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Bologna. Al museo civico Archeologico apre la mostra “Il Medagliere si rivela. Guglielmo Marconi nelle collezioni numismatiche del Museo Civico Archeologico di Bologna” nell’ambito delle Celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi

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Medaglia di Arturo Colombarini per Guglielmo Marconi, 1903, in bronzo, 69 mm: sul dritto ritratto di Guglielmo Marconi con giaccia e cravatta, conservata nel Medagliere del museo civico Archeologico di Bologna (foto musei bologna)

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Nell’ambito delle manifestazioni organizzate sotto l’egida del comitato nazionale per il 150° anniversario della nascita di Guglielmo Marconi per valorizzare la figura di Guglielmo Marconi (Bologna, 1874 – Roma, 1937) durante il triennio 2024-2026, apre al museo civico Archeologico di Bologna la mostra “Il Medagliere si rivela. Guglielmo Marconi nelle collezioni numismatiche del Museo Civico Archeologico di Bologna”, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, è liberamente fruibile nell’atrio del museo dal 16 gennaio al 2 marzo 2025. Il museo civico Archeologico di Bologna del Settore civici musei Bologna dedica allo scienziato – padre del wireless e della radio, premio Nobel per la Fisica nel 1909 – il quinto appuntamento espositivo della rassegna “Il Medagliere si rivela”, volta a far conoscere al grande pubblico la ricchissima raccolta numismatica conservata nelle proprie collezioni, presentando una vetrina che raccoglie una decina di beni numismatici consacrati a questo italiano tra i più illustri, in Italia e all’estero. L’esposizione si ricollega idealmente alla sezione intitolata “Ruolo della radio nella esplorazione e scienza polare” visibile all’interno della mostra “Artico. Viaggio interattivo al Polo Nord”, ideata e curata dal Consiglio nazionale delle Ricerche, che si svolge in contemporanea, dal 16 gennaio al 2 marzo 2025, nella Sala Mostre dello stesso museo civico Archeologico di Bologna.

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Medaglia per il primo centenario della nascita di Guglielmo Marconi, 1974, in argento, 60 mm, conservata nel Medagliere del museo civico Archeologico di Bologna (foto musei bologna)

La medaglia più antica tra quelle esposte risale al 1903 ed è stata ideata dallo scultore bolognese Arturo Colombarini (Bologna, 1871 – ivi, 1940) e conferita dalla città di Bologna a Guglielmo Marconi. Di particolare pregio artistico è il ritratto al dritto di Marconi, di tre quarti, mentre sul rovescio compare un genio che stringe il nastro della stazione ricevente con macchina decodificatrice Morse, usata dallo scienziato durante gli esperimenti sulla telegrafia senza fili. Nel 1974, per il centenario dalla nascita di Marconi, diverse istituzioni hanno voluto tributargli omaggio attraverso la numismatica. Tra queste, la Fondazione Guglielmo Marconi emise una medaglia in argento riutilizzando il conio dell’esemplare voluto nel 1926 dalla città di Bologna, dalla Regia Università e dalla Regia Scuola d’Ingegneria, consegnata a Marconi come onorificenza.

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La vetrinetta con le medaglie dedicate a Guglielmo Marconi e conservate nel Medagliere del museo civico Archeologico di Bologna (foto musei bologna)

Nel medesimo anno anche la Zecca di Stato decise di emettere ben due monete celebrative: una moneta da 100 lire in acciaio, con il volto di Marconi al dritto e al rovescio un’antenna trasmittente per segnali in onde medie da lui inventata. Di questa moneta furono immessi in circolazione ben 50 milioni di esemplari. La seconda fu realizzata in argento, con il valore di 500 lire, e fu la prima emissione della Zecca italiana ideata esclusivamente per l’ambito del collezionismo numismatico e quindi non destinata alla circolazione ordinaria. Al dritto è raffigurato lo scienziato ritratto di profilo; al rovescio le onde, che si propagano a cerchi concentrici sovrastando la penisola italiana, a simboleggiare la possibilità di comunicare a distanza grazie alla radio. A partire dal 1990 la Zecca diede corso ad una banconota da 2000 lire dedicata a Guglielmo Marconi. Ancora una volta al ritratto, al dritto, si accompagna al rovescio la raffigurazione di alcuni strumenti che utilizzò per i suoi studi e le sue ricerche.

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La consegna della medaglia su Guglielmo Marconi commissionata dal Lions Club Bologna col patrocinio della Fondazione Marconi e donata nel 2024 al museo Archeologico di Bologna: al centro, Paola Giovetti, Marco Marchesini e Laura Marchesini (foto lions bologna)

La medaglia più recente, esposta in vetrina, è stata commissionata nel 2024 dal Lions club Bologna Guglielmo Marconi allo scultore Marco Marchesini (Bologna, 1942), con il patrocinio della Fondazione Guglielmo Marconi. I Lions Club Bologna Guglielmo Marconi hanno una lunga tradizione nella celebrazione dello scienziato bolognese di cui portano il nome. A loro si deve anche la commissione, nel 1980, della statua dello scienziato realizzata sempre dal maestro Marchesini, donata all’aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna e attualmente esposta nell’atrio. Grazie alla generosità del Lions club Bologna Guglielmo Marconi la medaglia realizzata nel 2024 è entrata a far parte della collezione numismatica del museo. A questo prezioso dono se ne affianca un altro altrettanto importante: Marco Marchesini ha infatti deciso di cedere i prototipi in terracotta da lui realizzati per la creazione della medaglia commissionata dal Lions Club Bologna Guglielmo Marconi nel 2024. Si tratta di due opere molto importanti non solo per l’alto valore artistico ma anche perché testimoniano la fase creativa della realizzazione dell’arte medaglistica contemporanea. Queste recenti acquisizioni seguono il donativo che il Maestro fece nel 2022 di alcune sue medaglie realizzate per la città di Bologna e dimostrano l’affetto, l’attenzione e la generosità che i bolognesi hanno per il Medagliere del museo civico Archeologico di Bologna che, grazie a queste donazioni, arricchisce e aggiorna il suo patrimonio.

