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Al via la XVII edizione di “Imagines”, rassegna del documentario archeologico del Gruppo archeologico bolognese: sullo schermo dalla Sicilia a Creta, da Marzabotto alla Val Camonica, e l’Iraq prima e dopo l’Isis

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Weekend a Bologna con il film archeologico. Venerdì 29 novembre, sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre 2019, alla sala Eventi della Mediateca comunale di San Lazzaro a San Lazzaro di Savena (Bologna) il Gruppo Archeologico Bolognese e Il museo della Preistoria “Luigi Donini” presentano “Imagines, obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico giunto alla diciassettesima edizione, col patrocinio di Comune di Bologna e Comune di San Lazzaro. Nata nel 2003, “Imagines” è una rassegna voluta per creare un’occasione in cui i soci del Gruppo e il pubblico bolognese appassionato di Archeologia e Storia potessero trovarsi per assistere alla proiezione di documentari e filmati di contenuto storico – archeologico introdotti da esperti del settore, autori, registi o archeologi. Decine, finora, sono state le proiezioni effettuate e gli ospiti intervenuti. Quest’anno, al termine di ogni giornata di “Imagines” sarà estratto fra i presenti un abbonamento annuale alla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore). In più, domenica 1° dicembre sarà estratta la partecipazione gratuita a un viaggio di un giorno organizzato da Insolita Itinera per il Gruppo Archeologico Bolognese. Vediamo il programma.

Il film “Sicilia Grand Tour 2.0” per la regia di Giorgio Italia

Prima giornata, venerdì 29 novembre 2019. La rassegna apre alle 15.30 con i saluti di Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “L. Donini” di San Lazzaro (Bologna) e di Giuseppe Mantovani, vicedirettore del Gruppo Archeologico Bolognese e curatore della rassegna “Imagines”. Il primo film in programma è “Sicilia Grand Tour 2.0”, per la regia di Giorgio Italia (90’). La proiezione sarà introdotta da Lorenzo Daniele, regista e titolare di Fine Art Produzioni. Giorgio è uno studente universitario che trova una serie di vecchi volumi pieni di carte, schizzi e disegni ma anche di storie. Il ragazzo è affascinato dal racconto che il pittore francese Jean Houel tesse della Sicilia, e decide di esplorare l’isola facendo del “Voyage pittoresque des isles de Sicile de Malte et de Lipari” la sua guida. Scoprirà che le parole di Houel, che definiva la Sicilia il luogo più curioso dell’universo, sono ancora oggi veritiere (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/10/05/alla-xxx-rassegna-internazionale-del-cinema-archeologico-di-rovereto-il-film-sicilia-grand-tour-2-0-viaggio-al-ritmo-dei-viaggiatori-del-settecento-alla-scoperta-della-sicilia/). Dopo l’intervallo, proiezione del documentario “La spirale megalitica” di Gaspare Mannoia (16’). Introduce Giuseppe Mantovani. Una Sicilia inedita quella che Gaspare Mannoia descrive in questo filmato, una Sicilia sconosciuta ai turisti che di solito visitano le più conosciute meraviglie dell’isola al centro del Mediterraneo. Mannoia, con questo e con altri filmati, vuole divulgare la bellezza di siti meno noti ma non meno interessanti e suggestivi da un punto di vista archeologico, storico e paesaggistico di questa splendida regione. Segue un buffet offerto dal Gruppo Archeologico Bolognese.

Seconda giornata, sabato 30 novembre 2019. Si inizia, alle 15.30, proiezione della prima delle due parti del documentario “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (47’). Proprio della prima parte “Nascita e sviluppo della cultura urbana” abbiamo appena visto il trailer. Per il Gruppo archeologico bolognese è motivo di orgoglio poter inserire nel palinsesto di “Imagines” l’opera di Castellani, perché se questa prima parte è stata presentata a marzo al Firenze Archeofilm e a ottobre alla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto, la seconda parte, in programma domenica 1° dicembre, sarà una prima assoluta (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2018/09/27/mesopotamia-in-memoriam-appunti-su-un-patrimonio-violato-prime-anticipazioni-della-nuova-produzione-cinematografica-di-alberto-castellani-una-miniserie-televisiva-in-uscita-nel-2/). C’erano una volta il Tigri e l’Eufrate e una terra fertile a forma di mezzaluna dove nacquero civiltà antiche che possiamo definire oggi la tomba della civiltà della Mesopotamia. L’elenco di ciò che l’uomo ha perduto è impossibile: saccheggi operati dall’Isis, ma anche razzie di regimi diversi, con connivenze colpevoli. È questo il tema del documentario, diviso in due parti, ambientato nelle terre martoriate del Vicino Oriente che intende affrontare il dramma della Mesopotamia, in particolare Siria e Iraq.

Il Palazzo Cnosso, tra le aree archeologiche più famose di Creta

Segue il documentario “Creta e la civiltà minoica. Cnossos, Festos e Haghia Triada” di Claudio Busi e Roberto Sarti (60’), introdotto dallo stesso Claudio Busi, speleologo, viaggiatore e film-maker. Un viaggio nell’isola di Creta dove nel secondo millennio a.C. è fiorita una straordinaria civiltà che ha lasciato testimonianze di grandiosi palazzi, mirabili affreschi e oggetti di grande pregio artistico. Il filmato illustra I principali antichi centri dell’area centro-occidentale dell’isola, tra cui Cnossos e Festos, rimandando a un prossimo video la descrizione della parte orientale. Dopo l’intervallo, il documentario “Storie dalla città sepolta. Marzabotto 1889” di Giuseppe Mantovani (45’), introdotto da Davide Giovannini, archeologo e appassionato di teatro. È l’estate del 1889 e da pochi giorni si è conclusa la campagna di scavo sul Pian di Misano, la prima condotta dal direttore delle Antichità professor Edoardo Brizio. Cesare Ruga, reggitore del Museo, apre il sito al pubblico per condurlo in una visita speciale in cui il racconto dei lavori appena conclusi si intreccia con la storia eccezionale del risveglio della città etrusca, ripercorrendo le emozioni delle prime scoperte ed il ricordo dei primi pionieri dell’archeologia bolognese di fine ‘800.

