Rovereto (Tn). Per la quarta giornata grandi ospiti al RAM film festival 2024: nel pomeriggio aperitivo con Jacopo Tabolli e i Bronzi di San Casciano, serata speciale Egitto al teatro Zandonai con Christian Greco, direttore del museo Egizio, e il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio”. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Zandonai
Grandi ospiti sabato 5 ottobre 2024, quarta giornata del RAM film festival 2024, aperto nel pomeriggio, alle 14.30, con la “scoperta” del giardino della Canonica di San Marco; continuato con l’aperitivo d’autore con ospite Jacopo Tabolli alla scoperta del santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni; e chiuso alla sera, al teatro Zandonai, con “Speciale Egitto”, l’evento più atteso dell’edizione 2024. Ospite del RAM film festival il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che introdurrà il film “Uomini e Dei: Le meraviglie del museo egizio” in occasione del bicentenario della sua apertura.

SPECIALE EGITTO. Alle 20.30, il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio” di Michele Mally (Italia, 2023, 87’). Il premio Oscar Jeremy Irons accompagna il pubblico in una narrazione affascinante che vede al centro della scena i tesori esposti nel museo Egizio di Torino, il più antico museo sulla civiltà egizia (aperto prima di quello del Cairo), che proprio nel 2024 festeggia il suo bicentenario. Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del museo sono narrati in maniera corale da curatori e restauratori così come da esperti e studiosi di importanti istituzioni museali mondiali. Ma il film non si limita a mostrare le collezioni del museo: intreccia storie, personaggi e contesti storici in diversi filoni narrativi per offrire una visione completa e affascinante dell’antico Egitto (vedi Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica | archeologiavocidalpassato).
APERITIVO AL GIARDINO, alle 18. “Sguardi sulla mobilità antica: genti diverse venute dall’Est al santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Incontro con Jacopo Tabolli, archeologo e docente all’università per Stranieri di Siena. Modera Andreas Steiner, direttore di Archeo. L’ospite racconterà la biografia culturale delle statue in bronzo di età etrusca e romana rinvenute a partire dal 2022 nel santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (III secolo a.C. – V secolo d.C.). Un viaggio attraverso comunità plurilingui e multiculturali che fecero di una sorgente termale il loro centro di ritualità permanente. Sono le offerte in bronzo a offrire un quadro complesso di mobilità antica, che lega materie prime, artigiani itineranti, operatori del rito e del culto e la sorgente calda.

Jacopo Tabolli osserva una statua femminile con dedica in etrusco allo scavo al Bagno Grande del santuario termale etrusco-romano di San Casciano (foto uni-stranieri siena)
Jacopo Tabolli è professore associato di Archeologia italica ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e Direttore del Centro di Archeologia per le Diversità e le Mobilità preromane. I suoi campi di interesse riguardano la cultura materiale etrusca e preromana, l’ideologia funeraria e i santuari. Ha partecipato a numerosi scavi, attualmente in particolare lavora al sito di San Casciano dei Bagni e sull’Isola del Giglio (Seascape project).
Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al teatro Zandonai “Grue – Drveni Nosači Za Barke” (Croazia/2023/54’); “Askòs – il canto della Sirena” (Italia/2023/63’); “Calattubo. Memorie da salvare” (Italia/2024/33’); “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” (Italia/2024/10’); “Akragas città della bellezza” (Italia/2020/8’); “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis” (Francia/2022/52’); “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (Italia/2023/57’); “Sui tetti di chi dorme” (Italia/2024/15’); “Il corpo e il nome. Gli ignoti delle Fosse Ardeatine” (Italia/2023/53’); “Rosso, i colori dell’arte” (Italia/2023/52’); “Phool Dei” (India/2023-24/8’).
Rovereto (Tn). Per la terza giornata il RAM film festival 2024 presenta al teatro Zandonai la prima conferenza-spettacolo, “Di acqua e di terra”, che col prof. Allievi affronta il tema delle migrazioni. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Rosmini
Per la terza giornata di proiezioni ed eventi il RAM film festival 2024 la sera lascia il teatro Rosmini per tornare nella sede tradizionale degli ultimi anni: il teatro Zandonai. E qui si entra nel vivo del focus di quest’anno, “Sguardo sulle migrazioni”, con una serata speciale dedicata proprio alle migrazioni. Protagonista Stefano Allievi, professore di Sociologia all’università di Padova, specializzato nello studio dei fenomeni migratori, con la conferenza-spettacolo “Di acqua e di terra”. Migrazioni e altri movimenti”, accompagnato da video originali e dalle potenti fotografie di Oliviero Toscani. Ingresso gratuito dalle 20.30 col film “ÀWÒRÁN – A Yoruba Heritage Mural Film” (2024), quindi alle 21.30 la conferenza-spettacolo.
Tra nomadismo e mobilità umane contemporanee, tra Neanderthal e Unione Europea, tra l’epopea dell’emigrazione italiana e la nuova immigrazione, tra Ellis Island e l’Africa, tra squilibri demografici e climate change, tra merci e persone, tra cultura e biologia, tra suggestioni letterarie e immagini d’ambiente, tra vie d’acqua e percorsi terrestri: un affascinante viaggio nel mondo delle migrazioni e del movimento di popolazioni, capace di collegarne le cause con gli effetti, i paesi d’origine con quelli di destinazione, il passato con il presente – con equilibrio e delicatezza, al di là delle contrapposizioni ideologiche contingenti.

