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Bolzano. Al Centro Trevi-TreviLab apre la mostra “Etruschi. Artisti e artigiani” in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: in otto sezioni, viaggio nel cuore di una civiltà antica incentrato su un aspetto specifico, quello della produzione artistica e artigianale

bolzano_centro-trevi_mostra-etruschi-artisti-e-artigiani_locandinaGli Etruschi arrivano a Bolzano. Il 24 ottobre 2024, alle 17, si inaugura al Centro Trevi-TreviLab la mostra “Etruschi. Artisti e artigiani” (che rimarrà aperta fino al 2 febbraio 2025) dedicata all’affascinante civiltà etrusca. La mostra è promossa dalla Provincia autonoma di Bolzano, Cultura italiana, grazie alla collaborazione del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Luana Toniolo, museo che conserva la più importante raccolta di opere etrusche al mondo, ed è curata da Valentina Belfiore e Maria Paola Guidobaldi del team curatoriale del museo. Saranno presenti all’inaugurazione il vicepresidente della Provincia e assessore alla cultura italiana Marco Galateo insieme con Antonio Lampis, direttore del dipartimento, Marisa Giurdanella, dirigente dell’Ufficio Cultura e Stefania Lorandi funzionario responsabile del progetto. Ospiti dal museo nazionale Etrusco la direttrice e le curatrici della mostra. Etruschi. Artisti e artigiani è la seconda tappa del percorso pluriennale Storie dell’arte con i grandi musei, un progetto avviato dalla Ripartizione Cultura italiana nel 2023 con la mostra “Antichi Egizi: maestri dell’arte”, realizzata a cura del Museo Egizio di Torino. Il progetto ha l’ambizione di accompagnare il pubblico in un viaggio alla scoperta delle civiltà antiche e moderne e di raccontare, anno dopo anno, come si è sviluppata nel corso dei secoli la relazione con la figura sociale dell’artista. Un’occasione per “mantenere sempre vivo l’interesse verso la cultura e il ricco patrimonio artistico conservato nei grandi musei italiani”, come sottolineato dall’assessore Marco Galateo.

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Anfora con scena dionisiaca e iscrizione dipinta con firma del ceramista: “Nikosthenes epoiesen” (Nikosthenes fece) (seconda metà VI sec. a.C.) proveniente da Cerveteri, necropoli di Cava della Pozzolana, conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ( foto etru / archivio fotografico Mauro Benedetti)

Non è una mostra generica sugli Etruschi ad essere proposta a Bolzano bensì un viaggio nel cuore di una civiltà antica incentrato su un aspetto specifico, quello della produzione artistica e artigianale. “Le manifestazioni dell’artigianato artistico”, spiegano le curatrici, “rappresentano il miglior approccio per accostarsi alla conoscenza e allo studio degli Etruschi, che furono interlocutori privilegiati per i Fenici, i Greci e i Romani, fra le popolazioni del Mediterraneo antico. Attraverso le produzioni etrusche si può infatti provare a comprenderne i modelli, le fonti di ispirazione, l’immaginario, il modo di rapportarsi con la natura e il sacro, o gli influssi esercitati sulle altre culture”. “Nella necessaria selezione di oggetti significativi per l’argomento trattato”, aggiunge la direttrice del Museo, Luana Toniolo, “la mostra intende offrire un excursus sintetico ma evocativo dei capolavori e delle più caratteristiche produzioni dell’artigianato, del pantheon etrusco e delle forme di devozione diffuse a vari livelli della società. Al tempo stesso, l’occasione si configura come una straordinaria possibilità di conoscere alcune opere conservate nei depositi, che non sono da meno rispetto a quelle abitualmente esposte”.

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Antefissa a testa di satiro (V sec. a.C.) proveniente dal santuario del Portonaccio a Veio, conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru / archivio fotografico Mauro Benedetti)

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Specchio di bronzo con Turan (Afrodite), Elina (Elena), Ermania (Ermione) ed Elachsantre (Paride Alessandro) (475-450 a.C.) da Palestrina, necropoli della Colombella, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru / archivio fotografico Mauro Benedetti)

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Le lamine d’oro di Pyrgi: copia delle lamine iscritte provenienti dal santuario di Pyrgi e risalenti alla fine del VI secolo a.C. I testi in etrusco e in fenicio ricordano la dedica del “re su Caere” Thefarie Velianas alla dea Uni-Astarte, conservate al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru / archivio fotografico Mauro Benedetti)

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Modellino di tempio: tetto a due falde smontabile e frontoni a timpano chiuso con una coppia di giovani sdraiati (Dioniso e Arianna) proveniente da Vulci, area della città, Porta Nord (III-II secolo a.C.), consevato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru / archivio fotografico Mauro Benedetti)

