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Torino. In sala Valfrè presentazione del libro “La regina di Tebe” (Marlin editore) di Annamaria Zizza a cura dell’associazione Amici Collaboratori del Museo Egizio

torino_sala-valfrè_libro-la-regina-di-tebe_presentazione_locandinaUna misteriosa lettera della bellissima moglie del faraone Tutankhamon al re degli Ittiti dà l’avvio a una storia affascinante piena di intrighi, amori proibiti e avventure raccontata nel libro “La regina di Tebe” di Annamaria Zizza (Marlin editore). Venerdì 17 maggio 2024, alle 17.30, in sala Valfrè, in via Accademia delle Scienze 11 a Torino, presentazione del libro “La regina di Tebe” in collaborazione con l’associazione Amici Collaboratori del Museo Egizio (Acme). Con l’autrice Annamaria Zizza dialogano Massimo Cultraro, archeologo e dirigente Cnr, ed Edoardo Rotunno, studioso di Egittologia e Monachesimo orientale, socio Acme.

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Copertina del libro “La regina di Tebe” di Annamaria Zizza

La regina di Tebe. La storia inizia a Tebe, capitale dell’Egitto, nel XIV secolo a.C. La bellissima e giovane regina Ankhesenamon, vedova di Tutankhamon e senza figli, nel tentativo di pacificare il suo Paese e di dare un erede al suo regno, fa una mossa pericolosa e spregiudicata. Ordina allo scriba Menthuotep, un babilonese dal passato oscuro e doloroso, di inviare una lettera al re degli ittiti, affinché le lasci sposare uno dei suoi figli. Dell’iniziativa vengono lasciati all’oscuro sia il potente visir Ay, che il generale Horemheb, che ambiscono al trono. Gli ittiti sono sorpresi dal contenuto della lettera: pensano a una trappola da parte degli egizi e temporeggiano, ma alla fine vengono convinti da Menthuotep, inviato dalla regina in qualità di ambasciatore, e accettano la proposta. Aspettano da tempo di conquistare l’Egitto. Sanno di essere più forti in battaglia perché conoscono il segreto della tempratura del ferro ancora ignoto agli altri popoli. Il re ittita, che ha sposato la babilonese Malnigal, esperta di magia nera, pericolosa quanto ambigua, invierà uno dei suoi figli, Zannanza, ma la conclusione della vicenda sarà sorprendente per tutti i protagonisti. Tra intrighi e amori proibiti, drammi personali e avventure, si dipana una storia vera e affascinante, finora sconosciuta, raccontata con uno stile coinvolgente, incalzante e pieno di colpi di scena.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione degli Atti del convegno “Parchi Archeologici. Analisi e proposte”, tenutosi il 16 e 17 giugno 2022 all’università di Messina

reggio-calabria_archeologico_atti-convegno-parchi-archeologici-analisi-e-proposte_presentazione_locandinaMartedì 14 maggio 2024, alle 17.30, sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presentazione degli Atti del convegno “Parchi Archeologici. Analisi e proposte”, tenutosi il 16 e 17 giugno 2022 all’università di Messina (vedi Parchi archeologici: un confronto storico Stato-Regione Siciliana: due giorni di convegno al rettorato dell’università di Messina a cura (e in memoria) del prof. Gioacchino La Torre, scomparso prematuramente pochi giorni fa | archeologiavocidalpassato). Il libro, a cura della storica dell’arte Silvia Mazza, edito dalla Fondazione Federico II, è dedicato alla memoria del prof. Gioacchino La Torre, ordinario di Archeologia Classica, di UniMe, che aveva curato insieme alla dott.ssa Mazza il convegno, venuto prematuramente a mancare appena qualche giorno prima dell’apertura dei lavori. Dopo l’introduzione del direttore del museo Fabrizio Sudano, interverranno con la curatrice Massimo Cultraro, direttore di ricerca, Cnr-Ispc Catania, istituto di Scienze del Patrimonio culturale; Alessandro Garrisi, presidente ANA, associazione nazionale Archeologi; Gabriella Tigano, direttore del parco archeologico di Naxos-Taormina e Fabrizio Mollo, associato di Archeologia classica, Dicam, che porterà anche il saluto della rettrice dell’università di Messina. La pubblicazione analizza la situazione dei parchi archeologici in Italia e in Sicilia in quattro sessioni dal taglio interdisciplinare: la prima dedicata all’Università e agli Istituti di ricerca, con una componente di archeologi, architetti, etno-antropologi, economisti e giuristi; due sessioni rispettivamente riservate alle esperienze statali e della Regione Siciliana e una destinata al parere delle associazioni.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti

reggio-calabria_archeologico_libro-la-scure-letterata-e-le-sue-peregrinazioni-dalla-calabria-al-british-museum_presentazione_locandinaPatrimonio culturale violato, depredato, occultato, trafugato. La storia dell’archeologia italiana è ricca di casi irrisolti. Giovedì 9 maggio 2024, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria presentazione del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti. Introduce Fabrizio Sudano, direttore del MArRC. Interviene Gino Famiglietti, già direttore generale del Mibac. Dialoga con l’autore Massimo Cultraro, direttore di ricerca dell’Ispc-Cnr di Catania. Ingresso gratuito fino all’esaurimento dei posti.

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Copertina del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti

Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum. Intorno alla metà dell’800 una “scure di bronzo, con greca iscrizione” viene rinvenuta in Calabria. L’importanza del reperto è notevole: addirittura, la sua restituzione grafica, pubblicata, insieme ad una dettagliata scheda di catalogo, su una nota rivista scientifica, è realizzata dal Primo disegnatore dei Reali Scavi di Pompei. In ragione del suo “merito”, la scure è quindi uno di quegli oggetti di cui, secondo le leggi dell’epoca, è proibita l’esportazione “fuori del regno”. E tuttavia, nel 1884, la scure viene venduta in asta a Parigi e viene acquistata da un emissario del British Museum. Ma come è arrivata la scure a Parigi? Fra i documenti ufficiali che la riguardano non c’è traccia di un eventuale permesso che ne abbia potuto consentire la legittima uscita dal territorio italiano. Eppure, l’indifferenza degli apparati amministrativi rispetto alla strana vicenda perdura nel tempo, nonostante le ripetute richieste di chiarimenti che, in merito all’accaduto, vengono rivolte, da parlamentari di ogni estrazione politica, appartenenti tanto alle forze di maggioranza quanto a quelle di opposizione, ai governi di volta in volta in carica. Un frastornante silenzio, che dura da troppo tempo. Ci sarà un modo per trarre la vicenda dall’oblio in cui è stata confinata?

