Catania. Il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo vince il Premio Catania Archeofilm 2025, e al prof. Paolo Matthiae il premio Sebastiano Tusa

Catania Archeofilm 2025: da sinistra, Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva; l’archeologa Giulia Falco; Giulai Pruneti, direttrice del festival; Giuseppe D’Urso, direttore del parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci (foto antonio Parrinello)

Frame del film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo
A vincere il Premio Catania Archeofilm 2025, al termine della prima edizione del Catania Archeofilm, tre serate con il meglio del cinema documentaristico internazionale, è stato il docufilm prodotto da Rai Cultura “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni”, diretto da Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, sequel del precedente e pluripremiato “Come un fulmine nell’acqua”. Un racconto dedicato all’ultima campagna di scavo nel sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Siena) che, conclusa nell’ottobre 2024, ha rivelato scoperte eccezionali. A valutare i film in concorso è stata come sempre la giuria popolare, con il pubblico – italiani e stranieri, alcuni per la prima volta al Teatro Antico di Catania – che ogni sera ha seguito con partecipazione le proiezioni e gli incontri con gli studiosi e ha poi espresso il proprio voto su apposite schede. Il premio “Catania Archeofilm” per i registi Farioli Vecchioli e Gullo è stato consegnato simbolicamente a Piero Pruneti, direttore della testata Archeologia Viva, da Giuseppe D’Urso, direttore del parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, e dall’archeologa Giulia Falco.

Frame del film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry
Secondo in classifica il film francese “I misteri della Grotta Cosquer” sui graffiti preistorici di 27mila anni fa scoperti nel 1985 nel sud della Francia; terzo posto per l’inglese “Il mondo perduto dei Giardini Pensili” con il racconto di Ninive, l’antica capitale degli Assiri. Fra gli ospiti del festival gli archeologi Daniele Malfitana (direttore della Scuola di specializzazione in Beni Archeologici – UNICT) e Massimo Cultraro (dirigente di ricerca ISPC-CNR e docente Preistoria e Archeologia egea – UNIPA).

Catania Archeofilm 2025: Valeria Livigni consegna il premio Sebastiano Tusa al prof. Paolo Matthiae (foto antonio parrinello)
Nel corso dell’ultima serata del Catania Archeofilm, sabato 27 settembre 2025, è stato assegnato anche il Premio Sebastiano Tusa, promosso dalla Fondazione Sebastiano Tusa alla memoria dell’insigne archeologo siciliano: Valeria Livigni, presidente della Fondazione e moglie dell’archeologo, lo ha consegnato al grande archeologo Paolo Matthiae – al quale si deve proprio nel settembre di cinquanta anni fa, la scoperta dell’archivio reale dell’antica città di Ebla in Siria (III millennio a.C.).
“Catania Archeofilm 2025” è stato organizzato dal parco archeologico di Catania e Valle dell’Aci della Regione Siciliana con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm (Giunti editore), in collaborazione con università di Catania – Scuola di specializzazione in Beni Archeologici, e Fondazione Sebastiano Tusa. Scenario del festival, e sua location privilegiata, la straordinaria cavea del Teatro antico di Catania, complesso monumentale che, insieme all’Odèon, è custodito fra i caseggiati d’epoca di via Vittorio Emanuele. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore D’Urso: “Per la prima volta – ha detto – dopo il teatro, la musica e la danza il Teatro Antico di Catania ha ospitato una rassegna di cinema, in questo caso a tema archeologico. Un linguaggio trasversale, quello della settima arte, che vuole essere una forma di apertura verso il grande pubblico per coinvolgerlo nella conoscenza del patrimonio archeologico siciliano e universale”. La terza serata, complice il meteo incerto, si è spostata in via Crociferi, nella Chiesa barocca di San Francesco Borgia che, fra i capolavori del Settecento e la preziosa collezione di argenti e corredi liturgici dell’ordine dei Gesuiti, ha accolto il numeroso pubblico del Catania Archeofilm.
Paludi (Cs). Per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico” tra il parco archeologico di Castiglione e il museo civico
Domenica 28 settembre 2025, alle 10.30, il parco archeologico di Castiglione di Paludi e museo civico di Paludi (Cs), per le GEP 2025, “Passeggiata nell’abitato antico”. Si camminerà attraverso il patrimonio più antico che la comunità di Paludi ospita, quello custodito al parco archeologico di Castiglione di Paludi e al museo civico, lungo un percorso di conoscenza attento alla storia, all’archeologia, alla cultura, alle civiltà passate, alle tradizioni. Così il sindaco di Paludi Domenico Baldino: “Accoglieremo con la nostra consueta ospitalità quanti vorranno trascorrere momenti piacevoli nel parco archeologico di Castiglione, per celebrare il patrimonio che custodiamo, migliorarne la conoscenza, diventarne sempre più consapevoli custodi. Siamo fieri di portare avanti e sostenere azioni che puntano alla valorizzazione di luoghi, quali il parco di Castiglione ed il museo civico, che devono sempre più essere sentiti come patrimonio collettivo”. Così Donatella Novellis, direttrice scientifica del parco archeologico di Castiglione e del museo civico di Paludi: “Anche quest’anno il patrimonio culturale straordinario che la comunità di Paludi custodisce partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, dedicate a un tema particolarmente vicino all’archeologia del sito di Castiglione, ovvero le architetture e l’arte del costruire. L’abitato fortificato ellenistico (IV-III sec. a.C.) che il sito conserva rappresenta una testimonianza splendida di architettura antica, che attesta in modo eloquente la perfezione consapevole e la cura del costruire nel mondo antico”. L’evento vedrà la presenza consueta dell’amministrazione comunale e la partecipazione attiva della Pro Loco Paludi, nelle persone del Presidente Giuseppe Blefari insieme ad associate e associati. Alla passeggiata nel parco archeologico di Castiglione, con partenza alle 10.30 di domenica 28 dal suo ingresso, seguirà la visita al museo civico, con particolare attenzione alla mostra permanente sulla civiltà contadina. In caso di condizioni meteo avverse, ci si ritroverà alle 10.30 direttamente al museo civico, al Centro Culturale Polifunzionale.
