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Dai calchi di Pompei alle mummie egizie: al museo Egizio di Torino, dopo Napoli-Pompei, secondo atto della conferenza internazionale “Human remains: ethics, conservation, display”. Antropologi, medici, universitari, ricercatori, funzionari, direttori di musei affrontano il problema della conservazione e della visualizzazione dei resti umani

La locandina della sessione al museo Egizio di Torino della conferenza internazionale “Human remains: ethics, conservation, display”

“Human remains: ethics, conservation, display”, atto secondo. Al museo Egizio di Torino. Dai calchi di Pompei alle mummie egizie. Quanto è lecito esporre un corpo umano al pubblico? Il corpo ha ancora dei diritti? O tali diritti vengono considerati di minore importanza rispetto al valore scientifico che racchiude? Un corpo umano può essere proprietà di un ente o esso ne è solo il custode? Quali diritti hanno le comunità di eredità (cioè quelle che con quei corpi hanno ancora un legame)? A queste e a molte altre domande rispondono, ciascuno dal suo punto di vista, antropologi, medici, universitari, ricercatori, funzionari, direttori di musei, chiamati a confrontarsi nella conferenza Internazionale che, dopo la tappa di maggio al parco archeologico di Pompei e all’università Federico II di Napoli, approda al museo Egizio di Torino lunedì 30 e martedì 1° ottobre 2019, col coordinamento scientifico di Massimo Osanna (università Federico II), Christian Greco (museo Egizio), Valeria Amoretti (parco archeologico di Pompei) e Paolo Del Vesco (museo Egizio) (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/05/21/dai-calchi-di-pompei-alle-mummie-egizie-tra-pompei-e-napoli-la-conferenza-internazionale-human-remains-ethics-conservation-display-antropologi-medici-universitari-ricercatori/). Tutelare, conservare, esporre i resti umani consegnatici in maniera straordinaria dalla storia, assicurando il più alto rispetto etico di questo patrimonio unico, è il delicato compito di alcune istituzioni come il parco archeologico di Pompei e il museo Egizio di Torino, partner del progetto, accomunato dalle stesse problematiche, in particolare riguardo alle mummie. Come il precedente evento, la conferenza di Torino intende affrontare il problema della conservazione e della visualizzazione dei resti umani (http://www.humanremains.org), ma con particolare attenzione alle mummie, data la natura della collezione del museo Egizio.

Una mummia esposta al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Nella piena consapevolezza del fatto che non esiste una risposta unica alla questione dell’accettabilità o meno dell’esposizione umana e che una varietà di strategie espositive sono state adottate da diverse istituzioni sulla scena internazionale, questi giorni di studio vogliono dare voce alla vasta gamma di approcci a una questione così delicata. L’apertura a discipline al di fuori dell’Egittologia rimane un prerequisito indispensabile per il dibattito sull’esibizione umana. Da qui il desiderio di coinvolgere antropologi fisici e culturali, biologi, restauratori, sociologi, curatori e operatori di musei, medici legali e paleopatologi. La conferenza sarà divisa in tre sezioni: I vivi e i morti; Preservare il corpo, preservare la mummia; Musei e mostre: casi studio. Questioni etiche e punti di discussione. Alla fine della conferenza, le questioni più urgenti e i principali punti di riflessione emersi negli ultimi due giorni saranno discussi e discussi tra tutti i partecipanti.

Torino. Per la Notte Europea dei Ricercatori al museo Egizio 13 eventi con i collaboratori del museo e 16 con gli istituti di ricerca: occasione unica per incontrare egittologi, archeologi, fotografi, archivisti, docenti di chimica e restauratori

Il museo Egizio di Torino partecipa alla Notte europea dei Ricercatori

Evento speciale a Torino. Venerdì 27 settembre 2019 il museo Egizio partecipa alla Notte Europea dei Ricercatori con un’apertura straordinaria fino alle 24 e ingresso gratuito a parte dalle 18.30. Ultimo ingresso alle 23.30. La notte è organizzata con il patrocinio di università di Torino, Politecnico di Torino, Città Metropolitana e Città di Torino, in collaborazione con la Compagnia di San Paolo e il Sistema Scienza Piemonte, con il supporto dei volontari dell’Associazione Solidarietà Insieme 2010. L’evento è un’occasione unica per incontrare egittologi, archeologi, fotografi, archivisti, docenti di chimica e restauratori, pronti a svelare cosa accade “dietro le quinte” del Museo. Un modo per mettere al centro, con un evento straordinario e attività di divulgazione accessibili a tutti, una delle mission fondamentali all’interno della vita e dell’attività dell’istituzione, ossia la ricerca. In primo piano, quindi, le ricerche svolte dal personale del Museo, anche in collaborazione con altri enti – che spaziano dagli studi sui sarcofagi alle analisi sui colori, dalle storie custodite dalla fototeca storica all’uso delle tecnologie 3D negli scavi archeologici -, che verranno illustrate in numerosi corner disseminati nelle sale, con una ricca offerta di laboratori per i più piccoli e altri adatti anche a ragazzi e adulti. Nella serata di venerdì, il Museo ospiterà inoltre professori e ricercatori dell’università di Torino e di altri istituti di ricerca (INFN, INAF, MBC e CNR), che presenteranno i loro progetti attraverso spiegazioni scientifiche, esperimenti e dimostrazioni pratiche. Le attività saranno ospitate principalmente nel cortile, ma anche al piano terra e nei tre piani del Museo. Anche Spazio Zero Sei Egizio partecipa alla serata: grandi scoperte e ricerche (nella sabbia e non solo…) per piccoli esploratori futuri scienziati! Ingresso libero dalle 18.30 alle 23.

