marzabotto. Durante l’attività di direzione, ha curato ed organizzato numerose mostre, eventi e progetti, tra cui il progetto ZERO (Weak Fist) dell’artista Patrick Tuttofuoco, che ha vinto la prima edizione del bando Italian Council, promosso dalla direzione generale Arte e Architettura Contemporanee edil progetto “ArcheoMinecraft. Costruisci una città come farebbe un etrusco”, menzione speciale al Premio Gianluca Spina per l’Innovazione Digitale nei Beni e Attività culturali 2022. Dal 2019 al 2022 è stata membro del comitato tecnico scientifico per l’Arte e l’Architettura contemporanee del ministero della Cultura in qualità di vicepresidente e membro supplente del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici.
Marzabotto (Bo). Archeo-Trekking del museo nazionale Etrusco “La via etrusca del travertino da Kainua a Labante”: percorso tra narrazioni storiche, archeologiche, tradizioni ed etnobotanica
Trekking con gli Etruschi. Domenica 22 ottobre 2023 alle 9 appuntamento con un nuovo Archeo-Trekking del museo nazionale Etrusco di Marzabotto (Bo): “La via etrusca del travertino da Kainua a Labante”. Passeggiando nell’antica città etrusca di Kainua ci si imbatte in una pietra largamente usata, il travertino. Ma quali erano le sue caratteristiche e da dove arrivava fin qui questo materiale? Lo si può scoprire con questo archeo-trekking che ci condurrà dal sito del museo nazionale Etrusco di Marzabotto alle grotte di Labante, un angolo incantato dell’Appennino Bolognese: percorso tra narrazioni storiche, archeologiche, tradizioni ed etnobotanica. L’escursione è voluta e organizzata direttamente dal museo nazionale Etrusco di Marzabotto con la collaborazione di archeologhe dell’università di Bologna e di una guida escursionistica. Ritrovo alle 9 al museo nazionale Etrusco di Marzabotto. Dopo una visita tematica della città si partirà in macchina alla volta delle Grotte di Labante, dove inizierà il trekking tra splendidi panorami, mulini ed essiccatoi per le castagne, ormai in disuso, ma importantissimi per l’economia montanara. È previsto un pranzo libero al sacco durante il percorso. Termine dell’escursione attorno alle 17.30.
“Rituali funerari etruschi e romani alla scoperta delle necropoli delle antiche città di Spina, Kainua e Sassina”: tre appuntamenti tra Ferrara, Marzabotto e Sarsina
“Rituali funerari etruschi e romani alla scoperta delle necropoli delle antiche città di Spina Kainua e Sassina”: tra luglio a settembre 2023 tre appuntamenti da non perdere per gli amanti dell’archeologia per scoprire alcuni dei più bei musei e aree archeologiche del mondo etrusco e romano della regione Emilia-Romagna, dal museo Archeologico nazionale di Ferrara, al museo nazionale Etrusco di Marzabotto fino al museo Archeologico nazionale di Sarsina. Il percorso, diviso in tre tappe, affronterà i rituali funerari etruschi e romani e sarà a cura di Federica Timossi, archeologa direttrice del museo Archeologico nazionale di Sarsina e responsabile delle collezioni del museo nazionale Etrusco di Marzabotto. Le visite guidate daranno modo, al pubblico interessato, di approfondire attraverso le tracce archeologiche, i gesti e i riti che accompagnavano l’ultimo saluto nell’antichità. Domenica 9 luglio 2023, alle 15.30, museo Archeologico nazionale di Ferrara, visita guidata alla mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”; domenica 13 agosto 2023, alle 16.30, museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e area archeologica di Kainua (Bo), visita guidata all’area archeologica della città etrusca, con partenza dalla necropoli est domenica 24 settembre 2023, alle 16.30, museo Archeologico nazionale di Sarsina (FC), visita guidata al Museo che ospita i monumenti funerari e i reperti della necropoli della città romana di Sassina. Le visite guidate sono gratuite con pagamento del biglietto di ingresso al museo. Numero massimo di partecipanti a visita: 20 persone. Per la prenotazione contattare le biglietterie dei rispettivi musei: Ferrara 0532 66299, Marzabotto 051.932353, Sarsina 0547 94641. “Partendo dalla straordinaria mostra Spina Etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo allestita al museo Archeologico nazionale di Ferrara”, commenta Federica Timossi, “proporrò un percorso alla scoperta delle necropoli di queste tre città e di come venivano vissute dalle società antiche. Attraversando tre differenti realtà archeologiche, afferenti alla direzione regionale Musei Emilia-Romagna, partiremo dal mondo etrusco con i reperti rinvenuti a Spina e la necropoli est di Kainua fino ad approdare ai riti di età romana testimoniati dai monumenti dell’antica Sassina”.
Marzabotto. “Kainua. Sguardi e racconti sulla città”: visita guidata agli scavi di Unibo nell’area archeologica e presentazione del libro “Kainua (Marzabotto)” a cura di Elisabetta Govi
“Kainua. Sguardi e racconti sulla città”: appuntamento giovedì 22 giugno 2023, dalle 17 alle 20, al museo nazionale Etrusco “P. Aria”, in via Porrettana Sud 13, a Marzabotto (Bo), con presentazione del libro “Kainua (Marzabotto)” a cura di Elisabetta Govi. La partecipazione all’evento è gratuita salvo biglietto di ingresso a Museo e area archeologica (costo 4 euro). Appuntamento alle 17, presso l’area archeologica di Kainua. Si inizia con la visita guidata allo scavo in corso dell’università di Bologna a Marzabotto. Alle 18, presentazione del libro “Kainua (Marzabotto)” a cura di Elisabetta Govi (University of Texas Press). Sarà l’occasione per raccontare le più recenti scoperte archeologiche nella città e la sua storia. Interverranno la curatrice della collana editoriale Nancy T. de Grummond (Florida State University) e due studiose esperte del mondo etrusco, Giovanna Bagnasco Gianni (università di Milano) e Corinna Riva (University College London). A seguire gli archeologi e le archeologhe dell’università di Bologna illustreranno le novità dello scavo in corso nel santuario urbano. Alle 19, aperitivo.

