Roma. Al termine di due anni di restauri realizzati col sostegno di Tod’s, per la prima volta aprono al pubblico gli ipogei del Colosseo, occasione per conoscere la storia della macchina scenica più grande al mondo, dall’inaugurazione in età flavia fino alla fine dei giochi nel 523

Il 26 giugno 2021 è una data importante per il Colosseo. Per la prima volta saranno aperti al pubblico gli ipogei del Colosseo, visibili solo parzialmente fino all’avvio del cantiere nel dicembre 2018. Dal 26 giugno 160 metri di passerella accessibile condurranno il pubblico a conoscere la storia della macchina scenica più grande al mondo, dall’inaugurazione in età flavia fino alla fine dei giochi nel 523 e alla riscoperta archeologica dalla fine dell’Ottocento. Gli ipogei si visitano con il biglietto #fullexperience, già in vendita sul sito ufficiale.

Il ministro Dario Franceschini alla presentazione degli ipogei del Colosseo alla fine dei restauri (foto PArCo)

“Ricordo che quando, diversi anni fa, ho cominciato il mio primo mandato da Ministro”, interviene Dario Franceschini alla presentazione dei lavori di restauro degli ipogei dell’Anfiteatro Flavio, “Tod’s aveva già avviato questa importante operazione. Rimasi allibito e indignato nel vedere che, di fronte a un’impresa italiana impegnata a destinare una somma così importante alla tutela del patrimonio culturale del Paese, invece del plauso generale si sollevassero polemiche. È stata questa ragione che mi ha spinto poi a proporre le norme sull’Art Bonus al Parlamento, che le ha approvate convintamente introducendo un’agevolazione fiscale per chi dona in cultura capace di portare in pochi anni oltre mezzo miliardo di euro”. Il restauro degli ipogei fanno parte della seconda fase dei lavori, avviata nel 2018, nell’ambito degli interventi realizzati con il sostegno di Tod’s, “che amplia e arricchisce il percorso di visita del Colosseo”.

Gli ipogei del Colosseo alla fine dei restauri (foto PArCo)

“Tod’s è però intervenuta prima dell’introduzione dell’Art Bonus”, ha ricordato il ministro, “compiendo quindi un gesto di mecenatismo e di vera liberalità per il Paese. Grazie anche a questo gesto, sono cambiate un po’ di cose in questi anni. Innanzitutto, credo che sia caduta l’assurda barriera ideologica tra pubblico e privato, che invece possono e devono collaborare nella gestione del patrimonio culturale del Paese. L’articolo 9 della Costituzione riguarda tutti, e non solo le istituzioni. Sottolineo ciò soprattutto perché le grandi imprese italiane, al di là di quello che esportano nel mondo, hanno dietro l’Italia, la sua arte e la sua bellezza. Per questo ritengo che la logica del give back, della restituzione, debba essere pienamente introdotta nel nostro Paese. Nel ringraziare Diego Della Valle –  ha aggiunto Franceschini – faccio quindi un appello: l’Art Bonus ha portato risultati importanti, ma è ancora poco. Non si sono fatte avanti grandi imprese, mentre sono moltissime le micro donazioni. Vorrei che si arrivasse a valutare l’impatto sociale del bilancio delle imprese – ha proposto il Ministro – considerando quanto ogni singola impresa abbia restituito al proprio Paese in termini di tutela del patrimonio culturale. L’Italia merita questo”.

Gli ipogei del Colosseo sono stati restaurati dai tecnici del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“L’intervento di recupero e valorizzazione degli ipogei”, ha sottolineato il ministro, “è stato reso possibile anche dalle straordinarie professionalità dei tecnici del parco archeologico del Colosseo. Un grande lavoro tecnico che dimostra come, anche in questo caso, si possa coniugare la conservazione del patrimonio con le tecnologie e con la ricerca, arrivando anche a osare”.

La nuova passerella che porta i visitatori negli ipogei del Colosseo (foto PArCo)

“Grazie alle risorse pubbliche”, ha ricordato Franceschini, “partiranno poi i lavori per coprire gli ipogei, restaurati grazie a Tod’s, e fare un’arena che consentirà di ammirare il Colosseo dal centro, come avveniva fino alla fine dell’Ottocento. È una grande operazione. Abbiamo bisogno di orgoglio in queste settimane di ripartenza. Il nostro popolo ha sempre dato il meglio di sé nei momenti di difficoltà. Lo hanno dimostrato i nostri predecessori nell’immediato dopoguerra, quando si sono rimboccati le maniche in un Paese diviso e dilaniato portandolo in pochi anni a essere una potenza industriale. Torneremo a dimostrarlo ora, e sono felice che ciò avvenga nel nome della cultura”.

g20-cultura_logoFranceschini ha chiuso con un annuncio: “Il Governo italiano il 29 e il 30 luglio 2021 porterà sull’arena del Colosseo il tavolo del G20 della Cultura, dove i delegati saranno accolti dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il mondo vedrà che l’Italia ha deciso di ospitare un simile incontro nel luogo che più la identifica nel mondo”. 