I partecipanti del Vatican Coffin Project al Centro conservazione e restauro de La Venaria (foto museo Egizio)

Ecco le attività realizzate per la Notte dei Ricercatori a cura del Museo Egizio (nelle sale del Museo): “Vatican Coffin Project: conoscere e conservare i sarcofagi gialli”: si indaga e conosce la storia del sarcofago ligneo policromo dello scriba reale Butehamon, protagonista della mostra “Archeologia invisibile”. A cura di Giovanna Prestipino (musei Vaticani); “La dama e lo scultore: viaggio intorno a una statua”: un viaggio nell’officina dello scultore e nella cultura artistica della XIX dinastia, a partire dalla statua di una donna e dalla sua iscrizione geroglifica. A cura di Federico Poole (museo Egizio); “Scavi nella fototeca storica del Museo Egizio”: la Fototeca storica del Museo contiene migliaia di fotografie che consentono di raccontare episodi e contesti poco conosciuti. A cura di Beppe Moiso e Tommaso Montonati (museo Egizio); “La chimica dei colori egizi”: studiamo la scienza che va alla ricerca dei segreti per la preparazione e l’uso dei colori realizzati dagli artigiani egizi. A cura di Enrico Ferraris (museo Egizio); “Archeologia digitale. La missione archeologica del museo Egizio a Saqqara e lo scavo in 3D”: come si lavora in uno scavo archeologico oggi? Scopriamo insieme il lavoro sul campo e i modelli digitali tridimensionali. A cura di Paolo Del Vesco (museo Egizio); “I viaggi di Sekhmet: un’antica dea egizia in giro per il mondo”: dal 2015 il Museo ha avviato un intenso programma di mostre itineranti, che consente al suo patrimonio di girare il mondo. A cura di Alessandro Girardi (museo Egizio); “Creare doppi digitali”: impariamo insieme a creare modelli 3D! Quale funzione ha la fotogrammetria per un museo o un istituto di ricerca? A cura di Riccardo Antonino (Robin Studio) e Nicola dell’Aquila (museo Egizio); “La divinità dietro le bende. Le dee bendate”: il culto degli animali, i processi di mummificazione, il restauro delle mummie e un laboratorio per bambini per realizzare una mummia di gatto. A cura di Federica Facchetti, Sara Aicardi (museo Egizio), Matilde Borla (soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino), Cinzia Oliva; “Falegnami, pittori e scribi, dal Museo alla scuola”: Esperimento di artigianato parte del progetto “Liberi di imparare”, in collaborazione con primo liceo Artistico, IPIA “G. Plana” e Casa Circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino. A cura di Alessia Fassone (museo Egizio), con Guido Gallione, Enrica Panero, Annalisa Gallo; “Fiori e alberi sacri nell’antico Egitto: tra simbolismo e materialità”: l’interesse pratico e religioso degli Egizi per la flora si manifesta in molti dei reperti materiali che ci sono pervenuti. Fiori, ghirlande e alberi assumono infatti importanti significati simbolici. A cura di Divina Centore (museo Egizio); “The Turin Papyrus Online Platform. Modalità e strumenti della documentazione e ricomposizione dei papiri”: il Museo Egizio ospita una delle collezioni di papiri più significative al mondo. Saranno presentati il nuovo sito e il database online con la loro storia e altri contenuti. A cura di Susanne Töpfer (museo Egizio); “Manufatti in osso e avorio al Museo Egizio: dagli scavi alla ricerca su forme, materiali e significati”: presentazione della ricerca condotta con l’archeologa Cristina Ghiringhello sul contesto archeologico di provenienza di alcuni oggetti della collezione del Museo Egizio, sui processi di lavorazione e il loro impiego. A cura di Marcella Trapani (soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino); “Stone. Pietre egizie”: una app per conoscere le pietre con cui gli Egizi hanno costruito il loro patrimonio tangibile ed eterno, dalle piramidi alle statue. A cura di Francesca Gambino (dipartimento di Scienze della Terra – università di Torino).

Il planetario di Torino

Ecco le attività realizzate per la Notte dei Ricercatori a cura dei Dipartimenti e degli istituti di ricerca (nel cortile del Museo): “Occhio al telescopio!”: gli astronomi dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino faranno ammirare gli astri con i loro telescopi portatili e racconteranno l’affascinante avventura del Cosmo. A cura di Daniele Gardiol, Carlo Benna, Giuseppe Pettiti (istituto nazionale di Astrofisica – Osservatorio Astrofisico di Torino); “Racconti di cielo”: 2019, cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna. Conosciamo da vicino il nostro satellite grazie al Planetario virtuale Stellarium. A cura di Simona Romaniello, Emanuele Balboni (Infini.To – Planetario di Torino – museo dell’Astronomia e dello Spazio); “Beyond archeology. Le scienze si uniscono per studiare (e raccontare) la protostoria del Giappone: attività legate allo studio della tomba megalitica di Tobi Otsuka in Giappone, scoprendo modelli 3D, parlando con geofisici, esperti di datazione e partecipando a curiosi indovinelli. A cura del gruppo Be-Archeo (università di Torino e TecnArt); “Divertiamoci con la filogenesi”: costruire un albero filogenetico partendo dalle caratteristiche esteriori di alcuni esemplari di scarabei e, per i ragazzi più grandi, visualizzare le relazioni evolutive con tecniche di filogenesi molecolare. A cura di Cornelia di Gaetano (UniTo Polo Biotech), con la partecipazione del museo di Zoologia Doderlein di Palermo; “Le proprietà ‘geniali’ del DNA”: un laboratorio per analizzare la trasmissione genetica dei tratti di una famiglia ed estrarre del DNA a partire da diversi tipi di cellule. A cura di Antonella Roetto (dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche); “Le fantastiche 4 (forze)”: un laboratorio sperimentale sulle quattro forze fondamentali – gravitazionale, eletromagnetica, forte e debole – con esperimenti, exhibit e giochi. A cura di Michela Chiosso e Chiara Oppedisano (dipartimento di Fisica e INFN); “Machine learning in ematologia”: verrà illustrato come l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per identificare le caratteristiche predittive della progressione di leucemia mieloide cronica. A cura di Paola Berchialla e Carmen Fava (dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche); “Come ti difendo le piante: virus amici e biodiversità”: un modo per conoscere da vicino i nemici delle piante giocando su un pezzo di foglia, in cui i virus dovranno passare di foglia in foglia. A cura di Marta Vallino e Marina Ciuffo (CNR – Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante); “Mi batte il cuore per la ricerca”: alla scoperta dell’attività del cuore, dalla posizione, alla forma, alla dimensione, alla frequenza cardiaca. A cura di Stefano Comità (dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche); “Colesterolo: Dottor Jekyll e Mister Hyde”: il colesterolo è un alleato o un nemico della nostra salute? Attività pratiche e avvincenti esperimenti illumineranno l’oscuro mondo dei grassi. A cura di Noemi Iaia (dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche); “Il micromondo”: attraverso esperimenti, giochi e quiz impariamo come sono fatti i microrganismi invisibili al nostro occhio e qual è il loro ruolo. A cura di Rachele Francese, Andrea Civra e Irene Arduino (dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche); “Lattattack”: ti sei mai chiesto com’è fatto il latte? Ecco a voi un alimento completo, ma anche una perfetta base per creazioni artistiche. A cura di Francesca Orso (UniTo Polo Biotech); “Molecole colorate”: come usare sostanze naturali coloratissime (cavolo rosso, curcuma, …) per costruire cartine al tornasole “home made” e una scala cromatica. A cura di Francesca Orso (UniTo Polo Biotech); “Assaggio di cromatografia”: vi siete mai chiesti quali pigmenti compongono il vostro colore preferito? E quali costituiscono i colori dei fiori e delle foglie? Scopriamolo insieme! A cura di Sarah Allegra (dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche); “Da Platone a domani: filosofia antica e vita nel mondo contemporaneo”: attività interattive di lettura, discussione di testi filosofici greco-latini e dibattito sull’eredità del pensiero antico con particolare riferimento al mondo dell’Islam medievale. A cura di Federico Petrucci (dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione).

