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Archeologia in lutto. Si è spento a 73 anni l’archeologo Giulio Ciampoltrini, per oltre 30 anni era stato funzionario della Soprintendenza Archeologica operando soprattutto a Lucca e provincia, occupandosi prevalentemente di archeologia etrusca e romana, di epigrafia tardoantica, della monetazione antica e della presenza longobarda in Toscana. Il cordoglio di colleghi e amici

L’archeologo di Giulio Ciampoltrini venuto a mancare il 30 maggio 2026 a 73 anni (foto dal profilo FB di giulio ciampoltrini)

Un altro grave lutto ha colpito il mondo della cultura. Sabato 30 maggio 2026, all’età di 73 anni, si è spento a Grosseto l’archeologo Giulio Ciampoltrini, per oltre 30 anni era stato funzionario della Soprintendenza Archeologica operando soprattutto a Lucca e provincia. Lascia la moglie Paola Rendini, anche lei archeologa. Ha operato prevalentemente in Toscana, occupandosi prevalentemente di archeologia etrusca e romana, di epigrafia tardoantica, della monetazione antica e della presenza longobarda in Toscana. È autore di oltre 400 pubblicazioni. Nato a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, il 25 settembre 1952, Ciampoltrini, dopo la laurea in Lettere conseguita all’università di Pisa nel 1975, ha proseguito la sua formazione alla Scuola di Specializzazione in Archeologia della stessa università e, successivamente, ha frequentato il corso di perfezionamento alla Scuola Normale Superiore tra il 1976 e il 1980. Oltre agli scavi, che hanno costituito il suo interesse principale, ha curato l’allestimento scientifico di mostre e musei, fra cui il museo nazionale di Villa Guinigi di Lucca.Sotto la sua direzione scientifica si ottiene la definitiva sistemazione della collezione archeologica nel 2004. Il 10 maggio 2004, insieme a Elisabetta Abela e Susanna Bianchini, ha curato la realizzazione del Convegno intitolato Nella terra del tempo. Gli scavi archeologici nel Complesso Galli Tassi di Lucca, di cui vengono pubblicati gli Atti nella Rivista di Archeologia, Storia e Costume, anno XXXIV, nn. 1-2, 2006, (ed. agosto 2006), a cura dell’Istituto Storico Lucchese. Il suo riesame dei mosaici nella chiesa dei Santi Giovanni e Reparata gli è valsa la pubblicazione nel 2005 nella rivista francese edita a Roma La mosaïque gréco-romaine. IX.Fu membro corrispondente dell’istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici e dell’Accademia dei Sepolti di Volterra. Unanime il cordoglio tra i colleghi.

L’archeologo Giulio Ciampoltrini (foto dal profilo FB di claudio calastri)

Claudio Calastri, casa editrice Ante Quem. Certe notizie arrivano di sera, inaspettate e sgradevoli come il caldo di questi giorni. È morto Giulio Ciampoltrini, archeologo di razza, straordinario studioso della Maremma, della Lucchesia e della Toscana tutta. Ci siamo conosciuti ormai trent’anni fa, durante le sudate ore della mia tesi sull’agro di Cosa, quando ebbi modo di ascoltare da lui centinaia di racconti, spunti di riflessione, approfondimenti di ricerca, salaci punzecchiate a colleghi. Da allora non abbiamo mai smesso di sentirci e di vederci, nelle mie puntate alla Regia Soprintendenza alle Antichità della Toscana, lui e Paola sempre insieme, e in altre uscite pubbliche. Ci eravamo sentiti solo qualche settimana fa, per l’ennesimo confronto sui ruderi del Porto Cosano della Tagliata e sulla Domitiana positio a Santa Liberata; la voce era affaticata, ma non credevo, non sapevo. Spero di riuscire a portare a termine, insieme ai colleghi della SABAP Grosseto, un progetto di cui abbiamo parlato tante volte: riportare a Torre Saline alla foce dell’Albegna la magnifica statua in nudità eroica conservata ad Alberese, da lui magistralmente attribuita all’imperatore Gallieno in uno dei suoi tanti studi, rimasto fondamentale per l’archeologia di questa terra. Volevo telefonarti per parlartene, Giulio, ma non ho fatto in tempo. Un grande abbraccio a Paola.

CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI. La Confederazione Italiana Archeologi si unisce al cordoglio della famiglia per la prematura scomparsa del dottor Giulio Ciampoltrini, funzionario archeologo per oltre trent’anni della Soprintendenza Archeologica della Toscana. Nato a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, profondamente legato al suo territorio, nella sua lunga carriera ha diretto numerose campagne di scavo e di restauro, organizzato e curato mostre archeologiche e contribuito alla progettazione scientifica di musei statali (si ricordi il Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca) e enti locali; è stato autore di oltre 400 pubblicazioni. Dal carattere talvolta spigoloso, era persona di grande cultura e competenza; l’archeologia toscana perde uno studioso di grande spessore.

L’archeologo Giulio Ciampoltrini (foto dalla pagina FB del maf)

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FIRENZE. Ci ha lasciati Giulio Ciampoltrini, grande studioso, arguto, sagace e penetrante, come solo lui sapeva essere. I corridoi del museo archeologico di Firenze e dell’allora Soprintendenza, per anni hanno sentito risuonare la sua voce, sempre insieme a quella della compagna di vita e di lavoro, Paola Rendini. Lassù all’ultimo piano degli uffici di via della Pergola, in quella stanza che condividevano, si sapeva sempre di trovarli, per confrontarsi, discutere e riflettere. Grazie di tutto Giulio e un abbraccio a Paola da tutti noi.

PARCO ARCHEOLOGICO DI ROSELLE. Ci ha lasciato Giulio Ciampoltrini, già funzionario archeologo per la Soprintendenza Archeologica Toscana e appassionato studioso. Ci uniamo al ricordo e al cordoglio per la famiglia e la comunità scientifica.

MUSEO ARCHEOLOGICO E D’ARTE DELLA MAREMMA. Ci uniamo al cordoglio della comunità scientifica per la perdita di Giulio Ciampoltrini, funzionario Archeologo per oltre trent’anni della Soprintendenza Archeologica della Toscana. Sui suoi innumerevoli articoli e pubblicazioni molti di noi si sono formati durante la carriera universitaria ed hanno continuato a studiare nel loro lavoro al museo. È stato un onore collaborare con lui nel 2022 in occasione della mostra “Una terra di mezzo. I Longobardi e la nascita della Toscana”.

MUGAR – MUSEO DELLA GARFAGNANA ARCHEOLOGICA. Ciao Giulio, se gran parte delle vetrine e dei magazzini sono pieni lo dobbiamo a te. Andremo avanti cercando di studiare e valorizzare sempre al meglio il tuo lavoro.

Massimo Baldacci, pensionato UniPi. Vengo a sapere con grande dolore della morte di Giulio Ciampoltrini: ai tempi del Liceo e poi dell’Università ci siamo scambiati idee, esperienze di studio e anche scherzi e battute. Poi l’ho visto sempre più raramente, e ultimamente ci sentivamo quasi solo su Facebook. Ma abbiamo sempre mantenuto sentimenti di reciproca amicizia. Un’ altra parte della mia giovinezza che se ne va.