Cambio di governance al Grande Progetto Pompei: il generale dei carabinieri Giovanni Di Blasio subentra al generale Mauro Cipolletta che illustrerà i nuovi progetti di spesa per l’Unità Grande Pompei

Massimo Osanna, già direttore del parco archeologico di Pompei, con il direttore uscente del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta (foto parco archeologico di pompei)

Cambio di governance e nuovi progetti di spesa per l’Unità Grande Pompei. Il giorno 30 giugno 2021 il generale di divisione dei carabinieri Mauro Cipolletta terminerà il suo mandato da direttore generale del Grande Progetto Pompei – Unità Grande Pompei. Martedì 29 giugno 2021, alle 10, alla Casina Pacifico, sede storica della direzione generale di progetto, affacciata sull’ingresso di Porta Anfiteatro, il generale Cipolletta illustrerà l’attività dell’Unità Grande Pompei e le novità relative allo sviluppo del piano strategico, con particolare riguardo al programma di spesa recentemente autorizzato dal ministero della Cultura. All’incontro, oltre al direttore dei musei Massimo Osanna e al direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, sarà presente, per l’autorità di gestione, l’ing. Angelantonio Orlando, dirigente del servizio V “contratti e attuazione programmi” del segretariato generale del ministero della Cultura. Con l’occasione il gen. Cipolletta presenterà il suo successore, quale direttore generale di progetto, il generale di brigata dei carabinieri Giovanni Di Blasio, che da qualche mese già svolge l’incarico di vice direttore del Grande Progetto Pompei – Unità Grande Pompei. 

Venezia. Nel 1600 anniversario della fondazione di Venezia e nel decennale del sito Unesco “Siti preistorici palafitticoli dell’arco alpino”, apre a Palazzo Corner Mocenigo la mostra “Vivere tra terra e acqua” – Dalle palafitte preistoriche a Venezia” che avvicina la storia di Venezia e la cultura degli insediamenti palafitticoli

La locandina della mostra “Vivere tra terra e acqua” – Dalle palafitte preistoriche a Venezia” a Palazzo Mocenigo di Venezia dal 25 giugno al 31 ottobre 2021

unesco_siti-palafitticoli-preistorici-dell-arco-alpino_logovenezia-1600_logoNel corso del 2021 si celebra l’anniversario dei 1600 anni della fondazione di Venezia, avvolta in tratti mitici, della città costruita sull’acqua, e al contempo si conta il primo decennale di un altro sito UNESCO, che celebra i “Siti preistorici palafitticoli dell’arco alpino”. È in questo contesto che va inserita la mostra “Vivere tra terra e acqua. Dalle palafitte preistoriche a Venezia” che avvicina la storia di Venezia, la città che sorge su pali infitti nel terreno limoso della laguna e la cultura degli insediamenti palafitticoli sepolti nei depositi torbosi di antichi laghetti. Due siti Unesco, separati da migliaia di anni, uniti dalla medesima spinta a costruire e vivere l’ambiente umido. L’inaugurazione venerdì 25 giugno 2021 alle 11, a Palazzo Corner Mocenigo in Campo San Polo 2128/a a Venezia, sede del Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza. La mostra “Vivere tra terra e acqua” – Dalle palafitte preistoriche a Venezia” (25 giugno 2021 – 31 ottobre 2021) è promossa proprio dal Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Veneto, e in partnership con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, sulla scorta del relativo Protocollo d’Intesa sottoscritto in data 24 febbraio 2021.  

Il sito palafitticolo di Fiavè in Trentino (foto archeotrentino)
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Tracce di palafitte conservate sotto la superficie dell’acqua (foto comando regionale guardia di finanza)

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Il sito palafitticolo del laghetto della Costa ad Arquà Petrarca (Pd) (foto parco colli euganei)

Venezia vanta una lunga storia e la sua formazione, quale insediamento umano, è dovuta ad un “sinecismo” degli abitati sorti sulle altre strisce di terra della laguna in seguito alle invasioni barbariche che spinsero la popolazione ad individuare opportuno rifugio nella piccola isola che sarà l’anima della Serenissima. Patrimonio mondiale dell’umanità, l’impianto urbano di Venezia poggia su fondazioni in legno, pali infitti nel terreno morbido e limoso, che ancor oggi sorreggono le piattaforme sulle quali si innalzano i palazzi veneziani, con il loro patrimonio di storia e cultura. Una tecnica all’altezza di importanti sfide ingegneristiche, ma che affonda le sue origini a partire dal Neolitico. La mostra di Palazzo Corner Mocenigo mette a confronto la storia e la cultura di Venezia che sorge su fondazioni in legno di pali infitti nel terreno morbido e limoso e gli insediamenti palafitticoli sepolti nei depositi torbosi di antichi laghetti o corsi fluviali. Ed espone gli aspetti salienti del grande tema del costruire e vivere in ambienti umidi, proponendo un percorso che illustri, grazie ai dati scientifici provenienti dalle più aggiornate ricerche e all’osservazione diretta dei reperti esposti, gli aspetti salienti di un fondamentale momento della nostra storia: il mondo palafitticolo.

La mappa delle palafitte censite nel sito Unesco “Siti preistorici palafitticoli dell’arco alpino” (foto mic-unesco)
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Il laghetto del Frassino vicino a Peschiera (Vr) (foto drm-veneto)

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Ricerche archeologiche subacquee nelle acque del laghetto del Frassino vicino a Peschiera (foto drm-veneto)

Gli insediamenti palafitticoli sono sepolti nei depositi torbosi di antichi laghetti, o corsi fluviali, o sommersi in specchi d’acqua. Eppure, per l’UNESCO, meritano di far parte del Patrimonio dell’umanità. Le palafitte alpine hanno permesso agli specialisti di ricostruire, come in nessun’altra regione del mondo, la vita nelle società di agricoltori e allevatori tra il V e il I millennio a.C. Lungo l’arco alpino si conoscono circa 1000 siti con strutture “su palafitta”. Sono diffusi in Svizzera, Germania meridionale, Austria, Slovenia, Italia settentrionale e Francia orientale. Sono collocati per lo più presso le rive dei laghi, nelle zone di torbiera e, più raramente, lungo i fiumi. Grazie alla loro posizione in terreni saturi d’acqua, si sono conservati gli elementi strutturali in legno, i resti di cibo, gli utensili in legno e persino i tessuti. Proprio per questo motivo i resti di questi insediamenti permettono di gettare uno sguardo sulla vita del tempo: rappresentano infatti la fonte più importante per lo studio delle più antiche società contadine europee. Il sito UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” è stato iscritto nel 2011 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, è un sito seriale transnazionale che coinvolge sei nazioni europee: Austria, Francia, Germania, Italia, Svizzera e Slovenia e comprende 111 villaggi palafitticoli, 19 dei quali si trovano in Italia, di cui 4 in Veneto: Peschiera del Garda-Belvedere; Peschiera del Garda-Frassino; Cerea-Tombola; Arquà Petrarca – Laghetto della Costa.

