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Napoli. “Ecco il Mann del futuro”: il direttore Giulierini a chiusura del suo mandato annuncia progetti e interventi (tutti esecutivi già finanziati) per i prossimi cinque anni, a cominciare dai depositi e nuovi servizi nei sotterranei. Una strada tracciata ben precisa per il direttore che verrà. I dettagli e le considerazioni

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Il grafico con i cantieri in corso e gli interventi programmati al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Il Mann del futuro è già oggi: progetti esecutivi, cronoprogramma, finanziamenti, sono già delineati per i prossimi cinque anni. Sarà un Mann più grande, più bello, più funzionale, che dialoga con la città e il mondo, È questa l’eredità che lascio al nuovo direttore, chi sarà non ha importanza. La strada è segnata”. E un lungo, caloroso, sentito applauso ha accompagnato le parole di Paolo Giulierini nella sua ultima conferenza stampa come direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Il suo mandato scade infatti il 30 settembre 2023. Alle sue spalle l’immagine del prospetto dello storico palazzo che ospita il museo con una scritta emblematica “Verso il Mann del futuro. Azioni in atto per il museo della città” e una serie di indicazioni, in blu (interventi già finanziati e non ancora cantierizzati) e in arancione (cantieri già in corso o in avvio). E solo a scorrerne l’elenco tremano i polsi. Ma non c’è da stupirsi, però. Del resto era stato proprio Giulierini, lo scorso febbraio, alla vigilia della riapertura dell’ala occidentale del museo con la Campania romana, ad accennare alle nuove tappe per un Mann “come non si è mai visto prima” (vedi Napoli. Paolo Giulierini, direttore dal 2015 del museo Archeologico nazionale, traccia un bilancio di quasi 8 anni di lavori e annuncia nuove tappe per un Mann “come non si è mai visto prima” | archeologiavocidalpassato).

È lo stesso direttore Giulierini a sintetizzarci “il Mann verso il futuro”: “Il programma del futuro dei prossimi cinque anni è denso ma è molto equilibrato e supportato non solo da pianificazione e progettualità, ma anche da supporto economico già in cassa. Apriremo i sotterranei per poter garantire nuovi depositi alle Cavaiole, ma soprattutto un grande spazio espositivo e nuovi servizi igienici al pubblico. E questa dimensione sotterranea collegherà il museo con le grandi metropolitane. E poi ovviamente aggiungeremo nuove sezioni espositive. La sezione del Mediterraneo, la sezione Neapolis e Cuma, la sezione dedicata alla Storia del Mann, la sezione dedicata ai vasi greci: insomma, questo museo si sta dotando di un’offerta tale da porlo al vertice dell’offerta dei materiali classici al mondo. Inoltre anche i servizi saranno potenziati. Presto aprirà il nuovo ristorante. Avremo anche una foresteria e soprattutto una serie di azioni connesse con i grandi edifici cittadini limitrofi: Palazzo Fuga, che diventerà un Mann 2; la Galleria Principe, un’altra area espositiva del Mann; l’istituto Colosimo, un grande centro di accoglienza per ricercatori per la realizzazione di convegni”.

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Rendering della realizzazione degli interventi a livello -1 del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Vediamo più nel dettaglio gli interventi che interessano soprattutto il livello -1: piano interrato e depositi. Su queste aree si sta sviluppando il progetto di riqualificazione, con un finanziamento di 11.275.000 euro, risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014/2020. Il progetto aumenterà le potenzialità espositive del Museo, migliorerà i servizi al pubblico e valorizzerà il legame tra l’Istituto e la città. Questi i punti focali: 1) realizzazione, nell’area posta al di sotto dell’Atrio, di un grande spazio destinato alle esposizioni temporanee, raggiungibile mediante un nuovo scalone (in sostituzione di quello attuale tra il piano terra del Museo e le sezioni Egizia ed Epigrafica) e un ascensore, direttamente collegati con la sezione Mediterraneo Antico, intervento programmato per il 2024;

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Museo Archeologico nazionale di Napoli: i depositi delle Cavaiole oggi (foto graziano tavan)

2) depositi delle Cavaiole, che custodiscono i materiali lapidei: qui saranno rinnovati gli impianti, con particolare riferimento alla sicurezza e alle condizioni microclimatiche: l’obiettivo sarà rendere fruibile in futuro l’area anche per i visitatori, con particolari modalità e contingentamento; 3) nuovi servizi igienici nell’area sottostante il terrapieno di ingresso al MANN e a nord-est del Museo; 4) collegamenti con la città: il progetto prevede anche la riqualificazione del cosiddetto giardino delle Cavaiole, tra il Museo e piazza Cavour, che sarà liberato dall’attuale cancellata di chiusura per assumere la funzione di piazza pubblica, ripristinando il rapporto diretto edificio-città, visibile in molte vedute storiche. I vani posti al piano terra su questo fronte, attualmente utilizzati come depositi e locali tecnici, saranno bonificati e destinati ad attività di valorizzazione della vita del quartiere. Su via Santa Teresa degli Scalzi, la palazzina demaniale sarà oggetto di lavori di manutenzione straordinaria, per la realizzazione di una foresteria dotata di quattro alloggi. La conclusione dei lavori è prevista in circa tre anni, con il rilascio in fieri di alcune aree. Il progetto è elaborato da un raggruppamento temporaneo di professionisti (RPA srl, Studio Associato Guicciardini e Magni Architetti, ing. Giovanni Cangi, arch. Fabrizio Natalini ed arch. Pietro Petullà), anche sulla scorta degli studi condotti dal Mann e dai dipartimenti di Architettura delle università Federico II di Napoli e Roma Tre. I lavori sono stati aggiudicati al RTI costituito dalle imprese Fratelli Navarra srl e Gruppo ECF SpA.

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Inaugurazione della sezione Campania romana al museo Archeologico nazionale di Napoli con il ministro Gennaro Sangiuliano (foto graziano tavan)

“Il MANN del futuro è già in moto”, dichiara il direttore Paolo Giulierini. “Con l’apertura del grande cantiere dei sotterranei e un progetto che porterà alla creazione di nuove aree espositive, la sezione Mediterraneo, servizi e accoglienza di standard internazionale in collegamento con la città, il percorso è segnato. Non è sogno né una promessa: siamo, con questa ulteriore ‘rivoluzione’ che stavolta parte dal sottosuolo, all’approdo concreto dell’utilizzo di circa 50milioni di euro di fondi pubblici. Abbiamo lavorato dai tetti ai depositi (la riapertura dell’ala occidentale con la Campania romana lo scorso aprile, alla presenza del ministro Sangiuliano, credo resterà nella storia dell’istituto) per un museo della città ‘mai così grande’ e mai chiuso per un solo giorno alla fruizione del pubblico. Mi fa piacere segnalare al riguardo che abbiamo superato il numero dei visitatori dell’intero 2022: già a metà settembre sono stati 420mila, rispetto ai 400mila totali dello scorso anno, con un incremento del 31,8%. Cantieri ed interventi di riallestimento importanti sono in corso intanto nel ‘palazzo’ – anticipa Giulierini – nel ’23 si chiude il cerchio: il museo della città completa il suo racconto con le sezioni Cuma e Neapolis, collegandole alla Preistoria, alla Piana campana, alla Magna Grecia. E tornano a brillare gli ori, le gemme e la numismatica. Nel segno di Alessandro e del restauro del suo mosaico, è in arrivo a ottobre al museo la ‘macchina’ della ‘grande impresa’: l’opera sarà capovolta per verificare le condizioni della malta di 2000 anni fa. Proprio dai depositi, al centro della valorizzazione, parte il progetto “Il tesoro della Legalità”, con Procura di Napoli, Carabinieri, Federico II, che è anche un’idea per Palazzo Fuga. Il MANN del futuro non potrà che continuare ad essere propulsore e aggregatore del ‘Quartiere della cultura’, in dialogo fattivo con le istituzioni territoriali sui progetti già avanzati per Galleria Principe e Colosimo, mentre sono ben 52 i siti Extramann in rete e si apre l’interessante collaborazione con la Stazione marittima”.