Bologna. L’incontro con Marinella Marchesi del museo Archeologico su “Dalla sala al web. Il lapidario del Museo Civico Archeologico” alla biblioteca Borgo Panigale “Miriam Ridolfi” nuovo appuntamento della rassegna “BiblioMuse. Dalle biblioteche ai musei”: nel Lapidario oltre 400 reperti raccontano le storie degli antichi cittadini di Bononia

bologna_biblioteca-borgo-panigale_dalla-sala-al-web-il-lapidario-del-museo-archeologico_marchesi_locandinaPer la rassegna Bibliomuse Dalle biblioteche ai musei,

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L’archeologa Marinella Marchesi del museo civico Archeologico di Bologna (foto Fb)

martedì 17 dicembre 2024, alle 14.30, alla Biblioteca Borgo Panigale “Miriam Ridolfi” in via Legnano 2 a Bologna, la conferenza “Dalla sala al web. Il lapidario del Museo Civico Archeologico” con l’archeologa del museo civico Archeologico Marinella Marchesi pronta a narrare le più affascinati storie dei cittadini dell’antica Bononia riemerse dalle acque del Reno al Pontelungo ben 130 anni fa. Cittadini, liberti, artigiani, soldati e matrone sono pronti a fare udire la loro voce dopo 2000 anni.

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Il chiostro del museo civico Archeologico di Bologna dove è organizzato il lapidario (foto bologna musei)

Il vasto patrimonio di lapidi romane conservato nel Lapidario del museo civico Archeologico, composto da oltre 400 reperti, offre al pubblico del Museo la possibilità di “incontrare” un’umanità variegata e operosa fatta di donne e uomini, artigiani e magistrati, liberi e liberti, indigeni e stranieri che ha voluto lasciare traccia di sé attraverso iscrizioni soprattutto di ambito funerario. Sono gli antichi cittadini di Bononia, le cui storie vengono raccontate prevalentemente dai monumenti recuperati nel cosiddetto “Muro del Reno”, un’opera di consolidamento costruita nell’alveo del fiume in età tardo antica (IV secolo d.C.), nella zona dell’attuale Pontelungo, da cui furono recuperate oltre 200 lapidi provenienti da un vicino sepolcreto di età romana (I sec. a.C. – I sec. d.C.). La lettura di queste storie non è certo facile e accessibile a tutti al giorno d’oggi, complice la lingua utilizzata – il latino – e la profonda diversità di codici di comunicazione. Proprio per cercare di ridare voce a questi nostri concittadini di 2000 anni fa, è stato creato lo scenario tematico del portale civico web “Storia e Memoriadi Bologna” dedicato al Lapidario romano dove sono raccontati 137 monumenti esposti in Museo. Una pubblicazione online rivolta al pubblico non specialistico, dove trovare tanti spunti sulla vita cittadina, sulla cultura e sulla società della città al tempo dei Romani.

Bologna. L’incontro con Federica Guidi del museo Archeologico su “Dalla sala al web. Il lapidario del Museo Civico Archeologico” apre alla biblioteca Scandellara il ciclo di appuntamenti “BiblioMuse. Dalle biblioteche ai musei”: nel Lapidario oltre 400 reperti raccontano le storie degli antichi cittadini di Bononia

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Il chiostro del museo civico Archeologico di Bologna dove è organizzato il lapidario (foto bologna musei)

Hai sempre pensato che le antiche pietre trasmettano serietà, silenzio (e anche un po’ di noia!)? In realtà le pietre dell’Archeologico non stanno zitte un attimo! Comincia così l’annuncio da parte del museo civico Archeologico di Bologna del primo incontro del nuovo ciclo di “BIBLIOMUSE Dalle biblioteche ai musei”, sabato 23 novembre 2024, alle 12, alla biblioteca Scandellara – Mirella Bortolotti in via Scandellara 50 a Bologna, dove l’archeologa del Museo Federica Guidi condividerà con i partecipanti i segreti dei più antichi feed della storia di Bologna nella conferenza “Dalla sala al web. Il lapidario del Museo Civico Archeologico”. bologna_bibliomuse_logoIl Settore Biblioteche e Welfare Culturale e il Settore Musei Civici Bologna ripartono dunque con “BiblioMuse. Dalle biblioteche ai musei”, ciclo di appuntamenti nelle biblioteche comunali per conoscere le collezioni permanenti e le attività espositive dei musei del Comune di Bologna. I partecipanti si possono confrontare con curatrici e curatori, studiose e studiosi, per approfondire temi che spazieranno dall’Archeologia alla Storia, dalla Storia dell’Arte antica, moderna e contemporanea alla Musica, fino al Patrimonio industriale e alla Cultura tecnica, a costruire insieme i percorsi di visita ai musei e a esplorare le risorse correlate presenti in biblioteca. Gli appuntamenti si susseguiranno tra novembre 2024 e febbraio 2025.

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Lapidario del museo civico Archeologico di Bologna: lo schema della parete 1 (foto bologna musei)

“Dalla sala al web. Il lapidario del Museo Civico Archeologico”, sabato 23 novembre 2024, alle 12, incontro con Federica Guidi del museo civico Archeologico di Bologna alla biblioteca Scandellara. Ingresso libero fino a esaurimento posti. È consigliata la prenotazione: 0512194301, bibliotecascandellara@comune.bologna.it.