Roma. Al via le passeggiate serali nell’area archeologica dei Fori Imperiali con video sulla Colonna Traiana al museo multimediale sotto Palazzo Valentini. Visita guidata itinerante in sicurezza con ingressi contingentati. Gratuita con MIC Card

Il Foro di Cesare nel percorso serale dell’area archeologica dei Fori Imperiali (foto roma in comune)

Dal 24 giugno 2021 al via le passeggiate serali nell’area archeologica dei Fori Imperiali a Roma. Grazie a un protocollo d’intesa tra la sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Città Metropolitana di Roma Capitale, che ha messo a disposizione del pubblico l’accesso al museo multimediale sotto Palazzo Valentini, dal 24 giugno al 26 settembre 2021, tutte le sere dalle 18.30 alle 21.50 (ultimo ingresso), i visitatori, con l’acquisto del solo biglietto dei Fori Imperiali, potranno fruire di una passeggiata serale in una delle aree archeologiche più suggestive di Roma. I servizi museali e l’organizzazione sono di Zètema Progetto Cultura in collaborazione con Civita Mostre e Musei per l’apertura di Palazzo Valentini. La visita della durata complessiva di circa 1 ora e 30 minuti, con accesso dalla biglietteria dei Fori Imperiali in prossimità della Colonna Traiana, è itinerante e condotta da guide in lingua italiana.

Il museo multimediale sotto Palazzo Valentini al Foro di Traiano a Roma (foto palazzo valentini)

Il percorso inizia dal museo multimediale sotto Palazzo Valentini, dove i visitatori potranno vedere un filmato, a cura di Piero Angela e Paco Lanciano, con la ricostruzione virtuale della Colonna Traiana che permette di osservare da vicino i bassorilievi e la campagna militare che essi raccontano: la conquista della Dacia, l’attuale Romania, da parte dell’imperatore Traiano. Un racconto straordinario che si conclude con la morte del re Decebalo e il trionfo dell’imperatore (durata 13 minuti circa). Dopo la visione del filmato, i visitatori proseguiranno con la visita guidata itinerante che dal Foro di Traiano, attraverso il passaggio sotto via dei Fori Imperiali, conduce al Foro di Cesare con uscita da via Bonella su via dei Fori Imperiali, in prossimità di largo Corrado Ricci / via della Salara Vecchia.

La Colonna Traiana dominava il foro di Traiano a Roma (foto Graziano Tavan)

Nel rispetto delle misure di prevenzione anti Covid-19, è previsto l’ingresso contingentato all’area (max 9 persone ogni 20 minuti), la misurazione della temperatura (non è possibile accedere con temperatura uguale o superiore a 37,5°), il distanziamento interpersonale. Obbligatorio l’uso della mascherina. La visita è compresa nel biglietto dei Fori Imperiali. Consigliato il preacquisto on line sul sito www.sovraintendenzaroma.it oppure al contact center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19), con 1 euro di prevendita. I biglietti sono acquistabili anche sul posto, nella biglietteria posta in prossimità della Colonna Traiana: intero, 4 euro; ridotto, 3 euro. Riduzioni e gratuità secondo tariffazione vigente. Per i possessori della MIC card ingresso e visita gratuiti, con prenotazione consigliata allo 060608. Gruppi con guida propria (max 13 persone + la guida): potranno prenotare l’ingresso allo 060608 ma non potranno accedere al museo multimediale di palazzo Valentini per motivi di capienza. Il percorso riguarderà quindi solo l’area archeologica.

“I Longobardi a Cividale”. Per il decennale del sito Unesco seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” al museo Archeologico nazionale di Cividale un intero fine settimana di visite guidate alla collezione longobarda. Esposta la copia del IX secolo dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono

La locandina per il week end “I Longobardi a Cividale” al museo Archeologico nazionale di Cividale

“Dal 2011 è Patrimonio dell’Umanità. Vieni a scoprire il primo Ducato del Regno longobardo in Italia. Vieni a Cividale”. È l’invito che il museo Archeologico nazionale di Cividale lancia per contribuire alla festa della città longobarda nell’ambito delle iniziative legate alla celebrazione del decennale dell’iscrizione alla World Heritage List del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, che si tengono a Cividale dal 22 al 27 giugno 2021. Un intero fine settimana di visite guidate alla collezione longobarda (dal 25 al 27 giugno) con l’evento “I Longobardi a Cividale”.​ Visite con prenotazione obbligatoria allo 0432 700 700. Il programma al museo Archeologico nazionale di Cividale: venerdì 25 giugno 2021, visite guidate alla sezione longobarda alle 11, 16 e 20.30; laboratorio per bambini e famiglie a cura di Archeoscuola alle 15; ingresso gratuito dalle 8.30 alle 23. Sabato 26 giugno 2021, visite guidate alla sezione longobarda alle 11 e 16. Domenica 27 giugno 2021, visite guidate alla sezione longobarda alle 11, 16 e 18; visita compresa nel biglietto di ingresso con apertura consueta. Per tutto il fine settimana sarà esposta l’Historia Langobardorum di Paolo Diacono, una copia del IX secolo che costituisce una delle versioni più antiche e più complete al mondo.