Terza e ultima giornata, domenica 1° dicembre 2019. Si inizia alle 15.30 con la seconda parte del film “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (60’), che sarà presente in sala per illustrare l’intero progetto cinematografico. La seconda parte, ambientata ancora in Iraq, si sofferma su “La stagione dei grandi imperi”. Segue il film “L’arte in guerra” Regia di Massimo Becattini (63’), introdotto dallo stesso Massimo Becattini, regista e documentarista. Il film racconta la storia di quegli italiani che si impegnarono nella salvezza del patrimonio artistico nazionale nel corso della Seconda Guerra Mondiale. È la storia di una vera e propria caccia ai tesori d’arte italiana, sventata dal coraggio di funzionari che, rischiando la vita, li hanno nascosti o recuperati con un avventuroso lavoro di intelligence. Dopo l’intervallo, per ricordare i 40 anni dall’inclusione tra i patrimoni dell’Umanità UNESCO dell’Arte rupestre della Val Camonica (marzo 1979), primo riconoscimento in Italia, proiezione del documentario ”Val Camonica 1957” di Emmanuel Anati (22’), presentato da Daniela Ferrari, archeologa e docente a Univaperta di Imola. Le incisioni rupestri della Val Camonica costituiscono una delle più ampie collezioni di petroglifi preistorici del mondo. Questo documentario, realizzato da Emmanuel Anati, fondatore del Centro Camuno di Studi Preistorici, ripercorre, con filmati dell’epoca, l’inizio degli studi scientifici delle incisioni rupestri a metà degli anni ‘50 del secolo scorso.

Week end con “Imagines, obiettivo sul passato”, la rassegna del documentario archeologico promosso dal Gruppo Archeologico Bolognese: dai primi uomini ai villanoviani, dall’antico Egitto alle donne di Sicilia, con un omaggio a Folco Quilici

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Dai primi uomini ai villanoviani, dall’antico Egitto alle donne di Sicilia, con un omaggio a Folco Quilici. Gli appassionati di cinema archeologico per il sedicesimo anno all’ultimo weekend di Bologna si ritroveranno a Bologna per “Imagines, obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico promosso dal Gruppo Archeologico Bolognese col patrocinio del Comune di Bologna e del Comune di San Lazzaro. “Nata nel 2003”, ricordano i responsabile del Gabo, “Imagines è una rassegna voluta per creare un’occasione in cui i soci del Gruppo e il pubblico bolognese appassionato di archeologia e storia potessero trovarsi per assistere alla proiezione di documentari e filmati di contenuto storico – archeologico introdotti da esperti del settore, autori, registi o archeologi. Si svolge solitamente nel mese di novembre, ha inizio venerdì pomeriggio e termina la domenica. Decine, finora, sono state le proiezioni effettuate e gli ospiti intervenuti”. Per la 16.ma edizione appuntamento dal 30 novembre al 2 dicembre 2018 alla mediateca comunale di San Lazzaro di Savena (Bo). Vediamo il programma.

Il film statunitense “Great Human Odyissey / La grande Odissea umana”

“Imagines” inizia venerdì 30 novembre 2018, nella sala eventi della mediateca di San Lazzaro, alle 15.30, con i saluti di Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “L. Donini” di San Lazzaro (Bologna), e di Giuseppe Mantovani, vicedirettore del Gruppo Archeologico Bolognese e curatore della rassegna Imagines. Apre le proiezioni il documentario “La grande odissea umana” di Niobe Thompson (110’), introdotto da Gabriele Nenzioni. I nostri più antichi antenati vivevano in Africa, in piccoli gruppi di poche migliaia di cacciatori-raccoglitori. Usciti dalla culla africana, ci siamo rapidamente diffusi in ogni angolo del pianeta. Come hanno potuto i nostri precursori preistorici superare il Sahara a piedi, sopravvivere alle ere glaciali e navigare fino alle remote isole del Pacifico? La “grande odissea umana” è uno spettacolare viaggio globale sulle loro tracce lungo una scia di nuovi indizi scientifici, con uno sguardo ai moderni cacciatori del Kalahari, agli allevatori di renne siberiani e ai navigatori polinesiani. Il film, di quasi due ore, sarà proiettato con un intervallo tra il primo e il secondo tempo. Al termine, buffet offerto dal Gruppo Archeologico Bolognese.

Un momento delle riprese del film “Tà gynaikeia. Cose di donne” di Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio

“I guardiani d’Egitto” di Ben Allen e Tom Jenner

Seconda giornata, sabato 1° dicembre 2018. Alle 15.30, proiezione del primo documentario “Tà gynaikeia. Cose di donne” di Lorenzo Daniele (52’). Introduce l’archeologa Alessandra Cilio, che ha curato i testi del film. Una serie di donne giovani e meno giovani, impegnate in attività diverse, dalla fotografia all’archeologia, dalla letteratura al teatro, dalla viticoltura alla trasmissione della storia più recente. Cosa lega queste figure tra loro? Il fatto di essere donne. E quello di essere siciliane. I loro racconti sono frammenti di un’unica storia, che porta con sé un’eredità comune, quella della Sicilia, terra “femmina” per eccellenza. Lo testimonia la grande varietà di miti, leggende e culti legati alle donne, che nel tempo si sono avvicendati e in parte sovrapposti, divenendo elemento di coesione per tutte quelle popolazioni che hanno occupato e occupano quest’isola (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/10/15/ta-gynaikeia-cose-di-donne-di-alessandra-cilio-vince-il-premio-archeoblogger-vera-novita-della-xxvi-rassegna-internazionale-del-cinema-archeologico-di-rovereto-incarna-il/). Segue il documentario “I guardiani d’Egitto” di Ben Allen e Tom Jenner (50’). Introduzione di Maria Giovanna Caneschi, archeologa esperta in Egittologia. Dal 2011 il clima di incertezza e instabilità politica in Egitto ha scoraggiato i turisti e incoraggiato tombaroli e sciacalli che hanno approfittato della situazione per razziare siti e musei. Ora il futuro del turismo egiziano dipende da un manipolo di persone di buona volontà e competenza impegnate a proteggere un patrimonio nazionale inestimabile. Dopo l’intervallo, proiezione del documentario “Le mura dei Giganti. I Ciclopi nel Lazio” di Giuseppe Mantovani (45’). Introduzione di Erika Vecchietti, archeologa esperta in Archeologia romana. Nella storia della nostra civiltà la cinta muraria di una città ha sempre significato il suo punto di protezione. Proprio per questo bisogno di essere riparati dall’esterno, nel corso dei millenni gli uomini hanno utilizzato diverse tipologie di mura. Fra queste di particolare impatto e interesse sono le mura cosiddette “pelasgiche” o “ciclopiche “, presenti spesso ben conservate in diverse località italiane, ma non solo, e in particolare nel Lazio meridionale. Il filmato tocca I principali centri laziali dove si possono ammirare queste imponenti mura.

“L’impero di marmo. La straordinaria pietra che rese splendida Roma” di Folco Quilici

Particolare del cranio scoperto nella Grotta M. Loubens

Terza e ultima giornata domenica 2 dicembre 2018. Alle 15.30, apre il documentario “Il delta del Po e l’archeologia di Adria” di Antonio Bonadonna (56’), con introduzione dello stesso regista Antonio Bonadonna. La straordinaria bellezza del paesaggio del delta del Po e i ritrovamenti archeologici degli insediamenti nel territorio frequentato fin dal X secolo a.C. conservati nel museo nazionale Etrusco di Adria. Segue un ricordo di Folco Quilici (9 aprile 1930 – 24 febbraio 2018) con la proiezione del documentario “L’impero di marmo. La straordinaria pietra che rese splendida Roma” di Folco Quilici (58’). Introduzione dell’archeologa Erika Vecchietti. Sono sparsi nei punti più diversi del Mediterraneo i resti di quelle che furono le cave del marmo policromo che ricoprì e rese splendida Roma. Ispirato dall’opera “Marmora romana” del professor Gnoli, il film narra e mostra la meraviglia di una materia sempre diversa, che valeva oro. Simbolo di opulenza e di potere, preziosa per edifici civili e religiosi; per la statuaria, per l’edilizia pubblica. Per il lusso di privati e soprattutto la vanità degli uomini di potere. Il rosso porfido utilizzabile solo dagli Imperatori; il resto, per lo splendore della città. Lo provano ruderi di palazzi, anfiteatri, ville, terme, templi. Oggi scheletri, ieri – come il film di Quilici mostra con la scoperta di resti eccezionali e ricostruzioni virtuali – edifici sontuosamente decorati nelle varietà desiderate e condizionate da mode capricciose. E assecondate dalle forniture provenienti dai luoghi d’estrazione (tra i più famosi il Mons Claudianus in Egitto, e la cava del giallo di Numidia a Chemtou, in Tunisia). Dopo l’Intervallo. Si riprende con il documentario “L’ipogeo di Calaforno” di Gaspare Mannoia (30’). Una Sicilia inedita quella che Gaspare Mannoia descrive in questo filmato, una Sicilia sconosciuta ai turisti che di solito visitano le più conosciute meraviglie dell’isola al centro del Mediterraneo. Mannoia, con questo e con altri filmati, vuole divulgare la bellezza di siti meno noti ma non meno interessanti e suggestivi da un punto di vista archeologico, storico e paesaggistico. Chiude la rassegna il documentario ”II segreto sospeso. Sotto un mare di pietra. Il cranio della grotta di Loubens” del Gruppo Speleologico Bolognese – Unione Speleologica Bolognese. Il reperto rinvenuto dagli speleologi del Gsb-Usb è stato recuperato nella grotta di Loubens all’interno del parco dei Gessi a San Lazzaro di Savena in seguito a una complessa operazione che ha coinvolto un anno fa undici volontari. Il filmato ripercorre le tappe fondamentali della scoperta.

Imagines, obiettivo sul passato: la XV rassegna del documentario archeologico promossa dal Gabo propone un viaggio dall’arte paleolitica all’architettura templare della Magna Grecia, dai grandi restauri ai misteri degli Etruschi fino alla magia di Petra, dall’esploratore Luigi Fantini all’archeologo Amedeo Maiuri, con un occhio alla Sicilia antica meno nota

