Altino. Quinta puntata della rubrica #archeoaltino: in questo focus si esce dalle aree archeologiche propriamente dette per esplorare il territorio altinate e scoprire i collegamenti con i reperti esposti al Museo

La laguna era un elemento vitale per Altino (foto drm-veneto)
Quinta puntata della rubrica #archeoaltino che, ogni martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Per il focus di oggi si esce dalle aree archeologiche propriamente dette per esplorare il territorio altinate e scoprire i collegamenti con i reperti esposti al Museo. La particolarità della posizione di Altino ha fatto sì che, nei secoli, fosse un luogo privilegiato di incontri e commerci, particolarmente grazie alle vie d’acqua, come i canali navigabili e la presenza della laguna.

Archetto di bilancia “poliglotta” conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
“Numerosi reperti esposti al museo Archeologico nazionale di Altino”, spiegano alla direzione, “attestano l’importanza del mare e delle acque navigabili da un punto di vista economico, commerciale e culturale: come l’archetto di bilancia poliglotta, parte di una rarissima bilancia del tipo stadera danese proveniente da Altino ma di probabile origine egiziana, che riporta, su entrambi i lati, iscrizioni in caratteri e lingua greci, accompagnati dai corrispondenti valori delle pesate, espressi in dracme per gli standard attico (greco) e tolemaico (egiziano) e in once e libbre per lo standard romano. Era una bilancia di precisione che funzionava anche come un vero e proprio convertitore “internazionale” di pesi e misure, fondamentale in un grande porto emporico come quello di Altino. L’archetto di bilancia in bronzo si data al I-II sec. d.C.”.

Pesi da pesca in terracotta conservati al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
Interessanti anche i pesi da pesca in terracotta, usati sia per le reti da pesca che come scandaglio per misurare la profondità delle acque (I-III sec. d.C.).

Conchiglie di molluschi ritrovate in contesti di scavo , e conservate al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
E la varietà di conchiglie di molluschi ritrovate in contesti di scavo: cappesante, canestrelli, cozze, murici, ostriche, vongole. La pesca era una parte importantissima dell’economia dell’antica Altino e molti autori classici ne parlano: Plinio il Vecchio cita i pregiati pectines nigerrimi (cozze) di Altino, mentre Plinio, Marziale e Columella ricordano la grande varietà di pesci delle coste venete.
Altino. Quarta puntata della rubrica #archeoaltino: focus sugli Antenati Altinati: ritratti, epigrafi e monumenti funerari restituiti dalle campagne altinati con le bonifiche

Veduta delle campagne altinati verso l’idrovora dalla torre di osservazione del museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
Quarta puntata della rubrica #archeoaltino che, ogni martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Oggi focus sugli Antenati Altinati: i rilievi – ritratti, epigrafi e monumenti funerari – restituiti dalle campagne altinati e oggi esposti nel museo Archeologico nazionale.

Il rilievo degli sposi conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
“Durante i lavori di bonifica eseguiti nell’Ottocento da Giuseppe Maria Reali”, ricordano all’Archeologico di Altino, “le campagne altinati hanno restituito importantissimi reperti: tra questi, spiccano per bellezza e interesse storico-archeologico i ritratti, epigrafi e monumenti funerari, già parte della collezione di una degli eredi dei Reali, Guarientina Guarienti, divenuta di proprietà pubblica nel 2018”.

La mostra esperienziale permanente “Antenati Altinati” al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
“Oggi la collezione è esposta al Museo di Altino sotto forma di mostra esperienziale permanente: percorrendo una via ideale, puoi osservare i monumenti che vi si affacciano e scoprire le storie dei loro personaggi, come se ti parlassero direttamente, grazie a “Stratigrafie Sonore”, installazione visiva e sonora realizzata dall’Accademia di Belle Arti di Venezia nell’ambito del progetto Historic”.