L’archeologo Giulio Ciampoltrini (foto dal profilo FB di cristian pardossi)

Cristian Pardossi, Castelfranco di Sotto. Lo incontrai per la prima volta agli inizi degli anni Duemila, per la presentazione di uno dei tanti volumi che Giulio ha scritto e curato per la nostra collana “DSL – Documenti di Storia Locale”, dimostrando sempre un grande attaccamento per il suo paese natale anche se la professione e la vita lo avevano portato a vivere altrove. Mi ricordo anche la battuta fulminante che mi fece, con quel suo stile e quella postura che poi avrei imparato a conoscere negli anni: “Copertina rossa e immagini in bianco e nero. Sobrio, non c’è che dire. Sembra una di quelle pubblicazioni che giravano ai tempi di Enver Hoxha”. Negli anni successivi ci è capitato più volte di ridere su questo primo incontro, che poi chissà se davvero fu quello il primo: quando ho saputo che Giulio era figlio di Rina, la signora che abitava sull’angolo tra largo Carlo Alberto e via Dante dove abitavano i miei nonni, ho pensato che sicuramente ci saremo incontrati negli anni precedenti – lui a trovare la mamma a cui era molto legato, io bambino a casa dei nonni o in giro a giocare in strada per le vie del centro. Dopo quel libro ne sono venuti altri (memore della prima battuta facevo attenzione anche alla veste grafica!), e con il passare delle pagine è aumentata anche la stima reciproca, corroborata da diverse occasioni di collaborazione – ultima per quanto mi riguarda il tentativo poi interrotto dal cambio di legislatura di mettere insieme un’opera nuova sulla storia di Castelfranco dalle origini ai giorni nostri, dove provai a coinvolgere tra gli altri anche lui. Anche quando le occasioni di incontro si sono fatte più rare quella stima non è venuta meno; in questo caso si può dire che ci è venuto in soccorso proprio Facebook, dove abbiamo potuto confrontarci su alcune questioni inerenti la storia di Castelfranco ma anche su vicende politiche più contemporanee, ognuno consapevole della differenza di opinioni che c’era tra noi. Se ne va una persona colta, un profondo conoscitore della storia antica, un archeologo appassionato e competente: sono innumerevoli gli scavi che ha promosso e a cui ha preso parte, come le persone che grazie a lui si sono appassionate e avvicinate all’ archeologia. Come ricordavo all’ inizio, tra le centinaia di pubblicazioni che ha curato, ci sono anche quelle che figurano nella collana della nostra biblioteca e che invito tutti ad andare a consultare. Ma il contributo di Ciampoltrini al suo/nostro paese non si è limitato alla produzione scritta: Giulio è stato tra i protagonisti di quella stagione – forse la più effervescente della nostra storia recente – che portò all’apertura dei nostri piccoli musei, alla ritrovata attenzione verso la storia della Chiesa “della compagnia”, all’ avvio di nuovi scavi sul nostro territorio, offrendosi più di una volta insieme a colleghi, amici e appassionati – ricordo Daniele Casini, Roggero e Gabriele Manfredini e gli altri amici del Gruppo Archeologico Valdarno Inferiore, Giancarlo Nanni, Andrea Vanni Desideri, Augusto Andreotti, Savino Ruglioni, Giacomo Buoncristiani e tanti altri – per guidare i castelfranchesi vecchi e nuovi alla scoperta della storia di questo territorio. Mancheranno la sua competenza e la sua preparazione, ma i testi e gli studi che ci ha lasciato (è un privilegio che tocca a pochi) continueranno a essere un punto di riferimento per chi vuol conoscere la nostra storia. Per questo credo che la nostra comunità gliene debba essere grata. Alla moglie, ai familiari e agli amici le mie più sincere condoglianze.

Helga Di Giuseppe, archeologa. Che grande dolore oggi appendere del tuo viaggio. Sei una delle persone che ho stimato di più in archeologia per le tue conoscenze, la tua libertà e la tua rara umanità. Un grande dolore, ma ci rivedremo per farci ancora tante risate insieme. Un grande abbraccio Giulio.

Vittorio Mascelli, museo Gregoriano etrusco-musei Vaticani. E così se ne va anche Giulio Ciampoltrini. lo voglio ricordare con queste parole che sono tra quelle più lucide che ho letto in suo ricordo. Giulio era uno studioso dai vasti interessi, capace di spaziare dagli etruschi al medioevo in un battito di ciglia, caratterizzato da una spiccata passione per i territori d’origine. La sua cifra stilistica era l’ironia, ma un’ironia non accessibile a tutti, socratica, criptica, estremamente pungente, ma mai malevola e talora incomprensibile a chi non entrava in sintonia con il suo pensiero. Ho letto con sgomento che il suo carattere è stato definito “spigoloso” ma Giulio certo non lo era. Era decisamente un uomo di carattere che però aveva dalla sua un intelletto sottile, deciso e di una inaspettata sensibilità. Sempre presente in quella sala studio adiacente al suo ufficio che in tanti anni ha condiviso con Paola, resta una delle figure indelebili della mia formazione che hanno contribuito a spronare con sarcasmo le indecisioni e le paure di noi giovani sopraffatti spesso dalle “uterine” cazziate di personaggi ambigui. Giulio aveva ben chiare le difficoltà della vita e nonostante tutto aveva sempre una parola di sarcastico conforto. Se ne va con lui un ulteriore pezzo della gioventù che ho condiviso con tanti amici e colleghi. Sarebbe bello riuscire ad esser anche solo metà di quel che è stato lui per tanti di noi. A Paola il nostro più affettuoso pensiero in questi difficili momenti.

Elena Santoro, presidente Etruria Nova onlus. Ciao Giulio, oggi l’archeologia italiana perde un grande professionista. Sei stato un punto di riferimento importante durante tutti gli anni del progetto Marsiliana.

L’archeologo Giulio Ciampoltrini (foto dal profilo FB di paolo giulierini)

Paolo Giulierini, archeologo. Ciao Giulio… oggi è un sabato veramente crudele. Non mancavi mai nella Biblioteca di via della Pergola; archeologo elegante, colto, ironico, sei stato un funzionario e uomo dello Stato modello.

Leonardo Giovanni Terreni, archeologo. Purtroppo, poche ore fa, ci ha lasciato Giulio Ciampoltrini! Un sincero amico e un grande archeologo e ricercatore. Sono costernato. Condoglianze e un abbraccio affettuoso a sua moglie Paola Rendini.

ARCHAEOREPORER. Ci sono archeologi che si identificano con una specializzazione. Giulio Ciampoltrini apparteneva a una generazione diversa: quella degli ispettori archeologi di formazione enciclopedica, capaci di muoversi con la stessa competenza tra preistoria, età etrusca, mondo romano e medioevo, leggendo il territorio nella sua lunga durata storica. Con la sua scomparsa, avvenuta nelle scorse ore, l’archeologia toscana perde una delle figure che più profondamente ne hanno segnato la ricerca e la tutela negli ultimi decenni. Per molti anni funzionario di quella che fu la Soprintendenza Archeologica della Toscana, negli uffici di via della Pergola a Firenze, Ciampoltrini è stato molto più di un ispettore. La sua presenza sul territorio, soprattutto nella provincia di Lucca ma non soltanto, ha accompagnato generazioni di archeologi, amministratori, studiosi e ricercatori. A distinguerlo era una curiosità intellettuale rara, che lo portava a interessarsi a ogni periodo storico e a ogni tipo di evidenza archeologica, senza confini disciplinari rigidi. Accanto all’attività di tutela, che svolgeva con una conoscenza diretta e capillare del territorio, Ciampoltrini ha sviluppato un’intensa attività scientifica. Decine e decine di saggi, articoli e contributi hanno documentato nel tempo scavi, ritrovamenti, interpretazioni e riletture storiche, lasciando una traccia concreta e duratura del suo lavoro. Non era il funzionario che si limitava agli aspetti amministrativi della professione: era uno studioso che trasformava sistematicamente l’esperienza maturata sul campo in ricerca e conoscenza condivisa. Per questo la sua figura ha lasciato un segno che va oltre la Soprintendenza. Le sue pubblicazioni hanno contribuito in modo determinante alla conoscenza archeologica della Toscana e il suo lavoro è stato un punto di riferimento non soltanto per i colleghi della tutela, ma anche per il mondo della ricerca universitaria e dell’accademia.

Maria Angela Turchetti, direzione regionale Musei della Toscana. Anni di Soprintendenza archeologica passati anche insieme a Giulio Ciampoltrini e a Paola Rendini… Tanti ricordi e momenti di confronto e condivisione, in biblioteca, in ufficio all’ultimo piano di via della Pergola o sul territorio orbetellano, grossetano e chiusino… Tanti studi, ovunque Giulio Ciampoltrini avesse svolto il suo lavoro da funzionario archeologo, attivissimo nell’interpretare a 360° i territori di cui si è occupato, attraversando epoche e tematiche. Ho apprezzato e ammirato la mente brillante e la vasta produzione scientifica, lo sforzo costante a pubblicare ogni scoperta archeologica anche apparentemente non eclatante… così da lasciare anche e soprattutto on line, su academia.edu. una messe importante di dati… Un pensiero e un abbraccio forte a Paola, inseparabile compagna, nella vita come nel lavoro.

