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Natale di Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il grande racconto di Roma Antica e dei suoi sette Re” di Giulio Guidorizzi che invita a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi

roma_villa-giulia_natale-di-roma_libro-roma-antica_presentazione_locandinaIn occasione del Natale di Roma 2022, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma ospita la presentazione del volume “Il grande racconto di Roma Antica e dei suoi sette Re” (Il Mulino) di Giulio Guidorizzi con Arianna Ghilardotti. Appuntamento giovedì 21 aprile 2022, alle 17, nella sala della Fortuna. Presentano il volume Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Sabrina Alfonsi, assessore all’Agricoltura, Ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Sarà presente l’autore. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo 21aprile@anticoemoderno.org. Per partecipare all’evento è necessario il Super Green Pass e la mascherina FFP2.

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Copertina del libro “Il grande racconto di Roma antica e dei suoi sette re” di Giulio Guidorizzi

Giulio Guidorizzi dischiude, con garbata sapienza, un mondo prodigioso, e ci invita a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi. “Infine Enea arrivò a quella terra d’Italia che è chiamata Laurento, dal nome dell’alloro, su cui regnava Latino… Quello era dunque il luogo che il fato indicava per fondare una città”, Origine del popolo romano, 10-11. Favolosi, intemporali: ogni città ha i suoi miti di fondazione, costellati di profezie e oracoli, il suo parterre di eroi. I Romani, che pure attingono a piene mani dalla mitologia greca – appena cambiando i nomi: Ermes/Mercurio, Atena/Minerva, Herakles/Ercole… –, dispongono di un ampio repertorio di racconti autoctoni, che parlano delle origini del loro popolo. Vi si narra di ninfe dei boschi; del fondatore Enea, straniero e designato; dei gemelli abbandonati Romolo e Remo, della lupa che li allattò; del pastore Faustolo che li raccolse; di un fratricidio, a ricordarci che gli albori scontano sempre un atto barbarico; di una serie di re, Romolo appunto e i restanti sei. Tra mito e storia, accanto agli eroi entrano in scena le donne, con il ratto delle Sabine, la sventurata Tarpea, Egeria che dettò le leggi a Numa, Lucrezia e il suo nobile senso dell’onore, le vestali, Clelia e le giovani romane. Un mondo prodigioso, quello che Giulio Guidorizzi dischiude con garbata sapienza, invitandoci a seguire i primi passi di una civiltà destinata a conquistare l’abbagliante titolo di Caput Mundi.

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Il prof. Giulio Guidorizzi

Giulio Guidorizzi ha insegnato Letteratura greca e Antropologia del mondo antico nelle università di Milano e Torino. Tra i suoi numerosi libri segnaliamo: per il Mulino “La trama segreta del mondo. La magia nell’antichità” (2015), “Il grande racconto della guerra di Troia” (2018) e “Sofocle, l’abisso di Edipo” (2020); per Einaudi “Enea, lo straniero” (2020); per Cortina “Il mare degli dei” (con S. Romani, 2021).

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia visita speciale di primavera nei giardini rinascimentali. Aperture di Etru nel periodo pasquale

roma_villa-giulia_giardini_visita-di-primavera_locandinaCome dovevano apparire i giardini di Villa Giulia nel Rinascimento? Fra fiori, alberi e piante ornamentali, il visitatore doveva certamente restare colpito e affascinato dal verde rigoglioso e dalla geometria delle forme. Di quelle linee simmetriche e della varietà delle specie vegetali resta traccia straordinaria negli affreschi dell’Emiciclo. Gelsomini, rose e viti nelle decorazioni sono lì a ricordarci il passato di Villa Giulia, sede del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Nel segno della storia, venerdì 15 aprile 2022, alle 11, con “I giardini di Villa Giulia nella storia. Visita speciale di primavera”, gli esperti del museo accompagneremo gli ospiti a scoprire le trasformazioni della villa, dalle sue origini ai giorni nostri. Una speciale visita guidata compresa nel costo del biglietto a cura di Romina Laurito e Francesca Montuori. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@beniculturali.it. Possibilità di prenotarsi direttamente in accoglienza prima della visita.

roma_villa-giulia_aperture-pasquali_locandinaPasqua al Museo! Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia sarà aperto al pubblico non solo in occasione della Pasqua, domenica 17 aprile 2022, ma anche Lunedì dell’Angelo (18 aprile 2022) e il giorno della Liberazione (25 aprile 2022). Il giorno di chiusura settimanale è spostato in via eccezionale al martedì, con chiusura il 19 e il 26 aprile 2022.

Il ministero della Cultura lancia la campagna social “La cultura unisce il mondo” ed esprime la piena e incondizionata solidarietà all’Ucraina: ecco una carrellata di musei e parchi archeologici che hanno aderito all’iniziativa

Il Colosseo illuminato con i colori della bandiera dell’Ucraina (foto PArCo)

ministero-cultura_contro-la-guerra_locandinaAl via la campagna social con le opere del patrimonio culturale italiano per ricordare il dolore della guerra e il valore della pace. Il ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini, con la campagna digitale “la cultura unisce il mondo”, che coinvolge musei, biblioteche, archivi e istituti culturali statali, ricorda che l’Italia ripudia la guerra ed esprime la piena e incondizionata solidarietà all’Ucraina. Con gli hashtag #cultureunitestheworld e #museumsagainstwar il sistema museale nazionale e la rete degli archivi e delle biblioteche stanno condividendo immagini significative riguardanti il dolore e la sofferenza della guerra o, al contrario, l’armonia e la prosperità del tempo di pace. Tante le realtà museali che hanno già aderito: dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, con la decorazione del frontone di un tempio che sorgeva nell’antico santuario portuale di Pyrgi raffigurante la lotta bestiale degli alleati Tideo e Capaneo sotto le mura di Tebe, al museo Archeologico nazionale di Orvieto, con una testa equina lapidea che ricorda la stravolta espressione del cavallo del Guernica, dal museo Egizio di Torino, con l’amuleto ankh di lunga vita e protezione, al museo di Capodimonte, con l’Allegoria della Giustizia di Giorgio Vasari, dalle statue di Villa Adriana a Tivoli, fino alle opere della Galleria Borghese, del museo nazionale Romano, del museo Omero di Ancona, di Palazzo Grimani a Venezia e di Palazzo Reale di Genova. La campagna è iniziata nei giorni scorsi con l’illuminazione con i colori della bandiera dell’Ucraina del Colosseo.

