Loreo (Ro). Al teatro Sociale la seconda giornata di Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta Po. Viaggio tra antiche imbarcazioni, rotte romane e documentari dedicati al mare, con una protagonista assoluta: la barca cucita di Corte Cavanella. Ecco il programma

La barca cucita di Cortre Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) (foto graziano tavan)

Giovedì 10 settembre 2026 Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta Po, arriva a Loreo con un viaggio tra antiche imbarcazioni, rotte romane e documentari dedicati al mare. Dopo l’anteprima di Porto Viro, Adrikà fa tappa al Teatro Sociale di Loreo, un territorio che custodisce una delle più importanti testimonianze archeologiche legate alla navigazione antica del Delta del Po: la barca cucita di Corte Cavanella. Quella di Loreo sarà una serata che dimostrerà come l’archeologia possa raccontare non soltanto il passato di un territorio, ma anche le connessioni tra culture lontane, unite dall’acqua, dalla navigazione e dagli scambi che per secoli hanno caratterizzato il Mediterraneo.

La serata si apre alle 20.30 con il saluto delle istituzioni e la presentazione della rassegna da parte del direttore artistico Lorenzo Daniele, insieme alla direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, alla presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, al sindaco di Loreo Moreno Gasparini e alla consigliera delegata alla Cultura Marilena Berto. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine, del conservatorio “Buzzolla”,  del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’associazione Archeovisiva , del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale

Seguirà il secondo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato alla navigazione interna e para-litoranea nell’Italia nordorientale in età romana. A guidare il pubblico sarà Stefano Medas, tra i maggiori studiosi italiani di archeologia navale, docente dell’università di Bologna, che illustrerà le rotte, le tecniche di navigazione e le imbarcazioni utilizzate lungo la costa adriatica e nei corsi d’acqua dell’Italia romana.

Il tema dell’acqua, filo conduttore dell’edizione 2026 della rassegna, troverà una naturale prosecuzione con la presentazione di due contributi dedicati alla Mansio di Corte Cavanella, importante sito archeologico del territorio di Loreo. Saranno infatti proiettati il documentario dedicato al ritrovamento della celebre barca lignea “cucita” e la ricostruzione virtuale dell’antica mansio romana, testimonianze che raccontano uno dei più significativi ritrovamenti archeologici del Delta del Po degli ultimi anni.

Frame del film “Le barche cucite del Kerala” di Raymond Collet

La seconda parte della serata sarà dedicata alle proiezioni internazionali. Si inizia con il film “Le barche cucite del Kerala” di Raymond Collet (Egitto 2012, 26’). Le prime imbarcazioni cucite sono molto antiche. In Egitto, 4500 anni fa, questa tecnica venne adoperata per costruire la barca solare di Cheope, lunga 43 metri e mezzo. L’archeologo navale Patrice Pomay si è diretto in India, nello stato del Kerala, dove questa tradizione esiste ancora, per confrontarla con il dato archeologico. Questa ricerca ha consentito una migliore comprensione dei relitti rinvenuti nel Mediterraneo e di quelli recentemente scoperti nella costa egiziana del Mar Rosso. Segue il film “Thalassa. Il racconto” di Antonio Longo (Italia 2021, 48’). In modo inedito il documentario diretto da Antonio Longo e scritto dallo stesso Longo con Salvatore Agizza, svela il percorso della ricerca archeologia nei mari del Sud Italia: alternando passato e presente grazie a filmati d’archivio Rai Teche e testimonianze di pionieri dell’esplorazione sottomarina, in dialogo con reperti riuniti per la prima volta in un’unica esposizione, “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” (MANN, Napoli).

Ercolano (Na). Al via al parco archeologico “Gli Ozi di Ercole 2026: amore e guerra”, la rassegna estiva di lezioni-spettacolo, reading teatrali e concerti sull’Antica Spiaggia. Ecco il programma delle tre serate

Tornano al parco archeologico di Ercolano “Gli Ozi di Ercole”, la rassegna estiva di lezioni-spettacolo, reading teatrali e concerti che per tre serate trasforma l’Antica Spiaggia in un palcoscenico a cielo aperto, tra le rovine restituite dall’eruzione del 79 d.C. L’edizione 2026 — in programma il 10, l’11 e il 12 settembre — ha per titolo e filo conduttore il binomio amore e guerra: un legame che attraversa tutta la cultura classica, da Platone a Tucidide, da Lucrezio a Freud, e che richiama nel titolo anche il celebre film di Woody Allen. Un viaggio tra poesia e filosofia, in un continuo dialogo fra antico e moderno, in cui ogni conversazione trova il proprio contrappunto in una lettura scenica e ogni serata si chiude in musica, tra sonorità popolari, colte, rock e jazz, senza gerarchie.

