Venezia. All’Ateneo Veneto presentazione del coffee table book “Viaggio nella storia del Profumo. Collezione Storp” (Antiga Edizioni) a cura di Marco Vidal, catalogo dell’omonima mostra a Palazzo Mocenigo: viaggio in seimila anni di storia del profumo
Giovedì 11 settembre 2025, alle 18, nell’aula magna dell’Ateneo Veneto a Venezia, presentazione del coffee table book “Viaggio nella storia del Profumo. Collezione Storp” (Antiga Edizioni) a cura di Marco Vidal, catalogo dell’omonima mostra a cura di Chiara Squarcina, Marco Vidal, Monica Baggio, Barbara Savy, Massimo Vidale, Luigi Zanini, In collaborazione con MAVIVE, aperta a Palazzo Mocenigo di Venezia fino al 30 novembre 2025. Sarà un viaggio in 6000 anni di storia del profumo con la visione di reperti originali e la diffusione di 7 profumi originali ricreati dalle antiche ricette. Dopo il saluto di Antonella Magaraggia, presidente di Ateneo Veneto, intervengono Chiara Squarcina, Fondazione Musei Civici di Venezia; Marco Vidal, Mavive spa; Biagio Costantini, Zignago vetro; Monica Baggio, università di Padova; Barbara Maria Savy, università di Padova; prof. Massimo Vidale, università di Padova.
Viaggio nella storia del Profumo. Collezione Storp. “Il profumo può svanire, ma il flacone ne conserva la memoria”. Il catalogo della mostra segue il percorso espositivo e si sviluppa lungo una scenografica linea del tempo, attraverso la quale si raccontano seimila anni di cultura olfattiva: dall’Antico Egitto fino all’epoca moderna e all’industrializzazione. Dagli antichi unguentari ai raffinati contenitori in porcellana di Meissen, dai capolavori d’oreficeria ottocenteschi ai flaconi industriali del secondo dopoguerra, ogni pezzo racconta come il profumo abbia sempre accompagnato l’evoluzione delle civiltà, ricoprendo ogni sfera della vita con ruoli sacri, terapeutici e cosmetici. Le collezioni di flaconi di profumo antichi sono estremamente rare nel panorama museale internazionale. La Collezione Storp, oggi tra le più importanti al mondo, ebbe origine nel 1911 con la fondazione dell’azienda Drom. Bruno Storp e sua moglie Dora, appassionati collezionisti di flaconi di profumo, diedero vita a un patrimonio unico, arricchitosi nel 1921 con l’ampliamento curato da Dora. Successivamente, nel 1967, fu Ursula Storp – madre di Ferdinand e Andreas Storp – a rilevare la raccolta e a curarne la manutenzione e la valorizzazione, dedicandovi tutta la sua vita.
Venezia. All’Ateneo Veneto focus sull’Afghanistan com’era, come è cambiato, com’è oggi: prima il film di Alberto Castellani “Afghanistan: tracce di una cultura sfregiata”, poi il contributo di Francesca Grisot (Ca’ Foscari) e le testimonianze di alcuni giovani migranti afghani

La valle di Bamiyan in Afghanistan con quel che resta dei Budda fatti saltare dai Talebani (foto TOI)

Il regista Alberto Castellani durante la produzione del film “Afghanistan. Tracce di una cultura sfregiata”
Afghanistan: com’era, come è cambiato, com’è oggi. Sarà un pomeriggio speciale quello promosso dall’Ateneo Veneto per conoscere questo Paese straordinario, crocevia di culture e di contrasti, tra passato e presente, attraverso la narrazione-denuncia del film di Alberto Castellani “Afghanistan: tracce di una cultura sfregiata” e le testimonianze di alcuni giovani migranti afghani. Appuntamento giovedì 2 marzo 2023, alle 17, nell’aula magna dell’Ateneo Veneto in campo S. Fantin 1897 a Venezia. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Coordina il giornalista Maurizio Del Maschio. Dopo il saluto di Antonella Magaraggia, presidente Ateneo Veneto, con il regista Alberto Castellani introduce il film Francesca Grisot, PhD in Lingue Culture e Società, Subject Expert al Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati di Ca’ Foscari, presidente dell’organizzazione di volontariato A2030 Social Innovation Designers, per la promozione dei valori dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, ideatrice e Project manager del progetto “Afghanistan 2030. Next Leaders”. In un tempo in cui il tema Afghanistan rischia di passare in secondo piano, di fronte ad altri eventi drammatici nel frattempo verificatisi, l’incontro veneziano intende offrire un focus su ciò che sta continuando a vivere quel Paese dal drammatico 15 agosto 2021, allorché l’opinione pubblica internazionale ebbe la consapevolezza che l’Afghanistan aveva assunto un nome nuovo, divenendo un “Emirato islamico”: con le conseguenze che conosciamo.
“Afghanistan: tracce di una cultura sfregiata” di Alberto Castellani (Italia 2022, 60’). Opera ultima del regista veneziano, il filmato propone uno sguardo su un popolo devastato da decenni di guerra, travolto da un presente di miseria, emarginazione ed isolamento sociale. Ma nel tempo in cui l’Afghanistan rischia di perdere la propria identità, un aiuto può giungere -viene sostenuto dal film- da qualcosa che pare impossibile possa germogliare lì dove regnano distruzione e morte. Il riferimento è all’Archeologia, che, con le sue capacità di scoprire e ricostruire il passato, è in grado di fornire un prezioso contributo per la rinascita di un popolo. Antiche pietre possono apparire segni anacronistici di fronte all’urgenza del pane che scarseggia, alla carenza di farmaci, al riproporsi di odiose regole discriminatorie basate sulla differenza di sesso. Eppure – è stato scritto – “le pietre parlano”, ci raccontano una storia, salvaguardano una coscienza: sono la terribile testimonianza di una dolorosa realtà, ma anche la traccia da salvare per una possibile rinascita (vedi Rovereto. Gran finale del 33.mo RAM film festival con un evento speciale: dopo il premio del pubblico al miglior film, anteprima assoluta del film “Afghanistan. Tracce di una cultura sfregiata” di Alberto Castellani | archeologiavocidalpassato).


Francesca Grisot (Ca’ Foscari)
Subito dopo la proiezione, verrà dato spazio a un aggiornamento sull’attuale situazione dell’Afghanistan e sulle attività del progetto “Afghanistan 2030. Next Leaders” sviluppato da A2030 Social Innovation Designers e sostenuto, tra gli altri, da due fondazioni con forti radici veneziane come The Human Safety Net e Fondazione Elena Trevisanato Onlus. Se ne farà portavoce Francesca Grisot, manager del progetto “Afghanistan 2030. Next Leaders”. Saranno presenti in aula magna alcuni giovani talentuosi “Next Leaders”, migranti afghani con profili altamente qualificati, giunti appositamente da diverse città del Veneto. Alcuni rilasceranno la loro personale testimonianza sull’esperienza vissuta nel loro paese e sull’attuale percorso formativo in Italia.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)


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