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Federica Guidi, archeologa del museo civico Archeologico di Bologna (foto da FB)

Il vasto patrimonio di lapidi romane conservato nel Lapidario del museo civico Archeologico, composto da oltre 400 reperti, offre al pubblico del Museo la possibilità di “incontrare” un’umanità variegata e operosa fatta di donne e uomini, artigiani e magistrati, liberi e liberti, indigeni e stranieri che ha voluto lasciare traccia di sé attraverso iscrizioni soprattutto di ambito funerario. Sono gli antichi cittadini di Bononia, le cui storie vengono raccontate prevalentemente dai monumenti recuperati nel cosiddetto “Muro del Reno”, un’opera di consolidamento costruita nell’alveo del fiume in età tardo antica (IV secolo d.C.), nella zona dell’attuale Pontelungo, da cui furono recuperate oltre 200 lapidi provenienti da un vicino sepolcreto di età romana (I sec. a.C. – I sec. d.C.). La lettura di queste storie non è certo facile e accessibile a tutti al giorno d’oggi, complice la lingua utilizzata – il latino – e la profonda diversità di codici di comunicazione. Proprio per cercare di ridare voce a questi nostri concittadini di 2000 anni fa è stato creato lo scenario tematico del portale civico web “Storia e Memoria di Bologna” dedicato al Lapidario romano dove sono “raccontati” in maniera divulgativa 137 monumenti esposti in Museo. Una pubblicazione online rivolta al pubblico non specialistico, dove trovare tanti spunti sulla vita cittadina, sulla cultura e sulla società della città al tempo dei Romani.

Bologna. Al museo civico Archeologico presentazione del libro “Il mio Socrate” di Andrea Maggi (Giunti editore)

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Copertina del libro “Il mio Socrate” di Andrea Maggi (Giunti editore)

Un giorno una ragazza arrabbiata con il mondo conosce per caso un “boomer” un po’ strano di nome Socrate, con cui inizia a discutere di questioni molto importanti come e il bene e il male, l’amore, la giustizia, l’ingiustizia, il sapere, la verità… Ne parla il libro “Il mio Socrate” (Giunti editore) di Andrea Maggi che lo presenta sabato 12 ottobre, alle 17, in sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, dando il suo punto di vista sull’importanza della filosofia per i giovani e per gli adulti. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili. L’incontro, in collaborazione con Giunti editore, rientra nel ciclo 𝘕𝘦𝘰 𝘜𝘮𝘢𝘯𝘦𝘴𝘪𝘮𝘰 𝘑𝘶𝘯𝘪𝘰𝘳 curato da Accademia Drosselmeier.

Il mio Socrate. Veronica ha 14 anni e vive da sola con la madre. Si sente forte, in apparenza, e non pensa di dover rendere conto a nessuno. Si fa molte domande, ma non sempre trova le risposte. Almeno finché non trova Socrate, un signore che si chiama proprio come il grande filosofo – di cui lei sa poco e niente – e che è in grado di ascoltarla davvero. Nel frattempo, la sua vita sembra andare a rotoli, tra il padre che ricompare misteriosamente, la madre sempre più invadente e lei che sprofonda sempre più in un giro che non le lascia vie d’uscita… Divertente, drammatico, profondo e leggero, un libro da leggere in più direzioni.

Bologna. All’Archiginnasio l’incontro “Gli Etruschi a Bologna e nella Valle del Po” con Giulierini e Sassatelli in occasione della pubblicazione di due libri: “Gli Etruschi nella Valle del Po”, atti del convegno e “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli

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Copertina del “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli (Editore Bologna University Press)

Il 25 settembre 2024, dalle 17.30 alle 19, alla Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater, in piazza Galvani 1 a Bologna, si terrà l’incontro “Gli Etruschi a Bologna e nella Valle del Po” in occasione della recente pubblicazione dei due libri: “Gli Etruschi nella Valle del Po”, atti del convegno (Editore Giorgio Bretschneider) e “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli (Editore Bologna University Press). In collaborazione col museo civico Archeologico di Bologna. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti a sedere disponibili. Intervengono Mauro Felicori, assessore alla Cultura e al Paesaggio, Regione Emilia-Romagna; Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Giuseppe Sassatelli, presidente dell’istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici.

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Copertina del libro “Gli Etruschi nella Valle del Po”, atti del convegno (Editore Giorgio Bretschneider)

Nell’immaginario collettivo gli Etruschi sono il popolo dell’Etruria antica, una regione che corrisponde all’odierna Toscana e al Lazio settentrionale. Sono gli Etruschi di Veio, Tarquinia, Cerveteri e Populonia (e di altre città di questo territorio) che tutti conoscono e identificano agevolmente. In realtà la loro presenza consolidata e molto lunga nel tempo è un dato ormai pienamente acquisito anche per la pianura padana dove tra X e IV secolo a.C. essi furono protagonisti di una formidabile organizzazione del territorio, valorizzandone assai precocemente le straordinarie potenzialità agricole, anche attraverso innovazioni importanti come la rotazione delle colture che ancora oggi viene praticata; impostandone la funzione commerciale, con un sistema di città di cui furono gli inventori e che erano tra loro politicamente confederate. Tra queste città un ruolo speciale va attribuito alla Bologna etrusca che, al contrario delle ”città invisibili” di Italo Calvino le quali esistevano solo nella fantasia di Marco Polo e nella credulità del Kublai Kan, oggi non ha tracce visibili sul terreno, ma è reale e concreta nella sua documentazione archeologica che gli scavi, specie degli ultimi decenni, hanno individuato: un abitato di straordinaria estensione tra i fiumi Aposa e Ravone; diversi luoghi di sepoltura, dislocati attorno all’abitato, che sono lo specchio fedele della società dei vivi e dei cittadini; una solida economia agricola con il controllo e lo sfruttamento della fertile pianura padana; una ricca e variegata dimensione produttiva; un importante ruolo di intermediazione commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa dei Celti. Per la prima e unica volta nella sua storia, grazie agli Etruschi, Bologna è stata una grande capitale. Di tutto questo si parlerà nell’incontro narrando in particolare una storia, lunga e complessa, che in assenza di racconti scritti da parte degli storici antichi, quasi del tutto assenti, può basarsi essenzialmente sulla documentazione archeologica.

