Torino. Al museo Egizio Jennifer Cromwell (Manchester Metropolitan University) su “Western Thebes in the Early Islamic Period: archaeology and coptic texts”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme
Un ostrakon copto, proveniente da Tebe occidentale e conservato al museo Egizio di Torino, contiene un breve testo sui suoi due lati. Nonostante l’apparente modestia di questo oggetto, il testo rappresenta un unicum. Registra infatti l’unica menzione databile di un’eclissi solare in tutta la storia egiziana precedente il periodo islamico. Parte da questo reperto la conferenza di Jennifer Cromwell “Western Thebes in the Early Islamic Period: archaeology and coptic texts”, organizzata dal museo Egizio di Torino con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. Appuntamento martedì 5 aprile 2022, alle 18, nella sala conferenze. Ingresso libero fino ad esaurimento posti, è gradita la prenotazione scrivendo a comunicazione@museogizio.it. È necessario presentare in Super Green Pass e indossare una mascherina FFP2. La conferenza, in lingua inglese, sarà anche trasmessa live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

L’ostrakon copto, conservato al museo Egizio di Torino, che ricorda l’eclisse del 10 marzo 601 d.C. (foto museo egizio)
“Il 14° giorno di Phamenoth del quarto anno di indizione, il sole si oscurò alla quarta ora del giorno – e nell’anno in cui Petros figlio di Palou era capo del villaggio Djeme”. Non solo questa eclissi può essere datata al 10 marzo 601 d.C., ma la sua data fa anche di questo ostrakon il più antico testo copto databile proveniente da Tebe occidentale. Durante la conferenza, la dr.ssa Jennifer Cromwell riesaminerà questo importante testo, suggerendo una nuova interpretazione del suo contesto di provenienza, compreso il villaggio che menziona, Djeme (costruito nel tempio mortuario di Ramses III, Medinet Habu, e nei suoi dintorni), e le comunità monastiche vicine. La conferenza presenterà anche le ricche testimonianze che sopravvivono in questa regione tra il VII e l’VIII secolo, un periodo di grandi cambiamenti politici e sociali.

La professoressa Jennifer Cromwell
Jennifer Cromwell è docente senior di Storia Antica alla Manchester Metropolitan University, di cui è entrata a far parte nel 2018. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia sociale ed economica dell’Egitto, in particolare durante il VI-VIII secolo d.C., e lo studio dei documenti copti. Il suo progetto attuale, Ancient History, Contemporary Belonging, affronta le questioni di appartenenza nella società contemporanea e la migrazione forzata sia di persone che di manufatti storici.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “Capua. La seconda Roma” di Mario Pagano e Antonella Tomeo

Nuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con “Lo scaffale del Mann”: mercoledì 6 aprile 2022, alle 16, nella sala conferenze, presentazione del libro “Capua. La seconda Roma” di Mario Pagano e Antonella Tomeo. Dopo i saluti del direttore Paolo Giulierini, interverranno con gli autori Valeria Sampaolo, già direttore del museo Archeologico dell’Antica Capua e responsabile del territorio, e Umberto Roberto, ordinario di Storia romana all’università “Federico II” di Napoli. Sarà presente anche l’editore Stefano Flores. Il volume, pubblicato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Caserta e Benevento e da Belle Époque, è il frutto della continua attività di tutela e controllo, condotta dalla stessa soprintendenza, sull’ampia espansione edilizia che, negli ultimi anni, ha interessato buona parte del territorio di Santa Maria Capua Vetere e che ha consentito l’individuazione di nuove testimonianze del patrimonio archeologico ancora sotterrato.
Verona. “Il Cinema Astra a Verona: scavi e progetti”: incontro a numero chiuso alla multisala Rivoli, promosso da soprintendenza, ordine architetti e collegio ingegneri. Ecco il link per seguirlo in diretta streaming