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Testa femminile votiva: capigliatura divisa da una scriminatura centrale e raccolta sulla nuca da una cuffia, proveniente da Veio, Piazza d’Armi (V secolo a.C.) conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru / archivio fotografico Mauro Benedetti)

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Anforetta di bucchero con iscrizioni di dono e firma di artefice alternate ad alfabeti e sequenze ritmiche proveniente da Veio, tumulo di Monte Aguzzo (630-620 a.C.) conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru / archivio fotografico Mauro Benedetti)

Otto le sezioni della mostra. Il percorso inizia dalle opere più strettamente collegate al rito funerario, per il quale l’artigianato etrusco, fin dalle sue origini, si distinse per originalità ed elevata qualità. I vasi biconici, caratteristici contenitori in impasto utilizzati per conservare le ceneri dei defunti, ne sono un esempio. Questi vasi, diffusi in gran parte dell’Italia centrale e settentrionale, pur nella loro semplicità, presentavano decorazioni spesso articolate e simboliche. Le sepolture, inizialmente semplici e uniformi, si arricchirono gradualmente di oggetti preziosi e di elementi distintivi, riflesso di una crescente differenziazione sociale. Il percorso di mostra prosegue con le produzioni artigianali tipicamente etrusche, fra cui i buccheri, una particolare ceramica di colore nero e con la superficie lucida, prodotta attraverso un sistema di cottura che prevedeva l’assenza di ossigeno. La maestria degli artigiani etruschi rese gli oggetti in bucchero, nati come imitazione del più pregiato bronzo e spesso arricchiti da iscrizioni che celebrano l’istituto sociale del dono, particolarmente ricercati. Una particolare attenzione viene riservata a un tipo di ceramica decorata con figure nere: si tratta di anfore di una forma speciale appositamente prodotte dalla bottega del noto ceramista greco Nikosthenes per la migliore clientela etrusca. Queste ceramiche, infatti, recavano spesso la firma del loro artefice. La successiva sezione è rivolta ai nomi di artisti e artigiani etruschi che, come i loro “colleghi” greci, firmano le proprie creazioni. In una società in cui il nome è tutto, ceramisti, architetti, bronzisti, coroplasti (artigiani della terracotta) non solo creano e personalizzano opere per una clientela d’élite, ma intendono anche sottolineare il nome del titolare della produzione.  È il caso di Velthur Ancinies, noto da una firma graffita su un frammento che ha permesso di attribuire alla sua bottega l’intera produzione del gruppo etrusco-corinzio dei Rosoni. Accanto alle opere firmate in mostra sono anche esempi della caratteristica produzione di vasellame da mensa in bronzo e di ulteriori suppellettili funzionali al simposio e alla cura del corpo.  Il simposio, ovvero la pratica aristocratica del bere vino in comune, prevedeva una precisa serie di gesti e rituali e comprendeva l’uso di un vero e proprio “servizio” per il consumo dell’inebriante bevanda. Gli Etruschi utilizzavano una vasta gamma di oggetti in bronzo, tra cui il thymiaterion, ossia un bruciaprofumi, un manufatto che, oltre a essere utilizzato negli ambienti in cui si svolgeva il simposio, aveva un ruolo importante anche nei rituali religiosi. Un altro oggetto di grande rilevanza era lo specchio, un accessorio femminile con una precisa funziona pratica, attestato anche in sepolture maschili. Caratteristica degli specchi etruschi è il retro ornato con scene mitologiche di carattere simbolico legate alla bellezza e alla toeletta. La lavorazione del bronzo, in cui gli Etruschi seppero primeggiare, era applicata anche alla forgiatura e cesellatura delle armi, come si comprende da un raffinato esemplare di elmo etrusco-italico, che poteva essere anche esibito come bottino di guerra. Se la grande varietà e la raffinatezza dell’artigianato etrusco sono testimoniate per lo più dal rito funerario, non bisogna dimenticare l’eccellenza raggiunta dagli Etruschi nella sfera del sacro. A questo tema è dedicata l’ultima sezione della mostra ove si possono ammirare testimonianze di dediche, alcune delle quali di straordinario valore, come le lamine di Pyrgi. Non mancano bronzetti votivi, offerte, strumenti per il culto e per l’esercizio di pratiche divinatorie.  Gli Etruschi, noti per la loro dedizione al culto, crearono una specifica architettura templare, descritta da Vitruvio. A documentarla in mostra è un’antefissa (elemento posto a chiusura dei filari di coppi) del tempio del Portonaccio a Veio dove, in un rutilare di colori, è raffigurata una caratteristica testa di satiro. I reperti selezionati per questa originale esposizione sono accompagnati da apparati illustrativi che consentono di contestualizzare le singole opere e di seguire l’evoluzione di una civiltà che ha segnato la storia della penisola e dell’Europa e che come poche, duemila anni dopo, è ancora in grado di affascinare il pubblico.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Con il naso all’insù: nuovi spunti di lettura per gli affreschi di Villa Giulia” con Francesca Montuori, storica dell’arte: ottavo incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

