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Belgrado. Alla XXII Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico l’Italia – il Paese ospite – è presente con quattro film portati dall’IIC di Belgrado grazie alla collaborazione del RAM film festival

La locandina della XXII rassegna internazionale del cinema archeologico di Belgrado

Dal 20 al 26 maggio 2022, il museo nazionale di Belgrado ospita nell’atrio la XXII Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Belgrado, organizzata dal museo nazionale di Belgrado in collaborazione con principali istituzioni culturali serbe e internazionali attive nella capitale serba. La Rassegna offre agli esperti del settore e al vasto pubblico di appassionati la possibilità di conoscere le produzioni più recenti nel settore dell’archeologia e delle discipline affini. Nei sette giorni di programmazione saranno 31 i film proposti da dieci Paesi diversi, tra cui l’Italia. Proprio grazie all’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, uno dei principali promotori della Rassegna fin dalla prima edizione, l’Italia, Paese ospite di questa edizione, presenta quattro documentari messi a disposizione dell’IIC Belgrado dai loro autori con la preziosa collaborazione del RAM film festival della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Ad inaugurare la Rassegna venerdì 20 maggio alle 18.30 sarà il documentario “Langobardi Alboino e Romans” (2021) di Simone Vrech. Seguiranno nei giorni successivi: sabato 21, “Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Scrigno di civiltà” (2021) di Laura Pintus, lunedì 23, “Etiopia. “Lontano” lungo il fiume” (2021) di Lucio Rosa e giovedì 26 maggio chiuderà la rassegna “Agalma” (2020) di Doriana Monaco. Tutti i documentari saranno presentati in versione originale italiana, con sottotitoli in lingua serba.

Venerdì 20 maggio: “Langobardi Alboino e Romans” di Simone Vrech (Italia, 2021; 53’). Produzione: Matteo Grudina. Un innovativo docufilm sul mondo longobardo che, attraverso un equilibrio tra cinema e divulgazione storica ed archeologica, racconta la storia del re Alboino, dell’arrivo del popolo longobardo nella penisola italiana, e della nascita del villaggio di Romans, importante presidio militare friulano che ci ha restituito una delle più grandi necropoli longobarde d’Italia. Nell’anno 551, dopo una grande vittoria contro i Gepidi, emerge la figura dell’eroe Alboino che da quel momento entra nella storia. Seguiranno anni di gloria e di imprese fino a giungere al suo destino fatale a Verona nel 572 ed alla nascita del suo mito. Nel mezzo delle vicende di questo re leggendario verranno mostrate immagini innovative e dal forte impatto emozionale, dove si vedrà come viveva il popolo longobardo a Romans, un importante crocevia della pianura friulana dove uomini e donne svilupparono un villaggio che ancor oggi esiste.

Sabato 21 maggio: “Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Scrigno di civiltà” di Laura Pintus (Italia, 2021; 52’). Produzione: Rai – Tg2. Tra capolavori dell’arte e siti archeologici, i miti della Magna Grecia riemergono nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il direttore Paolo Giulierini mostra alle telecamere del Tg2 i gioielli del più importante museo per l’archeologia classica al mondo, tra cui il celeberrimo mosaico di Alessandro, ritrovato a Pompei nell’800; un viaggio tra passato e presente, tra usi e costumi, in cui rispecchiarsi.

Lunedì 23 maggio: “Etiopia. “Lontano” lungo il fiume” di Lucio Rosa (Italia, 2021; 44’). Produzione: Studio Film TV. È un’Africa profonda, quella del sud della valle dell’Omo. Il tempo resta sospeso, quasi voltando le spalle. Si cela nel lungo passato, dal quale emergono tracce tutt’ora vivide. Natura e uomo indissolubilmente intrecciati danno forma e razze ed etnie adagiate su un mosaico inclinato e multiforme. Occidentali, è d’obbligo denudarsi senza indugio se vogliamo tentare di cogliere le anime originarie e ancestrali della valle dell’Omo. Solo così può emergere un pensiero d’Africa remota, in equilibrio sui pilastri ancestrali della magia e delle origini dell’uomo. Un microcosmo fragile e compatto preserva i tratti dei Karo, dei Konso, dei Mursi, degli Hamer, dei Dassanech, degli Arbore, dei Borana. Eppure, perfettamente visibili, queste isole arcaiche non si sottraggono del tutto alla vista delle nostre presunte civiltà globalizzate. La minaccia resta intatta e la distruzione di queste fragili e preziose culture è sempre una previsione per taluni fin troppo facile. Sarà così?