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Dall’arte paleolitica all’architettura templare della Magna Grecia, dai grandi restauri ai misteri degli Etruschi fino alla magia di Petra, dall’esploratore Luigi Fantini all’archeologo Amedeo Maiuri, con un occhio alla Sicilia antica meno nota: è ricco il programma offerto da “Imagines: obiettivo sul passato”, la rassegna del documentario archeologico, giunta alla 15ma edizione, promosso dal Gruppo Archeologico Bolognese e dal Museo della Preistoria “Luigi Donini”, in calendario il 10-11-12 novembre 2017 alla mediateca comunale di San Lazzaro di Savena (Bo) con ingresso libero. “Imagines è un’iniziativa del Gruppo Archeologico Bolognese, patrocinata da Comune di Bologna- Comune di San Lazzaro”, spiega Giuseppe Mantovani, curatore della rassegna. “Nata nel 2003, Imagines è una rassegna voluta per creare un’occasione in cui i soci del gruppo ed il pubblico bolognese appassionato di Archeologia e Storia potessero trovarsi per godere della proiezione di documentari e filmati introdotti da esperti del settore, autori, registi o archeologi. Decine, finora, sono state le proiezioni effettuate e gli ospiti intervenuti”. Come da tradizione, anche quest’anno, al termine di ogni giornata di Imagines, sarà estratto fra i presenti un abbonamento annuale alla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore). In più, domenica 12 sarà estratta la partecipazione gratuita a un viaggio di un giorno organizzato dal Gruppo Archeologico Bolognese.

Il film “Cave of forgotten dreams” di Werner Herzog sull’arte della grotta di Chauvet

Il programma. Venerdì 10 novembre 2017, la rassegna apre alle 15.30, con i saluti di Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “L. Donini” di San Lazzaro (Bologna), e di Giuseppe Mantovani, vicedirettore del Gabo e curatore di Imagines. Il primo film in programma, introdotto da Gabriele Nenzioni, è “Cave of forgotten dreams” di Werner Herzog (90’). La grotta di Chauvet è una delle scoperte più sensazionali della fine del secolo scorso. Pitture parietali di 35mila anni fa di una modernità straordinaria e di una bellezza unica. Per salvaguardarla dal deterioramento provocato dai visitatori, fin dall’inizio ne è stato impedito l’accesso se non in casi eccezionali come per le riprese di questo documentario. Per rendere fruibile questo capolavoro dell’arte preistorica è stata fatta una replica esatta della grotta con le più moderne tecnologie. Dopo l’intervallo, il film “Il tempio dei giganti – L’Olympieion di Akragas” (Edizioni TSM – www.edizionitsm.it). Una ricca città della Magna Grecia. Un tiranno ambizioso. Una vittoria incredibile contro il nemico più temuto. Un tempio di proporzioni colossali. Questi sono gli ingredienti di un appassionante racconto capace di coniugare divulgazione scientifica e piacere delle narrazione. Grazie alle tecniche dell’animazione 2D e 3D il film restituisce vita all’antica Agrigento.

“La musica perduta degli Etruschi”: particolare della tomba dei Leopardi a Tarquinia

Seconda giornata, sabato 11 novembre 2017. Due i film in programma nella prima parte. Si inizia alle 15.30. Alessandro Fichera, archeologo dell’università di Siena, introduce il film “Restaurare il cielo” di Tommaso Santi (50’), che racconta di un restauro epocale, quello della Basilica della Natività di Betlemme. È la storia di un gruppo di restauratori italiani che dal 2003 lavora al recupero e alla salvaguardia di un monumento patrimonio dell’Umanità. Quindi Simona Rafanelli, direttore del museo archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, illustra il film “La musica perduta degli Etruschi” di Riccardo Bicicchi (30’). Il documentario sintetizza le tappe principali della ricerca, assolutamente nuova e originale, condotta in parallelo nella musica e nell’archeologia dal musicista Stefano Cantini e dall’archeologa Simona Rafanelli, che ha conseguito come principale risultato quello di ridare voce a strumenti a fiato legati alla cultura etrusca, recuperando le note e le tonalità autentiche prodotte da questi strumenti 2600 anni orsono. Dopo l’intervallo, l’archeologa Silvia Romagnoli presenta il film “Petra, la città perduta di pietra” di Gary Glassman (52’). Archeologi , architetti e ingegneri idraulici uniti nello studio di come i Nabatei poterono sviluppare una civiltà così evoluta e costruire una fiorente città ricca di monumenti e fontane in un territorio estremamente difficile e povero di risorse idriche .

il film “Herculaneum. Diari del buio e della luce” di Marcellino de Baggis

Terza e ultima giornata, domenica 12 novembre 2017. Quattro i documentari in programma tra prima e seconda parte. Il primo, alle 15.30, “Luigi Fantini. Una vita per la ricerca” di Claudio Busi e Giuseppe Rivalta (30’) del Gruppo Speleologico Bolognese – Unione Speleologica Bolognese è illustrato dall’archeologa Laura Minarini del museo civico Archeologico di Bologna. Fantini è uno dei personaggi più importanti nel campo della speleologia e archeologia del territorio dell’Appennino Tosco-Emiliano. Instancabile esploratore di queste colline, a lui si devono alcune scoperte che hanno fatto luce sulla morfologia e sulla più antica frequentazione dell’area degli Appennini che definiva “un pezzo meraviglioso del Creato”. Segue il film “Il santuario sicano di Polizzello” di Gaspare Mannoia (30’). Una Sicilia inedita quella che Gaspare Mannoia descrive in questo filmato, una Sicilia sconosciuta ai turisti che di solito visitano le più conosciute meraviglie dell’isola al centro del Mediterraneo. Mannoia, con questo e con altri filmati, vuole divulgare la bellezza di siti meno noti ma non meno interessanti e suggestivi da un punto di vista archeologico, storico e paesaggistico. Dopo l’intervallo, il film “Himera, il tempio della Vittoria” di Davide Borra (11’). Il video racconta le vicende accadute nell’attuale area archeologica di Himera. Partendo dalla famosa battaglia di Himera, vinta contro I Cartaginesi nel 480 a.C., si giunge alle recenti campagne di scavo del 2008/11, in cui sono state portate alla luce le tombe dei “Diecimila cavalieri” che combatterono in quella battaglia, seppelliti insieme ai loro cavalli, fatto rarissimo nella storia dell’archeologia greca di Sicilia. Segue il film “Herculaneum. Diari del buio e della luce” di Marcellino de Baggis (50’) introdotto dall’archeologa classica Erika Vecchietti. Il documentario è il risultato di riprese effettuate nell’arco di un intero anno, impreziosite da materiale esclusivo proveniente dagli archivi fotografici della Soprintendenza, delle Teche RAI e dell’Istituto Luce. Interviste inedite e sconosciute ad Amedeo Maiuri, l’archeologo che ha portato alla luce la maggior parte della città antica, rendono questo filmato unico e originale.