IL PROGRAMMA. 10 settembre 2026, Lucia Mascino e Laura Pepe in “Nella mischia. Tra amore e guerra”; a seguire Ambrogio Sparagna e Raffaello Simeoni in un incontro musicale. 11 settembre 2026, Carmen Gallo, Isabella Ragonese e Silvia Romani in “Furiose. Sulla follia d’amore”; a seguire Carlo Boccadoro racconta Bach. 12 settembre 2026, Gennaro Carillo e Federica Fracassi in “Baci e morsi. Se l’amore ti fa a pezzi”; a seguire Francesco Di Bella in concerto con “Acqua Santa”. L’accesso a ciascuna serata è limitato a 400 persone: si consiglia di acquistare il biglietto in anticipo, poiché la prevendita chiude al raggiungimento della capienza massima. BIGLIETTI: intero, 10 euro; ridotto (18-25 anni non compiuti, cittadini UE), 5 euro; abbonamento nominativo all’intera rassegna: 15 euro (ingresso alle serate dal 10 al 12 settembre); gratuito: minorenni, disabili + accompagnatore, abbonati al Parco (prenotazione online). Biglietti disponibili online su ercolano.coopculture.it e in loco, fino a esaurimento posti.

“Gli Ozi di Ercole” nell’antica spiaggia al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

IL PARCO. Anche quest’anno il Parco Archeologico di Ercolano conferma il proprio impegno nella promozione culturale del sito, aprendo l’Antica Spiaggia a un pubblico ampio ed eterogeneo. “Gli Ozi di Ercole sono ormai un appuntamento fondamentale nella vita culturale del Parco”, sottolinea Federica Colaiacomo, direttrice del Parco Archeologico di Ercolano. “Ogni estate restituiscono alla comunità un sito archeologico che si apre alla contemporaneità, alla parola e alla musica, senza mai perdere il rigore scientifico che ci contraddistingue. Rassegne come questa dimostrano che la tutela del patrimonio e la sua valorizzazione culturale possono e devono camminare insieme, offrendo al pubblico nuove chiavi di lettura delle rovine e del loro significato universale”.

Gennaro Carillo, direttore artistico de “Gli Ozi di Ercole” al parco archeologico di Ercolano (foto vesuvioteatro)

IL CAST. Tre serate, tre conversazioni a più voci accompagnate da un reading scenico: sul palco dell’Antica Spiaggia si alterneranno, tra gli altri, Lucia Mascino, Isabella Ragonese e Federica Fracassi, insieme a Laura Pepe, Carmen Gallo, Silvia Romani e al direttore artistico Gennaro Carillo. “Quest’anno saranno di scena agli Ozi tre fra le attrici più sensibili e amate della scena italiana”, assicura Gennaro Carillo, direttore artistico. “Lucia Mascino, conosciutissima anche per le serie di cui è protagonista; Isabella Ragonese tra le signore del nostro cinema, diretta fra gli altri da Crialese e Martone, è stata l’indimenticabile Marta, protagonista del film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti; Federica Fracassi, un gradito ritorno a Ercolano, stella pluripremiata del teatro di ricerca e prossima interprete di una serie diretta dai Manetti Bros”.

LA MUSICA. Come da tradizione, ogni serata si chiude in musica, tra sonorità popolari, colte e d’autore. “Mi fa molto piacere che anche quest’anno la musica giocherà un ruolo importante”, conclude Carillo. “Sparagna e Simeoni proporranno proprio Canti d’amore e di guerra, Boccadoro terrà lezione su Bach, Francesco Di Bella, esponente di punta della scena indie, ripercorrerà le tappe essenziali di una già lunga carriera. Tre proposte diversissime”.

