Per il 1° maggio, ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) per vivere una giornata immersi nella storia, tra paesaggi che custodiscono ancora oggi la forza e la bellezza delle antiche città di Elea e Poseidonia

In occasione della Festa dei Lavoratori, venerdì 1° maggio 2026, i parchi archeologici di Paestum e Velia saranno aperti regolarmente al pubblico, con biglietto di ingresso a pagamento e con le gratuità previste dalla legge. Sarà un’occasione speciale per vivere una giornata immersi nella storia, tra paesaggi che custodiscono ancora oggi la forza e la bellezza delle antiche città di Elea e Poseidonia. Un invito a rallentare, a lasciarsi attraversare dal silenzio di questi luoghi e dalla loro memoria viva che continua a parlare al presente. I siti sono visitabili secondo il consueto orario di apertura, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) offrendo ai visitatori la possibilità di trascorrere la festività in un dialogo diretto con il patrimonio archeologico e naturale. Tante le iniziative in programma, incluse nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero +39 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

PERCORSI TEMATICI UN’ALTRA PAESTUM. Visitare il parco archeologico di Paestum diventa un’esperienza sempre più dinamica e coinvolgente grazie ai nuovi percorsi tematici, a cura del personale del Parco addetto alla fruizione.

Ore 12, I SANTUARI DI PAESTUM. Come in tanti altri siti greci, anche a Paestum la dea Athena era venerata nel punto più alto della città, una collinetta artificiale creata appositamente all’epoca della fondazione della colonia, quando furono definiti gli spazi per gli uomini e quelli per gli dèi. Il tempio di Atena, il più piccolo dei tre edifici dorici di Paestum, colpisce immediatamente i visitatori per la posizione e la particolarità della sua architettura.

Ore 17, PAESTUM CERAMICA. Per lungo tempo gli abitanti di Paestum importarono dalla Grecia i celebri vasi a figure nere e a figure rosse di produzione corinzia e ateniese. A partire dal IV sec. a.C., forse grazie alla migrazione di artisti e artigiani, le botteghe di Paestum cominciarono a produrre splendide ceramiche decorate, caratterizzate da uno stile inconfondibile che fondeva il mito con scene di vita quotidiana e irresistibili caricature comiche. Si tratta di vasi, alcuni dei quali firmati, che gli archeologi avrebbero ritrovato nei corredi delle tombe dipinte.

CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria ore 9.30.

VELIA IMMERSIVE. Si potrà poi sperimentare con Immersive Velia, un tour virtuale che permette di esplorare il Parco Archeologico con visori Oculus Quest 3, ricostruzioni 3D e animazioni immersive, per camminare tra piazze, templi e spazi sacri dell’antica Elea. Il servizio è disponibile dalle 9.30 alle 13.30, con prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it Il numero di partecipanti è limitato a 10 persone all’ora.

PAESTUM & VELIA ON THE ROAD. Servizio di navetta da Paestum a Velia e ritorno. La navetta gratuita partirà alle 15 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Velia e, alle 18, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto gratuito. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza. Per informazioni telefonare al +39 0828811023 oppure scrivere a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

 

Il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, i musei e i parchi archeologici statali sono aperti

Venerdì 1° maggio 2026, in occasione della Festa dei Lavoratori, i musei e i parchi archeologici statali resteranno aperti per accogliere i visitatori nei consueti orari di apertura.

Rovereto (Tn). Al museo di Scienze e Archeologia la conferenza “Ecologia microbica e archeologia: cosa ci raccontano i microbi sul passato” con Samuele Voyron (università di Torino), terzo e ultimo appuntamento con “I giovedì dell’archeologia 2026”

Giovedì 30 aprile 2026, alle 18, nella sala convegni “Fortunato Zeni” del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto (Tn), la conferenza “Ecologia microbica e archeologia: cosa ci raccontano i microbi sul passato” con Samuele Voyron, università di Torino – dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, terzo e ultimo appuntamento con “I giovedì dell’archeologia 2026”. Partecipazione libera e gratuita. Samuele Voyron ed Erica Lumini analizzano campioni di suolo provenienti da siti archeologici per recuperare tracce di DNA lasciate dagli organismi presenti oggi o vissuti in passato. Questo approccio permette di leggere nel suolo una vera e propria “memoria biologica”, utile per comprendere gli ecosistemi attuali e ricostruire quelli antichi. L’integrazione tra comunità batteriche, fungine e componente vegetale è particolarmente potente: consente di ricostruire la vegetazione del passato, riconoscere le attività umane e individuare le trasformazioni ambientali avvenute nel tempo, offrendo nuove prospettive per l’interpretazione archeologica.