Rilievo con i quattro fratelli Clemens, Clarus, Prisca e Fuscus conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
“Sono gli Antenati Altinati: sposi ritratti nel gesto di scambiarsi l’anello, liberti che, dopo una vita da schiavi, avevano conquistato la libertà e fatto fortuna; esponenti di famiglie facoltose… personaggi che hanno fatto la storia di Altino e popolato l’antica città romana”.
Altino. Terza puntata della rubrica #archeoaltino: focus sulla scoperta del santuario del dio Altino sotto il giardino del museo e i reperti ritrovati

Il giardino del museo Archeologico nazionale di Altino: è l’rea dove è stato scoperto il santuario del dio Altino (foto drm-veneto)

Statuetta di devoto offerente in bronzo (IV – III sec. a.C.) dal santuario di Altino, conservato nel museo Archeologico (foto drm-veneto)
Terza puntata della rubrica #archeoaltino che, ogni martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Oggi focus sui legami tra l’area archeologica scoperta sotto il giardino del museo e i reperti esposti al Museo, provenienti da quest’area. Infatti proprio dove ora si estende il giardino dell’Archeologico durante gli scavi effettuati per la costruzione delle strutture del nuovo Museo, emersero importanti ritrovamenti su di un sito fondamentale: il santuario del dio Altino.

Bronzetti votivi di guerrieri in riposo (tipo “Lagole di Calalzo”), cavalieri e offerenti dal santuario di Altino (V – III sec. a.C.) conservati al museo Archeologico di Altino (foto drm-veneto)

Iscrizione su parete esterna di dolio in cui compare il nome del dio Altino, V-IV sec. a.C. (foto drm-veneto)
“Alla fine degli anni ‘90, in località Fornace (questo il nome del luogo che oggi ospita il Museo e i suoi nuovi edifici)”, raccontano all’Archeologico altinate, “furono ritrovati i resti dell’antico santuario emporico, delle sue strutture e di molti oggetti votivi, che puoi osservare oggi al Museo: ad esempio, la statuetta votiva di offerente al dio Altino, che raffigura un personaggio che tiene una ciotola in mano, mentre compie una libagione al dio; oppure il frammento di ceramica in cui compare l’iscrizione con il nome del dio Altno; e, infine, i bellissimi bronzetti votivi raffiguranti cavalieri e guerrieri: tutti oggetti che testimoniano la lunga frequentazione del santuario dedicato al dio Altino e la provenienza eterogenea dei devoti”.
Altino. Seconda puntata della rubrica #archeoaltino: focus sui legami tra l’area archeologica della Porta-Approdo e i reperti esposti al museo Archeologico nazionale di Altino, provenienti da quest’area

Plastico ricostruttivo della Porta-Approdo di Igor Silic conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
Seconda puntata della rubrica #archeoaltino che, ogni martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Oggi focus sui legami tra l’area archeologica della Porta-Approdo e i reperti esposti al Museo, provenienti da quest’area.

Resti della Porta -Approdo nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)
La Porta-Approdo era una porta monumentale con funzione di accesso diretto dal canale, situata al limite urbano settentrionale; attraverso i suoi due accessi, chi proveniva via acqua poteva entrare direttamente sul cardo, una delle vie principali di Altinum. Si può osservare ciò che resta di quest’imponente struttura nell’area archeologica, dove sono visibili le fondazioni, poggiate su un’imponente palizzata in tronchi di rovere: è molto evidente la base di una delle due torri ottagonali che, nell’antichità, si trovavano ai lati dell’ingresso.

Museo Archeologico nazionale di Altino: ricostruzione della possibile disposizione degli elementi decorativi della Porta-Approdo di Altino (foto drm-veneto)
Al museo Archeologico nazionale di Altino si possono ammirare alcune delle decorazioni architettoniche che abbellivano il monumento, accogliendo gli antichi viandanti: antefisse a maschera tragica femminile, gocciolatoi a forma di testa di leone e un bellissimo telamone in terracotta. Tutti questi elementi sono stati disposti in modo da riprodurre parte della struttura e dare al visitatore un’idea di come potevano apparire le decorazioni nel loro insieme; inoltre, è visibile anche un plastico in scala ridotta che riproduce il possibile aspetto in antico della Porta-Approdo, realizzato da Igor Silic.