Rovereto (Tn). Con la proclamazione del premio del pubblico e il concerto al teatro Zandonai si chiude la quinta e ultima giornata della 36.ma edizione del RAM film festival. In programma ancora 11 film (con prime internazionali, assolute italiane), il programma OFF Fulldome, Vr e Speciale Cinema, e una passeggiata tra le vie di Borgo Sacco

Al teatro Zandonai di Rovereto quinta e ultima giornata del RAM film festival 2025 (foto graziano tavan)
Domenica 28 settembre 2025, alle 18, al teatro Zandonai di Rovereto, con il concerto Nel sonoro flusso, e l’annuncio del vincitore del Premio RAM del pubblico, si chiude la quinta e ultima giornata della 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto, dedicato a “Sguardi sull’acqua”, tema ripreso anche dal concerto finale di RAM in musica: attraverso famose canzoni italiane e straniere, trenta giovani voci del coro Notemagiovani seguono la narrazione della vita del fiume Adige dal passo Resia al mar Adriatico. Ma prima di giungere al gran finale il RAM film festival offre ancora una giornata ricca di appuntamenti. Al Planetario, nel giardino del museo di Scienze e Archeologia, dalle 16 alle 18, il programma Off Fulldome, e al museo, dalle 10 alle 18, Off Vr e Speciale Cinema. Dalle 14.30 alle 16, per il Festival in Città, passeggiata tra le vie di Borgo Sacco “Il porto di Sacco e la navigazione sul fiume Adige” alla scoperta dello storico legame col fiume Adige. Storie di zattere, barche e traghetti di un piccolo villaggio portuale le cui origini si perdono nell’antichità più remota. E ovviamente i film allo Zandonai: 6 film nella sezione mattutina, dalle 10.30 alle 13, con 1 prima internazionale, 2 prime assolute e 2 prime italiane, e 5 film nell’ultima sezione pomeridiana, dalle 15.30 alle 18.
Film in concorso. Per l’ultimo giorno del RAM film festival, è in programma al Teatro Zandonai di Rovereto (Tn), alle 15, la proiezione di una delle opere più attese, nella sezione riservata al cinema d’animazione, la serie Sapiens? firmata dal maestro Bruno Bozzetto, vincitore del Premio Cultura Animata. Oltre a Sapiens? al Teatro Zandonai è in programma la proiezione dei film Mayoral de acero: destajo, in prima assoluta, girato in Colombia e a Cuba, che affronta la produzione della canna da zucchero e la costruzione delle ferrovie come ingranaggi indispensabili di un sistema di sfruttamento; Roma e il suo fiume, in prima assoluta, sulla capacità della città di trasformarsi e adattarsi, nel corso dei secoli; Tuna Tales I In balance with nature sulle storie dei pescatori di tonno in diverse parti del mondo; Mary Lefkowitz and women in ancient Greece, in prima italiana, che sottolinea il ruolo delle donne nell’antica Grecia ispirandosi al lavoro della filologa; Tracking the footsteps of the archosaurs in Émosson, in prima italiana, sulle impronte fossili scoperte nel Canton Vallese a 2.400 metri di altitudine; Deep roots, dark earth, in prima internazionale, che cattura la tenacia dei “freeminers”, i minatori della foresta di Dean. E ancora Donne di miniera, che narra le vicende poco conosciute delle donne che hanno lavorato nelle miniere del Sulcis in Sardegna; La strada di Podestaria ambientato negli alti pascoli della Lessinia; e Philae, le sanctuaire englouti, una delle più grandi storie di salvataggio di un sito faraonico raccontata con ricostruzioni in 3D e Wind’s Heritage che racconta la storia di Mohammad Vali Gandami che a 75 anni si prende ancora cura degli storici mulini a vento di Nashtifan in Iran.
Rovereto. Assegnati i premi delle giurie del 36.mo RAM film festival: “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo vince il premio Paolo Orsi e la menzione speciale Archeoblogger; “Sapiens?” di Bruno Bozzetto il Cultura animata; “Continuations / Hiwadabuki” di Satoru Okabe il Tradizioni e Culture; “Apoleon” di Amir Youssef il premio Storia e Memoria; “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro il Nuovi Sguardi; “God Science and our Search for Meaning” il Fulldome; “Wind’s Heritage” di Nasim Soheili la menzione speciale CinemAMoRe

Dal RAM film fetsival applauso per la pace: standing ovation al teatro Zandonai di Rovereto (foto graziano tavan)
Tutti in piedi. Per la pace. Contro i conflitti che uccidono le persone e cancellano il patrimonio culturale, memoria storica dell’uomo. La serata delle premiazioni della 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto si è aperta con un fragoroso e partecipato applauso del pubblico del teatro Zandonai che ha prontamente risposto all’appello lanciato Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, nel discorso di introduzione: “Siamo qui insieme perché condividiamo interessi e passioni per l’archeologia, per la storia, per il patrimonio culturale. Un patrimonio che non è solo un’eredità che abbiamo ricevuto, ma è un bene fragile e prezioso da conoscere, tutelare e difendere. Un patrimonio che è sempre minacciato dai conflitti, in passato certo, ma quelli di oggi non sono diversi. E non possiamo dimenticare che dietro a ogni conflitto ci sono prima di tutto le persone, le comunità ferite. Per questo vi chiedo di dare con la nostra presenza un segno, per quanto simbolico, della nostra testimonianza: un applauso forte, fragoroso, del RAM Film Festival contro i conflitti. Un applauso per la pace”.

