Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Fabio Negrino, docente di Preistoria e Protostoria al dipartimento di Antichità Filosofia Storia dell’università di Genova su “La fine di un mondo: gli ultimi neandertaliani di Liguria”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 19 marzo 2026, alle 17, la conferenza “La fine di un mondo: gli ultimi neandertaliani di Liguria” con Fabio Negrino, docente di Preistoria e Protostoria al dipartimento di Antichità Filosofia Storia dell’università di Genova. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. I recenti scavi condotti presso l’Arma delle Manie (Finale Ligure, Savona) offrono nuovi e rilevanti dati sulla fase finale della presenza neandertaliana in Liguria. Il sito, collocato in una posizione strategica tra il litorale tirrenico e l’entroterra alpino-appenninico, documenta occupazioni musteriane attribuibili agli ultimi gruppi di Homo neanderthalensis dell’Italia nord-occidentale. L’analisi stratigrafica e dell’industria litica evidenzia strategie tecnologiche consolidate, un forte radicamento territoriale e un approvvigionamento prevalentemente locale delle materie prime, suggerendo comunque una mobilità non limitata e ben definita. I dati dell’Arma delle Manie si inseriscono nel più ampio quadro della transizione tra Paleolitico medio e superiore, contribuendo al dibattito sulla persistenza, l’adattamento e la scomparsa delle popolazioni neandertaliane in un’area di cerniera ecologica e culturale, poco prima dell’arrivo stabile di Homo sapiens nella regione.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di marzo nel podio della classifica assoluta tra il primo posto del Colosseo (15.876 ingressi) e il terzo di Foro Romano e Palatino (13.114 ingressi), come a febbraio, si inserisce al secondo posto la Reggia di Caserta con 13.671 ingressi
Sono stati 260mila gli ingressi domenica 1° marzo 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di marzo, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A marzo il podio della classifica assoluta è uguale a quella del mese precedente per il primo posto con il Colosseo (15.876 ingressi) e per il terzo con il Foro Romano-Colosseo (ingressi 13.114), mentre al secondo posto si inserisce la Reggia di Caserta (ingressi 13.671) che fa scalare il Pantheon al quarto posto.

Visitatori al museo Archeologico nazionale di Aquileia nei riaperti depositi arricchiti dalla mostra “Gli dei ritornano” (foto graziano tavan)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.876 ingressi; Foro Romano e Palatino 13.114; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.957; area archeologica di Pompei 11.833; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.030; Terme di Caracalla 3.383; museo e area archeologica di Paestum 3.235; Terme di Diocleziano 3.157; parco archeologico di Ercolano 2.899; Villa Adriana 2.578; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.194; museo Archeologico di Venezia 2.160; Palazzo Massimo 2.097; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.968; Palazzo Altemps 1.853; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.563; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.071; museo delle Civiltà 1.022; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 853; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 785; museo Archeologico nazionale di Firenze 571; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 554; Scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 551; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 528; musei nazionali di Cagliari 513; anfiteatro e teatro romano di Lecce 513; Villa di Poppea-Oplontis 509; area archeologica del Teatro romano di Benevento 500; parco archeologico delle Terme di Baia 456; museo Archeologico nazionale di Pontecagnano e parco archeologico di Pontecagnano 437; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 408; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 362; museo Archeologico nazionale “Giuseppe Andreassi” e parco archeologico di Egnazia 328; Antiquarium di Lucrezia Romana 305.
Firenze. In anteprima per tre giorni a tourismA l’Urna del Bottarone, danneggiata dall’alluvione del 1966, e recuperata nei suoi splendidi colori originali dopo un prezioso restauro. Poi sarà finalmente esposta al museo Archeologico nazionale. Ne parla ad “archeologiavocidalpassato.com” il direttore del MAF, Daniele Maras

L’Urna del Bottarone, in alabastro (400 a.C.), esposa a tourismA dopo i restauri (foto graziano tavan)
Tre giorni per ammirare in anteprima assoluta l’Urna del Bottarone, danneggiata dall’alluvione del 1966, e recuperata nei suoi splendidi colori originali dopo un prezioso restauro curato dal laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Firenze, dove l’urna etrusca di 2400 anni fa è conservata. Questa opportunità unica è offerta dalla mostra “I colori dell’alabastro. Il restauro dell’Urna del Bottarone sessant’anni dopo l’alluvione di Firenze”, allestita al Palazzo dei Congressi di Firenze in occasione di tourismA 2026. archeologiavocidalpassto.com ha incontrato il r del MAF, Daniele Maras, che ci illustra questo eccezionale reperto etrusco.
“L’Urna del Bottarone qui a tourismA per una primizia”, spiega Maras ad archeologiavocidalpassto.com, “una prima occasione di poter ammirare questo meraviglioso oggetto etrusco restaurato recentissimamente grazie a un finanziamento dell’istituto federale svizzero della Cultura che ci ha permesso di riportare i colori originali, dei pigmenti di questa meravigliosa urna etrusca di nuovo alla luce, e restituirli al pubblico. L’urna sarà qui per tre giorni fino a domenica esposta tourismA e poi tornerà al museo Archeologico nazionale di Firenze dove sarà finalmente esposta al pubblico dopo 60 anni dall’alluvione di Firenze che l’aveva completamente coperta di fango. Ora, grazie alla possibilità di restaurare con nuove tecnologie diagnostiche e di pulizia, è stato possibile riportare l’urna in condizioni persino migliori di com’era prima dell’alluvione. È un oggetto – continua Maras – che risale al 1864 come ritrovamento, ma ha 2400 anni, perché è praticamente contemporanea alla Chimera di Arezzo, intorno al 400 a.C. ed è un pezzo unico nel suo genere.

