Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ultimo appuntamento (già sold out) per il ciclo “Natale all’Etru” sulla donna etrusca con Chiara Cecot

Cinturone a losanga in lamina di bronzo con decorazione a sbalzo e incisa, con motivi raffiguranti il sole (metà VIII secolo a.C.), proveniente dalla tomba LXXII della necropoli di Cava della Pozzolana a Cerveteri, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)
La Befana porta un sold out per l’ultimo appuntamento del ciclo di visite guidate “Natale all’Etru” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: le visite guidate sono gratuite, comprese nel costo del biglietto. Sabato 6 gennaio 2024, alle 16, “La donna etrusca”: appuntamento con la guida speciale di Chiarar Cecot. Si andrà alla ricerca dell’amore per il bello nei corredi di Villa Giulia. Sulle tracce delle donne etrusche attraverso i numerosi oggetti che richiamano le attività svolte durante la vita quotidiana come la tessitura e la filatura. Fibule, fusi e cinturoni con preziose tracce di tessuto sono il simbolo di bellezza e femminilità e racchiudono storie di donne che aspettano solo di essere raccontate.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Natale all’Etru” doppia visita guidata: al mattino, sulla riscoperta di Spina con Luca Mazzocco; al pomeriggio, sui miti e leggende del mondo antico con Simone Lucciola
Doppio appuntamento, venerdì 5 gennaio 2024, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con le visite guidate del ciclo “Natale all’Etru”. Una alla mattina, alle 11, la seconda al pomeriggio alle 16. Le visite guidate sono gratuite, comprese nel costo del biglietto. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo salvo disponibilità.

Candelabro con Enea e Anchise conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)
“Spina. Il fascino di una città riscoperta”. Per il ciclo “Natale all’Etru” venerdì 5 gennaio 2024, alle 11, Luca Mazzocco porterà i partecipanti alla scoperta di Spina, l’antica città portuale affacciata sul Mare Adriatico. Gli antichi avevano già tramandato il nome di Spina, ma la sua grandezza fu chiara solo nel 1922 quando, con la bonifica della Valle Trebba, la zona paludosa vicino a Comacchio, vennero alla luce più di 4mila sepolture con straordinari corredi funerari. Il racconto parte però dal 1668, data del primo ritrovamento di un elemento di candelabro raffigurante Enea e Anchise. La visita si propone di raccontare la mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”, rievocando i momenti salienti della scoperta attraverso gli oggetti in esposizione provenienti da istituti italiani ed esteri.
“Miti e leggende del mondo antico a Villa Giulia”. Per il ciclo “Natale all’Etru” venerdì 5 gennaio 2024, alle 16, sfogliamo le pagine dei racconti della mitologia con Simone Lucciola che condurrà i partecipanti lungo le sale del Museo per riscoprire storie e leggende senza tempo. Dalle Dodici fatiche di Eracle alla spedizione degli Argonauti, alcuni capitoli del romanzo della mitologia classica raccontati attraverso le sculture e le pitture vascolari conservate nel Museo di Villa Giulia: prequel, sequel, episodi e spin-off di un’unica grande stagione narrativa incentrata sulle incredibili avventure di dèi ed eroi, condottieri e uomini straordinari.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Natale all’Etru” doppia visita guidata: al mattino, sugli Etruschi e il vino con Stefania De Majo; al pomeriggio, su Spina con Alessandra Leonardi
Doppio appuntamento, giovedì 4 gennaio 2024, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con le visite guidate del ciclo “Natale all’Etru”. Una alla mattina, alle 11, la seconda al pomeriggio alle 16. Le visite guidate sono gratuite, comprese nel costo del biglietto. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo salvo disponibilità.