Bentivoglio (Bo). A Saletto la conferenza “La stele di Saletto di Bentivoglio e altre sculture orientalizzanti dell’Etruria padana” a cura di Paola Poli, archeologa del MUV: l’incontro “sul luogo del ritrovamento” di uno degli esempi più significativi di arte funeraria del VII secolo a.C. (periodo orientalizzante)

bentivoglio_saletto_conferenza-la-stele-di-saletto-di-bentivoglio-e-altre-sculture-orientalizzanti_poli._locandinaStoria, cultura, arte… musica, tè e biscotti nel luogo dove è avvenuto il ritrovamento la stele di Saletto, protagonista dell’incontro “La stele di Saletto di Bentivoglio e altre sculture orientalizzanti dell’Etruria padana” a cura di Paola Poli, archeologa del museo della Civiltà Villanoviana di Castenaso (Bo). Appuntamento venerdì 6 settembre 2024, alle 20.30, all’interno del sagrato della chiesa di Santa Maria e San Folco di Saletto di Bentivoglio (Bo) “per continuare a parlare del nostro territorio”, scrivono i promotori, “per riscoprire e tornare a valorizzare i piccoli paesi”. In caso di maltempo l’incontro si terrà all’interno.

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La stele etrusca di Saletto di Bentivoglio, conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

La stele etrusca di Saletto di Bentivoglio, conservata al museo civico Archeologico di Bologna, è uno degli esempi più significativi di arte funeraria del VII secolo a.C., durante il periodo orientalizzante. Questa stele antropomorfa, caratterizzata da una forma allungata sormontata da un disco circolare che richiama la figura umana, è decorata con motivi simbolici profondamente influenzati dalle culture del Vicino Oriente. Tra questi, spicca l’albero della vita, un motivo che trova le sue origini nella tradizione mesopotamica, rappresentato con una fedeltà sorprendente ai modelli assiri del II e I millennio a.C. Un dettaglio distintivo di questa stele è la presenza di una sfinge alata all’interno del disco, simbolo di potere e protezione.

castenaso_villanova_civiltà-villanoviana_mostra-la-stele-delle-spade-e-le-altre_locandinaLa stele di Saletto è stato altresì uno dei pezzi principali della mostra “La Stele delle Spade e le altre”, ospitata nella sala Gozzadini del MUV (Museo della civiltà Villanoviana) a Castenaso e tenutasi nel 2017. Un’esposizione dedicata ai primi esempi di sculture di età orientalizzante prodotte nell’Etruria padana tra la fine dell’VIII secolo a.C. e i primi decenni del VI secolo a.C. I cippi e le stele esposti, provenienti da scavi nel territorio bolognese, hanno inteso rappresentare una peculiarità di Bologna e del suo territorio, offrendo una panoramica su un periodo di intensi scambi culturali con l’Oriente.

Bologna. Per la prima volta i Musei Civici di Bologna saranno aperti per l’intera giornata di Ferragosto con orario uniforme e continuato dalle 10 alle 19. Le mostre temporanee all’Archeologico e al Medievale

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In occasione di Ferragosto 2024, per la prima volta i Musei Civici di Bologna saranno aperti per l’intera giornata con orario uniforme e continuato dalle 10 alle 19. Un’occasione speciale per accogliere durante la festività che segna il culmine della stagione estiva sia chi rimarrà in città per viverne appieno l’offerta culturale sia i turisti di prossimità e quelli internazionali che visiteranno Bologna per scoprirne il ricco patrimonio storico-artistico. Le sedi museali visitabili giovedì 15 agosto 2024 saranno: museo civico Archeologico, museo civico Medievale, Collezioni comunali d’Arte, museo civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, MAMbo – museo d’Arte Moderna di Bologna, museo Morandi, Casa Morandi, Museo per la Memoria di Ustica, Museo internazionale biblioteca della musica. Aperto dalle 8 alle 18 anche il Cimitero Monumentale della Certosa, il più grande museo a cielo aperto della città, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO nell’ambito del progetto “Portici di Bologna”. Rimarranno chiusi, per la consueta pausa estiva, il museo del Patrimonio Industriale e il museo civico del Risorgimento. “Siamo molto felici che i nostri Musei Civici di Bologna siano per la prima volta aperti per l’intera giornata di Ferragosto con orario uniforme e continuato”, dichiara Eva Degl’Innocenti, direttrice Settore Musei Civici Bologna: “per noi è molto importante poter contribuire all’offerta culturale e di accoglienza della città per la cittadinanza e i turisti”.

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Medaglia in bronzo della Cassa di Risparmio di Bologna di Giuseppe Romagnoli (1927) conservata al museo civico Archeologico di Bologna: all’ombra del colle della Guardia si estende la città dalla quale si eleva la Garisenda fortemente convergente sull’Asinelli (foto bologna musei)

Museo civico Archeologico. Nell’atrio la mostra “Il Medagliere si rivela. Le due torri nelle medaglie e nelle monete del museo civico Archeologico di Bologna” a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini (fino al 26 agosto 2024) (vedi Bologna. Al museo civico Archeologico apre una mostra di monete e medaglie con protagoniste le due torri simbolo della città nell’ambito del progetto “Il Medagliere si rivela” in contemporanea al cantiere per la messa in sicurezza e il restauro della Torre Garisenda | archeologiavocidalpassato). Ingresso: gratuito. Il museo civico Archeologico dedica una piccola esposizione di medaglie e di monete legate alla raffigurazione iconografica dei due monumenti simbolo della città felsinea, la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda, nell’ambito del progetto Il Medagliere si rivela volto a far conoscere al grande pubblico la ricchissima raccolta numismatica del museo. L’approccio tematico si propone di valorizzare non solo il patrimonio del museo ma desidera anche proporre un focus sulla storia locale attraverso la fortuna che l’immagine delle due torri ha conosciuto nella produzione numismatica attraverso 25 esemplari tra monete, conii e medaglie, che coprono un arco temporale compreso tra XV e XXI secolo. Asinelli e Garisenda sono le torri più celebri di Bologna, da molti secoli simbolo identificativo della città per i suoi abitanti e per i viaggiatori, e oggi per i numerosi turisti che la visitano. Inizialmente tuttavia, quelle che oggi sono gli edifici iconici dello skyline bolognese, si trovavano in un tessuto urbano caratterizzato dalla presenza di oltre 100 torri, oggi in amplissima parte scomparse o celate, tra i palazzi del centro storico. Nonostante la loro fama, poco si conosce delle ragioni e del contesto che portarono alla costruzione della Asinelli e della Garisenda, avvenuta tra la fine dell’XI e il XII secolo. La loro rappresentazione fa la prima comparsa nella monetazione locale agli inizi del XV secolo, in relazione con una delle fasi più significative dell’affermazione del Comune e dello spirito civico. A caratterizzarne l’immagine è la forte inclinazione della Garisenda rispetto alla torre degli Asinelli, pendenza che le arti figurative non hanno mancato di esasperare per rendere univoca l’identificazione, arrivando a trasformare l’immagine della diade in una vera e propria icona.