Claudia Beretta e Alessandra Cattoi alla serata delle premiazioni del RAM film festival (foto graziano tavan)
Sei i premi consegnati, per altrettante sezioni del RAM film festival, e due menzioni speciali: Archeoblogger e CinemAMoRe. Particolare attenzione quest’anno al Cinema archeologico con l’attribuzione del premio Paolo Orsi, un riconoscimento biennale in memoria del grande archeologo roveretano per il quale è nato proprio il festival nel 1990.
Premio Cultura Animata. La giuria composta da Andrea Artusi, Diego Cajelli e Andrea Voglino ha assegnato il premio al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens?
Motivazione: “Solo un maestro del cinema d’animazione riconosciuto a livello internazionale come Bruno Bozzetto poteva riuscire nell’impresa di mettere in scena con tanta ironia e leggerezza, talvolta persino con humor, i dubbi sulla definizione che il genere umano ha dato di sé stesso. Interrogativi che emergono prepotenti di fronte alle laceranti contraddizioni che hanno punteggiato l’evoluzione della specie homo sapiens su temi come la guerra o il rapporto e la violenza contro gli animali e che hanno segnato e segnano la nostra memoria collettiva”.
Menzioni: al film “The Family Portrait – Ritratto di famiglia” di Lea Vidakovic (Croazia/Francia/Serbia 2023, 15’). Mentre l’Impero austro-ungarico vacilla, Andras e sua figlia restano sorpresi dalla visita dell’imprevedibile fratello di Andras, Zoltan, che arriva con la sua grande famiglia. Un’osservazione sociale poetica, cupa e in parte ironica, in cui i legami familiari vengono smontati e analizzati in profondità. E al film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6’). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione, con le sue luci e ombre. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza.

Frame del film “Continuations. Hiwadabuki / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe
Premio Tradizioni e culture. La giuria composta da Duccio Canestrini, Corinna del Bianco (Fondazione Del Bianco) e Massimiliano Mollona, ha assegnato (e consegnato al regista presente in sala) il premio al film “Continuations. Hiwadabuki / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’). Per la prima volta in quarant’anni viene ricostruito il tetto di un santuario con l’antica tecnica dell’Hiwadabuki, che usa corteccia di cipresso sovrapposta a mano. Il film documenta un anno di lavoro artigianale e sostenibile, in armonia con la foresta. Non è solo un racconto tecnico, ma un ritratto dello spirito giapponese fatto di preghiera e rispetto. Un’opera rara che custodisce una tradizione millenaria.

Il regista Satoru Okabe mostra il premio Tradizioni e Culture del RAM film festival (foto graziano tavan)
Motivazione: “Siamo in Giappone dove viene documentata la copertura del tetto di un tempio con strati di corteccia di cipresso, una pratica artigianale millenaria che si rende necessaria ogni 40 anni. Molto originale, ben girato e montato. Il ritmo del processo costruttivo si intreccia con quello della natura e di una sorprendente architettura tradizionale”.
Menzioni: al film “Küttepuude hankimine / Legna da ardere” di Liivo Niglas (Estonia 2024, 30’). Il film segue un gruppo di donne Nenets che raccolgono legna nella tundra innevata. Fa parte di una serie sui Nenets della penisola dello Yamal, che esplora la vita quotidiana del popolo nomade allevatore di renne in Siberia occidentale, durante la stagione del parto delle renne in primavera. Le riprese per la serie sono state realizzate per una ricerca etnografica nel 1999. E al film “Tiwanaku: l’eterna saggezza” di Anaïs Pajot (presente in sala) (Bolivia/Francia 2025, 24’). Nel cuore delle Ande boliviane, a 3800 metri, l’enigmatica civiltà di Tiwanaku riemerge dai silenzi della storia, svelando una visione del mondo spirituale ed ecologica. Il documentario ne esplora i misteri attraverso personalità della ricerca e dell’archeologia, e le voci degli Andini, un invito a ripensare i nostri modelli di civiltà e il nostro rapporto con la natura e gli altri esseri umani.
Premio Storia e Memoria. La giuria composta da Isabella Bossi Fedrigotti, Giuseppe Ferrandi e Maurizio Cau ha assegnato il premio al film “Apoleon” di Amir Youssef (Francia/Egitto 2024, 15’). Un gruppo di statuette del Musée de l’Armée (Museo dell’esercito) di Parigi accompagna Napoleone durante la sua spedizione in Egitto. Il film affronta temi politici legati al militarismo e alla colonizzazione, mettendo in discussione le narrazioni storiche tradizionali.
Motivazione: “Quando il cinema poggia su un’idea forte, sa stupire anche con poco. È quanto accade in Apoleon, geniale rilettura in chiave postcoloniale della campagna napoleonica in Egitto. Sfidando la convenzionalità del racconto tradizionale e lavorando in chiave ironica sulla connotazione culturale del materiale conservato nei musei europei, il film di Youssef conduce lo spettatore in un viaggio inatteso alla scoperta dell’altra faccia dell’epopea del generale francese. Un’opera matura, dissacrante e radicale, capace di affrontare con leggerezza una pagina complessa del passato, fino a rimetterne in discussione i presupposti. Osservata dal punto di vista delle statuine conservate nelle sale del Musée de l’Armée, la storia prende tutta un’altra forma”.
Menzione: al film “Diventare Matteotti” di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 44’). Attraverso immagini d’archivio e documenti privati, il film ricostruisce la formazione del giovane Giacomo Matteotti a Fratta Polesine. Tra solitudine, impegno sociale e passione per lo studio, emergono le radici del suo pensiero politico. Un viaggio tra memorie, lettere e cronache che racconta l’ascesa di Matteotti nel contesto del Polesine, tra tensioni sociali, sfide politiche e ideali profondi.