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Il difettore del Mann Paolo Giulierini con Maria Lucia Giacco, curatrice della collezione Magna Grecia (foto Graziano Tavan)

Chiudiamo con qualche considerazione del direttore Giulierini a bilancio dei suoi otto anni di mandato. “In questi otto anni il Mann ha cercato ovviamente delle strategie di collaborazione con la città, con il pubblico. E quindi abbiamo realizzato tante mostre, tanti momenti dedicati anche alle altre arti. Però questo non deve far pensare a una strategia scoordinata. In mezzo a queste pietanze c’erano anche i piatti forti costituiti ovviamente dal grande palinsesto dei progetti di restauro del palazzo a partire dai tetti, dai depositi, a partire da questa novità dei sotterranei. E soprattutto l’idea di riaprire completamente il Mann riaprendo quasi dieci Collezioni. Oggi noi possiamo garantire un museo completamente a norma che riespone materiali in ordine superiore agli anni Trenta del Novecento quando il museo raggiunse la massima estensione e siamo contenti che naturalmente a questo clima di sobrietà edilizia corrisponda però sempre una gioia di vivere e realizzare cose che fanno felici i cittadini”.

Napoli. Il museo Archeologico nazionale ospita la giornata di studi “Gricignano d’Aversa e Carinaro, un progetto di recupero e riorganizzazione dei dati archeologici tra tutela e valorizzazione”, promossa da Mann, SABAP CE-BN e direzione regionale Musei Campania

napoli_mann_giornata-di-studi-gricignano-d-aversa-e-carinaro_locandinaL’Auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la giornata di studi “Gricignano d’Aversa e Carinaro, un progetto di recupero e riorganizzazione dei dati archeologici tra tutela e valorizzazione”, promossa dal Mann, dalla SABAP CE-BN e dalla direzione regionale Musei Campania. Si inizia alle 9.30 con i saluti istituzionali del Comitato promotore: Paolo Giulierini (direttore Mann), Gennaro Leva (soprintendente ABAP CE-BN), Marta Ragozzino (direttore DRM Campania), Luigi La Rocca (direttore generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio).

SESSIONE MATTUTINA Modera: Pierfrancesco Talamo (DRM Campania). Alle 9.45, “Gricignano d’Aversa e Carinaro: un progetto di recupero e riorganizzazione dei dati archeologici tra tutela e valorizzazione” con Ilaria Matarese (SABAP CE-BN), Antonio Salerno (DRM Campania), Emanuela Santaniello (Mann); 10.05, “Il Geoportale Nazionale per l’Archeologia. Presentazione e applicazioni” con Elena Calandra (direttore ICA), Valeria Acconcia, Valeria Boi, Annalisa Falcone (istituto centrale per l’Archeologia- ICA); 10.20, “Deep mapping e ricerca archeologica per la storia della Piana Campana centro-meridionale: il progetto di integrazione digitale dei dati archeografici di Gricignano, Carinaro e Sant’Arpino (CE)”, con Rodolfo Brancato (Unina), Ilaria Matarese (SABAP CE-BN), Emanuela Santaniello (Mann) e il contributo di Giuseppe Luongo, Marta Tosolini, Carla Porciello (Unina); 10.35, “La Piana Campana tra fiumi, paleoambienti e attività vulcanica: un continuum di dati archeo-stratigrafici lungo il Clanis-Regi Lagni” con Vincenzo Amato (Unimol); 10.50, “Forme dell’abitare nell’Eneolitico italiano: Gricignano US Navy e altre evidenze di recenti scavi” con Vincenzo Tinè (soprintendente SABAP area metropolitana di Venezia e province di Belluno Padova Treviso). Dopo la pausa caffè, alle 11.30, “L’importante contributo delle datazioni assolute alla cronologia della piana campana dall’Eneolitico al Bronzo Medio” con Isabella Passariello, F. Marzaioli, F. Terrasi (Uni Campania); 11.45, “L’insediamento dell’Eneolitico recente di Carinaro – Polo Calzaturiero. Dati e riflessioni su un contesto di facies Laterza” con Giuliana Boenzi (SABAP NA); 12, “Gricignano d’Aversa, US Navy: le necropoli di facies Laterza” con Antonio Salerno (DRM Campania); 12.15, “Gli inumati della necropoli eneolitica di Gricignano – Us Navy. Prime evidenze e prospettive di studio” con Luca Bondioli, Alessandra Sperduti (MuCiv); 12.30, “Gricignano d’Aversa U.S. Navy (Caserta) tra passato, presente e futuro: per un’agenda di lavoro” con Fabio Saccoccio (University of Nottingham), Amodio Marzocchella (già DRM Campania), Alessandro Vanzetti (Uni Sapienza); 12.45, domande – dibattito sugli interventi.

SESSIONE POMERIDIANA Modera: Simona Todaro (Uni Catania). Alle 14.15, “Gricignano d’Aversa: analisi tipologica di contesti a cavallo tra Bronzo Antico avanzato e Bronzo Medio 1” con Ilaria Matarese (SABAP CE-BN), Amodio Marzocchella (già DRM Campania); 14.30, “Carinaro e Gricignano: sepolture del Bronzo finale 3” con Francesca D’Apruzzo (università autonoma di Barcellona), Amodio Marzocchella (già DRM Campania), Marco Pacciarelli (Unina), R. Risch (università autonoma di Barcellona); 15.15, “Gricignano d’Aversa: evidenze di abitato del Bronzo finale 3” con Francesco Corpaci (Unina), Concetta Fiorillo (Unina), Ilaria Matarese (SABAP CE-BN), Nadia Nonio, Marco Pacciarelli (Unina); 15.30, “La tomba n. 62 di Gricignano d’Aversa US Navy” con Patrizia Gastaldi (già Unior); 15.45, “Trasformazioni ambientali e nuove acquisizioni, quando il nuovo riscopre l’antico: gli scavi nella base di supporto della U.S. Navy dì Gricignano (CE)” con Elena Laforgia (già DRM Campania); 16, domande – dibattito sugli interventi. Dopo la pausa caffè, alle 16.30, tavola rotonda “Gricignano d’Aversa e Carinaro: quali prospettive di tutela e valorizzazione?”. Modera: Paolo Giulierini. Partecipano: Stefano De Caro (già direttore generale Archeologia), Maria Antonietta Fugazzola (già soprintendente al museo Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”), Teresa Cinquantaquattro (direttore Segretariato regionale per la Campania), Elena Calandra (direttore ICA), Gennaro Leva (soprintendente SABAP CE-BN), Marta Ragozzino (direttore DRM Campania), Paola Aurino (soprintendente SABAP-CS), Mariano Nuzzo (soprintendente SABAP area metropolitana di Napoli). Apertura serale del museo con visita alla Piana Campana e alle altre collezioni.