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Fiala in vetro blu decorato a smalti policromi e oro prodotta in Siria nel XIII secolo, conservata al museo civico Medievale (foto bologna musei)

Museo civico Medievale. Mostra “Conoscenza e Libertà. Arte Islamica al museo civico Medievale di Bologna” a cura di Anna Contadini (fino al 15 settembre 2024). Ingresso con biglietto museo: intero 6 euro, ridotto 4 euro, ridotto speciale giovani 19-25 anni 2 euro, gratuito possessori Card Cultura. L’esposizione Conoscenza e Libertà. Arte Islamica al Museo Civico Medievale di Bologna, nata da un progetto di ricerca scientifica tra Musei Civici d’Arte Antica di Bologna e SOAS University of London, intende valorizzare la collezione di materiali islamici, rari e di altissima qualità, appartenenti al patrimonio del Museo Civico Medievale di Bologna e promuovere la riscoperta di vicende e percorsi che, da secoli, costituiscono una parte significativa della storia culturale della città e non solo, per superare pregiudizi e stereotipi. Attraverso la lente della decolonizzazione, la mostra intende contribuire a trasformare gli approcci ereditati sulla ricezione della creatività artistica musulmana e favorirne una più corretta comprensione, rivelando l’importantissima influenza che le culture materiali di produzione islamica hanno svolto sull’arte e sul pensiero occidentali. In Italia l’incontro tra Oriente e Occidente è stato caratterizzato dallo scambio, dall’adozione e dall’adeguamento – nelle tecniche, nei motivi e nei modelli – dei principali linguaggi con cui si è espressa nei secoli la cultura artistica islamica: dalla scrittura, iconografia principale e distintiva, ai filoni decorativi dell’ornato geometrico e dell’arabesco. Realizzati in materiali diversi, i 38 manufatti esposti – tra metalli, ceramiche, maioliche, vetri e manoscritti – provengono da un’ampia fascia geografica del mondo islamico che si estende dall’Iraq fino a Turchia, Siria, Egitto e Spagna, e coprono un ampio arco cronologico, dall’inizio del XIII al XVIII secolo, rappresentando la produzione artistica delle dinastie Abbaside, Zangide, Ayyubide, Mamelucca e Ottomana.

Bologna. Per “Musei sotto le stelle”: il museo civico Archeologico in piazza Maggiore racconta “Il dolio delle meraviglie”, prima della proiezione del film “Dune” in programma nel cartellone “Sotto le stelle del Cinema”

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Piazza Maggiore a Bologna per “Sotto le stelle del Cinema” (foto Lorenzo Burlando / courtesy Fondazione Cineteca di Bologna)

bologna_musei_logoNon contiene spezie ma ben 14.841 oggetti: sono quelli ritrovati all’interno del Ripostiglio di San Francesco, conservato al museo civico Archeologico di Bologna, che giovedì 18 luglio 2024, alle 21.30, è il protagonista in piazza Maggiore della manifestazione “Sotto le stelle del Cinema”, prima della proiezione del film “Dune” di Dennis Villeneuve (USA, 2021, 155’). I Musei Civici di Bologna si raccontano infatti sotto le stelle in piazza Maggiore dal 1° luglio al 9 agosto 2024. Sono sei gli appuntamenti serali con “Musei sotto le stelle” che, grazie alla collaborazione tra il Settore Musei Civici Bologna e la Fondazione Cineteca di Bologna, alle 21.30 nel mese di luglio e alle 21.15 in agosto, precederanno le proiezioni gratuite dei film in programma nel cartellone Sotto le stelle del Cinema, manifestazione promossa da Cineteca di Bologna e Comune di Bologna con il sostegno di ministero della Cultura e Regione Emilia-Romagna. Main sponsor Gruppo Hera. Fa inoltre parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

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Il nuovo allestimento del Ripostiglio di San Francesco al museo civico Archeologico di Bologna (foto giorgio bianchi / bologna musei)

Giovedì 18 luglio 2024, alle 21.30: Anna Dore (curatrice della Sezione Etrusca, fase villanoviana museo civico Archeologico) presenta la mostra “Il dolio delle meraviglie. Un nuovo allestimento per il Ripostiglio di San Francesco”. Il museo civico Archeologico continua ad aggiornarsi, in una dialettica proficua fra rispetto degli allestimenti storicizzati e moderne esigenze di fruizione. Con questo spirito è stata recentemente interessata da un accurato restyling con nuovi apparati multimediali una delle sale che più incuriosiscono il pubblico: quella dedicata al Ripostiglio di San Francesco, eccezionale rinvenimento riferibile all’inizio del VII sec. a.C. Si tratta probabilmente del deposito di una fonderia, costituito da un grande vaso (dolio) riempito con più di 14.000 oggetti in bronzo, che ci svelano informazioni sulle dinamiche economiche e sociali della Bologna etrusca. Oltre al numero, eccezionale risulta la varietà dei pezzi presenti, tra i quali figurano quasi tutte le categorie di manufatti in uso nella Prima Età del Ferro: armi, oggetti di ornamento e di prestigio, utensili e attrezzi si affiancano a frammenti di vasellame, lamine ritagliate, verghette, pani metallici di varie dimensioni, scarti di fusione e scorie. Numerosi in particolare gli strumenti da lavoro, preziosi per ricostruire le principali attività artigianali e di sussistenza della comunità villanoviana. Il riallestimento, curato da Laura Bentini, è stato realizzato anche grazie al sostegno di Settore Patrimonio Culturale – Regione Emilia-Romagna, Fondazione Luigi Rovati e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Bologna. Per GEA 2024, il museo civico Archeologico propone attività di mediazione culturale “Chiedimi / Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”

roma_gea-2024_locandinaIl museo civico Archeologico del Settore Musei Civici Bologna partecipa alle Giornate Europee dell’Archeologia 2024. In linea con l’obiettivo della manifestazione di far scoprire e condividere con tutti – appassionati di storia o semplici curiosi, in famiglia o con la classe – la ricerca e il patrimonio archeologico, spesso preclusi ai non addetti ai lavori, il museo civico Archeologico di Bologna presenta due iniziative: la lezione concerto del Coro Athena “Il canto dell’umanità” e le attività di mediazione culturale “Chiedimi / Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”

