Ariano nel Polesine (Ro). A San Basilio per “Incontri di archeologia” conferenza di Caterina Previato (unipd), direttrice della campagna di ricerche, su “Novità dallo scavo romano” nell’ambito del “Progetto San Basilio. Alla riscoperta del passato”. E con “Scavi aperti” visita al cantiere con gli archeologi

Il cantiere di scavo dell’abitato romano di San Basilio interessato dalla campagna 2025 dell’università di Padova (foto unipd)
Week end speciale a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro). Venerdì 6 giugno 2025, alle 18.30, per “Conferenza – Incontri di archeologia” al Centro Turistico Culturale San Basilio “Novità dallo scavo romano”, seconda conferenza nell’ambito del progetto San Basilio a pochi giorni dalla chiusura della campagna di scavo 2025 degli edifici romani di San Basilio diretta da Caterina Previato nell’ambito del “Progetto San Basilio. Alla riscoperta del passato” che vede coinvolti la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, il museo Archeologico nazionale di Adria e il Comune di Ariano nel Polesine, con il sostegno della fondazione Cariparo. Sarà proprio la professoressa Previato del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova a presentare le novità scoperte in queste prime settimane di indagine al sito romano. Per info e prenotazioni: + 39 392-9259875.

Lo scavo dell’abitato romano di San Basilio nella campagna 2025 dell’università di Padova (foto unipd)
Ma non è tutto. Sabato 7 giugno 2025, alle 10, con “SCAVI APERTI”, ci sarà la possibilità di seguire da vicino le grandi novità emerse in queste settimane. È la seconda giornata dedicata alla visita dello scavo romano condotto dal dipartimento dei Beni Culturali dell’università di Padova. Il ritrovo è al Centro Turistico Culturale di San Basilio alle 9.45. Info e prenotazioni: +39 392 9259875
Monselice (Pd). “Scavi aperti” sulla Rocca: visite guidate con gli archeologi dell’università di Padova
L’appuntamento è per tutti i mercoledì di giugno 2025 sulla Rocca di Monselice (Pd) per “Scavi aperti”. Tornano infatti le visite guidate agli scavi archeologici sul Colle della Rocca di Monselice dove l’università di Padova opera su concessione del ministero della Cultura e grazie a un accordo con la Regione Veneto e Veneto Edifici Monumentali. Appuntamento quindi mercoledì 4, 11, 18 e 25 giugno 2025 alle 16. Prenotazioni e info: info@castellodimonselice.it, tel. 0429 72931.
Padova. Ai Musei Eremitani la conferenza “La preistoria e la protostoria a Padova ai tempi di Pigorini: dal Paleolitico all’Età del Bronzo” con Michele Cupitò (unipd), terzo appuntamento del ciclo “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)” a cura di Michele Cupitò e Silvia Paltineri (unipd)
Martedì 3 giugno 2025, alle 17.30, in sala del Romanino, ai Musei Eremitani di Padova, la conferenza “La preistoria e la protostoria a Padova ai tempi di Pigorini: dal Paleolitico all’Età del Bronzo” con Michele Cupitò, archeologo del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, organizzato dalle cattedre di Preistoria e Protostoria ed Etruscologia e antichità italiche, del dipartimento di Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Padova e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
La conferenza mira a delineare la particolare traiettoria di sviluppo che lo studio della preistoria e della protostoria seguì a Padova tra gli anni ’60 dell’‘800 e i primi anni ‘20 del ‘900, focalizzandosi soprattutto sul ruolo che in questo processo ebbero da un lato l’Università, dall’altro il Museo Civico. “Se, infatti, il primo interesse per le più remote fasi della storia dell’uomo nel territorio si deve alla figura di Pietro Paolo Martinati, fondatore della paletnologia veronese ma strettamente legato a Padova per ragioni di carattere familiare”, spiega il prof. Cupitò, “fu solo con Giovanni Canestrini, insigne naturalista, protagonista delle prime, pionieristiche ricerche sulle terramare dell’Emilia e primo traduttore di Darwin in Italia, che, a partire dal 1869, la nuova scienza ebbe spazio nell’ambiente accademico patavino. L’attività di Canestrini a Padova, tuttavia, non si concretizzò, come negli anni modenesi, in ricerche sul campo, ma, attraverso la creazione di una collezione didattica di reperti pre-protostorici, ebbe il chiaro obiettivo di includere organicamente anche lo studio dell’antichità dell’uomo nel percorso formativo degli studenti di Scienze naturali.
