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La Spezia. Al Castello San Giorgio al via la XVII edizione del Paleofestival, il Festival dell’Archeologia sperimentale divulgativa sul Mondo antico: per due giorni dimostrazioni interattive e laboratori su usi e costumi della Preistoria e delle antiche civiltà

la-spezia_paleofestival-2024_programma_locandinaAl via la XVII edizione del Paleofestival, il Festival dell’Archeologia sperimentale divulgativa sul Mondo antico, che si tiene al Castello San Giorgio della Spezia nelle giornate del 27 e del 28 aprile 2024. In queste due giornate il giardino, le terrazze e tutti gli spazi del Castello si trasformano in un grande parco archeologico urbano dove saranno creati dei punti interattivi condotti da archeologi sperimentalisti, archeotecnici, personale didattico dei musei e di parchi archeologici e sperimentatori per divulgare, con dimostrazioni interattive e laboratori, gli usi e i costumi della Preistoria e delle antiche civiltà. Anche quest’anno saranno inseriti laboratori per adulti che potranno finalmente divertirsi da soli o con i loro bambini. È consigliato per tutti i partecipanti scegliere e prenotarsi per le attività programmate per la giornata. Il biglietto di ingresso ha il costo di 5 euro un giorno; 8 euro due giorni. Biglietto famiglia genitori e figli 15 euro un giorno e 20 euro due giorni; ulteriore accompagnatore 2.50 euro al giorno. L’evento si svolgerà anche in caso di maltempo. La prevendita è attiva al museo del Castello. Info: tel. 0187/751142 e 0187/727219, e-mail: sangiorgio.segreteria@comune.sp.it.

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Laboratori di archeologia sperimentale e didattica a Paleofestival di La Spezia (foto paleofestival)

Attraverso attività esperienziali, momenti ludici, laboratori manuali e spettacoli da vivere in prima persona, il Paleofestival divulga le sperimentazioni archeologiche insegnando a bambini ed adulti a manipolare la materia per produrre gli strumenti e utensili della Preistoria così che, conoscendo le radici del nostro passato, possano migliorare il loro futuro in una nuova consapevolezza del rapporto con l’ambiente e con la società. Nell’antichità, infatti, il riuso e il riciclo dei materiali era fondamentale per il risparmio economico, e la trasmissione pratica dei saperi era il metodo principale di insegnamento, poiché si garantivano insieme la sopravvivenza e il progresso di tutta la comunità. “Nei suoi diciassette anni di vita, il Paleofestival è diventato un appuntamento irrinunciabile nel calendario culturale spezzino, e non solo, grazie al costante rinnovamento delle attività proposte che hanno coinvolto un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo, riscuotendo un grande successo e gradimento da parte dei partecipanti”, dichiara il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “Questa edizione vedrà anche diverse novità che sicuramente sapranno coinvolgere e interessare”.

la-spezia_paleofestival-2024_programma_mosaico_locandinaIl programma di quest’anno è particolarmente ricco di proposte, ben 35 diverse attività, e saranno presenti, oltre ai fidati protagonisti delle scorse edizioni, nuovi sperimentatori e nuove collaborazioni con parchi archeologici provenienti da tutta Italia e anche dalla Corsica. Al termine della giornata del 27 aprile 2024 sarà presentato uno spettacolo fondato sul racconto e la musica che narrerà le tappe fondamentali del lungo cammino umano, con il sottofondo delle musiche di Antonio Vivaldi, che ci porterà alla conoscenza delle scoperte che hanno cambiato la nostra storia. La novità più significativa di quest’anno è la riproposta del convegno scientifico dal respiro internazionale del Paleofestival “Quinto incontro studi di archeologia sperimentale. Problematiche e soluzioni tra ricerca e divulgazione” che si svolgerà domenica 28 aprile 2024 dalle 11 alle 13 a ingresso gratuito e senza prenotazione. I lavori del convegno, dopo i saluti istituzionali del sindaco Peracchini, saranno introdotti da Donatella Alessi, conservatrice del museo del Castello San Giorgio e moderati dall’archeologo Edoardo Ratti. Le tematiche trattate saranno il racconto di sperimentazioni archeologiche nuove e ricerche specialistiche e la presentazione di parchi archeologici, dei loro scavi archeologici e delle loro attività educative. Nel corso del convegno interverranno: Marta Coccoluto, responsabile del parco archeologico di Baratti e Populonia “Populonia, città sul mare. Ricerca archeologica, progetti di valorizzazione e management culturale”; Vincent Lascour dell’associazione Chalcophore, “La strada dell’ossidiana. La circumnavigazione della Corsica in piroga monossile”; Stefano Ricci, antropologo dell’università di Siena, “Noi, i Neandertaliani e i Denisoviani: storie di convivenza preistoriche”; Fabio Fazzini, archeologo, “Ambra, storia e lavorazione nel Piceno dell’Età del Ferro”.