Roma. Al dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo di Sapienza università l’incontro “I Mestieri dell’Arte – Dirigere i musei: i grandi musei nazionali”, nuovo appuntamento per il ciclo curato dalla prof.ssa Caterina Volpi (SARAS)

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Giovedì 30 aprile 2026, alle 16, in aula Venturi del dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo di Sapienza università di Roma, l’incontro “I Mestieri dell’Arte – Dirigere i musei: i grandi musei nazionali”, nuovo appuntamento per il ciclo curato dalla prof.ssa Caterina Volpi (SARAS). Al centro dell’incontro, i grandi musei, la loro storia e la loro organizzazione. Saranno affrontati vari temi come la conservazione, la promozione e la gestione delle risorse economiche. Si scoprirà che, come spesso accade in Italia, il patrimonio storico artistico è costituito non solo dalle opere esposte nei musei, ma dai musei stessi. Ospiti dell’incontro: la direttrice Alessandra Necci (Palazzo Reale di Napoli), il direttore Luigi Gallo (Musei Nazionali di Bologna, Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia Romagna), e il direttore Thomas Clement Salomon (Galleria Nazionale di Arte Antica, Palazzo Barberini e Palazzo Corsini di Roma).

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (UTET Università), secondo incontro del 2026 del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Giovedì 30 aprile 2026, al museo civico di Storia naturale di Verona, secondo incontro del ciclo “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di storia e di scienza al Museo di Storia Naturale di Verona”, a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca: sette appuntamenti, distribuiti da marzo a dicembre, grazie ai quali conoscere testi di recente pubblicazione scritti e curati da specialiste e specialisti i cui interessi di ricerca intrecciano i terreni di indagine del Museo di Storia Naturale, con un occhio di particolare riguardo per il taglio comunicativo, interdisciplinare e storicizzato del sapere scientifico. Appuntamento, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale, presentazione del libro “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati (UTET Università) che affronta lo studio del passato preistorico con una prospettiva nuova, ambientale e aperta a intrecci multidisciplinari. L’incontro è realizzato dai Musei civici di Verona – museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza. L’autore dialogherà con Massimo Saracino, della Sezione di Preistoria del museo di Storia naturale di Verona, e Mara Migliavacca, dell’università di Verona. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Copertina del “Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia” di Umberto Tecchiati

Ecologia preistorica. Ambiente, società e cultura nella preistoria d’Italia. Oggetto di questo manuale-trattato è la relazione delle società preistoriche e protostoriche italiane con il loro ambiente tra il X e il I millennio a.C. con riferimento all’impatto che queste ebbero su di esso nella costruzione del paesaggio culturale e nello sfruttamento delle risorse naturali. All’inizio dell’Olocene, comunità piccole e mobili, che basavano la propria sussistenza su caccia e raccolta, esercitavano un debole impatto sull’ambiente, ma, a partire dal VI millennio a.C., l’agricoltura comportò un uso più intenso e continuativo delle risorse del suolo in territori circoscritti. Vi si aggiunse, dal IV millennio a.C., la coltivazione di miniere di rame e attività metallurgiche. La ricostruzione della storia di questa lunga relazione, basata su evidenze archeologiche e bioarcheologiche, riflette l’evoluzione di strumenti metodologici appropriati e di approcci estesi a numerosi ambiti naturalistici. Sussistenza, deforestazione, sistemi irrigui, connettività, tecniche, stili alimentari, mobilità, estrazione mineraria, edilizia, artigianato, scambi e conflitti sono analizzati alla luce dei reperti, mostrando una preistoria e protostoria vive e attuali, non cristallizzate in un’astratta “antichità”.