Il prof. Stefano Allievi dell’università di Padova (foto fmcr)
Stefano Allievi è professore ordinario di Sociologia all’università di Padova. È specializzato nello studio dei fenomeni migratori, in sociologia delle religioni, con particolare attenzione alla presenza dell’islam in Europa. Molti anche i suoi studi sul mutamento culturale e politico: temi su cui ha condotto ricerche a livello nazionale e internazionale, pubblicate in varie lingue europee, in arabo e in turco. Di immigrazione ha cominciato a occuparsi alla fine degli anni ’80, in ambito sindacale, e con le prime ricerche per il CENSIS, seguendo quindi la questione dal suo nascere, quando ancora era fenomeno di nicchia e contenuto nei numeri. Svolge anche un’intensa attività di divulgazione, come conferenziere, editorialista, autore e performer.
Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al cinema teatro Rosmini nel pomeriggio, a partire dalle 15, alcune proposte molto interessanti e molteplici pellicole in prima italiana ed europea. Dall’antropologico “The rise and fall of the Dhow Culture” (2024) a “Future tense: Conversations at Manchester Museum” (2023), un’esperienza di violenza coloniale che sta alla base di molte collezioni museali inglesi. Ad affrontare invece la problematica della sopravvivenza culturale, è la prima italiana “Wodaabe, Herdsmen at Sunset” (2023) che segue l’ultima popolazione transumante al mondo in Chad. Improntato più sulla storia, è invece la pellicola “Ciò che resta” (2023) della giovane regista Antonella Spirito, unico film italiano a concorrere al premio “Nuovi Sguardi”. Ecco tutti i film: “Stranieri” (Italia, 2023, 7’); “The rise and fall of the Dhow Culture” (Svizzera, 2024, 47’); “Future tense: Conversations at Manchester Museum” (Regno Unito, 2023, 22’); “Ciò che resta” (Italia-Regno Unito, 2023, 61’); “Wodaabe, Herdsmen at Sunset” (Germania-Italia, 2023, 35’); “Un seme in città” (Italia, 2024, 55’); “Uomini e dei, il mare e il sacro” (Italia, 2023, 43’); “Paskay” (Bolivia-Colombia, 2023, 14’); “ÀWÒRÁN – A Yoruba Heritage Mural Film” (Regno Unito, 2024, 22’).
Rovereto (Tn). Claudia Beretta, direttore artistico del RAM film festival 2024, invita gli appassionati e ad archeologiavocidalpassato.com illustra gli eventi e le attività da non perdere. Ecco i film in cartellone nella seconda giornata