PROGRAMMA SABATO 27 APRILE 2024. Alle 15, 17, Marco Greco (La Spezia), “Diventa paleopittore: pittura su pietra con ocre e colori naturali”; 15, Alfio Tomaselli (Pistoia), “Archeologia sperimentale – Il fuoco nella Preistoria”; 17, Alfio Tomaselli (Pistoia), “Archeologia sperimentale – dimostrazione di scheggiatura della selce”; 16, 17.30, Anna Rozzi e Greta Bonati (La Spezia), “Bambini, Romani, concittadini… Siamo qui per seppellire Cesare. Ricostruiamo il letto funerario di Cesare”; 15, 17, Alessandro Filippi e Valerio Simini (La Spezia), “Quando i Romani battevano i piedi. Fabbrichiamo uno scabellum: il sandalo sonoro usato dai musicisti romani per scandire il tempo durante le loro esibizioni”; 16, 17.30, Edoardo Ratti, Archeolink (Massa Carrara) e Raffaella Badiale (La Spezia), “Il cinghiale, fiero avversario dalla selvaggia forza divina, diventa di terracotta. Laboratorio di scultura celtica in argilla”; 16, 16.30, 17.30 (anche per adulti), Giorgio e Roberto Giannotti (La Spezia), “Alla scoperta della caverna. Esperienza immersiva nella Preistoria”; 16, 16.30, 17.30, Susanna Gasparini, Silvia Pini, parco archeologico del villaggio neolitico di Travo (Piacenza), “Laboratorio di modellismo preistorico: riproduzione di architetture neolitiche e megalitiche in scala”; 16.30, Mauro Viegi e Claudio Pratelli, Brigata del Tasso (Pisa), “L’arco: le origini, le tecniche di costruzione e i materiali. Prove pratiche di tiro”; 16.30, Ginevra Gottardi, Laboratorio Interattivo Manuale (Trento), “Impariamo la tecnica dello sbalzo su lamina di metallo: la maschera di Agamennone”; 15.30, Serenella Zucconi e Silvia Ioli Parchi Val di Cornia (Livorno), “Nella bottega dell’orefice etrusco: lavorazione a sbalzo della lamina metallica”; 17, Serenella Zucconi e Silvia Ioli, Parchi Val di Cornia (Livorno), “Il mio nome in etrusco: scriviamo in etrusco su papiro”; 16, 17.30, Antonio Motta, divulgatore scientifico (Massa Carrara), “Suoni e strumenti musicali nella Preistoria”; 15.30, 17, Luca Bedini, Miluca Archeologia Sperimentale (Modena), “Dimostrazione di lavorazione di vasi al tornio greco-romano”; 16, Vincent Lascour, associazione Chalcophore (Corsica), “Artigiani dell’età del Bronzo: fusione del metalli”; 17, Vincent Lascour, associazione Chalcophore (Corsica) , “Artigiani dell’età del Bronzo: Dimostrazione di scheggiatura dell’ossidiana e della steatite”; 16, 17.30, Sara Piva (La Spezia), “L’occhio di Ra. Realizziamo gli amuleti degli antichi Egizi”; 16, 17.30, Jacopo Crezzini, università di Siena, “Una giornata bestiale: la caccia e la macellazione degli animali nel Paleolitico”; 15.30 (anche per adulti), Fabio Fazzini, Paola Benedetti (Macerata), “Il guerriero e la principessa picena. Dimostrazione di lavorazione dell’osso e dell’ambra per realizzare una fibula polimaterica”; 15.30, associazione culturale Amici di Luni (La Spezia), “Lunensia: scene di vita nell’antica Luni: le tabernae canistraria, musivaria e textrina. Laboratorio di realizzazione di cesti, di mosaici e di tessitura”; 15.30, laboratorio di intreccio; 16.30, laboratorio di mosaico; 17.30, laboratorio di tessitura: 15, Legio XII Fulminata (Cesena, Arezzo), “Il mondo della gladiatura nell’antica Roma: dimostrazioni di combattimento, esposizione di riproduzione di reperti archeologici”; 17.20, 18, Legio XII Fulminata (Cesena, Arezzo), “Il mondo della gladiatura nell’antica Roma: laboratori di addestramento giovani legionari”; 15, 17, Sara Lenzoni e Gianfranco Berghich (la Spezia), “Romani in rosso…e al verde. Laboratorio per sperimentare la tintura dei tessuti con la robbia, la reseda, il mallo di noce e la cocciniglia”; 15, 17, Samuela Raffaelli e Marta Ragnoli (La Spezia), “Archeologo per un giorno. Sperimenta il mestiere dello scavo archeologico”; 15.30, 16.30, Renato Fasolo, Archeoland e Amelie Nottebohn (Verona), “Vestiamo le statue stele delle Alpi. Laboratorio di intreccio di fibre naturali”; 16, 17.30, Riccardo Chessa, parco archeologico gli Albori Grosseto, “Laboratorio di ceramica per realizzare e decorare un bicchiere dell’età del Rame in stile campaniforme”; 18.30, spettacolo conclusivo: “Le quattro stagioni della storia dell’uomo” di Stefano Ricci, antropologo dell’Università di Siena, con Benedetta Mignani – violino solista, Aurora Duchi – secondo violino, Gennaro Scacchioli – viola, Andrea Sernesi – violoncello. Le tappe fondamentali del lungo cammino umano, con il sottofondo della grande musica di Antonio Vivaldi, che ci porta alla conoscenza delle scoperte che hanno cambiato nel bene e nel male la nostra storia.

PROGRAMMA DOMENICA 28 APRILE 2024. Alle 11 quinto incontro studio di archeologia sperimentale “Problematiche e soluzioni tra ricerca e divulgazione”. Ingresso libero. Marta Coccoluto, responsabile del parco archeologico di Baratti e Populonia, “Populonia, città etrusca sul mare. Ricerca archeologica, progetti di valorizzazione e management culturale”; Vincent Lascour, “La strada dell’ossidiana. La circumnavigazione della Corsica in piroga monossile”; Stefano Ricci, “Noi, i Neandertaliani e i Denisoviani: Storie di convivenze preistoriche”; Fabio Fazzini, “Ambra: storia e lavorazione nel Piceno dell’età del Ferro”. 15.30, ArcheoBaratto di materie prime e manufatti; 16, Vincent Lascour, associazione Chalcophore (Corsica), “Artigiani dell’età del Bronzo: dimostrazione della scheggiatura dell’ossidiana e della lavorazione della steatite”; 18, Vincent Lascour, associazione Chalcophore (Corsica), “Artigiani dell’età del Bronzo: fusione del metalli”; 16, 18, Anna Rozzi e Greta Bonati (La Spezia), “Bambini, Romani, concittadini…Siamo qui per seppellire Cesare. Ricostruiamo il letto funerario di Cesare”; 15.30, Serenella Zucconi e Silvia Ioli, Parchi Val di Cornia (Livorno), “Nella bottega dell’orefice etrusco: lavorazione a sbalzo della lamina metallica”; 16, 16.30, 17.30, 18, Giorgio e Roberto Giannotti (La Spezia), “Alla scoperta della caverna. Esperienza immersiva nella Preistoria”; 16.30, Mauro Viegi e Claudio Pratelli, Brigata del Tasso (Pisa), “L’arco: le origini, le tecniche di costruzione e i materiali. Prove pratiche di tiro”; 15.30, Ginevra Gottardi, Laboratorio Interattivo Manuale (Trento), “Impariamo la tecnica dello sbalzo su lamina di metallo: il pugnale età del Bronzo”; 16.30, 17.30, Antonio Motta, divulgatore scientifico (Massa Carrara), “I suoni e strumenti musicali nella Preistoria”; 15.30, Renato Fasolo, Archeoland e Amelie Nottebohn (Verona), “Vestiamo le statue stele delle Alpi. Laboratorio di intreccio di fibre naturali”; 16, 17.30, Sara Lenzoni e Gianfranco Berghich (la Spezia), “Romani in rosso…e al verde. Laboratorio per sperimentare la tintura dei tessuti con la robbia, la reseda, il mallo di noce e la cocciniglia”; 16, 18, Alessandro Filippi e Valerio Simini (La Spezia), “Quando i Romani battevano i piedi. Fabbrichiamo uno scabellum: il sandalo sonoro usato dai musicisti romani per scandire il tempo durante le loro esibizioni”; 16, 17, Donatella Alessi, museo Archeologico del Castello e Simone Grando, (La Spezia), “Fiat lux: Laboratorio di modellazione a stampo delle lucerne romane”; 16, 18, Samuela Raffaelli e Marta Ragnoli (La Spezia), “Archeologo per un giorno. Sperimenta il mestiere dello scavo archeologico”; 15.30, 17, Luca Bedini, Miluca Archeologia Sperimentale (Modena), “Dimostrazione di lavorazione di vasi al tornio greco-romano”; 16.30, 18, Sara Piva (La Spezia), “L’occhio di Ra. Realizziamo gli amuleti degli antichi Egizi”; 16.30, Maila Bernardini (La Spezia), “Segni sulla pelle: comunicare con il corpo. Tatuaggi celtici con l’hennè”; 16. associazione culturale Amici di Luni (La Spezia), “Lunensia: scene di vita nell’antica Luni: le tabernae canistraria, musivaria e textrina. Laboratorio di realizzazione di cesti, di mosaici e di tessitura”; 16, laboratorio di intreccio; 17, laboratorio di mosaico; 18, laboratorio di tessitura; 15, 17, Marco Greco (La Spezia), “Diventa paleopittore: pittura su pietra con ocre e colori naturali”; 15.30, Riccardo Chessa, parco archeologico gli Albori (Grosseto), “Laboratorio di preparazione di vaghi di collana in osso, martellatura di piccole asce di rame”; 16.30, Riccardo Chessa, parco archeologico gli Albori (Grosseto), “Laboratorio di realizzazione di cuspidi di freccia in selce e brassard in pietra”; 16, Legio XII Fulminata (Cesena, Arezzo), “Passatempi nell’antica Roma: i giochi da tavolo”; 15.30, Legio XII Fulminata (Cesena, Arezzo), “Il mondo della gladiatura nell’antica Roma: dimostrazioni di combattimento, esposizione di riproduzione di reperti archeologici”.