Elena Sorge, funzionario archeologa sabap-pi-li. Ci ha lasciato Giulio Ciampoltrini… 15 anni di vita praticamente in comune con lui e Paola la sua meravigliosa compagna di vita e di tante opere. I nostri uffici erano separati solo da una parete e potevamo discutere anche così a distanza scambiarci informazioni e pareri. Quante discussioni… Grazie di tutto Giulio… era bello anche litigare con te.

Flavia Zisa, archeologa università di Enna. Una notizia ferale mi giunge dalla mia amata Firenze, di un maestro, amico, confidente e gentilissimo archeologo che non c’è più. È un dramma che mi colpisce profondamente.  Ci eravamo sentiti da poco, parole durissime sulle notizie siciliane dei Bronzi, come dargli torto. Sono nata archeologicamente nella sua stanza, ovvero, nella LORO stanza, perché io imparai tutto dalla moglie, Paola Rendini, allieva di Di Vita che me la presentò e che mi ha istruita nell’archeologia non accademica ma del lavoro, del materiale, degli scavi, delle prime catalogazioni, della polvere, dei magazzini e della sapienza. Li vedevo sempre insieme, nella stessa stanza di Soprintendenza in via della Pergola. Come sia stato possibile unire due persone in matrimonio, nell’archeologia e nella stessa stanza di Soprintendenza e per decenni è un mistero per tutti noi che ogni giorno si apriva quella porticina della loro stanza stracolma di fascicoli e di libri. Il mio primo incarico all’Archeologico di Firenze, sul relitto del Campese, che mi diede la gioia unica di toccare materiale arcaico da tutto il Mediterraneo, dalla Fenicia all’Etruria. Il mio cuore è stracolmo di amore e dolore, ora che ricordo. La città di Firenze, l’archeologia, i tantissimi amici e moltissimo anche io soffriamo per la mancanza di Giulio Ciampoltrini. Mai nella vita ho avuto un problema con Giulio e con la sua dolcissima moglie, ed è cosa rarissima in decenni di amicizia e colleganza. Ma quanto rispetto c’è stato!! Ringrazio Elena Sorge per avermi subito avvista.  In questi momenti, ha ragione: siamo famiglia. Distrutta.

Nicoletta Barocca, archeologa. Voglio ricordarti così Giulio Ciampoltrini, con il mare di Talamone che tanto amavi e che ogni volta commentavi con tanto amore…. Non voglio pensare che tu vada via. Fa troppo male…

Simona Pozzi, archeologa sabap-gr. Caro Giulio Ciampoltrini la Maremma ti sarà sempre riconoscente per aver contribuito allo studio del suo passato e alla valorizzazione nel suo presente. Io personalmente ti sarò sempre grata per avermi insegnato con la tua ironia e il tuo acume a vivere e amare il mio lavoro da statale. Faccio a nome mio e dei colleghi della sede della Soprintendenza di Grosseto via Mazzini, le più sentite condoglianze alla moglie e nostra collega archeologa dott.ssa Paola Rendini

Lisa Rosselli, UniPi. Che grande dispiacere Giulio… studioso validissimo ed eclettico e persona generosa.

Cinzia Murolo, Rasenna Echoes. Ciao Giulio, mi mancheranno le nostre chiacchierate etrusche…

Roberto Petriaggi, archeologo. Il mio pensiero va al caro collega e amico Giulio Ciampoltrini che, come ho appreso improvvisamente poco fa, se ne è andato, lasciandoci soli in questo mondo tribolato e disonesto, troppo angusto per il suo Spirito libero e giusto. Ora si libra, nello spazio infinito, per sempre… “nella stagione che stagioni non sente”.

Paolo Liverani, UniFi. Un collega di grande valore, una grande mancanza.

Rosario Casillo, scrittore. Credimi Giulio ti voglio ricordare con l’ultima immagine che ho di te quando t’incontrai per caso a Firenze sui lungarni. Rimanemmo entrambi sorpresi di quell’incontro e il tuo sorriso che ricambiava il mio rimarrà sempre impresso nel mio cuore. Oggi le lastre del nostro paese hanno perso una grande persona. Spero che tu sia insieme a mamma Rina e a babbo Osvaldo.

Santino Alessandro Cugno, archeologo parco Appia antica. Un grandissimo dispiacere

Anna Iliana Casini, docente. Senza di lui non avrei fatto le mie tesi…grazie Giulio! buon viaggio. Commossa.

Valentino Nizzo, Università l’Orientale. Giulio era giustamente orgoglioso delle sue pubblicazioni. Le rendeva regolarmente disponibili sul suo vivacissimo profilo academia. Spesso le raccoglieva in forma monografica con un nuovo titolo per facilitare la ricerca degli studiosi ed evitare che si perdesse tra i mille rivoli del suo sapere. Era infatti un poliedrico e prolifico studioso. Attento. Puntuale. Curioso. Originale. Pativa un po’ la sua versatilità, non riuscendo a riconoscersi in nessun specifico inquadramento disciplinare. Meriti di altri tempi. Dei funzionari di una volta. Che sapevano leggere i territori affidatigli da tutte le prospettive possibili. Giulio era così e anche molto simpatico e ironico. Almeno nel mio sentire. Le volte che ho avuto il piacere di incontrarlo e ascoltarlo.

Bettona (Pg). Al Cenacolo di San Crispolto il convegno “Donne nella società etrusca. Il ruolo femminile e la sua rappresentazione” con Maria Angela Turchetti e Paola Romi

In occasione della Festa della Donna, sabato 7 marzo 2026, alle 17, al Cenacolo di San Crispolto di Bettona (Pg), il convegno “Donne nella società etrusca. Il ruolo femminile e la sua rappresentazione” promosso dal Comune di Bettona e dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria. Introduce Valerio Bazzoffia, sindaco di Bettona. Intervengono Maria Angela Turchetti, direttrice dell’Ipogeo dei Volumni e necropoli del Palazzone, e Paola Romi, archeologa Sabap Umbria, per uno sguardo appassionato e competente su un tema di grande fascino e attualità, legato alle più “celebri” donne etrusche vissute tra Perugia e Bettona.

 

Sassoferrato (An). A Palazzo Oliva l’incontro “Le donne nel mondo etrusco” promosso dal Gruppo archeologico appennino umbro marchigiano (Gaaum) con Mirella Cuppoletti e Maria Angela Turchetti

sassoferrato-an_gaaum_palazzo-oliva_incontro-le-donne-nel-mondo-etrusco_locandinaLa donna etrusca, nota nelle fonti antiche per la sua libertà, bellezza, disinvoltura e spregiudicatezza, ben si presta ad entrare nel merito di tematiche, l’Archeologia di genere e la complementarietà e parità di ruoli all’interno di una società, di estremo interesse e scottante attualità. Appuntamento sabato 9 marzo 2024, alle 16, a Sassoferrato (An), nella sala convegni di Palazzo Oliva, per l’incontro “Le donne nel mondo etrusco” promosso dal Gruppo archeologico appennino umbro marchigiano (Gaaum). Introduzione di Mirella Cuppoletti (presidente GAAUM): “Due reperti sentinati al femminile”, intervento di Maria Angela Turchetti (etruscologa funzionario archeologico MiC): “Veilia, Thana, Larthia e le altre: donne etrusche e civiltà”. Ingresso libero. Attraverso fonti latine e greche, documentazione epigrafica e iconografica, materiali rinvenuti negli scavi, il Gaaum propone una molteplicità di tematiche e sfaccettature per raccontare sinteticamente la donna etrusca e illustrare, tra i tanti, alcuni casi significativi, Veilia, Thana o Larthia, che ci consentono di riflettere su funzioni e ruoli, scelte di vita e convenzioni sociali, uguaglianze e differenze, che rendono il mondo etrusco declinato al femminile una pregnante testimonianza di civiltà.

Perugia. Al museo Archeologico nazionale prima tappa del Festival dell’Umbria antica dedicato a “Uomini e Dei”: intervengono Maria Angela Turchetti, Valentino Nizzo e Francesco Marcattili

perugia_archeologico_festival-dell-umbria-antica_locandinaParte dal museo Archeologico nazionale dell’Umbria, a Perugia, il Festival dell’Umbria antica, evento itinerante nei luoghi che custodiscono la storia antica con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio archeologico e culturale umbro attraverso lezioni divulgative di alto livello scientifico, tenute da esperti ed esperte del settore (storici e storiche, archeologi e archeologhe, direttrici e direttori di Musei archeologici, professori e professoresse universitari).  L’apertura del Festival si terrà l’8 luglio 2023, alle 16,30, nel cuore pulsante della storia antica della regione: il museo Archeologico nazionale dell’Umbria. Qui si scoprirà il rapporto degli Etruschi con la morte grazie alla lezione della direttrice, Maria Angela Turchetti (“Al di qua e aldilà, il senso della morte per gli Etruschi”). “Storie di guerrieri” è invece il titolo dell’intervento di Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco Villa Giulia, ospite d’eccezione. Infine, Francesco Marcattili, archeologo e professore dell’università di Perugia, parlerà di divinità e uomini nel contesto del Bellum Perusinum. A seguire dibattito aperto al pubblico.