 

San Vero Milis (Or). Al museo civico Santeru il seminario “Dialoghi sull’Oltre. Archeologia funeraria e non solo”, primo di un nuovo ciclo di approfondimento culturale

Giovedì 30 aprile 2026, alle 17.30, al museo civico Santeru di San Vero Milis (Or), al via un nuovo ciclo di approfondimento culturale con il seminario “Dialoghi sull’Oltre. Archeologia funeraria e non solo” a cura della direttrice del museo Barbara Panico che si propone di esplorare il rapporto tra l’uomo e la morte attraverso un approccio interdisciplinare, andando oltre l’analisi dei rituali, utilizzando le moderne tecnologie bioarcheologiche per ricostruire l’identità, la salute e lo stile di vita delle comunità del passato. Apre il seminario, moderato da Pier Giorgio Spanu dell’università di Sassari, con l’intervento di Marco Milanese (università di Sassari) su “Archeologia e antropologia della morte in contesti di catastrofe”. Quindi Anna Rita Punzo (direttrice del MURATS – museo unico regionale dell’Arte Tessile sarda di Samugheo-Or) su “Il simbolismo del tappeto come soglia di commiato”. Chiude Antonio Fornaciari (università di Pisa) su “Racconti dall’oltretomba: lo studio bioarcheologico dei resti umani”.

Portogruaro (Ve). Al museo nazionale Concordiese prorogata la mostra “Sport e salute nelle monete romane. Un racconto per immagini attraverso i denari d’argento di Cinto Caomaggiore”

Al museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve) la mostra “Sport e salute nelle monete romane. Un racconto per immagini attraverso i denari d’argento di Cinto Caomaggiore”, realizzata dalla direzione regionale Musei nazionali Veneto e curata dagli archeologi Federico Bonfanti e Andrea Ziglio, è prorogata fino al 31 maggio 2026. La mostra esplora i temi iconografici connessi allo sport, alla salute e al benessere nell’antica Roma. In esposizione denari romani su cui trovano spazio la corsa dei carri e le venationes, connessi allo sport inteso secondo un’accezione ludica e spettacolare, a fianco di altri – quali ad esempio la raffigurazione di un pugile – dedicati allo sport legato all’allenamento fisico, quasi una sorta di addestramento militare. Altri nuclei di monete ci mostreranno poi come i Romani concepivano la salute e il benessere, distinti, nel pantheon delle divinità, tra sfera pubblica/sociale (Salus) e personale/privata (Valetudo). Per chi non l’avesse già fatto, c’è ancora tempo per immergersi in un emozionante percorso tra storia, mito e società. Dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30; domenica e festivi dalle 8.30 alle 13.30, compresa nel biglietto d’ingresso.

 

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute”

Visto il grande successo di pubblico, la mostra “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute” a cura di Sabina Albano e Fabrizio Sudano, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria è stata prorogata fino al 3 maggio 2026.  Con quasi 50mila visitatori, si conferma tra gli eventi di maggior richiamo nel panorama culturale degli ultimi mesi. Un’esperienza immersiva che mette in dialogo l’immaginario creativo di Versace con le radici della Magna Grecia. Un viaggio nell’estetica inconfondibile di uno dei miti della moda internazionale, che continua a conquistare il pubblico giorno dopo giorno. C’è quindi ancora l’occasione per visitarla con l’apertura straordinaria, a pagamento, del 1° maggio 2026 e dell’apertura gratuita  del 3 maggio 2026 (prima domenica del mese). “Il grande riscontro di pubblico che la mostra sta registrando”, dichiara il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, “testimonia quanto il dialogo tra patrimonio archeologico e creatività contemporanea sia capace di coinvolgere e appassionare un pubblico ampio e diversificato. La proroga rappresenta un’opportunità significativa per consentire a un numero ancora maggiore di visitatori di conoscere e approfondire il legame profondo tra Gianni Versace e la sua terra d’origine, in un percorso che unisce memoria, identità e innovazione”. La giornata conclusiva della mostra, domenica 3 maggio 2026, coinciderà con l’iniziativa ministeriale di ingresso gratuitooffrendo così un’ulteriore occasione di visita e partecipazione al pubblico. La mostra continua così il suo percorso, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva che mette in relazione l’immaginario creativo di Versace con le radici della Magna Grecia, valorizzando il ruolo del Museo come luogo di dialogo tra antico e contemporaneo.

