Finito lo stato di emergenza per il Covid-19, tornano le domeniche gratuite nei luoghi della cultura: dal 3 aprile, ogni prima domenica del mese

Con l’adozione del Decreto legge 24 marzo 2022, n. 24, che ha sancito la cessazione dello stato di emergenza per l’epidemia da COVID-19, tornano le domeniche gratuite nei luoghi della cultura. Lo annuncia il ministero della Cultura. A partire da domenica 3 aprile 2022, ogni prima domenica del mese, i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali garantiranno l’accesso gratuito a tutti i visitatori che potranno così tornare a beneficiare di un’iniziativa unica per favorire la conoscenza del patrimonio culturale italiano. Anche le visite durante le domeniche gratuite, come quelle che si svolgeranno durante gli ordinari giorni di visita, dovranno avere luogo nel pieno rispetto delle nuove misure di sicurezza previste dal citato Decreto. Dal 1° aprile 2022 per accedere a monumenti, musei, gallerie, parchi, giardini monumentali dello Stato non sarà più richiesto il possesso del green pass rafforzato, né di quello base, mentre resterà l’obbligo di utilizzo di mascherine chirurgiche.

Ozzano dell’Emilia (Bo). Riapre il museo della Città romana di Claterna, dopo la lunga chiusura per l’emergenza sanitaria. Presentazione nuovo video e incontro “Mi vesto alla romana”. Il calendario degli altri appuntamenti tematici

Una sala espositiva del museo della Città romana di Claterna a Ozzano dell’Emilia (Bo) (foto sabap-bo)

Il museo della Città romana di Claterna riapre le porte! A tre anni dall’inaugurazione e dopo la lunga chiusura dettata dall’emergenza sanitaria, domenica 3 aprile 2022 il museo della Città romana di Claterna a Ozzano dell’Emilia (Bo) accoglie cittadini e visitatori per un appuntamento dedicato alla cultura. Alle 15, cittadini e visitatori saranno accolti dai saluti di benvenuto cui seguirà la presentazione del nuovo video – vedi CLATERNA (vimeo.com) – dedicato al Museo. Alle 15.30 prenderà il via il primo di una serie di appuntamenti tematici: “Mi vesto alla romana”, visita guidata al museo per gli adulti, e un laboratorio didattico per i più giovani (7 – 11 anni). Ingresso gratuito; necessaria prenotazione: museo@comune.ozzano.bo.it oppure 051 791337. Posti disponibili: visita guidata 35 persone, laboratorio didattico 10 bambini. Salvo modifiche di legge, è obbligatorio indossare la mascherina chirurgica (dai 6 anni in su) ed esibire il Super Green Pass (dai 12 anni in su).

Una sala espositiva del nuovo museo della Città romana di Claterna a Ozzano Emilia (Bo)

I prossimi appuntamenti. Lunedì 18 aprile 2022, alle 15.30, “Dei e divinità nel mondo romano”, visita guidata e laboratorio; domenica 15 maggio 2022, alle 15.30, “Claterna: urbanistica e architettura”, visita guidata e laboratorio; domenica 29 maggio 2022, alle 15.30, “Festa del Libro. Scrivere nell’antica Roma”, visita guidata e laboratorio; sabato 18 giugno 2022. Alle 15, “Giornate Europee dell’Archeologia. Abitare a Claterna”, visita guidata al museo e agli scavi di Claterna e laboratorio bambini. In caso di maltempo: “Tappeti di pietra”, visita guidata al museo e laboratorio; sabato 25 giugno 2022, alle 21, “Apertura serale. A lume di lucerna!”, visita guidata e laboratorio; lunedì 4 luglio 2022, alle 19, apertura preserale “A teatro… a Claterna!”, visita guidata… aspettando lo spettacolo del ciclo “La Torre e la Luna”.

Ercolano. Quarto appuntamento con “Magma”, la serie video del parco archeologico: con il direttore Sirano e l’archeologo Camardo scopriamo il modo di lavorare degli antichi romani grazie a delle scoperte rinvenute sul banco tufaceo nel cantiere dell’antica spiaggia

Francesco Sirano e Domenico Camardo sul cantiere dell’antica spiaggia di Ercolano, tra il banco tufaceo e la rampa per le Terme Suburbane (foto paerco)

Per il quarto appuntamento della nuova serie video “Magma” del parco archeologico di Ercolano la passeggiata continua alla scoperta del cantiere dell’antica spiaggia di Ercolano. Il direttore Francesco Sirano e l’archeologo dell’Herculaneum Conservation Project Domenico Camardo raccontano alcune curiosità sul modo di lavorare degli antichi romani grazie a delle scoperte rinvenute sul banco tufaceo.