Particolare della coppa con Dioniso seduto in trono fra menadi danzanti e tralci di vite(520-510 a.C.) del Gruppo di Leagros, proveniente dalla Tomba a camera 13, necropoli di Celle, Falerii Veteres, conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)
“Il dono di Dioniso. Gli Etruschi e il vino”: per il ciclo “Natale all’Etru”, giovedì 4 gennaio 2024, alle 11, Stefania De Majo presenterà aspetti poco noti del vino che, protagonista di miti e tavole imbandite, assume nel mondo antico un incredibile valore simbolico, sia come espressione di uno status, sia come oggetto rituale. Dall’arte (e dall’ebbrezza) del dio greco Dioniso gli Etruschi impareranno a sfruttare al meglio il dono della viticoltura, divenendo grandi produttori e consumatori del prezioso liquido. In questa visita scopriremo le usanze, gli oggetti e le tradizioni legate al vino etrusco.

Cratere attico a figure rosse con scene di commiato dalla Tomba 18 C della Valle Pega di Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto drm-er)
“Spina. Città etrusca”: per il ciclo “Natale all’Etru”, giovedì 4 gennaio 2024, alle 16, Alessandra Leonardi porterà i partecipanti a Spina, città etrusca perduta negli echi del Mito e ritrovata 100 anni fa nel Delta del Po: un excursus sull’origine storica e mitologica, usanze e rituali, ascesa e caduta della città lagunare gemella del porto di Pyrgi e collegata al Santuario di Delfi, il più importante del mondo ellenico.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Natale all’Etru” doppia visita guidata: al mattino, sulla donna etrusca con Chiara Cecot; al pomeriggio su Spina con Luca Mazzocco
Doppio appuntamento, venerdì 29 dicembre 2023, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con le visite guidate del ciclo “Natale all’Etru”. Quella della mattina, alle 11, è già sold out; rimangono posti disponibili per quella del pomeriggio alle 16. Le visite guidate sono gratuite, comprese nel costo del biglietto.
Si inizia dunque alle 11, con “La donna etrusca”: Chiara Cecot srotolerà idealmente un gomitolo, richiamo al mondo della filatura, per tessere le storie di donne nell’antichità tra le teche di Villa Giulia. Infatti la tessitura era una delle attività più importanti per la donna etrusca, come testimoniato dai numerosi utensili rinvenuti nelle tombe e dai frammenti di tessuto ancora oggi conservati. Tra i corredi femminili e le urne, da Vulci a Falerii passando per il Sarcofago degli Sposi (nella locandina, avete riconosciuto le mani?), ricostruiamo le vite di queste donne bellissime, emancipate, curate ed amate.

Dettaglio del cratere con i Sette contro Tebe da Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto etru)
Nel pomeriggio, alle 16, con “Spina. Il fascino di una città riscoperta”: con Luca Mazzocco i visitatori rivivranno gli avvenimenti che, un secolo fa, portarono, tra le sabbie vicino a Comacchio, nel delta della pianura padana, alla riscoperta di una città etrusca nota solo dalle fonti: Spina. La visita si propone, grazie alla presenza della mostra “Spina Etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”, di ricostruire la storia della città e della sua importanza nel mondo etrusco.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Natale all’Etru” visita guidata “Etruria coast to coast: da Caere a Spina. Con lo sguardo rivolto alla Grecia” con Valeria De Scarpis

Particolare del cratere a volute attico raffigurante Oreste davanti al dio Apollo, dalla tomba 6C Valle Pega, Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto etru)
“Etruria coast to coast: da Caere a Spina. Con lo sguardo rivolto alla Grecia”: visita guidata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia nell’ambito del ciclo “Natale all’Etru”. Sabato 23 dicembre 2023, alle 16, e sabato 30 dicembre 2023, alle 11, con Valeria De Scarpis i visitatori scopriranno i due centri etruschi che ebbero maggiori rapporti con il mondo greco, al punto da poter dedicare un proprio thesauros nel santuario di Delfi. Si parte dalla sezione del Museo dedicata a Caere e alla sua proiezione sul mar Tirreno, Pyrgi, per poi affacciarci sull’Adriatico attraverso la mostra “Spina Etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. La visita è compresa nel costo del biglietto. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo il giorno della visita, salvo disponibilità.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Alla ricerca del tempio perduto. Conservazione e restauro di un esperimento didattico di fine ‘800” con Paola Conti e Simone Battisti: ottavo e ultimo incontro del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”
“Alla ricerca del tempio perduto. Conservazione e restauro di un esperimento didattico di fine ‘800”: Ultimo incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”, 8 conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del Museo. Venerdì 15 dicembre 2023, alle 16, Paola Conti (Tecnicon) e Simone Battisti (Battisti Restauri) porteranno a scoprire i segreti del restauro del cosiddetto “Tempio di Alatri”, effettuati nell’ottica di un processo di riqualificazione del monumento, con lo scopo di collocarvi un progetto di realtà immersiva denominato “La macchina del Tempio”. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov.it.