Napoli. Secondo appuntamento di MANNight “Il futuro incontra il passato” al museo Archeologico nazionale: apertura serale con esibizioni site – specific. Il direttore Sirano: “La risposta del pubblico nella serata inaugurale ci incoraggia nel proseguire in un percorso di ricerca partecipata in cui crediamo molto”

Decine di performances durante tutta la serata e più di venti artisti coinvolti per il secondo appuntamento di MANNight: giovedì 10 settembre 2026 sarà in programma la seconda apertura speciale del museo Archeologico nazionale di Napoli, che sarà visitabile dalle 19 alle 23.30 con biglietto al costo speciale di 10 euro. Brevi esibizioni site – specific (dal quartetto d’archi alle sonorità ancestrali delle tammorre, dalla musica di crossover ai dj set d’ambiente, dalla danza contemporanea al body painting artistico fino al ricamo artistico del ferro) consentiranno al pubblico di vivere il Museo in modo diverso, creativo e coinvolgente. “Buona la prima: il coinvolgimento del pubblico nella serata inaugurale di MANNight ci incoraggia nel proseguire in un percorso di ricerca partecipata in cui crediamo molto”, commenta il direttore del MANN, Francesco Sirano. “Il futuro incontra il passato non è solo uno slogan efficace che connoterà la rassegna di aperture serali sino al prossimo 22 ottobre, ma è piuttosto un filo conduttore capace di mescolare tempi diversi in una prospettiva molto chiara: l’arte antica non smette e non smetterà di parlarci”. La rassegna MANNight è prodotta per conto del museo Archeologico nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con la Santissima Community Hub.

Dj set a MANNight: aperture straordinarie del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Tanti gli artisti che si esibiranno al Mann il 10 settembre: Manuela Albano, Weronique Art, Giosuè Carbone, Gaetano Coccia, Stefania Contocalakis, Carlo Coppola, Tancredi D’Alò, Francesco Ottavio De Santis, Cosa del Futuro, Club Tasso, Alessandra Gallo, Luca Iovine, Giusy Lo Sapio, Sara Lupoli, Ida Marino, Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Antonella Parrella, Marta Peperna, Ciro Riccardi, Antonella Romano, Giovanni Sanarico, Francesco Scelzo, Soul Express Collective, Enzo Tammurriello, Enrico Valanzuolo. Per le proposte selezionate da Soul Express Collective ci sarà, dopo il tedesco Niklas Wandt, un altro nome molto conosciuto e apprezzato del panorama dei Dj, il napoletano Bassolino.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli (musei Vaticani), primo incontro de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze tornano “I pomeriggi dell’Archeologico”. Il primo incontro della nuova stagione giovedì 10 settembre 2026, alle 17, la conferenza “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli, reparto Antichità etrusco-italiche, museo Gregoriano Etrusco – Musei Vaticani. “… gli Etruschi, ingegnosi come erano, producevano oggetti di ogni tipo…” Con queste parole Ateneo di Naucrati, ricorda, ancora nel II secolo d.C., la maestria degli Etruschi nel produrre splendidi candelabri in bronzo. Ma quali erano le tecniche utilizzate dai Tirreni per vincere il buio e rischiarare gli ambienti domestici al calare della sera? Dall’uso di candele di cera, di grasso animale, a quello di oli combustibili e degli strumenti che all’uomo moderno possano apparire tra i più bizzarri mai prodotti, si farà insieme un viaggio approfondito tra vita quotidiana e devozione religiosa nell’Etruria Antica, incrociando fonti scritte e dati archeologici. Ingresso gratuito con prenotazione, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it

Un libro al giorno. “L’archeologo sul grande schermo. Dall’era del muto a Indiana Jones, un viaggio alla scoperta dell’archeologo al cinema” di Francesco Bellu

Copertina del libro “L’archeologo sul grande schermo. Dall’era del muto a Indiana Jones, un viaggio alla scoperta dell’archeologo al cinema” di Francesco Bellu

È uscito per i tipi di Edizioni NPE il libro “L’archeologo sul grande schermo. Dall’era del muto a Indiana Jones: un viaggio alla scoperta dell’archeologo al cinema” di Francesco Bellu. Fino ad ora, in Italia, non era mai stato pubblicato un lavoro di questo tipo, a parte alcuni articoli per “addetti ai lavori”, in cui però era sempre venuta a mancare la parte di analisi verso i singoli film e veniva privilegiato più l’aspetto comunicativo e, soprattutto, di percezione della figura dell’archeologo verso il grande pubblico. Questo volume ci porterà a toccare sia la storia del cinema tout court sia quella dell’archeologia: l’entusiasmo per le scoperte aveva seguito di pari passo la moda dell’esotismo, che l’avvento del cinema aveva poi amplificato a dismisura. Scopritori impavidi, mummie, misteri, donne bellissime, amori e perdite rappresentano un filone che avrà talmente tanta fortuna da essere replicato sino ad oggi attraverso film di genere come le varie versioni de La mummia, horror come L’esorcista e personaggi iconici come Indiana Jones o Lara Croft, giusto per citare i più noti.