“Il Cinema Astra a Verona: scavi e progetti”: la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza, l’Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti conservatori della provincia di Verona e il Collegio degli Ingegneri di Verona giovedì 7 aprile 2022, alle 10, alla multisala Rivoli in piazza Bra a Verona organizza un incontro a numero chiuso per illustrare il contesto dell’ex Cinema Astra di Verona, un interessante case study che vede coinvolte professionalità tecniche diverse. Sarà presentato il contesto operativo, le attività finora svolte e i futuri progetti rivolti al restauro, la fruizione e la valorizzazione dell’area archeologica. L’evento sarà trasmesso in streaming (a questo link è possibile seguire l’evento del Cinema Astra di Verona in diretta: youtu.be/QPjJN1IzOyY). Programma: 9.30, i saluti di Vincenzo Tinè (soprintendente ABAP VR, RO, VI), Stefano Zuliani (Collegio Ingegneri Verona), Matteo Faustini (Ordine degli Architetti Verona). Gli interventi: 9.45, Brunella Bruno (SABAP VR, RO, VI) su “Le indagini archeologiche: le norme di tutela e il ruolo della Soprintendenza”; 10, Samantha Castelli (Cooperativa Archeologia – FI) su “Le attività sul campo e i servizi archeologici”; 10.15, Paolo Richelli (architetto) su “Il Cinema Astra. Storia, vicende e inquadramento urbanistico dell’edificio”; 10.30, Brunella Bruno (SABAP VR, RO, VI), Mattia Berton (Cooperativa Archeologia- FI) su “Indagini archeologiche e restauri: primi risultati e attività future”; 10.50, pausa. Alle 11.10, Franco De Grandis (ingegnere) su “Il progetto strutturale”; 11.30, Paolo Richelli (architetto), Luciano Pugliese (archeologo) su “Idee per il progetto di fruizione e valorizzazione”; 11.50, Luigi Marino (università di Firenze) considerazioni e conclusioni. Alle 12.30, visita guidata al cantiere archeologico (via Oberdan, 13).
Taranto. Al museo Archeologico nazionale saranno i “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani” ad animare i “Mercoledì del MArTA” di aprile in diretta sui canali social

Saranno i “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani” ad animare i “Mercoledì del MArTA” del mese di aprile 2022. Coordinamento scientifico: Eva Degl’Innocenti (direttrice del MArTA) e Antonio Fornaciari (università di Pisa). Tutti gli appuntamenti saranno alle 18 di ogni singola data, in diretta sulle pagine istituzionali del museo Archeologico nazionale di Taranto di Facebook, YouTube e LinkedIn. Quattro appuntamenti in cui il mistero più profondo del ciclo della vita dell’uomo sarà trattato parlando dell’approccio alla morte durante le varie epoche: dai martiri di Otranto, alla sepoltura moderna, passando per ricerca antropologica e cimiteri cristiani in età tardoantica. Antonio Fornaciari (università di Pisa) il 6 aprile 2022 inaugurerà i “Mercoledì del MArTA” di aprile con la sua relazione su “La morte addomesticata”: la doppia sepoltura nell’Italia Moderna”. Il 13 aprile 2022, invece, Valentina Giuffra (università di Pisa) ci condurrà sino al 14 agosto 1480 quando oltre 800 cittadini idruntini furono massacrati dalle milizie turche che tentavano di conquistare la città di Otranto, in Puglia. Valentina Giuffra ci parlerà de “La trapanazione cranica in paleontologia: un particolare caso tra i martiri di Otranto”. Il 20 aprile 2022 Maria Giovanna Belcastro (università di Bologna) relazionerà, invece, su “I resti umani nella ricerca antropologica: potenzialità e limiti”. Per l’ultimo appuntamento di aprile, il 27, Alexandra Chavarria Arna (università di Padova) ci parlerà di “Aspettando l’aldilà: cimiteri cristiani in età tardoantica”.
Roma. Con gli esperti del parco archeologico del Colosseo alla scoperta dei mosaici presenti tra Foro Romano e Palatino: con l’ottava tappa si va alla scoperta dei mosaici pavimentali del Paedagogium, sulle pendici meridionali del Palatino