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Dettaglio del frontone dell’antico santuario portuale di Pyrgi conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. La decorazione del frontone di un tempio che sorgeva nell’antico santuario portuale di Pyrgi, sul Tirreno a pochi chilometri da Cerveteri. La scena è densamente popolata di figure e copriva la testata posteriore della trave di colmo del tetto del tempio A; quest’ultimo costruito intorno al 470 a. C. era dedicato a Thesan, dea etrusca dell’aurora. L’artista con uno sforzo di estrema sintesi e originalità riesce a raccontare le storie di due personaggi del mito, Tideo e Capaneo, di cui bisogna conoscere l’antefatto. Siamo sotto le mura della città di Tebe, dove Eteocle e Polinice, i due figli maledetti di Edipo, lottano per il potere: Eteocle, che allo scadere del suo turno di regno non ha voluto cedere il trono al fratello come pattuito, è asserragliato con i Tebani nella città, mentre fuori i guerrieri provenienti da Argo, chiamati in aiuto da Polinice, ne tentano l’assalto. Come sempre gli dei assistono allo scontro ed intervengono. E infatti al centro della scena Zeus adirato scaglia il suo fulmine contro Capaneo che ha bestemmiato gli dei, mentre sulla sinistra alla vista di Tideo, che pur ferito a morte azzanna il cranio di Melanippo, la dea Atena si allontana disgustata con la pozione che avrebbe dato l’immortalità al suo protetto. La nudità di Tideo e Capaneo sottolinea la bestialità dei loro atti e la loro punizione è la punizione di ogni comportamento improntato al disprezzo degli dei e delle leggi degli uomini (hybris), in chiave politica è una condanna della tirannide e un monito a non violare mai i valori della civiltà per lasciarsi prendere da brutalità e barbarie.

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Dettaglio scodella in sigillata da Taranto conservata al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

Il museo Archeologico nazionale di Taranto si schiera contro ogni guerra e contro ogni violenza condividendo un reperto, decorato con colombe, simbolo e augurio di Pace, esposta nella Sala XXV, vetrina 73. Si tratta di una scodella in sigillata africana D da Taranto rinvenuta nell’ipogeo funerario di Palazzo Delli Ponti, 1990. All’interno croce gemmata, marginata e decorata con una serie di cerchi concentrici, ai lati tre colombe. Prima metà del VI sec. d.C.

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Amuleto ankh conservato al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Il museo Egizio di Torino è contro ogni forma di guerra, violenza e discriminazione. L’amuleto ankh aveva lo scopo di conferire protezione e lunga vita. Condividiamo questa immagine per ricordare la bellezza della vita, l’importanza della pace e del dialogo tra i popoli.

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Rython a testa d’asino del museo Archeologico nazionale di Orvieto (foto drm-umbria)

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Testa di cavallo impazzito: dettaglio di “Guernica” (1937) di Pablo Picasso (foto da Flikr, licenza Creative Commons)

Il museo Archeologico nazionale di Orvieto propone un’associazione di idee tra un rhytòn configurato a testa d’asino (ca. 460 a.C.) da Campo della Fiera, Tempio C, e un particolare di Guernica dipinto da Pablo Picasso nel 1937. Il richiamo di questa testa con la stravolta espressione del cavallo del Guernica non è nulla di più che una suggestione derivata dal nostro substrato culturale. Ma rende con efficacia l’atmosfera dei giorni che stiamo vivendo.

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I Bronzi di Riace messaggeri di pace dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria aderisce alla campagna digitale promossa dal ministero della Cultura per ricordare il dolore della guerra e il valore della pace. Su tutti i social del MArRC, infatti, saranno pubblicate le immagini dei reperti del museo accompagnati dagli hashtag ufficiali #laculturaunisceilmondo e #museumagainstwar, per esprimere la condanna dell’invasione russa e piena e incondizionata solidarietà al popolo ucraino. “Abbiamo deciso di avviare la campagna social con i Bronzi di Riace che esprimono, in tutto il pianeta, il valore identitario della Calabria”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Possano le due statue assumere, nel cinquantesimo anno dalla loro scoperta, il valore di simboli della pace e dell’unione tra i popoli. Quanto sta accadendo in questi giorni in Ucraina ci lascia sgomenti – aggiunge Malacrino -. Oggi più che mai siamo qui per ribadire che l’umanità non ha bisogno di guerre. Ci auguriamo che le tristi immagini che i media ci stanno sottoponendo in queste ore, possano essere sostituite da quelle della speranza. Il Museo e i reperti d’arte che custodisce, possano, attraverso la bellezza, ricordarci sempre i valori dell’unità e della fratellanza”.

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La statua della Concordia dall’Edificio di Eumachia in Pompei lancia un messaggio di pace dall’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)

Nell’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli, alta e imponente, attende i visitatori. È la statua della Concordia Augusta che è stata installata proprio all’ingresso del Mann. Un gesto simbolico, voluto dal direttore Paolo Giulierini per accompagnare queste drammatiche giornate di negoziati e guerra fra Russia e Ucraina. Ancora una volta, dall’arte antica proviene un messaggio di perenne attualità: la scultura marmorea della Concordia (dall’edificio di Eumachia, Pompei, I sec. d. C.) venne realizzata per celebrare la pace e la stabilità, che si candidavano a essere valori guida del principato augusteo dopo un periodo doloroso di guerre civili. Un messaggio che, scolpito nella pietra, ci parla soprattutto oggi. Lo spostamento della statua in Atrio è raccontato sui social del Mann con l’hashtag #Museumsagainstwar, lanciato dal ministero della Cultura quando è stata invasa l’Ucraina.

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La de Minerva, dettaglio del Salone delle Scienze, al museo delle Civiltà a Roma-Eur (foto muciv)

Al museo delle Civiltà a Roma, nel salone delle Scienze “Mario Tozzi” che presenta elementi decorativi relativi alla scienza. Al centro campeggia la figura di Minerva, dea protettrice delle scienze. I suoi più consueti attributi (l’elmo, la lancia, lo scudo) sono abbandonati da una parte: un chiaro messaggio di pace e di speranza in tempo di guerra.

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Il messaggio social “La cultura unisce il mondo” dal museo Archeologico nazionale di Verona (foto drm-veneto)

Anche il museo Archeologico nazionale di Verona aderisce alla campagna contro la guerra. A pochi giorni dall’inaugurazione nell’ex caserma asburgica San Tomaso lancia sui social lo slogan “La cultura unisce il mondo”.

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Dal parco archeologico del Colosseo il messaggio “La cultura unisce il mondo” (foto alessandro serranò)

Il parco archeologico del Colosseo aderisce alla campagna lanciata dal ministero della Cultura “La Cultura Unisce il Mondo – L’Italia ripudia la guerra” illuminando il Colosseo con i colori della bandiera dell’Ucraina.

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Aiace Telamonio porta sulle spalle il corpo di Achille: dettaglio della raffigurazione del Vaso François al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Il museo Archeologico nazionale di Firenze per “La cultura unisce il mondo” propone la scena più drammatica dipinta sul Vaso François, raffigurata simmetricamente su entrambe le anse, con sapienti variazioni. Il lato più crudo e vero della guerra! L’imponente Aiace Telamonio, cugino e fedele compagno di Achille, ed uno dei più valorosi eroi greci, trasporta il corpo inerte dell’eroe caduto in battaglia. L’enorme guerriero senza vita ha le braccia e le gambe distese nell’abbandono della morte e la lunghissima chioma aristocratica pende quasi fino al suolo. Questo resta di Achille, che a una vita lunga e serena ne preferì una breve ma gloriosa…la guerra non ha risparmiato neppure lui!