Santa Maria Capua Vetere (Ce). Al via all’Anfiteatro Campano “Terra Sonans”, il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile: un viaggio attraverso continenti, tradizioni e culture diverse con grandi artisti internazionali in 6 concerti gratuiti- Ecco il programma

Nel cuore dell’antica Capua prende forma un viaggio attraverso continenti, tradizioni e culture diverse: dal 9 al 13 settembre all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere “Terra Sonans”, il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile, racconta l’idea di una terra che vibra e che, attraverso la musica, si apre all’ascolto e al dialogo con il mondo con grandi artisti internazionali in 6 concerti gratuiti con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. “Terra Sonans” è realizzato con il supporto della Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere, ed è prodotto da Black Tarantella in collaborazione con il ministero della Cultura, direzione regionale Musei nazionali Campania. Tra gli ospiti attesi al festival: la statunitense Dee Dee Bridgewater, i maliani Salif Keïta e Rokia Traoré, il norvegese Jan Garbarek con l’indiano Trilok Gurtu, gli iraniani Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni, oltre allo stesso Enzo Avitabile protagonista di un inedito progetto live insieme a Daby Touré, cantante e musicista mauritano naturalizzato francese.

L’Anfiteatro Campano a Santa Maria Capua Vetere (foto scabec)

L’Anfiteatro Campano, uno dei luoghi più significativi della nostra rete museale, sarà il palcoscenico di questo incontro, diventando uno spazio vivo di condivisione, capace di accogliere linguaggi, culture e sensibilità differenti, e ritornando alla sua dimensione più autentica: quella di un luogo aperto, attraversato da persone, culture e storie diverse. Un luogo in cui il passato non resta immobile, ma incontra il presente e torna a farsi ascoltare con linguaggi nuovi.

MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2026, alle 21: SALIF KEÏTA (Mali). Ad inaugurare il ciclo di concerti all’Anfiteatro Campano sarà Salif Keïta. Discendente diretto di Sundiata Keïta, eroe nazionale e fondatore dell’Impero del Mali nel XIV secolo, Salif Keïta è una delle figure più iconiche della musica africana contemporanea. Pioniere e punto di riferimento da oltre mezzo secolo dell’Afro-pop, grazie alla sua voce straordinaria – definita “The golden voice of Africa” – e alla fusione delle tradizioni musicali Mandé con influenze pop, jazz, funk, blues e sonorità elettroniche, ha dato vita a 20 album e successi planetari come “Yamore” e “Madan”. Salif Keïta è uno dei grandi protagonisti dell’evoluzione della musica africana, contribuendo in modo significativo alla sua diffusione globale. Sul palco, insieme a lui ci sarà la Electric Band composta da Soubeiga Fatoumata e Aicha Mariko (voci), Guimba Kouyate (chitarra), Harouna Samake (kamale n’goni), Seydou Kouyate (tastiera & kora), Mamady Kouyate (basso), Moise Sagara (batteria), Daouda Kone (percussioni) e Abou Cisse (MPC).

GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2026, alle 21: JAN GARBAREK GROUP feat. TRILOK GURTU Norvegia (India). La seconda serata della rassegna Terra Sonans vede protagonista una leggenda del jazz europeo: Jan Garbarek. Un grande musicista che ha influenzato intere generazioni col suo stile inconfondibile, capace di definire il sound tipico della mitica etichetta ECM Records. Tra le sue numerose collaborazioni impossibile non citare quelle con Bill Frisell, Keith Jarrett, Agnes Buen Garnås, Zakir Hussain, Anouar Brahem e The Hilliard Ensemble. Ma il suo punto fermo è rappresentato dal progetto Jan Garbarek Group. Insieme al sassofonista e compositore norvegese classe 1947 (figlio di un ex prigioniero di guerra polacco) troviamo il suo collaudato gruppo composto dal pianista e tastierista tedesco Rainer Brüninghaus, dal bassista brasiliano Yuri Daniel e dal fenomenale percussionista indiano Trilok Gurtu. Un quartetto multietnico capace di superare stili e generi musicali, dando vita a un raffinatissimo estetismo sonoro. Nulla è più difficile di ciò che è semplice. Jan Garbarek, da sessant’anni, rende semplice, limpido ed evidente ciò che è complesso.