Mistero, avventura, ricerca, il fascino dell’archeologia concentrato in tre giorni: al via la 14.ma edizione di “Imagines: obiettivo sul passato” rassegna del documentario archeologico del Gabo dedicata alla memoria dell’esploratore-documentarista Alfredo Castiglioni

Angelo e Alfredo Castiglioni ospiti del Gruppo Archeologico Bolognese a Imagines 2010

Angelo e Alfredo Castiglioni ospiti del Gruppo Archeologico Bolognese a Imagines 2010

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d'Italia

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Dalla Sicilia preistorica al Vicino Oriente di Ebla, dal mondo dei Templari a quello di Belzoni, alla pianura padana incrocio di commerci e popolazioni: mistero, avventura, ricerca, il fascino dell’archeologia concentrato in tre giorni di proiezioni dal 25 al 27 novembre 2016. La 14.ma edizione di “Imagines: obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico promosso dal gruppo Archeologico Bolognese e dal museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena, si annuncia particolarmente ricca e con una dedica particolare: un ricordo-omaggio di Alfredo Castiglioni scomparso il 14 febbraio 2016 (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2016/05/19/archeologia-in-lutto-e-scomparso-alfredo-castiglioni-protagonista-col-fratello-angelo-di-mezzo-secolo-di-ricerche-in-africa-esploratore-archeologo-antropologo-etnologo-autore-di-libri-film-re/).

"La preistoria in Sicilia" di Gaspare Mannoia

“La preistoria in Sicilia” di Gaspare Mannoia

“Imagines” apre venerdì 25 Novembre 2016 al museo della Preistoria “Luigi Donini” in via Fratelli Canova 49, a San Lazzaro di Savena (Bo). Alle 15.15, i saluti di Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “L. Donini”, e di Giuseppe Mantovani, vicedirettore del gruppo Archeologico Bolognese e curatore della rassegna “Imagines”. Quindi due film, entrambi presentati da Giuseppe Mantovani. Il primo film: “Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo” di Giuseppe Mantovani (45’). L’isola vulcanica di Pantelleria è stata abitata fin dall’età del bronzo e conserva importanti testimonianze della sua frequentazione. Il villaggio di Mursia, scavato dall’Università di Bologna, è uno degli insediamenti preistorici meglio conservati del mediterraneo. Il secondo film: “La preistoria in Sicilia” di Gaspare Mannoia (30’). Una Sicilia inedita quella che Gaspare Mannoia descrive in questo filmato, una Sicilia sconosciuta ai turisti che di solito visitano le più conosciute meraviglie dell’isola al centro del Mediterraneo. Il regista, con questo e con altri filmati, vuole divulgare la bellezza di siti meno noti ma non meno interessanti e suggestivi da un punto di vista archeologico e paesaggistico. Chiude la sezione di “Imagines” un buffet offerto dal gruppo Archeologico Bolognese.

"I Templari a Bologna" raccontati da Marco Serra

“I Templari a Bologna” raccontati da Marco Serra

Per la seconda giornata, sabato 26 Novembre 2016, la rassegna si sposta nella sala eventi della Mediateca di San Lazzaro di Savena in via Caselle 22, sempre alle 15.15. Il primo film in programma, “Templari a Bologna” di Marco Serra (85’), introdotto da Giampiero Bagni, storico alla Nottingham Trent University, sarà diviso in due tempi. Un viaggio affascinante nei luoghi templari bolognesi seguendo rigorosamente le fonti storiche. Alla scoperta della figura misteriosa dell’ultimo difensore dei Templari al processo di Parigi, Pietro da Bologna, attraverso interviste, immagini inedite e ricostruzioni storiche. Dopo l’intervallo, alle 17.30, proiezione del film “Il grande Belzoni” di Mark Hayhurst (35’): il filmato ricostruisce le gesta di uno dei pionieri della ricerca archeologica in Egitto nell’800: Giovanni Belzoni. Da uomo del circo ad appassionato scavatore di Abu Simbel e di altri celebri siti dell’antico Egitto. Introduce la proiezione l’egittologa Maria Giovanna Caneschi. Alle 18.30, il film “Minerva Medica. Un santuario romano a Montegibbio” di Andrea Comastri (10’), video prodotto in occasione della mostra “Minerva Medica un santuario romano a Montegibbio” (Sassuolo)  inaugurata in occasione del Festival Filosofia 2015. Introduce l’archeologa Francesca Guandalini; interviene l’archeologo Donato Labate della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Bologna.