roma_villa-giulia_chi-ricerca-trova_con-il-naso-all-insù_francesca-montuori_locandinaVenerdì 18 ottobre 2024, alle 16, in sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Con il naso all’insù: nuovi spunti di lettura per gli affreschi di Villa Giulia”, ottavo incontri del ciclo “Chi (Ri)cerca Trova. I professionisti si raccontano al Museo: ricerche scientifiche, studi e progetti” presentati da esperti e studiosi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Francesca Montuori condivide le sue riflessioni sugli affreschi della Villa, realizzati tra il 1553 e il 1555 sotto la direzione del bolognese Prospero Fontana, cercando di restituire una lettura unitaria del ciclo decorativo. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Non esiste ad oggi un testo sistematico di lettura iconologica dell’intero ciclo decorativo di Villa Giulia, voluta da papa Giulio III Del Monte negli anni del suo pontificato. Negli ultimi decenni gli studi più validi si sono per lo più soffermati su singoli ambienti o raffigurazioni; molti ricercatori poi hanno tentato di individuare la mano di pittori (o architetti) che con ogni probabilità non hanno mai avuto modo di realizzare nulla (o poco più) in questo grande e importante cantiere romano di metà Cinquecento.

Francesca Montuori è funzionaria storica dell’arte del ministero della Cultura. Si è laureata a Roma in Storia dell’Arte veneta con il prof. Augusto Gentili. I suoi studi si sono concentrati sull’arte e l’architettura del Cinquecento, in particolare in ambito veneto e romano. Si è occupata inizialmente di restauro e di valorizzazione e comunicazione del patrimonio culturale. Dal 2010 è dipendente del ministero della Cultura: ha lavorato prima all’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (oggi del Patrimonio Immateriale) e successivamente, dal 2019 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia occupandosi di comunicazione ed educazione al patrimonio.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia al via il cantiere di restauro del Ninfeo, capolavoro rinascimentale di Bartolomeo Ammannati, grazie al sostegno di Sphere Italia con l’Art Bonus che garantisce anche la manutenzione per i prossimi quattro anni. Il pubblico potrà seguire i lavori in diretta. Saranno ripristinate le fontane del Tevere e dell’Arno ricreando così “il teatro delle acque”

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Ninfeo di Villa Giulia: restauratrici al lavoro nel cantiere delle cariatidi (foto etru)

L’annuncio, tra le righe, era stato dato un paio di settimane fa, alla riapertura al pubblico, dopo quasi dieci anni, del Ninfeo di Villa Giulia a Roma (vedi Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia riapre al pubblico il Ninfeo, dopo quasi dieci anni. Per la prima volta accessibile ai disabili. Al via il restauro delle Cariatidi | archeologiavocidalpassato).

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Presentazione ufficiale del restauro del Ninfeo al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia_ al centro Andrea Meloni e Luana Toniolo (foto etru)

Ora c’è stata la presentazione ufficiale da parte del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e di Sphere Italia: al via il cantiere di restauro del celebre Ninfeo rinascimentale di Villa Giulia, capolavoro rinascimentale di Bartolomeo Ammannati a Villa Giulia. Elemento di grande novità nel rapporto pubblico-privato per la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale è che per la prima volta verrà finanziata anche la manutenzione programmata del Ninfeo per i prossimi quattro anni. Lo sviluppo di buone pratiche di manutenzione programmata è peraltro proprio una delle mission della Direzione generale Musei, che punta a una migliore conservazione del nostro patrimonio in un’ottica di programmazione strategica.

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Veduta del fronte est del Ninfeo di Villa Giulia a Roma (da A. Lafréry), incisione di Hieronymus Cock (1555-60) (foto etru)

Il Ninfeo è il cuore degli splendidi giardini di Villa Giulia, con la fontana progettata da Bartolomeo Ammannati, le cariatidi a sorreggere la balconata in travertino e il mosaico dedicato a Tritone, che grazie al grande progetto di restauro conservativo, finanziato attraverso lo strumento dell’Art Bonus da Sphere Italia, tornerà al suo originario splendore. I visitatori del Museo potranno non solo godere della vista ravvicinata di un patrimonio architettonico e artistico di grande valore, ma assistere in diretta al delicato lavoro dei restauratori.