La passeggiata ci porta di fronte alle Terme Suburbane dove si vedono degli incassi nel banco tufaceo. “Quando abbiamo ripulito tutta quanta l’area”, spiega Camardo, “sono emersi tutti questi incassi che hanno delle inclinazioni molto chiare all’interno che servivano per ricevere dei pali di legno inclinati su cui erano poste delle carrucole che permettevano di sollevare i pesanti blocchi di tufo man mano che si procedeva con l’estrazione. È infatti qui che si vede ancora benissimo un’impronta quadrangolare di un grosso blocco che è stato staccato e sollevato: quindi questo è ciò che resta di un cantiere edile dell’antichità. In pratica vediamo al negativo l’estrazione dei blocchi”. L’area di ricerca è di fronte alla rampa di accesso delle Terme Suburbane, un ingresso secondario forse usato per portare legna per farle funzionare. “Vediamo che ci sono dei dislivelli”, fa notare Sirano. “A cosa è dovuto questo cambio di livello delle fondazioni? In realtà anche in questo caso siamo di fronte ai segni e alle tracce di una oscillazione della terra: quando la terra si abbassava, il mare si avvicinava alla città. Sono chiare le tracce dell’erosione della base della scala, ma anche della base dell’edificio che quindi è stato esposto a un certo punto all’azione delle mareggiate. E infatti basta guardare le finestre del Samovar per vedere che i romani sono stati costretti a restringerle con dei muretti e dei pannelli di cocciopesto per proteggersi dal mare”. Quindi – conclude Camardo – nel giro di pochi anni la città ha dovuto reagire a una serie di trasformazioni e di fenomeni naturali. “Erano eventi molto veloci, come quelli che succedono oggi nella vicina Pozzuoli dove nel giro di pochi anni il mare gonfia la terra anche di un metro per poi abbassarsi”.

È uscito il libro “Grotta Guattari. 80 anni dopo la scoperta” (Atlantide editore), dedicato a uno dei più importanti siti archeologici al mondo, con gli interventi di numerosi studiosi e una testimonianza inedita dell’ultimo discendente della famiglia Guattari

Copertina del libro “Grotta Guattari. 80 anni dopo la scoperta” (Atlantide editore)

È uscito il libro “Grotta Guattari. 80 anni dopo la scoperta” (Atlantide editore), curato da Gilda Iadicicco, realizzato in collaborazione con il Comune di San Felice Circeo, l’università di Roma “Tor Vergata” e la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Lazio. Il saggio, dedicato a uno dei più importanti siti archeologici al mondo, raccoglie gli interventi di numerosi studiosi e una testimonianza inedita dell’ultimo discendente della famiglia Guattari (disponibile sui siti www.atlantideditore.it www.lafeltrinelli.it, www.ibs.it, www.terminalvideo.com www.centrolibri.it, www.goodbook.it , www.unilibro.it, www.libreriauniversitaria.it e Feltrinelli Latina). L’occasione d’incontro per gli studiosi della preistoria offerta dal Convegno organizzato nella ricorrenza degli ottant’anni dalla scoperta di Grotta Guattari, dopo svariati anni di silenzio sull’argomento, ha portato all’instaurarsi di una rinnovata dialettica e all’aprirsi di ulteriori argomenti di confronto, grazie alla divulgazione di aspetti e temi inediti sulle ricerche svoltesi fino ad allora. Gli importanti rinvenimenti, che hanno dato seguito alle scoperte e agli studi del 1939, arrestati a causa del sopraggiungere del conflitto mondiale, hanno gettato nuova luce sulla vita nella grotta grazie agli innovativi strumenti della tecnologia in uso al giorno d’oggi. Le ultime ricerche, in corso di divulgazione, hanno potuto meglio delineare la storia della frequentazione della grotta e del suo utilizzo anche da parte della iena, importante antagonista dell’uomo nella caccia (vedi Preistoria. Eccezionale scoperta nella Grotta Guattari al Circeo (Lt) a 80 anni dai primi ritrovamenti neanderthaliani: trovati da Sabap e università Roma Tor Vergata i reperti fossili di altri nove uomini di Neanderthal, e i resti di iene, elefante, rinoceronte, orso delle caverne e dell’uro, il grande bovino estinto. Il Circeo si conferma fondamentale per la conoscenza dell’uomo di Neanderthal a livello europeo e mondiale | archeologiavocidalpassato). La Grotta Guattari è stata, dunque, ancora una volta, ottant’anni dopo, una vera riscoperta! Il lettore avrà la possibilità, inoltre, attraverso la testimonianza di Angelo Guattari, ultimo discendente diretto e vivente dello scopritore della Grotta, di conoscere il contesto ambientale e le vicende che portarono al rinvenimento del sito preistorico, raccontate con particolari non noti ed intimi, mai resi prima, legati alla scoperta ed ai lavori di scavo che ad essa fecero seguito.