I pastori Borana, popolazione dell'Etiopia meridionale, documentati dai fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni

I pastori Borana, popolazione dell’Etiopia meridionale, documentati dai fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni

L'archeologo Paolo Matthiae, scopritore di Ebla in Siria

L’archeologo Paolo Matthiae, scopritore di Ebla in Siria

“Imagines” chiude domenica 27 novembre 2016, sempre alla Mediateca di San Lazzaro, alle 15.15. Apre il film “Ebla: alla scoperta della prima Siria” di Alberto Castellani (40’) con consulenza scientifica di Paolo Matthie. “Gli italiani ad Ebla hanno scoperto una nuova lingua, una nuova cultura e una nuova storia e questo va al di là di qualsiasi desiderio per un archeologo”. Nelle parole del professor Paolo Matthiae c’è la sintesi del più importante ritrovamento archeologico del ventesimo secolo, quello della città di Ebla nel deserto della Siria settentrionale. Il filmato si svolge nella Siria prima del conflitto nel quale tante vite e tanti tesori archeologici sono stati sacrificati per la follia umana. A introdurre il film lo stesso regista Alberto Castellani. Alle 16.45, il film “I luoghi delle figlie del sole” di Raffaele Peretto, riprese ed editing di Alberto Gambato (20’). I suggestivi panorami del Delta del Po e i richiami a fonti letterarie classiche portano a far rivivere il paesaggio dell’antico Polesine, oggi più credibile nella sua configurazione grazie alle ricerche archeologiche e paleoambientali intensificatesi negli ultimi anni. In epoca protostorica questa terra d’acque fu crocevia di attivi traffici commerciali lungo la nota “via dell’ambra” e gli scenari dell’antico apparato deltizio ispirarono le trame di alcuni miti greci. Introduce la proiezione Raffaele Peretto, presidente del Cpssae. Dopo l’intervallo, alle 17.35, il film “Alla ricerca di Verona sotterranea. Il sito Archeologico di Corte Sgarzerìe” di Davide Borra (15’). I resti romani dell’imponente Capitolium di Verona vengono descritti grazie al racconto in prima persona di Scipione Maffei in costume d’epoca. Alle 18, in ricordo di Alfredo Castiglioni, il film “I pozzi cantanti” di Alfredo e Angelo Castiglioni (35’) alla presenza dell’esploratore e documentarista Angelo Castiglioni. Le immagini di questo documentario sono le straordinarie pagine di una storia umana scomparsa per sempre. Nell’Etiopia meridionale nella terra dei pastori Borana ci sono pozzi che sprofondano per più di trenta metri nel sottosuolo. Fino a pochi anni fa, uomini e donne scendevano fino al fondo per sollevare l’acqua cantando antichi cori che si udivano da lontano.

museo-preistoria-donini_logoIn attesa di “Imagines” è giunto al suo secondo appuntamento “Imagines Junior”, la speciale rassegna di documentari archeologico del gruppo Archeologico bolognese pensata e animata per i bambini, rilanciata in una nuova formula più articolata grazie alla collaborazione con il museo della Preistoria Luigi Donini di San Lazzaro. Domenica 13 novembre 2016, alle 16, al museo di San Lazzaro di Savena, appuntamento per famiglie con bambini dagli 8 anni in su. Si inizia con la proiezione del corto “La città dell’oro. Vetulonia etrusca” (10’), quindi visita alla sezione villanoviana, e a seguire il laboratorio in aula didattica sulla tecnica dello sbalzo dove, con l’utilizzo di lamine di rame e piccoli punteruoli per la riproduzione di decorazioni di piccoli manufatti. Terzo e ultimo appuntamento di “Imagines Junior” domenica 11 dicembre 2016, sempre alle 16. Proiezione del corto animato “Gli etruschi e la terra del ferro” (15’), e a seguire il laboratorio in aula didattica sulla lavorazione del rame con la tecnica della battitura con la realizzazione di una piccola ciotola decorata.

Dai gladiatori all’arena di Verona, dai villanoviani agli etruschi di Marzabotto, dalla Palmira di Khaled Asaad all’Isis: al via a Bologna la 13.ma edizione di “Imagines: obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico del Gabo

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d'Italia

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Dai giochi gladiatori nell’arena alla scoperta di Verona romana, dal mezzo secolo del centro polesano di studi storici archeologici ed etnografici al secolo di cinema e archeologia, dagli etruschi villanoviani agli etruschi di Marzabotto, per finire con la testimonianza drammatica di Khaled Asaad, il coraggioso “custode” di Palmira decapitato dall’Isis, e gli effetti dello stato islamico sulla città di Zenobia, patrimonio dell’Unesco: è un programma particolarmente ricco quello che offre la tredicesima edizione di “Imagines: obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico promosso dal gruppo archeologico bolognese il 20, 21 e 22 novembre 2015 alla mediateca di San Lazzaro di Savena, in via Caselle 22, a San Lazzaro (Bologna).  “Nata nel 2003”, ricorda Giuseppe Mantovani, curatore della rassegna, “Imagines vuole creare un’occasione per i soci del gruppo e il pubblico appassionato di Archeologia e Storia per godere della proiezione di documentari e filmati introdotti da esperti del settore, autori, registi o archeologi, cui va il mio grazie per averci dato l’autorizzazione alla proiezione delle loro opere”.

Mosaico romano con raffigurati i giochi gladiatori nell'anfiteatro

Mosaico romano con raffigurati i giochi gladiatori nell’anfiteatro

Si inizia venerdì 20 Novembre 2015, alle 15.15. L’apertura della rassegna è affidata a Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “L. Donini” di San Lazzaro e a Giuseppe Mantovani, vicedirettore del Gruppo Archeologico Bolognese e curatore della rassegna. Quindi c’è la proiezione del documentario “Gladiatori e bestiari. I giochi nell’arena”, per la regia di Douglas Brooks (90’), introdotto da Federica Guidi, archeologa del museo civico Archeologico di Bologna. Il filmato presenta, attraverso ricostruzioni, ambientazioni ed effetti speciali, le vicende a volte gloriose, ma più spesso drammatiche, dei gladiatori, che combattevano fra loro nell’arena, e dei bestiarii, che affrontavano belve feroci, per il divertimento del popolo e per l’ambizione politica di coloro che organizzavano I giochi. Segue un buffet offerto dal Gruppo Archeologico Bolognese.