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Veduta aerea zenitale del ninfeo di Villa Giulia al museo nazionale Etrusco (foto etru)

“Grazie a un virtuoso esempio di collaborazione pubblico-privato e al mecenatismo favorito dall’Art bonus, Villa Giulia amplia la sua offerta al pubblico e realizza uno degli obiettivi del nostro Ministero, e in particolare della Direzione generale Musei, quello della manutenzione programmata del nostro patrimonio”, dichiara Massimo Osanna, direttore generale Musei. “Un intervento che speriamo contribuisca a favorire altri casi di collaborazione, nella consapevolezza che il patrimonio culturale è un bene comune, da conservare e valorizzare a vantaggio dell’intera comunità”.

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Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, nel ninfeo davanti alle Cariatidi (foto etru)

E Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: “Questo intervento permetterà non solo di restituire al Ninfeo di Villa Giulia il suo splendore fatto di marmi policromi, ma finalmente anche di riattivare le fontane con le statue dell’Arno e del Tevere al secondo livello. Il progetto parte dallo studio delle tubature antiche e del rapporto con l’acquedotto dell’Acqua Vergine e permetterà di ristabilire il flusso d’acqua che arricchirà il Ninfeo di preziosi giochi d’acqua. Il contributo fondamentale per la manutenzione programmata ci permetterà inoltre di prenderci cura del fragile equilibrio conservativo del Ninfeo, sospeso tra acqua e terra”. “Sono orgoglioso di avviare questa collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia”, spiega Adriano Meloni, amministratore delegato di Sphere Italia. “La nostra azienda è costantemente impegnata nella selezione di iniziative di ampio respiro. Grazie all’Art Bonus, siamo felici di aver accolto la proposta di poter sostenere il restauro del complesso del Ninfeo e delle sue fontane, dando nuova vita a un bene culturale esempio del Rinascimento italiano”.

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Villa Giulia a Roma vista da drone (foto etru)

Villa Giulia, costruita da papa Giulio III tra il 1550 e il 1555, rappresenta uno splendido esempio di villa rinascimentale, sorta come residenza suburbana, analogamente ad altri complessi cinquecenteschi di Roma e dintorni. Al progetto e alla realizzazione parteciparono i più grandi artisti dell’epoca: per l’apparato pittorico Prospero Fontana, Taddeo Zuccari, Pietro Venale e loro botteghe; per l’impianto architettonico Giorgio Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati, con la supervisione di Michelangelo, secondo quanto asserito dallo stesso Vasari.

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Ninfeo di Villa Giulia: la fontana del Tevere dopo il restauro (foto etru)

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Ninfeo di Villa Giulia: la fontana dell’Arno dopo il restauro (foto etru)

Ai lati del Ninfeo, entro due grandi nicchie simmetriche sono due fontane con le personificazioni di due fiumi, il Tevere e l’Arno identificabili dai rispettivi attributi: la lupa per il fiume Tevere e il Marzocco, il leone – simbolo della Repubblica di Firenze e protettore laico della città, in riferimento alle origini toscane del papa. Le due statue monumentali dei fiumi sono rappresentate secondo tradizione, adagiate su un fianco e all’interno di nicchie decorate a stucco con elementi vegetali. Due grandi vasche in marmo accoglievano un tempo l’Acqua Vergine che sgorgava copiosa dalle anfore su cui poggiano le figure. Grazie al sostegno di Sphere Italia sarà ripristinato l’impianto idrico delle fontane, riportandole alla loro originaria funzione di elementi di raccordo del “teatro delle acque” del Ninfeo.

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Lo stato di deterioramento in cui versa il Ninfeo di Villa Giulia al museo nazionale Etrusco (foto etru)

Sphere Italia è un’azienda che ha fatto dell’attenzione alla sostenibilità e al patrimonio culturale una mission importante, per questo si è dotata di Comitato per la Sostenibilità, che vanta tra i suoi componenti personaggi di spicco, tra cui Virginia Raggi, presidente comitato sostenibilità Sphere Italia, e Alfonso Pecoraro Scanio, advisor comitato sostenibilità Sphere Italia.  Il Comitato svolge funzioni istruttorie, propositive e consultive sui temi collegati ai fattori Esg in materia di sostenibilità, con iniziative e attività tese a presidiare l’impegno della società per lo sviluppo sostenibile lungo la catena del valore. Per Sphere Italia sostenibilità significa anche preservare la cultura dei luoghi.