Museo Archeologico nazionale di Altino: frammenti di coppe decorate a rilievo in ceramica fine usate durante le libagioni in cerimonie sacre (foto drm-veneto)
Infine, potrai osservare anche gli oggetti legati al rito di fondazione della Porta-Approdo: un solenne sacrificio votivo (suovetaurilia) di cinque buoi, quattro maiali, un ovicaprino e un cane, seguito da un banchetto e da una libagione. Durante il rito, avvenuto nella prima metà del I sec. a.C., furono dedicati alcuni frammenti di ceramica, sui quali furono incise parole in lingua venetica, greca e latina, a testimonianza dell’importanza dell’antico centro di Altinum, crocevia di popoli e luogo di scambio commerciale.
Altino. Al museo Archeologico nazionale danza e lirica tra i reperti: due ballerine e una cantante lirica accompagneranno la visita guidata tematica con la direttrice Marianna Bressan. Evento gratuito per gli abbonati

Danza e lirica tra i reperti al museo Archeologico nazionale di Altino con gli artisti di Fuoriclassico (foto drm-veneto)
Danza e lirica tra i reperti: due ballerine e una cantante lirica accompagneranno una visita guidata tematica. Appuntamento con una performance coreutica e musicale mercoledì 21 dicembre, alle 16, al museo Archeologico nazionale di Altino, in via S. Eliodoro 56 a Quarto D’Altino, primo evento prima di Natale di un progetto che continuerà in futuro. L’evento è gratuito per gli abbonati (gli altri pagheranno l’ingresso al museo) anche grazie al contributo della Regione Veneto. È necessaria la prenotazione (su http://bit.ly/3i8Yv4v) o inviando una mail a: indifesadellacultura@gmail.com o via sms al 3459955826. Alla fine dell’evento verrà offerto un piccolo rinfresco da Anticamente pizzeria Capri che verrà fatto in aula didattica, un modo anche questo per aprire e far conoscere ai presenti tutti gli spazi frequentabili del museo. Il progetto intende porsi come punto di avvio per la creazione di una rete locale che coinvolga Istituzioni museali ma anche scuole, associazioni (ANFFAS Ca’ de le Crete, Iris); sponsor, eventuali imprenditori locali, artisti (locali e non). Il progetto intende poi allargarsi alla provincia di Venezia, al Veneto fino ad un’ottica internazionale (lo spettacolo non parlato consente di essere intesi anche dove non c’è linguaggio comune).

Danza e lirica tra i reperti al museo Archeologico nazionale di Altino con gli artisti di Fuoriclassico (foto drm-veneto)
L’azione artistica vedrà le incursioni di due danzatrici (Alexandra Foffano e Giorgia Bortoloso) e di una cantante lirica (Arianna Cimolin) dell’associazione Fuoriclassico accompagnare i visitatori nelle sale del museo per una visita guidata tematica. Il percorso si snoderà nelle due sale dell’esposizione, al piano terra e al primo piano, poi proseguirà attraversando il giardino per arrivare nella mostra. Le movenze delle danzatrici, partendo dalla base tecnica del balletto classico, faranno immergere completamente gli spettatori in un’atmosfera antica legata alla storia delle persone che popolavano i luoghi in cui sono stati rinvenuti i reperti del Museo. Le sonorità della voce esalteranno il dialogo tra antico e contemporaneo, tra ciò che è stato e ciò che è.

Danza e lirica tra i reperti al museo Archeologico nazionale di Altino con gli artisti di Fuoriclassico (foto drm-veneto)
A condurre la visita guidata che accompagnerà la performance sarà la stessa Marianna Bressan, direttrice del museo e dell’area archeologica di Altino, che spiega: “È solo una prima proposta. Ci auguriamo di realizzare una serie di visite teatralizzate itineranti nel Museo. Vogliamo porre in particolare l’accento sulle persone, sugli antenati altinati. Hanno lasciato tracce molto evidenti e talvolta commoventi del loro passaggio nelle immagini e nelle epigrafi dei monumenti funerari che ci raccontano la loro vita”.

Danza e lirica tra i reperti al museo Archeologico nazionale di Altino con gli artisti di Fuoriclassico (foto drm-veneto)
“Abbiamo costruito un dialogo tra antico e contemporaneo con l’obiettivo di sfatare i luoghi comuni sui musei, quelli archeologici in particolare”, spiega Giorgia Bortoloso di Fuoriclassico, “riprenderemo l’atmosfera antica esaltando un luogo ancora vivo, muovendoci in un’architettura contemporanea che accoglie reperti che hanno molto da raccontare. Operazioni di questo tipo fuori Italia sono molto comuni, qui sono meno frequenti. Ci piacerebbe iniziare un progetto più ampio”.
Altino. Nasce il parco Archeologico che unisce il museo nazionale e l’area archeologica in una lunga “passeggiata immersiva” nella storia, in un’ottica di turismo lento e sostenibile. Martedì la presentazione del progetto