Giardini Naxos (Me). Con la “Rievocazione storica della Fondazione di Naxos” al parco archeologico di Naxos apre la lunga estate di eventi che esplorano tutte le arti: musica cinema teatro poesia letteratura canto

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Foto di gruppo con i rappresentanti delle associazioni culturali coinvolte nel cartellone degli eventi estivi al parco archeologico di Naxos (foto parco naxos taormina)

parco-archeologico-taormina-naxos_logoDomenica 5 maggio 2024, alle 16, al parco archeologico di Naxos, prende il via con la “Rievocazione storica della Fondazione di Naxos”, la lunga estate di eventi a Giardini Naxos (Me) che, da maggio a ottobre, avrà anche questa volta negli spazi del parco archeologico Naxos Taormina il suo polo d’attrazione e di aggregazione, sotto la spinta di eventi – molti dei quali gratuiti – che esplorano tutte le arti: musica, cinema, teatro, poesia, letteratura, canto. Il cartellone, messo a punto dal parco archeologico Naxos Taormina insieme con il Comune di Giardini Naxos e in collaborazione numerosi enti pubblici e associazioni culturali del territorio siciliano e nazionale, è un progetto corale e condiviso per fornire agli operatori turistici informazioni utili sulle occasioni di svago culturale pensate, oltre che per le migliaia di viaggiatori attesi nei prossimi mesi nella riviera jonica, anche per le famiglie residenti del comprensorio.

RIEVOCAZIONE STORICA DELLA FONDAZIONE DI NAXOS. La manifestazione, nata dalla sinergia tra Comune di Giardini Naxos, parco archeologico di Naxos Taormina e associazione Pro Loco di Giardini Naxos, vede la direzione artistica della regista ed attrice Cinzia Maccagnano, con la regia drammaturgica ed i testi dell’autore e regista Giovanni Bucolo, le scenografie ed i costumi da Francesca Cannavò, le musiche dal vivo eseguite dalla lirista Rosa Fragorapti. giardini-naxos_estate-2024_rievocazione-storica_locandinaIl cast attori è composto da Elio Crifò (Timeo), Gianni Crimi (Stavros), Sara Pulvirenti (Nausika), Francesco Papa (Tysandros), Mario Russo (Teocle), Clara Lo Turco (Sacerdotessa) e Ginevra Maniaci (bimba di Naxos). Il corteo storico che sfilerà dalla statua della Nike all’ingresso del parco archeologico di Naxos è curato dall’associazione culturale “Origini di Naxos e sbarco di San Pancrazio” della Parrocchia San Pancrazio di Giardini Naxos guidata da don Gianluca Monte. L’evento vede anche la collaborazione della rete Latitudini e dell’Archeoclub Naxos-Taormina-Valle Alcantara. All’evento interverranno l’archeologa e direttrice del parco archeologico di Naxos, Gabriella Tigano, l’archeologa Mariagrazia Vanaria, i docenti universitari e studiosi Massimo Cultraro, Massimo Raffa, Fulvia Toscano e Giuseppe Carmeni. Lo scopo di tale iniziativa, oltre a quello di promuovere la storia ed il patrimonio culturale della più antica polis di Sicilia, è divulgare al pubblico delle conoscenze attraverso la suggestione di un viaggio nel tempo che consente allo spettatore, grazie all’interpretazione drammaturgica degli attori, di avere un contatto diretto col passato. Un viaggio anche sensoriale che consentirà una immersione nello spazio magnifico del Parco, in cui i visitatori saranno accompagnati in momenti performativi e momenti di approfondimento culturale, sulle tracce della antica colonizzazione, alla scoperta delle testimonianze archeologiche del passato, per osservare con consapevolezza i segni indelebili di una civiltà che ci appartiene. giardini-naxos_estate-2024_maggio-ottobre_il-futuro-ha-un-cuore-antico_locandinaUna grande festa per la città di Giardini Naxos, reduce dal recente evento delle Primavere elleniche, alla presenza delle città madre patria greche, Calcide e Naxos, con cui ha lanciato il progetto della rete delle città calcidesi di Sicilia. A Naxos di Sicilia, culla della Grecia d’Occidente, tanti progetti per il rilancio di percorsi di identità e consapevolezza, grazie a cui ridisegnare il perimetro della cittadinanza attiva. A Giardini Naxos il futuro ha un cuore antico.

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Gli attori Vincenzo Pirrotta e Giovanni Calcagno (foto parco naxos taormina)

ESTATE 2024 | PROGRAMMA TEATRO. L’estate di Giardini Naxos – come detto – inizia nel segno della storia e della performance teatrale con la Rievocazione storica della Fondazione di Naxos. Quindi dal 26 giugno al 2 luglio 2024 l’allegria del FINC Comedy Festival: spettacoli, workshop, incontri e laboratori teatrali che animeranno l’area archeologica e il Teatro della Nike. In agosto tornerà “Teatro all’alba” con un nuovo spettacolo che, dopo il successo dello scorso anno, raddoppia il cast e alle 5.30 del mattino vedrà sulla scena del palco in riva al mare due mattatori come Vincenzo Pirrotta e Giovanni Calcagno (20 agosto); quindi la rassegna Interpretare l’Antico, diretta da Gigi Spedale con le trascrizioni delle tragedie antiche (settembre); Ierofanie, il festival del sacro diretto da Claudio Collovà con incontri con filosofi contemporanei e spettacoli di musica e poesia (12/13/14 settembre); per concludere con il premio “L’ombra di Dioniso” assegnato alle migliori personalità del teatro contemporaneo e d’avanguardia.

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L’orchestra del Conservatorio Tchaikovsji di Nocera Terinese (Catanzaro) a Giardini Naxos (foto parco naxos taormina)

ESTATE 2024 | PROGRAMMA MUSICA. Numerosi gli appuntamenti musicali dell’estate al Parco di Naxos. Si inizia il 21 giugno 2024 con la Festa europea della musica che per il terzo anno vedrà ospite l’orchestra del Conservatorio Tchaikovsji di Nocera Terinese (Catanzaro) insieme all’Accademia Pianistica di Taormina. Sono dedicate al jazz i due concerti della Filarmonica Laudamo di Messina, diretta dal M° Antonino Cicero, che al Parco proporrà due concerti a tema il 3 e l’11 luglio (Strait Project Quartet e Pannonica Jazz Workshop). Quindi il Conservatorio Scarlatti di Palermo, con l’Orchestra impegnata con un programma di musica classica (data da definire, sempre in luglio); giardini-naxos_estate-2024_maggio-ottobre_alkantara-fest_pre-locandinamentre il 18 luglio si inaugura al Parco di Naxos l’Alkantara Fest, festival internazionale di musica folk e world (che prosegue sull’Etna) con il concerto di Alkantara MediOrkestra, ensemble di musicisti da tutta Europa con brani dalle sonorità tipicamente mediterranee e asiatiche. Il 16 agosto al Teatro della Nike torna il Coro Lirico Siciliano, mentre dal 28 al 31 agosto, sempre al Parco, la rassegna Donne in Jazz: quattro imperdibili serate con celebri artiste di fama internazionale come Rita Marcotulli e Maria Pia De Vito (a cura di Taormina Jazz Festival)