Rovereto. “Sguardi”: quattro puntate per raccontare le quattro sezioni del RAM film festival 2023 in tv e su YouTube con protagonisti, registi, esperti e divulgatori. Ecco il programma

rovereto_rassegna-RAM-2023_sguardi_locandina.jpgQuattro puntate per racconta il RAM film festival, la più longeva rassegna di film dedicati all’archeologia e al patrimonio culturale ma anche uno spazio di incontri, mostre, eventi enoculturali nella città di Rovereto, che quest’anno ha avuto come sguardi  gli “Sguardi sul clima”. Inizia mercoledì 14 febbraio 2024 la nuova stagione di SGUARDI insieme ai/alle protagonisti/e, a registi/e, esperti/e di cambiamenti climatici e di archeologia, divulgatori/trici della scienza, tra luoghi storici del Festival e nuove location suggestive. Le puntate saranno dedicate ciascuna a una sezione del Festival (L’Italia si racconta, Cinema archeologico, Cultura animata e Sguardi dal mondo) per conoscere ospiti e registi dell’edizione 2023, scoprire il dietro le quinte e approfondire temi e nuove tendenze del cinema documentario. SGUARDI è un programma a cura di Matteo Gentilini, Alice Manfredi e Sara Zanatta in collaborazione con Claudia Beretta, Valentina Poli e Eleonora Tomasini. Una realizzazione Motion Studio con la partecipazione di Graziano Galvagni. Una produzione Fondazione Museo storico del Trentino e RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. La serie – in quattro puntate – andrà in onda sul canale 12 del digitale terrestre nello spazio History Lab Live, ospitato da Telepace Trento emittente comunitaria, tutti i mercoledì alle 21 e alle 22.30 e in replica la domenica alle 22. Gli episodi saranno inoltre visibili anche sul canale YouTube della Fondazione Museo storico del Trentino (youtube.com/museostorico). In queste quattro puntate si parlerà naturalmente di cinema ma anche delle altre tematiche che hanno interessato, e animato, la 34ma edizione del festival. Si incontreranno registi e documentariste, esperti di cambiamenti climatici e di archeologia, divulgatori/trici della scienza, passeggeremo per la città per mostravi anche le iniziative collaterali in location suggestive e ogni puntata sarà dedicata a una sezione del Festival.

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L’archeologa Marta Coccoluto, coordinatrice del parco archeologico di Baratti e Populonia (foto graziano tavan)

La prima puntata (in onda mercoledì 14 febbraio 2024, alle 21 e 22.30) è dedicata alla sezione più internazionale Sguardi dal mondo che racconta i popoli e le culture più lontane da noi. Ospiti di puntata sono l’antropologa Nora De Marchi che presenta i film in concorso, l’archeologa Marta Coccoluto, coordinatrice del parco archeologico di Baratti e Populonia, che riflette sugli scavi dal punto di vista del turismo e della sostenibilità, il regista Daniel Cos Gayont col suo cortometraggio “Il mito di Inkari…”. Un film che a sua volta ha una storia da film!

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La regista Pauline Costa al RAM film festival di Rovereto (foto fmcr)

La seconda puntata (in onda mercoledì 21 febbraio 2024, alle 21 e 22.30) racconta la sezione storica del festival, quella dei film sull’archeologia: un’offerta che quest’anno ha spaziato dai tesori dei faraoni ai banchetti della Roma antica, fino all’archeologia subacquea in cerca di una nave dei pirati. Come spiega una delle giurate, l’archeologa Anna Maria Ravagnan, ospite di puntata insieme alla regista Pauline Coste e alla restauratrice Barbara Caranza, ufficiale dell’esercito italiano specialista per la protezione del patrimonio culturale in caso di conflitto armato e impatto da disastro.

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Tobia Berti, fotografo e filmaker, al RAM film festival di Rovereto (foto fmcr)

Nella terza puntata (in onda mercoledì 28 febbraio 2024, alle 21 e 22.30) è protagonista la cultura animata, sezione molto amata e non solo dal mondo dell’infanzia. I cortometraggi in concorso sono introdotti da Tobia Berti, fotografo e filmaker, mentre il regista Farnoosh Abedi presenta in un video dall’Iran il suo ultimo lavoro, “The sprayer / Lo spruzzatore”, vincitore di sezione. La giovane trentina Sara Segantin, scrittrice attivista e alpinista, protagonista al RAM con due appuntamenti, parla di resistenza climatica.

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La regista Elena Giogli al RAM film festival (foto fmcr)

Nell’ultima puntata (in onda mercoledì 6 marzo 2024, alle 21 e 22.30) si fa ritorno in Italia per la sezione “L’Italia si racconta” dedicata alle opere italiane o sull’Italia che parlano di patrimonio immateriale, ovvero tradizioni, riti, comunità ma anche personaggi del nostro territorio. Li raccontano il regista Michele Trentini, qui in veste di giurato, ed Elena Giogli che firma la sua opera prima “Il custode della memoria”. Ultimo ospite della stagione è Francesco Trovò, una vera “autorità” in materia di edilizia storica veneziana e di cambiamenti climatici.