A dicembre 2021, alla presentazione di “Stratigrafie sonore”, installazione sonora e visiva degli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che arricchisce la mostra “Antenati, Altinati” e dà voce agli antichi altinati sepolti lungo le vie consolari che entravano in Altino (vedi Altino (Ve). Marianna Bressan, direttrice del museo Archeologico nazionale, presenta “Stratigrafie sonore”, installazione sonora e visiva degli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che arricchisce la mostra “Antenati, Altinati” e dà voce agli antichi altinati sepolti lungo le vie consolari che entravano in Altino | archeologiavocidalpassato),

Marianna Bressan, direttrice del museo e area archeologica di Altino, nella mostra “Antenati altinati” (foto graziano tavan)
Marianna Bressan direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino lo aveva accennato, per scaramanzia, più come un buon auspicio per il 2022 che per un processo amministrativo-istituzionale in via ormai di definizione: la nascita del parco archeologico di Altino per unire il museo e l’intera area archeologica, e dare vita a una lunga passeggiata immersiva nella storia. L’auspicio è diventato realtà. Il progetto verrà presentato da Daniele Ferrara, direttore regionale Musei Veneto e da Marianna Bressan, direttrice del museo di Altino, martedì 1° febbraio 2022, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Altino. Saranno presenti anche Emanuela Carpani, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna; Claudio Grosso, sindaco di Quarto D’Altino; Simone Venturini, assessore al Turismo del Comune di Venezia; Paola Bonifacio, manager dei Musei Civici di Treviso in rappresentanza del Comune di Treviso e lo Studio di Architettura ddba.


Laboratorio di archeologia del paesaggio tenuto ad Altino (Ve)
“Sculture funerarie e mosaici accanto alle ricostruzioni dei luoghi che li ospitavano, immersi nella natura circostante e percorsi naturalistici in un’ottica di turismo lento e sostenibile”, spiega Marianna Bressan. “Si camminerà tra i resti della città sepolta, scoprendone i reperti ma anche le antiche costruzioni. Ci saranno i mosaici conservati ma anche la casa in cui probabilmente erano collocati. E mentre si passeggerà accanto al basolato della strada originaria si scopriranno i dintorni, ricostruiti con pannelli iconografici e immagini”. Finanziato dal ministero della Cultura con 1milione e700mila euro il parco archeologico di Altino muove ora i primi passi. Sarà un “museo all’aperto”, che unirà dunque la parte attualmente contenuta nel museo Archeologico nazionale con quella degli scavi, in un unico percorso più fruibile al pubblico che racconterà la storia di un luogo e del suo paesaggio in tutti i suoi aspetti.