Parco archeologico di Pompei: il direttore Zuchtriegel annuncia la riapertura del parco Archeologico Naturalistico di Longola a Poggiomarino

Il parco Archeologico Naturalistico di Longola a Poggiomarino (foto parco archeologico di pompei)
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Veduta aerea delle capanne del parco Archeologico Naturalistico di Longola a Poggiomarino (foto parco archeologico di pompei)

Sabato 26 giugno 2021 riapre il parco Archeologico Naturalistico di Longola. Lo annunciano il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e il sindaco del Comune di Poggiomarino, Maurizio Falanga. Il parco Archeologico Naturalistico di Longola è stato realizzato dal Comune di Poggiomarino con la direzione scientifica del parco Archeologico di Pompei. Accoglie il villaggio fluviale di età protostorica, principale scoperta di epoca pre-romana avvenuta nella valle del Sarno, situato una decina di chilometri verso l’interno rispetto a Pompei. Il sito fu scoperto casualmente nel 2000, durante i lavori per la realizzazione dell’impianto di depurazione di Poggiomarino-Striano. Lo scavo condotto dall’allora soprintendenza Archeologica di Pompei ha permesso di mettere in luce un insediamento cresciuto in  ambiente umido, ai margini del Sarno, frequentato sin dalla età del Bronzo (XV-XIV sec. a.C.) ma con un’importante fioritura economica fra l’età del Ferro e l’età Arcaica, unico per l’Italia meridionale.

Roma. Il ministro Franceschini ha aperto ufficialmente la Domus Aurea e la mostra multimediale “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”. L’intervento dei curatori. Via libera al pubblico dal 23 giugno

Dal 23 giugno 2021 la Domus Aurea riapre al pubblico (foto PArCo)

roma_domus-aurea_nuova-locandina_apertura-23-giugnoIl giorno tanto atteso è arrivato: mercoledì 23 giugno 2021, alle 9, riapre la Domus Aurea, la reggia di Nerone, con un percorso di visita ricco di novità e con una mostra dedicata a Raffaello e alla straordinaria storia della scoperta delle sue superfici affrescate. Il Parco archeologico del Colosseo ha potenziato nel periodo di chiusura i lavori di restauro e di ripristino di spazi in precedenza ingombri da ponteggi che lasciano adesso vedere affreschi prima non visibili. Inoltre è stato creato un nuovo ingresso che dal parco del colle Oppio immette direttamente nella Sala Ottagona, sede della mostra, e lungo il percorso di visita del padiglione della reggia neroniana è stato completamente rinnovato l’impianto di illuminazione. Allo stesso tempo, sono state allestite sculture fino ad oggi conservate nei depositi del monumento, contribuendo a celebrare lo sfarzo della residenza di Nerone. Ingresso dal lunedì al giovedì: visita limitata alla sala Ottagona e alle sale limitrofe, comprensiva della mostra immersiva, con accompagnamento obbligatorio; 9.18.30 con ingressi contingentati e turni di massimo 20 persone ogni 15 minuti (guida inclusa). Dal venerdì alla domenica: visita guidata obbligatoria, estesa a tutto il monumento, compresa la mostra nella sala Ottagona e sale limitrofe; 9-18.30 con ingressi contingentati e turni di massimo 20 persone ogni 15 minuti (guida inclusa). Le capienze e i turni saranno soggetti a modifiche e revisioni in base alle norme vigenti sulle misure di contenimento della diffusione della pandemia. Biglietti: visita accompagnata dal lunedì al giovedì, intero: 12 euro; ridotto: 9 euro, visitatori tra 6 e 12 anni di età, docenti delle scuole di ogni ordine e grado; dipendenti Mic. Visita guidata dal venerdì alla domenica: intero: 18 euro; ridotto: 15 euro, visitatori tra 6 e 12 anni di età, docenti delle scuole di ogni ordine e grado; dipendenti Mic.

L’anteprima della mostra “Raffaello e la Domus Aurea” con il ministro Dario Franceschini, l’architetto Stefano Boeri, e i curatori Alfonsina Russo e Vicenzo Farinella (foto PArCo)

L’anteprima con il ministro. Lunedì 21 giugno 2021, anteprima alla presenza del ministro Dario Franceschini con inaugurazione della mostra multimediale “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” (23 giugno 2021 – 7 gennaio 2022), la mostra dagli straordinari apparati interattivi e multimediali allestita nella Sala Ottagona e negli ambienti circostanti. La mostra è a cura di Vincenzo Farinella e Alfonsina Russo con Stefano Borghini e Alessandro D’Alessio. Produzione, organizzazione, promozione e catalogo Electa editore. Allestimento e interaction design dotdotdot.it. Nuova passerella di ingresso Stefano Boeri Architetti. Nuovo progetto di illuminazione Erco.

Aperti nella Domus Aurea nuovi ambienti con il posizionamento di sculture dai depositi (foto PArCo)

Il saluto del direttore del PArCo, Alfonsina Russo. “Dopo oltre un anno di chiusura”, ha ricordato Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e co-curatrice della mostra, “apriamo oggi la Domus Aurea e insieme la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” che avremmo dovuto inaugurare l’anno scorso in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Raffaello. La mostra è stata curata per le soluzioni multimediali da dotdotdot.it. In questa occasione inauguriamo anche un nuovo ingresso realizzato dall’architetto Stefano Boeri che consente di entrare direttamente nel cuore della Domus Aurea, nella Sala Ottagona dove è attualmente la mostra, da colle Oppio. Il percorso è arricchito da una alcune novità, un percorso ampliato con una serie di ambienti prima non visibili perché ingombri da ponteggi, e lungo questo percorso si dispiegano degli elementi scultorei rinvenuti nei depositi, come le Muse e alcuni elementi architettonici. E vera novità è l’illuminazione, l’elemento clou che ripropone quelli che erano gli espedienti degli architetti neroniani di catturare la luce attraverso delle finestre poste in alto le quali riuscivano in qualche modo a far filtrare la luce verso gli ambienti più bui. Devo ringraziare per questo Elisabetta Segala, e anche Francesca Guarneri l’attuale responsabile della Domus Aurea. E anche l’architetto Stefano Borghini che ha realizzato degli apprestamenti molto suggestivi. Infine devo ringraziare per il Giardino ecosostenibile il ministro Franceschini che ci ha dato con decreto una serie di fondi per riuscire a superare la criticità rappresentata dall’acqua che filtra attraverso le volte, e Gabriella Strano. La mostra è stata organizzata da Electa. E il parco archeologico del Colosseo ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il British Museum che attualmente ha in corso una mostra su “Nerone” per dare nuova luce alla figura di questo imperatore, che non è stato un imperatore solo con una serie di aspetti negativi ma ha avuto anche una serie di attività positive, come l’urbanistica, l’architettura, le arti”.