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Il tempio di Nettuno nel parco archeologico di Paestum con i colori della bandiera dell’Ucraina (foto pa-paeve)

Il parco archeologico di Paestum e Velia aderisce alla campagna “L’Italia ripudia la guerra” ed esprime la piena e incondizionata solidarietà all’Ucraina, Paese colpito nella propria legittima sovranità. Così il Tempio di Nettuno si colora di blu e giallo in segno di vicinanza.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia l’iniziativa “Etruschi a scuola” rivolta alle scuole primarie e secondarie di I grado: visite guidate on line in diretta dal museo

A tu per tu con gli etruschi senza muoversi dal proprio banco di scuola grazie a visite guidate on line in diretta dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia che lancia l’iniziativa “Etruschi a scuola” rivolta alle scuole primarie e secondarie di I grado. Un calendario di visite guidate in diretta dal museo a cura dei Servizi Educativi e da fruire online seduti ai banchi di scuola e con il supporto delle insegnanti. Un’opportunità per arricchire il programma scolastico e suscitare l’interesse degli alunni che potranno preparare domande da sottoporre al personale del museo. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia non è nuovo ad iniziative digitali dedicate agli alunni delle scuole elementari e medie. Durante la chiusura del Museo, le dirette interattive del direttore Valentino Nizzo “A scuola con gli Etruschi” e trasmesse sul canale YouTube Etruschannel hanno coinvolto decine di scuole collegate da tutta la penisola. Lezioni in diretta dalle sale del museo, costruite a misura di bambino, con una partecipazione attiva anche delle famiglie e delle insegnanti. Con questo spirito i Servizi Educativi del Museo, coordinati da Vittoria Lecce, propongono alle insegnanti delle scuole primarie e secondarie di I grado di avvicinarsi al mondo degli Etruschi attraverso il web, in modo sempre più personalizzato e creativo, provando a trasmettere l’incanto di vedere dal vivo gli oggetti delle collezioni o l’emozione di un racconto passeggiando fra le sale, nell’attesa di riprendere ad accogliere in presenza le scuole di tutta Italia. Le visite saranno su prenotazione all’indirizzo mn-etru.didattica@beniculturali.it e avranno una durata di circa 1 ora e mezza, compresa nella fascia oraria 9–13. Sarà possibile concordare la piattaforma di connessione e il tema generale della visita. Le visite saranno supportate dal ricchissimo materiale didattico liberamente scaricabile dal sito web istituzionale nella sezione ETRUKIDS. Saranno privilegiate le scuole che intendono far partecipare più classi, preferibilmente parallele. Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.museoetru.it. Calendario delle visite guidate online in diretta dal museo: marzo 2022, venerdì 4 e 11, giovedì 17; aprile ​2022, venerdì 1 e 29, giovedì 14; maggio 2022, venerdì 6 e 13, giovedì 12. 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia finissage di “Bastabuste” con performance di teatro, musica e arte per onorare e celebrare Pier Paolo Pasolini, una delle più grandi menti e voci del Novecento, nel centenario della nascita. Pomeriggio col libro “La Roma di Pasolini”. Sempre obbligatori prenotazione e super Green Pass

roma_villa-giulia_non-piu-di-quattro-domande_locandinaIl 5 marzo 2022, in occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia diretto da Valentino Nizzo presenta alle 21 uno straordinario evento di finissage della mostra “Bastabuste” di Oreste Baldini, curato da Maria Paola Guidobaldi: una performance di teatro, musica e arte, ideata e diretta dall’Artista per onorare e celebrare una delle più grandi menti e voci del Novecento. L’evento si inserisce nella nutrita serie di iniziative promosse dal progetto “La Roma di Pasolini-rete urbana” di Donne di carta, Italia Nostra, Roma Slow Tour e Nova Delphi editore, il quale attraverso trekking urbani, disegna la mappa dei luoghi umani e artistici che raccontano il legame di Pasolini con Roma, scandendone l’anno del centenario della nascita del poeta e aggregando, in una rete sempre aperta, le diverse proposte culturali di associazioni, enti, istituzioni, studiosi, poeti e artisti dal I al XIV municipio, in una narrazione in progress dal 5 marzo al 2 novembre 2022. Evento gratuito a cura di Maria Paola Guidobaldi. Testi teatrali di Antonella Giannaccaro interpretati da: Ricky Tognazzi (Di quando si parla e di quando non si parla); Ennio Coltorti, Gina Capuzzi, Giulia Santilli, Alessandro Parise (Non più di quattro domande. Piccoli paesaggi post urbani). Musiche originali del maestro Riccardo Cimino, eseguite dal vivo con il maestro Thierry Valentini. Grafica: Enrico Sartini. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo: quattrodomande@gmail.com entro il 4 marzo, specificando nome e cognome dei prenotati. Obbligo di Super Green Pass e mascherina FFP2. Ingresso all’evento da parte del pubblico prenotato: ore 20:30.

roma_villa-giulia_anteprima-evento-pasolini_libro-pontuale_locandinaAnteprima pomeridiana all’evento serale nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini. Alle 17, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ospita lo storico e critico della letteratura Dario Pontuale, autore del libro “La Roma di Pasolini. Dizionario urbano” (Nova Delphi, 2021), un vero e proprio vademecum per il pasoliniano appassionato, anzi innamorato del grande poeta friulano. A presentare il volume un relatore di tutto riguardo: il professor Angelo Favaro, pasolinista e docente all’università di Roma Tor Vergata, che dialogherà con l’autore sulle persone, le opere, i luoghi cari all’intellettuale dissidente, negli spazi che sorgono nel territorio di Valle Giulia, teatro di pensiero, di scontro e denuncia per Pasolini e gli anni in cui ha vissuto nell’Urbe. Ad aprire la presentazione un’anteprima del cortometraggio “MUSEO PASOLINI” (regia: Franco Diana; fotografia: Alessandro Codina). BASTABUSTE, nella sua denuncia verso i modi attuali di abitare il nostro pianeta, si fa portavoce di un libro dove si tracciano i percorsi di vita di uno dei più grandi uomini di pensiero del nostro tempo. Figlio elettivo di questa “stupenda e misera città”, in lui riecheggia la volontà di tornare a un “territorio salvo dall’industrializzazione, meritevole di essere difeso e rispettato” (da “La Roma di Pasolini. Dizionario urbano”, Torre di Chia). Posti limitati. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo: pasolinipontuale@gmail.com entro il 4 marzo 2022, specificando nome e cognome dei prenotati e recapito telefonico. Ingresso gratuito del pubblico prenotato alle 16.30. Obbligo di Super Green Pass e mascherina FFP2.