Nuovo lutto per l’archeologia campana. È morta improvvisamente a 72 anni Caterina Cicirelli, funzionaria archeologa del parco archeologico di Pompei, studiosa specialista del territorio vesuviano e in particolare del villaggio di Longola sul Sarno e delle ville romane di Terzigno. Il cordoglio dei colleghi

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L’archeologa Caterina Cicirelli, già funzionaria del parco archeologico di Pompei, morta a 72 anni (foto parco archeologico pompei)

Neppure il tempo di dare l’ultimo saluto all’archeologa Valeria Sampaolo, già direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, che un nuovo lutto ha colpito l’archeologia napoletana: il 10 settembre 2023 è venuta a mancare Caterina Cicirelli, funzionaria archeologa del parco archeologico di Pompei, studiosa specialista del territorio vesuviano e in particolare del villaggio di Longola sul Sarno e delle ville romane di Terzigno. Aveva 72 anni. “Se n’è andata in silenzio”, scrive Giuseppe di Leva, “la protagonista di importanti ricerche del nostro antico territorio, a chiusura di una delle giornate più lugubri per l’archeologia vesuviana”. E l’archeologo Mario Grimaldi: “Sono andate via altre due colonne della nostra formazione ed esperienza umana e professionale … Valeria Sampaolo e Caterina Cicirelli hanno rappresentato tantissimo per chi si occupa di pittura romana con i loro studi e le loro scoperte. Due donne diverse ma complementari. Perdiamo altre due colonne della nostra memoria. Mancheranno tanto”. Immediato il cordoglio di istituzioni e di chi ha avuto modo di conoscerla.

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Il prof. Massimo Osanna con l’archeologa Caterina Cicirelli (foto direzione generale musei)

Il parco archeologico di Pompei esprime cordoglio per la scomparsa dell’archeologa Caterina Cicirelli, per molti anni funzionaria del Parco. “Pompei e tutta l’area vesuviana perdono una grande studiosa e un’amica splendida di grande umanità e passione”, la ricorda Gabriel Zuchtriegel, il direttore generale del Parco. “I suoi lavori, tra cui i suoi importanti studi sulle ville di Terzigno, rimarranno un punto di riferimento”. La direzione e tutto il personale esprimono la più sentita vicinanza alla famiglia. Al cordoglio si associa la direzione generale Musei per l’improvvisa scomparsa della dott.ssa Caterina Cicirelli, funzionaria archeologa del parco archeologico di Pompei, studiosa specialista del territorio vesuviano, in particolare del villaggio di Longola sul Sarno e delle ville romane di Terzigno. Appassionata del suo lavoro, si ricorda la sua importante collaborazione nella realizzazione del Grande Progetto Pompei, di cui è stata responsabile di svariati interventi. “Caterina per decenni”, ricorda commosso Massimo Osanna, “si è occupata del territorio di Terzigno assicurandone non solo la tutela, ma promuovendo anche la conoscenza grazie a campagne di scavo e alla divulgazione dei risultati in pubblicazioni scientifiche e mostre, portando così un ulteriore, fondamentale tassello alla ricostruzione storica di quest’area”.

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L’archeologa Caterina Cicirelli al museo Archeologico territoriale di Terzigno (foto matt)

Francesco Ranieri: “Ci lascia Caterina Cicirelli, se ne va in silenzio dopo aver trascorso una vita da vera vulcanica. Grande professionista ma soprattutto una studiosa sopraffina dell’immensa storia di Terzigno. Buon viaggio dottoressa. Sapremo custodire nel museo Archeologico territoriale di Terzigno (MATT) e nel parco archeologico il lavoro che in tantissimi anni ha profuso per la nostra comunità. Per sempre grato. A Dio”. Gennaro Barbato: “È venuta a mancare la dott. Caterina Cicirelli funzionario della soprintendenza di Pompei, ne ricordo il coraggio di affrontare anche situazioni particolari in una terra bella ma anche difficile. Ha chiuso gli occhi e ha messo importanti vincoli archeologici ad Ottaviano, ne godranno le future generazioni. Se viene fuori da sotto il lapillo la Villa degli Ottavi è grazie anche al suo contributo. Grazie per tutto quello che hai fatto all’ombra del Somma-Vesuvio dott. Caterina Cicirelli”.

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L’archeologa Vincenzina Castiglione Morelli stroncata da un male incurabile (foto mann)

Chiudiamo prendendo a prestito le belle parole scritte per l’edizione dell’11 settembre 2023 del giornale on line “Gente e Territorio” da Federico L.I. Federico, architetto, scrittore e giornalista, fino ai primi anni Novanta del secolo scorso direttore del Settore Tecnico della soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta e poi della soprintendenza Archeologica di Pompei ricoprendo ad interim anche la direzione degli Scavi di Pompei. “Un giornale – scrive – non è certo luogo di necrologi, ma questa estate lunga e breve, tormentata da notizie sul clima impazzito e sulla invasione delle specie aliene nell’intera area del Mediterraneo, compreso l’ormai noto Granchio blu nei mari e nei fiumi del nostro Belpaese, è stata caratterizzata da tre grosse perdite di protagoniste al femminile del mondo campano dell’Archeologia. Prima ci ha lasciati improvvisamente ‘Nella’ Castiglione Morelli, che definimmo la Signora lieve dell’Archeologia, avendola conosciuta di persona (vedi Archeologia in lutto. Si è spenta in pochi giorni per un male incurabile Vincenzina Castiglione Morelli “Nella”, l’archeologa innamorata di Ercolano. Il ricordo della grande pompeianista | archeologiavocidalpassato). Adesso, in quest’ultimo fine settimana – davvero doloroso per chi scrive – ci hanno lasciati altre due Archeologhe, la napoletana Valeria Sampaolo (vedi Archeologia in lutto. È morta a 70 anni l’archeologa Valeria Sampaolo, a lungo direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, funzionaria di lungo corso per il ministero dei Beni culturali, grande esperta di affreschi antichi, ha guidato negli anni Novanta i principali siti di Santa Maria Capua Vetere. Il cordoglio del mondo accademico e istituzionale | archeologiavocidalpassato) e la sorrentina Caterina Cicirelli, protagoniste un po’ più giovani di ‘Nella’. Entrambe hanno affiancato e intersecato l’attività professionale di chi scrive, sia quale architetto “ab imis” prestato all’archeologia, sia come funzionario che come libero professionista, sempre con esiti felici e condivisi da loro due, anche se faticosamente in qualche caso. Ma soprattutto sempre amicalmente. Mi è sembrato doveroso ricordarle entrambe, strappate insieme, prematuramente, a una senescenza appena iniziata. Entrambe, Valeria e Caterina, erano arrivate in Soprintendenza tra le prime nuove leve dell’Archeologia della gestione di Fausto Zevi, grande protagonista a Napoli e in Campania di anni fecondi per l’Archeologia – tra la fine dei Settanta e gli inizi degli Ottanta del Novecento – trovando in me come architetto, un interlocutore “altro” ma sempre disponibile alla collaborazione. Entrambe hanno esercitato la propria lunga e lodevole attività di funzionarie della allora soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, seguendone le sorti delle varie trasformazioni a Napoli, a Pompei e a Caserta, innescate da gemmazioni successive di un Ministero che moltiplicava i suoi Uffici periferici per i disegni egemonici romani. Appare chiaro sempre più, infatti, che risultano del tutto avulsi dalle reali necessità del governo di un territorio ad altissima “densità” archeologica. Di Valeria Sampaolo e Caterina Cicirelli chi scrive ha ricordi vividi e cordiali di giovani archeologhe prima e di esperte funzionarie dopo, sostanziatisi poi in confronti costruttivi che si rinnovarono nonostante la mia veste di professionista “esterno”. Eccoli, li sottopongo al lettore a braccio, così come mi emergono…

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L’anfiteatro romano a Santa Maria Capua Vetere (foto drm-campania)

“Pacata, lucida ed equilibrata Valeria – continua -. Capace di districarsi con grande autonomia di pensiero anche in situazioni complesse quali furono la sua lunga direzione del museo Archeologico nazionale, allora non ancora noto come Mann, ma sempre al primo posto nel cuore dei Napoletani. Con grande equilibrio e sorprendente capacita Valeria poi diresse ad interim da supplente la stessa soprintendenza Archeologica di Napoli, subentrando a Stefano De Caro, il soprintendente “vesuviano” per eccellenza, chiamato ad alti incarichi romani per le sue indiscutibili e grandi doti dirigenziali. A Valeria Sampaolo – tornata nei ranghi di funzionario, in un Ministero che mostrò nell’occasione di essere sordo e ingrato – toccò di governare l’area casertana, con epicentro a S. Maria Capua Vetere, da dove diede lezioni di stile ed efficienza, ammodernandone gli Uffici e dando vita e lustro all’area urbana della piazza antistante l’Anfiteatro Campano, occasione in cui collaborammo pienamente e felicemente.