Rovereto. Nella terza giornata del RAM film festival protagonista è Venezia: talk con Gian Antonio Stella e Francesco Trovò, e film in prima nazionale “Saving Venice”. Per gli Aperitivi, sold out, Parello e Coccoluto su “Scavi turismo e sostenibilità: le sfide dei parchi archeologici

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Frame del film “Saving Venice / Salvare Venezia” di Duncan Bulling

Venezia protagonista della terza giornata del RAM film festival di Rovereto organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promosso dal Comune di Rovereto, dal ministero della Cultura, dalla Provincia Autonoma di Trento e dall’APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il sostegno della Fondazione Caritro e della Cassa Rurale Alto Garda Rovereto. La rivista ARCHEO è il media partner del festival. rovereto_rassegna-RAM-2023_talk-6-ottobre_locandinaVenerdì 6 ottobre 2023, al Teatro Zandonai, è in programma infatti una serata speciale a ingresso gratuito dedicata a VENEZIA con Gian Antonio Stella e Francesco Trovò e il film in prima nazionale “Saving Venice”. L’acqua alta a Venezia non è una novità. Ma in tutto il ventesimo secolo ci sono state solo 9 alluvioni estreme.  Mentre solo nei primi due decenni del ventunesimo secolo, sono state ben 16. Venezia sta affrontando la realtà del cambiamento climatico. Un serio avvertimento di ciò che potrebbe accadere ad altre città costiere: oltre un centinaio delle più grandi città è costruito sulle coste e ci vive il 40% della popolazione mondiale, e il 30% della popolazione italiana. Quindi Venezia fa suonare un campanello di allarme. Il nuovo sistema di barriere contro le alluvioni, il Mose, è un test che può valere per altre parti del mondo. A introdurre la serata, il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, da sempre attento ai temi del patrimonio culturale, e Francesco Trovò, ricercatore all’università Iuav di Venezia, esperto di edilizia storica di Venezia, di Beni Culturali e cambiamenti climatici. A moderare, la giornalista Martina Dei Cas. A seguire, il film britannico in prima nazionale “Saving Venice / Salvare Venezia” di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 52’). Venezia ha un equilibrio particolarmente fragile. Riusciranno gli scienziati e gli ingegneri a proteggere la città con le barriere anti-inondazione prima che sia troppo tardi, e sarà sufficiente questa misura?

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Frame del film “Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens / Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei” di Nathalie Laville e Agnès Molia

GLI ALTRI FILM. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18 al Teatro Zandonai, proseguono le proiezioni dei film in concorso. Da segnalare due produzioni francesi: “Montaigne and the Mysterious Tomb / Montaigne e la tomba misteriosa” di Pauline Coste (Francia 2021, 52’), che cerca di svelare il mistero di una sepoltura risalente a più di 500 anni fa, rinvenuta nei sotterranei dell’attuale Museo d’Aquitania, e il film in prima italiana “Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens / Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia 2022, 52’), che si propone in una sfida audace: tracciare, grazie a una spedizione senza precedenti, la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei, l’antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Di loro rimangono monumentali tombe scavate nella roccia, a Petra nell’attuale Giordania e nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, nella segreta città di Hegra.

rovereto_rassegna-RAM-2023_aperitivo-6-ottobre_locandinaINCONTRI. Nel pomeriggio, l’approfondimento al Giardino di Palazzo Fedrigotti in corso Bettini, sold out, è dedicato ai parchi archeologici e alla sfida quotidiana per coniugare la ricerca, gli scavi e la conservazione dei beni rinvenuti con la fruibilità di un pubblico anche molto numeroso. Due le testimonianze al RAM, da Agrigento e dalla Toscana, con le ospiti Maria Concetta Parello, funzionario archeologo del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, e Marta Coccoluto, responsabile del parco archeologico di Baratti e Populonia, del museo Archeologico di Piombino (LI) e dei musei di Suvereto (LI) per Parchi Val di Cornia SpA.

Rovereto. Premi e menzioni al 33.mo RAM film festival: “Il giuramento di Ciriaco” vince il premio Cinema Archeologico e la menzione Archeoblogger, e sfiora il premio RAM film festival del pubblico andato a “I volti dimenticati di Palmira”. Ecco tutti i film premiati

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Il regista Olivier Bourgeois (secondo da sinistra) sul palco del teatro Zandonai presenta il film “Il giuramento di Ciriaco” al pubblico del RAM film festival (foto graziano tavan)

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Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois

Alla 33.ma edizione del RAM film festival di Rovereto il regista Olivier Bourgeois con il suo film “Il giuramento di Ciriaco” ha sfiorato il “triplete”, aggiudicandosi il premio “Cinema archeologico” della giuria tecnica, la menzione speciale “Archeoblogger”, e lasciando il premio del pubblico al film “I volti dimenticati di Palmira” dopo un testa a testa all’ultimo voto. Di certo il patrimonio archeologico siriano, il suo studio, la sua conservazione e la sua salvaguardia ha lasciato un segno profondo nel pubblico che per cinque giorni è venuto al teatro Zandonai per seguire le proiezioni degli oltre sessanta film in concorso al festival roveretano con un focus “Sguardi al femminile” trasversale ai quattro filoni proposti per altrettanti premi: il Cinema archeologico, la Cultura animata, gli Sguardi dal mondo, e l’Italia si racconta. E le molte menzioni aggiunte ai premi ufficiali conferma la qualità dei film in concorso. Ecco tutti i titoli premiati.

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Frame del film “Les visages oubliés de Palmyre. I volti dimenticati di Palmira” di Meyar Al-Roumi

Il premio del pubblico “RAM film festival” 2022 è andato dunque al film francese “Les visages oubliés de Palmyre. I volti dimenticati di Palmira” assegnato dal pubblico in sala attraverso la compilazione di schede-voto. Il film ha ottenuto un punteggio altissimo (9.55 su 10), di poco superiore al secondo classificato “The Oath of Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” (9.51), altrettanto apprezzato.  “Les visages oubliés de Palmyre” del regista Meyar Al-Roumi (Francia, 2020; 83’), prodotto nel 2020 da Un film à la patte, racconta la città leggendaria di Palmira attraverso i volti dei suoi abitanti, rappresentati dai ritratti funerari sparsi nel mondo e ricercati dagli archeologi. Svelando i segreti più intimi di tali sculture, si comprende la natura eccezionale di questa leggendaria città e della sua identità multiculturale.

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Il regista Olivier Bourgeois con il premio Cinema Archeologico e la giuria: da sinistra, Claudia Beretta, coordinatrice RAM film festival; Federica Rinaldi, parco archeologico del Colosseo; il regista; Alessandra Cattoi, direttrice Fondazione museo civico Rovereto; Graziano Tavan, giornalista, archeoblogger; Maria Concetta Parello, parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento (foto fmcr)

Premio “CINEMA ARCHEOLOGICO”. La giuria, composta da Isabella Bossi Fedrigotti, Federica Rinaldi, Maria Concetta Parello e Graziano Tavan, ha assegnato il premio al documentario “The oath of the Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra, 2021; 72’) che racconta come un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali abbia lottato per preservare il patrimonio di reperti archeologici del museo nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Una corsa contro il tempo per mettere in salvo 50mila manufatti in una città assediata, Questa la motivazione: “The oath of the Cyriac / Il giuramento di Ciriaco non è soltanto un appassionante film archeologico ma è anche un drammatico e attuale reportage sulla guerra in Siria, in particolare sulla distruzione di Aleppo e sul rischio della perdita del valore identitario del patrimonio culturale. È infatti sotto i bombardamenti che direttore e dipendenti del museo dell’un tempo meravigliosa città mettono in salvo molte migliaia di reperti: ben consci del fatto che, se quegli oggetti -anche i più piccoli- fossero andati perduti sarebbe andata perduta la memoria e la storia di un popolo”.