Festival Umbria antica_locandinaIl tema di questa edizione è “Uomini e Dèi”, una riflessione sul rapporto delle civiltà antiche che hanno abitato la regione con la divinità, indagando i riti, le sepolture, i santuari, le parole e i reperti archeologici che di tutto questo sono testimonianza tangibile. Le lezioni approfondiranno le divinità (maschili e femminili) dei popoli antichi, ma anche le grandi figure storiche di uomini, condottieri, sacerdoti e sacerdotesse. Perché, in fondo, non c’è divinità senza umanità. Sei mesi, sette città, otto tappe. Dall’8 luglio al 2 dicembre 2023, ciascuna tappa del Festival sarà completamente gratuita fino a esaurimento posti. Il Festival farà tappa appunto al museo Archeologico nazionale dell’Umbria a Perugia (8 luglio), Tuoro sul Trasimeno (25 agosto), museo Archeologico della Villa di Plinio a San Giustino (26 agosto), museo Archeologico nazionale di Spoleto (2 settembre), museo della Città di Bettona (21 ottobre), museo Archeologico di Colfiorito (22 ottobre), museo del Capitolo di Perugia (11 novembre), museo Archeologico di Terni (2 dicembre).

Perugia. Al museo Archeologico nazionale il convegno “Maternità ed infanzia: riti religiosi, tradizioni popolari, pratiche mediche” in occasione della mostra “La Via Lattea. Maternità ed Infanzia dall’Antichità alla Collezione Bellucci”

perugia_archeologico_convegno-maternità-e-infanzia_locandinaMaternità ed Infanzia al lago Trasimeno. Se ne parla a Perugia, giovedì 25 maggio 2023, alle 15.30, nel salone Umbri ed Etruschi del museo Archeologico nazionale dell’Umbria, nel convegno “Maternità ed infanzia: riti religiosi, tradizioni popolari, pratiche mediche”, organizzato da Soroptimist International Club Perugia e dal museo Archeologico nazionale dell’Umbria nell’ambito del partenariato istituito in occasione della mostra “La Via Lattea. Maternità ed Infanzia dall’Antichità alla Collezione Bellucci”, progettata e realizzata dallo stesso museo, a cura di Maria Angela Turchetti, con il sostegno della Fondazione Perugia. Il convegno affronta aspetti legati alla maternità e all’infanzia sia nel mondo antico che nella contemporaneità, coinvolgendo diversi relatori: Paola Romi (SABAP Umbria, funzionario archeologo) e Flavia Morandini (archeologa) illustreranno i culti salutari del territorio del lago Trasimeno ed in particolare di Colle Arsiccio di Magione, mentre Serena Trippetti (archeologa) presenterà le tradizioni, anche più recenti, e i riti legati alle nascite. Italo Marinelli, già pediatra all’ospedale di Branca, parlerà di alcuni fenomeni patologici tipici dell’infanzia e di come curare i bambini con la magia, riferendosi agli amuleti della Collezione Bellucci; infine Giampietro Chiodini, giornalista, illustrerà credenze, saperi e pratiche della zona del Lago Trasimeno.

perugia_archeologico_mostra-la-via-lattea_locandinaLa mostra “La via Lattea. Maternità ed infanzia dall’antichità alla Collezione Bellucci”, che resterà visitabile fino al 30 giugno 2023, focalizza l’attenzione sul tema della maternità e prima infanzia, sia nel mondo antico che attraverso gli amuleti della Collezione Bellucci, con un taglio prevalentemente antropologico e storico, attento al racconto museale e alla protezione e alla cura della donna e del bambino, agli aspetti della tradizione e delle credenze popolari. Questo tentativo molto ampio, “trasversale” e per così dire “universale” di indagine dell’Uomo e delle sue più profonde necessità e paure, legate al ciclo della vita e alla nascita, è sottolineato dal titolo della mostra, che ripropone un mito, ben conosciuto in ambito etrusco, secondo cui la Galassia, la Via Lattea, la nostra “madre cosmica”, nasce dal latte che Hera (Uni/Giunone) versò nell’allattare Heracle/Hercle/Ercole, il primo alimento che nutre tutti gli essere umani e animali e che, per il tramite di una dea e della sua natura femminile e divina, consente all’eroe greco l’immortalità.

Parte dal museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia la seconda edizione “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale itinerante dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione, con incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori 

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Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)

Torna per la sua seconda edizione itinerante “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica. Un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. La prima giornata/tappa si svolgerà al museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio 2022, dalle 10.30. Per tutta la giornata il MANU ospiterà tante iniziative tra incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori dedicate proprio a tutti. Le attività sono pensate sia per i più piccoli sia per archeologi, restauratori e appassionati di storia. “Festa Etrusca!” è un progetto prodotto da Entertainment Game Apps, Ltd. “Festa Etrusca! è una delle manifestazioni più grandi mai realizzate in Italia dedicate alla civiltà etrusca”, dichiara Maurizio Amoroso, CEO di Entertainment game apps, Ltd. “Una grande opportunità che vuole far conoscere al grande pubblico uno dei popoli italici più affascinanti e complessi della nostra storia antica”. La prima edizione, tenutasi nel 2021, ha vantato il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU) e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales registrando quasi 2000 ingressi in due giorni.

perugia_festa-etrusca_locandinaMuseo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio. Alle 10.30, aperitivo di benvenuto. Alle 11.15, saluti istituzionali: intervengono Marco Pierini (dirigente Direzione regionale Musei Umbria), Maurizio Oliviero (magnifico rettore università di Perugia), Antonella Pinna (dirigente del Servizio Musei Archivi e Biblioteche della Regione Umbria), Leonardo Varasano (assessore alla Cultura del Comune di Perugia). “Festa Etrusca! La storia …si presenta”: Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); Paolo Giulierini (direttore museo Archeologico nazionale di Napoli); Marta Coccoluto (responsabile parco archeologico Baratti e Populonia). Introduce: Maurizio Amoroso (presidente Entertainment Game Apps, Ltd). Modera: Maria Angela Turchetti (direttore museo Archeologico nazionale Umbro). Alle 12, tavola rotonda “Ti racconto il mio museo”: Silvia Casciarri, direttore museo Archeologico nazionale e teatro romano di Spoleto, area archeologica di Carsulae; David Grohmann, direttore Cams – centro di ateneo musei scientifici UniPG; Michela Morelli, responsabile società Munus – Musei civici Perugia; Roberto Borsellini, responsabile museo civico e archivio storico comunale di Gubbio; Riccardo Passagrilli, responsabile servizio Turismo e cultura Biblioteca del Comune di Amelia – museo Archeologico e Pinacoteca “E.Rosa” di Amelia. Modera: Simona Sanchirico, fondazione Dià Cultura. Alle 13.15, presentazione attività didattiche e rievocative del pomeriggio a cura di Giulio Ranaldi (Suodales) e Luana Cenciaioli (associazione Pro Ponte-Velimna). Alle 13.30, pausa pranzo. Alle 16, inizio attività di rievocazione e apertura allestimenti didattici: pittura etrusca, scrittura etrusca, le guerre etrusco-romane: armi e armature. Alle 16.30, laboratorio didattico “Caro larth ti scrivo…”: i bambini conosceranno l’alfabeto e i materiali utilizzati dagli etruschi per scrivere poi, rivestendo i panni di uno scriba, realizzeranno un piccolo testo in lingua etrusca. (per bambini dai 6 ai 10 anni) 15 bambini; alle 16.30, visita guidata alla mostra “Tutte le virtù degli amuleti” a cura di Sophie Persello e Christine Noel. Alle 17.30, laboratorio didattico “Dipingi con Pithos il ceramografo!”: laboratorio di ceramica antica. I bambini scopriranno i segreti della ceramica etrusca, le tecniche e la tipologia di vasi utilizzati dai loro antenati. Potranno seguire le orme degli antichi artigiani pitturando e incidendo un piccolo manufatto ceramico (per bambini dai 5 ai 10 anni) 15 bambini); alle 18, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti; alle 18.30, laboratorio didattico di pittura etrusca (per bambini dai 3 ai 8 anni). Alle 19, aperitivo. Alle 21.30, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti. Dalle 16 alle 22 rievocazione storica etrusca a cura dell’associazione Suodales su le guerre etrusco-romane e il rapporto tra le due diverse civiltà nel IV-III secolo; aspetti storici e militari, il soldato etrusco, il soldato romano. La famiglia Velimna, Thana Veltsnei e consorte si presentano, a cura dell’associazione Pro Ponte-Velimna. Evento in collaborazione con le piccole guide Sofia, Aurora e Giorgio e le associazioni La Marmellata di more, Pro Ponte – Velimna, Tangram.