Premio Nuovi Sguardi. La giuria composta da Valeria Perrone, Elettra Virginia Collini e Matteo Ranzi, ha assegnato il premio al film “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro (Spagna 2024, 20’). Un documentario etnografico sul santuario di O Corpiño, in Galizia, e sul pellegrinaggio annuale al cosiddetto “santuario degli esorcismi”. Attraverso filmati d’archivio e testimonianze colte e popolari, il film esplora storia, tradizione e aspetti laici della festa, evidenziando anche le critiche verso la rappresentazione mediatica sensazionalistica.
Motivazione: “La giuria ha deciso di assegnare il premio al film documentario O Corpiño per la forza del tema affrontato e per la sensibilità con cui le registe hanno saputo raccontarlo. Il documentario si distingue per l’approfondita valorizzazione del materiale d’archivio attraverso un montaggio che restituisce con efficacia l’evoluzione di una tradizione religiosa radicata nel passato e ancora viva nel presente. Le interviste, condotte con rara delicatezza, offrono punti di vista intimi, mentre la narrazione si mantiene priva di giudizio, invitando ciascuno a confrontarsi con la complessità del rito, tra memoria storica e attenzione al presente”.
Menzione: al film “Apoleon” di Amir Youssef (Francia/Egitto 2024, 15’).
Premio Full Dome. La giuria composta da Chiara SImoncelli, Andrea Cuoghi e Filippo Pontiggia ha assegnato il premio al film “God, Science, and our Search for Meaning / Dio, la scienza e la ricerca del senso della vita” di Dani LeBlanc (Stati Uniti 2024, 30’). Lo spettacolo immersivo esplora le grandi domande dell’esistenza umana. Scritto e narrato da Dan Brown, nel film scienza e religione si confrontano come due linguaggi che cercano di raccontare lo stesso mistero.
Motivazione: “Il film esplora le domande più antiche dell’umanità sull’origine dell’universo e il nostro ruolo dentro di esso, esaminando l’interazione tra scienza e religione, non solo nel passato, ma anche con prospettive rivolte al futuro. Lo fa utilizzando pienamente le potenzialità della tecnologia fulldome, con una narrazione coinvolgente e immersiva, che lascia lo spettatore incantato e incuriosito”.
Premio Cinema Archeologico e Premio Paolo Orsi. La giuria composta da Barbara Maurina (assente), Mireille David Elbiali, Valentina Caminneci e Augusto Marsigliante, ha assegnato il premio al film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). “Vitrum” racconta il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga su questa scoperta rara per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo.
Motivazione: “Un’eccezionale scoperta archeologica dà luogo a un racconto che si dipana dal mare della Corsica fino alle coste siro-palestinesi, toccando il litorale della campania e il porto di Pozzuoli. Un relitto sepolto nelle acque più profonde del Mediterraneo con un prezioso carico, unico nel suo genere. La magia del vetro antico svelati dalle più moderne tecnologie di indagine dei fondali e dalla sinergia scientifica di un team internazionale. Attraverso una vera e propria full immersion nel vivo della ricerca e attraverso la forza di immagini straordinarie, il film sa comunicare al grande pubblico non soltanto il fascino di questo materiale ma anche l’impatto rivoluzionario che ha avuto sulla nostra civiltà”.
Menzione: al film “Secret Sardinia, Mysteries Of The Nuraghi / Sardegna segreta, i misteri dei Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53’). In Sardegna, una delle civiltà più antiche e misteriose del Mediterraneo lasciò tracce straordinarie quasi 4.000 anni fa: i Nuragici, costruttori di torri-fortezza, santuari e tombe dalla forma geometrica. Oggi, un’équipe di ricerca internazionale indaga questi resti con metodi innovativi, gettando nuova luce su una cultura affascinante dell’Età del Bronzo.

Antonia Falcone, per la giuria della menzione speciale Archeoblogger, legge la motivazione (foto graziano tavan)
Menzione speciale Archeoblogger. La giuria rappresentata da Antonia Falcone ha assegnato il riconoscimento al film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’).
Motivazione: “Un documentario che unisce il fascino del ritrovamento archeologico in fondo al mare con il racconto delle tecnologie antiche legate al vetro, in un connubio ideale tra comunicazione accurata di ricerca e narrazione emozionale, cosa che di rado si vede in un film destinato al grande pubblico”.
Menzione CinemAmore. La giuria composta da Eleonora Zen e Michele Bellio ha assegnato il riconoscimento al film “Wind’s Heritage / L’eredità del vento” di Nasim Soheili (Iran 2024, 30). A Nashtifan, nell’Iran orientale, Mohammad Vali Gandami è l’ultimo custode di un sapere antico. A 75 anni si prende ancora cura degli storici mulini a vento, gli aasbad, costruendoli e riparandoli con tecniche tramandate solo attraverso l’esperienza. Le sue mani mantengono viva una tradizione che rischia di svanire con il vento.
Motivazione: “Il film rappresenta pienamente lo spirito dei tre festival nelle tematiche che propone. Con grande capacità di sintesi e uno splendido lavoro fotografico, unisce concetti fondamentali, quali il rispetto delle tradizioni, il senso di comunità e di identità culturale, la spiritualità che accompagna ogni individuo, sottolineata dalla solennità dei ritmi nella narrazione e nelle immagini, l’urgenza di trasmettere i saperi appresi dai propri antenati alle generazioni future, perché nulla venga perso per sempre”.
Paestum e Velia. Per le GEP 2025 un ricco programma che invita a leggere le città antiche come opere collettive, nate dall’incontro tra tecnica, mito e immaginazione e lo fa anche al calare del sole con un’apertura serale straordinaria
Il 27 e 28 settembre 2025 tornano anche nei Parchi archeologici di Paestum e Velia le GEP 2025, l’appuntamento europeo che ogni anno invita a riscoprire il valore dei Luoghi della Cultura attraverso visite guidate, laboratori ed eventi speciali. Il tema scelto per questa edizione, “Architetture: l’arte di costruire”, diventa il filo conduttore di un ricco programma che invita a leggere le città antiche come opere collettive, nate dall’incontro tra tecnica, mito e immaginazione e lo fa anche al calare del sole con un’apertura serale straordinaria.