La nuova passerella pedonale che porta nel cuore della Domus Aurea (foto PArCo)

Il nuovo ingresso da colle Oppio. “Abbiamo realizzato questo ingresso all’interno di una delle gallerie che l’imperatore Traiano fece costruire”, ha spiegato l’architetto Stefano Boeri, “quando si decise sostanzialmente di riempire di terra tutti gli spazi della Domus Aurea per costruire sopra il grande impianto termale di Traiano. Riaprire, rendere visitabili una di queste gallerie, vuol dire fare i conti prima di tutto con un tema delicato: il nuovo rapporto della Sala Ottagona con l’esterno, cioè con il colle Oppio. Poi superare una pendenza molto importante, tra le due quote. Così questo viaggio nello spazio è anche un viaggio nel tempo. Percorrendo la gallerie si vedono infatti i resti degli impianti termali che Traiano fece costruire sopra la Domus Aurea. La galleria entra con un orientamento diverso da quello della Domus Aurea – ha continuato Boeri – e questo spiega il diverso orientamento dei due impianti: l’impianto di Traiano che è NW-SE, e l’impianto originario della Domus Aurea che è rigorosamente N-S. e questo è stato uno dei temi su cui abbiamo lavorato di più perché si leggesse questa differenza. Il progetto è fatto di tre parti: un inizio che è un vestibolo, un ingresso in cui abbiamo dovuto anche fare i conti con un problema termico (cioè non fare entrare il clima esterno all’interno della Domus Aurea); le rampe che non sono appoggiate sulle volte e arrivano fino al portale della Sala Ottagona; e infine l’approdo alla Sala Ottagona che è schermato da una parete che ha le dimensioni del portale storico per evitare che ci fosse un rapporto troppo diretto, come non c’è mai stato, tra interno e esterno”.

L’Atlante Farnese al centro della Sala Ottagona per la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: allestimento e interaction design a cura di Dotdotdot

Storia e descrizione della mostra. “Questa mostra è nata in collegamento con la grande mostra di Raffello che l’anno scorso si è tenuta alle scuderie del Quirinale, che era molto centrare su Roma e sul rapporto con l’artista”, è intervenuto il prof. Vincenzo Farinella co-curatore della mostra. “In quella mostra non si parlava delle grottesche, della scoperta delle grottesche, dell’invenzione delle grottesche, perché quel tema era in qualche modo lasciato alla Domus Aurea. Poi gli eventi hanno reso impossibile inaugurare la mostra, ed è slittata di un anno. Ma ora fortunatamente ci siamo riusciti. È una mostra frutto di un lavoro collegiale che ha dato vita a un progetto originale. L’obiettivo di questa mostra era raccontare una storia che inizia alla fine degli anni Settanta del Quattrocento, quando i primi artisti (Pinturicchio, Signorelli, e altri) scendono sottoterra da sopra, dal colle Oppio, calandosi per cunicoli, per grotte, come gli speleologi, con le torce, e scoprono questo mondo dimenticato, sepolto, senza neanche rendersi conto che era la Domus Aurea di Nerone. Ma rimasero abbagliati da questi affreschi che all’epoca dovevano essere molto ben conservati, che vengono immediatamente chiamati grottesche, dalle grotte in cui erano stati riscoperti. La storia si diceva inizia alla fine degli anni Settanta del Quattrocento. E poi perché Raffaello? Raffaello intorno al 1515, grazie anche allo stimolo datogli da questa sua collaborazione con Giovanni da Udine, scende anche lui nella Domus Aurea, scopre anche lui le grottesche, e in modo geniale le reinventa completamente, creando i primi veri e propri ambienti all’antica, organicamente all’antica: come la Stufetta del card. Bibbiena in Vaticano, 1516, che abbiamo ricostruito in mostra, in uno degli ambienti radiali della Sala Ottagona. E poi l’ambizione – ha sottolineato lo storico dell’arte – era anche quella di estendere il discorso sia andando indietro nel tempo, e quindi rievocando per il visitatore, almeno in parte, l’effetto straordinario che doveva essere entrare nella Domus Aurea ai tempi di Nerone, quando la Domus Aurea era una delle meraviglie assolute del mondo. E infatti nella Sala Ottagona si vede la proiezione, l’effetto rotante della cupola, che vuole in qualche modo rievocare quella notizia di Svetonio che scrive che nella Domus Aurea c’era una sala da pranzo, una coenatio, rotonda che ruotava continuamente. E poi andare più avanti, ossia raccontare la storia delle grottesche da Raffaello in poi, mostrando quindi lo sviluppo delle grottesche e la diffusione in Italia e poi in Europa e poi nell’intero mondo di questo linguaggio ornamentale senza dimenticare il fatto che le grottesche non muoiono mai sostanzialmente, ma hanno anzi un ulteriore momento di rinascita novecentesca, e forse una delle sorprese maggiori sarà la quinta stanza dove viene evocato in qualche modo il tema della fortuna novecentesca delle grottesche. È una storia complicata, lunga, articolata che la mostra riesce a raccontare in modo non solo chiaro ma anche molto suggestivo”.