Mercoledì 8 marzo 2023, Giornata internazionale della donna, su proposta del ministro della Cgiornata ultura, Gennaro Sangiuliano, l’ingresso per le donne in musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici e altri luoghi della cultura statali sarà gratuito. Numerose iniziative sono state organizzate per sensibilizzare e riflettere sull’importanza culturale della Giornata. Ecco qualcuna, da Nord a Sud.
CIVIDALE Al museo Archeologico nazionale mercoledì 8 marzo 2023 un regalo Speciale per donne Speciali: ingresso gratuito con la possibilità di usufruire di due visite guidate: alle 10.30 e alle 16.
ALTINO Al museo Archeologico nazionale oltre all’ingresso gratuito per le donne durante tutta la giornata, sono in programma importanti novità: alle 17, sarà inaugurata la nuova sala conferenze, alla presenza della direttrice Marianna Bressan, del sindaco del Comune di Quarto d’Altino Claudio Grosso e di Cristina Gasparini, assessore alla cultura del Comune di Quarto d’Altino. Per l’occasione è prevista una conferenza di Francesca Ghedini, professoressa emerita di Archeologia classica all’università di Padova, dal titolo: “Donne di potere nella Roma Imperiale”. Seguirà un brindisi a cura del Comune di Quarto d’Altino e della Pro loco di Quarto d’Altino. L’evento, su prenotazione, è gratuito per le donne e gli abbonati, mentre è incluso nel biglietto d’ingresso per tutti gli altri. Info: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it | 0422789443.
RAVENNA Al Museo Classis: la fortuna è donna? In occasione della Festa della Donna, mercoledì 8 marzo 2023, ingresso ridotto per tutte le donne al Museo Classis. Inoltre, alle 16, RavennAntica propone la conversazione “… tutto l’oro ch’è sotto la luna: la fortuna è donna?”: protagoniste Letizia Lodi, direttrice del museo nazionale di Ravenna, e Francesca Masi, direttrice della Fondazione RavennAntica. Partendo dai versi di Dante Alighieri, si affronteranno alcune riflessioni sul legame che intercorre tra il fato e le figure femminili, sia analizzando le vicende di alcune celebri eroine della storia sia attraverso i reperti contenuti in museo, a partire dal volto della Tyche, la personificazione della dea Fortuna, divinità che garantiva la floridezza di una città e il suo destino, rinvenuta negli scavi dell’area di Classe e divenuta il simbolo di Ravenna. Conversazione ad ingresso libero. Prenotazione consigliata: tel. 0544 473717 (tutti i giorni 10 – 17).
ROMA CAPITALE Mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della Giornata internazionale della Donna, tante le iniziative della Sovrintendenza Capitolina dedicate alla valorizzazione del talento femminile nell’arte e nella cultura e alle protagoniste della vita culturale e sociale della città lungo le vie, nei musei e nei siti archeologici. Appuntamenti anche con traduzione in Lingua dei segni italiana – LIS. La visita al museo della Repubblica Romana mette in scena le figure femminili che svolsero un ruolo di primo piano nella difesa di Roma nel 1849. Ai Musei Capitolini sono di scena figure di donne, sante, eroine e dee, dai capolavori della Pinacoteca Capitolina. Di grande suggestione anche le vicende di alcune donne tra Medioevo ed epoca barocca, rievocate con una passeggiata ai Fori Imperiali, mentre nella Galleria d’Arte Moderna si svolge un appassionante storytelling sui corpi e i volti delle donne che emergono dalle esposizioni in corso; il Museo della Scuola Romana di Villa Torlonia omaggia le artiste che hanno rinnovato l’ambiente culturale romano interbellico e al Museo Napoleonico sono di scena le numerose figure femminili che popolano l’immaginario visivo del museo stesso. Ancora, alla Centrale Montemartini le opere di arte antica raccontano di donne comuni e di principesse, imperatrici e dee, mentre l’incontro al Museo delle Mura è dedicato alla Spiritualità e devozione femminile nelle Mura Aureliane, luogo dove furono assicurati, con la diffusione del Cristianesimo, spazi devozionali, in particolare proprio per le donne. Infine, al Museo di Roma è rievocata la figura della poetessa e femminista ante litteram del Settecento, Petronilla Paolini. Nel ricco programma non mancano itinerari per le vie della città: “Come diventare donne rispettabili”, sul ruolo sociale della donna nel passato attraverso un percorso nell’area del Campo Marzio, mentre “Donne tra mito e realtà” a S. Urbano alla Caffarella si concentra su alcune figure che hanno lasciato traccia nella storia del tempio antico, poi trasformato in chiesa. Il percorso “Street art a San Lorenzo: tra Resistenza e diritti civili” pone, invece, l’attenzione sulle principali opere di Street art nello storico quartiere, raccontandone la storia e l’identità attraverso temi quali la Resistenza, l’accoglienza, la solidarietà e i diritti civili. Infine, appuntamento a piazza di Porta Capena per “Egeria e le altre ninfe” che secondo gli antichi abitavano l’area e nel rione Campo Marzio, Meretrici, partorienti, mammane e modelle, una passeggiata per ripercorrere la storia attraverso le vicende delle figure femminili tra il XVI e il XIX secolo.