Il tempietto di Alatri realizzato nel 1891 nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)
Il cosiddetto “Tempio di Alatri” è la riproduzione a grandezza naturale di un tempio etrusco-italico, collocata nei giardini del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Il tempio, realizzato tra il 1889 (anno in cui venne inaugurato il Museo) e il 1891, è uno dei primi esempi al mondo di ricostruzione per fini didattici e divulgativi. I criteri adottati per il restauro condotto dalla Tecnicon s.r.l. e da Simone Battisti nel 2022, hanno voluto rispettare il fine didattico per cui il Tempio era stato edificato. La TECNICON s.r.l. e l’Impresa Battisti Restauri hanno svolto ultimamente numerosi interventi in particolare dopo il sisma del 2016. La Tecnicon opera in Italia per conto di committenti pubblici e privati, con criteri e metodi sperimentati e approvati dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e sostenuti da un continuo aggiornamento.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia incontro sulla Valle dei Templi con presentazione del libro “La Valle dei Templi” (Carocci) di Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello e Maria Serena Rizzo
Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si parte dalla presentazione di un libro per parlare della Valle dei Templi di Agrigento. Giovedì 23 novembre 2023, alle 17, in sala Fortuna l’incontro a partire dal volume edito da Carocci “La Valle dei Templi” di Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello e Maria Serena Rizzo, funzionarie archeologhe del parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi (Agrigento). Modera Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Interviene Giovanni Di Stefano, università Tor Vergata. Sarà presente la curatrice Maria Serena Rizzo. Ingresso libero in sala fino a esaurimento posti. Per prenotazioni scrivere a presentazioni@carocci.it.

Copertina del libro “La Valle dei Templi” (Carocci editore)
I luoghi dell’archeologia. La Valle dei Templi. Fondata nel 580 a.C. da abitanti della colonia rodio-cretese di Gela, Akragas divenne presto la città siceliota più importante dopo Siracusa, insieme alla quale inflisse una dura sconfitta ai Cartaginesi nel 480 a.C. Nei decenni successivi alla storica battaglia di Himera, lungo le mura meridionali della città venne costruita la maggior parte di quei grandiosi templi che hanno talmente colpito l’immaginazione di visitatori e studiosi da dare il loro nome all’intera area archeologica. Ma storia e archeologia della Valle dei Templi non si esauriscono certo in essi, né nel periodo della loro costruzione. Il volume racconta la lunga storia del sito archeologico e ne illustra i principali monumenti, anche alla luce delle scoperte più recenti.
Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per novembre il focus è su il dio Suri, il nero signore
Siamo a novembre, penultimo mese dell’anno. E quindi facciamo conoscenza con la penultima divinità etrusca proposta dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia che ha deciso di ritmare il 2023 con il racconto degli dei etruschi. Sul sito del museo è stato inserito un approfondimento dedicato alle divinità venerate dagli Etruschi, una per ciascun mese dell’anno: dodici narrazioni curate dall’archeologa Vittoria Lecce che a gennaio sono partite con Culsans, il guardiano delle porte e dei cicli temporali; seguite a febbraio con Fufluns, il Dioniso greco; a marzo con Laran, il dio guerriero; ad aprile con Turan, la dea dell’amore; a maggio con Tinia, il dio della Luce; a giugno con Uni, la sposa di Tinia; a luglio con Menerva, la dea guerriera protettrice dei giovani; agosto con la dea Vei, protettrice della vita; a settembre il focus con la dea Thesan, protettrice dei naviganti; a ottobre il focus con la dea Cavatha, celeste e sotterranea (vedi Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per ottobre il focus è sulla dea Cavatha, celeste e sotterranea | archeologiavocidalpassato). Per novembre il focus è su il dio Suri, il nero signore.