Dal museo nazionale Etrusco di Marzabotto parte lo spettacolo itinerante "Marzabotto 1889"

Il documentario “Kainua” ripercorre le tappe della città etrusca di Marzabotto

Sabato 21 Novembre 2015, seconda giornata: alle 15.15 proiezione del documentario “Cinquant’anni di novità dal nostro passato. CPSSAE 1964 – 2014”, regia di Giuseppe Mantovani (32’), introdotto da  Raffaele Peretto, presidente CPSSAE. Il filmato celebra il cinquantesimo anno della fondazione del Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici (CPSSAE). Cinquant’ anni di scoperte, divulgazione, valorizzazione dell’identità dell’antico Polesine. Segue alle 16.15, proiezione del documentario “L’alba degli Etruschi. Aspetti e testimonianze della cultura villanoviana”, regia di Corrado Re (26’), introdotto da Fiamma Lenzi, archeologa dell’istituto Beni culturali dell’Emilia-Romagna. “Per far conoscere la cultura materiale legata agli esordi della civiltà etrusca”, spiega Mantovani, “l’Istituto Beni Culturali ha curato la realizzazione di questo docu-film che, alla presentazione di oggetti conservati nei musei dell’Emilia-Romagna, unisce la rievocazione storica e l’archeologia ricostruttiva per rivisitare alcuni aspetti della quotidianità nei secoli fra il IX e il VII a.C., avvalendosi anche di musiche realizzate nell’ambito dell’archeologia sonora sperimentale”. Dopo l’intervallo, si riprende alle 18 con la proiezione del documentario “Kainua”, per la regia di Ada Carpentieri (52’), introdotto da Giuseppe Sassatelli, docente di Etruscologia e Antichità Italiche dell’università di Bologna. Quello che rende unica la città di Kainua, l’odierna Marzabotto, è l’assenza di frequentazione dopo il suo abbandono, ciò che ha consentito la conservazione dell’impianto urbano rimasto perfettamente riconoscibile. Il filmato ripercorre le tappe della storia della città, che, insieme a Spina, Mantova e, naturalmente, Felsina, la princeps etruriae, fu un importante centro dell’Etruria Padana.

All'archeologo Khaled Asaad, decapitato dall'Isis, è dedicata la XXVI rassegna internazionale del cinema archeologico

All’archeologo Khaled Asaad, decapitato dall’Isis, è dedicato il film omaggio di Alberto Castellani

L’ultima giornata, domenica 22 novembre 2015, si apre alle 15.15 con la proiezione del documentario “Un secolo di cinema e archeologia. Da Howard Carter a Indiana Jones”, per la regia di Massimo Becattini (30’) che cura anche l’introduzione: l’avventura archeologica del Novecento attraverso I documenti cinematografici (spesso inediti) delle scoperte più importanti e l’influenza sui generi del cinema di finzione. Partendo dal filmato originale della scoperta della tomba di Tutankhamon ad opera di Carter nel 1922, e dai suoi epigoni di finzione, vengono esplorati i primi documenti archeologici di quegli anni, dall’Egitto all’Estremo Oriente. Segue alle 16.15 il documentario “Verona città aperta” di Marcello Peres (40’), introdotto da Erika Vecchietti,  archeologa dell’università di Bologna. Utilizzando un linguaggio più tecnico che televisivo, riprese aeree ed animazioni a mano libera, il documentario abbraccia le evidenze monumentali romane più universalmente riconosciute (l’Arena di Verona, il Teatro Romano, il Ponte Pietra, l’Arco dei Gavi e le porte monumentali) completando la comprensione organica di questa fase storica con uno sguardo inedito alla Verona sotterranea. Dopo l’intervallo, alle 18, il giornalista Graziano Tavan con una conversazione dal titolo “Palmira, da Zenobia all’Isis” introduce l’eccezionale instant movie del regosta veneziano Alberto Castellani “Khaled Asaad: quel giorno a Palmira. Memoria di un viaggio e un incontro” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/10/06/aperta-la-xxvi-rassegna-internazionale-del-cinema-archeologico-di-rovereto-nel-nome-di-khaled-asaad-larcheologo-di-palmira-decapitato-dallisis-e-sabato-instant-movie/) documento-omaggio all’ex direttore del sito archeologico di Palmira, patrimonio dell’UNESCO, trucidato dall’Isis.

“Imagines”, weekend a Bologna col cinema archeologico di qualità: da Nefertiti a Cleopatra, dal fascino delle tombe di Tarquinia ai misteri di Gobekli Tepe in Turchia, dalla figura di Francesco Orsoni a quella di Antonino Di Vita

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d'Italia

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Il Gabo propone il film "Alla ricerca di Nefertiti" (qui il famoso busto di Berlino)

Il Gabo propone il film “Alla ricerca di Nefertiti” (qui il famoso busto di Berlino)