ROMA / PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO In occasione della Giornata Internazionale della Donna l’ingresso al Parco archeologico del Colosseo è gratuito per tutte le donne con prenotazione del biglietto gratuito senza costi aggiuntivi sul sito del concessionario
Inoltre, mercoledì 8 marzo 2023, alle 11, la Curia Iulia ospita la presentazione del volume “Non è un Paese per madri” di Alessandra Minello (Editori Laterza). Introduce Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Alessandra Minello, università di Padova; Giulia Pedrucci, università di Verona; Stefania Solare, UNICEF Italia, Coordinatrice programma “Insieme per l’allattamento”. Modera Maria Lombardi, Il Messaggero. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite
ROMA / MUSEO DI VILLA GIULIA Mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della Giornata internazionale della donna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’ingresso per le donne sarà gratuito. Inoltre, alle 11, visita guidata speciale “QUESTIONE DI STILE. Acconciature antiche al Museo ETRU” per scoprire la moda etrusca in fatto di pettinature, attraverso le opere del Museo e la performance live dell’hair stylist Paolo Fasulo. Vi siete mai chiesti come si pettinavano le donne etrusche? Quali potevano essere le loro acconciature e le tecniche per realizzarle? Un tema certamente curioso e affascinante che ci svela un aspetto delle abitudini e delle tendenze in fatto di moda, in voga al tempo degli Etruschi. Acconciature elaborate, capigliature ribelli, domate in crocchie o divise in trecce elaborate, insomma alla moda. Le acconciature antiche sono ancora oggi oggetto di grande fascino e curiosità. E noi oggi come possiamo leggerle e capirle? È davvero tutta una questione di stile? Sarà un evento corale per vivere il mondo etrusco al femminile con una visita guidata tematica a più voci, introdotta dal direttore Valentino Nizzo e condotta dall’archeologa Romina Laurito e dall’hair stylist Paolo Fasulo. Un itinerario attraverso le opere che, con le loro acconciature, hanno molto da raccontare del mondo antico e ci svelano tutta la loro modernità, in fatto di stile. Al termine della visita, l’emiciclo si animerà di una performance live di acconciature antiche a cura dell’hair stylist Paolo Fasulo e della makeup artist Rossella Zeppetella. Prenotazione richiesta all’indirizzo
ROMA / MUSEO DELLE CIVILTà Il Museo delle Civiltà a Roma Eur aderisce alla proposta del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, riservando a tutte le donne l’ingresso gratuito per l’intera giornata di apertura, dalle 8 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30). Le visite guidate e i laboratori a cura di Aditum Cultura sono a pagamento e con prenotazione. Alle 16.30, “La Venere paleolitica. Dee, donne e madri”: visita guidata e laboratorio per bambini e bambine dai 6 anni: costo 12 euro. 
NAPOLI Il museo Archeologico nazionale, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, propone alle 16.30 una visita speciale “Il filo di Arianna”, gratuita di un’ora: percorso narrante che tratta storie di donne protagoniste o vittime di vicende dolorose, sanguinose o fantastiche, nelle quali i personaggi femminili sono stati sconfitti o ne sono usciti vittoriosi. Un modo per riflettere ulteriormente sulla condizione della donna, l’origine e il tramandarsi di ataviche tradizioni. Sarà affidato ai partecipanti un filo, un simbolico filo che dovrà condurre il gruppo fuori dal labirinto dei luoghi comuni, dei cliché, delle tradizioni che riguardano la donna. Si comincia con Minosse, incarnazione della violenza, dei pregiudizi della sopraffazione, nei confronti della donna, per esorcizzarlo, e stanarlo. Ogni mito, narrato prendendo spunto da un’opera, tratterà di un argomento o di una condizione nella quale ciascuna in qualche modo potrà riconoscersi, per riflettere e discutere. E allora Dirce, Medea, Andromeda, le figlie di Niobe, Europa e per finire Arianna, tutte ci raccontano la storia di se… per liberarci.
TARANTO Al museo Archeologico nazionale per la Giornata Internazionale della Donna, ingressi gratuiti per le donne, visite guidate e laboratori didattici per bambini dedicati all’universo femminile. Dalle 10.30 alle 12.30 i visitatori potranno partecipare a “Bellezza e forza. Storie di donne greche e romane”: visita guidata multisensoriale con approfondimenti sulla moda, la cosmesi, la cura del corpo e le donne nella Taranto greca e romana (prenotarsi scrivendo all’indirizzo mail