“Uno, due tre… Antico Egitto!”: per le Giornate Europee del Patrimonio apertura straordinaria del museo Egizio di Torino con speed tour tematico gratuito

Locandina dell’iniziativa “Uno, due, tre… Antico Egitto!” al museo Egizio di Torino per le Gep 2019

Le Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Consiglio d’Europa con l’appoggio della Commissione europea, tornano quest’anno con il tema “Uno, due tre… Arte!”: un’occasione per aprire ai cittadini le porte di monumenti e siti storici, artistici e naturalistici. La manifestazione coinvolge dal 1991, in diversi fine settimana di settembre e ottobre, i 49 Stati Membri della Convenzione culturale europea. Il museo Egizio di Torino aderisce alle Gep 2019 con “Uno, due, tre… Antico Egitto!”: sabato 21 settembre 2019 apertura straordinaria fino alle 22.30, con ultimo ingresso alle 22. A partire dalle 18.30 l’ingresso al museo sarà inoltre per tutti a 5 euro, e sarà possibile prenotarsi a uno speed tour tematico gratuito con prenotazione in loco. In totale ci saranno 8 tour, con partenza ogni 20 minuti. Il museo Egizio di Torino è, come quello del Cairo, dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Egitto antico. Molti studiosi di fama internazionale, a partire dal decifratore dei geroglifici egizi, Jean-François Champollion, che giunse a Torino nel 1824, si dedicano da allora allo studio delle sue collezioni, confermando così quanto scrisse lo stesso Champollion: “La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”.

Schliemann voleva donare all’Italia parte della collezione troiana. Al museo Egizio di Torino l’archeologo Massimo Cultraro presenta il suo libro “L’ultimo sogno dello scopritore di Troia. Heinrich Schliemann e l’Italia (1858-1890)”

La locandina dell’incontro con l’archeologo Massimo Cultraro al museo Egizio di Torino

Nel 1858 Heinrich Schliemann (1822-1890) compie il suo primo viaggio in Italia da turista e uomo di affari. Non è ancora il personaggio famoso che il mondo celebrerà come lo scopritore di Troia. Tornerà negli anni successivi girando per tutta la penisola, dall’Emilia fino alla Sicilia e Sardegna, forte della gloria che l’ambiente scientifico gli tributava e con le immense ricchezze accumulate grazie alle proficue attività commerciali in Russia e negli Stati Uniti. Quale è stato il rapporto tra lo studioso tedesco e l’Italia? Quali i suoi contatti con gli ambienti accademici nazionali, ma anche con personalità del mondo della politica e della cultura? A questi interrogativi dà una risposta il libro “L’ultimo sogno dello scopritore di Troia. Heinrich Schliemann e l’Italia (1858-1890)” (Ediz. Storia e Studi Sociali), che viene presentato dall’autore, Massimo Cultraro, venerdì 13 settembre 2019, alle 18, nella sala conferenza del museo Egizio di Torino. Ingresso libero in sala conferenze fino a esaurimento posti. Dialoga con l’autore Paolo Del Vesco del museo Egizio.

L’archeologo Massimo Cultraro

Massimo Cultraro è archeologo, primo ricercatore al Consiglio nazionale delle Ricerche di Catania, insegna Paletnologia e Preistoria Egea all’università di Palermo. Allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene, è stato visiting professor alla Brown University, Providence (Usa). Ha diretto il progetto “The Virtual Museum of Iraq”, un’iniziativa internazionale promossa dal Cnr e dal ministero degli Affari Esteri (2006-2011) e si occupa di attività di ricerca in Grecia e nel Caucaso. Ha ricoperto, negli anni 2010-2017, il ruolo di componente della Commissione del Miur per la diffusione e promozione della cultura scientifica nazionale. Autore di un oltre un centinaio di articoli su riviste scientifiche, ha pubblicato Antiche Civiltà: Grecia, con M. Denti (Milano 1998), L’Anello di Minosse (Milano, 2001) e i Micenei (Roma 2006).

Copertina del libro “L’ultimo sogno dello scopritore di Troia. Heinrich Schliemann e l’Italia (1858-1890)” di Massimo Cultrone

Heinrich Schliemann

Il libro ricostruisce il trentennale sistema di relazioni tra lo scopritore di Troia e l’Italia, attraverso lo studio delle lettere e diari personali conservati nel Fondo Schliemann della Biblioteca Gennadius di Atene, insieme con altre fonti archivistiche italiane presentate per la prima volta. Dopo la scoperta del “Tesoro di Priamo”, in un momento in cui era ancora aperto un contenzioso giuridico con le autorità ottomane, Schliemann rifletteva sulla possibilità di donare al giovane Regno d’Italia una parte della collezione troiana. Era un omaggio a quella terra che aveva cominciato ad apprezzare studiandone la lingua, un paese descritto, nei suoi diari, con sagacia intellettuale e curiosità, ma anche attraverso la lente di un fine antropologo che interpreta la storia e le trasformazioni sociali dagli anni preunitari all’unificazione, fino al tragico evento della morte dello studioso avvenuta a Napoli il 26 dicembre 1890. I diari sono una fonte preziosa per far luce, in modo inatteso e stimolante, su aspetti insoliti della complessa personalità di Schliemann, uomo di natura energica e stravagante, eccentrico ed egocentrico, ma pur sempre dotato di vasti orizzonti. L’interesse per il mondo dell’arte, le prime esperienze da collezionista di antichità, ma anche l’attenzione all’universo femminile e alla cultura gastronomica, sono i tasselli mancanti di uno spaccato della vita privata, da cui emerge un individuo che appare molto più affascinante di quanto l’annalistica biografica ci abbia lasciato.