 

Roma. Al museo dell’Arte Classica (UniRoma1) presentazione del libro “Gente d’Appennino. Il villaggio eneolitico di Maddalena di Muccia (Mc)” di Cecilia Conati Barbaro e Alessandra Manfredini

Mercoledì 29 aprile 2026, alle 18, nell’aula di Archeologia, museo dell’Arte Classica, piazzale Aldo Moro 5, Sapienza università di Roma, presentazione del libro “Gente d’Appennino. Il villaggio eneolitico di Maddalena di Muccia (Mc)” di Cecilia Conati Barbaro e Alessandra Manfredini, pubblicato nella collana Origines, n° 39, dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze. Interverranno Francesca Romana Stasolla, direttrice del dipartimento di Scienze dell’Antichità; Maria Bernabò Brea, già funzionario archeologo MIC e membro del direttivo dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria; Andrea Cardarelli, presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Il libro presenta i risultati delle campagne di scavo condotte a Maddalena di Muccia, che hanno messo in luce numerose capanne a pianta rettangolare absidata o ovale. Il rinvenimento di un’imponente palizzata che delimita il villaggio in direzione SE suggerisce l’esistenza di un altro nucleo insediativo più antico, che indica la continuità di occupazione del pianoro in età eneolitica.

Pieve di Cadore (Bl). In sala Consiliare la conferenza “Il santuario di Lagole di Calalzo. Culti antichi in Cadore tra terre e acque” con Matteo Da Deppo (museo Archeologico Cadorino), Alessandro Asta (Sabap Pd-Tv-Bl), Giovanna Gambacurta (università Ca’ Foscari), sesto appuntamento del ciclo di conferenze diffuso in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Venezia

Mercoledì 29 aprile 2026, alle 18, nella sala Consiliare della sede comunale di Pieve di Cadore (Bl), la conferenza “Il santuario di Lagole di Calalzo. Culti antichi in Cadore tra terre e acque” con Matteo Da Deppo, direttore museo Archeologico Cadorino “E. De Lotto”; Alessandro Asta, funzionario archeologo soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Padova Treviso e Belluno; Giovanna Gambacurta, professoressa associata di Etruscologia e Archeologia italica, università Ca’ Foscari di Venezia; sesto appuntamento del ciclo di conferenze diffuso che da marzo a settembre 2026, in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia fino al 29 settembre 2026, si terrà nei luoghi coinvolti dal progetto espositivo. ​Gli incontri accompagnano il pubblico lungo una geografia ampia e connessa, toccando Venezia e Adria, fino a Marzabotto, Milano, Ferrara e San Casciano dei Bagni: un’occasione per approfondire temi e contesti della mostra direttamente nei territori, tra musei e siti che ne condividono la trama di ricerche, prestiti e relazioni. La conferenza verterà sulla sezione dedicata ad Adria e Spina nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” in corso a Venezia. Nel corso della conferenza verranno illustrati i temi cardine alla base della mostra, ci si concentrerà, inoltre, sulle ragioni che hanno portato ad esporre un consistente lotto di reperti provenienti dallo straordinario sito archeologico di Lagole di Calalzo, ampliando lo sguardo alle dinamiche del culto in età preromana, in Veneto, tra gli ambienti di montagna e di pianura. Si coglierà anche l’occasione per raccontare la nascita e la continua evoluzione dei percorsi espositivi del MARC – museo Archeologico Cadorino “Enrico De Lotto” e i progetti di studio e valorizzazione in corso. Incontro realizzato grazie al sostegno della soprintendenza ABAP per le Province di Belluno Padova e Treviso; Fondazione Musei Civici di Venezia; dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia; Comune di Pieve di Cadore; Magnifica Comunità di Cadore.