Il RAM film festival al teatro Rosmini di Rovereto (foto fmcr)
Siamo alla seconda giornata del RAM Film festival 2024. E per chi ancora non conosce bene l’offerta culturale di Rovereto nei giorni del festival, ecco l’intervento che Claudia Beretta, direttore artistico del RAM film festival, fa per archeologiavocidalpassato.com illustrando quanto di meglio offre il programma predisposto dalla fondazione Museo Civico di Rovereto.
“Come sempre il RAM film festival raccoglie gli appassionati di archeologia, e non solo, a Rovereto”, ricorad Claudia Beretta. “Quindi con un programma bellissimo vi invito a vedere i film di archeologia, ma anche di animazione, sul patrimonio culturale, sguardi sul mondo – sguardi dal mondo in realtà – e l’Italia si racconta. Quindi quattro le sezioni tradizionali, ma c’è molto altro. Ci sono gli aperitivi al giardino. Quest’anno si scopre il giardino del museo civico di Scienze e Archeologia, ma non solo. Ci sarà anche una serata di cinema all’aperto. Tutte le serate e gli aperitivi sono dedicati al focus di quest’anno Sguardi sulle migrazioni, quindi gli spostamenti dei popoli ieri e oggi. Una delle serate che mi sento di consigliarvi è quella del venerdì sera con Stefano Allievi che parlerà appunto di migrazioni nel tempo e nello spazio, con una riflessione molto ampia, un vero spettacolo con anche un apparato visivo molto bello di Fabrica. Quindi sarà veramente godibile. Non vi sto nemmeno a raccontare la serata di sabato sera con Christian Greco del museo Egizio.
“Abbiamo una chicca anche nella serata della domenica – assicura Beretta – dove presenteremo una specie di community project in collaborazione con Oriente Occidente e la fondazione museo Storico del Trentino, un film bellissimo “Un due tre stella” in cui si parlerà del lavoro di un artista, che è l’artista residente di Oriente Occidente che ha fatto un lavoro sulla memoria del gioco, quindi su come anche il nostro corpo ha una memoria che mantiene delle testimonianze e la testimonianza in questo caso è quella dei giochi da bambino con tutta una serie di riscontri, di relazioni che vedrete saranno molto interessanti.
“Un altro appuntamento che vi ricordo e che è interessante, anche questo nel week end – continua Beretta – è “NeanderPop” di Duccio Canestrini che è un antropologo, un’altra conferenza-spettacolo come quella di Allievi, in cui si parla un po’ del nostro progenitore che per un bel po’ di tempo è stato un po’ reietto, e ora invece è diventato un po’ protagonista della scena grazie anche alle analisi del DNA. Infatti uno dei filoni che vi segnalo – cercatelo nei meandri delle nostre pagine – è proprio questo rapporto tra il Sapiens e il Neanderthal e una delle questioni che sorgono è se ha inventato l’arte. Lo scoprirete nei film, o comunque sceglierete una delle vie che vengono proposte nei vari film che abbiamo in programma.
“L’altro appuntamento interessante che mi piace ricordare, oltre al Fulldome che vi ha già descritto la nostra direttrice Alessandra Cattoi (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2024/10/02/rovereto-tn-al-via-il-programma-il-ram-film-festival-2024-il-ricco-programma-presentato-per-archeologiavocidalpassato-com-dalla-direttrice-alessandra-cattoi-ecco-i-film-in-cartellone-nella-prima/), è quello che noi facciamo sempre al museo di Scienze e Archeologia che è curato da noi in collaborazione con il festival FrontDoc che è il festival del cinema di frontiera di Aosta: insieme a un giovane che è Filippo Pontiggia abbiamo creato lo spazio che si chiama RAM X dedicato alla sperimentazione. Quindi nuovi linguaggi nel cinema e anche per la valorizzazione dei beni culturali. Quindi ci sarà uno spazio che racconta con la realtà virtuale tutto quello che si può fare nel cinema, in un cinema immersivo. E in un’altra sala invece raccontiamo e valorizziamo, insieme a un’azienda che si chiama ETT di Genova, con la realtà virtuale, le palafitte dell’Unesco, con un programma girato alle palafitte di Fiavè.
“C’è veramente tanto. E anche in giro per la città si possono fare – per esempio – visite guidate al cimitero di Rovereto. E viene spontanea la domanda: ma come? Invece si va col geologo e si scoprono – per esempio – i materiali che venivano usati nell’arte per certi monumenti anche molto preziosi che si trovano lì. Poi scopriamo uno spazio molto interessante che è il giardino dietro la canonica di San Marco, che è uno spazio con una fortificazione e una storia moto particolare, e non è quasi mai aperto al pubblico. E poi scopriremo anche uno dei palazzi storici della città che è il Palazzo Del Bene che è in centro a Rovereto, sede della fondazione Caritro che è uno dei nostri sostenitori. Tutto questo naturalmente a ingresso gratuito, sia le proiezioni sia le attività. E quindi – conclude Beretta – vi aspettiamo per una full immersion nell’archeologia e nei beni culturali che non sono solo il patrimonio materiale ma anche quello immateriale fatto di tradizioni usi e costumi che si possono scoprire a Rovereto”.
E allora vediamo il programma del 3 ottobre 2024, seconda giornata del RAM film festival 2024. Pronti per affrontare un viaggio a bordo di una barca a vela? Nel film “Approdi”, in programma giovedì 3 ottobre, lo scrittore e giornalista Nicolò Carnimeo, a bordo di Camomilla, accompagnerà il pubblico in un’avventura straordinaria lungo le coste pugliesi, dove ogni tappa è un racconto: storie di antichi popoli, ma anche di musica e bellezza… insomma, una dichiarazione d’amore al mare della Puglia. Ecco i film: “Odyssea: L’histoire de notre évolution” (Francia-Belgio/2023-24/28’); “Il cavaliere bianco” (Italia/2023/9’); “No Estàn Solos” (Paraguay/2022/3’); “Lugnano in Teverina: la vita lungo il fiume Tevere 2000 anni fa” (Italia-Stati Uniti/2024/26’); “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection” (Brasile/2023/45’); “Surcos” (Ecuador/2023/15’); “The new city” (Tunisia/2023/5’); “Artémis le temple perdu” (Svizzera/2023/53’); “A jewel on the ground” (Iran/2023/39’); “On the Last Day of Navarathri” (India/2023-24/7’); “Italia viaggio nella bellezza. Diario di uno scavo in Sicilia” (Italia/2023/55’); “Gown” (Regno Unito/2023/8’); “Clarus” (Italia/2023/20’); “Beyond East and West” (Austria-Montenegro/2023/11’); “Approdi” (Italia/2024/45’); “Ingeniería Romana – Puertos” (Spagna/2023/55’); “Néandertal, premier artiste de l’humanité?” (Francia/2023/52’)
Rovereto (Tn). Al via il programma il RAM film festival 2024. Il ricco programma presentato per archeologiavocidalpassato.com dalla direttrice Alessandra Cattoi. Ecco i film in cartellone nella prima giornata