Ferragosto e dintorni al museo Egizio di Torino: visite guidate speciali e a tema per bambini, famiglie e adulti alla scoperta dei segreti e dei misteri dell’Antico Egitto, come dei veri detective del passato

La Galleria dei Sarcofagi al museo Egizio di Torino

Ferragosto e dintorni al museo Egizio di Torino per una full immersion nell’Antico Egitto. Il museo Egizio resta aperto al pubblico il giorno di Ferragosto 2019, con un fitto programma di attività e visite guidate che proseguirà anche nei giorni successivi. Giovedì 15 agosto 2019 il museo osserverà l’orario di apertura ordinario (9–18.30), mentre venerdì 16, grazie allo Speciale Estate, sarà aperto fino alle 22.30, con biglietteria aperta fino a un’ora prima e ingresso a tariffa unica (5 euro) dalle 18.30.

Vasetti per olii sacri esposti al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Sulle tracce del passato. AAA piccoli detective cercansi! Da giovedì 15 a domenica 18 agosto, alle 10.10, attività per famiglie. Il museo Egizio invita le famiglie a partecipare a una nuova attività didattica, da vivere in museo in modo piacevole e costruttivo. Da martedì 13 a domenica 18 agosto 2019, i piccoli visitatori potranno farsi accompagnare dai loro genitori per sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire le famiglie, fornite di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Le scoperte effettuate in museo saranno annotate sul proprio quaderno che ciascuno potrà personalizzare segretamente mediante una penna magica. Grazie a tale dotazione piccoli e grandi detective potranno dare continuità alle indagini iniziate in museo! Durata: 120 minuti, per famiglie con bambini (ragazzi tra i 5 e gli 11 anni). Prezzo: 12 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011.4406903, email: info@museitorino.it. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-sulle-tracce-del-passato

L’ala del museo Egizio di Torino dove è esposto il ricco materiale della tomba di Kha (foto Graziano Tavan)

A casa di Kha. Giovedì 15 agosto 2019, alle 10.30, visita guidata. Si tratta di un percorso dedicato alla vita quotidiana dell’Antico Egitto, che per molti aspetti rispecchia le difficoltà che ancora oggi l’uomo affronta giorno per giorno, dividendosi tra il lavoro e la vita privata. Le attività lavorative erano frenetiche, ma non mancava il tempo da condividere in famiglia, ciascuno con il proprio ruolo. Il percorso propone di osservare gli oggetti più adatti a ricostruire uno spaccato di vita, particolarmente dettagliato nel caso del corredo funerario di Kha e Merit: dai mobili ai vestiti persino agli strumenti di lavoro, il pubblico potrà stupirsi di fronte alla straordinaria attualità di oggetti appartenuti ad un architetto e scriba reale vissuto circa 3400 anni fa. Durata: 90 minuti per famiglie con bambini. Prezzo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011.4406903, email: info@museitorino.it. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-a-casa-di-kha

Deir el-Medina, il villaggio degli artigiani dei faraoni cintato da mura

Tebe capitale d’Egitto. Giovedì 15 agosto 2019, alle 15.40, visita guidata. Un percorso che conduce alla scoperta del dinamismo culturale del Nuovo Regno. In area tebana, Deir-el Medina offre una testimonianza straordinaria: l’abitato costituisce la residenza di tutti coloro che sono impiegati a vario titolo nella costruzione delle tombe reali. Il “papiro dello sciopero”, gli esercizi scolastici degli apprendisti che vanno “a bottega”, il culto degli antenati e il ricorso a divinità pressoché sconosciute rivelano la sorprendente attualità di usi e tradizioni di cui sono testimonianza. Il percorso culmina illustrando le strategie impiegate dall’architetto Kha per preservare dai ladri la propria tomba: il suo corredo funerario è considerato il più ampio e completo esposto fuori dall’Egitto. Durata: 60 minuti per adulti. Prezzo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011.4406903, email: info@museitorino.it.

Il Papiro dei re conservato al museo Egizio di Torino

L’antico sapere dei faraoni. Venerdì 16 agosto, alle 10.30, visita guidata per famiglie che condurrà alla scoperta dell’Antico Egitto, della sua storia e delle sue curiosità. Dove inizia e finisce una parola? Come si riconosce una formula magica? Quale significato nascondono i geroglifici? All’epoca dei faraoni il sapere veniva trasmesso mediante formule e testi presenti nei papiri oppure presenti su statue, sarcofagi o stele. L’uso della scrittura geroglifica era rivelato a pochi eletti, grazie ad un lungo e difficile insegnamento. Il percorso guidato si concentra sul fascino delle antiche iscrizioni geroglifiche e, attraverso la descrizione dei reperti esposti, farà luce sul sapere dei faraoni, sulle paure e sui loro desideri. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011.4406903, email: info@museitorino.it. È possibile acquistare il biglietto online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-antico-sapere-dei-faraoni

Immagini 3D dei sarcofagi egizi nella mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Sulle tracce del passato (speciale adulti) AAA Detective Cercansi! Venerdì 16 agosto 2019, alle 19.30. Il museo Egizio invita il suo pubblico adulto a partecipare a una nuova attività didattica, da vivere in museo in modo piacevole e costruttivo. I visitatori potranno sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire i partecipanti, forniti di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Grazie a tale dotazione i detective potranno dare continuità alle indagini iniziate in museo! Orario: 19:30 Durata: 90 minuti per adulti (edizione speciale!). Prezzo: 8 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011.4406903, email: info@museitorino.it. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

Visita guidata al museo Egizio di Torino

Museo Egizio nascosto. Venerdì 16 agosto 2019, alle 19, visite speciali. Il percorso mette in luce le curiosità più interessanti relative alla fondazione del museo. La descrizione dei reperti è accompagnata dalla narrazione di alcuni aneddoti, che consentono di scoprire le meraviglie e gli aspetti più insoliti della cultura materiale egizia che il Museo custodisce. Durata: 90 minuti per adulti. Prezzo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011.4406903, email: info@museitorino.it. È possibile acquistare i biglietti anche online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizionascosto-132

Amuleti dell’Antico Egitto al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Formule magiche, storie e incantesimi sulle sponde del Nilo. Sabato 17 e domenica 18 agosto 2019, alle 11.30, visita tematica. Un percorso guidato inusuale propone ai giovani visitatori una scelta di oggetti della collezione, che offrano l’occasione di raccontare storie di maghi ultracentenari capaci di prodigi sorprendenti, come trasformare una tavoletta di cera in uno spietato coccodrillo, spalancare le acque di un lago oppure riportare magicamente in vita animali dal capo mozzato. Le famiglie hanno l’occasione di ascoltare storie e testimonianze materiali poco note, immersi nella millenaria e affascinante dimensione magica egizia. Durata: 90 minuti per famiglie con bambini (bambini in età di Scuola Primaria). Prezzo: 5 euro per adulti e bambini (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011.4406903, email: info@museitorino.it. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