VENERDÌ 11 SETTEMBRE 2026, alle 21: DEE DEE BRIDGEWATER (U.S.A.). L’Anfiteatro Campano accoglie una delle più acclamate voci del jazz: Dee Dee Bridgewater. Nel corso di una carriera poliedrica che abbraccia più di quattro decenni, ha raggiunto l’apice tra le voci del panorama musicale mondiale. La cantante originaria di Memphis – vincitrice di tre Grammy Awards – porta sul palco un progetto che unisce musica e impegno civile, costruito insieme al suo ensemble tutto femminile: accanto a lei, Alexis Lombre (al pianoforte), Rosa Brunello (al basso elettrico, contrabbasso) e Anne Paceo (alla batteria). In questo spettacolo dal titolo evocativo, “WE EXIST!” – che richiama volutamente il capolavoro di Max Roach del 1960 “We Insist! Freedom Now Suite” – Dee Dee Bridgewater unisce il suo vasto vissuto e tutte le sue doti artistiche. Con questo progetto, arte e attivismo si fondono nella sua vocalità potente e raffinata, capace di attraversare generi, epoche e linguaggi, mantenendo intatta la propria identità.

SABATO 12 SETTEMBRE 2026, alle 21: ROKIA TRAORÉ (Mali). Tra le figure di punta della cosiddetta “nuova Africa musicale”, Rokia Traoré è un’artista capace di coniugare con naturalezza le radici della tradizione africana con le sonorità contemporanee del rock, del folk e della canzone d’autore globale. Nata nel 1974 a Kolokani, in Mali, e figlia di un diplomatico, ha vissuto tra Stati Uniti, Europa e Medio Oriente, esposta fin da giovane a culture e musiche diverse. Ha studiato sociologia a Bruxelles prima di dedicarsi interamente alla musica. Oltre alla carriera musicale e teatrale, Rokia Traoré è anche una figura centrale dell’attivismo culturale africano. Nel 2009 ha fondato a Bamako la Fondation Passerelle, con l’obiettivo di formare e sostenere giovani artisti maliani offrendo loro strumenti tecnici, educazione artistica e opportunità di crescita. Nel 2016 è stata nominata ambasciatrice di buona volontà dell’UNHCR, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati.

SABATO 12 SETTEMBRE 2026, alle 22: THE ART OF IMPROVISATION IN IRANIAN MUSIC KAYHAN KALHOR · KIYA TABASSIAN · NILOUFAR MOHSENI (Iran). Tre straordinari musicisti ci conducono nel cuore di una delle più antiche tradizioni musicali del mondo, dove poesia, spiritualità e virtuosismo si intrecciano in un dialogo senza confini. L’ambasciatore della musica persiana, Kayhan Kalhor, vincitore del Grammy Award e del Womex Artist Award, considerato il più grande virtuoso al mondo del kamancheh (violino persiano). Le sue collaborazioni con il Silkroad Ensemble di Yo-Yo Ma, i Kronos Quartet e numerosi artisti provenienti da culture diverse gli hanno permesso di costruire un ponte tra Oriente e Occidente. Accanto a lui, Kiya Tabassian, virtuoso del setar (il liuto persiano), compositore e fondatore dell’ensemble Constantinople. Il suo lavoro esplora le connessioni tra la tradizione persiana, il Mediterraneo e il Medio Oriente. Completa il trio Niloufar Mohseni, interprete di grande sensibilità del tombak, il principale strumento a percussione della musica classica e popolare persiana.

DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026, alle 21: ENZO AVITABILE IN ROTTE CLANDESTINE · guest DABY TOURÉ Italia (Mauritania). La serata conclusiva di Terra Sonans vede in scena il Maestro Enzo Avitabile con il nuovo e inedito concerto “Rotte Clandestine”. Il compositore e cantautore partenopeo, da sempre impegnato nella ricerca e nella contaminazione sonora, dialoga in questa esibizione con il cantante e musicista mauritano, naturalizzato francese, Daby Touré (storico collaboratore di Peter Gabriel e già al fianco di Avitabile in varie occasioni). Insieme presentano dal vivo questo progetto musicale che racconta, attraverso suoni e parole, le rotte migratorie contemporanee. Un concerto intimo ma pieno di groove, che si sviluppa come un viaggio simbolico tra Sud e Nord del mondo, mettendo al centro le storie di chi attraversa confini alla ricerca di dignità, identità e futuro. L’incontro tra Enzo Avitabile e Daby Touré, accompagnati da Gianluigi Di Fenza (chitarra) e Emidio Ausiello (tamburi a cornice), crea un dialogo artistico che fonde tradizioni diverse, trasformando il palco in uno spazio condiviso e la musica in un suono di comunità senza confini.

Varese. Al via la IX edizione del VARESE ARCHEOFILM 2026, Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente Etnologia. Film e incontri, con due premi: del pubblico e di una giuria tecnica

Al via in sala Montanari (Ex cinema Rivoli) in via dei Bersaglieri 1 a Varese, dal 9 al 12 settembre 2026, alle 20.30, la IX edizione del VARESE ARCHEOFILM 2026, Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente Etnologia, organizzato da Comune di Varese, in collaborazione con Museo Castiglioni, Ass. Conoscere Varese, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O; con il patrocinio di università Insubria; selezione filmati Marco Castiglioni; archivio cinematografico Firenze Archeofilm. Ingresso libero e gratuito.

Frame del film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto / Nefertari: the great queen of ancient Egypt” di Curtis Ryan Woodside

MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2026. Apre il film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto / Nefertari: the great queen of ancient Egypt” di Curtis Ryan Woodside (Italia/Egitto 2025, 52’). La storia completa della vita e della morte della grande sposa reale del faraone Ramses II: Nefertari. Curtis Ryan Woodside, insieme ai celebri egittologi Zahi Hawass e Sofia Aziz, ci guida in un emozionante viaggio in Egitto alla scoperta della storia dell’amata regina. Segue la conversazione con Silvana Cincotti storica dell’arte, dottore di ricerca in Egittologia, responsabile del Progetto Rifaud e Livio Secco studioso di filologia, Presidente GESER (Gruppo Egittologico Studi e Ricerche) di Torino. Chiude la serata il film “Kofun.  Le misteriose tombe giapponesi” di Sergio Panariello (Italia 2025, 53’). Il film documenta la prima missione archeologica europea in Giappone finalizzata allo studio delle antiche tombe degli imperatori: i Kofun. L’archeologo Daniele Petrella, guida una missione durata oltre quattro anni tra l’Italia e il Giappone. Un viaggio in cui ci mostra i segreti di queste tombe e ricostruisce l’epoca in cui nasce l’Impero giapponese.

Frame del film “Maasai Eunoto” di Kire Godal

GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2026. Apre il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya 2024, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, il film segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa. Quindi il film “Tabù – L’ultimo sciamano” di Nikita Khokhlov, Elena Sheblakova (Russia 2009, 26’). Nya: così si autodefiniscono i Nganasan, un piccolo popolo della penisola del Tajmyr, il popolo più settentrionale dell’Eurasia. Solo quarant’anni fa vagavano ancora su un territorio considerevole, poi il governo sovietico li costrinse alla vita sedentaria e oggi sono poco più di un migliaio. Il film racconta la storia dell’ultimo sciamano Nganasan che è riuscito a conservare tutto il necessario “arsenale sciamanico” ereditato da suo padre e suo nonno. Seguono la partecipazione di Ballafon Percussion Band diretta dal Maestro Antonio Testa e la conversazione con Enrico Longarini Cultural Anthropologist, Ph.D. Student in Geography. Chiude la serata il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30′). A Bacugno, un paese di meno di cento abitanti nel centro Italia, sopravvive una festa di origini pagane. Ogni anno, si ripetono antichi riti precristiani che culminano in un momento solenne: un toro scende dalla montagna per inginocchiarsi davanti alla Vergine Maria. Il toro è stato donato a Bacugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuno sa da quanto tempo esista questa tradizione. Questo è il primo e unico film a raccontarne l’intera storia.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

VENERDÌ 11 SETTEMBRE 2026. Apre il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa. Segue la conversazione con Giovanna Marina Uboldi presidente Comitato Nazionale Italiano AIHV – Association Internationale pour l’Histoire du Verre e Barbara Cermesoni conservatrice archeologa Musei Civici di Varese. Chiude la serata il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia, Francia, Canada 2025, 52’). Quello di Roma è il sottosuolo archeologico più complesso al mondo profondo oltre 15 metri. Come fare dunque a costruire una linea metropolitana che attraversi il cuore del centro storico della città? Il film è un viaggio inedito nella città eterna raccontato attraverso scoperte sensazionali che hanno costretto gli esperti a riscrivere la storia di ieri e oggi.