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Terracotta di Stefania Pennacchio con “La fiaccola di Ecate tra Persefone e Demetra. Simbolo dell’oltre” (foto pennacchio)

ESTATE 2024 | PROGRAMMA ARTE. Dopo Mastroianni nel 2021 e Palmieri nel 2023, l’artista ospite del parco archeologico di Naxos per il 2024 e una donna, la scultrice Stefania Pennacchio. Per l’antica polis di Naxos, Pennacchio ha realizzato sei grandi sculture in terracotta, ispirate al mito di Ecàte, divinità greca il cui culto è legato ai desideri e alla forza per realizzarli. La mostra, a cura di Angelo Lorenzo Crespi, include un’esperienza di “arte relazionale” che consentirà ai visitatori di interagire con una delle installazioni per entrare in contatto con la fonte dei propri desideri. Il 10 agosto visita in notturna e presentazione del catalogo (dal 14 giugno al 30 ottobre).

giardini-naxos_estate-2024_maggio-ottobre_premio-comunicare-l-antico-2023_locandinaESTATE 2024 | PROGRAMMA ARCHEOLOGIA. Il 1° settembre si rinnova l’appuntamento col prestigioso premio “Comunicare l’Antico”, organizzato dal Parco Naxos Taormina in collaborazione con NaxosLegge e l’Archeoclub Giardini Naxos-Taormina-Valle Alcantara che vedrà, come di consueto, un parterre internazionale di protagonisti del mondo della cultura legati alla ricerca scientifica in campo archeologico e alla comunicazione.

ESTATE 2024 | PROGRAMMA LETTERATURA. Maggio e settembre sono i mesi dedicati al mondo della lettura. Si inizia il 3 maggio 2024 con l’apertura del Maggio dei libri e una serie di incontri coordinati da Comune; il 26 maggio al Parco laboratorio per bambini sul mondo dell’Opera dei pupi con “Matteo e i pupi siciliani” (Algra Editore), a cura di Civita Sicilia; infine in settembre, da 20 al 29, torna Naxoslegge, XIV edizione del festival delle narrazioni, della lettura e del libro con la direzione artistica di Fulvia Toscano.

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Un momento della prima edizione del Naxos Archeofilm con le convesazioni curate da Piero Pruneti (foto parco naxos taormina)

ESTATE 2024 | PROGRAMMA CINEMA. Seconda edizione del Naxos Archeofilm (12-13-14 luglio Parco-Teatro Nike) in collaborazione con Firenze Archeofilm/Archeologia Viva e con la Fondazione Sebastiano Tusa che vedrà la proiezione delle migliori pellicole internazionali dedicate al mondo antico e al mondo dei dinosauri con un focus sull’incredibile ritrovamento del Bronzi di San Casciano. Tanto cinema in piazza anche con il Comune che in luglio organizza la XXIX edizione del Festival del Film dei ragazzi e la seconda edizione de L’ Eco di un cinema all’ aperto.

ESTATE 2024 | PROGRAMMA STREET FOOD. Numerosi gli appuntamenti legati al food, tra cui lo Street Fish, con cui il Comune vuole replicare il grande successo dell’evento sullo street food realizzato a novembre, cui si associano altri eventi quali il Sicily Eat- Naxos food excellence, programmato per il mese di luglio.

ESTATE 2024 | PROGRAMMA TRADIZIONI. Centrali nella loro storicità gli eventi dedicati ai santi patroni, San Pancrazio e SS. Maria Raccomandata, rispettivamente nei mesi di agosto e settembre, con eventi collaterali che costituiscono degli appuntamenti fondamentali nella vita della comunità cittadina; una tappa del Festival dei popoli ad agosto e la celebrazione dei 75 anni del Gruppo Folk Naxos, guidato dal maestro Nino Buda, in settembre.

ESTATE 2024 | PROGRAMMA SPORT. Non mancheranno gli eventi sportivi, tra maggio, con gare Internazionali di canoa, ed ottobre, quando la città ospiterà alcuni appuntamenti in sinergia con il CONI che ha scelto la Sicilia per un’importante festa nazionale.

Napoli. Al Centro Jean Bérard al via la due giorni del colloquio internazionale “Ceramiche dipinte opache del sud Italia tra produzioni, contesti e iconografie. Nuovi dati e approfondimenti”. Ecco il ricco programma