Un bell’esempio di “grottesca” da una parete della Domus Aurea (foto PArCo)
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La Sala Ottagona come si presenta per la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: allestimento e interaction design a cura di Dotdotdot

L’ultima parola al ministro Dario Franceschini. “Questa bellissima mostra arricchisce ancora di più questo luogo straordinario, magico, unico, che lascia sbalorditi, a bocca aperta tutti i visitatori che entrano, perché percepiscono la grandezza di Roma, la maestosità dell’intervento, percepiscono la magia di questi buchi nel soffitto da cui si calavano Pinturicchio e altri pittori del Rinascimento. Veramente un luogo magico. Io non dimentico – ha raccontato il ministro – l’ammirazione e lo stupore negli occhi del presidente Macron, che abbiamo accompagnato qui qualche anno fa con l’allora presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Questo luogo viene arricchito oggi con un intervento di architettura contemporanea, grazie a Stefano Boeri, dimostrazione di come si possano fare interventi contemporanei di qualità che svolgono una funzione ma che si conciliano perfettamente con la conservazione, la tutela dei luoghi più prestigiosi del nostro Paese. È questa un’altra grande occasione di arricchimento del nostro patrimonio culturale in un luogo simbolo per tutta Italia e tutto il mondo. Fra poco più di un mese, il 29 luglio, si aprirà il G20 dei ministri della Cultura all’interno del Colosseo: insomma un modo per dimostrare che l’Italia investe sul futuro anche sulla base della grandiosità di quello che hanno fatto le generazioni prima di noi. È un luogo stupendo. Ora dobbiamo rendere stupendo anche fuori – ha dichiarato Franceschini – con l’intervento per il Giardino sostenibile, per evitare le infiltrazioni d’acqua che hanno rovinato purtroppo nel tempo gli affreschi della Domus Aurea. C’è un problema che si chiama parco di colle Oppio. Il Ministero ha offerto collaborazione al Comune. Vedremo dopo le elezioni amministrative. Ma come Parco archeologico del Colosseo siamo pronti a prenderci in gestione il parco di colle Oppio all’interno del PArCo perché sarebbe un modo per renderlo, come è giusto che sia, uno dei luoghi più collegati al Colosseo in tutto il suo splendore e non in un degrado come è oggi, veramente imbarazzante, che mal si concilia con lo splendore della Domus Aurea e del Colosseo”.

Roma. Fino al 7 novembre al Foro di Augusto con i “Viaggi nell’Antica Roma”, lo spettacolo multimediale di Piero Angela e Paco Lanciano, si rivive la storia del Foro di Augusto

Ripartono i “Viaggi nell’Antica Roma”, lo spettacolo multimediale all’aperto per rivivere la storia del Foro di Augusto. Dopo i successi degli scorsi anni torna dal 17 giugno al 7 novembre 2021 lo straordinario progetto “Viaggi nell’antica Roma” con lo spettacolo multimediale che racconta e fa rivivere la storia del Foro di Augusto. Il progetto è promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotto da Zètema Progetto Cultura. Ideazione e cura di Piero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso e con la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina. Dalla tribuna realizzata in via Alessandrina, gli spettatori potranno tornare a godere di una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico, accompagnati dalla voce di Piero Angela e dalla visione di magnifici filmati e proiezioni che ricostruiscono il luogo così come si presentava nell’antica Roma.

Nel Foro di Augusto lo spettacolo “Viaggi nell’Antica Roma” di Piero Angela e Paco Lanciano è disponibile in 8 lingue (foto Roma Culture / Viaggio nei Fori)

Lo spettacolo – fruibile in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese) e con tre repliche di 40 minuti ogni sera – si svolgerà nel rispetto delle misure di prevenzione anti Covid-19: ingresso contingentato (max 70 persone a replica), misurazione della temperatura, utilizzo di audioguide protette da involucro monouso e auricolari monouso, distanziamento interpersonale di un metro con segnaposti sulle tribune. I biglietti possono essere pre-acquistati online sul sito www.viaggioneifori.it o al call center 060608 (attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00). Possono essere acquistati anche sul posto, previa compilazione della scheda anagrafica con i dati personali del visitatore, e nei Tourist Infopoint. Per i possessori della MIC card e della Roma Pass è previsto il biglietto d’ingresso ridotto.

“Viaggi nell’Antica Roma” di Piero Angela e Paco Lanciano attraverso una multi-proiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, si sofferma sulla figura di Augusto (foto Roma Culture / Viaggio nei Fori)

Lo spettacolo. Il racconto del Foro di Augusto inizia dai marmi ancora visibili nell’area. Attraverso una multi-proiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, il racconto di Piero Angela si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, era custodita accanto al tempio dedicato a Marte Ultore. Con Augusto, Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l’età imperiale è stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di poco più di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra ai confini con l’odierno Iraq, comprendendo gran parte dell’Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. Queste conquiste portarono all’espansione non solo di un impero, ma anche di una grande civiltà fatta di cultura, regole giuridiche, arte. In tutte le zone dell’Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade. Dopo Augusto, del resto, altri imperatori come Nerva e Traiano lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. Roma a quel tempo contava più di un milione di abitanti: nessuna città al mondo aveva mai avuto una popolazione di quelle proporzioni. Era la grande metropoli dell’antichità: la capitale dell’economia, del diritto, del potere e del divertimento.