Museo Egizio di Torino: agenda di agosto ricca di eventi con visite guidate a tema, attività didattiche per adulti e bambini, percorsi per famiglie, per scoprire l’Antico Egitto in modo originale, anche con l’aiuto della tecnologia

La magica atmosfera dello statuario del museo Egizio di Torino

È un agosto pieno di eventi e idee quello proposto dallo staff del museo Egizio di Torino; visite guidate a tema, attività didattiche per gli adulti, attività per i bambini, visite per le famiglie. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Visita guidata al museo Egizio di Torino

Museo Egizio nascosto. I venerdì 2, 9, 16, 23 e 30 agosto 2019, alle 19, visite speciali che mettono in luce le curiosità più interessanti relative alla fondazione del Museo. La descrizione dei reperti è accompagnata dalla narrazione di alcuni aneddoti, che consentono di scoprire le meraviglie e gli aspetti più insoliti della cultura materiale egizia che il Museo custodisce. Durata: 90 minuti. Pubblico: adulti. Prezzo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti anche online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-nascosto-132

Una sala storica del museo Egizio di Torino con l’allestimento ottocentesco (foto Graziano Tavan)

L’Egitto a Torino. Giovedì 1° agosto 2019, alle 15:40, visita guidata attraverso un percorso articolato tra le sale storiche del Museo e la mostra temporanea “Archeologia Invisibile” che si trasforma in un viaggio nel tempo, dal ‘700 ad oggi, alla scoperta dell’importanza di Torino nella disciplina egittologica. La visita guidata permette ai visitatori di scoprire come il collezionismo antiquario abbia suscitato interesse e curiosità crescenti, fino al cambio epocale che ha coinciso con la nascita dell’archeologia. Il primo reperto giunto a Torino, le iniziali disavventure nel deciframento dei geroglifici e l’accanita competizione tra studiosi, i viaggi rocamboleschi condotti in una terra pressoché sconosciuta, la scoperta di tombe nascoste ad arte e talvolta inviolate: tutti aneddoti avvincenti che saranno condivisi con i partecipanti. Durata: 60 minuti. Prezzo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

Immagini 3D dei sarcofagi egizi nella mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

AAA Detective Cercansi! Sulle tracce del passato (speciale adulti). Venerdì 2, 9, 16, 23 e 30 agosto 2019, alle 19:30, il museo Egizio invita il suo pubblico adulto a partecipare a una nuova attività didattica, da vivere in museo in modo piacevole e costruttivo. I visitatori potranno sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire i partecipanti, forniti di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Grazie a tale dotazione i detective potranno dare continuità alle indagini iniziate in museo! Durata: 90 minuti. Pubblico: adulti (edizione speciale!). Prezzo: 12 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

Deir el-Medina, il villaggio degli artigiani dei faraoni cintato da mura

AAA piccoli archeologi cercansi! Caccia al reperto. Sabato 3 e domenica 4 agosto 2019, alle 11:30, il museo Egizio invita le famiglie a partecipare ad una nuova attività didattica, da vivere in museo in modo piacevole e costruttivo: “Caccia al reperto!”. Nel corso della visita i piccoli visitatori potranno farsi accompagnare dai loro genitori per sperimentare il lavoro d’indagine e documentazione compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie, ma soprattutto dal suo spirito d’osservazione! Dopo una visita alla mostra temporanea “Archeologia Invisibile”, dove riveleremo ciò che l’occhio umano non può vedere, la visita si sposterà sui restanti piani del museo, approfondendo diverse tematiche: quali erano le pratiche funerarie nell’antico Egitto? Come si viveva nel villaggio degli operai di Deir el-Medina? Nel corso della visita verrà messo alla prova lo spirito d’osservazione dei piccoli archeologi che partiranno per una vera e propria caccia alla ricerca di reperti speciali! Una volta trovati, come ogni buon archeologo, dovranno compilare la scheda reperto. Documentare i reperti è uno degli aspetti fondamentali del mestiere dell’archeologo! Durata: 90 minuti. Pubblico: famiglie con bambini (ragazzi tra i 5 e gli 11 anni). Prezzo: 12 euro (biglietto d’ingresso escluso). Le prenotazioni sono obbligatorie. Per prenotare chiamare 011 4406903 oppure mandare una email: info@museitorino.it (fornendo i seguenti dati: nominativo, un recapito telefonico, età dei partecipanti). L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

Vasetti per olii sacri esposti al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Egitto essenziale. Sabato 3 e domenica 4 agosto 2019, alle 10:10, il Museo propone un percorso per famiglie dedicato all’olfatto. Gli antichi egizi si prendevano cura del proprio corpo, per esaltarne la bellezza e ottenere benessere. Da subito impararono a sfruttare le proprietà delle piante e dei minerali, alla ricerca di rimedi naturali, talvolta anche molto fantasiosi (ma poco efficaci). Unguenti, oli profumati, spezie e legni erano considerati preziosi, così come le resine profumate, bruciate durante le cerimonie religiose e funerarie. La visita guidata rivela gli aspetti più curiosi della cosmesi egizia e, mediante appositi totem da annusare, distribuiti lungo il percorso, i partecipanti potranno cogliere alcune note olfattive, capaci di evocare la vita lungo le antiche sponde del Nilo. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

La “falsa porta” proveniente dagli scavi Schiaparelli al Giza, oggi al museo Egizio di Torino (foto da Antonella Giroldini Travels Blog)

Dalla sabbia alle piramidi. Giovedì 8 agosto 2019, alla 15:40. La visita guidata illustra le caratteristiche delle diverse comunità di villaggio che abitavano le antiche sponde del Nilo in Epoca Predinastica (3900-3300 a.C.), ripercorrendo i passaggi salienti delle complesse dinamiche che hanno portato all’unificazione dell’Alto e del Basso Egitto. Vengono illustrate le testimonianze materiali a partire dal IV millennio a.C. scelte nella produzione ceramica più rappresentativa, tra pratici oggetti quotidiani e curiosi elementi dei corredi funerari. Le tradizioni cultuali sono indagate nella loro evoluzione storica; le tombe a “mastaba”, la funzione simbolica della “falsa porta”, i contesti tombali connessi ai governatori di provincia sono alcuni degli elementi che non solo rivelano l’identità di funzionari di spicco, ma conducono anche al recupero di differenti realtà di vita quotidiana. Durata: 60 minuti. Prezzo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