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Lo stato di deterioramento in cui versano le Cariatidi del Ninfeo di Villa Giulia al museo nazionale Etrusco (foto etru)

“Sono orgogliosa di guidare il Comitato di sostenibilità di questo importante gruppo aziendale”, sottolinea Virginia Raggi, presidente comitato sostenibilità Sphere Italia, “che si sta impegnando seriamente per diventare ogni giorno più sostenibile sia in termini ambientali, che in termini sociali, anche attraverso iniziative di altissimo valore culturale come questa del restauro del Ninfeo di Villa Giulia. Sphere Italia intende contribuire a una trasformazione che possa portare miglioramenti tangibili, sia alleggerendo la propria impronta ecologica, che riportando allo splendore che meritano i tantissimi gioielli artistici e culturali del nostro Paese, affinché il futuro, non sia solo più in linea con il ciclo della natura, ma sia anche saldamente ancorato a quell’eccellenza, che ci rende unici al mondo!”. E Alfonso Pecoraro Scanio, advisor comitato sostenibilità Sphere Italia: “Sono felice che con questa donazione si sostenga, non solo il prezioso restauro, ma anche la successiva manutenzione per alcuni anni. Ho sempre proposto di superare il vizio nazionale di sottovalutare la cura costante del nostro patrimonio artistico, culturale e naturale. Spero che questa novità diventi un buon esempio di filantropia e di sostenibilità”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Capena. La necropoli di Monte Cornazzano. Identità e memoria di una comunità” (L’ERMA di BRETSCHNEIDER) curato da Maria Gilda Benedettini e Giovanni Ligabue

roma_villa-giulia_libro-capena-la-necropoli-di-monte-cornazzano_benedettini-ligabue_presentazione_locandinaGiovedì 10 ottobre 2024, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Capena. La necropoli di Monte Cornazzano. Identità e memoria di una comunità” (L’ERMA di BRETSCHNEIDER) curato da Maria Gilda Benedettini e Giovanni Ligabue, con testi di L. Balzerani, M.G. Benedettini, E. Biancifiori, G. Ligabue, E. Mangani, C. Mottolese, S. Neri, D. Rossetti e L. Sagripanti. Ingresso gratuito in Sala Fortuna. Info e prenotazioni all’indirizzo mail lerma@lerma.it. Introduce: Luana Toniolo, direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Presentano il libro: Gilda Bartoloni, già professoressa in Etruscologia e Antichità italiche (Sapienza università di Roma); Filippo Delpino, Pontificia Accademia Romana di Archeologia; Laura M. Michetti, professoressa in Etruscologia e Antichità italiche (Sapienza università di Roma). Saranno presenti i curatori e gli autori.

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Copertina del libro “Capena. La necropoli di Monte Cornazzano. Identità e memoria di una comunità” (L’ERMA di BRETSCHNEIDER) curato da Maria Gilda Benedettini e Giovanni Ligabue

Capena. La necropoli di Monte Cornazzano Identità e memoria di una comunità. Il percorso iniziato con l’edizione dei contesti orientalizzanti e alto-arcaici della necropoli di San Martino trova una sua naturale prosecuzione in quella dei materiali provenienti dal sepolcreto di Monte Cornazzano che, assieme al suo circoscritto insediamento, chiude a SE la corona di siti che compongono l’enclave di Capena. Le indagini condotte a più riprese agli inizi del ‘900, sulle due alture su cui si distende il sito, portarono in luce 67 tombe, tra fosse e camere ipogee, sviluppatesi, con un’articolata occupazione del territorio, dalla metà dell’VIII secolo a.C. sino alla prima età imperiale. Tutte le strutture individuate erano interessate da cedimenti strutturali e dalla manomissione dei corredi, cui si deve sommare l’assenza di una documentazione consona ai moderni criteri della ricerca scientifica. Nonostante le difficoltà, la ricostruzione filologica dei contesti, attuata attraverso l’uso delle fonti documentali disponibili e dei materiali conservati, ha consentito di ricomporre nel suo insieme un quadro culturale alquanto esaustivo della comunità qui sepolta. Ne sono emerse non solo le prevedibili analogie che l’assimilano alla collettività sepolta nell’adiacente, e più estesa, necropoli-specchio di San Martino, ma anche alcune discontinuità che mettono in evidenza la vitalità e l’estro creativo delle maestranze artigiane locali.