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Locandina del film “Medina Azahara, the Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara, la perla perduta di Al-Andalus

La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Medina Azahara. The Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara. La perla perduta di Al-Andalus” di Stephane Bégoin, Thomas Marlier (Francia, 2021; 52’): negli ultimi cinque anni, su questo sito, patrimonio dell’umanità, è stata condotta una campagna di scavi guidata da un team di archeologi europei. Il film svela i segreti di questa città perduta, esplorando l’epoca d’oro della Spagna musulmana. Questa la motivazione: “Con un mix di immagini dello scavo anche ripreso da drone, animazioni, ricostruzioni 3D, interventi degli archeologi, i registi Stéphane Bégoin e Thomas Marlier riescono non solo a raccontare la storia e le ricerche di Medina Azahara, la “Versailles di Al-Andalus”, ma anche a inserirla nel suo contesto storico e quindi nel suo rapporto con le altre grandi città arabe, e al contempo a contestualizzare quanto resta del ricco passato nell’Andalusia di oggi. Il tutto con un linguaggio semplice che riesce ad essere accattivante per lo spettatore”.

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Claudio Artusi legge la motivazione del premio “Cultura animata” al RAM film festival (foto graziano tavan)

Premio “CULTURA ANIMATA”. La giuria, composta da Andrea Artusi, Claudio Tedaldi e Sabrina Zanetti, ha deciso di assegnare il premio al documentario “Treasure / Il tesoro” di Samantha Moore (Regno Unito, 2021; 8’), il racconto di due storie intrecciate: quella di un cacciatore di antichi tesori e quella di un’antica comunità. Questa la motivazione: “Il cortometraggio rappresenta una sintesi esemplare tra racconto, drammaturgia e attinenza sia al tema dell’archeologia che a quello della memoria. Il doppio registro scelto dalla regista, che si alterna tra passato e presente, abbinato a una tecnica raffinata di animazione e una colonna sonora di grande qualità sia dal punto di vista musicale che degli effetti sonori, generano un effetto di coinvolgimento ed empatia con la narrazione che, essendo priva di dialoghi, può essere fruita da spettatori di qualsiasi nazionalità ed estrazione”.

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Claudia Beretta, coordinatrice del RAM film festival, legge la motivazione del premio “Sguardi dal mondo” (foto graziano tavan)

Premio “SGUARDI DAL MONDO”. La giuria, composta da Duccio Canestrini, Emanuele Gerosa e Roberto Cavallini, ha deciso di assegnare il premio al documentario “Osmildo” di Pedro Daldegan (Brasile, 2019; 27’) che racconta di Osmildo, unico superstite del suo villaggio, che lotta per riscattare le origini Kuntawama e la sua madrelingua, i rituali sacri, la medicina tradizionale e la sua terra, proponendo una scuola indigena propria. Questa la motivazione: “Il protagonista Osmildo, un guaritore amazzonico di etnia Kuntanawa, ha con le piante e con la natura un rapporto equilibrato e meraviglioso. Aldilà delle sue doti di fitoterapeuta e di maestro indigeno, la sua figura incarna una lezione storica e antropologica fondamentale: l’importanza di salvaguardare rituali, tradizioni mediche e spirituali che salvano culture e persone. Osmildo è il simbolo vivente della continua resistenza agli spietati predatori di risorse della foresta brasiliana che già decimarono i suoi antenati. Un documentario semplice, profondo e commovente”.

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Frame al film “Jurassic cash”

La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Jurassic cash” di Xavier Lefebvre in collaborazione con Gilles Deiss (Francia, 2021-2022; 52’) che racconta la storia di Big John, lo scheletro del triceratopo più grande del mondo, venduto all’asta nell’ottobre 2021 per 6,6 milioni di euro. Una vendita eccezionale. Questa la motivazione: “Un ottimo film confezionato in maniera accattivante, che spalanca uno scenario poco noto: quello del traffico commerciale di reperti paleontologici. Ma se gli scheletri dei dinosauri vengono venduti all’asta, solo pochi privati milionari possono permettersi di acquistarli. Emerge così la questione etica, anche se un po’ sommessa: è giusto questo commercio che scavalca le istituzioni preposte alla conservazione dei reperti? Quanto vale, anzi, quale tipo di valore ha il patrimonio culturale? Un documentario che ha il merito di farci pensare”.

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Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, legge al motivazione del premio “L’Italia si racconta”

Premio “L’ITALIA SI RACCONTA”. La giuria, composta da Catia Fauci, Sebastiano Luca Insinga e Sara Zanatta, ha deciso di assegnare il premio al documentario “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello (Italia, 2022; 55’) sul rapporto tra la Repubblica di Venezia e i suoi possedimenti terrieri. Nei boschi veneti, friulani e istriani, Venezia trovava il legno indispensabile per costruire le navi da guerra. Per preservare tali materiali, la Serenissima attuò una serie di buone pratiche volte a salvaguardare il territorio, dando luogo anche a un profondo cambiamento di mentalità. Questa la motivazione: “Il documentario mostra Venezia, una delle città più filmate e raccontate, attraverso una lente originale, quella del rapporto tra la Serenissima e i suoi possedimenti di terra. La storia della potenza navale della Repubblica di San Marco collegata alle risorse boschive – l’oro del titolo appunto – si sviluppa in una narrazione coinvolgente, visivamente coerente, ben confezionata per ritmo e utilizzo dei materiali, originali e di repertorio, che lascia aperta una riflessione sui problemi ambientali del nostro tempo”.

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Frame del film “Pupus” di Miriam Cossu Sparagano Ferraye

La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Pupus” di Miriam Cossu Sparagano Ferraye, (Italia, 2021; 32’) girato a Borgo Vecchio di Palermo, nel grande universo dell’Opera dei Pupi di tradizione siciliana, nel piccolo teatro-laboratorio della famiglia Mancuso. Questa è la motivazione: “Il documentario utilizza con abilità gli ingredienti del genere osservazionale e racconta una tradizione lavorativa quasi scomparsa, quella dei pupari, attraverso il rapporto padre-figlio. Il piccolo teatro-laboratorio di famiglia diventa lo spazio, a tratti poetico, di un’iniziazione: la fantasia dell’infanzia trova linfa nelle gesta cavalleresche tramandate oralmente e assorbe i trucchi di un futuro mestiere”.

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Valentina Poli, della giuria di CinemA.Mo.Re, legge la menzione speciale (foto graziano tavan)

Menzione speciale “CINEMAMORE”. La giuria, composta da Valentina Poli, Miro Forti, Andrea Morghen, in collaborazione con Trento Film Festival e Religion Today Filmfestival, ha deciso di assegnare la menzione per l’edizione del RAM film festival 2022, al documentario “Maathani” di Amit Goyal (India, 2022; 13’) che racconta l’antica e tradizionale arte della ceramica, rivelando il processo di creazione dei vasi di terracotta da parte dei “Kumhar”, o ceramisti, del villaggio di Theekarda, nello stato indiano del Rajasthan. Questa la motivazione: “Il breve documentario indiano “Maathani” ha il pregio di far parlare le immagini: gesti, mani, strumenti che danno il senso del ritmo della produzione di vasi, dello svago, della vita quotidiana, tra passato e presente, e che scandiscono anche il passo della narrazione. Un documentario indipendente, che unisce la qualità sincera del documentario osservativo a immagini evocative”.