Dal 1° aprile al 4 luglio, riparte POMPEII ARTEBUS, la navetta promossa da campania>artecard che collega i siti del parco archeologico di Pompei: da Pompei alle ville romane di Boscoreale, Oplontis, Stabia e al museo Archeologico di Stabia Libero D’orsi – Reggia di Quisisana

Il servizio navetta “Pompeii ArteBus” da Pompei ai siti archeologici del parco (foto parco archeologico pompei)

Da Pompei alla villa rustica di Boscoreale, Villa Regina, alle ville nobiliari di Oplontis, Villa di Poppea, e di Stabia, Villa Arianna e Villa San Marco, fino al Museo archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana: riparte dal 1° aprile 2022 POMPEII ARTEBUS, la navetta per tutti i visitatori del parco archeologico di Pompei che renderà più agevole il collegamento tra i vari siti archeologici del Parco. Dopo il positivo riscontro durante il periodo natalizio, con oltre 1000 visitatori che hanno usufruito della navetta per raggiungere da Pompei gli altri siti del Parco, il servizio riprende dal 1° aprile 2022 al 4 luglio 2022 sei giorni a settimana, escluso il martedì (giorno di chiusura dei siti esterni). L’iniziativa è realizzata dal parco archeologico di Pompei in collaborazione con l’EAV e con la SCABEC, società in house della Regione Campania, e il suo progetto campania>artecard, il pass culturale – con UniCredit come Official Sponsor – che da oltre 20 anni offre a turisti ed appassionati la possibilità di fruire del patrimonio culturale campano e di viaggiare comodamente a bordo del trasporto pubblico locale.

Pompeii Artebus: due navette gratuite partono da piazza Esedra a Pompei con due diversi percorsi (foto parco archeologico pompei)

Due minibus gratuiti per 25 persone partiranno da piazza Esedra a Pompei con due diversi percorsi. Il primo accompagnerà i visitatori a Villa Regina a Boscoreale e alla Villa di Poppea nel sito di Oplontis a Torre Annunziata, con 9 corse giornaliere a partire dalle 9.30. Il secondo bus sempre con partenza alle 9.30, avrà come destinazione Villa San Marco e Villa Arianna e la Reggia di Quisisana con 6 partenze scaglionate. I bus sono facilmente riconoscibili per la loro veste grafica che richiama le iniziative Artecard. Il servizio è realizzato su iniziativa della Direzione Generale del Parco archeologico di Pompei attraverso i fondi di compensazione di campania>artecard e potrà essere utilizzato gratuitamente da chiunque sia in possesso del biglietto di ingresso ai siti del circuito di Pompei, incluso l’abbonamento MyPompeii Card o di un pass campania>artecard.

Il servizio “Pompeii ArteBus” è valido anche con l’abbonamento MyPompeii Card o il pass Campania>Artecard (foto parco archeologico pompei)

L’accesso ai siti oltre che agevole è oggi anche più conveniente con la tessera di abbonamento annuale MyPompeii card che al costo di 35 euro (8 euro per gli under 25), consente un accesso illimitato per tutto l’anno a tutti i siti (Pompei, Villa di Poppea/Oplontis, e Villa Regina/Boscoreale, Ville di Stabia e Museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi/Reggia di Quisisana). A bordo i passeggeri del Pompeii Artebus troveranno un codice sconto riservato per l’acquisto di campania>artecard; tra i pass che gli utenti potranno acquistare a un prezzo dedicato, oltre alla Campania 3 Giorni e alla Campania 7 Giorni, figura anche l’abbonamento Gold 365, la card che consente di visitare oltre 50 siti culturali campani in un anno.