napoli_centre-jean-berrad_colloquio-internazionale-la-ceramica-a-vernice-opaca-dell-italia-meridionale_locandinaAl Centro Jean Bérard di Napoli appuntamento l’11 e il 12 aprile 2024 con il colloquio internazionale “Ceramiche dipinte opache del sud Italia tra produzioni, contesti e iconografie. Nuovi dati e approfondimenti”, organizzato da Cesare Vita, con la collaborazione del Centro Jean Bérard e il sostegno dell’università di Rennes 2, che segna il culmine del progetto europeo Marie Curie Individual Fellowship SandMAN – Shapes and Meaning (Grant agreement n. 892781, SandMAN Carnet Hypothesis) ed è un primo passo per cercare di avere una visione d’insieme delle questioni storico-culturali legate a questa produzione ceramica. Comitato scientifico: Angelo Bottini (Istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici), Marina Castoldi (università di Milano), Massimo Cultraro (CNR/ISPC Catania), Mario Denti (università di Rennes 2, IUF), Maria Chiara Monaco (università della Basilicata), Priscilla Munzi (CNRS, Centre Jean Bérard), Cesare Vita (Università di Rennes 2). Comitato organizzatore: Marcella Leone (CNRS, Centre Jean Bérard), Josipa Mandić (università di Aix-Marseille, Centre Camille Jullian), Cesare Vita (università di Rennes 2), Chantal Willborn (università di Rennes 2). Questo colloquio internazionale si concentra sulla ceramica dipinta opaca dell’Italia meridionale, una produzione specializzata generalmente presente in contesti funerari ma anche in quelli di habitat e di natura rituale. Questa classe di materiali occupa una posizione eminente tra i gruppi indigeni che la produssero e la utilizzarono dall’età del Ferro all’età classica, almeno fino a quando nuove istanze e nuove esigenze politico-sociali ne determinarono la graduale scomparsa nel corso del V secolo a.C. Attraverso le più recenti ricerche multidisciplinari condotte su questa produzione specializzata, o da nuovi approcci metodologici applicati ai dati esistenti, si tratterà più in particolare di comprendere meglio le produzioni all’interno delle diverse comunità e i loro contesti di utilizzo; apprezzare i messaggi veicolati dalle decorazioni, il loro stile e la loro iconografia; infine, confrontare i risultati delle analisi archeometriche effettuate sulle argille e sui pigmenti delle ceramiche campionate in diverse regioni e contesti, al fine di cercare di ricostruire ogni filiera operativa e identificare le officine.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 11 APRILE. Alle 14, accoglienza dei partecipanti; 14.30, benvenuto e saluti istituzionali: Lise Moutoumalaya, console generale di Francia a Napoli; Valérie Huet, direttrice del Centro Jean Bérard; 14.40, introduzione alla conferenza: Cesare Vita, université Rennes 2, e Maria Sk+odowska, Curie Fellow 2021-23. SESSIONE 1 – Puglia e Calabria: moderatore Maria Chiara Monaco, università della Basilicata. Alle 14.55, Massimo Cultraro, CNR-ISPC Catania: “La classe Matt Painted Ware tra Balcani meridionali e Grecia settentrionale nell’età del Ferro: nuove prospettive per le ricerche in Italia”; 15.20, Marina Castoldi, università di Milano: “Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia, Bari): la ceramica verniciata opaca”; 15.45, Paola Palmentola, università di Bari “Aldo Moro”: “Riflessioni sull’origine e sul significato del motivo dei gallinacei nella ceramica sub-geometrica peucezia”; 16.10, pausa caffè. Moderatrice Luigina Tomay, SABAP Basilicata. Alle 16.30, Marcella Leone, CNRS, Centro Jean Bérard: “Arpi geometrica. Le produzioni matt-painted tra VII e V secolo a.C.; 16.55, Ulrike Tochterle, Universitat lnnsbruck, e Christian Heitz, Universitat lnnsbruck: “Uno sguardo preliminare sulle indagini della ceramica matt-painted di Ascoli Satriano”; 17.20, Francesco Quondam, Universitat Wien: “Ceramica matt-painted in Sibaritide: motivi decorativi, stili, dinamiche di produzione e direttrici di circolazione”; 17.45 Fabrizio Mollo, università di Messina: “La ceramica matt-painted nelle valli del Noce e del Mercure-Lao: nuovi e vecchi dati da contesti abitativi e funerari”. SESSIONE POSTER – Puglia e Calabria: moderatore Raffaella Bonaudo, SABAP di Salerno e Avellino. F. Rossi, università di Salerno: “La ceramica verniciata opaca ad Ascoli Satriano (FG): contesti dall’area di necropoli in località Pezza del Tesoro”; V. Stasi, università di Bari “Aldo Moro”: “Enchytrismoi e matt-painted: sepolture infantili arcaiche dall’insediamento peucezio di Monte Sannace (Gioia del Colle, Ba); A. Guarnieri, SABAP BAT- FG; I.M. Muntoni, SABAP BAT- FG; A. De Leo, Se. Arch. Sri: “La necropoli di tombe a fossa di località Orlando (Ordona, Fg)”; I. Froment, Université Paris Nanterre; L. Guion, Université Paris Nanterre: “I cenochoes-olpai MNC 105 e 106 del Musée de Sèvres, membra disjecta di una tomba scavata nel 1778: prodotti della cultura daunica o cenôtre?”; M. Perri, università della Calabria: “La ceramica matt-painted nell’insediamento di Francavilla Marittima: forme, funzioni e confronti tra ceramica d’impasto e produzioni greche”; M. Sergi, università di Messina: “La ceramica matt-painted dalle necropoli enotrie di Tortora: aspetti stilistici e morfologici”.

PROGRAMMA VENERDÌ 12 APRILE 2024. SESSIONE 2 – Basilicata: modera Giuliana Tocco Sciarelli, già ministero BACT. Alle 9.30, Fabio Donnici, università della Basilicata: “Ceramiche matt-painted dalla necropoli di Sant’Antonio Abate a Ferrandina (MT): forme, funzioni, articolazioni compositive”; 9.55, Linda Parisi, università della Basilicata: “Fenomeni di ibridazione in un centro indigeno di ‘confine: il caso inedito delle ceramiche matt-painted di Brindisi di Montagna (Pz)”; 10.20, Annamaria Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata; Carmelo Colelli, MAN Siritide Policoro, DRM Basilicata: “Motivi zoomorfi della ceramica verniciata opaca di Guardia Perticara (Pz)”. SESSIONE POSTER – Basilicata. Moderatore Mario Denti, università di Rennes 2, IUF. A. Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata: “La ceramica matt-painted nella collezione del museo nazionale di Matera: le testimonianze dall’area materana”; A. Amatulli, MNM Matera: “La ceramica matt-painted nelle collezioni del museo nazionale di Matera: il contesto delle necropoli di Irsina e Monte lrsi”; A. Sciacovelli, MNM Matera: “La ceramica matt-painted nella collezione del museo nazionale di Matera:  il contesto della necropoli di Garaguso”; F. Coppo, università di Milano, e M. Milano, università di Milano: “Alcune note sulla ceramica matt-painted dal saggio N dell’lncoronata di Metaponto (scavi Orlandini 1981)”. SESSIONE 2 – Campania. Alle 11.30, Maria Luisa Tardugno, SABAP per l’area metropolitana di Napoli: “La ceramica matt-painted nel Vallo di Diano: contesti a confronto”; 11.55, Cesare Vita, Université Rennes 2: “Tra paralia e mesogaia: ceramiche matt-painted e contesti dal sito di Incoronata (Mt) e dall’area nord-lucana”; SESSIONE 3 – Tecniche di produzione e laboratori. Nuovi dati: moderatore Priscilla Munzi, CNRS, Centre Jean Bérard. Alle 12.20, Luzia Thaler, già Accademia Austriaca delle Scienze; Johannes H. Sterba, TU Wien, TRIGA Center; Pamela Fragnoli, Austrian Academy of Sciences; Xenia Charalambidou, Vrije Universiteit Amsterdam: “Analisi archeometrica di ceramiche dipinte opache rinvenute all’Incoronata”; 12.45, Xenia Charalambidou, Vrije Universiteit Amsterdam: “Macro tracce documentate sui materiali ceramici dell’Incoronata: alcuni punti salienti”; 13, Grazia Lubraco, università di Bari “Aldo Moro” / università della Basilicata; Vito Ferrara, ARPA Basilicata; Giuseppe Corrado, università della Basilicata; Cesare Vita, Université Rennes 2; Paola Di Leo, università della Basilicata: “Un approccio multidisciplinare per svelare la tecnologia e la provenienza della ceramica dipinta opaca del distretto nord-lucano”. 13.30 pausa pranzo. Moderatore Annamaria Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata. Alle 15, Angela De Bonis, università della Basilicata: “Le ceramiche matt-painted dell’Enotria Settentrionale: nuovi risultati delle analisi archeometriche”; 15.25, Savino Gallo, DRM Puglia; Giacomo Eramo, università di Bari “Aldo Moro”: “Tra Peucezia e costa ionica: primi dati dall’archeometria e nuove prospettive di ricerca”; 15.50, Leah Bernardo-Ciddio, università del Michigan: “Ceramica dipinta opaca. Produttori a Taranto: un approccio operativo chirurgico”; 16.15, pausa caffè. SESSIONE POSTER – Campania. Moderatrice Arianna Esposito, università della Borgogna, UMR 6298 ARTEHIS. R. Vanacore, università di Napoli “Federico Il”: “La West-Lucanian Class: le decorazioni ornitomorfe”; A. Lagi, già funzionario responsabile MAN Volcei; R. De Gennaro, archeologo libero professionista; A. Santoriello, università di Salerno: “Una produzione di ceramica matt-painted del VII secolo a.C. a Buccino”; S. Siano, parco archeologico di Ercolano: “Una forma ceramica italica: la nestoris”;  F. Castaldo, MA Carife e MA Taurasi: “Il pittore della parentesi di Carife”; S. Maudet, università di Le Mans: “Da Calatia alle tombe principesche di Pontecagnano:  importazioni dalla Lucania settentrionale in Campania all’inizio del VI secolo?”; A. Cocorullo, UMR 6566, CReAAH: “Il banchetto degli Enotri. Le ceramiche opache verniciate opache di Palinuro”; G. Saltini Semerari, university of Michigan; C. Vita, Université Rennes 2; J. Mandic, Aix-Marseille Université- Centre Camille Jullian: “Ceramica matt-painted off-shore. Cultura materiale e archeologia digitale tra valorizzazione, ricerca e fruizione internazionale”. Alle 17, discussione generale.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Tra protostoria e storia: l’Etruria nel cuore del Mediterraneo. Scritti in onore di Filippo Delpino per il suo 80mo compleanno”, curato da Alessandra Piergrossi, Andrea Babbi e Massimo Cultraro, supplemento n. 2 di “Mediterranea” di Ispc-Cnr