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L’attore Ricky Tognazzi

Ad aprire la performance serale un ospite d’eccezione: l’attore e regista Ricky Tognazzi, il quale, utilizzando uno straordinario leggio/opera d’arte realizzato da Baldini, reciterà “Di quando si parla e di quando non si parla”, un testo inedito di Antonella Giannaccaro, dedicato alla collaborazione fra il padre, il grande attore Ugo Tognazzi (di cui il 23 marzo ricorre in parallelo il centenario della nascita), e il poeta Pasolini, in occasione del film d’autore Il Porcile, dove viene affrontata la delicata tematica dell’incomunicabilità nel rapporto tra genitori e figli e delle estreme conseguenze che ne derivano. Il testo affidato alla voce di Tognazzi si sviluppa in un dialogo/monologo interiore fra un padre e un figlio incapaci di comunicare, senza che tuttavia questo spenga il desiderio di essere ascoltati, che permane nelle toccanti parole di Tognazzi figlio, in memoria del padre attore e dell’artista friulano.

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L’autrice Antonella Giannaccaro

A seguire, la vera e propria performance: “Non più di quattro domande, piccoli paesaggi post urbani”, con testi di Antonella Giannaccaro interpretati da: Ennio Coltorti, una delle più belle voci del panorama teatrale italiano; Gina Capuzzi; Giulia Santilli; Alessandro Parise e accompagnati dalle musiche originali del Maestro Riccardo Cimino, eseguite dal vivo insieme al Maestro Thierry Valentini. Nella memoria dei luoghi cari allo scrittore, fra tensione e pensiero si snoda un testo, una domanda irrisolta che piega la testa e fissa la denuncia dell’uomo verso l’uomo che si snatura, che soffoca nelle vesti all’apparenza immacolate e invece corrotte del moderno in cui siamo bloccati e che Pasolini, in ogni suo sguardo, denuncia con straziante verità. Ogni quartiere, Roma intera a raccontare, con voce rotta da passione e identità da affermare, la lunga strada percorsa a partire da quel 1° novembre del 1975, quando chi sapeva e dichiarava il conflitto dell’esistere nella città eterna, vedeva compiersi la propria morte a suggello della propria lotta. Uno spettacolo potente e immerso nel senso della poetica pasoliniana, omaggiata su più piani. La performance attoriale e musicale di altissimo livello va in scena nelle sale della mostra “Bastabuste” e si serve di elementi di arredo realizzati da Baldini  e pensati per la stratificata bellezza dei giardini  di Villa Giulia. Una scenografia post urbana che tra ferro e bronzo coniuga il bisogno di dialogo della città nella città e il ricordo di una grande mente offrendo allo spettatore una traccia del pensiero pasoliniano. “Non più di quattro domande, piccoli paesaggi post urbani” si delinea così, in un imperdibile appuntamento la sera del finissage della mostra “Bastabuste”, in memoria di uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta a San Valentino il progetto MONALISA per salvare dalle vibrazioni il Sarcofago degli Sposi, che consentirà alla coppia più famosa del mondo di continuare ad abbracciarsi per l’eternità

Il famoso abbraccio del Sarcofago degli Sposi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

Stanno per partire le misurazioni del progetto di ricerca MONALISA, un nome memorabile che vuol dire MONitoraggio Attivo e Isolamento da vibrazioni e Sismi di Oggetti D’arte e che racchiude un’idea altrettanto straordinaria legata ad una delle opere più famose del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e, in generale dell’arte etrusca: il Sarcofago degli Sposi. Lunedì 14 febbraio 2022, alle 11, nella giornata di San Valentino, il direttore del museo Valentino Nizzo presenterà questa nuova importante iniziativa che consentirà alla coppia più famosa del mondo di continuare ad abbracciarsi per l’eternità. Si tratta di un intervento che prevede lo sviluppo sperimentale della tecnica dell’isolamento sismico e la protezione dalle vibrazioni mediante la costruzione di una tavola antisismica, appositamente studiata per la vetrina del Sarcofago degli Sposi, la coppia che da oltre 2500 anni sfida il tempo con un tenero abbraccio. Tutto ciò sarà possibile grazie al finanziamento di 200mila euro nell’ambito del progetto Lazio Innova che il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si è aggiudicato insieme a un team di ricercatori dell’università La Sapienza di Roma (dipartimento di Ingegneria strutturale e Geotecnica), dell’ENEA (dipartimento di Micro e Nanostrutture per la Fotonica, Tecnologie per la dinamica delle strutture e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico; Analisi e protezione delle Infrastrutture critiche), dell’università Roma Tre (dipartimento di Ingegneria) e alla ditta Somma srl (Impresa del Lazio). “Chi ci segue”, commenta il direttore Nizzo, “sa quanto ci stia a cuore il problema delle vibrazioni dovute al passaggio dei tram e della linea ferroviaria nei pressi di Villa Giulia e di quanto queste siano dannose per la stabilità dei reperti delle nostre collezioni. Soprattutto nel caso di oggetti delicati come i reperti archeologici, quando lo sforzo, che insorge all’interno del materiale, supera la soglia di resistenza, si innesca la formazione di fessurazioni che compromettono lo stato di conservazione dei reperti stessi. Finalmente affiancati da un team di ricercatori e con l’ausilio di attrezzature all’avanguardia saremo in grado di elaborare una soluzione innovativa per monitorare e ridurre le vibrazioni prodotte dal traffico su strada e rotaia e garantire ai nostri Sposi un ottimale stato di conservazione”. 

San Valentino al museo, tra selfie, baci, visite guidate e ingressi gratuiti. Ecco alcune idee dal museo Archeologico di Napoli, l’Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, l’Egizio di Torino, l’Archeologico di Taranto, l’Etrusco di Villa Giulia a Roma, al Bailo di Treviso

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“Amore e Psiche”: affresco da Pompei (50-79 d.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

San Valentino al museo, con amore. Succede in molti musei, da nord a sud. Durante tutta la giornata di lunedì 14 febbraio 2022 le coppie al museo Archeologico nazionale di Napoli pagheranno un solo biglietto intero. Ma soprattutto al Mann sarà un San Valentino di baci. Nell’ambito della rassegna “Lo scaffale del MANN”, curata dai Servizi Educativi dell’Archeologico, Elisabetta Moro (professore ordinario di Antropologia culturale/ università di Napoli Suor Orsola Benincasa) e Marino Niola (professore ordinario di Antropologia dei simboli/ università di Napoli Suor Orsola Benincasa) intraprendono il viaggio culturale raccontato nel libro “Baciarsi” (Einaudi, 2021) con queste parole: “Il più epidermico dei gesti umani, ma anche il meno superficiale”.