A Paestum, sabato 27 settembre 2025, è possibile: esplorare i tesori nascosti del Museo con il percorso “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum” (15, 17); partecipare a un esclusivo laboratorio di restauro a porte aperte e scoprire come la storia prende vita attraverso le mani esperte dei restauratori; assistere a una visita al cantiere di scavo del Tempietto presso le mura di cinta, per osservare da vicino l’archeologia in azione; lasciarsi guidare tra le architetture senza tempo di Poseidonia-Paestum con una visita tematica al Museo (ore 16).
A Velia, il viaggio continua con: un percorso tra l’Acropoli e i suoi scorci panoramici; la visita guidata “Pietra, Mito e Acqua alle Terme Ellenistiche” con approfondimenti di storia, archeologia e restauro (ore 16); la scoperta dell’Edificio Imperiale di Casa Cobellis (ore 17).
Domenica 28 settembre 2025. A Paestum: alle 10, “Alle origini della città: il più antico Tempio di Athena”, visita allo scavo in corso nei pressi del Tempio di Athena, guidata dai ricercatori dell’università di Salerno e della Scuola di Specializzazione Or.Sa.; alle 10, 12, 15 e 17 tornano le visite “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”, un’occasione unica per scoprire i reperti custoditi nei sotterranei del Museo; alle 11, “Le Donne nell’Antichità” – KÉRAMOS”: Laboratorio di Ceramica a Paestum, per scoprire il ruolo della donna nel mondo greco – romano e la produzione artigianale femminile e creare oggetti ispirati ai reperti.
A Velia: alle 10, il percorso Crinale degli Dei guiderà tra le terrazze sacre della città antica, tra archeologia e paesaggio; alle 11, visita guidata “Pietra, Mito e Acqua alle Terme Ellenistiche”, per approfondire la storia, il mito e le tecniche costruttive di Elea.
Apertura serale – Sabato 27 settembre 2025. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2025, sabato 27 settembre, Paestum e Velia si accendono di una luce speciale con un’apertura serale straordinaria dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.30), al costo simbolico di 1 euro. A Paestum, alle 20 e 21.30, sarà possibile esplorare il Santuario meridionale, tra Tempio di Nettuno e Basilica, con percorsi tematici accessibili a tutti oppure intraprendere un percorso alla scoperta dei tesori nascosti nei depositi sotterranei grazie all’iniziativa Oltre il museo. Storie dai depositi di Paestum”, alle 20.30 e 21.30.
A Velia, “Le immagini delle parole. Senofane, Erodoto e gli altri”, percorsi con lanterne e letture commentate delle fonti antiche accompagneranno la visita a Casa Cobellis, alle ore 21:00, per una serata immersi nella storia. Biglietti: https://www.vivaticket.com/it/ticket/giornate-europee-del-patrimonio/279832.
PAESTUM E VELIA ON THE ROAD. Navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno: un’occasione unica per ammirare la bellezza di due importanti città della Magna Grecia. Si parte alle 15 dal parcheggio Voza, nei pressi del bar Anna, a pochi passi dall’area archeologica. Lo stesso bus ripartirà da Velia alle 18 e vi riporterà a Paestum. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il “ticket navetta” in biglietteria. Un’occasione unica per scoprire Paestum e Velia sotto una luce completamente nuova. Tutte le iniziative sono incluse nel prezzo del biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Sabato 27 settembre e domenica 28 settembre 2025: apertura del Museo di Paestum e delle aree archeologiche di Paestum e Velia e del Museo di Paestum dalle 8.30 alle 19.30, ultimo ingresso 18.30. Sabato 27 settembre 2025: apertura straordinaria serale delle aree archeologiche di Paestum (area del Santuario meridionale) e Velia (parte bassa) e del Museo di Paestum dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22.30) con biglietto d’ingresso al costo di 1 euro. Tutte le attività sono comprese nel biglietto di ingresso e nell’abbonamento Paestum&Velia.
Rovereto (Tn). Quarta giornata della 36ma edizione del RAM film festival: dal Buongiorno RAM con Alex Putzer alla serata speciale “Sguardi sull’acqua” con tavola rotonda sull’Adige e anteprima “Our blue world”; 14 film in programma e l’Aperitivo al Giardino con Marirosa Iannelli “Acqua IN comune: crisi idrica, comunità e cambiamenti possibili”. Ecco il programma

Frame del film “Our Blue Word. A water Odissey – Il nostro mondo blu. L’Odissea dell’acqua” di Ruan Magan
Sabato 27 settembre 2025, quarta giornata della 36ma edizione del RAM film festival di Rovereto (Tn), il BUONGIORNO lo dà il RAM con Alex Putzer, ricercatore alla New York University e all’università Ca’ Foscari di Venezia, alle 9, a ilbardiVerso in corso Bettini 30 a Rovereto, con la “Colazione con ospite” dal titolo “Il fiume in tribunale. Diritti della natura e comunità locali”, sui casi di attribuzione di personalità giuridica a elementi del mondo naturale, come il fiume Whanganui in Nuova Zelanda, riconosciuto persona giuridica dopo 170 anni di lotte dei Maori o il Mar Menor in Spagna, il primo ecosistema in Europa ad ottenere personalità giuridica. Una giornata ricca di appuntamenti in cui Il RAM film festival trasforma Rovereto in un osservatorio sul rapporto tra l’uomo e l’acqua: Un viaggio dagli oceani alle domande sul senso della vita: l’anteprima italiana di “Our Blue World – Il nostro mondo blu” narrato da Liam Neeson e la prima nazionale (sezione fulldome) di God Science and our Search for Meaning – Dio, la scienza e la nostra ricerca di senso scritto e narrato da Dan Brown. In proiezione al Teatro Zandonai di Rovereto nella sezione del mattino, dalle 10.30 alle 13, 4 film (con una prima italiana), e 10 film (con due prime assolute) nella sezione pomeridiana, dalle 15 alle 19.30. e si chiude con la seconda serata speciale “Sguardi sull’acqua”.