Paedagogium, pianta dell’edificio (da Graffiti del Palatino. Raccolti ed editi sotto la direzione di Veikko Väänänen. I. Paedagogium, a cura di H. Solin e M. Itkonen-Kaila, Acta Instituti Romani Finlandiae III, Helsinki 1966, fig. 2 p. 2) (foto PArCo)
Il parco archeologico del Colosseo propone un nuovo itinerario on line tra Foro Romano e Palatino, a cura di Federica Rinaldi, Alessandro Lugari e Francesca Sposito, per scoprire che cosa state si sta calpestando in una visita, per capire in quale edificio e ambiente vi state muovendo, per riconoscere i pavimenti antichi in marmi policromi e in mosaico che decoravano gli edifici pubblici, ma anche e soprattutto le case private e i palazzi. In questo ottavo appuntamento, la passeggiata virtuale, che ha raggiunto il Palatino, dopo aver conosciuto i pavimenti degli Horrea Agrippiana prosegue lungo le pendici meridionali del colle fino ad arrivare al Paedagogium, un tempo luogo di istruzione per i paggi imperiali ma anche per gli schiavi. Di età domizianea, come confermano i bolli laterizi qui rinvenuti, l’edificio si affaccia sul Circo Massimo. “L’edificio, disposto su due livelli che sfruttano la morfologia del pendio del colle”, spiegano gli archeologi del PArCo, “era costituito da due file di stanze separate da un cortile. All’ambiente principale, absidato, non disposto sull’asse centrale, si affiancano nove stanze minori. L’impianto di età flavia fu ampiamente rimaneggiato e alla fase di età severiana (quindi ai primi decenni del III secolo d.C.) appartengono i mosaici conservati in tre degli ambienti del complesso, tutti geometrici e con impiego di tessere bianche e nere”.

Paedagogium sul Palatino: mosaico bianco con bordo in tessere nere, veduta d’insieme del pavimento (foto Archivi PArCo)
“Nel primo ambiente da sinistra, ponendosi di fronte all’edificio, si riconosce un mosaico a tessere bianche disposte su file parallele, bordato da tessere nere. Le tessere, piuttosto grossolane, non presentano taglio regolare né identiche dimensioni, determinando una generale irregolarità dell’ordito, in particolare per quanto riguarda i margini del bordo”.

Paedagogium sul Palatino: mosaico bianco-nero con composizione di ellissi (foto Archivi PArCo)
“Nel secondo ambiente da sinistra, ponendosi di fronte all’edificio, si riconosce un mosaico con composizione di grandi ellissi tangenti che formano quadrati a lati concavi grandi e piccoli. Nel terzo ambiente da sinistra, ponendosi di fronte all’edificio, si riconosce un altro mosaico geometrico internamente decorato da grandi ellissi campite di tessere nere e quadrati a lati concavi intercalati tra i disegni delle ellissi. L’esiguità della parte conservata non consente di determinare in che modo i vari motivi decorativi si associassero e si alternassero”.

Palatino, Domus tardoantica di via di San Gregorio: disegno ricostruttivo dell’ambiente con mosaico bianco-nero decorato da una composizione di quadrilobi (St. Clair A., Late Antiquity transitions: a recently discovered room on the Palatine in the context of late Roman decoration, in MAAR, XLVII, 2002, fig. 4 p. 231) (foto PArCo)
“Il gusto geometrico dei mosaici del Paedagogium”, ricordano sempre gli archeologi del PArCo, “è quello tipico di età severiana, quando si assiste ad un’esplosione delle figure geometriche sui mosaici in bianco e nero, spesso di grandi dimensioni, come nel nostro caso. Un mosaico con composizione simile si conserva sempre presso il colle Palatino, ma lungo il suo versante orientale, presso la cosiddetta domus di via di San Gregorio”.

Paedagogium sul Palatino: mosaico bianco-nero con composizione di ellissi (foto Archivi PArCo)
“I mosaici, seppur lacunosi, si trovano in buono stato di conservazione, e dal 2020 – concludono – sono stati oggetto di un intervento di manutenzione che ha previsto, per i due tessellati geometrici, la predisposizione di graniglia lungo i bordi per impedire la ricrescita della vegetazione infestante e nello stesso tempo per colmare la lacuna con una soluzione cromaticamente affine al disegno originale”.
Roma. Il mosaico della “Real Casa” di epoca tardo imperiale esposto dal 2 aprile alla Centrale Montemartini, dopo i restauri finanziati dalla Fondazione Paola Droghetti. Fu scoperto nel 1900 in via XX Settembre “nella zona tra il Ministero della Real Casa e il giardino”