Lo spettacolo “Viaggi nell’Antica Roma” nel Foro di Augusto è in cartellone tutti i giorni dal 17 giugno al 7 novembre 2021 (foto Roma Culture / Viaggi nei Fori)

Informazioni. Orari: dal 17 giugno al 31 luglio 2021: tutti i giorni alle 21.15 – 22.15 – 23.15; dal 1° al 31 agosto 2021: tutti i giorni alle 21.00 – 22.00 – 23.00; dal 1° settembre al 30 settembre 2021: tutti i giorni alle 20.15 – 21.15 – 22.15; dal 1° ottobre al 7 novembre 2021: tutti i giorni alle 19.15 – 20.15 – 21.15. Chiuso nei giorni 20 giugno e 3 luglio 2021. Durata: 40 minuti a replica. Posti disponibili: max 70 persone a replica. Dove: Fori Imperiali – Foro di Augusto, via Alessandrina, lato largo Corrado Ricci. Biglietti: preacquisto online su www.viaggioneifori.it o al call center 060608 (tutti i giorni, ore 9-19); intero: 15 euro; ridotto: 10 euro. Gruppi (superiori alle 10 unità): 10 euro a persona. La riduzione è prevista per: Forze dell’Ordine, militari, insegnanti, giornalisti, under 26, possessori di MIC card e Roma Pass. I biglietti possono essere acquistati anche sul posto, previa compilazione della scheda anagrafica con i dati personali del visitatore, e presso i Tourist Infopoint. Disabili: previsti, su apposite pedane, 4 posti per ogni replica (nel numero dei posti sono compresi anche gli accompagnatori). Per lo spettacolo in esclusiva scrivere a viaggioneifori@060608.it.

Roma, Percorsi fuori dal PArCo. Nell’ottavo appuntamento, il viaggio parte ancora una volta dal Palatino per giungere al parco archeologico di Privernum (Lt) alla scoperta delle sontuose case private dei romani

Particolare dell’emblema a cubi sul pavimento dell’ambiente al piano terra della Casa dei Grifi sul Palatino (foto PArCo)

Ottavo appuntamento col progetto “Percorsi fuori dal PArCo – Distanti ma uniti dalla storia” che vuole portare i cittadini romani e tutti i visitatori a scoprire i legami profondi e ricchi di interesse, ma non sempre valorizzati, tra i monumenti del Parco e quelli del territorio circostante, raccontando, con testi e immagini, il nesso antico che unisce la storia di un monumento o di un reperto del parco archeologico del Colosseo con un suo “gemello”, situato nel Lazio. Dopo aver raggiunto il Comune di Cori (tempio dei Dioscuri), il parco archeologico di Ostia Antica (tempio della Magna Mater), Prima Porta (villa di Livia Drusilla), il parco archeologico dell’Appia Antica (tenuta di Santa Maria Nova), piazza Navona (stadio di Domiziano), villa di Tiberio a Sperlonga (Lt), Palazzo Barberini al Quirinale, il viaggio virtuale – ma ricco di spunti per organizzare visite reali – promosso dal parco archeologico del Colosseo riparte ancora dal Palatino, precisamente dalla Casa dei Grifi per scoprire l’edilizia privata che, prima dei palazzi imperiali, occupava questa zona esclusiva, ambita soprattutto per la sua vicinanza al Foro, centro religioso e commerciale della città. E si arriva a scoprire le residenze private conservate ancora oggi al parco archeologico di Privernum, in provincia di Latina.

Casa dei Grifi sul Palatino. Ambiente del piano terra, con emblema all’interno di un mosaico pavimentale a tessere bianche e nere. Le pareti sono decorate con pitture di II stile iniziale con prospettive architettoniche di colonne e pannelli che imitano marmi e pietra dure, come l’onice (foto PArCo)

“Siamo in età repubblicana”, spiegano gli archeologi del PArCo, “quando la classe dirigente romana si amplia e cresce di pari passo l’esigenza di arricchire anche le abitazioni. A una ricca famiglia aristocratica possiamo attribuire la proprietà della Casa dei Grifi, residenza privata su due piani disposti lungo il pendio della collina, con il superiore articolato intorno ad un atrio o peristilio”.

Casa dei Grifi sul Palatino. Lunetta in stucco da cui prende nome la domus con rappresentazione di due grifi alati affrontati (foto PArCo)

La Casa dei Grifi, scoperta agli inizi del XX secolo dall’archeologo Giacomo Boni, prende il nome da una lunetta decorata a stucco con la suggestiva rappresentazione di grifi in posizione araldica. Le strutture sono in opera incerta e, in una seconda fase, in opera reticolata. La decorazione è databile agli inizi del I secolo a.C. e le pitture sono tra le rare testimonianze del cosiddetto secondo stile iniziale a Roma.

Casa dei Grifi sul Palatino. Emblema con cubi prospettici realizzati in materiali lapidei di colore bianco (palombino), verde (calcare marnoso del nord del Lazio) e nero (ardesia) mentre la cornice è in marmo rosso antico (foto PArCo)
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Casa dei Grifi sul Palatino. Particolare delle pitture murali che decorano la stanza in cui si trova l’emblema (foto PArCo)

“I mosaici – continuano gli archeologi – sono di raffinata fattura, in particolare quello di un ambiente del piano terra, arricchito da un emblema con cubi prospettici inserito nel pavimento a mosaico di tessere bianche e nere. I cubi sono realizzati in materiali lapidei di colore bianco (palombino), verde (calcare marnoso del nord del Lazio) e nero (ardesia), mentre la cornice è in marmo rosso antico; lo stesso motivo ricorre anche nelle decorazioni pittoriche. Scomparse quasi del tutto dal Palatino con la costruzione dei palazzi imperiali, queste tipologie di abitazioni, che ripetono schemi abitativi di stampo ellenistico e si segnalano per le ricche decorazioni parietali e pavimentali, si conservano però ancora non solo a Pompei, ma anche in città del Lazio”.