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Il parco Archeologico Naturalistico di Longola a Poggiomarino (foto parco archeologico di pompei)

“Caterina Cicirelli era diversa. Molto diversa da Valeria Sampaolo, sebbene infiammata dalla stessa dedizione alla Archeologia, vista come missione, oltre che professione. Raramente serena e rilassata (lo era, però, quando si scioglieva in amichevoli report familiari di figlia sola con una madre anziana e amatissima), freneticamente attiva, coinvolgeva i suoi collaboratori nelle sue “campagne” di contrasto alle pubbliche amministrazioni locali. Soprattutto quelle che avevano la ventura di incontrarla sul proprio cammino, spesso obliquo, quando non ambiguo, perché teso a risultati contrastanti con gli interessi dell’Archeologia, che Caterina Cicirelli anteponeva a tutto. Fu quindi una sorta di archeologa “Jolly” operante efficacemente a salvaguardia del territorio su diverse aree archeologiche di grande interesse, tra cui la sua prediletta area sorrentina, dove innescò i primissimi contatti per l’acquisizione a Piano di Sorrento della Villa Fondi de Sangro, l’attuale notissimo museo Archeologico territoriale della Penisola Sorrentina Georges Vallet. Verso la fine della carriera di funzionario della soprintendenza Archeologica di Pompei, intanto divenuto parco archeologico, “la Cicirelli” ebbe l’occasione della sua “vita da mediano” dell’Archeologia quando – affiancata dalla archeologa preistorica “esterna” Claude Livadie e da chi scrive come architetto “esterno” – si rese autrice dello scavo archeologico preistorico più importante del Meridione d’Italia, forse d’Italia, tout court: quello di Lòngola a Poggiomarino. Quello scavo – indotto da un fortuito ritrovamento e difficile perché effettuato in piena falda freatica – sfuggendo all’abbandono ricorrente dei siti scavati, fortunatamente è stato seguito dalla sistemazione a parco archeo-fluviale naturalistico. Ed è visitabile, ubicato sulle rive di un fiume Sarno ancora… trasparente in quel tratto. Incredibilmente… L’articolo si chiude qui, con il ricordo di queste due archeologhe “napoletane”. Ma è stato un atto doveroso e gradito da chi lo ha scritto”.

Lanuvio (Rm). Apre la mostra “1884-1892 Gli scavi di Lord Savile Lumley al Santuario di Giunone Sospita a Lanuvio”: a oltre 130 anni dal ritrovamento tornano a casa i reperti appartenenti al gruppo scultoreo di Licinio Murena

lanuvio_museo-civico_mostra-1884-1892_Gli-scavi-di-Lord-Savile-Lumley_locandinaDomenica 10 settembre 2023, alle 18, il Museo Civico di Lanuvio inaugura la mostra “1884-1892 Gli scavi di Lord Savile Lumley al Santuario di Giunone Sospita a Lanuvio”, ospitata nelle Segrete di Palazzo Colonna-Il Cantinone. Grazie a una sinergia tra gli archeologi del Leeds City Museum, il Comune di Lanuvio nella persona del sindaco Andrea Volpi, il direttore del Museo Luca Attenni, la soprintendenza Archeologia belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti e il museo Archeologico nazionale di Napoli, saranno esposti per la prima volta a Lanuvio i reperti appartenenti al gruppo scultoreo di Licinio Murena provenienti dal Santuario di Giunone Sospita. L’importante gruppo scultorio fu donato dal console Lucinio Murena per il santuario lanuvino, a seguito di una vittoria contro il re del Ponto e si ispira probabilmente ad un gruppo equestre in bronzo commissionato da Alessandro Magno. Risalenti al I sec. a.C. i reperti furono ritrovati appunti nell’800 da Lord Savile Lumley, ambasciatore presso sua maestà britannica che li portò in patria. Dopo oltre 130 anni l’importante ritrovamento ritorna quindi a casa e rimarrà esposto per un anno, con possibilità di visita dal martedì alla domenica. Domenica 10 settembre 2023, al termine dell’inaugurazione, seguirà una serie di visite guidate della mostra a cura del Personale del Museo Diffuso di Lanuvio. Al termine dell’inaugurazione seguirà una serie di visite guidate della mostra a cura del personale del Museo Diffuso di Lanuvio. L’esposizione avrà durata di un anno e sarà possibile visitarla dal martedì alla domenica

Archeologia in lutto. È morta a 70 anni l’archeologa Valeria Sampaolo, a lungo direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, funzionaria di lungo corso per il ministero dei Beni culturali, grande esperta di affreschi antichi, ha guidato negli anni Novanta i principali siti di Santa Maria Capua Vetere. Il cordoglio del mondo accademico e istituzionale

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L’ex direttrice del Mann Valeria Sampaolo in occasione della festa per il suo pensionamento il 1° febbraio 2018 (foto mann)

Il nome di Valeria Sampaolo compare sulla locandina delle “Sere del Mann” tra gli autori dei contributi del libro di Luigi Spina “Mosaico di Alessandro”, la cui presentazione è in calendario il 21 settembre 2023, alle 20, nel giardino delle Fontane. Ma l’archeologa, a lungo direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli fino all’arrivo del decreto sulle autonomie di Franceschini, è morta nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 settembre 2023. I funerali si terranno il 10 settembre 2023 alle 9.30 nella chiesa della Madonna del Buon Consiglio in Napoli alla via Girolamo Santacroce. Nata a Roma nel 1953, aveva 70 anni. Funzionaria di lungo corso per il ministero dei Beni culturali, grande esperta di affreschi antichi, ha guidato negli anni Novanta i principali siti di Santa Maria Capua Vetere, curandone il prezioso riallestimento: dal museo Archeologico dell’antica Capua, a quello dei Gladiatori. Nel 2018 era stata festeggiata al Mann quando era andata in pensione. Ma le collaborazioni scientifiche nel “suo” museo non sono mai venute meno. Ricordiamo, ad esempio, la curatele per la mostra “Gladiatori”.