Giovedì 26 maggio: “Agalma” di Doriana Monaco (Italia, 2020; 54’). Produzione: Parallelo 41 Produzioni. Napoli. Nell’illusoria immobilità del grande edificio borbonico che ospita il Museo Archeologico Nazionale, un vortice di attività offre nuovo respiro a statue, affreschi, mosaici e reperti di varia natura. Il film osserva ciò che accade ogni giorno negli ambienti del museo, soffermandosi sulla quotidianità dei lavoratori, alle prese con interventi delicatissimi che necessitano di cura e tempo, e manutenzione costante. Le opere che vivono e vibrano da secoli sono monitorate come corpi viventi. Tutto ciò accade mentre giungono visitatori da ogni parte del mondo, popolando le numerose sale espositive sotto l’occhio apparentemente impassibile delle opere che sono protagoniste e spettatrici a loro volta del grande lavorio umano. Tutto fa emergere il museo come grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale. Agalma (dal greco “statua”, “immagine”) coglie la bellezza del museo non solo nell’evidenza della sua incantevole esposizione dell’arte classica, ma anche nelle relazioni intime e altrimenti invisibili che si realizzano al suo interno: il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana; il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del museo.

Rovereto porta nella capitale serba tre film per la rassegna internazionale del Cinema archeologico di Belgrado

Manifesto della 18ma rassegna internazionale del cinema archeologico di Belgrado

Sono stati ben tre i film “messi a disposizione dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado dai loro autori grazie a Dario Di Blasi e alla preziosa collaborazione della Fondazione Museo Civico di Rovereto” per la 18ma edizione della rassegna internazionale del Cinema archeologico di Belgrado, organizzata dal 23 al 30 marzo 2017 alla cineteca Jugoslava di Belgrado, organizzata dal museo nazionale di Belgrado in collaborazione proprio con l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, uno dei suoi principali promotori fin dalla prima edizione. La Rassegna serba offre agli esperti del settore e al vasto pubblico di appassionati la possibilità di conoscere le produzioni più recenti nel settore dell’archeologia e delle discipline affini. L’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado ha partecipato alla 18ma edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico sostenendo e promuovendo la presentazione di tre documentari, in lingua italiana con sottotitoli in serbo, dedicati a luoghi e momenti diversi del ricco patrimonio archeologico italiano. I film presentati sono stati, venerdì 24 marzo 2017, “Selinunte, città tra due fiumi” (Italia, 2015), regia di Alessandra Ragusa e Antonino Pirrotta; lunedì 27 marzo 2017, “Cirene Atene d’Africa” (Italia, 2016), regia di Giuseppe Dromedari; martedì 28 marzo 2017, “I confini del mare Tirreno e Adriatico diviso tra Etruschi, Fenici e Focesi” (Italia, 2016), regia di Maurizia Giusti.

Dalle bellezze di Lipari ai tesori di Morgantina, e poi Aosta dai romani al medioevo: 8 documentari italiani alla 16. Rassegna del cinema archeologico di Belgrado. E poi un film vintage su Pompei

Il cratere in bronzo con tripode del VI-V sec. a.C. capolavoro conservato al museo di Belgrado

Il cratere in bronzo con tripode del VI-V sec. a.C. capolavoro conservato al museo di Belgrado

Una settimana con il cinema archeologico di qualità. Dal 20 al 25 marzo torna la Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Belgrado giunta alla 16.ma edizione. La rassegna, organizzata dal museo nazionale in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado, uno dei suoi principali promotori fin dalla prima edizione,  offre agli esperti e al vasto pubblico di appassionati la possibilità di conoscere le produzioni più recenti nel settore della ricerca archeologica.