Varese Archeofilm: Marco Castiglioni e Giulia Pruneti (foto sara conte)

SABATO 12 SETTEMBRE 2026. Apre il film in prima assoluta “Sentinella dei cambiamenti. La foresta del Campo dei Fiori raccontata da Giorgio Vacchiano” di Marco Tessaro (Italia 2026, 15’). I boschi non si possono capire se non andandoci dentro. Nella foresta del Campo di Fiori si stanno concentrando tutti i cambiamenti che, pian piano, si manifestano nelle foreste italiane ed europee, come se questo ambiente delle Prealpi lombarde fosse un po’ in anticipo: una sentinella di quello che può avvenire sia dal punto di vista delle crisi, quindi gli eventi estremi, sia dal punto di vista delle possibili soluzioni. Roberto Vacchiano, docente e ricercatore riconosciuto a livello internazionale, racconta le suggestioni e gli insegnamenti che una foresta montana può svelare a chi si avvicina con il giusto passo. Segue la conversazione con Giuseppe Barra presidente del Parco Regionale del Campo dei Fiori, Marco Tessaro documentarista e autore, Massimo Valerio regista, fotografo e videomaker, e Barbara Ravasio responsabile Riserva Naturale Palude Brabbia – Oasi LIPU. Quindi il film “Vita da Oasi: la fauna della palude” di Massimo Valerio (Italia 2024, 55’). Conosciuta soprattutto per l’avifauna legata agli ambienti acquatici, la palude offre rifugio anche a molte altre specie faunistiche. Voleremo a pelo d’acqua sulle ali di falchi di palude e libellule alla scoperta di questo prezioso ambiente e della sua peculiare fauna. Chiude la serata e il festival la Cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Città di Varese” al film più gradito al pubblico, e l’attribuzione del “Premio Alfredo e Angelo Castiglioni” da una giuria tecnica.

Adrikà inizia dal mare: parte da Porto Viro (Ro) la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po: conferenza di Giovanna Gambacurta (UniVe) dedicata all’eroe greco Eracle, documentario sul Rubicone e reading teatrale di Antonino Varvarà su Eracle nel teatro

Adrikà, ci siamo. La rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po inizia dal mare: mercoledì 9 settembre 2026, Porto Viro (Ro) ospita l’anteprima della seconda edizione di Adrikà dando ufficialmente il via a cinque giorni dedicati al dialogo tra cinema, archeologia e divulgazione scientifica. Ad accompagnare la kermesse un Tritone con due code: una in bronzo antico, consumata dalla salsedine; l’altra in pellicola cinematografica. L’immagine di Adrikà 2026 nasce da un reperto reale del museo Archeologico nazionale di Adria. L’Agenzia Vassalli Associati, che cura la comunicazione visiva del festival, ha scelto di non nascondere il segno del tempo sul reperto, ma di trasformarlo: la coda deteriorata è diventata una bobina di film. Un oggetto impossibile, che non è mai esistito. Ma che a prima vista potrebbe sembrare autentico. È lì, in quello spazio sospeso tra antico e contemporaneo, che vive Adrikà. Come il Delta del Po: né terra né mare, ma qualcosa di unico nell’incontro tra entrambi. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Archeovisiva, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

ADRIKÀ INIZIA DAL MARE. Appuntamento dunque il 9 settembre 2026, alle 20.30, in Sala Eracle a Porto Viro (Ro): presenta il direttore artistico Lorenzo Daniele, alla presenza della direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, della presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, del sindaco di Porto Viro Mario Mantovan e dell’assessora alla Cultura Marialaura Tessarin, che porteranno il saluto delle istituzioni. Alle 21, si entra nel vivo della serata con il primo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato a “Eracle… un eroe viaggiatore”. La docente di Civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia dell’università Ca’ Foscari di Venezia Giovanna Gambacurta accompagnerà il pubblico alla scoperta della figura dell’eroe greco e del suo significato nella cultura del Mediterraneo antico. Alle 21.30 sarà invece il cinema a diventare protagonista con la proiezione del documentario “Rubico Flumen. Il mistero del Rubicone”, diretto da Alessandro Bricchi, un viaggio tra storia, archeologia e ricerca dedicato a uno dei luoghi più emblematici della storia romana, il cui esatto percorso continua ancora oggi ad alimentare il dibattito tra studiosi. La serata si concluderà con un momento originale che unirà teatro e archeologia: il reading “Eracle nel Teatro: uomo o semidio?”, interpretato da Antonino Varvarà, offrirà una rilettura scenica del mito, dimostrando come i grandi personaggi dell’antichità continuino ancora oggi a parlare al pubblico contemporaneo.