Dettaglio del gesto di affetto tra la coppia raffigurata sull’Urna del Bottarone (foto graziano tavan)
È un’urna di alabastro dipinto con questi colori meravigliosi che sembrano veramente riportare in vita i tessuti antichi, che raffigura una coppia di defunti, marito e moglie, cosa rarissima per la statuaria chiusina funeraria che normalmente in epoca tardo-arcaica raffigurava sempre il defunto insieme con un leone funerario. In questo caso vediamo che è un gesto di affetto inequivocabile in cui il marito abbraccia le spalle della moglie e la moglie si svela, svela il suo volto come una sposa. Quindi è un gesto di affetto, è un bene nuovo augurio, un’occasione bene augurale per Firenze, per il museo Archeologico e per l’Italia tutta che – a distanza di 60 anni da una catastrofe naturale come l’alluvione che demolì, distrusse il museo Topografico dell’Etruria e danneggiò completamente la città -, dà invece la possibilità di guardare a un futuro migliore grazie proprio all’impegno che viene profuso dalle istituzioni nazionali e internazionali, e alla possibilità di guardare a nuove tecnologie per la conservazione e la fruizione dei Beni culturali”.
Firenze. Per “I pomeriggi all’Archeologico” al MAF presentazione del libro “Alkedo. Storia e archeologia di una nave (15-50 d.C.)” di Andrea Camilli, sulla più famosa imbarcazione delle Navi antiche di Pisa
Per il ciclo “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 26 febbraio 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Firenze, in via della Colonna 38, presentazione del libro “Alkedo. Storia e archeologia di una nave (15-50 D.C.)” di Andrea Camilli, direzione regionale Musei nazionali Toscana. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a man-fi@cultura.gov.it. Il Cantiere delle Navi Antiche di Pisa ha rappresentato un punto miliare nella archeologia marittima e navale, e nello sviluppo delle tecniche di ricerca e restauro. A distanza di 27 anni dalla scoperta, di 20 dal recupero, e di 6 anni dalla musealizzazione, presentiamo l’edizione definitiva della più famosa e meglio conservata imbarcazione, l’Alkedo, comprensiva di un esaustivo studio del contesto di rinvenimento e della suppellettile di bordo. Allo studio dei contesti e dell’imbarcazione si affiancano studi specialistici sulle analisi fisico-chimiche effettuate e l’analisi delle modalità di restauro e musealizzazione della nave. Un’ opera che ha richiesto molti anni di studio ed analisi da parte di una equipe internazionale, e che viene edita in una forma che unisce la correttezza scientifica con un linguaggio che la rende accessibile al più ampio pubblico.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Maria Emanuela Alberti del dipartimento SAGAS dell’università di Firenze su “I tessuti e il mondo egeo: economia tessile e abbigliamento nell’Età del Bronzo”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 12 febbraio 2026, alle 17, la conferenza “I tessuti e il mondo egeo: economia tessile e abbigliamento nell’Età del Bronzo” con Maria Emanuela Alberti del dipartimento SAGAS dell’università di Firenze. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. Sulla base degli studi più recenti, la conferenza illustra l’importanza dei tessuti nell’area egea dell’Età del Bronzo (soprattutto tra 1900 e 1200 a.C.). La produzione tessile è stata infatti un elemento economico fondamentale per le società palaziali dell’epoca. Unendo documentazione iconografica, materiale e testuale si possono illustrare non solo i cambiamenti tecnologici e di organizzazione produttiva occorsi nel tempo, ma anche i codici di abbigliamento e le loro trasformazioni tra ambito minoico e quello miceneo. Un breve resoconto di alcune attività sperimentali permetterà di apprezzare meglio le difficoltà e la bellezza insite in questo tipo di produzione.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” la conferenza “Il ritorno della dea. Studio, conservazione e restauro del bassorilievo raffigurante la dea Maat” con Giulia Basilissi, restauratrice del Maf; Anna Consonni, curatrice sezione “Museo Egizio” del Maf; Alice Maccoppi, restauratrice
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per i “Pomeriggi dell’Archeologico” giovedì 5 febbraio 2026, alle 17, la conferenza “Il ritorno della dea. Studio, conservazione e restauro del bassorilievo raffigurante la dea Maat” con Giulia Basilissi, funzionaria restauratrice del museo Archeologico nazionale di Firenze; Anna Consonni, curatrice sezione “Museo Egizio” del museo Archeologico nazionale di Firenze; Alice Maccoppi, restauratrice. Prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. Il celebre bassorilievo raffigurante la dea egizia Maat, simbolo di verità, giustizia e ordine cosmico, conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e proveniente dalla tomba del faraone Seti I, rappresenta uno dei capolavori più significativi della collezione fiorentina. Il recente intervento di restauro, avviato in occasione dell’esposizione nella mostra Divine Egypt al Metropolitan Museum of Art di New York appena conclusasi, ha costituito un’importante occasione di studio, permettendo di ripercorrere la storia conservativa dell’opera e di approfondire le tecniche esecutive degli artigiani dell’antico Egitto. Durante l’incontro si offrirà l’inquadramento storico e collezionistico del bassorilievo, soffermandosi sulle modalità del suo arrivo a Firenze, e verranno illustrati alcuni dei risultati delle indagini diagnostiche non invasive condotte dal CNR-IFAC di Firenze. Queste analisi sono state fondamentali per valutare lo stato di conservazione, orientare le scelte di restauro e acquisire nuove informazioni materiali e tecniche, utili sia alla ricerca scientifica sia alla valorizzazione e divulgazione museale, per restituire al pubblico una lettura rinnovata di questo straordinario manufatto.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di febbraio Roma conquista tutto il podio della classifica assoluta: al primo posto il Colosseo (14.120 ingressi), al secondo il Pantheon (12.423 ingressi) e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi)
Sono stati 220mila gli ingressi domenica 1° febbraio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di febbraio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A febbraio il podio della classifica è monopolizzato da Roma: al primo posto il Colosseo con 14.120 ingressi; al secondo posto troviamo il Pantheon (12.423 ingressi), e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi).
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.120 ingressi; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.423; Foro Romano e Palatino 12.409; Area archeologica di Pompei 8.177; Terme di Diocleziano 3.651; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; Terme di Caracalla 3.007; Palazzo Massimo 2.204; Villa Adriana 1.825; museo e area archeologica di Paestum 1.724; museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.682; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.504; parco archeologico di Ercolano 1.470; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.052; museo Archeologico nazionale di Taranto 917; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 860; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico Grado 732; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 594; museo Archeologico nazionale di Firenze 592; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 551; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 547; parco archeologico di Cuma 541; Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 450.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale nella #domenicalmuseo visita guidata alla mostra “ECA SREN TVA” con l’artista Alessandra Marianelli (Luchadora) e la curatrice della mostra Giulia Basilissi