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L’archeologa Valeria Sampaolo, già direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, è morta a 70 anni il 9 settembre 2023 (foto paolo soriani)

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, con l’archeologa Valeria Sampaolo (foto paerco)

Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo accademico e istituzionale a cominciare dal Mann. “La Direzione e tutto lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli si stringono attorno ai familiari di Valeria Sampaolo, già direttrice del Mann. Con Valeria – scrive il direttore Paolo Giulierini – ho condiviso molti anni di lavoro, ma lei c’era da molto prima di me e non posso non riconoscerle straordinaria dedizione al lavoro, senso dello Stato e grandi competenze scientifiche. Grazie Valeria per tutto quello che ci hai insegnato”. Anche il parco archeologico di Ercolano ricorda Valeria Sampaolo: “Il personale del parco archeologico di Ercolano con il Direttore Francesco Sirano, assieme al team di HCP, si uniscono a tutto il mondo dell’archeologia campana nel ricordo di Valeria Sampaolo, funzionario infaticabile, studiosa, animatrice di tanti convegni, mostre, allestimenti museali e pubblicazioni sui temi della tutela, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio della Campania e della pittura vesuviana della quale era profonda ed esperta conoscitrice. Al Parco di Ercolano Valeria Sampaolo ha dato importanti contributi, si ricorda con la partecipazione ad un simposio internazionale sulle Pratiche di gestione, di cui è recente la pubblicazione degli atti”.

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Valeria Sampaolo al lavoro a Santa Maria Capua Vetere (foto antica capua circuito archeologico)

“Per noi oggi è un giorno molto triste”, si legge sul sito Antica Capua circuito archeologico, “ci ha lasciati una persona a noi molto cara, una studiosa appassionata che ha diretto l’ufficio per i beni archeologici di Santa Maria Capua Vetere a lungo, lasciando un segno indelebile della sua presenza e del suo lavoro in ogni angolo del nostro sito. Ci lascia oggi la dottoressa Valeria Sampaolo. Vogliamo ricordarla così, con alcune foto che la ritraggono attenta, curiosa, felice ed entusiasta nella sua ultima visita al museo, quando le illustrammo l’idea di restituire al pubblico la fruizione della tomba di stallia, rinvenuta anni prima sotto la sua sapiente direzione. Ciao Valeria, un grande abbraccio alla famiglia”. Anche a soprintendenza APAB dell’area metropolitana di Napoli si stringe intorno ai familiari di Valeria Sampaolo, a lungo direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli e funzionaria di lungo corso dell’attuale ministero della Cultura. “Valeria ha rappresentato per molti un punto di riferimento per la sua competenza e la passione profusa nel suo ufficio. Per il mondo della cultura napoletana rappresenta una grande perdita”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo. La direzione del parco archeologico di Pompei esprime cordoglio per la scomparsa di Valeria Sampaolo. Nata a Roma nel 1953, è stata per anni direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli e poi conservatore capo del museo. Archeologa e studiosa di grande esperienza, era molto legata a Pompei, a cui aveva dedicato numerose pubblicazioni. La direzione generale del Parco, a nome di tutto il personale, esprime le più sentite condoglianze alla famiglia. Grande tristezza per tutto il personale del museo Archeologico nazionale dell’antica “Allifae” che ha avuto la fortuna di condividere il lavoro e la passione della dottoressa Valeria Sampaolo. Il direttore Antonio Salerno e tutto il personale del Museo si stringono attorno alla famiglia della dott.ssa Valeria Sampaolo, già direttrice dell’Ufficio dei beni archeologici di Santa Maria Capua Vetere: “Il suo costante impegno e il suo incessante lavoro ha segnato una svolta per la tutela del territorio e ha costituito un esempio per tutti, come lo sarà ancora per le future generazioni di archeologi”.

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L’archeologa Valeria Sampaolo mentre spiega la pittura pompeiana ai ragazzi (foto mann)

Giuseppe Di Leva: “Io me la immagino ancora così, a narrare la pittura pompeiana ai ragazzi”. Marco Minoja: “Il giorno in cui sono diventato un soprintendente archeologo la prima persona che ho voluto chiamare è stata Valeria Sampaolo. Per dirle grazie. Per dirle che quel che era successo era successo grazie a lei, al suo insegnamento, al suo appoggio, al suo esempio militante e determinato. E adesso che ci ha lasciato sento ancora più forte la gratitudine per averla incontrata. Valeria Sampaolo è una di quelle persone che nella vita ti cambiano in meglio, che ti regalano un punto di appoggio costante per il cuore e la coscienza. Che fortuna che ho avuto a conoscerti, Valeria”. Federico Marazzi: “Ho appreso con grande dispiacere la notizia della scomparsa di Valeria Sampaolo. Ho collaborato con lei al tempo della mostra sui Longobardi e ho avuto modo di imparare a conoscere la sua profonda cultura e la conoscenza del museo Archeologico di Napoli e delle sue collezioni e il suo sincero amore per quel luogo. È stata protagonista di una stagione importante dell’archeologia in Campania, lasciando segni rilevanti del suo operato anche sul territorio regionale, soprattutto a Santa Maria Capua Vetere. Le rivolgo un pensiero deferente e di profonda stima, anche in quanto direttore della Scuola di Specializzazione di UniSob e UniCampania, che con il Mann e con il territorio dell’antica Capua interagisce profondamente”. Tsao Cevoli: “Mi unisco al cordoglio di tanti colleghi archeologi per la scomparsa della dott.ssa Valeria Sampaolo, già soprintendente e direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, una rappresentante dello Stato che ha speso la sua vita per la tutela del patrimonio archeologico. Sit tibi terra levis”. Ilaria Donati: “Un giorno arrivò sullo scavo a Brezza, io ero archeologa in erba, lei ispettrice di quell’area. Era giovane, aveva i capelli con un bel carrè vaporoso, vestiva casual, ma elegante. Mi ha fatto un gran sorriso di incoraggiamento e dopo una breve occhiata è andata via. Rispettosa, dolce, professionalissima. Quando ho consegnato la documentazione di quel saggio, attraverso la società per cui lavoravo, lei ha dato parere positivo, aggiungendo che lo scavo era stato condotto in maniera puntuale e che la documentazione era accurata e corretta. Lei mi ha fornito il primo riscontro diretto della correttezza del primo lavoro che non ho svolto da apprendista. Da allora i contatti con lei, anche quando era Direttrice del Mann, sono stati sempre positivi e proficui. Una bellissima studiosa, una donna generosa del suo sapere. Grazie Direttrice!”.

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Teatri di Pietra: Aurelio Gatti con Valeria Sampaolo (foto aurelio gatti)

Il soprintendente arch. Gennaro Leva e tutto il personale della soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento si stringono attorno alla famiglia di Valeria Sampaolo, già direttrice dell’Ufficio dei Beni archeologici di Santa Maria Capua Vetere: “Il suo costante impegno e il suo incessante lavoro ha segnato una svolta per la tutela del territorio e ha costituito un esempio per tutti, come lo sarà ancora per le future generazioni di archeologi”. Aurelio Gatti: “È scomparsa Valeria Sampaolo, ricercatrice, archeologa, funzionario di molti siti e musei archeologici in cui ho lavorato, donna straordinaria e attenta partecipe del mio e nostro lavoro. Con Valeria Sampaolo, responsabile per l’Anfiteatro Campano di S. Maria Capua Vetere e il Prof. De Caro, al tempo Soprintendente di Napoli e Caserta, sono nati i Teatri di Pietra …. era il 1999 e tanto e buon lavoro si è fatto insieme …”. Rotary Club Torre del Greco Comuni Vesuviani: “Con dolore, comunichiamo che la nostra socia e Past President Valeria Sampaolo, già direttrice del Museo Archeologico Nazionale, si è serenamente addormentata. Il nostro Club perde una grande rotariana, prima donna ad entrare nel nostro sodalizio, la comunità degli studiosi è privata di un archivio vivente di conoscenze, noi tutti piangiamo un’amica buona, generosa e leale. Addio Valeria, non ti dimenticheremo mai!”.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale riprendono al giovedì le “Sere del Mann”: visite guidate alla mostra “Picasso e l’antico” e approfondimenti su Alessandro Magno. Ecco il programma

napoli_mann_sere-del-mann_locandinaCon un invito alla mostra “Picasso e l’antico” (visite guidate gratuite, prenotazione obbligatoria su www.eventbrite.it) riprendono al museo Archeologico nazionale di Napoli le aperture serali del giovedì (dalle 19 alle 22.30, ultimo ingresso alle 22) per tutto il mese di settembre con un programma che continua gli approfondimenti su Alessandro Magno dopo il successo della grande mostra appena conclusa. Il biglietto speciale avrà il costo di 3 euro (1 euro sarà devoluto per l’Emilia Romagna colpita dall’alluvione) comprensivo delle collezioni – con l’opportunità di scoprire la nuova sezione Campania Romana – e delle mostre.