È visibile dal 2 aprile 2022 (e fino al 31 dicembre 2022) alla Centrale Montemartini di Roma il mosaico “della Real casa” scoperto a Roma nel 1900 in via XX Settembre “nella zona tra il Ministero della Real Casa e il giardino”, nei pressi dell’attuale Giardino del Quirinale. L’evento è promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il restauro del mosaico è stato promosso e finanziato dalla Fondazione Paola Droghetti onlus e realizzato dal restauratore Alessandro Ferradini con la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. I frammenti dell’opera musiva, risalente alla metà del III/inizio del IV secolo d.C., facevano parte di un ampio mosaico pavimentale, già interessato al momento della scoperta da estese lacune causate dall’inserimento di strutture moderne che hanno distrutto parte della pavimentazione. La superficie è interamente decorata da girali vegetali che fuoriescono da kantharoi, contenitori con alti manici, collocati negli angoli e al centro dei lati lunghi del pavimento. La composizione è vivacizzata dall’inserimento di un riquadro policromo, collocato in posizione decentrata. Qui, all’interno di un campo giallo, è inserito un fiore a quattro petali con piccole foglie lanceolate negli spazi di risulta della composizione; una fascia separa questa decorazione da una cornice con motivo di fogliette di alloro stilizzate. Il grande ambiente pavimentato da questo mosaico, dalla superficie originaria di 8,40 x 6,70 metri, era la sala di rappresentanza di una nobile abitazione di epoca tardo-imperiale. In questo periodo si prediligono per i mosaici temi decorativi geometrici o riferiti al mondo della natura, mentre meno frequenti sono le tematiche mitologiche e quelle relative alla vita quotidiana, più diffuse nelle epoche precedenti.

Nell’esposizione del mosaico della Real Casa alla Centrale Montemartini i frammenti del pavimento restaurati, ma tra loro non combacianti, sono stati posizionati su un grande tappeto calpestabile realizzato in linoleum, dove in scala 1:1 è riprodotto il motivo decorativo del mosaico. Questa ricostruzione grafica offre ai visitatori la visione d’insieme dell’opera, suggerendo con immediatezza la ricchezza decorativa del complesso disegno originario nell’ intento di restituire ciò che è andato irrimediabilmente perduto. Con il proposito di rivolgersi a un pubblico più ampio, a completamento dell’apparato didattico, è stato realizzato un pannello tattile corredato da didascalie in braille per ciechi e ipovedenti, sul quale è riprodotto a rilievo il motivo floreale del riquadro policromo del mosaico. L’esperienza di visita è resa multisensoriale per mezzo di un QR code applicato al pannello, grazie al quale i visitatori possono ascoltare un brano audio, un vero e proprio racconto sonoro che arricchisce e completa la percezione del mosaico esposto.
Il restauro del mosaico ha comportato lo strappo dalla superficie su cui era collocato in origine, operazione sempre traumatica, ma necessaria nei numerosissimi casi in cui risulta l’unica soluzione per conservare resti altrimenti destinati alla distruzione a causa delle necessità derivate da trasformazioni urbane e del territorio. Le operazioni di restauro e conservazione successive a tali eventi hanno quindi lo scopo di ripristinare le condizioni di stabilità dei tappeti musivi che al momento dello strappo possono subire danni per l’asportazione delle malte originali con conseguente rischio per la continuità e la corretta disposizione delle tessere. Nel caso dei quattro mosaici oggetto del restauro che si presenta in questa occasione, le condizioni dei supporti hanno fortemente risentito di una modalità di lavoro praticata in passato, in base alla quale le superfici a mosaico erano allettate su nuovi supporti in malta cementizia rinforzata con un’armatura di barre in lega di ferro. Le operazioni conservative si sono svolte in due fasi principali: 1) rimozione del supporto in cemento e armatura in ferro; 2) ricostruzione del supporto secondo modalità adeguate ai moderni standard conservativi. Operazioni preliminari sono state la documentazione fotografica relativa all’ante operam, il trattamento biocida, la pulitura preliminare e la protezione della superficie musiva tramite bendaggio. Si è quindi proceduto all’abbassamento del massetto e alla rimozione dei ferri. La fase di ricomposizione del supporto ha visto la posa di uno strato di malta a contatto con il massetto cementizio prossimo alle tessere musive e il posizionamento di un pannello di supporto in aerolam. A completamento dell’intervento è stata effettuata la pulitura e la stuccatura delle superfici musive e si è proceduto alla stesura di una maltina liquida negli interstizi delle tessere. Un video permette di ripercorrere le fasi del restauro promosso e finanziato dalla Fondazione Paola Droghetti onlus e realizzato dal restauratore Alessandro Ferradini con la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale torna la “Domenica al Museo”: ingresso gratuito con tanti eventi, dall’antico al contemporaneo. Giulierini: “Tornare a fare festa nei luoghi dell’arte significa riconquistare normalità”