Aita (trascrizione etrusca del nome Ade), una delle personificazioni del dio etrusco dell’Oltretomba, qui caratterizzato da una realistica pelle di lupo. Pittura parietale da Tarquinia, Necropoli Etrusca di Monterozzi, Tomba dell’Orco II, parete di fondo, IV secolo a.C. (foto wikimedia commons)
NOVEMBRE E IL DIO SURI. Suri (la cui S iniziale si pronunciava come la “sc” di scena) era il compagno divino della dea Cavatha e agli occhi dei Greci e dei Romani – e forse anche degli stessi Etruschi – doveva sembrare molto vicino ad Apollo, anche se si trattava inequivocabilmente di una divinità dell’Oltretomba. Questo dio così particolare nelle iscrizioni di culto viene chiamato anche con altri nomi, quali Rath e Manth e, a partire dal IV secolo a.C., compare anche come “Aplu” ovvero “Apollo” secondo la fonetica etrusca. Suri è uno degli dei principali del santuario costiero di Pyrgi (attuale Santa Severa) e le caratteristiche del culto lo qualificano come un dio infero e oracolare. Nel santuario veniva venerato in coppia con Cavatha-Persefone, e anche questo conferma la sua assimilazione con Ade, il dio greco dell’oltretomba.

Apollo cosiddetto dello Scasato (IV-III secolo a.C.; prima del 241 a.C.): altorilievo in terracotta modellata a mano e dipinta dalla decorazione del tetto del Tempio dello Scasato a Falerii (Civita Castellana) conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)
A Suri i fedeli offrivano piombo, un metallo infero per eccellenza, e punte di freccia o giavellotti, che simboleggiavano la capacità di scagliare fulmini (forse anche dal sottosuolo!). Il dio aveva anche una importante funzione divinatoria, ovvero era possibile interrogarlo per conoscere il futuro. Questa caratteristica doveva essere molto marcata e, insieme alle frecce, probabilmente era quella che più permetteva di accostare Suri ad Apollo, al punto che alcune fonti greche attribuivano il santuario di Pyrgi direttamente a quest’ultimo.

Lastrina in bronzo con iscrizione “savcnes Suris” = di Suri propizio (?) (IV-III secolo a.C.) da Viterbo, conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru). Si tratta di una “sors” impiegata per interrogare la volontà divina. Di solito si utilizzava una serie di lastrine (o anche tavolette / gettoni) identiche con iscrizioni diverse, favorevoli e sfavorevoli: si inserivano tutte insieme in un recipiente e si procedeva ad estrarne una a caso o si riunivano in un mazzo e venivano lasciate cadere per poi interpretare la loro disposizione
Il dio era venerato in diversi luoghi dell’Etruria e anche nelle vicine regioni; alcune località importanti portavano il suo nome, come Surrina, l’antica Viterbo, Soriano nel Cimino e il monte Soratte, la montagna sacra dei Falisci (consacrata alla loro divinità corrispondente: il Pater Soranus). Secondo una suggestiva ipotesi, il significato del nome sarebbe legato al colore nero: in effetti il (dio) “Nero” o “Oscuro” sembra un modo appropriato per definire il signore degli inferi e forse si trattava di un epiteto che sostituiva il vero nome del dio, che (come spesso accadeva per le divinità infere nel mondo antico) si preferiva non pronunciare apertamente.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Pyrgi e Spina. “Porti gemelli” sui due mari” con Laura Maria Michetti: settimo incontro del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”
“Pyrgi e Spina, “porti gemelli” sui due mari”: settimo incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”: 8 conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 17 novembre 2023, alle 16, Laura Maria Michetti racconterà le ricerche su “Pyrgi e Spina, “porti gemelli” sui due mari”, il Tirreno e l’Adriatico. Un parallelo e un confronto offerto anche dal percorso espositivo della mostra temporanea “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”, visitabile fino al 7 aprile 2024 al piano nobile del Museo. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov. Il controllo dei commerci marittimi esercitato dagli Etruschi, la “talassocrazia” che nelle fonti antiche si intreccia con la “pirateria”, si è fondata sulla presenza di porti strutturati attraverso i quali le metropoli etrusche hanno proiettato sul mare i propri interessi economici e la possibilità di entrare in contatto con le diverse realtà culturali del Mediterraneo. Pyrgi, porto di Caere (Cerveteri) e sede di un grande santuario sul Tirreno e Spina sull’Adriatico hanno assolto alla funzione di porte sui due mari, consentendo un rapporto privilegiato con il mondo greco.