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Il coro Athena nel chiostro del museo civico Archeologico di Bologna (foto musei bologna)

Dopo l’incontro di venerdì 14 giugno 2024 “Il canto dell’umanità, lezione concerto del Coro Athena per la rassegna “Vi piace Brahms? La musica corale di Johannes Brahms”, in cui si è iniziato a esplorare l’emblema della coralità con l’opera sacra Ein deutsches Requiem, fornendo al pubblico gli strumenti per poterlo conoscere e comprendere attraverso una lezione interattiva con imprescindibili esecuzioni dal vivo; il programma continua sabato 15 e domenica 16 giugno 2024, dalle 11 alle 14 e dalle 15 alle 18, nelle sale espositive con “Chiedimi /Ask me” e “Scopri il Museo con un Mediatore”: il Museo offre la possibilità di approcciarsi alle sue collezioni in modo appagante e curioso, con l’aiuto di archeolog* e mediator* culturali. Ingresso con biglietto museo.

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Gli archeolog* di Aster aspettano il pubblico con CHIEDI ALL’ARCHEOLOG* per rispondere alle libere domande e curiosità sulle collezioni del Museo, chiedete alla biglietteria dove sono dislocati.

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MIA (Musei Innovativi e Aperti) propone “Sperimentazioni” nell’ambito di “Tutti al museo archeologico”

I mediator* di MIA (Musei Innovativi e Aperti) con TUTTI AL MUSEO ARCHEOLOGICO offrono due percorsi (ingresso libero fino ad esaurimento posti, max 10 persone per turno) per approcciarsi al museo in modo appagante e curioso: “Toccare l’Antico Egitto” e “Sperimentazioni” (ad ogni ora sarà possibile seguire alternativamente una delle attività, secondo uno schema che verrà consegnato con il biglietto).

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La sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna (foto matteo monti)

Toccare l’Antico Egitto”. Esplorando anche con le dita, grazie alle copie di alcuni importanti reperti, sarà possibile seguire un percorso di approccio alla ricca collezione egizia del museo, la terza per importanza in Italia.

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Con “Sperimentazioni” al museo civico Archeologico di Bologna i partecipanti creano il “passaporto” del reperto (foto musei bologna)

“Sperimentazioni”. A partire dal racconto di reperti importanti esposti nella Collezione Greca e nella Sezione dedicata a Bologna etrusca, si offre un percorso speciale che riflette sul concetto di sperimentazione e incontro. Oggetti che viaggiano e portano con sé il racconto di una cultura diversa, sono un esempio di come l’atteggiamento curioso e aperto alla lettura di nuove storie sia la condizione fondamentale per la sperimentazione. A partire da tali spunti, i/le partecipanti creeranno il “passaporto” di un oggetto che racconta qualcosa di un loro viaggio o di un momento in cui sono entrati in contatto con una realtà nuova.

Notte dei Musei 2024. Ingresso serale a 1 euro. Ecco alcune proposte a Torino, Sirmione, Desenzano, Verona, Este, Fratta Polesine, Adria, Altino, Cividale, Aquileia, Ferrara, Bologna, Villanova, Marzabotto

ministero_notte-dei-musei-2024_locandinaSabato 18 maggio 2024 torna la Notte Europea dei Musei, l’iniziativa promossa dal ministero della Cultura francese e patrocinata dall’UNESCO, dal Consiglio d’Europa e dall’ICOM, che si svolge in contemporanea in tutta Europa con l’obiettivo di incentivare e promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea. Il ministero della Cultura anche quest’anno partecipa alla manifestazione, giunta alla ventesima edizione, con l’apertura serale dei musei e dei luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1 euro (eccetto le gratuità previste per legge). Le aperture straordinarie saranno arricchite da eventi e iniziative organizzati in collaborazione con enti e associazioni, per far conoscere le attività degli Istituti e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale in un’atmosfera particolarmente suggestiva.

ECCO ALCUNE IDEE NELLE REGIONI DEL NORD ITALIA.

torino_egizio_notte-dei-musei-2024_locandinaMuseo Egizio di Torino. In occasione della Notte Europea dei Musei, il 18 maggio 2024 il Museo Egizio sarà aperto dalle 20 alle 24 a tariffa ridotta. Prenota il tuo biglietto https://egizio.museitorino.it/eventi/notte-dei-ricercatori/.

sirmione_grotte-di-catullo_giornata-dei-musei-2024_locandinaGrotte di Catullo (Sirmione, BS). In occasione della Giornata internazionale dei Musei di Icom international, sabato 18 maggio 2024, le Grotte di Catullo accolgono i volontari di protezione civile nell’ambito di “IO NON RISCHIO”, la campagna di comunicazione pubblica sulle buone pratiche con cui ciascuno di noi può contribuire a ridurre i rischi naturali e causati da attività umana. Partecipazione inclusa nel biglietto di ingresso del Museo.