Copertina del libro “Kainua (Marzabotto)” a cura di Elisabetta Govi
Kainua (Marzabotto). Questo libro riunisce i principali studiosi dell’Etruria per fornire reperti aggiornati dal sito archeologico chiave di Kainua. Situato in quella che oggi è la città italiana di Marzabotto, Kainua è l’unico sito etrusco il cui impianto urbano completo è stato conservato, rendendo possibile rintracciare case, strade, sistemi di drenaggio, cimiteri, laboratori artigianali e un’acropoli. In fase di scavo dal 1850, Kainua offre una miniera di approfondimenti sulla cultura e la società etrusca. L’editore del volume, Elisabetta Govi, e i suoi colleghi esperti esaminano le prove materiali alla base della nostra comprensione della storia, dell’economia, della religione e delle strutture sociali di Kainua, comprese le rotte commerciali che collegavano la città con il più ampio Mediterraneo. Particolarmente interessanti sono le recenti scoperte di santuari dedicati a Tinia e Uni, analoghi ai greci Zeus ed Hera, che forniscono nuove informazioni sui culti etruschi. Kainua (Marzabotto) attinge anche alle ultime ricerche per ricostruire i riti di fondazione della città, una carta sacra e un piano urbanistico. Infine, gli autori esplorano la storia archeologica del sito, discutendo le nuove conoscenze rese possibili dall’introduzione delle moderne tecniche di telerilevamento e modellazione 3D.
Bologna. Al via “…Comunicare l’archeologia…” (primo semestre), il ciclo di incontri del Gruppo archeologico bolognese con focus sull’isola di Cipro, l’Antico Egitto “nascosto”, gli insediamenti rupestri, i ritrovamenti archeologici nel Bolognese e il riutilizzo dei materiali romani
Dal fascino dell’isola di Cipro a quello dell’Antico Egitto, dagli insediamenti rupestri ai ritrovamenti archeologici nel Bolognese al riutilizzo di architetture antiche: sono alcuni degli argomenti affrontati dal ciclo di incontri “…comunicare l’archeologia…” del primo semestre 2023 promossi dal Gruppo Archeologico Bolognese al martedì, alle 21, in presenza al Centro sociale ricreativo culturale “Giorgio Costa” in via Azzo Gardino 48 a Bologna. L’ingresso alle conferenze è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Il Gruppo Archeologico Bolognese (Gabo), affiliato ai Gruppi archeologici d’Italia, con i quali sono promosse – soprattutto d’estate – campagne di ricerca, scavi e ricognizioni d’interesse nazionale, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Archeologiche, collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena e il museo della Civiltà Villanoviana (Muv) di Castenaso.
Si inizia martedì 14 marzo 2023, alle 21, al Centro sociale ricreativo culturale “Giorgio Costa” con Silvia Romagnoli, archeologa e travel designer, che presenterà la conferenza “Kypros: crocevia di continenti. Racconto di viaggio con il Gruppo Archeologico Bolognese” raccontando l’itinerario di 9 giorni intrapreso alla scoperta di Cipro, organizzato da Insolita Itinera in collaborazione con il GABo. “Siamo appena tornati da un viaggio nella splendida isola di Cipro, una terra ricca di archeologia, tradizioni e tesori delle più antiche civiltà del mondo che l’hanno abitata nel corso dei secoli, in virtù della sua posizione strategica al crocevia di tre continenti”, ricorda Romagnoli. “L’isola è quindi, oggi, un grande museo a cielo aperto, dove si possono ammirare numerose testimonianze del suo movimentato passato, che ha fatto di Cipro un mosaico di differenti periodi e civiltà”. Per chi si è perso il viaggio e vuole scoprire la storia millenaria di questa affascinante isola del Mediterraneo, è la conferenza giusta.