festa-etrusca_calendario-locandinaLe altre tappe di “Festa Etrusca!”: 27/28 agosto 2022, parco archeologico di Baratti – Populonia – Piombino (LI) – Toscana; 17 settembre 2022, museo Archeologico nazionale di Napoli – Campania; 24/25 settembre 2022, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma – Lazio con questo programma di massima: l’area espositiva con libri di settore e realtà attive nella divulgazione archeologica e nella promozione del patrimonio culturale; la tavola rotonda con studiosi ed esperti: ispirandosi al tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Heritage – All inclusive”, l’incontro sarà dedicato al concetto di “patrimonio dell’umanità” veicolato dall’UNESCO e al coinvolgimento delle “comunità patrimoniali”, così come definite dalla “Convenzione di Faro”, nella conservazione e promozione del patrimonio; le attività di approfondimento: incontri con i protagonisti dell’archeologia, presentazioni di novità editoriali alla presenza degli autori organizzate dalle case editrici ospiti della manifestazione, laboratori per bambini e ragazzi; le attività di valorizzazione: rievocazioni storiche e laboratori didattici sul mondo etrusco a cura dell’Associazione Culturale Suodales, visite guidate in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Al via la seconda edizione del Roselle Archeofilm: ecco tutto il programma serale a Roselle, e quello pomeridiano a Grosseto

L’anfiteatro romano di Roselle (Gr) ospita la seconda edizione del Roselle ArcheoFilmFestival

Al via la seconda edizione del Festival di cinema archeologico di Roselle. Premio “O. Fioravanti” dal 21 al 23 agosto 2020. Tre serate (alle 21.15) nella celebre area archeologica e due proiezioni pomeridiane (alle 18.15) a Grosseto, negli spazi del Polo Culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. La manifestazione è organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con direzione regionale Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e Associazione M.Arte. Di Roselle Archeofilm il direttore artistico è Dario Di Blasi, responsabile organizzativo Lorenzo Luzzetti, direttore editoriale Giuditta Pruneti, responsabile della comunicazione Giulia Pruneti, direttore di Archeologia Viva Piero Pruneti che cura le conversazioni. Ingresso libero e gratuito, prenotazione consigliata: per le proiezioni serali: maremmaarte@gmail.com, per le proiezioni pomeridiane: accoglienzamaam@gmail.com. Ogni sera degustazione di vini offerta da “I Lecci” e “La Selva”.

Il film “A la Dècouverte du Temple d’Amenhophis III / Alla scoperta del tempio di Amenhophis III” di Antoine Chènè

Maria Angela Turchetti

Ecco il ricco programma. Iniziamo con il programma serale nell’area archeologica di Roselle. Venerdì 21 agosto 2020, alle 21:15, apre il film “Alla scoperta del tempio di Amenophis III” di Antoine Chéné (Francia, 52’). A Luxor, i colossi di Memnone, segnano l’ingresso del maestoso tempio di Amenophis III. A partire dall’inizio degli anni 2000, una équipe internazionale ha ridato vita a questo tempio, di cui, a parte i due colossi, ben poco era rimasto visibile. Seguiamo, insieme a tutta la squadra di archeologi, le grandi tappe di questa impresa, filmata a partire dal 2004, e prendiamo dunque consapevolezza del carattere grandioso di questo tempio, costruito da un faraone durante il suo regno pacifico e prospero. Segue il film “Le acque segrete di Palermo” di Stefania Casini (Italia, 52’). Palermo cela nelle sue viscere un affascinante segreto: i qanat. Canali sotterranei scavati dall’uomo che raccolgono acque sorgive: le acque segrete di Palermo. Un sorprendente incrocio di culture aveva fatto di Palermo la capitale del Mediterraneo, dove l’acqua era la grande ricchezza, di cui restano le tracce visibili nelle architetture, nella toponomastica, nell’organizzazione urbanistica e nelle tecniche di ripartizione e gestione. Cosa è rimasto di questa cultura che sapeva incanalare, ridistribuire, celebrare l’acqua anche come valore estetico? Andiamo alla ricerca di queste testimonianze attraverso un affascinante viaggio dove l’acqua è la vera protagonista. Il documentario svela fra storia, scienza e leggenda le vie segrete dell’acqua. Attraverso il suo percorso costituito dalle opere dell’uomo che l’hanno scovata, incanalata e recapitata, vogliamo scoprire gli itinerari inconsueti che ci consegnano la testimonianza della ricchezza di scambi culturali fra le civiltà romana, araba e normanna. Chiude la serata la conversazione con Maria Angela Turchetti, direttore Area Archeologica Nazionale di Roselle.

Il prof. Pierfrancesco Callieri sul sito di Tol-e Ajori, a tre chilometri e mezzo da Persepoli

Sabato 22 agosto 2020, alle 21:15. Apre il film “Pavlopetri – Un tuffo nel passato” di Paul Olding (Inghilterra, 50’). Appena al largo della costa meridionale della Grecia continentale si trova la più antica città sommersa del mondo. Ha prosperato per duemila anni, il tempo che ha visto la nascita della civiltà occidentale. Un team di esperti utilizza tecnologie all’avanguardia per scoprire i secolari segreti del complesso di strade ed edifici in pietra che si trovano a meno di cinque metri sott’acqua. Segue il film “Indagini archeologiche. Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia e Raphaël Licandro (Francia, 26’). Sugli altopiani iraniani si trova la culla di una delle più grandi civiltà di costruttori dell’antichità: i Persiani. Qui hanno edificato un capolavoro di architettura: Persepoli. Fino a oggi si pensava che il sito si limitasse alla sua terrazza imponente, utilizzata dai re persiani solo qualche mese all’anno. Ma le recenti scoperte dell’archeologo italiano Pierfrancesco Callieri rivelano uno scenario completamente diverso, quello di una città tra le più ricche del mondo antico: un Eden tra le montagne persiane. Chiude la serata la conversazione con Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma.

Frame del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier

Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Bari

Domenica 23 agosto 2020, alle 21:15. Apre in prima nazionale il film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier (Italia, Germania, 52’). Per la prima volta un documentario racconta gli avvenimenti immediatamente successivi all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: un intervento di protezione civile voluto e sostenuto dall’imperatore Tito per soccorrere le popolazioni colpite dal disastro naturale e rilanciare le attività, la produzione e il commercio, la vita nella regione vesuviana. Segue l’assegnazione del Premio “O. Fioravanti” 2020. Quindi il film fuori concorso “Achille nell’isola di Skyros” di J.L. Gomez Merino (Spagna, 5’). Dalle raffigurazioni presenti nella ceramica greca a un’animazione realizzata con i più recenti programmi di grafica: cinque minuti per raccontare l’avventura di Achille nell’isola di Skyros, nascosto tra le figlie del re per evitare il suo destino di guerra e di morte, e poi scoperto e smascherato dall’astuto Ulisse. Per diventare infine l’eroe della guerra di Troia che tutti conosciamo. Chiude la conversazione con Giuliano Volpe, archeologo e scrittore, docente all’università di Bari.