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Frame del film “Mamody, the last baobab digger” di Cyrille Cornu

La giuria ha deciso di assegnare una menzione al documentario “Mamody. The last baobab digger” di Cyrille Cornu (Francia, 2022; 52’) ambientato sull’altopiano di Mahafaly, nel sud-ovest del Madagascar, una terra estremamente arida, dove gli abitanti del piccolo villaggio di Ampotaka hanno trovato una soluzione unica per immagazzinare l’acqua. Questa la motivazione: “Un tema importante, che sta diventando urgente anche alle nostre latitudini: l’acqua, come bene da preservare e tutelare. Nel film francese di Cyrille Cornu, uomini e donne della tribù di Ampotaka in Madagascar lottano contro la siccità tra riti pagani, natura e tradizioni. In un film di ottima qualità tecnica, affascinano il contesto e lo spessore umano delle donne e degli uomini del villaggio”.

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Il regista Olivier Bourgeois con Antonia Falcone coordinatrice gruppo Archeoblogger (foto graziano tavan)

Menzione speciale “ARCHEOBLOGGER”. La giuria, composta da Giovanna Baldasarre, Giovina Caldarola, Marta Coccoluto, Andrea Bellotti, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra, ha assegnato la menzione al documentario “The oath of the Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois, con questa motivazione: “La follia della guerra e la necessità della tutela del patrimonio archeologico. The Oath of Cyriac parla di tutto questo, ma soprattutto del coraggio di non arrendersi di fronte a quello che la guerra porta con sé e sembra apparentemente inevitabile: la distruzione. Una docufiction coinvolgente, appassionante, emozionale che integra in modo puntuale ricostruzione cinematografica e verità storica. E lo fa su temi di attualità con protagonisti coloro che hanno vissuto sulla propria pelle la paura di non farcela e che invece alla fine, oltre ad avercela fatta, sono riusciti e reinterpretare in prima persona la ricostruzione di quegli attimi, regalando a noi spettatori momenti di grande commozione ed empatia. Il tema affrontato dal film è trasversale e contemporaneo, è una testimonianza importante della drammatica situazione del patrimonio culturale nei paesi devastati dalla guerra, dove spesso sono le persone comuni a trasformarsi in eroi, loro malgrado. E dove ad essere distrutti con il patrimonio archeologico sono la memoria, la storia, l’identità. The Oath of Cyriac ci parla di patrimonio in pericolo, di tutela, di preoccupazione per il presente e il futuro, di vocazione al lavoro e di ineluttabilità: nessuno dei protagonisti avrebbe potuto fare altro che salvaguardare la propria storia. Ma soprattutto interroga ognuno di noi sul senso di appartenenza e di comunità: cosa avrei fatto io, cosa avresti fatto tu, cosa avremmo fatto noi, cosa avreste fatto voi al posto di Ahmad, Amir, Desbina, Mahamun, Mohamad, Khaled e Nawrouz?”.

Piombino. Al parco archeologico di Baratti-Populonia week end con “Festa etrusca! La storia si racconta”. Ecco il ricco programma con una novità: un campo etrusco permanente per rivivere usi e costumi di questo antico popolo italico

populonia_parco-baratti_festa-etrusca_locandinaSabato 27 e domenica 28 agosto al parco archeologico di Baratti-Populonia a Piombino (Li), cioè proprio dove tutto ha avuto inizio nel 2016, arriva la seconda tappa della “Festa etrusca! La storia si racconta” la manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica, occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (musei, università, centri di ricerca, case editrici, società e cooperative archeologiche, agenzie specializzate nel turismo culturale, associazioni culturali) e il pubblico dei visitatori. Al parco archeologico di Baratti e Populonia il programma sarà ricchissimo e includerà una grande novità: un campo etrusco permanente per rivivere usi e costumi di questo antico popolo italico. Inoltre sarà possibile prenotare tanti laboratori per bambini e ragazzi e visite guidate in collaborazione con il museo ospitante! Per info: https://www.festaetrusca.info/.

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Laboratori “etruschi” promossi da “Festa etrusca! La storia si racconta” (foto etru)

Sabato 27 agosto 2022. Alle 11, sull’acropoli, inaugurazione del campo storico etrusco con Toscana Promozione Turistica, Regione Toscana, Marta Coccoluto (parco archeologico di Baratti e Populonia), Maurizio Amoroso (presidente Entertainment Game Apps, Ltd). Le didattiche presenti nel campo storico riguardano scrittura, religione, commercio, viaggi, armi, tessitura, profumi, cibo, vino, giochi, tiro con l’arco, fusione metalli, vetro, ceramica, danza, musica, numismatica, medicina sono realizzate a cura di: Associazione Culturale Suodales, Ruva Leo E.T.S., Phoenix Lanavium, G.A.M. Gruppo Archeologico Massarosese, A.R.S. Auxilia Legionis APS, Heliades Kuroi – Figli del Sole APS, Pithos Ancient Reproductions di Paolini Roberto, Associazione Culturale Ninuphar Eventi, Herentas, Luca Bedini, Associazione Arkè, Cohors Veterana APS. Il campo storico etrusco, con le pause per pranzo e cena, chiude alle 22. Alle 12, rievocazione storica “Il teatro della guerra: didattica sulla guerra nel mondo antico. Come si affrontavano i popoli nel Mediterraneo del VI secolo? guerrieri, armi e armature”. Alle 15.30 e alle 17, laboratorio di scrittura etrusca a cura della Parchi Val di Cornia (biglietto acquistabile in cassa, durata 1 ora e mezzo). Alle 17.30, “A touch of drama. la rievocazione storica nei musei e nei parchi archeologici. Studio, immedesimazione…diletto”: intervengono Marta Coccoluto (parco archeologico di Baratti e Populonia), Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Giulio Ranaldi (associazione Suodales). Introduce e modera Simona Sanchirico (fondazione Dià Cultura). Alle 18.15, narrazione storica sui popoli e le civiltà che fecero di Populonia un crocevia di tradizioni culturali al centro del Mediterraneo “La Populonia di 2500 anni fa: un crocevia di genti e culture nella Toscana degli Etruschi”. Alle 21 e alle 21.30, danze antiche. Alle 21.10, live session “Tursen: progetto musicale dedicato alla civiltà etrusca. Suoni delle perdute terre d’Etruria”. Alle 21.30, visita teatralizzata alla necropoli di San Cerbone a cura della Parchi Val di Cornia (chiusura biglietteria 15 minuti prima dell’inizio, tariffe Interno € 10,00 – ridotto € 8,00. Info e prenotazione tel. 0565 226445 – prenotazioni@parchivaldicornia.it.