roma_villa-giulia_libro-tra-protostoria-e-storia-l-etruria-nel-cuore-del-mediterraneo_presentazione_locandinaUn omaggio a colui che ha segnato un profondo rinnovamento negli studi sull’Etruria arcaica e nella lunga attività di ricerca al CNR, Filippo Delpino. Martedì 26 marzo 2024, alle 16.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, presentazione del libro “Tra protostoria e storia: l’Etruria nel cuore del Mediterraneo. Scritti in onore di Filippo Delpino per il suo 80mo compleanno”, curato da Alessandra Piergrossi, Andrea Babbi e Massimo Cultraro, supplemento n. 2 di “Mediterranea. Studi e ricerche sul Mediterraneo antico”, periodico scientifico dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Introduce Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e direttore ad interim del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Presenta l’opera Giuseppe Sassatelli, etruscologo e professore emerito dell’università di Bologna. Intervengono i curatori del volume. L’ingresso nella sala della Fortuna è libero fino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

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Copertina del libro “Tra protostoria e storia: l’Etruria nel cuore del Mediterraneo. Scritti in onore di Filippo Delpino per il suo 80mo compleanno”

Il volume raccoglie numerosi contributi con cui le autrici e gli autori hanno omaggiato il collega e amico Filippo Delpino, insigne studioso dell’Italia preromana. Tali scritti, incentrati sul Mediterraneo e l’Etruria tra protostoria e storia, sono stati suddivisi in sezioni tematiche che riecheggiano la vasta opera dello studioso: Etruria e Mediterraneo, Etruria e Lazio, Tra archivi e collezioni, Storia della disciplina archeologica. La ricchezza degli interessi di Filippo Delpino è riflessa nel volume a lui dedicato in occasione dei suoi 80 anni e pubblicato nella Rivista da lui diretta per lunghi anni. Dall’Etruria e il Lazio, affrontate sul piano dei costumi funerari e della vita degli abitati, della cultura materiale nella loro valenza iconografica, indagata nei molteplici aspetti come riflesso di usi e modelli identitari delle comunità, lo sguardo si è esteso a tutto il Mediterraneo; inoltre, anche la storia delle indagini archeologiche in Etruria, lo sviluppo e l’organizzazione a Roma della tutela delle antichità, la storia della museologia e del collezionismo, costituiscono altri temi considerati con cura. Tutto questo è testimoniato dal contenuto di questo volume che vede tra gli autori numerosi specialisti, tra cui molti allievi e moltissimi amici e colleghi che entusiasticamente hanno aderito, dimostrando stima, affetto e partecipazione per lo studioso e collega.

Palermo. Al Complesso Monumentale dello Steri la Fondazione Sebastiano Tusa presenta l’ultimo numero di Sicilia Archeologica (114/23) edito da L’Erma di Bretschneider nella Giornata dei Beni culturali siciliani

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Fabio Martini, Valeria Li Vigni Tusa, Massimo Cultraro e Assia Kysnu Ingoglia alla presentazione della rivista Sicilia Archeologica a Spazio Libri di TourismA 2024 (foto graziano tavan)

Dopo l’anteprima a Firenze a Tourisma 2024, nella sezione Spazio Libri a cura di Massimo Cultraro (vedi Firenze. A Spazio Libri di TourismA 2024 presentato il numero 114 della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa | archeologiavocidalpassato), è arrivato il momento di presentare il nuovo numero della rivista Sicilia Archeologica, il 114/2023, in casa, a Palermo. E la fondazione Sebastiano Tusa che cura la rivista, portata avanti e sviluppata proprio da Sebastiano Tusa, edita da L’Erma di Bretschneider, ha scelto ancora una volta per la presentazione ufficiale il 10 marzo, cioè l’anniversario della tragica scomparsa dell’archeologo e assessore regionale ai Beni culturali, giorno nel quale la Regione Siciliana ha deciso di commemorare Sebastiano Tusa istituendo la Giornata dei Beni culturali siciliani (vedi 10 marzo, giornata dei Beni culturali siciliani: ingresso gratuito a tutti i luoghi regionali della cultura per onorare il ricordo di Sebastiano Tusa, il grande archeologo e assessore ai Beni culturali, nell’anniversario della sua tragica scomparsa. Ecco qualche idea da non perdere | archeologiavocidalpassato).

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Copertina del numero 114 (2023) della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa

Appuntamento dunque domenica 10 marzo 2024, alle 17, nell’aula magna del Complesso Monumentale dello Steri a Palermo, in piazza Marina 61. Aprono i saluti di Massimo Midiri, rettore dell’università di Palermo; Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Roberto Lagalla, sindaco di Palermo; Mario La Rocca, dirigente generale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; p. Sergio M. Catalano op, priore del convento di San Domenico di Palermo. Introduce Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa e direttore di Sicilia Archeologica. Modera Massimo Cultraro, Ispc-Cnr, comitato scientifico Sicilia Archeologica. Intervengono Oscar Belvedere, università di Palermo, comitato scientifico Sicilia Archeologica; Vito Zarzana, ispettore onorario per i Beni culturali, vice direttore Sicilia Archeologica; Assia Kysnu Ingoglia, università di Roma Tor Vergata, redazione Sicilia Archeologica; Roberto Marcucci, editore L’Erma di Bretschneider.