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Elisabetta Niola e Marino Moro con il loro libro “Baciarsi” (foto mann)

Elisabetta Moro e Marino Niola presenteranno il loro saggio proprio lunedì 14 febbraio 2022, alle 16, in Auditorium: così la tradizionale festa degli innamorati sarà celebrata al Museo con un excursus antropologico sulle fondamenta degli affetti e delle relazioni sociali. L’incontro con gli antropologi Moro e Niola sarà anticipato, sui canali Facebook e Instagram del MANN, da post e stories sul tema dell’amore. A conclusione dell’evento, il direttore del Museo, Paolo Giulierini, donerà al pubblico un pensiero simbolico: un bacio Perugina. La partecipazione alla presentazione del libro “Baciarsi” sarà gratuita; per accedere all’Auditorium, richiesti Green Pass rafforzato e mascherina ffp2.

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Polifemo e Galatea: affresco dalla Casa dei Capitelli colorati di Pompei (50-79 d.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Un percorso affascinante attraverso i baci di ieri e di oggi, alla scoperta dei mille significati di un gesto che caratterizza gli esseri viventi da quando, agli albori della storia, le mamme scimpanzé masticano il cibo e lo passano bocca a bocca ai propri cuccioli. Nato come strumento per la nutrizione, nel tempo il bacio diventa passione, dedizione, emozione. E, quando il Covid ci ha chiusi in un lockdown del corpo e dell’anima, abbiamo capito quanto questo contatto a fior di labbra sia vitale. In questo senso, il bacio è la prima vittima della pandemia. Individuo e comunità, intimità e prestigio, eros e pathos, sentimento e tradimento, religione e rivoluzione, sottomissione e liberazione. Tutto in un bacio. Insieme a Paolo Giulierini (direttore del Mann) e Paola Villani (direttrice del dipartimento di Scienze Umanistiche dell’università Suor Orsola Benincasa), Moro e Niola tracceranno così un percorso dialettico e coinvolgente, ricco di rimandi ad arte, archeologia, cinema, tecnologia e filosofia dell’amore.

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Satiro e menade: affresco da Ercolano (intorno I sec. d.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Un focus ad hoc sarà dedicato alle più celebri immagini dei baci, partendo dall’antichità, quando questo gesto non aveva una frequente rappresentazione iconografica: gli splendidi affreschi vesuviani con le effusioni di Amore e Psiche, Satiro e Menade, Polifemo e Galatea, saranno accostati non soltanto ad antiche raffigurazioni in cui il bacio era un segno di ossequio (Piritoo riceve l’omaggio dei centauri e Teseo liberatore), ma anche ad opere di arte moderna e contemporanea.  Per citare solo alcune delle immagini raccontate al pubblico del Museo, ecco gli indimenticabili baci di Hayez, Klimt e Picasso, l’emozionante bianco e nero del celebre scatto di Doisneau, il “verismo”metropolitano dei Kissing Coppers di Bansky, il contatto che diventa correlativo oggettivo di una presa di posizione civile nel bacio sulla bocca fra l’immunologo Fernando Aiuti e Rosaria Iardino, una paziente sieropositiva.

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San Valentino al MArTa: “Innamorarsi al museo”

“Innamorarsi al Museo” è il motto del museo Archeologico nazionale di Taranto che a San Valentino omaggia l’amore in tutte le sue forme. Amori carnali, travolgenti, mitici e struggenti, romantici ed eroici. Tutte le sfumature del sentimento più celebrato si trovano all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Il giorno di San Valentino il MArTA apre le sue porte a un percorso tematico e diventa così una delle proposte più originali per celebrare la festa degli innamorati. L’amore per la terra e per la fertilità con le statuette preistoriche delle Veneri di Parabita, fino all’abbraccio travolgente fissato sull’argilla di Eros e Psyche, passando dall’arte della ceramica a figure rosse che raffigura Andromeda e Perseo sull’imponente loutrophoros recuperata agli inizi degli anni 2000 dal Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. “Una storia di un amore ritrovato anche quella del ritorno in patria di tanti reperti trafugati”, dice la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti. “Storia che abbiamo omaggiato nella mostra “Mitomania” che ha anticipato di quasi due anni l’impegno assunto alcune settimane fa dal Governo italiano con la ratifica della Convenzione di Nicosia, che ha l’obiettivo di contrastare il traffico illegale di opere, di cui anche il territorio tarantino è vittima”. Lunedì 14 febbraio 2022, alle 17.30, il MArTA presenta “Innamorarsi al Museo”: un percorso guidato – a cura dell’archeologa prof.ssa Silvia De Vitis – in cui i visitatori si immergeranno nel mondo dei sentimenti rappresentanti nelle opere conservate all’interno del museo tarantino. Secoli d’amore, passione e sentimenti saranno narrati nel percorso tematico guidato. La visita è inclusa nell’acquisto del biglietto della fascia oraria delle 17.30 del 14 febbraio 2022. Per acquistare il biglietto, si deve accedere alla piattaforma www.shopmuseomarta.it e selezionare l’ingresso del lunedì 14 febbraio 2022.

torino_egizio_san-valentino_locandinaPer San Valentino basta essere in due per visitare il museo Egizio di Torino al costo di un solo biglietto intero. Domenica 13 febbraio 2022, dalle 9 alle 18.30, e lunedì 14 febbraio 2022, dalle 9 alle 14, il museo Egizio celebra San Valentino: chi si presenta in coppia alla biglietteria del Museo pagherà un solo ingresso.

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“Aspettando San Valentino: d’amore e d’ozio” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia

“Aspettiamo insieme San Valentino al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” con il nuovo “Itinerario dell’ozio” da scoprire ed apprezzare come un vero e proprio pegno d’amore: appuntamento al Muvet di Vetulonia domenica 13 febbraio 2022, alle 11, con il percorso nel percorso dedicato ai temi della musica, della poesia, del simposio, nei quali si racchiude e sintetizza il senso delle “non attività” che scandiscono dall’antichità ad oggi i momenti del relax e del “tempo libero”, quel tempo che l’essere umano prende per se stesso, dedicandosi per intero a ciò che più ama. Punto di partenza “materiale” del nuovo itinerario è la vetrina riallestita nel cosiddetto “Angolo dell’otium” ricavato nella sala B del museo che, attraverso l’esposizione di inediti originali e copie di reperti conservati in altri musei d’Italia, introduce il visitatore all’interno di una nuova narrazione che prende vita dai pochi oggetti esposti capaci di raccontare i “temi dell’ozio”, per guidarlo alla scoperta degli altri oggetti custoditi nelle sale del museo, come i dadi e le pedine da gioco, il sonaglio per ninnare i bambini, i vasi per bere il vino mescolato con l’acqua, il miele e le spezie e il kottabos per giuocare insieme al termine di una festa, ed altro ancora, riscoprendo insieme un passato che continua senza interruzioni nel nostro presente. L’evento, programmato nel rispetto delle vigenti norme sanitarie, è a ingresso libero, sarà gradita la prenotazione: 0564927241, 0564948058.