#domenicalmuseo: Pompei con oltre 36mila visitatori (il doppio di settembre: un record) è il sito più frequentato nella domenica a ingresso gratuito di ottobre, seguito da Colosseo e Foro-Palatino. Zuchtriegel, direttore di Pompei: “Bisogna definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei”

ministero_domenicalmuseo_ottobre-2024_locandinaPiù di 36mila visitatori in un giorno a Pompei: un record di ingressi mai prima raggiunto nelle domeniche gratuite, cui ha contribuito anche la concomitanza della supplica alla Madonna di Pompei e il bel tempo. Una tempesta perfetta! Per la prima domenica di ottobre 2024 a ingresso gratuito Pompei si conferma – nella classifica assoluta – il sito più visitato (36.480 ingressi: il doppio di settembre quando sono stati 18.356). Ma cambiano gli altri due gradini del podio: al secondo posto il Colosseo (21.423) e al terzo il Foro Romano-Palatino (14.098).

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#domenicalmuseo: con oltre 35mila ingressi è record di visitatori a Pompei la prima domenica del mese di ottobre 2024 (foto parco archeologico pompei)

“Grande merito dei colleghi e delle colleghe del Parco, in particolare del personale di vigilanza, di accoglienza, delle pulizie e di biglietteria, che ringrazio per la gestione altamente professionale della giornata”, ha detto il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Ora bisogna riflettere come gestire al meglio questi flussi, che testimoniano il successo del modello Pompei ma che potrebbero esporre il patrimonio e la sicurezza anche a potenziali rischi. Siamo al lavoro insieme a Ministero, Prefettura e territorio per definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei ovvero sulla rete di siti tra Castellammare, Lettere, Torre Annunziata, Boscoreale, Terzigno e Poggiomarino per canalizzare l’interesse del pubblico verso tesori che meritano di essere più conosciuti. E trasformeremo lo scavo di Civita Giuliana, che sta restituendo i quartieri servili di una villa romana in uno stato di conservazione unico, in un ulteriore nodo della rete territoriale dell’archeologia vesuviana, quell’avventura scientifica singolare che ebbe inizio nel 1748 a Pompei e continua tuttora”.

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#domenicalmuseo: al museo Archeologico nazionale di Napoli oltre 6mial visitatori a ottobre 2024 (foto mann)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 36.480; Anfiteatro Flavio 21.423; Foro Romano e Palatino 14.098; Pantheon 10.076; museo e area archeologica di Paestum 9.011; Terme di Caracalla 7.457; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.262; parco archeologico di Ercolano 4.699; Villa Adriana 3.916; parco archeologico di Siponto 3.610; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 3.490; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.972; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.872; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.364; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.339; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.291; museo di Palazzo Grimani 1.167; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.151; Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.150; museo nazionale romano – Palazzo Altemps  1.129; Villa della Regina 1.129; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.124; Appia antica  – Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.100; Villa di Poppea-Oplontis 777; parco archeologico delle Terme di Baia 587; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 562; parco archeologico di Cuma 548; museo Archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e parco archeologico di Egnazia 470; Santuario di Ercole vincitore 419; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 412; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” 370; area archeologica di Velia 343; Appia antica  – Capo di Bove 300.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia riapre al pubblico il Ninfeo, dopo quasi dieci anni. Per la prima volta accessibile ai disabili. Al via il restauro delle Cariatidi

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Il NInfeo di Villa Giulia realizzato da Bartolomeo Ammannati (foto etru)

A partire da sabato 5 ottobre 2024, in orario di apertura del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Ninfeo torna ad essere fruibile al pubblico. Dopo quasi dieci anni di godimento esclusivo dalla soprastante Loggia dell’Ammannati, sarà possibile scendere lungo le rampe di accesso e passeggiare accanto alle monumentali fontane con le personificazioni dei fiumi Tevere e Arno. Inoltre, nell’ambito delle strategie messe in campo per rendere Villa Giulia un museo accessibile a tutti, per la prima volta il Ninfeo sarà raggiungibile anche dal pubblico con ridotta capacità motoria grazie ad un nuovo impianto servoscala che permetterà a tutti di ammirare da vicino le sculture. Un passo decisivo verso l’accessibilità fisica totale del Museo. Anche la Sala dello Zodiaco, con bellissimi affreschi cinquecenteschi raffiguranti il volgere delle stagioni e la ciclicità del tempo, sarà ora accessibile grazie ad una pedana di raccordo. Gli spazi del Ninfeo saranno a breve oggetto di visite guidate a cura del personale del Museo che condurrà il visitatore anche alla scoperta dell’Acquedotto Vergine. “Dopo un decennio Villa Giulia restituisce al pubblico uno dei suoi spazi più belli e suggestivi, il meraviglioso Ninfeo progettato dall’Ammannati”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo, “e, allo stesso tempo, diventa sempre più accessibile: dopo le videoguide in LIS si aggiunge un altro tassello che rende il nostro museo più aperto ed inclusivo. Per la prima volta il pubblico con disabilità potrà accedere al Ninfeo e alla Sala dello Zodiaco, realizzando così gli obiettivi previsti dal Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche”.