Firenze. A Spazio Libri di TourismA 2024 presentato il numero 114 della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa

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Fabio Martini, Valeria Li Vigni Tusa, Massimo Cultraro e Assia Kysnu Ingoglia alla presentazione della rivista Sicilia Archeologica a Spazio Libri di TourismA 2024 (foto graziano tavan)

A TourismA 2024, nell’ambito della sezione Spazio Libri a cura di Massimo Cultraro, domenica 25 febbraio 2024, è stato presento in anteprima il numero 114 (2023) della rivista “Sicilia Archeologica” edito da L’Erma di Bretschneider. Ne hanno discusso con Massimo Cultraro (ISPC CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale): Valeria Li Vigni Tusa (direttrice della rivista – fondazione Sebastiano Tusa), Fabio Martini (Comitato Scientifico della Rivista) e Assia Kysnu Ingoglia (Redazione Sicilia Archeologica).

Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, per archeologiavocidalpassato.com fa una breve presentazione del numero 114 della rivista. “Il volume, pubblicato dalla Fondazione Sebastiano Tusa”, spiega Li Vigni, “fa parte di una collana che nasce con Vicenzo Tusa, quindi una rivista che nasce negli anni Sessanta del Novecento, che prosegue con Sebastiano Tusa, e che poi è stato nostro impegno rimettere in piedi e pubblicare. E la pubblichiamo sempre con lo stesso entusiasmo, la stessa passione e scientificità che applicava Sebastiano. Non soltanto archeologia ma multidisciplinarietà. Infatti nella rivista sono presenti articoli di biologi, di archeologi, di storici dell’arte, perché è fondamentale dare spazio al patrimonio culturale in tutte le sue articolazioni. Una parte è dedicata alla normativa sui beni culturali, che di volta in volta viene curata da un giurista: nel caso specifico, su questo numero il contributo è curato dal comandante Gianluigi Marmora del nucleo tutela patrimonio dei beni culturali, quindi dall’Arma dei Carabinieri”.

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Copertina del numero 114 (2023) della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa

“Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa, prosegue sulla direzione indicata da Sebastiano Tusa “𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑖𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒𝑑 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑎 𝑐ℎ𝑖 ℎ𝑎 𝑎 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝐵𝑒𝑙 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒” (Sebastiano Tusa). Anche il numero 114 è diviso in 4 sezioni: 1. Le scoperte archeologiche più recenti, 2. La diagnostica dei beni culturali, 3. Gli aggiornamenti dalla preistoria, al mondo classico e al mondo sommerso, 4. Le normative ai beni culturali (valorizzazione – conservazione – tutela – fruizione). Apre la prima sezione il saggio di Luca Restelli, Clemente Marconi, Andrew Farinholt Ward, Linda Adorno e Francesca Paleari, 𝐿𝑜 𝑠𝑐𝑎𝑣𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑖𝑙 𝑇𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝐴 𝑒 𝑖𝑙 𝑇𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑂 𝑠𝑢𝑙𝑙’𝑎𝑐𝑟𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑆𝑒𝑙𝑖𝑛𝑢𝑛𝑡𝑒 (𝑆𝐴𝑆 𝑇𝐴𝑂-𝐴, 2023). 𝑅𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑙𝑖𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒. Secondo saggio è quello di Thea Sommerschield e Stefano Vassallo “𝐿𝑒 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑒 𝑑𝑖 𝐸𝑟𝑎𝑐𝑙𝑒 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑒 𝑎 𝑇𝑒𝑟𝑟𝑎𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑢𝑡𝑖: 𝑢𝑛 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑙𝑜𝑢𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜𝑛 𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜” che analizza la decorazione a rilievo con Eracle, centauri, arpie, Atena armata e iscrizione del nome di uno dei due centauri nel frammento di louterion rinvenuto nell’area dell’abitato di Terravecchia di Cuti, un sito indigeno della Sicilia centrale. La sezione dedicata alla Diagnostica viene aperta dal contributo di Katia D’Ignoti, “𝐿𝑎 𝑐𝑒𝑟𝑎𝑚𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑜𝑙𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑡𝑎𝑟𝑑𝑜-𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑎-𝑒𝑙𝑙𝑒𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑠𝑜𝑣𝑟𝑎𝑑𝑑𝑖𝑝𝑖𝑛𝑡𝑎 𝑎 𝑓𝑟𝑒𝑑𝑑𝑜 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝐿𝑖𝑝𝑎𝑟𝑖”, uno studio dettagliato sulla ceramica sovra dipinta tardo classica-ellenistica prodotta a Lipari, che mette in discussione e riformula molti aspetti di questa classe di manufatti. Segue il saggio di Francesca Meli, Francesco Savarino, Arianna Romano, Gabriele Lauria, Maria Grazia Griffo e Luca Sineo, 𝐵𝑖𝑜-𝑎𝑟𝑐ℎ𝑎𝑒𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑐𝑎𝑙 𝑁𝑜𝑡𝑒𝑠 𝑜𝑛 𝑡ℎ𝑒 𝑃𝑢𝑛𝑖𝑐 𝐿𝑖𝑙𝑦𝑏𝑎𝑒𝑢𝑚: 𝑇ℎ𝑒 190 𝐻𝑦𝑝𝑜𝑔𝑒𝑢𝑚, che fornisce importanti e innovative analisi bioarcheologiche e ricostruzioni 3D. La terza sezione dedicata agli Aggiornamenti viene aperta dal saggio di Fabio Martini, 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑛𝑒𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎: 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖, 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑚𝑎𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖𝑚𝑖, restituisce un’attenta analisi sulla Sicilia in particolare sulle due tematiche principali: le identità plurali degli ultimi cacciatori-raccoglitori mesolitici e le variabili culturali e sulla capacità in periodi preneolitici di seguire rotte marittime. Segue il contributo di Maurizio Cattani, 𝐿𝑎 𝑓𝑎𝑐𝑖𝑒𝑠 𝑑𝑖 𝑀𝑢𝑟𝑠𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝐵𝑟𝑜𝑛𝑧𝑜. Il saggio propone una reinterpretazione dei dati archeologici in considerazione della ricorrenza dei processi storico culturali presenti in diverse aree della Sicilia e delle isole minori. Massimo Cultraro nel suo interessante saggio 𝐸𝑙𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑛𝑖𝑛𝑠𝑢𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑟𝑜𝑡𝑜𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑜𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 evidenzia come le fasi avanzate e finali dell’età del Bronzo nella Sicilia occidentale siano state implementate negli ultimi anni mantenendo come punto di riferimento il sito di Mokarta (Salemi TP). Giovanni Di Stefano, 𝐴𝑟𝑚𝑖 𝑒 𝑜𝑟𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙 𝑠𝑎𝑛𝑡𝑢𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑔𝑒𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑠𝑡𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑜𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑚𝑎𝑟𝑖𝑛𝑎, offre un interessante indagine sugli aspetti rituali intorno al Santuario di Castiglione. Chiude la terza sezione Gianfranco Purpura, 𝐿𝑎 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑚𝑎𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖𝑚𝑜 𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑒 𝑖 𝑟𝑖𝑛𝑣𝑒𝑛𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑢𝑏𝑎𝑐𝑞𝑢𝑒𝑖, l’approccio interdisciplinare del saggio offre un’analisi esaustiva e illuminante con una chiave di lettura che si avvale di interpretazioni di archeologia subacquea e di diritto commerciale romano che forniscono fondamentali arricchimenti a entrambi i settori disciplinari. L’ultima sezione dedicata alla legislazione contiene il contributo del comandante Gianluigi Marmora, 𝐼𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑜 𝐶𝑎𝑟𝑎𝑏𝑖𝑛𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑇𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑃𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒, che testimonia l’attività di conoscenza che svolge il Nucleo TPC attraverso l’uso della banca dati.