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Rito etrusco a “Festa etrusca! La storia si racconta” (foto etru)

Domenica 28 agosto 2022, sull’acropoli, alle 10.30, apertura delle attività del campo storico etrusco, con le stesse modalità. Chiude alle 18. Alle 11.30, “L’aulos di Anthase”: incontro con un suplu e una danzatrice etrusca che spiegheranno il mondo della musica e della danza nell’Antica Etruria. Alle 16.30, visita guidata al campo storico a cura di Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Alle 17.30, etrusca disciplina: rievocazione di un rito di aruspicina.

Parte dal museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia la seconda edizione “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale itinerante dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione, con incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori 

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Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)

Torna per la sua seconda edizione itinerante “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica. Un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. La prima giornata/tappa si svolgerà al museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio 2022, dalle 10.30. Per tutta la giornata il MANU ospiterà tante iniziative tra incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori dedicate proprio a tutti. Le attività sono pensate sia per i più piccoli sia per archeologi, restauratori e appassionati di storia. “Festa Etrusca!” è un progetto prodotto da Entertainment Game Apps, Ltd. “Festa Etrusca! è una delle manifestazioni più grandi mai realizzate in Italia dedicate alla civiltà etrusca”, dichiara Maurizio Amoroso, CEO di Entertainment game apps, Ltd. “Una grande opportunità che vuole far conoscere al grande pubblico uno dei popoli italici più affascinanti e complessi della nostra storia antica”. La prima edizione, tenutasi nel 2021, ha vantato il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU) e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales registrando quasi 2000 ingressi in due giorni.

perugia_festa-etrusca_locandinaMuseo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio. Alle 10.30, aperitivo di benvenuto. Alle 11.15, saluti istituzionali: intervengono Marco Pierini (dirigente Direzione regionale Musei Umbria), Maurizio Oliviero (magnifico rettore università di Perugia), Antonella Pinna (dirigente del Servizio Musei Archivi e Biblioteche della Regione Umbria), Leonardo Varasano (assessore alla Cultura del Comune di Perugia). “Festa Etrusca! La storia …si presenta”: Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); Paolo Giulierini (direttore museo Archeologico nazionale di Napoli); Marta Coccoluto (responsabile parco archeologico Baratti e Populonia). Introduce: Maurizio Amoroso (presidente Entertainment Game Apps, Ltd). Modera: Maria Angela Turchetti (direttore museo Archeologico nazionale Umbro). Alle 12, tavola rotonda “Ti racconto il mio museo”: Silvia Casciarri, direttore museo Archeologico nazionale e teatro romano di Spoleto, area archeologica di Carsulae; David Grohmann, direttore Cams – centro di ateneo musei scientifici UniPG; Michela Morelli, responsabile società Munus – Musei civici Perugia; Roberto Borsellini, responsabile museo civico e archivio storico comunale di Gubbio; Riccardo Passagrilli, responsabile servizio Turismo e cultura Biblioteca del Comune di Amelia – museo Archeologico e Pinacoteca “E.Rosa” di Amelia. Modera: Simona Sanchirico, fondazione Dià Cultura. Alle 13.15, presentazione attività didattiche e rievocative del pomeriggio a cura di Giulio Ranaldi (Suodales) e Luana Cenciaioli (associazione Pro Ponte-Velimna). Alle 13.30, pausa pranzo. Alle 16, inizio attività di rievocazione e apertura allestimenti didattici: pittura etrusca, scrittura etrusca, le guerre etrusco-romane: armi e armature. Alle 16.30, laboratorio didattico “Caro larth ti scrivo…”: i bambini conosceranno l’alfabeto e i materiali utilizzati dagli etruschi per scrivere poi, rivestendo i panni di uno scriba, realizzeranno un piccolo testo in lingua etrusca. (per bambini dai 6 ai 10 anni) 15 bambini; alle 16.30, visita guidata alla mostra “Tutte le virtù degli amuleti” a cura di Sophie Persello e Christine Noel. Alle 17.30, laboratorio didattico “Dipingi con Pithos il ceramografo!”: laboratorio di ceramica antica. I bambini scopriranno i segreti della ceramica etrusca, le tecniche e la tipologia di vasi utilizzati dai loro antenati. Potranno seguire le orme degli antichi artigiani pitturando e incidendo un piccolo manufatto ceramico (per bambini dai 5 ai 10 anni) 15 bambini); alle 18, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti; alle 18.30, laboratorio didattico di pittura etrusca (per bambini dai 3 ai 8 anni). Alle 19, aperitivo. Alle 21.30, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti. Dalle 16 alle 22 rievocazione storica etrusca a cura dell’associazione Suodales su le guerre etrusco-romane e il rapporto tra le due diverse civiltà nel IV-III secolo; aspetti storici e militari, il soldato etrusco, il soldato romano. La famiglia Velimna, Thana Veltsnei e consorte si presentano, a cura dell’associazione Pro Ponte-Velimna. Evento in collaborazione con le piccole guide Sofia, Aurora e Giorgio e le associazioni La Marmellata di more, Pro Ponte – Velimna, Tangram.

festa-etrusca_calendario-locandinaLe altre tappe di “Festa Etrusca!”: 27/28 agosto 2022, parco archeologico di Baratti – Populonia – Piombino (LI) – Toscana; 17 settembre 2022, museo Archeologico nazionale di Napoli – Campania; 24/25 settembre 2022, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma – Lazio con questo programma di massima: l’area espositiva con libri di settore e realtà attive nella divulgazione archeologica e nella promozione del patrimonio culturale; la tavola rotonda con studiosi ed esperti: ispirandosi al tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Heritage – All inclusive”, l’incontro sarà dedicato al concetto di “patrimonio dell’umanità” veicolato dall’UNESCO e al coinvolgimento delle “comunità patrimoniali”, così come definite dalla “Convenzione di Faro”, nella conservazione e promozione del patrimonio; le attività di approfondimento: incontri con i protagonisti dell’archeologia, presentazioni di novità editoriali alla presenza degli autori organizzate dalle case editrici ospiti della manifestazione, laboratori per bambini e ragazzi; le attività di valorizzazione: rievocazioni storiche e laboratori didattici sul mondo etrusco a cura dell’Associazione Culturale Suodales, visite guidate in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia.

“Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta”: Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti con le esperienze di 34 archeologi italiani spiegano com’è l’archeologia oggi e come può diventare un lavoro. Grande festa e incontro al museo Pigorini di Roma

La copertina del libro di Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti "Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta"

La copertina del libro di Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti “Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta”

Chi è l’archeologo? Cosa fa l’archeologo? Bella domanda. Nell’immaginario collettivo la prima risposta che viene è il professore che scava tesori, decifra testi misteriosi, evita trappole mortali, duella con mummie: in una parola, Indiana Jones. Oppure lo vede chiuso nelle aule polverose di una biblioteca a studiare fonti lontane nei secoli e poi in giro per il mondo a scavare o imbalsamato tra le vetrine di un noioso museo. Niente di tutto questo. La realtà è ben diversa e certo meno avventurosa e poetica: da una parte i (pochi) che sono riusciti a trovare un posto nella pubblica amministrazione (università, soprintendenze, musei), dall’altra una schiera di volontari-freelance-collaboratori, in una parola: disoccupati o, al massimo, inoccupati. Ma si può cambiare una situazione che ai “giovani-che-amano-l’archeologia” non sembra dare un futuro? Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti ne sono convinti. E lo hanno scritto. Anzi hanno scritto un libro che è un vero manuale del giovane archeologo, ricco di esperienze e consigli, idee e progetti, difficoltà ed errori da evitare. Ecco dunque “Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta” (Cisalpino Edizioni), da consigliare – prima ancora che ai giovani che sognano di fare l’archeologo – alle università perché inseriscano nei corsi di laurea anche degli insegnamenti che allarghino gli orizzonti e le applicazioni lavorative dell’archeologia.