REGGIO CALABRIA Al museo Archeologico nazionale mercoledì 8 marzo 2023 ingresso gratuito per tutte le donne. L’iniziativa, promossa dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, viene arricchita al MArRC con due importanti appuntamenti. “Anche il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria vuole festeggiare questa giornata dedicata alle donne”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Il MArRC consolida la sua identità di luogo di cultura per tutta la comunità del territorio. Ed è proprio attraverso la cultura, nel senso più ampio del termine, che si vincono pregiudizi e stereotipi e si prende coscienza del valore delle persone, indipendentemente dal genere. Ringrazio lo staff del Museo e il CIS Calabria per condividere con entusiasmo l’impegno per la diffusione della conoscenza”. La mattina alle 11, le scuole in visita al Museo potranno partecipare al percorso tematico “Dee di Magna Grecia. Religione mito e figure femminili”, condotto da Daniela Costanzo, funzionario archeologa del Museo, e ideato con la collaborazione di Maria Domenica Lo Faro, archeologa e funzionario amministrativo. Sarà un percorso diffuso, con un focus su alcuni reperti esposti al livello B nella sezione dedicata ai santuari della Calabria greca. Il pomeriggio, invece, appuntamento in sala conferenze, alle 17, per l’incontro promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria dal titolo “La donna nell’antichità Classica”. Si parlerà di condizione e status sociale della donna a partire dall’epos omerico fino alla tarda età romana, nelle evidenze archeologiche, storiche e letterarie. Relatrici dell’incontro saranno la prof.ssa Paola Radici Colace, ordinario di Filologia classica al DiCAM dell’università di Messina, nonché presidente onorario e direttore scientifico del CIS, e la prof.ssa Rosa Santoro, aggregato di Letteratura latina nel medesimo Dipartimento. Introdurrà i lavori, dopo i saluti istituzionali del direttore Carmelo Malacrino, Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS Calabria. “Ripercorrere la storia delle donne non è semplice curiosità erudita”, afferma la prof.ssa Radici Colace. “Nonostante i radicali mutamenti oggi intervenuti, con la conquista della parità formale, rivisitare il retaggio di una plurimillenaria ideologia discriminatoria consente di individuare nelle organizzazioni sociali dell’antichità il momento nel quale la divisione dei ruoli venne teorizzata e praticata non solo come fatto culturale, ma anche come conseguenza di una differenza biologica, tradotta in una inferiorità di genere codificata dalle leggi. È nell’antichità greca e romana che nascere femmina è passato da differenza biologica ad asimmetria e subalternità culturale. Ed è in tali società che vanno ricercate le radici di certi stereotipi ancora oggi responsabili di pregiudizi nei confronti delle donne”. Sarà un viaggio nella storia al femminile, attraverso la formazione delle donne, il matrimonio, lo stato civile, la dote, l’eredità, il divorzio, l’adulterio, nonché le categorie di genere e la codificazione dell’inferiorità, sullo sfondo delle riflessioni filosofiche, giuridiche e religiose nell’antichità classica.
AGRIGENTO Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza annuale della festa della donna aderisce all’evento “8 marzo al Museo” che prevede l’ingresso gratuito per le donne nei musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali, promuovendo inoltre un itinerario di visita tematico “Storie di donne e dee al museo Griffo” tra le vetrine del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Non tutti lo sanno o ci hanno mai fatto caso, ma tanti tra i reperti del museo “Pietro Griffo” di Agrigento raccontano delle storie tutte al femminile. Non si tratta soltanto dei preziosi vasi sui quali campeggiano bellissime figure che immortalano eroine, creature mostruose, guerriere e dee, ma anche di reperti che restituiscono uno spaccato della vita quotidiana di donne vissute anche più di 2500 anni fa: tra monili, epigrafi, “portagioie”, porta profumi e porta trucchi, ex voto di diverse fogge e materiali, pesi da telaio e tanti altri oggetti ancora, i visitatori avranno modo di riflettere sulla condizione sociale e culturale delle donne ai tempi di Akràgas ed Agrigentum condotti dagli archeologi Coopculture (azienda che gestisce i servizi aggiuntivi). Appuntamento alla biglietteria del museo Griffo alle 17.

GALLERIE D’ITALIA In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, mercoledì 8 marzo 2023, tutte le donne potranno avere una riduzione del biglietto di ingresso per visitare le Gallerie d’Italia di Milano, Napoli, Torino e Vicenza. Inoltre, sono previste in tutte le sedi visite guidate speciali legate al tema dell’universo femminile nell’arte.









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