Firenze. A Spazio Libri di TourismA 2024 presentato il libro “Per aquam ad astra. Studi di archeologia delle acque in onore di Luigi Fozzati” (Sap libri) a cura di Alessandro Asta e Massimo Capulli

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Tourisma 2024: “Spazio Libri”, la nuova sezione curata da Massimo Cultraro (cnr-ispc) (foto AV

TourismA 2024 ha ospitato una nuova sezione, “Spazio libri”, dove sono state illustrate, alla presenza degli autori, le ultimissime novità editoriali riguardanti la comunicazione del passato e le grandi personalità che hanno fatto la storia, in un dialogo-confronto con il curatore della sezione, Massimo Cultraro, archeologo, dirigente di ricerca al Cnr-Ispc di Catania; docente di Archeologia egea e Preistoria del Mediterraneo nelle università di Palermo, Messina e Salerno; visiting professor alla Brown University di Providence (USA). Sabato 24 febbraio 2024, Massimo Cultraro con Massimo Capulli, docente di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Udine, co-autore insieme ad Alessandro Asta, funzionario archeologo della soprintendenza Abap di Venezia, il libro “Per aquam ad astra. Studi di archeologia delle acque in onore di Luigi Fozzati” (Sap libri).

Per aquam ad astra”, sintetizza Massimo Capulli per archeologiavocidalpassato.com, “si inserisce nella lunga tradizione di libri che vengono fatti in onore di grandi studiosi da parte degli allievi. Io e Alessandro Asta, che è funzionario della soprintendenza a Venezia, mentre io insegno a Udine, siamo forse tra i primi allievi di Luigi Fozzati. Io sono stato il suo primo laureato quando insegnava a contratto a Venezia, e Alessandro Asta ha preso il suo posto in soprintendenza.

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Copertina del libro “Per aquam ad astra. Studi di archeologia delle acque in onore di Luigi Fozzati” a cura di Alessandro Asta e Massimo Capulli (Sap libri)

“E così – continua – abbiamo deciso di dedicargli un volume andando a collezionare i contributi di colleghi e amici che hanno incrociato la sua lunghissima carriera all’interno del ministero. È stato un lavoro complesso perché significava andare a ritrovare persone con cui noi non abbiamo avuto a che fare direttamente, persone che hanno lavorato con lui in soprintendenza quando era in Piemonte, persone che hanno lavorato con lui quando ancora prima di entrare nel ministero era cultore della materia all’università di Roma, all’istituto Orientale di Preistoria. Molte persone sono andate in pensione, e quindi bisognava cercare le e-mail: cose anche un po’ pratiche. Però alla fine siamo riusciti a mettere insieme ben 61 contributi che si condensano in 540 pagine. Quindi un volume assolutamente corposo che riflette un po’ quelle che sono le anime di Luigi Fozzati. Quindi, al di là di una introduzione di tipo biografico curata dall’ex direttore generale Luigi Malnati e dal fratello di Fozzati, Giorgio Fozzati, c’è tutta una parte dove lui ha lavorato a lungo: quindi Venezia e laguna, dove è stato direttore di Nausicaa; la regione Friuli-Venezia Giulia, dove ha finito la sua carriera come soprintendente; e poi ci sono altre aree tematiche che sono l’archeologia costiera del Mediterraneo, l’archeologia umida e lacustre, studi di carattere generale, e ultimi ma non ultimi – conclude – anche i contributi di colleghi stranieri che hanno voluto scrivere in onore di Luigi: grandissimi studiosi come Xavier Nieto, Katerina Dalla Porta, Eric Rieth, insomma persone che hanno segnato pagine molto importanti dell’archeologia subacquea mondiale”.

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Luigi Fozzati uno dei curatori della mostra “Thalassa” al Mann (foto graziano tavan)

Luigi Fozzati (Ivrea, 21 giugno 1951) archeologo subacqueo, antropologo del mare e delle acque. Laureatosi nel 1973 all’università di Torino, dopo un breve periodo come assistente all’università La Sapienza di Roma (1976-‘79), nel 1979 entra a far parte della soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte, prima come ispettore archeologo e poi archeologo direttore, ruolo che ricoprirà successivamente anche alla soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto (1993-2008), dove darà vita al Nucleo Archeologia Umida Subacquea Italia Centro Alto Adriatico (NAUSICAA), e infine sarà soprintendente per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia (2008-2016). Parallelamente come archeologo subacqueo farà parte del Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea del ministero per i Beni e le Attività culturali (Roma, 1987-2016) e terrà anche l’insegnamento di Archeologia subacquea all’università Ca’ Foscari di Venezia (1994-2011). Già presidente nazionale dell’Associazione Italiana Archeologi Subacquei-AIASub (2003-2009) e socio fondatore dell’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale, è attualmente membro dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee e socio fondatore dell’Istituto Italiano di Archeologia Subacquea.

Firenze. Al Palazzo dei Congressi al via la X edizione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale: decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, lezioni di geroglifico, mostre, cinema, premi internazionali, installazioni multimediali, virtual tour, archeodegustazioni di pietanze etrusco-romane. Pruneti: “Il programma di questa decima edizione è particolarmente ricco ed elaborato”

Tutto pronto per la X edizione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale organizzato al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 23 al 25 febbraio 2024 da Archeologia Viva (Giunti Editore). Decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, lezioni di geroglifico, mostre, cinema, premi internazionali, installazioni multimediali, virtual tour, archeodegustazioni di pietanze etrusco-romane.  E il gran finale con Alberto Angela, padrino della kermesse fin dalla prima edizione. Tutto a ingresso libero e gratuito. 

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Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, a TourismA (foto AV)

“Sono trascorsi dieci anni da quando tourismA si è affacciato al panorama fieristico europeo con il prestigio della rivista da cui proviene, la forza comunicazionale dei suoi collaboratori, la capacità di coinvolgere, l’idea di un turismo culturale rispettoso e formativo”, scrive Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, nella presentazione. “Siamo passati indenni attraverso il dramma del Covid senza mollare un anno, tornando ora ai livelli iniziali di partecipazione. Molto faticoso, ma ce l’abbiamo fatta. In tanti anni di paziente lavoro siamo riusciti a portare all’attenzione degli appassionati, esperti, operatori del settore un grande evento nato spontaneo, senza protezioni, libero e quindi rispondente solo alle scelte di chi lo organizza e di chi vi partecipa. La nostra forza sono l’indipendenza e il sostegno convinto di quanti ci seguono”.