Il teatro greco di Morgantina, importante sito archeologico in Sicilia

Il teatro greco di Morgantina, importante sito archeologico in Sicilia

L’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado partecipa alla 16.ma edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico sostenendo e promuovendo la presentazione di otto documentari, in lingua italiana con sottotitoli in serbo, su luoghi e momenti del ricco patrimonio archeologico italiano. I primi due film sono dedicati a due località siciliane di straordinaria bellezza e di notevole interesse per gli appassionati di archeologia: “Lipari, l’isola principale dell’Arcipelago delle Eolie”, e “Morgantina”, antica città di origine sicula, ma di cultura ellenica oggi in provincia di Enna. Questi documentari sono stati messi a disposizione dell’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado dai loro autori grazie alla preziosa collaborazione della Fondazione Museo Civico di Rovereto, che ha  anche reso possibile l’inserimento nel programma della Rassegna di un documentario d’annata, “La donna a Pompei” di Oreste Tartaglione, del 1966, pregevole testimonianza della tecnica documentaristica degli anni Sessanta del Novecento. La collaborazione fra l’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado e l’assessorato all’Istruzione e Cultura-Archivi del dipartimento della soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta ha permesso la presentazione di cinque documentari incentrati su Aosta, capoluogo di questa piccola, ma affascinante  regione italiana. Lo spettatore potrà entrare nell’imponente Teatro Romano della città, definita la “Roma delle Alpi”, e percorrere i luoghi più significativi dell’antica Augusta Salassorum. La cattedrale di Aosta e il magnifico complesso monumentale di Sant’Orso sono i due monumenti più emblematici della storia culturale e artistica della città alpina, una storia che dai primi secoli del Cristianesimo e della sua diffusione in tutto l’Impero Romano si snoda attraverso i secoli travagliati dell’Alto Medioevo fino ai giorni nostri, in un continuo sovrapporsi e susseguirsi di stili rispondenti all’evoluzione politica, sociale e culturale di Aosta e della sua Valle.

Il teatro romano di Aosta, la "Roma delle Alpi"

Il teatro romano di Aosta, la “Roma delle Alpi”

Tutti i film sono presentati in versione originale italiana, con sottotitoli in lingua serba a cura dell’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado. Ecco il programma delle proiezioni. Venerdì 20 marzo, ore 20: “Lipari, il porto che nessuno pensava esistesse” (Italia, 2009), regia di Roberto Rinaldi; durata: 26’; colore. Ore 20.30: “Genesi, la dea di Morgantina” (Italia, 2012), regia di Fabrizio Lunetta; durata: 25’; colore. Domenica 22 marzo, ore 19: “Il teatro romano di Aosta” (Italia, 2012), regia di Benni Piazza; durata: 18’; colore. Ore 19.20: “Il complesso monumentale di Sant’Orso in Aosta dal IV all’XI secolo” (Italia, 2009), regia di Paolo Albanese; durata: 16’; colore. Ore 19.35: Il complesso monumentale di Sant’Orso in Aosta dal XII al XXI secolo” (Italia, 2010), regia di Paolo Albanese; durata: 18’; colore. Lunedì  23 marzo, ore 20.45: “La donna a Pompei” (Italia, 1966), regia di Oreste Tartaglione; durata: 10’; colore. Mercoledì 25 marzo, ore 20: “La cattedrale di Aosta dalla domus ecclesiae al cantiere romanico” (Italia, 2008), durata: 16’; colore. Ore 19.35: “La cattedrale di Aosta dal cantiere romanico ai giorni nostri” (Italia, 2008), durata: 14’; colore.