Fondazione museo civico di Rovereto: il presidente Giovanni Laezza e la direttrice Alessandra Cattoi alla presentazione del RAM film festival 2024 (foto fmcr)
RAM Film Festival 2024: ci siamo. Con la proiezione del film “Le mystère des oiseaux géants / Il mistero degli uccelli giganteschi” alle 15 di mercoledì 2 ottobre 2024 al teatro Rosmini di Rovereto, apre ufficialmente il RAM film festival 2024, giunto alla 35ma edizione, che ha avuto un’anteprima musicale la sera martedì 1° ottobre 2024 con il Trio Broz che ha segnato anche la riapertura dello storico teatro alla comunità roveretana dopo qualche annodi chiusura. A introdurci alla cinque giorni di festival, dal 2 al 6 ottobre 2024, con un programma ricco di eventi, è Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto, che organizza il RAM film festival, in un intervento per archeolgoiavocidalpassato.com.
“RAM film festival è ai blocchi di partenza”, esordisce Alessandra Cattoi. “Si parte mercoledì 2 fino a domenica 6 ottobre. Abbiamo 60 documentari in programma, e moltissime le nazioni che sono rappresentate – quasi 30 – nelle quattro sezioni del festival: la sezione del cinema archeologico è la più nutrita, su 60 film ben 28 sono dedicati all’archeologia. E le altre sezioni classiche che riguardano i documentari sul patrimonio culturale italiano, su quello non italiano dal mondo e poi le animazioni. Quest’anno abbiamo in più due novità. Per la prima volta un premio dedicato ai giovani registi delle scuole di cinema, e una delle proiezioni sarà fatta fuori dalle classiche sale cinematografiche e dentro invece il Planetario. Il RAM fil festival è organizzato da un museo – il museo civico di Rovereto – che ha un Planetario e quindi verranno proiettati sulla cupola, quindi su una superficie semisferica, dei documentari realizzati apposta con questa tecnologia totalmente immersivi. Solitamente nei planetari si vedono filmati di astronomia. In questo caso vedremo invece l’archeologia a tutta cupola”.
“Oltre la proiezione dei film”, ricorda Cattoi, “avremo degli eventi e in particolare degli incontri con esperti sia di archeologia ma anche di altre tematiche perché il focus di quest’anno si chiama “Sguardi sulle migrazioni” , e quindi qualche incursione sull’attualità, sulla questione più strettamente cogente è inevitabile, e quindi abbiamo quattro appuntamenti ogni pomeriggio alle 18 con esperti e anche con dei film sul focus delle migrazioni. Venerdì e sabato sera, invece, al teatro Zandonai, eventi-spettacolo. In particolare una conferenza tenuta da Stefano Allievi, che è professore all’università di Padova, un antropologo, ma che ci racconta il mondo come è stato nelle grandi migrazioni del passato, e sabato sera grandi aspettative perché avremo a Rovereto Christian Greco, il direttore del museo Egizio, che ci racconterà il film realizzato quest’anno per i 200 anni della nascita del museo Egizio e tutte le novità che il museo Egizio sta annunciando settimana dopo settimana in questi mesi. Si conclude domenica con un ultimo spettacolo realizzato apposta per il RAM film festival di un antropologo che si chiama Duccio Canestrini, fa parte anche del comitato scientifico del RAM film festival, dal titolo un po’ curioso: si chiama NeanderPop, e racconta un po’ come in ognuno di noi ci sia un po’ di Neanderthal e come questo Neanderthal abbia migrato nei secoli per arrivare fino ad oggi”.
E allora vediamo il programma del 2 ottobre 2024, prima giornata del RAM film festival 2024. Storie di popoli e di tempi lontani, meravigliose scoperte, musica in grado di raccontare un’identità e rugiada in grado di risvegliare un profondo senso di appartenenza, e perché no, anche storie di uccelli giganti. Questo è quello che succede al RAM film festival: si raccontano storie, e nella prima giornata di proiezioni, quelle proposte sono davvero sorprendenti: “Le mystère des oiseaux géants” (Francia/2023/53’); “Cheenee” (Trinidad e Tobago/2023/61’); “Specularia. Des vitres chez les Romains” (Belgio/2023/25’); “Diving in the Aegean History” (Grecia/2023/12’); “Ni por mil puñados de Oro” (Cile/2022/24’); “La notte del Conte Rosso” (Italia/2024/54’); “A Villa dos Centauros” (Portogallo/2023/25’); “Jiroft” (Iran/2024/6’); “Anima Insulae” (Italia/2024/51’); “Mésopotamie, la redécouverte des trésors d’Irak” (Francia/2023/52’); “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” (Italia/2022/42’); “On les appelle: Vikings” (Francia/2023/52’).
Rovereto (Tn). Nuove anticipazioni della 35ma edizione del RAM film festival edizione del RAM film festival: al Planetario il programma Off Fulldome, per un nuovo modo di vivere la cultura e il cinema. E poi lo spazio RAM-X, con installazioni multimediali di realtà virtuale e anteprima del nuovo progetto VR per le Palafitte UNESCO