“La prematura morte di Martinati e la scelta di Canestrini di puntare sulla didattica e di concentrarsi, per quel che riguarda le ricerche innovative, essenzialmente su quella che oggi chiamiamo archeozoologia – sottolinea Cupitò -, è forse la ragione principale del notevole ritardo con cui Padova si affacciò sul palcoscenico della paletnologia militante. Fu infatti solo nel 1885-1886 che, grazie all’interesse e al sostegno economico del Museo Civico, Federico Cordenons, studioso di formazione né archeologica, né naturalistica, ma ottimo conoscitore della letteratura paletnologica contemporanea – e, in primo luogo, delle opere di Paolo Lioy, scopritore fin dai primi anni ’60 delle palafitte di Fimon, sui Berici, e di altri siti preistorici vicentini –, intraprese un sistematico lavoro di ricognizione sui Colli Euganei; lavoro che portò all’identificazione dei primi siti preistorici e protostorici di questo territorio e allo scavo di quelli che ancora oggi sono due contesti chiave per l’età del Bronzo dell’Italia settentrionale, cioè la palafitta del Lago della Costa di Arquà e il sito di Marendole.
“La metodologia di ricerca e le riflessioni interpretative di Cordenons non possono essere certo annoverate tra i prodotti migliori della letteratura paletnologica dell’epoca e, non a caso, le urbane ma aspre critiche di Luigi Pigorini non tardarono a manifestarsi. È tuttavia senz’altro in Cordenons – il quale, tra l’altro, con gli inizi del ‘900, grazie probabilmente al magistero di Gherardo Ghirardini, migliorò decisamente il suo approccio alla pre-protostoria – che dobbiamo riconoscere il padre della paletnologia patavina. Una paletnologia – conclude Cupitò – che, tuttavia, nonostante l’interesse mostrato per la materia anche da Enrico Tedeschi, successore di Canestrini come docente di Antropologia all’Università, non ebbe statuto di disciplina accademica fino al 1925 – anno di morte di Pigorini, casualmente –, allorquando un giovane Raffaello Battaglia tenne il primo corso di Paletnografia. Ma questa è un’altra pagina della storia”.
Parma. All’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta la conferenza “Pigorini e la struttura delle terramare. Che cosa regge e cosa no centocinquant’anni dopo?” di Michele Cupitò (università di Padova), quinto e ultimo appuntamento del ciclo “Pigorini Cent’anni dopo 1925 – 2025”
All’auditorium del Complesso monumentale della Pilotta a Parma con la conferenza “Pigorini e la struttura delle terramare. Che cosa regge e cosa no centocinquant’anni dopo?” del prof. Michele Cupitò (università di Padova) giovedì 29 maggio 2025, alle 17, si chiude il ciclo di cinque conferenze “Luigi Pigorini. Cent’anni dopo 1925-2025” dedicate al grande archeologo nel centenario della sua morte. L’iniziativa è patrocinata dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e realizzata in collaborazione con Arkheoparma e l’associazione Amici della Pilotta. Ingresso libero e gratuito fino al raggiungimento della capienza massima della sala (100 posti). Il principale argomento degli studi condotti da Pigorini nel corso della sua lunga carriera sono senza dubbio le terramare; già nel 1882, pubblica autonomamente i risultati dello scavo condotto a Castione Marchesi nel 1877 dando interpretazioni non più in linea con il modello proposto da G. Chierici. Verso la fine del secolo, dopo la scomparsa dello stesso i Chierici e di P. Strobel, Pigorini dirige una serie di campagne di scavo nella terramara del Castellazzo di Fontanellato, da cui progressivamente trarrà una ricostruzione dell’impianto/strutture del villaggio così articolate e complesse da far lungamente dubitare, dopo la morte di Pigorini, della loro attendibilità. Solo in anni recenti, a partire dal 1990 circa una nuova intensa stagione di studi dedicata ai siti dell’età della piena età del Bronzo a Sud e Nord del Po ha dimostrato e continua a svelare la validità del “modello” pigoriniano e la genialità del suo autore.
Michele Cupitò è professore associato del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Titolare degli insegnamenti di “Protostoria europea e mediterranea” e “Protostoria dell’urbanizzazione in Italia settentrionale” è responsabile Didattica e Ricerca, Laboratori di Archeologia dell’università di Padova, e direttore scientifico degli scavi nei siti dell’età del Bronzo di Fondo Paviani (Vr) e di Villamarzana (Ro).