La sala del Sarcofago delle Amazzoni al museo Archeologico nazionale di Firenze con le opere in mostra dell’artista Luchadora (foto maf)
Domenica 1° febbraio 2026, durante la giornata di apertura gratuita del museo Archeologico nazionale di Firenze alle 11 ci sarà una visita guidata alla mostra “ECA SREN TVA” con l’artista Alessandra Marianelli e la curatrice della mostra Giulia Basilissi. Il punto di incontro sarà la “Sala del sarcofago delle Amazzoni”. “Questo straordinario sarcofago etrusco in marmo dipinto, databile intorno alla metà del IV secolo a.C., apparteneva all’aristocratica matrona tarquiniese Ramtha Huzcnai”, ha illustrato il direttore Daniele F. Maras in occasione dell’inaugurazione della mostra. “Alle due estremità del coperchio a forma di tetto è rappresentato a rilievo Atteone sbranato dai cani; invece la cassa è decorata a tempera con un dinamico fregio a colori raffigurante la lotta tra Amazzoni e Greci. A differenza dall’arte greca, in cui le Amazzoni (descritte nel mito come un popolo di invincibili donne guerriere) sono sempre rappresentate al momento della sconfitta da parte di Eracle, Achille o Teseo, l’artista del sarcofago etrusco ha scelto di mostrare una lotta alla pari tra contendenti uomini e donne, che culmina sulla fronte della cassa con le quadrighe di due regine amazzoni che travolgono i guerrieri greci appiedati. Sembra evidente che il sarcofago, dedicato a una donna da suo nipote, il magistrato tarquiniese Laris Apaiatrus, fosse una celebrazione della combattività femminile: qualcosa che solo la società etrusca poteva accettare, una società in cui alle donne erano riconosciuti diritti come soggetti giuridici attivi”. E l’artista Alessandra Marianelli, in arte Luchadora: “queste parole del direttore del museo mi colpirono tantissimo, soprattutto la frase Oggi abbiamo vinto noi in riferimento alle Amazzoni e per questo ho voluto rappresentare una Amazzone vincente”.


















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