Il RAM 2024 si apre a nuove tecnologie, linguaggi e sperimentazioni, alla ricerca delle più variegate dimensioni del cinema. Per il pubblico che sarà a Rovereto (Tn) dal 2 al 6 ottobre 2024 per la 35ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, che quest’anno analizza le piccole e grandi migrazioni del passato e proposti approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente, offrendo diversi punti di vista – gli “Sguardi sulle Migrazioni”, appunto, sarà disponibile un nuovo programma Off Fulldome del festival, parallelo al main program, dove si andrà alla scoperta dei siti antichi attraverso il cinema immersivo al Planetario del museo di Scienze e Archeologia. È questa una delle anticipazioni più curiose dell’edizione 2024. Grazie alla partnership che il festival ha stretto con APA Vd’A e il festival Frontdoc, ci sarà infatti anche uno spazio sperimentale con installazioni multimediali di realtà virtuale in cui troveranno la loro ideale collocazione la sperimentazione espressiva e l’utilizzo delle nuove tecnologie.
A consentire questa nuova esperienza è lo strumento digitale da poco installato nello spazio del Planetario del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto, che da quest’anno viene trasformato nei giorni del festival in sala cinematografica declinata non solo sulle tematiche astronomiche, ma sui temi culturali. Le proiezioni avverranno tutti i pomeriggi, dalle 16 alle 18. Sono state selezionate nuove produzioni di varie parti del mondo, oltre ad alcuni film di repertorio sui cieli antichi, per far conoscere al pubblico un nuovo modo di vivere la cultura e il cinema. Abbazie, castelli e tombe del Galles nello straordinario “From the shadows of the stones” di Matt Wright e Janire Najera (2024), il movimento artistico del “Suprematism” nel film tedesco di Sergej Prokofiev 2024), una visione profonda della storia epica australiana in “The Earth Above: A Deep Time View of Australia’s Epic History” (2024) a cura del Ruwe collective, un collettivo di registi australiani indigeni e non, o ancora “The secrets from a forest” di Jim Brandenburg e Neil Luca per il Bell Museum, dove l’esibizione dei musicisti della Minnesota Orchestra è trasportata nella straordinaria foresta da cui proviene il legno degli strumenti, la foresta di Paneveggio. Viene poi dal Canada un film sulla vita e le opere di René Derouin, prodotto da Figure 55, dal titolo “Lands of the Americas” (2021) di Patrick Bossé. Un’esperienza immersiva che collega le creazioni dell’artista alle aree chiave delle sue migrazioni: dal Québec al Messico, al Giappone agli Stati Uniti, attraversando il Grande Nord canadese.
Spazio RAM-X. Accanto allo spazio del programma Off di Cinema Fulldome, il RAM inaugurerà quest’anno al museo civico di Scienze e Archeologia uno spazio sperimentale con installazioni multimediali di realtà virtuale in cui troveranno la loro ideale collocazione la sperimentazione espressiva e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Lo spazio, denominato RAM-X, sarà a cura di Filippo Maria Pontiggia, esperto di Virtual Reality, tecnologie immersive e linguaggi innovativi. L’intervento è nell’ambito della partnership che il RAM ha stretto con APA VdA, che raccoglie tecnici, produttori e filmmaker valdostani. APA organizza dal 2008 FRONTDOC, un festival cinematografico internazionale dedicato al CInema di Frontiera. La collaborazione con il FRONTDOC è legata non solo al focus sulle grandi migrazioni (naturalmente connaturato al tema del festival valdostano), ma anche sui nuovi linguaggi del cinema, su cui il RAM pone per questa edizione un’attenzione speciale. Uno spazio speciale in questo ambito sarà riservato a un nuovo progetto VR in anteprima, realizzato per le Palafitte UNESCO, “Reflections VR: A Stilts life story”, un progetto innovativo realizzato da ETT di Genova, finalizzato a raccontare, attraverso uno storytelling immersivo in VR, la vita delle comunità preistoriche che popolavano vari siti palafitticoli dell’Italia settentrionale, tra cui Fiavè.
Rovereto (Tn). Prime anticipazioni sulla 35ma edizione del RAM film festival 2024 dedicato a “Gli Sguardi sulle Migrazioni” con 60 film in concorso. Ecco il manifesto
Prime anticipazioni sul RAM film festival 2024, dal 2 al 6 ottobre 2024 a Rovereto. Il festival, per la sua trentacinquesima edizione, torna a raccontare l’archeologia e il patrimonio attraverso il cinema, approfondendo, anche per il 2024, tematiche che legano i beni culturali alle emergenze più attuali, come quella migratoria. Infatti, saranno analizzate le piccole e grandi migrazioni del passato e proposti approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente, offrendo diversi punti di vista – gli “Sguardi sulle Migrazioni”, appunto. Già “sintetizzate” nel manifesto. Giocando sul proprio logo, l’immagine coordinata del RAM film festival 2024 ruota attorno a un grande occhio, quello del “cinema”, che analizza con attenzione e sensibilità gli uomini e le donne in perenne movimento, le piccole e grandi migrazioni del passato e del presente. Questo occhio rappresenta anche lo sguardo del festival, che offrirà una profonda riflessione sui movimenti di popoli attraverso i secoli. Attraverso un ricco programma di proiezioni e incontri, il festival invita a esplorare con i suoi “Sguardi sulle migrazioni” le dinamiche migratorie con l’intensità evocativa dei documentari, e la forza immediata e diretta degli incontri gettando un ponte tra ieri e oggi. Le storie di confronto culturale saranno narrate attraverso gli occhi dei registi, offrendo “Sguardi sulle Migrazioni” che mettono in luce problematiche, influenze e opportunità sia per il pubblico che per ricercatori e gestori del bene comune.