Serata speciale “Sguardi sull’acqua”. Tra le anteprime, il film Our Blue Word. A water Odissey – Il nostro mondo blu. L’Odissea dell’acqua, con la voce narrante di Liam Neeson, che narra il profondo legame tra l’umanità e l’acqua e le sfide per preservarla. Il film, diretto da Ruàn Magan e presentato dalla Brave Blue World Foundation, è stato proposto in 20 Paesi in tutto il mondo e arriva in Italia per la prima volta al RAM, al Teatro Zandonai, sabato 27 settembre 2025, alle 20.30. La proiezione è preceduta dalla tavola rotonda Adige: il fiume che unisce dedicata al secondo fiume più lungo d’Italia, da millenni via di comunicazione vitale e protagonista della storia. Con gli scrittori Fiorenzo Degasperi e Giannantonio Conati, la direttrice dei Musei Civici di Verona Francesca Rossi e Alessandro de Bertolini, ricercatore della Fondazione Museo storico del Trentino, introduce l’archeologo Maurizio Battisti della Fondazione Museo Civico di Rovereto.
Aperitivo al Giardino. Il quarto incontro del RAM film festival è in programma alle 18, al museo di Scienze e Archeologia, in borgo S. Caterina, 41: “Acqua IN comune: crisi idrica comunità e cambiamenti possibili” con MARIROSA IANNELLI, progettista ambientale e divulgatrice. Modera Raffaele Crocco, giornalista e direttore dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo. Evento tradotto nella Lingua dei Segni Italiana, in collaborazione con AbilNova. Siccità, inquinamento, gestione privata, crisi climatica: l’acqua è sempre più al centro delle emergenze del nostro tempo. Ma è anche al centro di soluzioni concrete, mobilitazioni collettive e visioni di futuro.In questo incontro parleremo di acqua come diritto umano, bene comune e leva di cambiamento per le comunità; lo faremo intrecciando dati, storie e speranze: da chi difende i fiumi a chi si batte per l’accesso all’acqua potabile, da chi racconta i conflitti idrici nel mondo a chi costruisce alternative dal basso.
Marirosa Iannelli è progettista ambientale, project manager, divulgatrice, autrice, formatrice. Attualmente lavora nell’Unità Ricerca e Progettazione della ONG ACRA ETS. È presidente dell’organizzazione Mangrovia, co-fondatrice del Climate Media Center Italia e parte del direttivo di Italian Climate Network. Si occupa di attività di advocacy e comunicazione pubblica come esperta di tematiche inerenti ai cambiamenti climatici, alla sostenibilità e alla transizione economica, sociale e ambientale.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling
Film in concorso, al Teatro Zandonai: Apoleon, in prima italiana, affronta temi politici legati al militarismo e alla colonizzazione, mettendo in discussione le narrazioni storiche tradizionali attraverso un gruppo di statuette del Musée de l’Armée di Parigi che accompagna Napoleone durante la sua spedizione in Egitto. Gynaikokastro Kilkis, a fort impenetrable, in prima assoluta, parla della “fortezza delle donne” di Tessalonica (l’odierna Salonicco) abbandonata. Il David in viaggio 1873-2023, in prima assoluta, celebra il trasporto del David di Michelangelo da Piazza Signoria alla Galleria dell’Accademia. Diventare Matteotti va alla ricerca del giovane Giacomo Matteotti nativo di Fratta Polesine, attraverso immagini d’archivio e documenti privati. Tra solitudine, impegno sociale e passione per lo studio, emergono le radici del suo pensiero politico. The lost world of the hanging gardens – Il mondo perduto dei giardini pensili di Duncan George Bulling si chiede se a Mosul, per tre anni devastata dallo Stato Islamico che ha distrutto tesori archeologici inestimabili, sorgessero i leggendari giardini segreti di Babilonia, quando era Ninive, la capitale assira. Les trésors enfouis de Notre-Dame de Paris sullo scavo che, dopo l’incendio che ha colpito Notre Dame, ha riportato alla luce due sarcofagi di piombo e frammenti antichi nascosti sotto il pavimento. Lingua Mater, di Massimo Garlatti-Costa, è un viaggio attraverso gli oceani, tra continenti e culture, per raccontare l’importanza delle lingue minoritarie e il loro rischio di estinzione. In sei anni di ricerche, il film esplora l’intimo legame tra lingua, identità e appartenenza, seguendo le rotte globali del commercio e approdando a Buenos Aires, dove una comunità friulana lotta per mantenere viva la propria eredità linguistica.
Operation Deep Blue Legacy: the legacy begins – Operazione Deep Blue Legacy: la missione ha inizio racconta un’audace missione in alto mare intrecciata con temi di memoria storica e di conservazione ambientale: sei subacquei, quattro settimane, due relitti della Seconda Guerra Mondiale da liberare dalle pericolose reti fantasma. Vitrum, il vetro dei romani parla del ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati a cura del team internazionale di ricercatrici a bordo della nave Alfred Merlin. In Thalassa di Gianfrancesco Iacono l’immortale poema di Omero e la forza universale del mito, incarnata nell’immagine del mare siculo e lampedusano, divengono cassa di risonanza delle sfide di oggi. Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri ripercorre il viaggio che ha visto i reperti dell’antica Akràgas trasferirsi a Monaco di Baviera nel 1824. Gargano Sacro è il cammino di Lorenzo Scaraggi attraverso il promontorio del Gargano, in un viaggio a piedi di 120 km tra boschi, eremi e abbazie millenarie. Diari di scavo – Frattesina ricrea la vita del villaggio protostorico lungo il Po di Adria attraverso reperti e testimonianze. L’uomo di Val Rosna, infine, accompagna in un viaggio nel Paleolitico, nelle ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, tra cacce primordiali, rituali di gruppo e il più antico intervento dentistico conosciuto, una carie su un dente del giudizio.