L’etruscologa Laura Maria Michetti
Laura Maria Michetti è professoressa associata di Etruscologia e Antichità italiche alla Sapienza università di Roma e nella stessa università è coordinatrice del curriculum di Etruscologia del Dottorato in Archeologia e direttrice del museo delle Antichità etrusche e italiche. Membro ordinario dell’istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici, dal 2016 dirige la missione di scavo al porto e al santuario etrusco di Pyrgi. La sua attività di ricerca è incentrata principalmente sull’archeologia del sacro, sul rapporto tra città e territorio in Etruria, sulle produzioni artigianali e gli aspetti del rituale funerario nell’Italia preromana.
Roma. Simposio “La prospettiva italiana. Stato dell’Arte” promosso da The Journal of Cultural Heritage Crime, l’università di Roma “La Sapienza” e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia in occasione della Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali

Il 14 novembre è la Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali, istituita dall’UNESCO nel 2020, in ricordo della firma della Convenzione di Parigi del 1970, quale primo strumento di diritto internazionale per la protezione dei beni culturali in tempo di pace. La Convenzione all’Art. 2 recita: “Gli Stati parti della presente Convenzione riconoscono che l’importazione, l’esportazione e il trasferimento illeciti di proprietà di beni culturali costituiscono una delle cause principali di impoverimento del patrimonio culturale dei paesi d’origine di questi beni e che una collaborazione internazionale costituisce uno dei mezzi più efficaci per proteggere i rispettivi beni culturali contro tutti i pericoli che ne sono le conseguenze. A tale scopo, gli Stati partecipanti s’impegnano a combattere tali pratiche con i mezzi di cui dispongono, in particolare sopprimendo le cause, interrompendo il loro svolgersi e aiutando ad effettuare le necessarie riparazioni”. The Journal of Cultural Heritage Crime, l’università di Roma “La Sapienza” e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia promuovono il 14 novembre 2023, dalle 9.30 a Roma, la prima edizione di un Simposio, che in questa occasione verterà su “La prospettiva italiana. Stato dell’Arte” e che è inteso come un momento di incontro e confronto di pratiche e competenze tra esperti di settore, ricercatori e docenti universitari. L’evento nasce con l’ambizione di diventare l’appuntamento annuale di riferimento per fare il punto sulla tutela del patrimonio culturale e la cooperazione internazionale.