Mediamente ogni anno entrano in concorso 50-60 film provenienti da molti Paesi del mondo e suddivisi in quattro sezioni principali, Cinema Archeologico, l’Italia si racconta, Sguardi dal mondo e Cultura Animata, con giurie diverse per ogni sezione. Il pubblico è composto da appassionati di cinema, registi, produttori, scuole di cinema e appassionati di archeologia e cultura, oltre a studenti e studentesse della scuola primaria e secondaria. Di questo e molto altro si parlerà a Rovereto con incontri dedicati, momenti di approfondimento, visite sul territorio, ma soprattutto attraverso i film: circa 60 quelli in concorso, tutti recentissimi, e molti in prima assoluta o nazionale. Una sessantina i film e i documentari scelti per il programma principale, provenienti da 45 diverse nazioni, da grandi produzioni o da piccole case indipendenti, suddivisi nelle diverse sezioni: Cinema archeologico, Sguardi dal Mondo, L’Italia si racconta, Cultura animata. Sarà il pubblico in sala a votare per il premio RAM film festival.
Folgaria (Tn). In aula magna la conferenza “Gli alberi raccontano il passato e il presente. La ricostruzione degli eventi storici attraverso la dendrocronologia”: Maria Ivana Pezzo presenta il progetto di dendrocronologia della Fondazione museo civico di Rovereto