Amuleti dell’Antico Egitto al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Formule magiche, storie e incantesimi sulle sponde del Nilo. Sabato 10 e domenica 11, sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 agosto 2019, alle 11:30. Visita tematica lungo un percorso guidato inusuale che propone ai giovani visitatori una scelta di oggetti della collezione, che offrano l’occasione di raccontare storie di maghi ultracentenari capaci di prodigi sorprendenti, come trasformare una tavoletta di cera in uno spietato coccodrillo, spalancare le acque di un lago oppure riportare magicamente in vita animali dal capo mozzato. Le famiglie hanno l’occasione di ascoltare storie e testimonianze materiali poco note, immersi nella millenaria e affascinante dimensione magica egizia. Durata: 90 minuti. Pubblico: famiglie con bambini (bambini in età di Scuola Primaria). Prezzo al pubblico: 5 euro, per adulti e bambini (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

Scena di caccia dalla Tomba di Nakht (foto Ado)

Una fame da Oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito. Lunedì 12 agosto 2019, alle 10.30, torna l’attività per famiglie “Una fame da Oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito”. Al museo Egizio potrete scoprire le principali strategie di sopravvivenza adottate dagli antichi abitanti della Valle del Nilo mediante la coltivazione della terra e le attività di caccia, pesca e allevamento. Le esigenze nutrite nel corso della vita quotidiana per gli Egizi avrebbero dovuto essere soddisfatte anche dopo la morte, in un Aldilà popolato dalle anime dei defunti e dalle divinità. Con l’aiuto della guida, osservando curiosi reperti, cibo e ingredienti da cucina perfettamente conservati e alcune raffigurazioni sulle pareti delle tombe, si andrà alla scoperta delle abitudini alimentari degli egizi, imparando a distinguere gli “ingredienti” comuni dai prodotti più pregiati riservati alla “tavola” del faraone e degli dei. Durata: 90 minuti. Pubblico: bambini (6-11 anni) accompagnati dai genitori. Prezzo: 5 euro per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

Il profumo dei reperti racconta la storia dell’Antico Egitto. All’Egizio di Torino un’indagine mai svolta prima in un museo: si annusa il profumo dei reperti della Tomba di Kha e Merit per avere informazioni inedite. I risultati tra qualche settimana

Alcuni reperti del corredo della Tomba di Kha e Merit al museo Egizio di Torino impacchettati e pronti per essere annusati (foto Federico Taverni / museo Egizio)

Il logo del museo Egizio di Torino

La storia dell’Antico Egitto raccontata attraverso il profumo dei reperti. È l’ultima frontiera delle tecnologie applicate all’archeologia: in questo caso è la chimica che si è messa al servizio dei beni culturali per un’indagine mai svolta in un museo: il corredo funebre della Tomba di Kha e Merit al museo Egizio di Torino “annusati” dai ricercatori dell’università di Pisa. Quando Ernesto Schiaparelli scoprì nel 1906 la tomba di intatta di Kha e Merit, nel villaggio di Deir el-Medina, sapeva bene di aver trovato un tesoro inestimabile. A distanza di 3500 anni circa, questa tomba, che rappresenta uno dei principali tesori della collezione egittologica torinese, continua a svelare le sue meraviglie. In questi giorni, una ventina di contenitori provenienti dalla tomba sono stati protagonisti di un’indagine innovativa, mai eseguita prima d’ora in un museo: la ricerca del loro “profumo”. Nel quadro di un progetto europeo di ricerca, un team di chimici dell’università di Pisa, in collaborazione con gli archeologi e i curatori del museo Egizio, ha analizzato in modo del tutto non invasivo, senza prelevare alcun campione, il contenuto di più di venti vasi. Ad essere “annusati” grazie a questa tecnologia sono i composti volatili rilasciati nell’aria in concentrazioni estremamente basse (ultratracce) dai residui organici presenti nei contenitori al fine di identificarne la natura. L’indagine ha coinvolto il dottor Jacopo La Nasa e le professoresse Francesca Modugno, Erika Ribechini, Ilaria Degano e Maria Perla Colombini dell’università di Pisa, il dottor Andrea Carretta della SRA Instruments e Federica Facchetti, Enrico Ferraris e Valentina Turina del museo Egizio. L’iniziativa rientra nel progetto MOMUS – Spettrometria di Massa SIFT portatile e identificazione di Materiali Organici in ambiente museale, realizzato con il sostegno della Regione Toscana e di SRA Instruments, cha inoltre ha messo a disposizione lo spettrometro di massa e la sua esperienza.

Lo spettrometro di massa SIFT-MS (Selected Ion Flow Tube-Mass Spectrometry) annusa il contenuto di una ciotola del corredo della Tomba di Kha e Merit al museo Egizio di Torino (foto Federico Taverni / museo Egizio)

Delle provviste alimentari contenute in un piatto, per esempio, furono identificate come “verdura finemente triturata e impastata con un condimento” da Ernesto Schiaparelli, che scoprì la tomba intatta di Kha e Merit a Deir el-Medina. Ma finora nessuna analisi ha potuto confermare né smentire tale ipotesi, e una risposta potrebbe ora arrivare dalla spettrometria. L’esame è stato eseguito con uno spettrometro di massa SIFT-MS (Selected Ion Flow Tube-Mass Spectrometry) trasportabile, un macchinario che solitamente viene impiegato in ambito medico per quantificare i metaboliti del respiro e che solo recentemente ha dimostrato la sua utilità anche nel campo dei beni culturali per eseguire indagini preservando l’integrità dei reperti.

Esperti al lavoro con lo spettrometro di massa SIFT-MS (Selected Ion Flow Tube-Mass Spectrometry) al museo Egizio di Torino (foto Federico Taverni / museo Egizio)

Christian Greco, direttore dell’Egizio di Torino

“Per svolgere l’esame sono stati necessari alcuni giorni; infatti nella prima fase abbiamo chiuso ampolle, vasi e anfore in sacchetti a tenuta stagna in modo da concentrare il più possibile le molecole nell’aria”, spiega Francesca Modugno dell’università di Pisa, “i dati saranno registrati nell’arco di due giorni, ma risultati delle analisi saranno disponibili tra alcune settimane, considerata la difficoltà della loro interpretazione. Quello che ci aspettiamo di rilevare sono frazioni volatili di oli, resine o cere naturali”. E il direttore del museo Egizio, Christian Greco: “Siamo orgogliosi di collaborare con i partner di questo progetto e di sperimentare nelle nostre sale l’utilizzo di una tecnica così sofisticata. La ricerca è il cuore delle nostre attività e sentiamo fortemente il dovere di sostenerla, pur garantendo l’integrità della straordinaria collezione che abbiamo l’onore di custodire”.