Il punto di vista accademico, prescelto per questa prima edizione, sarà al centro dei lavori del Simposio: la dissertazione di una serie di casi studio, risolti e irrisolti, offrirà una panoramica delle esperienze nazionali di studio, e lascerà altresì spazio alle questioni ancora aperte più che alle soluzioni. I contributi istituzionali sono a cura della direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio – Ufficio Circolazione, dell’Avvocatura dello Stato, del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, di Interpol e Unidroit. L’evento si svolgerà in presenza al mattino nella Sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ingresso libero fino a esaurimento posti; prenotazione obbligatoria al link https://forms.gle/wvMEizKjJusMuZiR9), per poi proseguire all’Odeion del museo dell’Arte classica – università “La Sapienza” (Ingresso libero fino a esaurimento posti). In entrambe le sedi è organizzata una speciale visita guidata alle mostre in corso. In contemporanea ai lavori del Simposio sono previsti due momenti dedicati alle scuole. Il Liceo Classico “Augusto” di Roma, nell’ambito del progetto di istituto “Incontri con l’esperto”, ospiterà l’incontro con Fabio Isman, giornalista e autore de I predatori dell’arte perduta (Skira, 2009), L’Italia dell’arte venduta (il Mulino, 2017), Quando l’arte va a ruba (Giunti, 2021). A Villa Rendano (CS), nell’ambito del progetto “Musei. Presidio di legalità” ideato da Anna Cipparrone, direttore del museo Consentia Itinera, e dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, saranno presentati gli elaborati creativi, grafici o video, prodotti dalle studentesse e dagli studenti di Cosenza del Liceo Classico “B. Telesio”, dell’IC “Spirito Santo” e dell’IC “Fausto Gullo”, e del Liceo Classico “G. Garibaldi” di Castrovillari. Sostengono l’iniziativa: l’associazione APS Art Crime Project, Legambiente, la Monuments Men and Women Foundation, l’associazione nazionale Carabinieri – Tutela Patrimonio Culturale, il museo Consentia Itinera, la fondazione ETS Attilio e Elena Giuliani, la fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, il progetto MemO – università di Padova, il CAMNES – Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies, l’Istituto per l’Arte e il Restauro – Palazzo Spinelli, Art-Test- Firenze e il liceo classico “Augusto” di Roma.
PROGRAMMA. Sala della Fortuna, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Alle 9.30, indirizzi di saluto: Valentino Nizzo, direttore ETRU; Claudia Carlucci, Laura Michetti, dip. Scienze antichità università di Roma “La Sapienza”; Serena Epifani, università di Roma “Tor Vergata”; JCHC. PRIMA SESSIONE: 10, “Il contributo italiano al rafforzamento della convenzione UNESCO 1970 e la legislazione europea in materia di importazioni” con Stefania Bisaglia e Lia Montereale, direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio, Ufficio Circolazione, ministero della Cultura; 10.20, Lorenzo D’Ascia, Avvocatura dello Stato; 10.40, “Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale” con ten. col. Paolo Salvatori, comandante sezione Archeologia, comando Carabinieri TPC Comando TPC; 11, INTERPOL, “Il contrasto al traffico illecito di beni culturali” con Tiziano Coiro, coordinatore della Works of Art Unit di INTERPOL; 11.20, “L’Italia e la Convenzione UNIDROIT del 1995” con Marina Schneider, UNIDROIT; 11.40, pausa. 11.50, “Il caso studio del bronzo di atleta da Fano: il valore del nome per un ritorno possibile” con Rachele Dubbini, università di Ferrara; 12.10, Arianna Traviglia, Centre for Cultural Heritage Technology – Istituto Italiano di Tecnologia; 12.30, “La rete del mercato di antichità. Vecchi problemi, nuove prospettive” con Riccardo Giovanelli, università Ca’ Foscari, Art Crime Project Association; 12.50, “Patrimonio culturale a rischio: stato dell’arte e strategie” con Luca Zamparo, università di Padova; 13.10, discussione. A seguire, visita guidata alla mostra “Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo”.
PROGRAMMA. Odeion museo dell’Arte classica, musei Sapienza. Alle 12.45, conferenza stampa mostra “Caere. Storie di dispersione e di recuperi”, museo di Etruscologia e Archeologia italica. Alle 17, visita guidata alla mostra “Caere. Storie di dispersione e di recuperi”. SECONDA SESSIONE. Alle 18, “Il patrimonio archeologico etrusco tra dispersione, recuperi e fruizione digitale. Un progetto del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza” con Claudia Carlucci, Laura Michetti, università di Roma “La Sapienza”; 18.20, “Attività per il monitoraggio dei siti archeologici a rischio scavi clandestini e tipologie di danni al patrimonio” (MiC-Comando Carabinieri TPC-CNR- UniSalento). “Il caso dei grandi abitati della Puglia Settentrionale” con Marcello Guaitoli, università del Salento; 18.40, “Le urne del sepolcro dei Cacni a Perugia: recupero, restauro e valorizzazione” con Gabriele Cifani, università di Roma “Tor Vergata”; 19, “Traffico illecito di reperti archeologici. Due casi-studio ancora irrisolti” con Daniela Rizzo, già funzionario MIBAC, Ufficio Sequestri; 19.20, discussione.
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