Un libro al giorno. “Democrazia o no? Vita politica nell’antica Atene” di Alessandra Coppola sulla forma di governo ancor oggi più apprezzata, la democrazia, nata ad Atene circa 2500 anni fa

Copertina del libro “Democrazia o no? Vita politica nell’antica Atene” di Alessandra Coppola

È uscito per i tipi di Le Monnier Università il libro “Democrazia o no? Vita politica nell’antica Atene” di Alessandra Coppola. La forma di governo ancor oggi più apprezzata, la democrazia, nacque ad Atene circa 2500 anni fa. Il suo fu uno sviluppo graduale, nel quale la creazione di cariche pubbliche e spazi politici comuni si affiancò sempre alla riflessione sul significato generale e sugli scopi di questo sistema di governo. I suoi valori base, a cominciare da quelli dell’uguaglianza e della partecipazione collettiva, divennero oggetto di convinti elogi ma anche di feroci critiche, di adattamenti e ripensamenti. “Democrazia” venne a indicare uno stile di vita, una forma di comportamento pubblico e privato i cui pregi ed eccessi offrivano ampia materia di dibattito. Non solo le speculazioni dei filosofi, ma anche le battute dei comici, lo stile retorico dei politici, i simboli e i valori condivisi alimentavano l’analisi e l’immagine pubblica del “governo del popolo”.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale nell’ambito di Adrikà 2026 la masterclass “Quando l’Archeologia fa notizia. Ricerca e divulgazione sui giornali tra Tutankhamon e Indiana Jones. E uno sguardo al web” curata da Graziano Tavan, aperta a tutti, e valida per la formazione continua dei giornalisti: ultimi giorni per le iscrizioni

“Quando l’Archeologia fa notizia. Ricerca e divulgazione sui giornali, tra Tutankhamon e Indiana Jones. E uno sguardo al web” è il titolo della masterclass tenuta da Graziano Tavan, giornalista professionista, già caposervizio de Il Gazzettino, curatore dell’archeoblog archeologiavocidalpassato.com. La masterclass, aperta a tutti gli appassionati, è valida per la formazione dei giornalisti (iscrizione sulla piattaforma nazionale entro il 10 settembre 2026: assegna 2 crediti) promossa dal circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria (Ro) col museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) nell’ambito di Adrika 2026 la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria-Delta del Po. Appuntamento domenica 13 settembre 2026, dalle 10.30 alle 12.30, al museo Archeologico nazionale di Adria in via G. Badini 59 ad Adria (Ro). L’incontro si sviluppa per capitoli, partendo dal concetto di archeologia e arrivando alla comunicazione archeologica sui giornali, e poi sul web: il concetto di archeologia dall’antichità ai giorni nostri; l’archeologia prima come disciplina di studio e poi come scienza; l’archeologia come ricerca sul campo; speculazione archeologica: il rapporto con gli Antichi; Italia post-unitaria; rivoluzione sessantottina; la comunicazione archeologica oggi; la divulgazione archeologica: studiosi, giornalisti, giornali; il contributo degli studiosi sui giornali dalla Grande Guerra al ventennio fascista; nel dopoguerra nasce la Terza Pagina; la comunicazione archeologica sui giornali oggi; quando l’archeologia arriva in Prima pagina: 1922 (Tutankhamon); 1972, i Bronzi di Riace; 1981, Indiana Jones; Archeologia: le regole della comunicazione; l’irruzione della comunicazione via Web: l’effetto dei Social e il ruolo del giornalista specializzato. Al termine per i partecipanti è prevista una breve visita guidata a cura del personale del museo Archeologico nazionale di Adria alla barca romana cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al Man-Adria e protagonista dell’edizione 2026 di Adrikà.