La giornalista Cinzia Dal Maso, co-autrice di "Archeostorie"

La giornalista Cinzia Dal Maso, co-autrice di “Archeostorie”

“L’archeologo del XXI secolo non vive più di solo studio e scavo”, spiegano gli autori. “Oggi la moderna ricerca impone di affiancare al lavoro in cantiere e ai libri in biblioteca modi sempre nuovi di indagare, comunicare e gestire l’antico. Bastano un po’ di fantasia, versatilità e intraprendenza per dar vita oggi, da archeologo, alle attività più disparate”. Come hanno fatto i professionisti che si raccontano in Archeostorie: sono 34 professionisti che – sotto l’attenta regia della giornalista Cinzia Dal Maso e dell’archeologo Francesco Ripanti – narrano ciascuno la propria esperienza “di frontiera” e riflettono sul significato del proprio lavoro nel mondo d’oggi. Sono persone che hanno dato vita a un’archeologia forse un po’ “indie e underground” – come l’ha definita Giuliano De Felice nella conclusione – ma sicuramente viva, pragmatica e ricca di energia. Ancorata nel presente e per nulla immersa solo nel passato. Esperienze di archeologia vissuta, di un’archeologia che con molto impegno e un po’ di fantasia può diventare veramente un lavoro. Così nel manuale di Cinzia e Francesco troviamo chi cura un museo e chi gestisce un’area archeologica, chi narra il passato ai bambini e chi lo “fa vedere” ai ciechi, chi usa nel racconto le tecnologie e i linguaggi più diversi e persino i videogame; c’è poi chi ricostruisce l’antico in 3D e chi lo sperimenta dal vivo, chi organizza i dati di scavo e chi li rende disponibili per tutti; c’è chi scrive sui giornali e chi parla di archeologia alla radio o in tivù, chi realizza documentari e chi racconta l’archeologia sui social network; c’è ancora chi punta sul marketing e chi sul crowdfunding, chi fa dell’archeologia un’esperienza per tutti e chi difende le bellezze da furti e scempi. C’è anche chi studia e scava, e nel libro racconta la vita vera di studio e scavo al di là dei miti e dei sogni.

Comunicare l'archeologia attraverso i disegni come fa Francesca Giannetti

Comunicare l’archeologia attraverso i disegni come fa Francesca Giannetti

C’è entusiasmo ed energia nelle esperienze degli autori, tutti archeologi che hanno voluto ostinatamente fare della loro passione una professione, pur vivendo in un mondo che vanifica le aspirazioni dei più. Ma questa loro “ostinazione” è così contagiosa che sta già diventando un movimento. Pronti a trovarsi con quanti condividono passione e convinzioni al punto da organizzare una festa: la festa di Archeostorie. “Abbiamo deciso di farci conoscere raccontando in modo concreto le nostre storie ed esperienze. Per spiegare a tutti cosa fanno ogni giorno gli archeologi veri, al di là dei miti e dei sogni, e quanto il loro lavoro serva alla società tutta. Per far capire agli studenti di archeologia che non sono per forza destinati alla disoccupazione. E stimolare i loro professori a indirizzare gli studenti verso questi mestieri, così da formare professionisti e non disoccupati”.

La locandina-invito della grande festa di Archeostorie al museo Pigorini di Roma

La locandina-invito della grande festa di Archeostorie al museo Pigorini di Roma

L’appuntamento della grande festa è venerdì 10 aprile alle 17 al museo preistorico etnografico Pigorini di Roma, in sala conferenze: sono invitati tutti gli archeologi a unirsi e raccontare anche loro la propria storia. A mostrare che i possibili mestieri degli archeologi sono molti, e non sono affatto immersi nel passato ma concretamente radicati nel nostro mondo. Alla festa, insieme a Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti che presenteranno il loro libro “Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta”, parteciperanno Salvo Barrano, Luca Bondioli, Stefano De Caro, Adele Lagi, Massimo Vidale, Enrico Zanini, e gli autori Marta Coccoluto, Cinzia Dal Maso, Giuliano De Felice, Astrid D’Eredità, Antonia Falcone, Alessandro Fichera, Francesco Ghizzani Marcia, Marina Lo Blundo, Carolina Megale, Valentino Nizzo, Anna Paterlini, Luca Peyronel, Francesco Ripanti, Paola Romi, Lidia Vignola. Sarà proiettato in prima assoluta un video di animazione di Giuliano De Felice.

Comunicare l'archeologia attraverso il cinema come fa il laboratorio dello Iulm di Milano

Comunicare l’archeologia attraverso il cinema come fa il laboratorio dello Iulm di Milano

C’è un filo rosso che lega le diverse e variegate esperienze: la voglia, la necessità, la convinzione che studiare archeologia, lavorare in archeologia, significa comunicare, narrare, raccontare storie, che alla fine vuol dire raccontare l’uomo che c’è dietro ogni oggetto, reperto, traccia, segno che la ricerca, lo scavo, la conservazione, la tutela, la valorizzazione riporta alla nostra attenzione. Se facciamo un passo indietro qualcosa del genere l’aveva indicato già quarant’anni fa Sabatino Moscati col suo “Le pietre parlano”. Forse era troppo avanti. Ma oggi? I protagonisti di Archeostorie, scrive Giuliano De Felice, “dimostrano con il proprio lavoro quotidiano che il destino dell’archeologo non è necessariamente una scelta drammatica tra l’illusione della ricerca e l’umiliazione della ruspa. Le loro archeostorie riescono a farci ritrovare fiducia nel futuro di questa disciplina, più di ogni pur auspicabile riforma della formazione, della ricerca o della tutela. Cinzia e Francesco hanno infatti avuto la straordinaria intuizione – e la altrettanto straordinaria caparbietà – di trasformare qualcosa di tangibile e di concreto quel moto spontaneo e disordinato che già esiste nei social network, nei blog, nei canali YouTube, ma che risulta invisibile, se non addirittura inviso, all’accademia, all’amministrazione pubblica, alla politica. Non possiamo certo sapere oggi – conclude – quale sarà l’archeologia di domani, ma di una cosa siamo sicuri: indipendentemente da quanto sarà in grado di maturare, crescere e cambiare, dovrà prima di tutto riuscire a trasformare le proprie competenze e i propri sogni in esperienze di tutti. Come? Adesso lo abbiamo capito: imparando a raccontarsi”.