“Insediamenti rupestri”: ne parla Giuseppe Rivalta
Si prosegue martedì 18 aprile 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa” con la conferenza “Gli insediamenti rupestri nel mondo” di Giuseppe Rivalta, antropologo, biospeleologo e viaggiatore, che presenterà questi luoghi descritti nell’omonimo libro scritto con Carla Ferraresi e in uscita il 20 marzo 2023.

La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)
Terzo appuntamento martedì 2 maggio 2023, alle 21, al centro sociale “G. Costa”: Maurizio Zulian, viaggiatore, scrittore ed esperto dell’Antico Egitto, e Graziano Tavan, giornalista specializzato in archeologia, presentano il loro libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni”, edito da Marsilio Arte. “Nella terra di Pakhet”, spiegano gli autori, “non è una guida archeologica tout court né un libro fotografico sull’Egitto, ma è un viaggio, emozionale e scientifico al contempo, alla scoperta di un Egitto “nascosto”, lontano dai percorsi turistici, perché sostanzialmente chiuso ai visitatori – e spesso anche agli stessi studiosi -, in quello che gli egittologi chiamano Medio Egitto, ma che più correttamente è l’Egitto Centrale, dal governatorato di Beni Suef, appena a Sud del Cairo, a quello di Sohag, che finisce ad Abydos.

San Pietro in casale: scavi archeologici del mulino della Ca’ Gioiosa (foto sabap-bo)
Quarto appuntamento martedì 23 maggio 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”, con la conferenza “Il ritrovamento del mulino della Ca’ Gioiosa: archeologia e storia della pianura bolognese tra l’età medievale e l’età moderna”. Introduzione a cura dell’archeologa Daniela Ferrari. Intervengono Valentina Di Stefano, archeologa Sabap-Bo; Daniele Mazzitelli, di Phoenix Archeologia; e Claudio Negrelli, direttore tecnico e presidente di Phoenix Archeologia. Il mulino detto della Ca’ Gioiosa, la cui storia inizia nel 1358, rimarrà per secoli uno dei più importanti della bassa pianura bolognese (almeno fino al XVIII secolo). A seguito dei lavori di scavo necessari alla costruzione, in questo sito, di capannoni industriali si è proceduto a dei sondaggi archeologici preventivi per controllare lo stato del vecchio Mulino ormai scomparso sotto stratificazioni centenarie. I lavori hanno portato alla luce i resti della Ca’ Gioiosa e di alcuni edifici limitrofi. Un ritrovamento di grande effetto, che ha permesso di rivedere e studiare questo vecchio Opificio e con esso anche le attrezzature in legno necessarie al movimento delle ruote e delle macine.