Roma. Apertura straordinaria con visite guidate alla scoperta della Fonte di Anna Perenna, un’antica divinità festeggiata nel primitivo Capodanno romano
Il 27 settembre 2025 l’archeologo Fabrizio Santi, funzionario della soprintendenza speciale di Roma, farà scoprire la Fonte di Anna Perenna, n occasione di una apertura straordinaria. Quattro turni con prenotazione obbligatoria in gruppi da 15 persone alle 9.40, 10.40, 11.40, 12.40 su https://soprintendenzaspecialeroma.it/…/arte…. Visite guidate a cura di GEA Scarl – Indagini archeologiche e antropologiche. Era il 1999 quando, nel quartiere Parioli, a nord di Roma, uno scavo archeologico ha portato alla luce i resti di una fontana con iscrizioni che riportano il nome di Anna Perenna, un’antica divinità festeggiata nel primitivo Capodanno romano, a marzo, così come racconta Ovidio nei 𝐹𝑎𝑠𝑡𝑖. Nella cisterna retrostante la fontana sono stati trovati nel fango rappreso diversi oggetti utilizzati per pratiche magiche e riti religiosi: laminette in piombo con maledizioni, contenitori di piombo contenenti figurine antropomorfe, un pentolone di rame e diverse monete e lucerne. Questi ed altri oggetti sono oggi conservati al museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano. La scoperta dei rituali magici praticati alla fontana di Anna Perenna ha completamente cambiato la prospettiva e le conoscenze sul rapporto degli antichi con la sfera magico-religiosa.
Ercolano. Per le GEP 2025 “La casa che vorresti”, un viaggio tra le domus guidati dagli archeologi alla scoperta della vita privata dell’antica città. E il sabato ingresso serale a 1 euro
Il 27 e 28 settembre 2025 il parco archeologico di Ercolano aderisce alle GEP 2025 con un’iniziativa che porta i visitatori dentro le mura domestiche dell’antica città vesuviana. Il programma, dal titolo evocativo “La casa che vorresti”, propone un viaggio tra gli edifici privati di Ercolano, dove ogni abitazione diventa testimone di storie, trasformazioni e mutamenti sociali. Non solo dimore, ma veri e propri specchi dei gusti e delle mode di un’epoca che, poco prima dell’eruzione del Vesuvio, aveva già conosciuto cambiamenti e rifunzionalizzazioni. Le visite si svolgeranno la mattina, dalle 9 alle 13, con turni a cadenza oraria (9, 10, 11, 12) per un massimo di 25 persone ciascuno, previa prenotazione su ercolano.coopculture.it. Ogni percorso, della durata di un’ora, sarà condotto dai funzionari del Parco, che guideranno i visitatori alla scoperta della vita privata dell’antica città in un’esperienza coinvolgente. L’attività è gratuita, inclusa nel biglietto di ingresso al sito, previa prenotazione su ercolano.coopculture.it. I partecipanti dovranno presentarsi all’ingresso dell’area archeologica dieci minuti prima dell’orario di visita prenotato. È un’occasione unica: le case di Ercolano, straordinariamente diverse l’una dall’altra, raccontano l’evoluzione urbanistica, sociale ed economica di una comunità a cui è stato concesso dalla storia di poter rivivere dopo una tremenda distruzione, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Un’opportunità imperdibile per riscoprire il sito da un punto di vista inedito e sorprendente.
Apertura straordinaria serale sabato 27 settembre 2025 con turno di visita dalle 20 alle 22: ingresso simbolico a 1 euro (escluse le gratuità previste per legge). Uscita obbligatoria dall’area archeologica entro le 22.30 e deflusso completo con uscita dal Parco entro le 23, un’apertura straordinaria serale nella quale si ripropone il format de “I venerdì di Ercolano”, con performance di teatro, arte e musica. I visitatori potranno esplorare liberamente l’area archeologica illuminata di sera, passeggiando tra le strade, le botteghe e le sontuose domus dell’antica Herculaneum, approfondendo la conoscenza del sito grazie all’applicazione Ercolano Digitale, scaricabile gratuitamente sul posto. Attraverso un itinerario dedicato all’evento, l’app fornirà contenuti didattici e accompagnerà i visitatori lungo un percorso arricchito da performance di danza, interventi teatrali e musicali, ideati per dialogare in modo inedito e suggestivo con il patrimonio archeologico.
Pompei. Per le GEP 2025, rivivono le arti, i mestieri, la vita quotidiana e militare con le Rievocazioni storiche: due giorni per immaginarsi nella storia del I secolo d.C. Sabato passeggiate serali nei siti della Grande Pompei a 1 euro
Il Foro, il Quadriportico dei Teatri, l’Anfiteatro, la Palestra grande, Via dell’Abbondanza, il Teatro grande, il Tempio di Iside a Pompei si animeranno sabato 27 e domenica 28 settembre 2025 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP) con rievocazioni storiche di mestieri, momenti di vita quotidiana e militare di epoca romana. Un’occasione per adulti, bambini e famiglie per vivere e immaginarsi nella storia e comprenderne le abitudini, gli usi e i costumi. Il ricco programma di performance ed esibizioni a cura di esperti rievocatori è promosso dal parco archeologico di Pompei in collaborazione con Legio XXX Ulpia Victrix, Gruppo Storico Romano e Compagnia dell’Aquila Bianca. Il programma sarà identico per entrambe le giornate, garantendo a tutti i visitatori un’esperienza completa. In occasione delle GEP, l’ingresso diurno alle aree archeologiche è a tariffa ordinaria. È inoltre prevista in tutti i siti del Parco l’apertura serale sabato notte 27 settembre 2025 al costo di 1 euro (riduzioni e gratuità come da normativa), dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso alle 22). Il costo di ingresso serale in tutti i siti e a Pompei per ciascun itinerario, sarà di 1 euro, incluse le performance “Pompei. Vox Feminae”. A Villa San Marco e Villa Arianna ingresso gratuito. https://www.ticketone.it/eventseries/pompei-giornate-europee-del-patrimonio-aperture-serali-3962841/?affiliate=IGA
Al Foro (Macellum, Tempio dei Lari Pubblici, Tempio del Genius Augusti) dalle 9.30 18 si potrà rivivere una giornata dell’epoca con “Pompeiani: una giornata nel tempo”, ricostruzione di un mercato con artigiani, venditori, cittadini, danze e dibattiti pubblici. E sempre al Foro, ma nell’Edificio di Eumachia, sabato dalle 11 alle 11.30 e domenica dalle 16 alle 16.30 si potrà ascoltare il discorso della sacerdotessa Eumachia ai fullones (lavandai) di cui era protettrice e a cui è dedicato l’edificio, intervallata da danze antiche, con la performance teatrale “De Mulieribus”.