Domus della soglia nilotica di Privernum. Ricostruzione del cubicolo a due alcove decorato con l’emblema a cubi prospettici (foto musei Archeologici di Privernum)

Splendidi esempi ne troviamo a Privernum, colonia romana fondata verso l’inizio del I secolo a.C. nella valle dell’Amaseno, a poca distanza dal sito collinare dell’attuale Priverno (in provincia di Latina). La città, i cui resti sono oggi visibili nel parco archeologico di Privernum, fu forse non grande ma sicuramente ricca, e stupisce per la bellezza e l’alto livello decorativo delle pavimentazioni a mosaico delle sontuose abitazioni repubblicane, che appartennero di certo a esponenti dell’aristocrazia cittadina.

Domus della soglia nilotica di Privernum. Emblema esagonale con lastrine di calcare policrome che formano il motivo a cubi prospettici (foto musei Archeologici di Priverno)

“Nella Domus della Soglia nilotica, ad esempio – spiegano ancora gli archeologi del PArCo -, “scopriamo un ricco repertorio geometrico e figurato che decorava ogni angolo della casa: dal lussuoso atrio corinzio, al tablino, al triclinio e alle raffinate stanze da letto. Nel cubicolo a due alcove ai lati dell’ingresso spicca un originale ‘tappeto’ impreziosito da un emblema esagonale a cubi prospettici, quasi identico a quello conservato nella Casa dei Grifi, incorniciato da una larga bordura bianca vivacizzata da una gran varietà di piccoli e serrati inserti di pietre colorate”.

Particolare della soglia nilotica che dà il nome alla domus di Privernum. Il mosaico è un’opera straordinaria che offre uno spaccato della vita lungo il fiume: in alto a destra una delle tante scenette animate dai Pigmei; in primo piano animali e piante palustri; in secondo piano sequenza di mura, torri e un ingresso monumentale (foto musei Archeologici di Priverno)

Particolarmente preziosi sono gli esemplari figurati, oggi esposti al museo Archeologico di Priverno. “Una lunga soglia che si snoda come un nastro, per quasi cinque metri, a illustrare un paesaggio ambientato lungo il fiume Nilo, ornava l’ingresso principale del tablino. In primo piano e per tutta la lunghezza del fregio scorre il Nilo in piena: vi galleggiano imbarcazioni, vi nuotano gli animali che talvolta emergono a minacciarle e vi crescono varie piante palustri. In secondo piano una sequenza di mura, torri, ingressi monumentali e piccoli sacelli, fa da contorno a gustose ‘vignette’ animate da Pigmei”.

Il riquadro figurato con il Rapimento di Ganimede dal triclinio della Domus della soglia nilotica di Privernum (foto musei Archeologici di Priverno)

“In un emblema che originariamente decorava il triclinio – ricordano gli archeologi del PArCo -, è invece raffigurato il mito di Ganimede, il giovane pastorello che era ‘il più bello dei mortali’ e che fu rapito da Giove per essere trasportato sull’Olimpo dove divenne il coppiere degli dei”. Il parco archeologico di Privernum, in località Mezzagosto sulla via Carpinetana 609 (I traversa) a Priverno (Latina) è aperto il sabato, la domenica e nei festivi dalle 16 alle 20. La sede dei musei Archeologici di Priverno di Palazzo Antonelli è a Priverno in piazza Giovanni XIII, Priverno. È aperta dal mercoledì al venerdì dalle 10 alle 13; il sabato, la domenica e i festivi è visitabile dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Info: 0773 912306.

Verona, musica e archeologia: al museo Archeologico al Teatro Romano tre pomeriggi estivi con concerto e visita guidata alla mostra “Il fascino dei vetri romani”

Il chiostro del museo Archeologico al Teatro Romano di Verona (foto MATR)

Musica e archeologia. Tre pomeriggi estivi al museo Archeologico al Teatro Romano di Verona con intrattenimento musicale e visite guidate. L’appuntamento è nei martedì 22 giugno, 6 luglio e 7 settembre 2021, alle 16.30 e alle 17.10. L’iniziativa è organizzata dal Comune in collaborazione con la Società Amici della Musica di Verona. Durante la visita al museo si potrà ascoltare musica classica nel chiostro, eseguita da giovani diplomati del Conservatorio. Negli stessi orari, inoltre, verranno offerte delle visite guidate gratuite su prenotazione alla mostra “Il fascino dei vetri romani”. Da diversi anni i Musei Civici collaborano con la Società Amici della Musica di Verona per arricchire la visita dei musei con l’ascolto della musica e dare spazio a giovani musicisti all’inizio della loro carriera.

Al museo Archeologico al Teatro Romano di Verona la mostra “Il fascino dei vetri romani” (foto MATR)

Gli appuntamenti musicali in programma: martedì 22 giugno 2021, ore 16.30 e ore 17.10, Eugenia Solegaroli, flauto, e Stefania Tosi, violoncello; martedì 6 luglio 2021, ore 16.30 e ore 17.10, Marco Palazzo, violino, e Chiara Mazzoni, arpa; martedì 7 settembre 2021, ore 16.30 e ore 17.10, Nicola Tumicioli, clavicembalo, e Elena Zavarise, flauto. Arrivando alle 16.30 sarà dunque possibile ascoltare la musica e seguire la visita o viceversa. Come partecipare agli appuntamenti musicali e alle visite guidate: i visitatori che assisteranno al concerto o parteciperanno alla visita guidata potranno entrare con il biglietto ridotto di 3 euro; poiché la capienza della sala è limitata, solo per la visita guidata è necessaria la prenotazione, da effettuarsi alla Segreteria didattica dei Musei Civici – Cooperativa Le Macchine Celibi, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16 e il sabato dalle 9 alle 13, al numero 045 8036353 – 045 597140 o via mail segreteriadidattica@comune.verona.it. Per i soci della Società Amici della Musica di Verona l’ingresso è gratuito; l’ingresso al museo è consentito indossando la mascherina; si raccomanda il rispetto del distanziamento sociale e delle indicazioni che verranno fornite dai nostri collaboratori per agevolare lo svolgimento dell’iniziativa.