desenzano_villa-romana_notte-dei-musei-2024_le-stelle-a-chi-lavora_locandinaVilla romana e Antiquarium di Desenzano del Garda (Bs). Tornano a risuonare le voci di alcuni tra i principali poeti contemporanei nei musei della Direzione regionale Musei della Lombardia, grazie alla collaborazione con la Casa della Poesia di Baronissi (SA). Il primo appuntamento è alla Villa Romana di Desenzano del Garda il 18 maggio 2024, alle 21, per la Notte dei Musei, con “Le stelle a chi lavora”, reading del grande poeta spagnolo Juan Carlos Mestre accompagnato dal fisarmonicista Cuco Pérez. Juan Carlos Mestre (Villafranca del Bierzo,1957), poeta e artista visuale, è una voce fondamentale del panorama poetico contemporaneo spagnolo. Cantastorie visionario, crea immagini nelle quali realtà e invenzione si intrecciano in atmosfere incantate. Cuco Pérez (Segovia, 1959) è un fisarmonicista, compositore e spagnolo noto per aver collaborato con numerosi gruppi e artisti della scena musicale spagnola, tra i primi a introdurre la fisarmonica nel flamenco. Prenotazione consigliata al link: https://bit.ly/4drownF. In occasione della Notte Europea dei Musei il biglietto di ingresso sarà di 1 euro.

verona_archeologico_notte-dei-musei-2024_locandinaMuseo archeologico nazionale di Verona. È sold out l’evento proposto per la Notte europea dei Musei: è stato raggiunto il numero massimo di partecipanti. L’apertura serale straordinaria è dalle 19.30 alle 22.30, con ingresso al prezzo simbolico di 1 euro. Alle 20 e alle 21.15 lo Staff del Museo accompagnerà i visitatori in una visita guidata insolita, al buio, seguendo la luce di poche torce a led. I reperti archeologici della preistoria, illuminati singolarmente, riemergeranno dal lontano passato in cui sono stati realizzati, per essere visti con gli occhi moderni, riportandoci indietro nel tempo quando, di notte, le tenebre avvolgevano ogni cosa.

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Museo nazionale Atestino di Este (Pd). Il museo nazionale Atestino sarà straordinariamente aperto anche di sera, dalle 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle ore 22.00): a partire dalle 19.00 il biglietto avrà il costo simbolico di 1 euro. Alle 20.30 e 21.30 c’è la possibilità di visitare la mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi” accompagnati da una guida d’eccezione, la direttrice del museo Benedetta Prosdocimi (visita compresa nel biglietto d’ingresso).

fratta-polesine_archeologico_notte-dei-musei-2024_locandinaMuseo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro). In occasione della Notte Europea dei Musei 2024, sabato 18 maggio 2024, il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine rimarrà aperto oltre il consueto orario, anche dalle 19.30 alle 22.30 assieme alla palladiana Villa Badoer, patrimonio Unesco. I due enti daranno, inoltre, vita alle 21 ad una visita guidata congiunta delle strutture per una notte dedicata alle stelle tra arte ed archeologia a cura di Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, e di Elisa Garavello di AquaLab. Un percorso tra mito e firmamento attraverso i reperti, le divinità e le decorazioni del museo Archeologico nazionale e dei saloni di Villa Badoer, all’insegna di una serata assolutamente…stellare. Costi di ingresso: 1 euro Villa Badoer + 1 euro museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine. Prenotazioni obbligatorie visita guidata: +39 366 3240 619 oppure info@villabadoer.ithttps://www.beniculturali.it/…/museo-di-fratta-polesine….

altino_archeologico_notte-dei-musei-2024_locandinaMuseo Archeologico nazionale di Altino (Ve). Sabato 18 maggio anche ad Altino torna la Notte europea dei Musei: dalle 19 alle 22 si possono visitare il Museo e la mostra “Antenati altinati” al costo simbolico di 1 euro; alle 20.30 il personale del Museo accoglierà i visitatori con la visita guidata “Destinazione: Altino!”, nella quale i reperti diventeranno protagonisti di un racconto dedicato alle contaminazioni e ai dialoghi fra culture differenti presenti nel territorio altinate dal VI secolo a.C. fino all’età romana. La visita è gratuita e su prenotazione: 0422789443, drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it. Orari di accesso: le aree archeologiche saranno visitabili fino al tramonto; la chiusura della biglietteria è prevista alle 21.30. Si può acquistare il biglietto anche online al link bit.ly/bigliettimuseoaltino.

cividale_archeologico_notte-dei-musei-2024_locandinaMuseo Archeologico nazionale di Cividale (Ud). Sabato 18 maggio 2024, in occasione della Notte europea dei Musei, il museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli propone, alle 18.30 e alle 20.30, una visita guidata per famiglie e laboratorio creativo miniMAN “MANi in Pasta: creazione di fibule longobarde”. Durante il laboratorio verranno realizzate fibule a sbalzo “alla longobarda” su lamina anodizzata rame. Durata attività: 1h e 30 circa. Età consigliata: 9-13 anni. Attività gratuita con prenotazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0432 700700. mail: museoarcheocividale.biglietteria@cultura.gov.it.

aquileia_fondazione_notte-dei-musei-2024_locandinaMusei di Aquileia (Ud). Sabato 18 maggio 2024, in occasione della Notte Europea dei Musei 2024, si può accedere ai musei di Aquileia in un orario inconsueto. Il museo Archeologico nazionale di Aquileia resterà aperto dalle 10 del mattino fino alle 22. La biglietteria e il bookshop chiuderanno alle 21. Dalle 19 l’ingresso scenderà a 1 euro. Il Museo Paleocristiano sarà aperto al mattino, con il consueto orario 8.30-13.30, e poi di nuovo la sera, dalle 19 alle 22. L’ingresso come sempre sarà gratuito. Per maggiori informazioni: 0431 91016 / museoaquileiaeventi@cultura.gov.it.

ferrara_archeologico_notte-dei-musei-2024_locandinaMuseo Archeologico nazionale di Ferrara. Il 18 maggio 2024 si festeggia insieme la Notte europea dei Musei con l’apertura straordinaria dalle 17 alle 20 (ultimo ingresso alle 19.30). Ingresso 1 euro.