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Copertina del libro “Mosaico di Alessandro” di Luigi Spina

Giovedì 7 settembre 2023 si parte con le visite guidate gratuite a “Picasso e l’antico” a cura del personale del Mann (alle 20.30; 21; 21.30). Il 14 settembre 2023, alle 20, nel giardino delle Fontane, incontro su Alessandro Magno a cura di Laura Giuliano, curatrice delle collezioni Gandhara, India e Sud Est Asiatico al museo delle Civiltà di Roma. Le visite a “Picasso e l’antico” si terranno alle 21; 21.15; 21.30. Il 21 settembre 2023, alle 20, nel giardino delle Fontane, presentazione del libro di Luigi Spina edito da Five Continents sul Mosaico di Alessandro, arricchito dai contributi del direttore del Mann Paolo Giulierini, Valeria Sampaolo, Fausto Zevi. Nel corso della stessa serata opening della mostra “Afrodisia” di Michele Iodice. Visite guidate alla mostra “Picasso e l’antico” in partenza alle 21; 21.15; 21.30. Le visite si svolgeranno negli stessi orari anche giovedì 28 settembre 2023.  In occasione dell’ottantesimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli, alle 20, nel giardino delle Fontane, è prevista la conferenza “1940 – 1945: il Museo e la guerra attraverso le pagine del Taccuino napoletano di Amedeo Maiuri”, a cura di Andrea Milanese con Alessandro Gioia. Letture di Angela Luppino.

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L’ingresso della mostra “Picasso e l’antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

PICASSO E L’ANTICO. 43 i lavori di Picasso messi a confronto con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei. Il progetto, curato da Clemente Marconi, si inserisce nel programma internazionale “Picasso Celebrazioni 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte. La mostra ha l’intento di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Allestita nelle sale della Collezione Farnese, l’esposizione si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso – delineando come si presentava al tempo della visita dell’artista il Museo, allora non ancora solo “archeologico” – la seconda relativa al confronto tra le opere del Museo e i lavori di Pablo Picasso. In mostra sono presentate 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard, eccezionale prestito del British Museum di Londra. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del musée national Picasso-Paris e del museo Gagosian di New York. L’eco profonda del viaggio in Italia del 1917 sulla produzione artistica di Picasso è stata riconosciuta da tempo; il soggiorno a Napoli ha a sua volta una rilevanza particolare: il naturalismo di questa fase picassiana assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggior parte dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ’30. Prorogata fino al 2 ottobre 2023 (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Picasso e l’antico”. Giulierini: “Questa mostra è possibile solo al Mann, con un dialogo tra i capolavori del mondo classico e le opere del genio spagnolo che ne fu influenzato nella sua visita del 1917” | archeologiavocidalpassato).

Napoli. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Alessandro Magno e l’Oriente” chiusa con 200mila visitatori. E a ottobre si presentano due libri su Alessandro

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Testa di Alessandro dal museo di Salonicco all’ingresso della mostra “Alessandro e l’Oriente” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

Chiusa la grande mostra “Alessandro Magno e l’Oriente”, al museo Archeologico nazionale di Napoli è tempo di bilanci e di annunciare le iniziative a corollario dell’evento espositivo. Di prossima pubblicazione, infatti, editi da Electa, “Alessandro Magno”, volume di saggi a cura di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo, e il fumetto “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” di Blasco Pisapia. Il primo titolo sarà presentato al Mann il 9 ottobre e il secondo il 26 ottobre 2023.

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Il salone della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli che ha ospitato la sezione principale della mostra “Alessandro e l’Oriente” (foto graziano tavan)

Circa duecentomila visitatori hanno ammirato la mostra che ha accompagnato l’avvio della fase esecutiva del restauro del grande mosaico della battaglia tra Alessandro e Dario, proveniente dalla Casa del Fauno di Pompei, uno dei capolavori iconici del Mann. Promossa dal ministero della Cultura, l’esposizione organizzata dal Mann in collaborazione con Electa, con la curatela scientifica di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo, ha proposto con 170 opere il percorso di conquista di Alessandro. La mostra ha avuto il sostegno della Regione Campania, del parco archeologico del Colosseo e Intesa Sanpaolo, e si è avvalsa della collaborazione del museo delle Civiltà di Roma e del ministero ellenico della Cultura e dello Sport. Catalogo Electa.

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Mostra “Alessandro Magno e l’Oriente”: da sinistra, i due curatori Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo tra il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e il direttore del Mann Paolo Giulierini (foto graziano tavan)

“Un grande successo per un museo che vuole essere luogo di confronto tra culture, identità e storie”, sottolinea il direttore Paolo Giulierini. “Siamo felici non solo per il numero degli ingressi, ma per il gradimento espresso dai visitatori e il riscontro eccellente della critica, anche internazionale. Il nostro racconto di Alessandro continua. Ad ottobre si parte con due presentazioni del vasto programma di iniziative editoriali che accompagneranno gli approfondimenti su Alessandro. Altri appuntamenti arricchiranno il programma degli incontri settimanali di Archeologia, da novembre, anche in collaborazione con l’università L’Orientale”.

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Copertina del libro “Alessandro Magno” a cura di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo (Electa)

Lunedì 9 ottobre 2023 sarà presentato al Mann il volume edito da Electa “Alessandro Magno” con testi di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo, che ne sono anche i curatori, e una preziosa raccolta di saggi di Stefano De Caro, Anna Trofimova, Emanuele Greco, Calogero Ivan Tornese, Paola Piacentini, Luca Attenni, Fausto Zevi, Theodoros Mavrojannis, Elena Calandra, Michaelis Lefantzìs, Laura Giuliano, Lara Anniboletti, Paolo Giulierini, Laura Forte. I testi raccolti in questo volume – che si aggiunge al catalogo pubblicato in occasione della mostra – raccontano, da vari punti di vista, questo irripetibile momento della storia umana, a partire dalle fonti e dalla ricca iconografia che da sempre accompagna Alessandro Magno.

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Copertina del libro “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” di Blasco Pisapia (Electa)

Giovedì 26 ottobre 2023 sarà presentato al Mann il volume destinato al pubblico dei più giovani e degli appassionati di fumetti “Nico alla scoperta di Alessandro Magno” (ed. Electa) firmato da Blasco Pisapia, da venticinque anni uno dei più apprezzati disegnatori Disney e Panini comics. Si tratta del quarto fumetto di Pisapia per il Mann, nell’ambito del progetto universitario Obvia, referente Daniela Savy (università di Napoli Federico II).