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Ninfeo di Villa Giulia: la fontana che personifica il fiume Tevere (foto etru)

Luogo caro a papa Giulio III destinato ad accogliere e sorprendere i suoi ospiti al riparo dalla calura estiva, godendo del benevolo influsso dell’acqua proveniente dal celebre acquedotto Vergine, il Ninfeo continua ad essere il cuore delicato e prezioso dei giardini di Villa Giulia. Qui Bartolomeo Ammannati immagina e realizza un ambiente scenografico, un teatro delle acque articolato su tre livelli e ornato di stucchi e numerosissime statue per stupire e meravigliare ospiti e visitatori. Al livello intermedio del Ninfeo, entro due grandi nicchie simmetriche sono due fontane con le personificazioni di due fiumi, il Tevere e l’Arno identificabili dai rispettivi attributi: la lupa per il fiume Tevere e il Marzocco, il leone – simbolo della Repubblica di Firenze e protettore laico della città – per il fiume Arno, in riferimento alle origini toscane del papa. Le due statue monumentali dei fiumi sono rappresentate secondo tradizione, adagiate su un fianco e all’interno di nicchie decorate a stucco con elementi vegetali. Due grandi vasche in marmo accoglievano un tempo l’Acqua Vergine che sgorgava copiosa dalle anfore su cui poggiano le figure.

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Ninfeo di Villa Giulia: dettaglio delle Cariatidi che sorreggono la balconata (foto etru)

Al piano inferiore, fra marmi policromi e decorazioni in stucco, proprie della raffinata cultura del Cinquecento, si stagliano le figure sinuose e incantevoli delle Cariatidi, testimoni dell’antica ricchezza del Ninfeo, a sorreggere la balconata in travertino. E proprio qui a breve partirà un grande progetto di restauro conservativo, finanziato grazie alle donazioni Art Bonus, che restituirà al Ninfeo l’originario splendore. Il visitatore attento potrà dunque non solo godere della vista ravvicinata di un patrimonio architettonico e artistico di grande valore, ma assistere in diretta al delicato lavoro dei restauratori.

Roma. Nell’emiciclo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il concerto “AmarCORd. Viaggio sulla linea del tempo” con il coro I Sincopatici

roma_villa-giulia_amarCORd-viaggio-sulla-linea-del-tempo_locandinaDomenica 22 settembre 2024, alle 18, il coro I Sincopatici diretto dal maestro Paolo Saginario offrirà sotto l’emiciclo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il concerto “AmarCORd. Viaggio sulla linea del tempo”, che attraversa la storia del nostro Paese dagli anni Trenta agli anni Sessanta del Novecento. Attraverso atmosfere d’altri tempi, ricreate mediante canti corali e narrazioni tratte da testi di vari autori, compiremo un viaggio musicale e letterario alla scoperta di quegli anni che hanno segnato in maniera indelebile il volto e l’identità del nostro Paese. E mentre il mondo corre, ci si ferma un attimo per dare uno sguardo all’indietro. Concerto gratuito, compreso nel biglietto del Museo (ingresso giardini 4 euro, ingresso sale espositive 12 euro). Info e prenotazioni all’indirizzo isincopatici@gmail.com

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “L’Acquedotto Vergine e il complesso sotterraneo di Villa Giulia” con Marco Placidi, presidente di Sotterranei Roma: settimo incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

roma_villa-giulia_chi-cerca-ri-trova_l-acquedotto-vergine_marco-placido_locandinaRiprendono le conferenze del ciclo “Chi (Ri)cerca Trova. I professionisti si raccontano al Museo: ricerche scientifiche, studi e progetti” presentati da esperti e studiosi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Appuntamento venerdì 20 settembre 2024, alle 16, con “L’Acquedotto Vergine e il complesso sotterraneo di Villa Giulia”, settimo incontro del ciclo. Marco Placidi illustrerà i risultati del primo anno di attività effettuate nei sotterranei di Villa Giulia dove si cela un insieme di sistemi ipogei interconnessi tra loro che hanno funzionalità e momenti realizzativi diversi. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Partecipano alla conferenza Lorenzo Grassi e Dario Candela. L’attività di studio, iniziata nel 2023 grazie alla collaborazione tra Sotterranei di Roma e il Museo, ha previsto la mappatura 3D di alcuni di questi ipogei che sono costituiti da una galleria ferroviaria, dall’antico acquedotto Vergine, da sistemi idraulici di non chiara natura, ma che costituiscono un fronte di ricerca complesso e misterioso.