Weekend all’insegna del cinema archeologico di qualità: da Nefertiti a Cleopatra, dal fascino delle tombe di Tarquinia ai misteri di Gobekli Tepe in Turchia, dalla figura di Francesco Orsoni a quella di Antonino Di Vita. Come tradizione, l’ultimo fine settimana di novembre il Gruppo archeologico bolognese organizza “Imagines: obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico giunto alla dodicesima edizione. Alla Mediateca di San Lazzaro di Savena (Bologna) si inizia venerdì 28 Novembre 2014, alle 15.15, con la presentazione della rassegna con Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “L. Donini” di San Lazzaro (Bologna) e Giuseppe Mantovani, vicedirettore del Gruppo Archeologico Bolognese e curatore della rassegna “Imagines”. Segue la proiezione del documentario “Alla ricerca di Nefertiti”, regia di Brando Quilici (60’). Introduce la proiezione: Barbara Faenza. Oltre 3000 anni fa, una regina dalla leggendaria bellezza, Nefertiti, e suo marito, il faraone eretico Akhenaton, scossero le fondamenta dell’antico Egitto: la sua cultura, la sua capitale, perfino i suoi dei. Poi scomparvero, e della loro sorte, e di quella dei loro resti, per secoli non si seppe più nulla. Un famoso egittologo egiziano è ritornato nella Valle dei Re con le più avanzate tecnologie sulle tracce della bellissima regina, per scoprire cosa è stato di lei e della sua famiglia, una famiglia resa ancora più celebre dal giovane che si presume figlio di Akhenaton, e che a sua volta regnerà sull’Egitto col nome di Tutankamon. Dopo l’intervallo, proiezione del documentario “Al di là della Morte. Le tombe di Tarquinia si animano”, regia di Franco Viviani (25’). Introduce la proiezione: Silvia Romagnoli. Il filmato è lo sforzo di proporre in modo nuovo le tombe dipinte di Tarquinia, patrimonio UNESCO, dando cioè movimento ad alcune celebri scene della pittura etrusca, allo scopo di rendere il più possibile comprensibile ad un pubblico di non specialisti il celebre ciclo pittorico.

I fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni, qui in una loro missione nel deserto nubiano, propongono il film "Il viaggio alla miniera di smeraldi di Cleopatra”

I fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni, qui in una loro missione nel deserto nubiano, alla rassegna “Imagines” di  Bologna sono presenti con il film “Il viaggio alla miniera di smeraldi di Cleopatra”

La seconda giornata, sabato 29 novembre 2014, inizia alle 15.15, proiezione del documentario “Il viaggio alla miniera di smeraldi di Cleopatra”, regia di Alfredo e Angelo Castiglioni (27’). Introducono la proiezione: Alfredo e Angelo Castiglioni. Il documentario è la cronaca di una missione archeologica condotta nel 1985 dai fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni alla ricerca delle dimenticate miniere di smeraldi di Cleopatra. La missione, seguendo un vecchio itinerario, ritrovò le antiche miniere, i villaggi dei minatori e I templi scavati nella roccia. Alle 16.15, proiezione del documentario “La culla degli dei”, regia di Tim Conrad (53’). Introduce la proiezione: Gabriele Nenzioni. Il primo tempio conosciuto al mondo, un luogo in cui si professava una misteriosa religione organizzata già oltre 11000 anni fa, si trova sulla sommità di una collina nel sud della Turchia. Gobekli Tepe è un luogo enigmatico, eretto da un popolo sconosciuto di cacciatori-raccoglitori con blocchi di pietra monumentali per celebrare un culto di cui sappiamo ben poco. Un’équipe di National Geographic passa al vaglio tutti I dati disponibili per saper qualcosa di più su questa culla della religione e della civiltà umana. Dopo l’intervallo, alle 18.15, proiezione del documentario “Francesco Orsoni. Storia di un pioniere dell’archeologia preistorica”, regia di Claudio Busi e Giuseppe Rivalta (50’). Introduce la proiezione: Claudio Busi. Negli ambienti della ricerca scientifica bolognese dell’800 emerge, fra personalità di grande rilievo, la figura di Francesco Orsoni, singolare figura di autodidatta. Ebbe fin da ragazzo un forte interesse per le scienze naturali, che lo portò a scoprire nel 1871 la grotta del Farneto nella fascia collinare nei pressi di S. Lazzaro.

Il film “Storie dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita" ricostruisce la figura del grande archeologo

Il film “Storie dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita” ricostruisce la figura del grande archeologo

“Imagines” si chiude domenica 30 novembre 2014 con una giornata piena. Alle 10.30, mattinata per i ragazzi. Proiezione del documentario “Le dodici fatiche di Ercole”, regia di Franco Viviani (30’). Introduce la proiezione: Elena Tonini. Alle 15.15, proiezione del documentario “Storie dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita”, regia di Lorenzo Daniele (28’). Introduce la proiezione: Maria Antonietta Rizzo. “Anni sessanta. La Libia cambiava pelle in quegli anni. Modernità e tradizione si misuravano, si scontravano. Un mondo si trasformava e io avevo il privilegio di esserne testimone. Ogni giorno mi regalava un tassello nuovo su cui riflettere. Imparai a guardare la realtà in cui mi muovevo senza giudicare, senza pormi sul terreno di una diversità dichiarata. Appresi molto dalle persone più disparate”. La Libia di ieri, quella di oggi, filtrata attraverso I ricordi di uno dei più grandi protagonisti dell’archeologia mediterranea, il professore Antonino Di Vita. Alle 16.30, proiezione del documentario “La via Amerina”, regia di Raniero Pedica e Marcello Avoledo (40’). Introduce la proiezione: Marco Mengoli. Il Video è un viaggio archeologico-naturalistico sull’asse viario della via Amerina, tra boschi di lecci e le acque del Rio Maggiore, territorio ancora incontaminato. Il tratto della via preso in esame è stato a lungo luogo di sepoltura per gli abitanti di Falerii Novi, antica città romana del III secolo a.C. Dopo l’intervallo, alle 18, proiezione del documentario “Monumenti nella roccia”, regia di Giuseppe Mantovani (38’). Introduce la proiezione: Giuseppe Mantovani. Un viaggio nella splendida Tuscia Viterbese alla ricerca di antichi e poco conosciuti monumenti rupestri etrusco-romani e medievali che sorgono in questa zona d’Italia, nascosti tra boschi e foreste.