Il film “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)”, regia di Bonnie Brennan

Programma pomeridiano. Proiezioni fuori concorso in collaborazione con il museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Venerdì 21 agosto 2020, alle 18:15, al polo culturale Le Clarisse (via Vinzaglio 27) di Grosseto. Il film “Sotto la sabbia” di Domingo Mancheño Sagrario (Spagna, 50’). La scoperta di alcuni disegni sulle pareti di una caverna vicino allo Stretto di Gibilterra ci parla di antiche colonizzazioni e della più importante città fenicia d’Occidente: Gadir. “Sotto la sabbia” riguarda alcune di queste scoperte, soprattutto il ritrovamento sorprendente dei sarcofagi fenici di Sidone. Gli archeologi ci parlano dei reperti riemersi dopo tremila anni, delle circostanze dei ritrovamenti, delle curiosità e della loro importanza storica. Sabato 22 agosto 2020, alle 18:15, al museo di Storia Naturale (str. Corsini 5) di Grosseto. Il film “Iceman Reborn” di Bonnie Brennan (Usa, 53’). Assassinato più di cinquemila anni fa, Otzi, la più antica mummia umana sulla Terra, è portata alla vita e preservata con la modellazione 3D. Adesso recentissime scoperte fanno luce non solo su questo misterioso uomo antico, ma sugli albori della civiltà in Europa.

Al via la seconda edizione del Festival del cinema archeologico di Roselle: tre serate con proiezioni nell’area archeologica di Roselle e due pomeriggi a Grosseto

Proiezioni serali per il Roselle ArcheoFilmFestival nella magica atmosfera del teatro antico di Roselle (foto Archeofilm)

Al via la seconda edizione del Festival di cinema archeologico di Roselle. Dopo il successo dello scorso anno, dal 21 al 23 agosto 2020 torna Roselle ArcheoFilm – Premio “O. Fioravanti”. La manifestazione è organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con la direzione regionale dei Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e l’associazione M.Arte. Il festival si svolge con il patrocinio di Comune di Grosseto in collaborazione con il museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Fondazione Grosseto Cultura; con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la partecipazione di Conad e Banca Tema. Tre serate (alle 21.15) nella celebre area archeologica e due proiezioni pomeridiane (alle 18.15) a Grosseto, negli spazi del Polo Culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale.

Il film “A la Dècouverte du Temple d’Amenhophis III / Alla scoperta del tempio di Amenhophis III” di Antoine Chènè

Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Bari

Un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso sapienti regie e grandi produzioni internazionali. Tra i temi al centro delle pellicole: l’Egitto di Amenophis III con le ultime ricerche sul suo maestoso tempio, la storia di Palermo riletta attraverso gli antichissimi canali sotterranei e, restando sott’acqua, la città sommersa di Pavlopetri lungo le coste della Grecia continentale. In programma anche la Persia di Dario il Grande con le riceche italiane nella meravigliosa Persepoli, per proseguire con le spettacolari ricostruzioni della celebre eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Infine il cold case archeologico di Oetzi, la Mummia del Similaun scoperta nel 1991, tra misteri e verità scientifiche. Ogni sera in programma anche una conversazione con i protagonisti della ricerca e della divulgazione archeologica tra cui Maria Angela Turchetti, direttore area archeologica nazionale di Roselle, Chiara Valdambrini, direttore museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Giuliano Volpe, archeologo e scrittore dell’università di Bari.

A Firenze al via TourismA, il salone di Archeologia e Turismo culturale: in 3 giorni 350 relatori e oltre 30 convegni. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere

L’auditorium stracolmo di appassionati per TourismA (foto Giuseppe Cabras)

Il conto alla rovescia sta per scadere. Venerdì 21 febbraio 2020, alle 9, all’auditorium del Centro congressi di Firenze, con l’intervento di Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi, al convegno Save Art dedicato al cinquecentenario di Raffaello, apre come da tradizione TourismA 2020, dal 21 al 23 febbraio 2020, l’evento espositivo e congressuale dell’anno a firma Archeologia Viva dedicato ai beni culturali: E come da tradizione sarò anche quest’anno Alberto Angela, domenica 23 febbraio pomeriggio, a concludere il grande evento fieristico. In tre giorni circa 350 relatori interverranno in oltre 30 convegni su temi che spaziano dalle grandi scoperte archeologiche alle proposte di valorizzazione di musei, monumenti e parchi, dall’arte all’ambiente, dalle città murate ai siti Unesco, ai nuovi itinerari, alle tecnologie d’avanguardia, al cinema. Tanti gli ospiti particolari di cui è confermata la partecipazione: Andrea Carandini, Louis Godart, Giuliano Volpe, Pupi Avati, Mario Tozzi, Edoardo Winspeare, Giorgio Ieranò, Eva Cantarella, Philippe Daverio, gen. Roberto Riccardi, Valerio Massimo Manfredi, Vittorio Sgarbi…

Il salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio di Firenze ospita l’anteprima di TourismA (foto Valerio Ricciardi)

Anteprima, che è un po’ inaugurazione un po’ presentazione, nel Salone de’ Cinquecento a Palazzo Vecchio di Firenze, Giovedì 20 febbraio 2020, alle 20. Interverranno: Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Firenze; Giuliano Volpe, del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici del MiBACT; Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva e TourismA. Maria Angela Turchetti, etruscologo, della direzione regionale Musei della Toscana, parlerà di “Benvenuti in Toscana, terra degli Etruschi”. Ingresso libero (senza prenotazione). Palazzo Vecchio sarà aperto dalle 19.30 (entrata lato via dei Gondi). L’ambiente monumentale non è riscaldato. Durata dell’evento: un’ora circa.

La locandina della mostra “Raffaello” alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno 2020

Il programma. Venerdì 21 febbraio 2020. In Auditorium (9-13.15), “SAVE ART 2020” Che bellezza. Raffaello, l’armonia e i suoi contrari, a cura di Art e Dossier in collaborazione con Giunti T.V.P. Editori. Nel quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520) ¬– il pittore più frequentemente associato ai concetti di grazia, armonia e bellezza – Save Art propone una riflessione su alcune questioni connesse al tema: il canone e l’accademia come modelli imprescindibili, il piacere di prescindere da quei modelli, il disinteresse per ogni possibile canone, e infine… brutto è bello? Introduce Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva e “tourismA”, coordina Claudio Pescio direttore editoriale Art e Dossier.

Foto di gruppo della missione di scavo italo-egiziana EIMAWA 2019 (foto università di Milano)

Sempre venerdì 21 febbraio, ma in Sala Onice (9.30-12.45), “ITER” Archeologia Patrimonio e Ricerca italiana all’estero, a cura di Ettore Janulardo, della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici dell’Università di Firenze. Alle 9.30, i saluti di Piero Pruneti e l’introduzione di Ettore Janulardo; 10, Livio Zerbini, missione archeologica dell’università di Ferrara in Georgia e Romania, “Dalla Colchide alla Dacia di Traiano”; 10.20, Lorenza Manfredi, missione archeologica del Cnr in Marocco-Algeria, “Fabulosissimum Atlantem: presente e futuro delle ricerche sulle miniere e gli itinerari antichi nel Maghreb”; 10.40, Daniele Morandi Bonacossi, missione archeologica dell’università di Udine nel Kurdistan iracheno, “La Mesopotamia del nord fra impero assiro e Alessandro Magno. Ricerche nel Kurdistan iracheno”; 11, pausa; 11.50, Oliva Menozzi, Eugenio Di Valerio, Maria Giorgia Di Antonio, Luca Cherstich, missione archeologica dell’università di Chieti a Cipro, in Egitto e Libia, “Archeologia a rischio, monitoraggio e sostenibilità”; 12.10, Giovanni Salmeri e Anna Lucia D’Agata, missione archeologica dell’università di Pisa e del Cnr in Turchia, “Archeologia di una città di frontiera tra Anatolia e Siria: Misis (antica Mopsouhestia) in Turchia sud-orientale”; 12.30, pausa; 14:15 (in Auditorium), Patrizia Piacentini Missione archeologica italo-egiziana dell’università di Milano in Egitto, “Ultime dall’Egitto. Le mummie di Assuan: l’anello mancante”. E poi venerdì, si apre un articolato capitolo sugli Etruschi. In Sala 4 (9-14): VIE ETRUSCHE IN TOSCANA, presentazione di percorsi culturali e turistici del costituendo Prodotto Turistico Omogeneo regionale “Toscana Terra Etrusca” – Convegno e Workshop, a cura di Toscana Terra Etrusca(34 Comuni toscani già all’interno del Distretto Etruria Meridionale – capofila Comune della Città di Chiusi), contributi e collaborazioni: Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Comitato Scientifico TTE, Direzione regionale Musei della Toscana; in sala 9 (9.30-13): MARE ETRUSCO, La Corsica nel contesto del Tirreno antico, a cura di Jean Castela, direttore INEACEM – Corsica, e Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia; in Sala 9 (14-15.30): ARCHEOLOGIA GROSSETANA, Excursus fotografico dall’archivio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto Arezzo.

Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Foggia

Seconda giornata, sabato 22 febbraio 2020. All’Auditorium (8.30-12.20), ARCHEOLOGIA AL FUTURO, esperienze di Archeologia Pubblica in Italia, a cura di Giuliano Volpe dell’università di Foggia, responsabile del Progetto di rilevante interesse nazionale “Archeologia al futuro”. Alle 8.30, i saluti di Piero Pruneti (Archeologia Viva), e introduzione di Giuliano Volpe; 9, Guido Vannini, Michele Nucciotti (università di Firenze), “Archeologia pubblica e territorio. Tra Toscana e Giordania”; 9.20, Daniele Manacorda, Valeria Di Cola (università di Roma Tre), “Alla scoperta del primo miglio della via Appia”; 9.40, Alexandra Chavarria, Gian Pietro Brogiolo, Francesca Benetti, Clemente Santacroce (università di Padova), “Ritorno al futuro: per un’archeologia partecipata, democratica e sostenibile”; 10, Marco Milanese, Pier Giorgio Spanu, Fabio Pinna (università di Sassari e università di Cagliari), “L’isola dell’archeologia. Dalla Sardegna un impegno contro lo spopolamento e la crisi”; 10.20, Enrico Zanini, Franco Cambi, Marco Valenti (università di Siena), “Non petrolio ma energia rinnovabile. Come l’Archeologia Pubblica promuove lo sviluppo”; 10.40, pausa; 11.30, Mario Tozzi CNR, presidente Parco regionale dell’Appia antica, conduttore televisivo, “Raccontare la ricerca annoia? Come stimolare la partecipazione”; 11.50, Andrea Carandini, presidente nazionale FAI e Daniele Manacorda, università di Roma Tre, dialogano con Giuliano Volpe autore del libro “Archeologia pubblica. Metodi, tecniche, esperienze” (Carocci 2020). Segue, sempre in Auditorium (12.20-13.15), proclamazione del PREMIO “RICCARDO FRANCOVICH, a cura della Sami (Società archeologi medievisti italiani), presiede Paul Arthur presidente Sami e docente all’università del Salento: premiazione musei-siti vincitori 2020: Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno e Complesso archeologico di Sant’Eulalia a Cagliari; premio speciale al regista Edoardo Winspeare per la divulgazione delle tradizioni medievali tramite il cinema (Pizzicata, Filia Solis) e per il suo attivismo a favore di cultura e paesaggio. Omaggio all’antica danza popolare della Terra d’Otranto.

Il cosiddetto Tesoro, uno dei simboli di Petra, che per primo si svela alla vista dei turisti

La magia del parco archeologico dell’Antico Porto di Classe (Ravenna) al calar del sole

I resti dell’anfiteatro romano di Burnum in Croazia

Tra archeologia e turismo l’appuntamento in Sala Onice (10-17), VIAGGI DI CULTURA E ARCHEOLOGIA, rassegna di itinerari turistico-culturali, a cura di TRAVELMARK – Comunicazione per il turismo: alle 10.20, FRANCIA E SPAGNA, a cura di Kailas, Elisa Bianchi e Andrea De Pascale archeologi, “In viaggio con l’archeologo tra Francia e Spagna: dalle grotte preistoriche ai castelli”; 11.10, THAILANDIA, a cura di I Viaggi di Maurizio Levi, Dante Bartoli archeologo, “L’antico Regno del Siam”; 12, PAKISTAN E GIORDANIA, a cura di Azalai Travel Design, Chiara Marcotulli archeologa, “Dalla Via della Seta alla Via dell’Incenso: in Pakistan e Giordania con l’archeologa”; 12.50, pausa; 13.40, ROMAGNA, a cura di Visit Romagna, Chiara Astolfi direttore Visit Romagna, Sergio Fioravanti direttore Fondazione RavennAntica – Parco Archeologico di Classe, Giacomo Costantini assessore al Turismo Comune di Ravenna, Riccardo Pattuelli assessore al Turismo Comune di Comacchio; 14.30, CROAZIA, a cura di Parco Nazionale del Krka (Croazia), Joško Zaninović direttore Museo Archeologico di Puljane, Alessandro Campedelli ricercatore DiSCI – Università di Bologna, “L’anfiteatro romano di Burnum: dall’archeologia alla ricostruzione virtuale”; 15.20, TURCHIA, a cura di I Viaggi di Maurizio Levi, Dante Bartoli archeologo, “Turchia Orientale: in Anatolia tra siti classici e islamici, armeni e siriaci”; 16.10, ALGERIA, EGITTO, a cura di Agenzia Viaggi Rallo / I Viaggi di Archeologia Viva, Roberta Petrilli archeologa, “Algeria: dalle città romane alla pentapoli mozabita. Egitto: sulle orme di Belzoni”.

Il manifesto dell’edizione 2020 di Firenze Archeofilm

XVI incontro di Archeologia Viva (sempre in auditorium). Prima parte venerdì pomeriggio (14-18): si inizia alle 14.15, con Patrizia Piacentini (che chiude anche la sezione di Iter sulle missioni italiane all’estero); 14.45, Giorgio Ieranò, docente di Letteratura greca all’università di Trento, “Il mare d’amore. Eros, tempeste e naufragi nella Grecia antica”; 15.15, Ghjuvan-Guido Talamoni, presidente Assemblea della Corsica, “Un saluto dalla Corsica etrusca”; 15.30, pausa; 16.30, Dario Di Blasi, direttore artistico di FIRENZE ARCHEOLFILM, Giuditta Pruneti direttore editoriale, presentazione Festival internazionale del cinema di Archeologia Arte Ambiente 2020; 16.45, Jacopo Tabolli, funzionario archeologo Soprintendenza ABAP di Siena, “HINTHIAL. Un nuovo luogo sacro all’ombra di San Gimignano”; 17.15, Andro Krstulovic-Opara, sindaco di Spalato, “Spalato 1700 anni: dal palazzo di Diocleziano alla città”, introduce Miljenko Domijan presidente Consiglio Nazionale per i Beni culturali della Croazia.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi (foto Graziano Tavan)

L’archeologo accademico Louis Godart (foto Graziano Tavan)

XVI incontro di Archeologia Viva, sabato 22 febbraio 2020, seconda parte (14-18). Si inizia alle 14, Giorgio Murru, coordinatore scientifico Museo Zapata di Barumini e direttore Museo dei Menhir di Laconi, “Spiriti e Dei nella statuaria preistorica della Sardegna”, apertura e chiusura al suono delle launeddas del maestro Luigi Lai; 14.30, Vittorio Sgarbi presidente MART, “Il fenomeno “arte” nella vicenda umana. Dedicato a Sebastiano Tusa”; 15, Eva Cantarella scrittrice, “Gli inganni di Pandora: l’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica”; 15.30, pausa; 16.10, Donato Coppola, museo Civiltà preclassiche Murgia meridionale – Ostuni (Br), “La grotta di Santa Maria di Agnano a Ostuni nella sua storia millenaria”; 16.30, Louis Godart accademico dei Lincei, “Viaggio nel Mediterraneo antico: da Minosse a Omero”; 17, Eugenio Giani storico e presidente Consiglio Regionale della Toscana, “Magnus Dux Etruriae: gli Etruschi e Cosimo I de’ Medici”; 17.30, Valerio Massimo Manfredi archeologo e scrittore, “Malta: viaggio nell’Isola dei Giganti”.