Un capitello romano riutilizzato a Bologna in epoca medievale (foto gabo)
Gli ultimi due appuntamenti, recuperano due incontri saltati nel precedente semestre. Martedì 6 giugno 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”, la conferenza “Spolia bononensia. Il riutilizzo del materiale architettonico di età romana nel centro storico di Bologna” con Claudio Calastri, archeologo, classicista, dirigente di Ante Quem per servizi in campo archeologico e casa editrice dedicata all’archeologia.

“Interviste impossibili” a Howard Carter e al faraone Tutankhamon nel centenario della scoperta della tomba del faraone bambino (foto gabo)
Ultimo appuntamento, martedì 20 giugno 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”. Per ricordare il centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon da parte di Howard Carter nel novembre del 1922, il Gruppo Archeologico Bolognese e la compagnia Ten Teatro Costarena presenteno: “Intervista impossibile a Tutankhamon” di Giorgio Manganelli, e “Intervista impossibile a Howard Carter” di Giuseppe Mantovani. Introduzione a cura dell’archeologa Barbara Faenza.
Marzabotto. Domenica visita guidata al museo nazionale Etrusco e all’area archeologica di Kainua con un archeologo dell’università di Bologna. E una novità: visita speciale alla necropoli Nord, solitamente non visitabile

La necropoli Nord dell’area archeologica di Kainua (Marzabotto) (foto drm-er)
Domenica 15 gennaio 2023 visita speciale al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) e all’area archeologica di Kainua accompagnati da un archeologo dell’università di Bologna. Previsti due turni: alle 10 e alle 14.30. Con una super novità 2023: visita speciale alla necropoli nord! In occasione di questo appuntamento, nel solo turno delle 10, il gruppo di visita verrà fatto accedere alla famosa necropoli nord dell’area archeologica di Kainua: un angolo nascosto, solitamente non visitabile, una testimonianza di giardino archeologico di stampo ottocentesco.

La necropoli Nord dell’area archeologica di Kainua (Marzabotto) aperta eccezionalmente al pubblico (foto drm-er)
Durante le visite guidate al museo nazionale Etrusco di Marzabotto e al sito archeologico di Kainua c’è la possibilità di scoprire una vera città etrusca. A condure i visitatori in questo viaggio nel tempo sarà un archeologo del Dipartimento di Storia Culture Civiltà – Università di Bologna, direttamente impegnato negli scavi archeologici del sito. Il costo della visita guidata è 10 euro a persona (sono previste riduzioni e gratuità per bambini e ragazzi) + biglietto di ingresso di 3 euro. I gruppi di visita saranno di massimo 30 persone, per questo è consigliata la prenotazione scrivendo a drm-ero.prenotazionikainua@cultura.gov.it.
“Kainua-Marzabotto: la scrittura e la dimensione civica del sacro”: è il tema sviluppato dal progetto “Zich. Scrivere etrusco all’università di Bologna” con le iscrizioni etrusche su reperti del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto

“La scrittura e la dimensione civica del sacro” è il tema sviluppato dagli studenti del laboratorio di Epigrafia etrusca dell’università Alma Mater di Bologna studiando i reperti conservati al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto con iscrizioni etrusche nel percorso multimediale “Scrittura e società nelle città dell’Etruria padana” nell’ambito del progetto “Zich. Scrivere etrusco all’università di Bologna” con la direzione del professor Andrea Gaucci. I quattro approfondimenti proposti sono articolati con grafiche e scritti disponibili anche in podcast audio. Autori: Martina Borsani, Martina Castoldi, Chiara Chiodarelli, Gianmaria Feola (podcast https://anchor.fm/andrea-gaucci/episodes/Kainua-Marzabotto-la-scrittura-e-il-sacro-egv1lg).