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L’etruscologa Simona Rafanelli e il sassofonista Stefano “Cocco” Cantini sul palco dell’auditorium del Palacongressi di Firenze per Tourisma 2021 (foto graziano tavan)

Dal progetto archeologico e musicale di Simona Rafanelli, direttore scientifico del MuVet, e di Stefano “Cocco” Cantini, sassofonista jazz di fama internazionale, ha preso l’avvio un viaggio assolutamente inedito, quello “alla ricerca di un suono”, volto a recuperare la voce autentica degli strumenti musicali a fiato del nostro “passato etrusco”, a partire dallo studio e riproduzione al vero di un piccolo lotto di strumenti a fiato, in legno di bosso e in avorio, recuperati nelle acque della Baia del Campese dal relitto di una nave affondata presso l’Isola del Giglio 2.600 anni fa, e di due strumenti a fiato in osso di cervo restituiti dal corredo funerario di una tomba scoperta accanto a quella celeberrima del Tuffatore nella necropoli extraurbana di Paestum. Musica, canti, esibizioni, mescolati alle essenze che bruciavano negli incensieri di bronzo, formavano l’atmosfera che si respirava, al termine del banchetto, durante il simposio, la cerimonia dedicata alla mescita del vino, da attuare fra “uguali”, ossia fra convitati appartenenti al medesimo elevato ceto sociale. E fra tutti i giuochi, quello “che di preferenza soleva rallegrare i banchetti galanti”, come ci racconta l’archeologo Luigi Pernier (1919), genero di Isidoro Falchi, il medico-archeologo cui si deve la riscoperta di Vetulonia, era il gioco del kottabos, inventato in Sicilia e largamente diffuso in Grecia e in Etruria. Al celebre kòttabos di Vetulonia, l’arredo che ha il medesimo nome del giuoco restituito da un deposito votivo scoperto sull’Acropoli della città etrusca, è stata riservata nel nuovo allestimento una vetrina apposita, ove ancora si esibisce il piccolo Sileno danzante, personaggio del mito al seguito di Fufluns dio del vino, che coronava l’asta dell’arredo bronzeo.

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“Il pegno” d’amore di Eugenio Montale per Clizia al museo Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (foto muvet)

E infine, al centro della vetrina, una vera e propria sorpresa, che ha sancito l’ingresso del MuVet negli itinerari montaliani d’Italia. Accanto al cofanetto entro il quale era riposto, accompagnato dall’autografo di Irma con la dicitura “Il pegno”, il piccolo pendaglio etrusco inviato da Eugenio Montale alla sua musa e amante americana di origine ebraica Irma Brandeis, celebrata come Clizia nelle sue poesie, a suggello e ricordo del loro amore e come amuleto portafortuna. Recuperato da Marco Sonzogni, italianista e poeta pavese, dalle mani dell’ultima “erede” delle memorie di Irma e donato al museo di Vetulonia, il “pegno” coronava un nettaunghie etrusco-piceno in bronzo indossato in antico come pendente per collana e riproduce l’immagine di una figurina femminile nuda, una sorta di piccola Venere o dea della fertilità, simbolo dell’eternità della vita. Durante la giornata che precede San Valentino, le coppie presenti all’interno del Falchi si potranno scattare un selfie accanto al pegno d’amore fra Eugenio ed Irma e condividerlo anche sulla pagina Facebook della struttura, utilizzando l’hastag #MuVet2022.

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“Aspettando San Valentino” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma

Si avvicina il 14 febbraio 2022, la festa degli Innamorati. Ma quest’anno viene di lunedì e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma è chiuso per riposo settimanale. “Allora”, spiegano all’Etru, “dato che non possiamo certo rinunciare a raccontare l’Amore… vi aspettiamo domenica 13 febbraio 2022, con Aspettando San Valentino: due visite guidate comprese nel costo del biglietto e dedicate al tema dell’Amore”. Alle 11, “Storie d’Amore: fra mito e realtà quotidiana”: visita guidata a cura di Luca Mazzocco; alle 17, “Giardini d’Amore: la sala di Venere a Villa Giulia”: visita guidata a cura di Francesca Montuori. Le visite sono comprese nel costo del biglietto. Prenotazione obbligatoria entro sabato 12 febbraio all’indirizzo mn-etru.comunicazione@beniculturali.it “Venite a trovarci e pubblicate i vostri scatti d’Amore a Villa Giulia. Taggate il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con l’hashtag #LoveETRU. Le foto più belle saranno pubblicate sui canali social ufficiali del Museo!”.

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Un selfie e una promessa con Amore e Psiche di Antonio Canova al museo Bailo di Treviso

Al museo Bailo, per San Valentino un selfie e una promessa d’amore davanti ad “Amore e Psiche” di Canova, con ingresso gratuito per gli innamorati il 13 febbraio e il 14 febbraio al pomeriggio. A Treviso, un appuntamento che ricorda a tutti gli innamorati che niente e nessuno può fermare l’Amore, nemmeno gli Dei e nemmeno una “suocera” che non vuol proprio saperne della “nuora” troppo bella, com’è accaduto ad Amore e Psiche. Antonio Canova da questa antica vicenda tramandata da Apuleo ha tratto una celeberrima opera, quell’ “Amore e Psiche” il cui gesso originale sarà eccezionalmente esposto il 13 e il 14 febbraio pomeriggio, al Museo Bailo. In omaggio a San Valentino. Saranno due giorni di anteprima di un’opera che dal prossimo 14 maggio, sarà tra i capolavori della grande mostra “Canova Gloria Trevigiana. Dalla bellezza classica all’annuncio romantico”, curata dal direttore dei musei Civici Fabrizio Malachin, e dai professori Giuseppe Pavanello e Nico Stringa. Il gruppo scultoreo di “Amore e Psiche” sarà al centro di una delle sale ancora non allestite del Nuovo Bailo. Tutti gli innamorati potranno avvicinarsi ad esso per lasciarsi suggerire un bacio come i tanti che appassionatamente si scambiarono Amore e Psiche e per farsi un selfie con loro. Giurandosi, ovviamente, amore eterno, quali che siano gli ostacoli presenti, passati e futuri.  Che, per quanto grandi possano essere, ben difficilmente eguaglieranno quelli con cui si ebbero a misurare i due antichi amanti. E in effetti prima di poter coronare il loro immenso amore, Amore e Psiche dovettero combattere non poco e non contro gli uomini ma contro gli dei.