Padova. Al museo Eremitani, la conferenza “Donne negate donne dimenticate: committenti e artiste nel Medioevo” di Giovanna Valenzano, evento conclusivo del ciclo “8 marzo diffuso. Donne nella cultura”
Martedì 27 maggio 2025, alle 17.30, nella sala Romanino del museo Eremitani in piazza Eremitani 8 a Padova, la conferenza “Donne negate, donne dimenticate: committenti e artiste nel Medioevo”, evento conclusivo del ciclo “8 marzo diffuso. Donne nella cultura” organizzato dalla commissione Terza Missione del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, insieme ai Musei Civici di Padova, per comprendere e valorizzare il ruolo delle donne nella cultura. Introduce Francesca Veronese, Musei Civici di Padova. Relatrice Giovanna Valenzano, università di Padova. Evento gratuito senza prenotazione ma ad esaurimento dei posti in sala. Seguirà un piccolo aperitivo presso la Caffetteria Etica.

La professoressa Giovanna Valenzano indica la statua di Caterina dei Franceschi, immurata in verticale, da un monumento funebre medievale (foto unipd)
Dopo i ritratti famosi di donne committenti come Matilde di Canossa, l’imperatrice Teofane o la padovana Fina Buzzacarini, la professoressa Giovanna Valenzano presenterà dei ritratti inediti di donne artiste, da lei per la prima volta pubblicati in un volume stampato a Parigi, mostrati per la prima volta a Padova. Giovanna Valenzano ci farà scoprire il ruolo di alcune donne che hanno fatto realizzare straordinari capolavori, dal Mille al XV secolo, illustrando figure femminili di imprenditrici e personalità di donne colte e dotte, in grado di interloquire con Papi e Imperatori. Oltre alla presentazione di donne dipinte o scolpite, la docente ci aiuterà quindi a riflettere sui meccanismi di rimozione e di negazione che hanno fatto scrivere a grandi studiosi di Medioevo, come Georges Duby, che non esistono donne artiste.
Padova. Scoperte dieci tombe protostoriche (Veneti antichi) durante i lavori di ristrutturazione nel complesso didattico della Campagnola, dell’università di Padova. Già nel 2022-2023 il cantiere aveva intercettato una prima necropoli di età romana costituita da 220 tombe
Scoperta una necropoli dei veneti antichi alla Campagnola di Padova. Durante i lavori di ristrutturazione nel complesso didattico della Campagnola, dell’università di Padova, sono state scoperte dieci tombe risalenti all’età protostorica la cui datazione va dal VI-V secolo a.C. fino all’inizio della romanizzazione. Una delle scoperte più interessanti è una sepoltura di cavallo, che riveste un forte significato simbolico e rituale mentre un’altra tomba è stata trovata in una grande cassa di legno quadrata con due vasi ossuari, vari manufatti in ceramica e alcuni oggetti in bronzo e ferro.
Una prima necropoli di età romana costituita da 220 tombe, sepolture databili tra l’età augustea e gli inizi del II secolo d.C. ovvero nel periodo di massima fioritura della città romana, era stata rinvenuta nel corso degli scavi eseguiti tra il 2022 e il 2023 per la realizzazione del nuovo studentato dell’università di Padova nel complesso ex Seef in via Campagnola a Padova (vedi Padova. A Palazzo Folco, sede della soprintendenza, conferenza “Padova, scavi urbani 2022: un’anteprima”: presentazione degli scavi archeologici alla Nuova Pediatria (contesti artigianali-produttivi) e in via Campagnola (necropoli con oltre 170 tombe, I-II sec. d.C.) | archeologiavocidalpassato). Le tombe, disposte in gruppi ravvicinati, suggeriscono un carattere familiare e i corredi funerari, di buona qualità, indicano che i defunti appartenevano a una classe sociale media. Nel 2024, dopo l’inaugurazione delle nuove aule, sono iniziati i lavori di ristrutturazione, tuttora in corso, delle palazzine su via Campagnola. Durante questi lavori sono state scoperte tombe più antiche rispetto a quelle romane, risalenti all’età protostorica. Sebbene la datazione precisa debba essere confermata dallo studio dei materiali, si pensa che possano coprire un periodo che va dal VI-V secolo a.C. fino all’inizio della romanizzazione. Fino ad ora sono state trovate circa dieci tombe, tra cui diverse “a dolio” (grandi vasi contenenti ossa e corredi), oltre a sepolture in casse di legno e pietra.

Una sepoltura di cavallo scoperta nella necropoli protostorica di via Campagnola a Padova (foto unipd)
Una delle scoperte più interessanti è una sepoltura di cavallo, che riveste un forte significato simbolico e rituale. In questa sepoltura, un cavallo è stato sepolto insieme a un grande dolio. Questo e altri dolii sono stati estratti, portati in laboratorio per un’analisi approfondita e poi restaurati.