Ricostruzione grafica del tempio di Tinia di Kainua-Marzabotto (foto unibo)
Kainua-Marzabotto: la scrittura e il sacro. Attorno al 500 a.C., nel corso di una riorganizzazione dell’intero territorio etrusco, venne fondata in chiave urbanistica Kainua, su un insediamento arcaico presso la moderna città di Marzabotto. Essendo il primo esteso pianoro per chi giungeva dall’Etruria tirrenica attraversando gli Appennini, la sua posizione risultava strategica per gli intesi traffici commerciali, nei quali rivestiva anche un importante ruolo come centro artigianale. La città si trovava ai piedi di una piccola collina che fungeva da acropoli e si sviluppava secondo assi stradali ortogonali, risultato di un preciso rituale basato su osservazioni astronomiche. Gli edifici sacri dell’Acropoli si collegavano, tramite uno degli assi viari principali, al settore nord-est della città, che era riservato ai templi urbani di Tinia e Uni. Questi edifici sono indice dell’importanza che assumeva la dimensione del sacro all’interno della comunità di Kainua. È proprio dai contesti sacri urbani che giungono le testimonianze epigrafiche più importanti della città. Le iscrizioni rivelano che l’alfabeto traeva origine da quelli dell’Etruria settentrionale e forti erano le influenze di Chiusi nella fase più antica. Nelle iscrizioni santuariali sono attestati il nome dell’antica città e quelli delle principali divinità, che hanno permesso di sapere a chi fossero dedicati i due templi urbani. I supporti privilegiati per la scrittura erano le ceramiche di produzione locale, tra cui in particolare il bucchero. Un caso eccezionale è la lamina di bronzo proveniente dal Tempio di Tinia, sia per il tipo di supporto che per la lunghezza del testo iscritto.


Grafica della trascrizione del termine kainuathi (foto unibo)
Kainua la nuova. Durante gli scavi del tempio urbano di Tinia è stata ritrovata un’epigrafe che restituisce il nome antico della città, cioè Kainua. L’iscrizione è stata graffita sul fondo esterno dopo la cottura del vaso, una coppa in bucchero di produzione locale. In ambito sacro, la coppa è il supporto maggiormente utilizzato per le iscrizioni, mentre il bucchero, caratteristico del mondo etrusco, evoca con il suo colore scuro il più pregiato metallo. In base allo stile della scrittura e al contesto di ritrovamento, è stato possibile datare l’epigrafe tra il 500 e il 450 a.C. Il testo, purtroppo mutilo in quanto si conservano soltanto alcuni frammenti del vaso, riporta il termine kainuathi. La terminazione -thi in etrusco indicava lo stato in luogo, mentre è stato proposto di vedere nel termine Kainua l’etruschizzazione dell’aggettivo greco καινόν (kainon, “nuovo”), quindi “la (città) nuova”. Il nome sarebbe dunque stato scelto come chiaro riferimento alla fondazione della città, avvenuta con un piano urbanistico regolare attorno al 500 a.C. su un precedente insediamento di cui conosciamo ancora poco. In passato è stato proposto di vedere un’origine greca della planimetria, ma in seguito è stata appurata una fondazione secondo le norme stabilite dall’Etrusca disciplina, a immagine del templum celeste. Concrete testimonianze rinvenute negli scavi, come il ciottolo con croce incisa posto al centro della città, permettono di ricostruire le fasi di questo complesso atto sacro.


Grafica con trascrizione del termine Tins (foto unibo)
Abitare vicino agli dei. Nel corso della fondazione della città di Kainua sono state osservate le norme dell’Etrusca disciplina per la pianificazione urbanistica. I due templi urbani furono dedicati a Tinia e Uni, riconducibili a Zeus ed Era, e si collocano nel quadrante nord-est della città, in corrispondenza con la loro sede nel templum celeste. Il tempio di Uni è il più antico, risale alla fine del VI secolo a.C. ed è tuscanico, tipologia architettonica nata e sviluppatasi nel mondo etrusco. Il ritrovamento su un frammento in bucchero dell’iscrizione unialthi, che significa “in quello di Uni”, sottintendendo il santuario, ha permesso di attribuire il tempio alla dea. L’area sacra era circondata da un muro, al cui interno è stato portato alla luce un frammento ceramico riferito alla dea Vei, paragonabile a Demetra. Il coccio è legato al rifacimento del recinto sacro del santuario, sacralizzato da un atto rituale che comportò anche la deposizione di un infante. Il tempio di Tinia, più a Ovest, presenta una planimetria greca con alcuni adattamenti etruschi ed è più recente di qualche decennio. Tre iscrizioni testimoniano la pertinenza del tempio a Tinia. Interessante è il frammento di un piccolo vaso in bucchero che riporta il termine Tins. L’epigrafe è collocata sul fondo esterno suggerendo che l’oggetto appartenesse agli strumenti per il culto del dio. L’importanza di queste iscrizioni è ancora più evidente se si considera il quadro scarno di attestazioni epigrafiche cultuali in tutta l’Etruria Padana.