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Dettaglio di “Amore e Psiche” di Antonio Canova (foto mann / Electa)

Psiche era una ragazza dolcissima, ammirata da tutti e paragonata per bellezza alla stessa Venere, la dea della bellezza e dell’amore. Lui, Amore, o con altro nome, Cupido, altrettanto bello, è colui che accende la passione amorosa della fanciulla. Forse involontariamente, la freccia che scocca dal suo arco colpisce proprio Psiche ed entrambi vengono travolti dall’amore. Che è un amore impossibile, sgradito alla suocera, Venere appunto, ostacolato anche dai genitori di lei e dalle sue invidiosissime sorelle. Papà e mamma, non sapendo che fare per far rinsavire la figlia, si rivolgono ad un oracolo che li invita ad abbandonarla su un’alta rupe. Con l’aiuto di Zefiro, re dei venti, Cupido trasporta l’amata nel suo palazzo. Qui i due si amano appassionatamente, ogni momento possibile, ma  sempre e  solo al buio, per evitare  di essere scoperti da Venere. Lei non ha mai visto il volto del suo Amore,  sino a che, spinta dalle sorelle, decide di illuminarlo. Ma, mentre avvicina la lampada al corpo del giovane dio dormiente, una goccia d’olio bollente cade ustionandolo. Il giovane dio, risentito dal fatto che lei non aveva saputo mantenere la promessa di amarsi senza svelarsi, l’abbandona. Psiche è disperata; tenta e ritenta il suicidio, poi comincia a vagabondare, passando da un luogo all’altro, facendo tappa nei principali templi, dove si ferma per rendersi utile. Giunge anche al tempio di Venere e si consegna alla dea sperando così di placarla per averle disonorato il figlio. Venere condanna Psiche a prove impossibili, che lei incredibilmente riesce a superare grazie ad insperati aiuti. L’ultima prova non è altrettanto fortunata ma Amore risolve la situazione ricorrendo all’aiuto del Padre Giove che, mosso da compassione, consente ai due amanti di ricongiungersi. Tutto termina in festa, con un grandioso banchetto al  quale partecipano tutti gli dei, offrendo anche i loro servizi. Così Vulcano alimenta i fuochi per i cibi, Bacco offre il vino e le tre Grazie suonano e danzano. A coronare l’unione c’è la nascita di una bambina, naturalmente bellissima, cui viene dato il nome di Voluttà, ovvero di piacere supremo. Così, superate difficoltà e prove, “vissero per sempre felici e contenti”. Che è quanto si augurano tutti gli innamorati.

Roma. Nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si sta ricreando la Vigna Iulia di papa Giulio III col progetto didattico dell’istituto tecnico Agrario “Giuseppe Garibaldi” di Roma piantando Sangiovese (rosso) e Malvasia del Lazio (bianco), le cultivar più vicine alle viti antiche: primi grappoli in autunno 2023

La preparazione del terreno nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma per ricreare la Vigna Iulia di papa Giulio III (foto etru)

Tutto è iniziato a novembre 2021 con la preparazione del terreno per l’impianto del vitigno. L’obiettivo del progetto didattico dell’istituto tecnico Agrario “Giuseppe Garibaldi” di Roma è quello di ricreare nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Valentino Nizzo, la Vigna Iulia di papa Giulio III. Gli studenti del quinto anno dell’Agrario, seguiti dal prof. Francesco Nardi, sono tornati in questi giorni a Villa Giulia per proseguire con la messa a dimora delle piantine di vite (le barbatelle). Realizzeranno una vigna didattica nell’ambito di un progetto PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) a cura dei Servizi Educativi del Museo Etru coordinati dalla dott.ssa Vittoria Lecce. Saranno ospitate il Sangiovese (rosso) e la Malvasia del Lazio (bianco) che sembrano le cultivar più antiche documentate dalle fonti e sembrano avere, specialmente il Sangiovese, le caratteristiche delle viti antiche. “Le piante di vite non sono più identiche a quelle antiche”, spiegano gli studenti impegnati nel progetto, “sia per le varianti genetiche sopraggiunte quasi naturalmente, sia a causa della filossera che ha gravemente depauperato il patrimonio genetico delle viti europee”. Quindi ora le piante di vite si riproducono solo per talea (da tralci già esistenti). Gli studenti sono impegnati a scavare buche di circa 60 centimetri di profondità, ben allineate per rispettare il progetto, che ospiteranno le barbatelle. Un’attività lunga ma che prospetta grandi soddisfazioni e che sarà affiancata dai Servizi Educativi del Museo con visite guidate alle collezioni sui temi del vino e del banchetto.

Gli studenti dell’Agrario “Giuseppe Garibaldi” di Roma mettono a dimora le barbatelle nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Prossimo step in primavera 2022, quando gli studenti del quinto anno saranno affiancati da quelli del quarto per montare le spalliere ed eseguire i trattamenti e le potature. Ci saranno viti “ad alberello”, appoggiate a semplici canne, a “spalliera”, realizzate con un sistema di pali e filo zincato, e “maritate”, ossia appoggiate ai nostri limoni. Dovrebbero spuntare circa tre tralci per ogni piantina, mentre i primi grappoli potrebbero maturare nell’autunno 2023 (le barbatelle hanno già un anno e mezzo, perché il sistema di preparazione è lungo). “Qualche piantina – speriamo poche o nessuna – potrebbe morire”, spiegano gli esperti, “soprattutto nel lato esposto al sole, che è anche il meno fertile, mentre le piantine avanzate verranno messe a dimora nei terreni dell’Istituto Garibaldi e, se occorrerà, si faranno delle sostituzioni. Noi continueremo a seguire le operazioni affiancando i ragazzi nella conoscenza degli Etruschi e dell’importanza del vino nel mondo antico. E, appena sarà possibile, una bella vendemmia! Ma è presto per parlarne…”.

Giornata mondiale della Lingua e della Cultura ellenica: due giorni di interventi in diretta on line. Video, performance e ricerche dei liceali si alterneranno agli interventi di importanti studiosi, oltre ai grecisti di tutte le università laziali, sul tema “I nostri luoghi greci”

Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma partecipa alla Giornata Mondiale della Lingua e della Cultura ellenica 2022 accogliendo virtualmente nelle sale espositive oltre cento licei e migliaia di ragazzi che martedì 8 e mercoledì 9 febbraio 2022 parteciperanno alle iniziative digitali, promosse da un gruppo di licei classici e università di Roma e del Lazio, con il coordinamento dell’Associazione Italiana di Cultura Classica (delegazione “Antico e Moderno”), e il patrocinio dell’Ambasciata Ellenica e della Federazione delle Comunità Elleniche in Italia. A partire dalle 9 di martedì 8 febbraio 2022 l’evento sarà trasmesso in diretta dal Museo, introdotto dai saluti istituzionali del direttore Valentino Nizzo. L’evento, che sarà possibile seguire in diretta sul canale YouTube AICC – Antico e Moderno (https://www.youtube.com/channel/UC-2tFDpwaNmvoxkoxQjiNZQ), e in condivisione sui canali social del Museo, si propone di riaffermare l’importanza culturale che la civiltà greca antica gioca, ancora oggi, nell’Europa del terzo millennio, nonché la validità formativa e strategica dell’insegnamento della lingua e della cultura greca nei licei italiani. “Siamo molto orgogliosi di partecipare a questa iniziativa che trova nelle nostre collezioni riferimenti materiali e immateriali assolutamente pertinenti”, afferma il direttore, Valentino Nizzo. “Un legame forte quello fra Etruschi e Greci fatto di prestiti, influenze, ibridazioni e reinterpretazioni nella produzione artistica e artigianale, segno di scambi culturali e commerciali prolungati e intensi, apprezzabili in ognuna delle cinquanta sale del nostro Museo. Villa Giulia custodisce senza dubbio la più importante collezione etrusca al mondo ma, come ho l’opportunità spesso di ricordare, è al tempo stesso anche una delle raccolte più ricche di capolavori dell’arte e dell’artigianato greci. Uno scrigno rinascimentale con un cuore palpitante di testimonianze uniche della storia del Mediterraneo preromano e, con esso, di tutta la Civiltà occidentale. La sede ideale, dunque, per celebrare il nostro profondo legame con il mondo ellenico”. Video, performance e ricerche dei liceali si alterneranno agli interventi di importanti studiosi, oltre ai grecisti di tutte le università laziali, sul tema “I nostri luoghi greci”. Ogni giorno ad arricchire la manifestazione contribuiranno le performance musicali dell’associazione italo-greca HELLAS, guidata dal maestro Theo Melissinopulos. Lunedì 8 mattina saranno premiati i vincitori dell’edizione 2021 del concorso “Ve lo racconto io, il mito!”, riscrittura di un mito greco cui hanno partecipato centinaia di studenti, dalle scuole elementari al liceo. Il programma. Martedì 8 febbraio 2022, ore 9-13: saluti istituzionali. Interventi: Marinella Linardos “Luoghi di Edipo”; Adele-Teresa Cozzoli, Emeri Farinetti, Alexia Latini, Silvia Ronchey, Caterina Carpinato “Troia”; Michele Napolitano “Sparta”; Cristina Pace “La Biblioteca”; Maurizio Sonnino “I luoghi della tragedia”; Maddalena Vallozza “Itaca”. Premiazione del Concorso di scrittura “Ve lo racconto io, il mito!”. Martedì 8, ore 15-19. Interventi: Lorenzo Braccesi “L’Adriatico greco”; Maria Rosa Caracausi “Asine”; Ada Francesca Capilupo “I luoghi del romanzo greco”; Anna Tiziana Drago “Luoghi e non luoghi utopici”; Adelaide Fongoni “I luoghi del ditirambo”; Giorgio Ieranò “Creta”; Liana Lomiento “Locri”; Silvia Romani “Nasso”. Mercoledì 9 febbraio 2022, ore 9-13. Interventi: Caterina Greco “Palermo”; Salvatore Nicosia “Chaos”; Daniele Castrizio “Reggio Calabria”; Paolo Madella “Siracusa”. Mercoledì 9, ore 15-17. Interventi da Pechino Li Hui, da Basilea Anton Bierl, da Nantes Eugenio Amato, da Harward Emily Allen-Hornblower, da Atene Maurizio De Rosa. Mercoledì 9, ore 17-19: “Contemporanei per la Grecia: poeti, scrittori e autori raccontano la loro Grecia” con Anna Giurickovic, Antonietta Gnerre, Renzo Paris, Eleonora Mazzoni, Arianna Vartolo, Matteo Trevisani, Ilaria Gaspari, Nadia Terranova, Stefano Bottero, Luca Ricci, Angelo Ferracuti, Melissa Panarello, Franco Arminio, Maura Gancitano, Andrea Colamedici​.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia iniziato l’esame spettroscopico dell’elmo di Vulci. Nizzo: “Potrebbe essere stato realizzato a Perugia, e non a Vulci come finora ipotizzato”

L’elmo di Vulci sottoposto a esame spettroscopico al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

L’elmo di Vulci torna in prima pagina, con nuove “scoperte”: potrebbe essere stato realizzato a Perugia, e non a Vulci come finora ipotizzato. È passato solo un mese da quando Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, annunciava la scoperta al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia un’iscrizione nascosta all’interno di un elmo di 2400 anni fa, rinvenuto nel 1930 a Vulci, nella tomba 55 della necropoli dell’Osteria, iscrizione che ha restituito il nome di un guerriero e un frammento della sua possibile storia (vedi Roma. Scoperta al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia un’iscrizione nascosta all’interno di un elmo di 2400 anni fa, rinvenuto nel 1930 a Vulci: ci ha restituito il nome di un guerriero e un frammento della sua possibile storia | archeologiavocidalpassato), e già sono iniziate le analisi spettroscopiche.

L’elmo di Vulci, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, all’esame degli esperti dell’IFN – Istituto nazionale di Fisica nucleare, Laboratorio di Frascati (foto etru)

“Grazie all’IFN – Istituto nazionale di Fisica nucleare, Laboratorio di Frascati, con il quale abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa”, spiega Valentino Nizzo, “il nostro elmo e altri oggetti appartenenti allo stesso corredo funerario e custoditi nella medesima vetrina, sono sottoposti a un’indagine molto particolare che consentirà di determinare se sono stati realizzati con la stessa lega metallica”. Le indagini, svolte con la tecnica della spettrofotometria a raggi X – XRF, consentiranno di approfondire lo studio anticipato sul numero di gennaio di Archeologia Viva nel quale vengono avanzate nuove ipotesi in merito al luogo di manifattura degli elmi di questa forma, anche alla luce delle possibili interpretazioni dell’iscrizione recentemente scoperta e nascosta all’interno del paranuca dell’elmo.

Il direttore Valentino Nizzo accanto all’elmo da Vulci mostra il numero di Archeologia Viva (foto etru)

“Di fatto, sembra possibile che l’elmo non sia stato prodotto a Vulci come finora si è ritenuto”, anticipa il direttore del museo Etrusco, “ma a Perugia, dove è documentato il maggior numero di esemplari di questo tipo. E tale provenienza potrebbe essere confermata dal gentilizio restituito dall’iscrizione HARNSTE che trova riscontri in una iscrizione latina di Perugia e, forse, ha un nesso con l’antica città umbro-etrusca di Aharna, dai più identificata con l’attuale centro di Civitella d’Arna, vicinissima a Perugia. Insomma, le indagini non finiscono e ci aiuteranno ad aggiungere nuovi elementi alle nostre scoperte”. Ai primi di gennaio, Nizzo aveva annunciato una diretta per dare qualche informazione in più sulla storia di questo elmo (vedi Roma. “L’importanza di chiamarsi Harnste”: Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, annuncia una diretta Fb per approfondire e dare risposte sull’eccezionale scoperta dell’iscrizione all’interno di un elmo di 2400 anni fa rinvenuto a Vulci nel 1930 | archeologiavocidalpassato), e rispondere ad alcune domande: qual è la sua importanza storica e archeologica? Cosa racconta e cosa consente di ipotizzare la nuova iscrizione? Com’è stata interpretata? Ci sono altre possibili spiegazioni oltre quelle finora divulgate? Per chi non ha avuto modo di seguirla, ecco il video completo.