Al Quadriportico dal mattino e fino alle 18.30 si potranno esplorare usi e costumi antichi, tra arte e tecnologia girando tra i banchi didattici, a cura di esperti che tratteranno il tema “Scientia e Vita: Pompei si racconta”.
Al Teatro grande invece dalle 12 alle 13 e dalle 17 alle 18 si potrà assistere a esibizioni, di natura anche didattica, sulla gladiatura. Mentre dalle 16 alle 16.30 sabato, e domenica dalle 11 alle 11.30 la vita quotidiana e i mestieri femminili a Pompei saranno raccontati attraverso una serie di 3 performance teatrali, “De Mulieribus” (La sera prima delle nozze, La spatola di Sperata, Ogni mattina nella domus di Aulus Rustius Verus), intervallate da danze antiche.
Al Tempio di Iside prenderanno vita i Tableaux Vivants “Nel nome della Dea: Invocazione e offertorio al Tempio di Iside di Pompei”, con processione finale lungo via dell’Abbondanza, nei seguenti orari: dalle 10 alle 10.30 e dalle 14.30 alle 15.
L’Anfiteatro sarà, invece, per eccellenza luogo dedicato ai Ludi Pompeiani, con combattimenti ricostruiti fedelmente e accompagnati da spiegazioni didattiche sulle figure coinvolte, le armi, le regole e il contesto sociale. Ampio spazio sarà dedicato alla movimentazione legionaria, con esercitazioni dimostrative e narrazione storica sull’organizzazione militare: legionari, centurioni, ufficiali e marinai (Classiarii).
Nel piazzale antistante l’arena dalle 9.30 alle 18.30 sarà allestito un accampamento storico, con laboratori didattici civili e militari. Mentre all’interno dell’edificio, dalle 10.00 alle 12.45, si potrà assistere ai Ludi Pompeiani: spettacoli gladiatori, legionari, danza storica con coreografie ispirate all’epoca romana, curate da danzatrici in abiti d’epoca ed intrattenimento didattico. L’intera manifestazione sarà scandita dal grande Corteo Storico, che partirà dalla Palestra Grande con una cerimonia religiosa alle 15 cui seguirà alle 15.30 il corteo civile e militare lungo Via dell’Abbondanza fino al quadrivio e ritorno. Alle 16.30, al rientro del corteo nella Palestra, avranno luogo una cerimonia con rito civile e una militare in onore dell’Imperatore Tito – figura centrale del contesto rappresentato e dimostrazioni di battaglie legionarie. Alle 17.30 il corteo civile e militare rientrerà all’accampamento sul piazzale dell’Anfiteatro.
A Pompei e a Boscoreale il 27 sera, oltre alla passeggiata serale che a Pompei prevede più itinerari (uno alla Villa dei Misteri e l’altro all’area dell’Anfiteatro con visita alla mostra “Essere donna nell’antica Pompei” presso la Palestra Grande e ad alcune domus vicine) sono in programma anche le performance artistiche “Pompeii: Vox Feminae” dedicate a figure femminili dell’antica Pompei: Pompei, Odeion (Teatro Piccolo) 27 settembre “Amaryllis” e a Villa Regina, Boscoreale 27 settembre “Wilhelmina”. Sarà possibile usufruire del servizio navetta Pompeii Artebus in partenza da Piazza Esedra (orari consultabili sul sito www.pompeiisites.org). Dalle 19 alle 23.30 ci sarà un’attivazione straordinaria del servizio navetta che collegherà i 3 siti del circuito di Castellammare: museo Archeologico di Stabia alla Reggia di Quisisana, Villa Arianna e Villa San Marco. Biglietti in vendita sul circuito on-line www.ticketone.it (+ 1 euro per la vendita on-line) o presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro o presso la Villa dei Misteri (solo cashless). È consigliata la prenotazione on-line.
Inoltre, ad Oplontis per la serata del 27 settembre 2025 l’Archeoclub d’Italia aps-sede di Torre Annunziata “Mario Prosperi”, in collaborazione col Gruppo storico oplontino e la rete di Ospitalità Diffusa ArevOd, organizza itinerari tematici gratuiti alle 20.30, 21, 21.30, in linea con il tema delle Giornate europee del patrimonio, quest’anno dedicato alle “Architetture: l’arte di costruire”. Mentre al museo Archeologico di Stabia Libero d’Orsi è in programma sulle terrazze della Reggia “Echeia. Nuove Risonanze”, installazioni sonore e live performance a cura di Marco D’Acunzo e Marina Lucia con Ensemble Progetto Porpora. L’evento è organizzato dalla Funneco aps in collaborazione con il Parco e con il contributo del Comune di Castellammare di Stabia.










































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