Parco archeologico di Naxos-Taormina. Il 3 settembre la cerimonia del Premio Comunicare l’Antico. Ecco i premiati. Un mese di eventi collaterali

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Premio Comunicare l’Antico: Nazir Awad, direttore generale dei musei e delle antichità della Siria (foto parco naxos)

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Premio Comunicare l’Antico: Rustem Aslan, direttore degli scavi archeologici a Troia (foto parco naxos)

Siria e Turchia, Paesi dilaniati dal tragico terremoto dello scorso mese di febbraio, saranno tra i protagonisti della VI edizione del Premio Comunicare l’Antico, in programma domenica 3 settembre 2023, alle 19.30, al Teatro della Nike nel parco archeologico di Naxos, e ispirato al tema “Fra Oriente e Occidente”.  Un incoraggiamento alla difficile e complessa ripresa post-sisma che non può e non vuole dimenticare la valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale e archeologico dei due Paesi asiatici. L’ingresso alla cerimonia è libero. A ricevere il PCA 2023 saranno infatti Nazir Awad, direttore generale dei musei e delle antichità della Siria, e il direttore degli scavi archeologici a Troia, il turco Rustem Aslan, cui si deve nel 2018 l’apertura a Çanakkale – di fianco agli scavi dell’antica ed epica città di Priamo – del nuovo museo Archeologico di Troia: un progetto all’avanguardia già nel design della struttura e con un percorso espositivo dove alla ricchissima collezione di reperti sono accostati strumenti di narrazione innovativi come ologrammi, realtà aumentata e ricostruzioni 3D che, nel giro di poco tempo, hanno consentito di raddoppiare il numero di visitatori del sito. L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato: “La cultura strumento di riflessione e dialogo fra civiltà”. Il Premio Comunicare l’Antico è organizzato dal parco archeologico Naxos Taormina della Regione Siciliana, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, in collaborazione con il festival Naxoslegge e con l’Archeoclub Naxos-Taormina-Valle Alcantara. Nasce nel 2017 da un’idea di Fulvia Toscano, direttore artistico del festival letterario, ed è assegnato a studiosi e personalità italiane e straniere impegnate nella divulgazione della ricerca archeologica, storica e filologica, ma anche a enti e musei che hanno attuato strategie importanti di valorizzazione e comunicazione al grande pubblico. “Ancora una volta”, ha commentato l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Francesco Scarpinato, “la cultura diventa strumento di riflessione e di dialogo fra civiltà di ieri e di oggi: Giardini Naxos e il Parco archeologico con il Premio Comunicare l’Antico fanno da nobilissimo scenario a un incontro fra Oriente e Occidente nel segno dell’amore per la storia e il patrimonio culturale materiale e immateriale”.

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Premio Comunicare l’Antico: il professor Filippo Coarelli (AP Photo/Domenico Stinellis)

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Premio Comunicare l’Antico: Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo (foto parco naxos)

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Premio Comunicare l’Antico: Massimo Cultraro, dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc) (foto parco naxos)

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Premio Comunicare l’Antico: Teatro classico dei giovani di Palazzolo Acreide (foto parco naxos)

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Premio Comunicare l’Antico: John Garth, biografo e massimo studioso della vita e dell’opera del grande romanziere britannico Tolkien (foto parco naxos)

Nel solco del tema 2023, “Tra Oriente e Occidente”, completano la rosa dei premiati Filippo Coarelli, prof. emerito dell’università di Perugia, già ordinario di Antichità greco-romane, uno dei primi studiosi che ha contribuito sin dagli anni Ottanta alla divulgazione scientifica del patrimonio archeologico nazionale come autore e curatore della collana di guide archeologiche tascabili edite da Laterza nonché curatore della mostra su Alessandro Magno appena conclusa al Mann di Napoli; gli archeologi Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo e Massimo Cultraro, dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc), docente dell’università di Palermo e rappresentante del MUR per l’area Higher Education della Union for the Mediterranean (UfM), dal 2013 a capo di una missione che studia in Georgia le relazioni tra  mondo Egeo e Caucaso nell’età del Bronzo e alla quale è stata già dedicata una mostra a Tbilisi inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Italy and Georgia. A story of Friendship, 2018); il Festival del Teatro classico dei giovani di Palazzolo Acreide, nella persona del suo direttore Sebastiano Aglianò; la Città di Agrigento, capitale italiana della Cultura 2025 rappresentata dal sindaco Francesco Miccichè. Infine, in occasione del 50° anniversario della scomparsa dello scrittore J.R.R. Tolkien (1892 – 1973), sarà premiato John Garth, biografo e massimo studioso della vita e dell’opera del grande romanziere britannico autore della saga de “Il Signore degli Anelli”, resa popolare anche dalla trasposizione cinematografica. A introdurlo Oronzo Cilli, tra i massimi esperti dell’autore, membro della Tolkien Society britannica e curatore della mostra su Tolkien in allestimento alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, organizzata dal MIC (ministero della Cultura) e che sarà inaugurata nel mese di novembre 2023. Ai premiati verrà donata una scultura opera del maestro Turi Azzolina ispirata alla maschera del satiro, figura ricorrente fra i reperti della collezione del Museo di Naxos. Nel corso della serata, presentata dalla giornalista Francesca Russo, sono previsti degli interventi musicali del Davide Livornese Duo con brani e strumenti di ispirazione orientale.

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Copertina del libro “Giacomo Boni” di Sandro Consolato

Comunicare l’Antico: eventi collaterali al Premio. A introdurre la serata finale del Premio Comunicare l’Antico saranno alcuni incontri culturali dedicati a temi e studiosi del mondo antico che, in programma fra Giardini Naxos (museo e area archeologica) e Taormina (palazzo Ciampoli, Teatro Antico), coinvolgeranno anche gli ospiti. A Giacomo Boni (1859-1925), pioniere della ricerca stratigrafica e primo archeologo ad usare l’aerofotografia, è dedicato un libro di Sandro Consolato che sarà presentato da Massimo Cultraro, Alessio De Cristofaro e Alfonsina Russo (sabato 2 settembre 2023, Parco di Naxos, alle 18).

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Locandina della mostra “L’Amato di Iside. Nerone, la Domus Aurea e l’Egitto” alla Domus Aurea dal 22 giugno 2023 al 14 gennaio 2024

Quindi la dea Iside, protagonista di una mostra al Parco del Colosseo, raccontata dalla direttrice Alfonsina Russo intervistata dalla giornalista Isabella Di Bartolo (Palazzo Ciampoli, Taormina, domenica 3 settembre 2023, alle 10.30): un viaggio sulle rotte della divinità venerata anche a Taormina, dove la statua di una sacerdotessa di Iside (II sec. d.C.) – rinvenuta nel 1867 accanto alla Chiesa di san Pancrazio ed esposta al Museo Salinas di Palermo – potrà essere ammirata nell’imminente mostra sull’antica Tauromenion alla quale lavora la direttrice Tigano con un articolato team di professionisti di varie discipline; mentre nel pomeriggio, alle 18, (Parco di Naxos) sarà di scena Alessandro Magno – del quale ricorre anche l’anniversario della scomparsa, datata nel 323 a.C. –  protagonista della grande mostra appena conclusa al Mann di Napoli: una figura emblematica e liminare fra la civiltà occidentale e orientale. Interverranno Lorenzo Braccesi, Monica Centanni, Filippo Coarelli, Dario Barbera e Giovanni Sessa moderati da Grazia Salamone.

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Copertina del libro “Gilgamesh. L’epopea di colui che tutto vede” di Giovanni Calcagno

A seguire tre appuntamenti che declinano il tema 2023 “Tra Oriente e Occidente”. Il primo con Giovanni Calcagno, attore e regista, autore di un racconto sull’epopea di Gilgamesh – il primo poema scritto della storia dell’Uomo (4500 a.C.) – con una narrazione, più accessibile al grande pubblico, della cultura mesopotamica da cui è stato tratto uno spettacolo con Luigi Lo Cascio e Vincenzo Pirrotta (martedì 5 settembre 2023, Parco Naxos, alle 19); quindi lo spettacolo teatrale “Il Derviscio di Bukhara”, di e con Alberto Samonà, un viaggio con la parola, la musica e le danze sufi per conoscere la spiritualità dei dervisci (domenica 10 settembre 2023, Parco Naxos, alle 21, ingresso libero).