A Torino due giorni di confronto tra i massimi esperti di sarcofagi nell’ambito del progetto internazionale Vatican Coffin Project

Il gruppo di esperti partecipanti alla conferenza a Torino dei membri del Vatican Coffin Project (foto museo Egizio di Torino)

Museo Egizio di Torino e Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” protagonisti nello studio dei sarcofagi: due giorni di confronto a Torino con alcuni fra i massimi esperti internazionali nello studio dei sarcofagi, partner del progetto internazionale Vatican Coffin Project, a cui entrambe le istituzioni culturali torinesi partecipano. Negli incontri torinesi sono intervenuti, oltre al direttore del museo Egizio, Christian Greco e ai vertici del Centro Conservazione e Restauro, gli esperti degli altri partner del progetto: i musei Vaticani – con la direttrice del reparto Antichità Egizie, Alessia Amenta – il museo del Louvre, il Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France e il Rijksmuseum van Oudheden di Leiden.

La locandina del Vatican Coffin Project

Il Vatican Coffin Project è un progetto internazionale avviato nel 2008 dai musei Vaticani per approfondire la conoscenza e affinare le tecniche diagnostiche, di conservazione e restauro dei sarcofagi lignei policromi del Terzo Periodo Intermedio (1076 a.C. – 722 a.C.), i cosiddetti “sarcofagi gialli”. Il Vatican Coffin Project coinvolge da cinque anni il museo Egizio e il Centro Conservazione e Restauro e ha portato a un’attività continuativa di analisi e di lavoro su numerosi reperti, alcuni dei quali sono allo studio e in restauro all’interno dei laboratori del Centro e in una nuova area dedicata e visibile al pubblico al secondo piano del museo Egizio. Un esempio delle potenzialità dell’attività di ricerca condotta in seno al Vatican Coffin Project è offerta dalla mostra “Archeologia Invisibile” in corso al museo Egizio di Torino: proprio all’azione del gruppo di lavoro si deve la suggestiva sala che propone la riproduzione 3D del sarcofago dello scriba Butehamon, con la tecnologica proiezione in video mapping del suo stesso processo realizzativo e decorativo. Restaurato nell’ambito di questa iniziativa, il reperto rappresenta uno fra i più significativi oggetti esposti nella Galleria dei sarcofagi. Oggetto delle indagini sono infatti, tra gli altri, lo studio della tecnica costruttiva e pittorica dei sarcofagi, l’identificazione di eventuali atelier, le analisi diagnostiche sui reperti.

I partecipanti del Vatican Coffin Project al Centro conservazione e restauro de La Venaria (foto museo Egizio)

“Si tratta di un progetto prezioso per il museo Egizio”, spiega Christian Greco, direttore del museo torinese, “che ho fortemente voluto portare all’interno delle nostre attività per il suo valore, tanto sotto l’aspetto scientifico e di ricerca quanto in termini museali. L’opportunità di lavorare fianco a fianco fra istituzioni scientifiche di tale rilievo internazionale rappresenta un’occasione di arricchimento reciproco, nonché il corretto approccio con cui ha il dovere di operare chiunque, come noi, abbia l’onore e l’onere di custodire parte del patrimonio culturale dell’umanità”. Ed Elisa Rosso, segretario generale del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”: “Grazie a questa importante collaborazione internazionale, negli anni, il Centro ha potuto approfondire un tema scientifico di altissimo rilievo e ha costituito un team di restauratori e tecnici scientifici specializzato nell’analisi e nell’intervento conservativo sulle antichità egizie. Siamo grati ai nostri partner di progetto perché solo attraverso il confronto e la condivisione si aprono le strade della ricerca e dell’innovazione, obiettivi primari per un centro di formazione e ricerca come il nostro”.

Ottobre 2020: grazie alla collaborazione Torino-Helsinki-Tallinn, il museo Egizio di Torino apre all’Amos Rex e all’Art Museum of Estonia la mostra “Egypt of Glory”

L’atmosfera magica dello Statuario del museo Egizio di Torino nell’allestimento del premio Oscar Dante Ferretti

Il logo del museo Egizio di Torino

Segnate le date: 8 ottobre 2020 a Helsinki e 9 ottobre 2020 a Tallinn. Perché? Il museo Egizio di Torino porta l’antico Egitto in Nord Europa: a ottobre 2020 la mostra “Egypt of Glory” in due sedi, al museo Amos Rex di Helsinki (fino al 17 gennaio 2021) e all’Art Museum of Estonia di Tallinn (fino al 31 gennaio 2021). Il museo Egizio di Torino, il museo Amos Rex di Helsinki e l’Art Museum of Estonia annunciano una collaborazione unica. È stata infatti formalizzata in questi giorni un’intesa tra i tre enti che permetterà, a ottobre 2020, di inaugurare una mostra inedita dal titolo “Egypt of Glory”, costruita a partire dalle collezioni del museo Egizio di Torino e che sarà suddivisa in due sedi: il museo Amos Rex di Helsinki e il Kumu Art Museum di Tallinn, sede principale dell’Art Museum of Estonia.

Il museo Amos Rex di Helsinki (foto Mika Huisman)

Amos Rex è un museo d’arte dove passato, presente e futuro si incontrano. L’iconico Lasipalatsi (“palazzo di vetro”), edificio di architettura funzionalista, e i nuovi spazi espositivi che si trovano sotto la superficie della piazza si estendono su 10mila metri quadrati, dando ai visitatori la possibilità di vivere esperienze uniche sotto e sopra il livello del suolo, oltre che sullo schermo della sala cinematografica Bio Rex. Il programma di mostre dell’Amos Rex spazia dalle forme più recenti, e spesso sperimentali, dell’arte contemporanea, al Modernismo del 20° secolo, alle culture antiche.

Il Kumu Art Museum di Tallinn

L’Art Museum of Estonia, che nel 2019 festeggia i 100 anni dalla fondazione, si sviluppa su più sedi museali: Kumu Art Museum, Kadriorg Art Museum, Mikkel Museum, Niguliste Museum e Adamson-Eric Museum. Il Kumu Art Museum è il principale museo a ospitare importanti mostre d’arte internazionali in Estonia.

Christian Greco, direttore dell’Egizio di Torino

Il museo Egizio di Torino – nato nel 1824 – è il più antico museo dedicato alla civiltà sviluppatasi sulle rive del Nilo e vanta la seconda collezione di antichità egizie del mondo nonché la più importante al di fuori dell’Egitto. Nei suoi quasi 200 anni di storia, il Museo si è più volte trasformato, rinnovato e ripensato, cercando di coniugare le esigenze della ricerca scientifica con quelle di fruizione del pubblico. Il percorso permanente ricostruisce la storia del Museo e delle collezioni, i contesti archeologici degli oggetti in mostra, ma anche la storia delle missioni, la loro organizzazione e il loro modo di operare.

Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino; Sirje Helme, Chief Executive Officer, Art Museum of Estonia; Kadi Polli, Director of Kumu Art Museum; Kai Kartio, Museum Director of Amos Rex (foto Stella Ojala / Amos Rex)

“Egypt of Glory”, spiega Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, “è un progetto straordinario che, con oltre 500 pezzi della collezione del museo Egizio di Torino distribuiti in due location, permetterà di narrare la storia della civiltà egizia dalle sue origini al periodo Tolemaico. I temi del tempo e dell’arte costituiranno il fil rouge che accompagnerà i visitatori nella scoperta dell’Egitto del primo millennio”. E Kai Karto, direttore del museo Amos Rex: “All’Amos Rex e al Kumu Art Museum il nostro obiettivo è esporre, insieme, arte antica e contemporanea. Pensiamo infatti che conoscere il passato ci aiuti ad affrontare il futuro. Con questa esposizione sarà inoltre interessante vedere quale valore aggiunto le tecnologie più avanzate possono portare all’interno un’esposizione sull’antico Egitto”. Chiude Kadi Polli, direttore del Kumu Art Museum: “La mostra riguarderà uno degli aspetti più interessanti dell’arte e della religione dell’antico Egitto, ossia la maniera rigorosamente convenzionale e simbolica di rappresentare il mondo”.

Cosmetici ed effetti terapeutici nell’Antico Egitto. Ne parla il prof. Hans-Werner Manfred Fischer-Elfert al museo Egizio di Torino: “Il kohol nelle ricette mediche. Vasi cosmetici e trattati medici sulle malattie dell’occhio sui papiri”

Il cofanetto da toeletta che faceva parte del corredo funerario di Merit, sposa dell’architetto Kha, conservato al museo Egizio di Torino

C’è un reperto prezioso, tra le migliaia esposti al museo Egizio di Torino, che spesso passa quasi inosservato ai più, presi come siamo a memorizzare il più possibile di quella civiltà affascinante quale è quella dell’Antico Egitto. Si trova nella sala riservata alla tomba dell’architetto Kha (“Capo della Grande Casa”, vissuto intorno al 1400 a.C.) e della moglie Merit, scoperta integra e inviolata da Ernesto Schiaparelli nel 1906 a Deir el Medina. Tra letti, panche, sgabelli, cofani, tele, tuniche, stoffe, vasellame in ceramica, metallo e pietra, nel corredo di Merit c’è anche uno straordinario cofanetto da toeletta, che conserva alcuni vasetti per la conservazione e il trasporto di unguenti e cosmetici, tra i quali il famoso kohol per il trucco agli occhi.

La locandina della conferenza del prof. Hans-Werner Manfred Fischer-Elfert al museo Egizio di Torino

Ma quel trucco ha un “trucco”, e scusate il gioco di parole: aveva anche effetti medicamentosi. Martedì 4 giugno 2019, alle 18, se ne parla al museo Egizio nella conferenza “Il kohol nelle ricette mediche. Vasi cosmetici e trattati medici sulle malattie dell’occhio sui papiri”, tenuta dal professor Hans-Werner Manfred Fischer-Elfert. Hans-Werner Manfred Fischer-Elfert è professore di Egittologia all‘istituto di Egittologia dell‘università di Lipsia e direttore generale del museo Egizio “Georg Steindorff” dell’università di Lipsia. Tra i suoi interessi di ricerca: l‘antica letteratura egizia, la religione, la medicina e la magia. I contenitori egizi porta kohol sono di solito considerati soprattutto come vasi porta cosmetici. Galena nera e malachite verde, che formano i costituenti di base della pittura per occhi (kohol), sono però integrati da una vasta gamma di altri ingredienti. Alcuni contenitori databili al Nuovo Regno, tuttavia, recano sulle superfici titoli di ricette mediche che raccontano il loro vero scopo. Inoltre, le iscrizioni possono essere collegate a manuali medici sulle malattie degli occhi. Oltre alla “pittura quotidiana per occhi” incontriamo mezzi specifici per trattare sia problemi stagionali, sia i frequenti problemi degli occhi che molestavano gli Egizi di ogni livello sociale. La loro accessibilità era limitata e legata al Tesoro Reale, però. L’intervento del professor Hans-Werner Manfred Fischer-Elfert tratterà questi temi da una prospettiva combinata su cosmetici e medicina. La conferenza sarà introdotta da Federico Poole, curatore del museo Egizio. Ingresso libero in sala Conferenze fino a esaurimento posti.

Un ritratto della regina Nefertari con gli occhi truccati porge due vasetti per cosmetici (dipinto dalla tomba di Nefertari nella valle delle Regine)

Le regine dell’Antico Egitto amavano truccare gli occhi con il kohol, che allungava la forma dell’occhio, così da ricordare quella del dio Horus. Occhi truccati. Li vediamo nei ritratti della regina Nefertari, sposa del faraone Ramses II, dipinti nella sua tomba, scoperta nella Valle delle Regine da Ernesto Schiaparelli nel 1904. O nel busto della regina Nefertiti, sposa del faraone Akhenaten, scoperto a tell el-Amarna da Ludwig Borchardt nel 1912, e oggi conservato a Berlino. Ma, come verrà ben illustrato nella conferenza del museo Egizio di Torino, quel trucco non soddisfaceva solo un’esigenza estetica, o un sentimento religioso. C’era anche un risvolto medico-farmacologico. “l clima torrido, il sole abbacinante e l’ambiente polveroso dell’Egitto”, spiegano gli esperti, “non erano certo salubri per l’epidermide e gli occhi. Gli antichi creatori di cosmetici avevano quindi messo a punto trucchi dotati di potere protettivo o terapeutico”. È proprio quanto succede con il kohol i cui componenti principali – come abbiamo visto – erano la malachite (carbonato del rame di colore verde intenso) e la galena (composto del piombo dal tono grigio scuro) cui venivano aggiunti grassi animali, cera d’api o resine per agglutinarli. “Tramite l’uso di tipici bastoncini di legno, questi pigmenti venivano stesi generosamente sulle palpebre proteggendo gli occhi dal tracoma, una malattia infiammatoria cronica della congiuntiva, di natura virale e contagiosa. Inoltre, evitavano l’emeralopia, ovvero l’abbassamento della vista al tramonto e curavano la congiuntivite”.