Grafica con trascrizione del termine spural (foto unibo)

Grafica con trascrizione del termine Kainu (foto unibo)
Il rito della comunità. Durante gli scavi del Tempio urbano di Uni, all’interno di uno dei muri di fondazione, sono stati ritrovati due frammenti ceramici riconducibili al collo e all’orlo di un’unica anfora in bucchero. I due frammenti riportano una parola ciascuno. Sulla base dei dati archeologici e del tipo di scrittura, è possibile datare le epigrafi attorno al 500 a.C. Una delle due parole è spural, cioè “della comunità”, e si riferisce al concetto di città intesa come collettività organizzata dal punto di vista sociale e istituzionale, ricalcando il concetto latino di civitas. Questo si contrappone a un altro termine etrusco “per città”, methlum, che ne denota l’aspetto edilizio e infrastrutturale, corrispondente alla urbs latina. Data la cronologia del documento, questa di Marzabotto è una delle più antiche testimonianze del termine “spura”. L’altra parola è kainu, terza attestazione incompleta del poleonimo Kainua. L’ipotesi più accreditata prevede che del testo, forse in origine più esteso, siano state scelte queste due parole nel corso di un rituale, durante la fondazione del tempio. Protagonista era l’intera comunità di Kainua, il suo spura. Secondo un’altra ipotesi, invece, le iscrizioni sui due frammenti sarebbero state graffite dopo la rottura del vaso durante la cerimonia. Pregnante la scelta dell’anfora come supporto scrittorio, in quanto legata al consumo collettivo del vino a scopo rituale. L’atto, compiuto dall’intera Kainua, evidenzia la forte dimensione civica del sacro nella città.


Grafica con trascrizione delle cinque righe di iscrizione (foto unibo)
La celebrazione del tempio. Nell’area sacra del tempio di Tinia, sono venuti alla luce alcuni frammenti di una lamina di bronzo iscritta. Il supporto, piccolo e sottile, insieme al ritrovamento di due chiodi rivestiti d’oro, lascia supporre che fosse affisso ad una struttura lignea. Grazie alla grafia, la lamina è stata datata ai primi decenni del V secolo a.C. Conserva 13 parole disposte su 5 righe, rappresentando così una delle iscrizioni più estese dell’Etruria Padana. Sono citati quattro personaggi, forse magistrati, che sembrano coinvolti in due azioni differenti di carattere rituale. I primi due avrebbero compiuto dei riti presso il muntie di pertinenza dello spura, il corpo civico della città. Il termine muntie potrebbe rimandare al mundus latino, cioè il pozzo sacro a una divinità infera scavato nel momento della fondazione di una nuova città. Gli altri due personaggi, invece, sarebbero legati alla costruzione del tempio di Tinia, come si deduce dalla presenza del verbo hecce, in etrusco “costruire”. Il contenuto e le caratteristiche della lamina possono suggerire dei confronti con altri esempi di documenti commemorativi esposti al pubblico. Uno dei più noti sono le Lamine auree affisse sulla porta di un tempio nel santuario di Pyrgi, vicino a Cerveteri. Grazie al confronto con il mondo greco, è stato inoltre ipotizzato che, a differenza delle Lamine di Pyrgi, la lamina di Marzabotto fosse posta su un’intelaiatura lignea collocata nell’area del tempio, quindi visibile dall’intera comunità.
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