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Copertina del libro “Il grido di Pan” di Matteo Nucci (Einaudi)

In chiusura, una “prima” letteraria: “Il grido di Pan” di Matteo Nucci (Einaudi), appena dato alle stampe: una riflessione sull‘essere umano e la sua (perduta?) animalità, dunque il modo in cui abitiamo il mondo (lunedì 11 settembre 2023, Parco Naxos, alle 18). Completa il progetto la mini rassegna teatrale Interpretare l’Antico, a cura di Rete Latitudini diretta da Gigi Spedale, il cui cartellone – con testi di riscrittura del mito e concerti – ha preso il via nei giorni scorsi e proseguirà lungo il mese di settembre sempre al Parco di Naxos.

Vetulonia (Gr). Al museo Archeologico “Isidoro Falchi” ultima visita guidata infrasettimanale alla mostra “Corpo a corpo”. E poi week end con il Palio dei Ciuchi

vetulonia_archeologico_visita-guidata_1-3-settembre_locandinaVenerdì 1° settembre 2023, al museo civico Archeologico “Isidoro falchi” di Vetulonia ci sarà l’ultima visita guidata infrasettimanale alla mostra “Corpo a corpo. Dalla bellezza classica dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli alla classicità del bello nell’opera di Mitoraj” a cura delle archeologhe dello staff. Appuntamento alle 17.40. La prenotazione è gradita. Per tutti i partecipanti ingresso ridotto a 5 euro.

vetulonia_archeologico_palio-2023_locandinaQuesto fine settimana inoltre si festeggia inoltre la 71° edizione del Palio dei Ciuchi di Vetulonia. Per l’occasione domenica 3 settembre 2023 il MuVet sarà aperto con orario continuato dalle 10 alle 18 con ingresso ridotto a 2,50 euro per tutti i visitatori. Alle ore 11, come ogni domenica, c’è la visita guidata alla mostra “Corpo a corpo”. Programma del Palio. Sabato 2 settembre 2023: alle 17, giochi medievali in piazza con Jolly Blue Circus; 21, processione in onore della Madonna del Buon Consiglio con il coro “San Martino” di Roccatederighi. Domenica 3 settembre 2023: alle 9.30, rivelazione del Palio e benedizione; 15.30, Corteo Storico accompagnato dai Tamburini, musica popolare e giocolieri; 18, corsa del Palio dei Ciuchi; 19.30, APERIPALIO, musica di sottofondo e premiazioni.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Picasso e l’antico”. Giulierini: “Questa mostra è possibile solo al Mann, con un dialogo tra i capolavori del mondo classico e le opere del genio spagnolo che ne fu influenzato nella sua visita del 1917”

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L’ingresso della mostra “Picasso e l’antico” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

napoli_mann_mostra-picasso-e-l-antico_proroga_locandinaAncora poco più di un mese per visitare la mostra “Picasso e l’antico” in corso al museo Archeologico nazionale di Napoli, diretto da Paolo Giulierini, la cui chiusura era inizialmente prevista per il 27 agosto 2023. Visto il grande successo di pubblico l’esposizione è stata prorogata al 2 ottobre 2023. Quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei. L’esposizione, curata da Clemente Marconi, è allestita nelle sale della collezione Farnese, e illustra la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli con il ministero della Cultura e il sostegno della Regione Campania, e con l’organizzazione della casa editrice Electa, la mostra si inserisce nel progetto internazionale “Picasso Celebrazioni 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte (vedi Napoli. Nelle sale della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale la mostra “Picasso e l’antico”: quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese (il Toro e l’Ercole) e i dipinti da Pompei. All’inaugurazione segue la performance “Tauromachia” | archeologiavocidalpassato).

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Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano (foto graziano tavan)

“Siamo davvero felici nell’annunciare la proroga di Picasso e l’Antico, una mostra possibile solo al Mann, dialogo tra i capolavori del mondo classico e le opere del genio spagnolo che ne fu influenzato nella sua visita del 1917″, commenta il direttore Paolo Giulierini. “Il primo ringraziamento va al British Museum di Londra prestatore delle eccezionali tavole della Suite Vollard, al Musée national Picasso-Paris e alla Gagosian Gallery di New York che hanno acconsentito alla nostra richiesta. Poter proseguire fino al primo fine settimana di ottobre questa esposizione unica nel quadro di Picasso Celebrazioni 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso è una bella notizia non solo per il Mann ma per Napoli e la Campania che nel mese di settembre si prevede saranno sempre più meta di turismo culturale, sull’onda di un agosto straordinario. Un grazie anche all’Istituto Cervantes e al Consolato spagnolo. Con oltre 250mila visitatori finora Picasso e l’Antico si proietta verso il record assoluto della mostra su Canova che nel 2019 totalizzò 300mila presenze”.

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Allestimento della mostra “Picasso e l’Antico” al Mann: domina l’Ercole Farnese e, dietro, la Donna seduta di Picasso (foto valentina cosentino)

I soggiorni di Picasso a Napoli nel 1917, con la visita sia a Pompei sia al museo di Napoli che esponeva la Collezione Farnese e le opere da Ercolano e Pompei, hanno una rilevanza particolare nella produzione artistica di Picasso: il naturalismo del cosiddetto “secondo periodo classico” assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggioranza dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ‘30.

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Nella mostra “Picasso e l’Antico” al Mann le opere di Picasso dialogano con la collezione del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

Quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei. La mostra ha l’intento di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Allestita nelle sale della collezione Farnese, l’esposizione si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso, delineando come si presentava il museo al tempo della visita dell’artista, allora non ancora solo “archeologico”, e la seconda relativa al confronto tra le opere del museo e i lavori di Pablo Picasso. Sono presentate 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard, eccezionale prestito del British Museum di Londra. Queste incisioni, realizzate tra il 1930 e il 1937, si configurano come un fulcro interpretativo nell’opera dell’artista. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del Musée national Picasso-Paris e di Gagosian New York.

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Il catalogo Electa della mostra “Picasso e l’Antico”

Le tematiche della mostra sono ripercorse e approfondite dagli importanti saggi pubblicati nel catalogo edito da Electa che prende l’avvio dai due soggiorni effettuati da Picasso nel 1917 nel capoluogo campano e a Pompei per poi ripercorrere il tema portante dell’esposizione: la visita all’allora museo nazionale di Napoli, non ancora (solo) archeologico e l’influenza sulla sua arte. L’esposizione si inserisce nel progetto internazionale “Picasso Celebration 1973-2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte. Il volume ricostruisce ispirazioni e metamorfosi della sua arte a partire dall’osservazione di alcuni dei grandi capolavori dell’archeologia classica. Tappa fondamentale di un periodo speciale del percorso artistico di Pablo Picasso, il cui naturalismo assume forme esplicitamente classicizzanti dopo il viaggio in Italia, ben riconoscibili nella maggioranza dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ‘30. Il confronto diretto di una serie di opere dell’artista con quelle del Museo, l’incontro con le sculture Farnese in particolare, che lo colpiscono per il gigantismo e la monumentalità, sono la principale rivelazione artistica che Napoli abbia offerto a Picasso. I saggi, ampiamente illustrati, restituiscono l’ispirazione dell’antico – e nello specifico delle opere del Mann –, le esplorazioni e invenzioni di Picasso che hanno generato un’arte nuova attraverso la trasfigurazione dei suoi modelli.