L’auditorium del Palacongressi di Firenze stracolmo per Tourisma, il salone di Archeologia e Turismo culturale (foto Graziano Tavan)

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Alberto Angela accolto tra gli applausi al Palazzo dei Congressi (foto Giuseppe Cabras)

XVI incontro di Archeologia Viva, domenica 23 febbraio 2020, terza parte (8.45-18). Si inizia con tre film a cura di Rai Cultura (8.45-10.30): “La falsa bellezza: Rai Storia racconta la storia del falso”, proiezione estratto del ciclo di Rai Storia dedicato al falso in arte e in archeologia “La vera storia del falso”. Introduce Giuseppe Giannotti vicedirettore Rai Storia. Interviene: Marcello Barbanera docente di Archeologia alla Sapienza Università di Roma. “1909-2019: 110 anni di archeologia italiana in Grecia. Rai Storia racconta la Scuola Archeologica Italiana di Atene”, proiezione estratto dal documentario di Rai Storia “A scuola di archeologia. 110 anni di ricerca italiana in Grecia” di Eugenio Farioli Vecchioli, regia Agostino Pozzi e Stefano Stefanelli, consulenza scientifica Luca Peyronel. Introduce Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura. Interviene: Emanuele Papi, direttore Scuola Archeologica Italiana di Atene. “Gli italiani a Abu Simbel: da Belzoni a Gazzola. Rai Storia racconta l’Egittologia italiana”, proiezione estratto dal documentario di Rai Storia “Nella terra dei Faraoni. L’avventura dell’egittologia italiana” di Marta Saviane, consulenza scientifica Luca Peyronel. Introduce Luca Peyronel, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino oriente Antico all’Università degli Studi di Milano. Infine: Rai Storia e i nuovi progetti 2020 sul patrimonio culturale archeologico- Alle 10.30, Lorenzo Nigro, direttore Missione Archeologica in Palestina & Giordania, “Gerico. La rivoluzione della preistoria”; 11, pausa; 11.45, Paolo Giulierini, direttore MANN, “Preistorici, Etruschi e Romani: il MANN si fa in tre…”; 12.15, Pupi Avati regista, “Su Dante e per Dante: il film che mancava…”, interviene Dario Nardella sindaco di Firenze; 13, pausa; 14.30, Roberto Pisoni direttore Sky Arte, “Sky porta l’arte al cinema”: “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza”, “Raffaello”, “Pompei. Eros e mito”; 14.45, presentazione e proiezione di “Le tre vite di Aquileia” realizzato da Sky Arte – 3D Produzioni e Istituto Luce-Cinecittà, regia Giovanni Piscaglia. Introduce Antonio Zanardi Landi presidente Fondazione Aquileia; 16, pausa; 16.30, Alberto Angela, divulgatore scientifico e scrittore. Intervista “a tutto campo” a cura di Piero Pruneti.

All’anfiteatro romano di Roselle (Grosseto) week end con l’ArcheoFilmFestival – Premio “O. Fioravanti”: cinema archeologico e incontri con i protagonisti dell’archeologia

L’anfiteatro romano di Roselle (Gr) ospita la prima edizione del Roselle ArcheoFilmFestival

La locandina di Roselle ArcheoFilmFestival

Notti archeologiche nell’anfiteatro romano di Roselle (Grosseto), dal 5 al 7 luglio 2019, per la prima edizione di Roselle ArcheoFilmFestival – Premio “O. Fioravanti”, evento organizzato da Comune di Grosseto, ArcheologiaViva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Polo museale della Toscana, area archeologica nazionale di Roselle, M’Arte Associazione. In programma cinque film selezionati da Dario Di Blasi dall’archivio cinematografico di Firenze Archeofilm, e tre incontri con protagonisti dell’archeologia condotti da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Si inizia sempre alle 21.15, l’ingresso è libero e gratuito, e ogni sera brindisi finale offerto da La Selva. In caso di pioggia le proiezioni si terranno nella sala della Pro Loco di Roselle. Questi i temi scelti per la prima edizione. Per gli amanti dell’Egitto, si potrà conoscere da vicino il vero volto di Tutankhamon (ignaro faraone-bambino o spietato signore della guerra?). Per il mondo romano si entrerà in un altro anfiteatro, quello francese di Arles, dove combattevano i Gladiatori raccontati qui in una versione ben più attendibile delle fantastiche interpretazioni hollywoodiane. E poi l’origine dei Giochi olimpici a Olimpia, santuario religioso e sito sportivo per quasi mille anni; la realtà storica di Tirreno e Adriatico tra Focesi, Fenici ed Etruschi; la vicenda del misterioso vulcano responsabile di un catastrofico cambiamento climatico nel Medioevo.

Particolare del sarcofago del faraone Tutankhamon

Maria Angela Turchetti, direttore dell’area archeologica di Roselle

Si inizia venerdì 5 luglio 2019 con il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero / Toutankhamon, les secrets du pharaon: un roi guerrier” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e più studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte inestimabile di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero per gli archeologi. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o venne ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Segue l’incontro/dibattito con Maria Angela Turchetti, direttore area archeologica nazionale di Roselle. Chiude il film “Gladiatori, il ritorno / Gladiateurs, le retour” di Emmanuel Besnard, Gilles Rof (Francia 2016, 26’). Oltre quindici secoli dopo la loro scomparsa, i gladiatori sono tornati nell’anfiteatro di Arles in Francia, con combattimenti e corsi di formazione. Promotore di questo ritorno è l’esperto di arti marziali Brice Lopez, che da vent’anni dedica la sua vita a ricostruire meticolosamente le regole e il contesto di queste antiche battaglie. Con il suo team offre ai ricercatori e al pubblico una nuova visione, lontana dalle fantasiose versioni hollywoodiane, di quello che è stato il primo grande spettacolo nella storia dell’umanità.

Una scena del film “Olimpia. Le origini dei Giochi” di Olivier Lemaitre

Simona Rafanelli, direttore del museo Archeologico di Vetulonia

La serata di sabato 6 luglio 2019 apre con il film “Olimpia, alle origini dei Giochi / Olympie, aux origines des Jeux” di Olivier Lemaitre (Francia, 52’). Sia santuario religioso che sito sportivo, Olimpia fu, per quasi mille anni, sede dei giochi più prestigiosi dell’antica Grecia. Gli archeologi hanno indagato gran parte del sito e hanno rinvenuto grandi quantità di ceramiche dipinte che rappresentano gli atleti. Ma queste scene sono una rappresentazione accurata della realtà? Utilizzando ricostruzioni e immagini tridimensionali, il documentario riporta in vita le meraviglie passate di Olimpia e immerge lo spettatore nel cuore dei celebri Giochi. Segue l’incontro/dibattito con Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia. Chiude il film “I confini del mare Tirreno e Adriatico diviso tra Etruschi, Fenici e Focesi” di Maurizia Giusti (Syusy Blady) (Italia, 36’). Il Mediterraneo, prima di diventare il Mare Nostrum dei Romani, cinque secoli prima di Cristo era diviso tra diverse popolazioni che se ne contendevano il controllo, strategico per i commerci e per il dominio sul mondo occidentale. Segnò questa spartizione la grande battaglia navale di Aleria o Alalia in Corsica, dove si scontrarono Fenici, Etruschi e Focesi.

“Le mystérieux volcan du Moyen-Âge / Il misterioso vulcano del Medioevio” di Pascal Guérin

Carlo Citter dell’università di Siena

Terza e ultima serata domenica 7 luglio 2019. Si comincia con il film “Il misterioso vulcano del Medioevo / Le mystérieux volcan du Moyen-Âge” di Pascal Guérin (Francia, 52’). Il film mette in primo piano il lavoro minuzioso di ricerca, perseveranza, collaborazione e intuizione, degli scienziati che hanno dedicato tanti anni alla ricerca di questo misterioso vulcano. Questa scoperta sarebbe fondamentale per comprendere come le eruzioni vulcaniche, hanno trasformato il clima del pianeta e gli ecosistemi in cui viveva la società… Quindi l’ultimo incontro/dibattito. Interviene Carlo Citter, docente Archeologia medievale all’università di Siena. Si passa quindi alla cerimonia di assegnazione del Premio “Olivo Fioravanti – Roselle 2019” al film più votato dal pubblico e del Premio “Progetto Roselle” della giuria scientifica presieduta da Andrea Zifferero (università di Siena), e composta da Maria Angela Turchetti (Polo museale della Toscana), Matteo Milletti (SABAP-SI), Mariagrazia Celuzza (MAAM Grosseto), Luca Passalacqua (università di Siena); Elisa Papi, Mirko Marconcini, Giulia Reconditi, Valerj Del Segato (università di Siena, team di scavo). Alla cerimonia interviene Stefano Casciu, direttore del Polo museale della Toscana.