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Alberto Angela in un auditorium gremito protagonista in una edizione di TourismA (foto AV)

Sarà una festa in grande quella per il decennale di tourismA. Tre giornate a ingresso libero e gratuito per parlare di archeologia, ambiente e turismo culturale con particolare attenzione a un modo di viaggiare consapevole e sostenibile. La kermesse, punto di riferimento per tutti gli appassionati del mondo antico e operatori del settore, offre anche quest’anno un programma ricchissimo con decine di incontri e centinaia di relatori di primo piano richiamando a Firenze appassionati, viaggiatori e addetti ai lavori. “Il programma di questa decima edizione è particolarmente ricco ed elaborato”, continua Pruneti, “con la nutrita presenza di istituzioni e personalità di primo piano sotto il profilo scientifico e mediatico, ma anche per l’adesione di tante piccole realtà “minori”, preziose nel rappresentare il grande mosaico di storia, tradizioni e popolazioni del Mediterraneo: un immenso patrimonio di diversità che abbiamo il dovere di scoprire e difendere partendo dalla conoscenza. Sempre più “tourismA” si distingue come spazio pubblico senza censure, per avere assunto i connotati di un’affollata ed emozionante agorà”.

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Il giornalista Aldo Cazzullo tra gli ospiti di TourismA 2024 (foto AV)

Grandi nomi. Oltre 200 i relatori nei convegni previsti negli spazi del Palacongressi. Tra i big in programma quest’anno il giornalista Aldo Cazzullo, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il filologo Luciano Canfora, il geologo Mario Tozzi, il medievista Franco Cardini, il cantautore Francesco Guccini, il paleoantropologo Giorgio Manzi, l’archeologo classico Andrea Carandini, lo storico Aldo Schiavone… e l’attesissimo Alberto Angela (presenza in sala fino a esaurimento posti; non è possibile prenotare; diretta su pagina facebook di tourismA). Il giornalista Massimo Polidoro interverrà per presentare il libro/intervista Piero Angela. La meraviglia del tutto, appena uscito per Mondadori.

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Paolo Giulierini, già direttore del Mann, e Simona Rafanelli, direttore del Muvet, a TourismA 2023 (foto graziano tavan)

Venerdì 23 febbraio 2024. In auditorium, c’è la prima giornata del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA, con la presentazione – tra l’altro – di tre libri: “I custodi della memoria: nel mondo degli scribi” di Louis Godart, “Com’eravamo… L’Italia prima dei Romani” di Paolo Giulierini, e “Maledette! Quando il mito è contro le donne” di Francesca Ghedini. E, dopo la pausa pranzo, la consegna del premio “R. Francovich” COMUNICARE IL MEDIOEVO al museo Archeologico delle Grandi Opere di Pagazzano (Bg) per la valorizzazione del patrimonio medievale, e a Francesco Guccini per aver cantato il mondo medievale accompagnandoci dall’antica Bisanzio fino ai mistici orizzonti di Marco Polo e Cristoforo Colombo. In sala Onice, al mattino, l’edizione 2024 di ITER Archeologia Patrimonio e Ricerca italiana all’estero – L’Archeologia italiana per lo studio, la protezione e la trasmissione del patrimonio culturale dell’umanità a cura di Luca Peyronel dell’università di Milano con focus su alcune missioni archeologiche italiane all’estero. In sala 100, nel pomeriggio, 10 ANNI DI TOURISMA 70 DI IIPP “La Preistoria nella società che cambia”: Workshop a cura di IIPP – Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria col coordinamento Monica Miari, Silvia Florindi.

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Vittorio Sgarbi a TourismA 2020 ricorda Sebastiano Tusa (foto Graziano Tavan)

Sabato 24 febbraio 2024. In auditorium la seconda giornata del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA è al pomeriggio: in programma, tra l’altro, L’UOMO E IL MARE: assegnazione del premio “Fondazione Sebastiano Tusa – Thalassa” per la ricerca scientifica nel Mediterraneo con l’intervento di Valeria Li Vigni presidente Fondazione Sebastiano Tusa; MONT’E PRAMA (1974-2024) – CABRAS / SARDEGNA: focus nel cinquantesimo della scoperta che ha riscritto la storia della Sardegna. In sala Verde STATI GENERALI DELL’ARCHEOLOGIA ITALIANA: archeologia oggi tra nodi aperti e sfide future. Prima parte. A cura di ANA – Associazione Nazionale Archeologi, FCdA – Federazione Consulte universitarie di Archeologia, Archeoimprese, API – Archeologi del Pubblico Impiego, Assotecnici. In sala 100, tutto il giorno, SPAZIO LIBRI a cura di Massimo Cultraro dirigente di ricerca Cnr-Ispc con presentazione della produzione più recente di pubblicazioni a soggetto archeologico. In sala Limonaia, al mattino, VIAGGI DI CULTURA E ARCHEOLOGIA: rassegna di itinerari turistico-culturali a cura di Mark PR di Nadia Pasqual – Comunicazione per il turismo. In sala 9, tutto il giorno, CULTURA COLTURA CULTO: patrimonio italiano e turismo culturale a cura di Agostino De Angelis attore e regista.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Domenica 25 febbraio 2024. In Auditorium, tutto il giorno, giornata conclusiva del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA con molti interventi aperti da Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, e chiusi da Alberto Angela intervistato da Piero Pruneti. In sala Onice, al mattino, CORSICA ETRUSCA: progetto scientifico – Itinerario culturale – Nuovo museo interpretativo del territorio a cura di Jean Castela (università di Corsica, presidente INEACEM – Istituto di Studi applicati sulle Civiltà e gli Spazi del Mediterraneo), e Simona Rafanelli (direttore museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia). In sala Onice, al pomeriggio, ARCHEOLOGIA… CHE PASSIONE! Mille uno modi per “raccogliere l’Antico” a cura di Simona Rafanelli MuVet – museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. In sala 100, al mattino, SPAZIO LIBRI a cura di Massimo Cultraro dirigente di ricerca Cnr-Ispc. In sala 100, al mattino, Esplorazione, scavo e studio di antiche aree sotterranee artificiali, a cura di Ente del Terzo Settore A.S.S.O. – Archeologia Subacquea Speleologia e Organizzazione. In sala Limonia, al mattino, STATI GENERALI DELL’ARCHEOLOGIA ITALIANA: archeologia oggi tra nodi aperti e sfide future. Seconda parte. A cura di ANA – Associazione Nazionale Archeologi, FCdA – Federazione Consulte universitarie di Archeologia, Archeoimprese, API – Archeologi del Pubblico Impiego, Assotecnici. In sala 9, al mattino, LA ROTTA DEI FENICI: Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa tra innovazione e valorizzazione, a cura di The Phoenicians’ Route – Cultural Route of the Council of Europe.