Domenica al Museo, si riparte: dopo l’interruzione forzata dovuta all’emergenza Covid, dal 3 aprile 2022 torna un appuntamento tanto atteso da cittadini e turisti. Biglietto gratuito dunque il 3 aprile al museo Archeologico nazionale di Napoli: star della giornata, per chi non le avesse ancora visitate, saranno le tre importanti mostre archeologiche in programma. Da non perdere “Gladiatori”, con gli splendidi reperti che, nel salone della Meridiana, raccontano un mito di tutti i tempi: per i più piccoli (e non solo), consigliata la sosta nel Braccio Nuovo, che ospita la sezione didattica e tecnologica “Gladiatorimania”. Il Dantedì è passato, ma non l’amore, che condividiamo tutti, per il Sommo Poeta: nelle sale degli affreschi, è in calendario “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia di Dante nelle collezioni del MANN”, che presenta cinquantasei reperti, in molti casi provenienti dai depositi, per raccontare la fortuna del mito classico nella letteratura. Sempre nelle sale degli affreschi, l’esposizione “Giocare a regola d’arte” crea parallelismi fra il divertimento dei piccoli romani e dei bimbi contemporanei: cinquanta preziosi manufatti, tra cui anche antichi giocattoli, sono in dialogo con pezzi da collezioni novecentesche. E in occasione della Domenica al Museo, è prevista l’apertura delle seguenti sezioni permanenti del Mann: collezione Farnese (escluse le Gemme per ragioni di sicurezza), Mosaici (escluso Gabinetto Segreto per ragioni di sicurezza), Affreschi, collezione oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane, Villa dei Papiri, Sezione Preistoria e Protostoria.

“Diamo il bentornato alle domeniche gratuite nei musei statali”, commenta il direttore del museo, Paolo Giulierini, “un’iniziativa che in questi anni aveva contribuito al sempre più stretto legame tra gli istituti culturali italiani e il proprio territorio. Un legame che nel periodo dell’emergenza pandemica e, poi, nella lenta ripresa, si è confermato solido e di conforto per tutti, crediamo anche grazie al cammino fatto insieme. Tornare a fare festa nei luoghi d’arte è oggi uno splendido segnale della riconquistata normalità. Ad attendervi nell’atrio del Mann troverete la nostra Concordia con un simbolico messaggio di speranza per un’Europa che ritrovi presto la pace”.

Archeologia e non solo: l’arte contemporanea trova casa al Mann con diverse proposte. Due percorsi sono curati dal fotografo Luigi Spina: “Sing Sing. Il corpo di Pompei” raccoglie cinquanta scatti sui depositi, in coerenza con il progetto scientifico della direzione che prevede, in tempi brevi, di dare progressiva fruibilità ai tesori “nascosti” e custoditi nei sottotetti museali; ancora, l’esposizione “Confratelli” è un racconto fotografico del complesso museale di San Giuseppe dei Nudi, sito della rete Extramann. Ancora poche settimane, sino al 24 aprile, per visitare “Enrico Caruso. Da Napoli a New York”, omaggio targato Film Commission Regione Campania, Fondazione Campania dei Festival e Regione Campania per celebrare il tenore che unì due mondi. Nelle sale limitrofe alla Meridiana, ancora, focus sull’attualità della storia con il percorso fotografico che Antonietta De Lillo dedica al terremoto dell’Irpinia nel 1980. Per chi ama le divagazioni tra passato e presente, consigliata la personale ” E Adone non lo sa…” che l’artista Gaetano Di Riso dedica ad un capolavoro marmoreo del MANN; innovazione tra artigianato e design, ancora, nel percorso “Munera. Spirito Gladiatorio” di Antonio Lucio Correale, che crea monili ispirati agli antichi gladiatori. Nelle sale della stazione Neapolis, infine, gli appassionati di archeologia subacquea possono ritrovare, nell’allestimento “Aenaria”, la ricostruzione fotografica degli scavi nel porto di Ischia.
Taranto. Nuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di “MArTA in MUSICA – Le matinée domenicali”: Milena Vukotic porta “Il mistero del bene” recital per pianoforte, immagini e voce