bologna_archeologico_notte-dei-musei-2024_locandinaMusei civico Archeologico di Bologna. In occasione della Giornata Internazionale dei Musei e Notte Europea dei Musei il museo civico Archeologico prolungherà il suo orario di apertura fino alle 24. Dalle 20 alle 24 sarà possibile visitare il museo acquistando il biglietto ad 1 euro. Con il biglietto del museo sarà possibile partecipare gratuitamente alle visite guidate a cura delle archeologhe di ASTER e usufruire del servizio di mediazione nelle sale. Le iniziative rientrano nel programma 2024 della Notte Europea dei Musei e della Giornata Internazionale dei Musei coordinato da Città metropolitana di Bologna e Settore Musei Civici Bologna. Gli eventi fanno parte di Bologna Portici Festival 2024, progetto promosso e coordinato dal Settore Cultura e Creatività del Comune di Bologna. VISITE GUIDATE. Alle 20.30: “Sulle tracce degli antichi etruschi fra nuove e antiche scoperte” a cura di Anna Serra. Altro che musei polverosi e immobili! Vieni con noi a scoprire le più recenti novità su Bologna etrusca. Esploreremo insieme le novità emerse negli scavi archeologici degli ultimi anni e le ricerche in corso per comprendere quanto ancora ci sia da indagare nel passato della città che attraversiamo quotidianamente. Alle 22: “La collezione egiziana del Museo tra collezionismo e ricerca” a cura di Serena Nicolini. La visita è l’occasione per esplorare la storia della collezione egiziana, che celebra i 30 anni dell’attuale allestimento, dalle prime acquisizioni alla pratica del collezionismo ottocentesco. Attraverso una selezione di reperti, sarà possibile illustrare come le metodologie di studio, di analisi e di restauro siano cambiate nei secoli fino ad arrivare a descrivere le ricerche più recenti svolte all’interno della collezione e che coinvolgono gli oggetti esposti. MEDIAZIONE: dalle 20 alle 23 i visitatori potranno usufruire di un servizio di mediazione museale secondo due diverse modalità: 1. CHIEDI ALL’ARCHEOLOG*. Un mediatore sarà a disposizione del pubblico per indirizzare nella visita e rispondere alle libere domande e curiosità sulle collezioni del Museo. Per “aprire tutti gli scrigni” del museo, la postazione del mediatore si sposterà fra le sale secondo uno schema che verrà consegnato con il biglietto. 2. TUTTI AL MUSEO ARCHEOLOGICO (fino ad esaurimento posti, max 10 persone per turno). Nei medesimi orari sarà poi possibile fare un’esperienza al Museo accompagnati da una mediatrice del progetto Musei Innovativi e Aperti che ha l’obiettivo di avvicinare al patrimonio culturale pubblici differenti per età e provenienza, favorire l’inclusione sociale e promuovere la partecipazione attiva alla vita culturale cittadina. Ad ogni ora sarà possibile seguire alternativamente una delle seguenti attività, secondo uno schema che verrà consegnato con il biglietto: “Toccare” l’Antico Egitto | Esplorando anche con le dita, grazie alle copie di alcuni importanti reperti, sarà possibile seguire un percorso di approccio alla ricca collezione egizia del museo, la terza per importanza in Italia. Sperimentazioni | A partire dal racconto di reperti importanti esposti nella Collezione Greca e nella Sezione dedicata a Bologna etrusca, si offre un percorso speciale che riflette sul concetto di sperimentazione e incontro.

castenaso_villanova_archeologico_notte-dei-musei-2024_locandinaMUV – Museo della civiltà Villanoviana a Castenaso (Bo). “Una notte nel villaggio villanoviano”: in occasione della Notte Europea dei Musei il MUV apre le sue porte dalle 20 alle 23 per una serata eccezionale, completamente gratuita. Il giardino ospiterà un accampamento Villanoviano notturno con dimostrazione di antichi mestieri. Mentre in Museo si terranno laboratori di ceramica, scrittura etrusca e tessitura in collaborazione con l’associazione Legiones in Agro Boiorum e con la Comunità ellenica dell’Emilia Romagna. Da non perdere poi le visite guidate con l’archeologa. Le ricostruzioni storiche sono a cura dell’associazione di rievocazione storica Legiones in Agro Boiorum. Stand gastronomico di cucina greca a cura della Comunità Ellenica dell’Emilia Romagna dalle 19. Ingresso gratuito. Prenotazione: 051780021 oppure muv@comune.castenaso.bo.it

marzabotto_area-archeologica_notte.dei-musei-2024_locandinaMuseo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo). Sabato 18 maggio 2024, alle 16, in occasione della giornata internazionale dei Musei dedicata al tema 𝑀𝑢𝑠𝑒𝑖, 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎, il museo nazionale Etrusco di Marzabotto vi invita a un talk sul tema “Kainua e l’alluvione. Idraulica etrusca e sostenibilità ambientale”. A un anno dall’alluvione che ha colpito il territorio di Marzabotto nel maggio 2023, Patrizia Cirino, Elisabetta Govi e Denise Tamborrino condurranno i partecipanti in una riflessione sui temi della sostenibilità ambientale a partire dal rapporto uomo/paesaggio e dalle osservazioni condotte sui resti archeologici di Kainua. L’acqua è l’elemento sacro per gli Etruschi. Acque captate, canalizzate, deviate, sacralizzate definiscono un ricco dossier di interventi che l’archeologia riesce a documentare, a testimonianza di una sapiente gestione delle risorse naturali da parte degli Etruschi nella città di Marzabotto e nel territorio dell’Etruria padana. Come passato e presente possono essere interconnessi e fornire chiavi di lettura e insegnamenti per affrontare le sfide del cambiamento climatico? Intervengono Patrizia Cirino, responsabile area Educazione e Mediazione culturale, direzione regionale Musei Emilia-Romagna; Elisabetta Govi, professoressa ordinaria di Etruscologia, dipartimento Storia Culture Civiltà, università di Bologna; Denise Tamborrino, direttrice del museo nazionale Etrusco di Marzabotto. Evento a cura del museo nazionale Etrusco di Marzabotto e del dipartimento Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna. Partecipazione gratuita.