“Gli alberi raccontano il passato e il presente. La ricostruzione degli eventi storici attraverso la dendrocronologia”: dopo il successo dell’appuntamento di Terragnolo, Maria Ivana Pezzo, collaboratrice del museo civico Archeologico di Rovereto, replica la presentazione del suo progetto di ricerca di dendrocronologia a Folgaria (Tn). Appuntamento martedì 27 agosto 2024, alle 21, nell’aula magna di piazza Marconi, con la conferenza organizzata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto e dalla Fondazione Alvise Cornel In collaborazione con il Comune di Folgaria. Partecipazione libera e gratuita.

Il laboratorio di dendrocronologia della Fondazione museo civico di Rovereto (foto fmcr)
Laboratorio di Dendrocronologia. La dendrocronologia si basa sull’analisi degli anelli di accrescimento degli alberi (dal greco dendron = albero e chronos = tempo). La maggior parte degli alberi produce un anello di legno nuovo ogni anno. La crescita arborea è più rapida in primavera che in estate o in autunno, e cessa durante l’inverno. Questo accrescimento periodico è indicato nei tronchi da anelli concentrici, la cui ampiezza varia secondo il clima. Questo comportamento delle specie arboree ha permesso la costruzione di sequenze cronologiche che prendono inizio da piante vive, continuano con elementi lignei di edifici storici, e giungono ai reperti provenienti dai siti archeologici. La Fondazione Museo Civico di Rovereto, in convenzione con la facoltà di Ingegneria dell’università di Trento, ha promosso la costituzione di un laboratorio di dendrocronologia che opera in collaborazione con la Cornell University di Ithaca (New York, USA) e con il Laboratory of Tree-ring Research della University of Arizona (USA). La Fondazione Museo Civico inoltre nel 2013 ha acquisito l’archivio e la collezione dell’Istituto italiano di Dendrocronologia. Si tratta di più di 8.000 campioni provenienti dai più importanti siti storici e archeologici d’Italia (Pompei, Roma, Venezia e molti altri) e di 13.000 files di misurazioni e di cronologie. Si tratta di un’importante acquisizione grazie alla quale il Laboratorio di Rovereto è in possesso del più grande archivio di dendrocronologia in Italia.
Torbole (Tn). Per gli “aperitivi scientifici” del parco naturale del Monte Baldo, incontro con il prof. Massimo Capulli (università di Udine) su “L’impresa delle “galeas per montes” (galee tra le montagne) e il relitto di Lazise”


Il relitto della galea veneziana sui fondali del lago di Garda davanti a Lazise (foto fmcr)
La memorabile impresa delle Galeas per montes, la risalita delle navi della Repubblica di Venezia attraverso i monti trentini, ha superato non solo i valichi montani ma anche le nebbie della storia. Nel 1439, durante un’operazione bellica, venne compiuta un’impresa straordinaria. Una piccola flotta, che comprendeva anche delle vere e proprie galee da guerra veneziane, percorse un tratto montano che vide la risalita dell’Adige e l’attraversamento della Valle del Lago di Loppio fino a Torbole. Ma che relazione c’è tra questo evento storico e il relitto trovato sul fondo del lago di Garda nella zona di Lazise? Per scoprirlo, il parco naturale del Monte Baldo offre un incontro con aperitivo scientifico. Appuntamento venerdì 26 luglio 2024, alle 18, al Parco degli Ulivi a Torbole (Tn) con il prof. Massimo Capulli, esperto di Archeologia subacquea dell’università di Udine, su “L’impresa delle “galeas per montes” (galee tra le montagne) e il relitto di Lazise”. Modera l’incontro l’archeologo della Fondazione Museo Civico di Rovereto Maurizio Battisti. L’accoglienza sarà organizzata dall’associazione Galeando. La partecipazione è gratuita, su prenotazione entro giovedì alle 17 >>>QUI.

Il programma estivo del Parco proseguirà nelle prossime settimane con proposte esperienze da non perdere tra avventura, relax e convivialità per vivere e scoprire il fascino unico di un angolo di Natura incontaminato, una perla del territorio trentino. Le attività fanno parte del progetto di gestione e valorizzazione avviato con il nuovo Protocollo d’Intesa tra il Comune di Brentonico e la Fondazione Museo Civico di Rovereto. Il parco naturale locale Monte Baldo si trova sul territorio dei Comuni di Brentonico (ente capofila), Mori, Nago Torbole, Ala e Avio con una convenzione sottoscritta anche dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Comunità̀ Alto Garda e Ledro, dalla Comunità̀ della Vallagarina, dal Consorzio dei Comuni del B.I.M. Sarca – Mincio – Garda e dal Consorzio dei Comuni del B.I.M. dell’Adige. Tutte le attività sono a partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria. Le attività all’aperto richiedono abbigliamento e calzature appropriate e possono essere annullate in caso di maltempo.
Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento terza tappa (in tre giorni) della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico realizzato dal parco della Valle dei Templi con il RAM film festival: ecco il programma dei film e dell’archeotalk