Domenica 3 aprile 2022, alle 11.45, nella sala multimediale del museo Archeologico nazionale di Taranto nuovo appuntamento della rassegna “MArTA in MUSICA – Le matinée domenicali” realizzate dal museo Archeologico nazionale di Taranto e dall’Orchestra della Magna Grecia: al MArTA Milena Vukotic, la vincitrice del “Nastro d’Argento” e del “Ciak d’Oro”, arriva con il “Mistero del Bene”, un recital per pianoforte, immagini e voce destinato ad emozionare il pubblico. L’attrice sarà accompagnata al pianoforte dalla maestria di Angela Annese. Il biglietto (costo 8 euro) per assistere a “Il Mistero del Bene” di domenica 3 aprile potrà essere acquistato nella sede dell’Orchestra della Magna Grecia (a Taranto, in via Ciro Giovinazzi n° 28) e su https://www.eventbrite.com/…/biglietti-marta-in-musica…. All’ingresso del MArTA il giorno del concerto sarà consegnato ad ogni possessore del biglietto del concerto un coupon della validità di una settimana (dalla domenica del concerto evento al sabato successivo) che darà diritto ad un ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto. Il coupon ha validità dalla domenica del singolo evento concerto fino al sabato successivo e deve essere utilizzato tassativamente entro lo stesso periodo per la prenotazione e per l’ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto inserendo il codice coupon sulla piattaforma e-ticketing del museo Archeologico nazionale di Taranto: https://www.shopmuseomarta.it. L’ingresso al Museo del possessore del coupon è condizionato in ogni caso al numero di posti disponibili nella fascia oraria selezionata.

L’attrice Milena Vukotic
Milena Vukotic, attrice, figlia di uno scrittore teatrale slavo e di una pianista e compositrice italiana, musicista e ballerina, importante icona del teatro e del cinema italiano degli anni Sessanta, con le collaborazioni con Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Paolo Poli e Jean Cocteau. Sua l’interpretazione della domestica martire nel capolavoro di Federico Fellini “Giulietta degli spiriti”, o della donna introversa e fragile nei film di Luis Buñuel, Mario Monicelli, Andrei Tarkovsky. Un’attrice senza tempo capace di interpretare la moglie disincantata e ubbidiente di Fantozzi fino ai ruoli più recenti in “Saturno contro” di Ferzan Özpetek.
La Sicilia aderisce all’iniziativa del ministero della Cultura: dal 3 aprile 2022 ogni prima domenica del mese si entra gratis nei parchi archeologici e nei musei regionali

Da domenica 3 aprile 2022, la Sicilia ripropone l’ingresso gratuito ai Parchi archeologici, ai musei e ai luoghi della cultura che dipendono dall’assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana. L’ha disposto l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà, aderendo all’iniziativa del ministero della Cultura. “Occorre sempre più avvicinare i visitatori ai luoghi dell’arte e della bellezza”, spiega Samonà, “perché la cultura è medicina dell’anima e insegna a vivere secondo valori universali. La Sicilia, con la ricchezza d’arte dei suoi musei, e le testimonianze uniche, fra storia e natura, dei suoi parchi archeologici, è custode di questa bellezza. Permettere l’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese, inoltre, favorisce anche la possibilità alle famiglie di trascorrere il tempo libero nei nostri luoghi della cultura e questo è un ulteriore effetto positivo”. Per effetto delle nuove norme anti Covid in vigore dal 1° aprile 2022, per l’ingresso non è più richiesto green pass rafforzato o green pass base. Resta l’obbligo di indossare la mascherina.



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