Marco Placidi, presidente di Sotterranei di Roma e di Italia Sotterranea. Da oltre 25 anni si occupa di studiare il mondo sotterraneo, principalmente di Roma. Tra i progetti di studio emerge quello del Foro e Palatino, delle terme di Caracalla e del complesso archeologico di villa Adriana, oltre alla Cloaca Maxima.

Lorenzo Grassi, giornalista professionista, appassionato di memoria storica e studioso di vestigia belliche. Pratica la Speleoarcheologia da oltre 25 anni, in particolare negli ipogei di Roma. È socio aggregato di ICOMOS Italia e componente del Comitato Tecnico-Scientifico del Maiella Geopark UNESCO.

Dario Candela, informatico da oltre 20 anni, amante delle esplorazioni subacquee e ipogee. Istruttore subacqueo tecnico trimix, speleologo specializzato in rilievo 2D e 3D. Ha partecipato alla mappatura dell’Acquedotto Vergine, dell’Acquedotto Traiano, di numerosi acquedotti sabini, falisci ed aree archeologiche.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta la VideoguidaLIS, scaricabile gratuitamente, che permette al visitatore con disabilità uditiva di conoscere le opere e fruire dei contenuti di Villa Giulia e Villa Poniatowski

roma_villa-giulia_presentazione-guida-in-lis_locandinaIl museo nazionale Etrusco di Villa Giulia taglia un traguardo importante nella sfida alla accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva dei suoi spazi e delle sue collezioni. L’esperienza di visita si arricchisce e si completa con l’inserimento del Museo nei luoghi della cultura dotati di videoguida in Lis (Lingua Italiana dei Segni). Appuntamento giovedì 19 settembre 2024, alle 16.30, in sala della Fortuna, per la presentazione della VideoguidaLIS del Museo a cura dei Servizi Educativi, con contenuti redatti dal personale del Museo, con il coordinamento di Vittoria Lecce e adattati da Rosanna Pesce di Digi.Art. Ingresso gratuito. Intervengono Luana Toniolo, direttrice museo ETRU; Vittoria Lecce, funzionario archeologo, responsabile progetto; Giuseppe Musicò, Digi.Art Servizi Digitali; Vittorio Corsini, presidente consiglio regionale ENS Lazio; Maria Rosaria Lo Muzio, direzione generale Musei. A seguire visita guidata ad alcuni capolavori del Museo. Per tutta la durata dell’iniziativa sarà presente un interprete LIS. La VideoguidaLIS, attraverso un percorso di oltre 90 video fra opere e sezioni raccontate con testi dal linguaggio accessibile e accompagnate dalle videodescrizioni in LIS, offre uno strumento utile per guidare il visitatore con disabilità uditiva a conoscere le opere e fruire i contenuti delle diverse sezioni del Museo di entrambe le sedi, Villa Giulia e Villa Poniatowski. La VideoguidaLIS può essere scaricata gratuitamente sui Market Store Apple e Android o può essere utilizzata on-line sulla piattaforma nazionale www.videoguidalis.it.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il vecchio al mare” di Domenico Starnone (Einaudi), primo appuntamento del ciclo “ETRU legge”

roma_villa-giulia_etrulegge_libro-il-vecchio-al-mare_di-domenico-strarnone_presentazione_locandinaAl via al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia una nuova rassegna: “ETRUlegge”, ciclo di presentazioni d libri. Il primo appuntamento mercoledì 18 settembre, alle 18, nel giardino dell’emiciclo del piazzale di Villa Giulia. Presentazione del libro “Il vecchio al mare” (edizioni Einaudi), il nuovo romanzo di Domenico Starnone in dialogo con la scrittrice Chiara Tagliaferri. A seguire un brindisi insieme per inaugurare questa nuova iniziativa. Ingresso gratuito. Prenotazioni all’indirizzo: presentazioni11@yahoo.com

Il vecchio e il mare. Sulla spiaggia di un ottobre caldissimo c’è un vecchio signore che legge, scrive, passeggia. Una mattina qualcosa gli leva il respiro, gli sfugge. Cosa se ne sta andando per sempre? Muove da questo istante di smarrimento un racconto vorticoso e raffinatissimo, teso e scanzonato, che insegue Rosa, ombra di madre sarta, morta troppo presto, e Lu, giovane commessa di boutique che, nel tempo libero, coltiva la passione per la canoa. Un libro sulla perdita del proprio mondo, sulla vecchiaia, sull’amore per le donne, sul prodigio e lo smacco della scrittura.