Terza tappa del XX Festival del Cinema Archeologico, realizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione museo civico di Rovereto. E stavolta siamo nel cuore della Valle dei Templi, là dove è custodito un immenso patrimonio che illustra la storia della ricerca di buona parte della Sicilia centro meridionale. Stiamo parlando del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, dove fa tappa il Festival il 17, 18 e 19 luglio 2024. I film proiettati saranno sette e tratteranno le tematiche archeologiche più disparate: dal papiro di Ebers all’ascesa, il declino e la scomparsa della civiltà etrusca, dai robot umanoidi in grado di esplorare siti sommersi ed effettuare scavi a regola d’arte, fino all’archeologia musicale capace di riportare in vita le musiche perdute che scandivano la vita delle civiltà antiche. Da non perdere, giovedì 18 luglio 2024, l’archeotalk con Angela Bellia, che ci porterà a scoprire il ruolo fondamentale che la musica e la danza hanno rivestito nel mondo antico.

Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George
PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 17 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia, 2020-2021, 53’). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Chiude la serata il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 18 LUGLIO 2024. Alle 19, Archeotalk “Alla ricerca dei suoni perduti: archeologia musicale della Magna Grecia e della Sicilia greca”. Modera: Donatella Mangione (parco Valle dei Templi). Incontro e aperitivo con Angela Bellia, ricercatrice all’Istituto di Scienze del Patrimonio del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli che ci porterà a scoprire il ruolo fondamentale che la musica e la danza hanno rivestito nel mondo antico. L’evidenza materiale e le testimonianze scritte e figurative oggi ci permettono di comprendere meglio il mondo sonoro del passato e le modalità con cui la musica e la danza accompagnavano i rituali e tutte le forme teatrali e di drammatizzazione legate al mito. Partecipazione gratuita, con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it.

Frame del film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer
Alle 21, inizio delle proiezioni. Apre il film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer e Ulli Wedelmann (Germania, 2023, 52’). Il papiro di Ebers custodisce l’arte della guarigione degli Egizi di 3500 anni fa e riunisce quasi 900 testi medici. Quali di queste antiche conoscenze possono ancora essere utili nel XXI secolo?. Chiude la serata il film “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud (Francia, 2023, 52’). Da sempre l’esplorazione dei relitti è una sfida enorme dato che è impossibile immergersi nelle profondità e scavare. Entra così in scena Ocean One K, un robot umanoide in grado di esplorare i siti sommersi e di effettuare scavi archeologici a regola d’arte.

Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski
PROGRAMMA DI VENERDÌ 19 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “Storie di ossa” di Gabriele Clementi (Italia, 2023, 7’). Le ossa portano su di sé le tracce del vissuto di un individuo, di una comunità, di un popolo. Stefano Ricci Cortili, antropologo e illustratore anatomico, sta dedicando la sua vita a questi studi in supporto alla ricerca archeologica. Segue il film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa? Quindi il film “L’Appia a Minturnae. Il Videodiario di Scavo” di Gianmatteo Matullo (Italia, 2021, 34’). Il film, realizzato nel corso delle indagini archeologiche dirette dalla Soprintendenza, racconta la storia dell’Appia ben oltre i limiti cronologici della città romana, e svela i dettagli di un periodo finora poco noto. Chiude la serata, alle 23, l’annuncio dei film premiati dalle giurie e del vincitore del premio del pubblico.
Brentonico (Tn). La conferenza “La preistoria di Brentonico e del Monte Baldo trentino” di Maurizio Battisti a Palazzo Eccheli-Baisi apre il calendario degli eventi estivi al Giardino Botanico

Statua-stele da Brentonico conservata al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto: fu trovata in località Vigo di Brentonico nell’agosto del 1971 da Adriano Rigotti, eminente appassionato di cultura e archeologia del Trentino-Alto Adige (foto fmcr)
La conferenza “La preistoria di Brentonico e del Monte Baldo trentino” a Palazzo Eccheli-Baisi di Brentonico (Tn) apre il calendario degli eventi estivi al Giardino Botanico, organizzati dal Comune di Brentonico in collaborazione con la Fondazione Museo Civico di Rovereto. Appuntamento venerdì 5 luglio 2024, alle 20.30, con Maurizio Battisti. Ingresso libero. Con Maurizio Battisti, sezione Archeologia del Museo, si parlerà dei resti archeologici preistorici che vanno dal Paleolitico Medio fino all’epoca dei Reti della seconda età del Ferro. Fra le testimonianze più importanti basti citare gli accampamenti di caccia dei Neanderthal di San Valentino e la statua stele di Brentonico per capire quali ricchezze sono emerse fra i pendii del Monte Baldo.
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