Necropoli protostorica di via Campagnola a Padova: la tomba più ricca, trovata in una grande cassa di legno quadrata, contiene almeno 36 oggetti (foto unipd)
La tomba più ricca, trovata in una grande cassa di legno quadrata, contiene almeno 36 oggetti, tra cui due vasi ossuari, vari manufatti in ceramica e alcuni oggetti in bronzo e ferro, che suggeriscono un ceto sociale elevato. “Si tratta di un’acquisizione della ricerca straordinariamente importante”, chiarisce il soprintendente Vincenzo Tiné, “perché questa nuova necropoli Nord ci consente di accertare che i limiti della città veneta coincidono sostanzialmente con quelli della città romana, chiarendo definitivamente la straordinaria dimensione urbana della Prima Padova”. “I lavori avviati dall’università di Padova per la realizzazione di nuovi spazi dedicati alla didattica e alla vita studentesca hanno portato alla luce un patrimonio archeologico di grande valore”, afferma Daniela Mapelli, rettrice dell’università di Padova. “È una scoperta che arricchisce la conoscenza della storia di Padova e dimostra, ancora una volta, quanto sia preziosa la sinergia tra sviluppo urbano, ricerca scientifica e tutela del territorio. L’Ateneo, attraverso i suoi interventi, contribuisce non solo alla formazione e all’innovazione, ma anche alla valorizzazione della memoria storica della città”.
Ariano nel Polesine (Ro). Per “Progetto San Basilio” la conferenza di Jacopo Bonetto (unipd) e Giovanna Falezza (sabap-vr) apre gli “Incontri di archeologia” legati allo scavo dell’abitato romano e di quello etrusco di San Basilio. Ecco il programma delle conferenze e delle visite sui cantieri di scavo
Con la conferenza di giovedì 22 maggio 2025, primo degli “Incontri di archeologia”, torna l’archeologia a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro). Grazie alla collaborazione dell’università Ca’ Foscari di Venezia e all’università di Padova, impegnate nelle diverse attività di scavo archeologico, sono in cantiere numerose iniziative nell’ambito del Progetto San Basilio per andare alla riscoperta della ricchissima storia antica del sito di San Basilio. Appuntamento dunque il 22 maggio 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio, per la prima conferenza sul “Progetto San Basilio”, tenuta da Jacopo Bonetto del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e da Giovanna Falezza, direttrice del museo Archeologico nazionale di Verona e ispettrice della soprintendenza ABAP di Verona. Info e prenotazioni: +39 392 9259875.
Come si diceva, la conferenza del 22 maggio è la prima degli “Incontri di archeologia” che si tengono sempre al Centro Turistico Culturale San Basilio, alle 18.30. Gli “Incontri” continuano il 6 giugno 2025 con Caterina Previato (università di Padova); il 27 giugno 2025 con Giovanna Gambacurta (università Ca’ Foscari); l’11 settembre 2025 con Silvia Paltineri (università di Padova); il 7 novembre 2025 con Jacopo Turchetto (università di Padova). Affiancano gli “Incontri di archeologia” le visite al cantiere “Scavi aperti”, in programma il sabato mattina alle 10, con ritrovo al Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Si inizia il 24 maggio 2025 con la visita all’abitato romano a cura dell’università di Padova che promuove anche la successiva del 7 giugno 2025. Invece il 21 giugno 2025 la visita a cura dell’università Ca’ Foscari è all’abitato etrusco, come quella del 12 settembre 2025, ma quest’ultima a cura dell’università di Padova.
Padova. Al museo Eremitani la conferenza “Un ‘re’ preistorico sospeso tra due mondi e la sua immagine a Padova” con il prof. Massimo Vidale (università di Padova) sulla statuetta di origine mesopotamica conservata al museo Archeologico patavino
Il museo Archeologico di Padova conserva una preziosa e rarissima statuetta di origine mesopotamica, risalente alla seconda metà del IV millennio a.C. (periodo di Uruk), acquisita nel 1876. Raffigura un personaggio maschile nudo, con barba, la cui identità ha suscitato un grande dibattito tra gli studiosi e resta tuttora incerta: si tratta forse di un re o di un re-sacerdote. Ne sono noti solo altri tre esemplari: due conservati al Louvre e uno a Zurigo. Martedì 20 maggio 2025, alle 17.30, nella sala del Romanino al museo Eremitani a Padova, se ne parla nella conferenza “Un ‘re’ preistorico sospeso tra due mondi e la sua immagine a Padova” con il prof. Massimo Vidale del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Introduce Francesca Veronese, direttore dei Musei civici di Padova. Questa sarà dunque l’occasione per focalizzare nuovamente l’attenzione sull’antico reperto e per fare il punto sulle nuove conoscenze. Ingresso libero. Info: tel. 049.8204580; musei@comune.padova.it























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