“Gli Argenti di Morgantina potranno restare in Sicilia”: l’assessore regionale Alberto Samonà annuncia di aver ricevuto una lettera del direttore del Met dove spiega che ritiene “obsoleto” l’accordo del 2006 e che sia meglio sospendere questo scambio per la fragilità dei reperti, e auspica una rinnovata collaborazione tra il Metropolitan e il “Salinas” di Palermo

Gli Argenti di Morgantina nel museo Archeologico di Aidone (foto regione siciliana)
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Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana

Gli Argenti di Morgantina potranno restare in Sicilia. Il Metropolitan Museum di New York, infatti, ha fatto sapere di non volere indietro i preziosi reperti che ogni quattro anni, in base a un accordo del 2006, venivano trasferiti da Aidone al museo newyorkese. Lo annuncia Alberto Samonà, assessore regionale alla Cultura e all’identità siciliana: “Ho ricevuto una lettera dal direttore del Metropolitan Museum, Max Hollein, nella quale definisce “obsoleto l’accordo del 2006”, aderendo, in pratica, alla richiesta che avevamo avanzato anche di recente, di far restare gli Argenti nel museo Archeologico di Aidone, in cui sono esposti”. E continua: “Nella lettera indirizzatami, Max Hollein scrive di ritenere che sia meglio sospendere questo scambio, vista anche l’importanza degli Argenti per il Museo nel quale sono ospitati e per la fragilità degli stessi. Aspetti, questi, che avevamo evidenziato lo scorso mese di gennaio in una nostra lettera inviata al ministero della Cultura”. Il direttore del Met inoltre, nella nota, si è detto disponibile a una modifica dell’accordo, che passi da una rinnovata partnership che coinvolga il Metropolitan e il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, diretto da Caterina Greco, finalizzata a sancire una collaborazione fra le due istituzioni “attraverso prestiti che possano far conoscere ai visitatori del Museo statunitense la ricchezza del patrimonio culturale siciliano”. Molto positivo il commento dell’assessore regionale: “Accolgo con grande soddisfazione la lettera del direttore del Metropolitan Museum di New York che viene incontro alle richieste del Governo regionale, tenendo conto delle mutate condizioni storiche e riconoscendo la legittima esigenza del museo di Aidone a mantenere gli Argenti di Morgantina. Una disponibilità per cui ringrazio il direttore Max Hollein e in virtù della quale si gettano le basi per una prestigiosa collaborazione scientifica e culturale fra il Met e il nostro museo Salinas. Ritengo, infatti, che la politica degli scambi culturali, che sta già dando effetti molto positivi con la Grecia e i suoi musei, sia la grande opportunità dei prossimi anni, per valorizzare al meglio il nostro patrimonio culturale e dar vita a iniziative comuni, in grado di garantire una vetrina di vasta risonanza internazionale alla Sicilia e ai nostri musei e parchi archeologici”.

Carenza di organico al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Malacrino: “Stop alle attività programmate al MArRC”. Anche il direttore tra il personale di vigilanza per #domenicalmuseo del 3 aprile

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, già in drammatica carenza di organico, perde un’altra unità di personale. Il funzionario archeologo responsabile dell’Ufficio prestiti e mostre, nonché dei Servizi didattici e dei rapporti con le scuole, lascia il MArRC per prendere servizio alla Direzione Regionale Musei. E il direttore Carmelo Malacrino è costretto a sospendere le attività programmate del museo. È un momento particolarmente difficile per il MArRC, gravato da carenze di organico anche nel settore della fruizione, accoglienza e vigilanza nelle sale espositive. E questo in un momento che dovrebbe essere di festa, per il superamento dell’emergenza Covid-19 e la ripresa delle domeniche con ingresso gratuito, la cui prima giornata sarà quella del prossimo 3 aprile 2022. E da venerdì, 1° aprile 2022, ai sensi dell’ultimo decreto ministeriale, la certificazione verde Covid-19 non sarà più necessaria per entrare in Museo, ma basterà indossare la mascherina chirurgica. “Auguro al nostro funzionario i migliori successi per il proseguo di una brillante carriera”, dichiara Malacrino, “e lo ringrazio per l’impegno profuso in questi anni al museo di Reggio. Non posso, tuttavia, non segnalare un’ulteriore contrazione dell’organico museale, che mette a rischio tutte le attività che avevamo programmato per la primavera e l’estate. Anche e soprattutto in vista delle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario dei Bronzi di Riace. Restano ora scoperte funzioni nevralgiche, quali quelle relative alle mostre e alle procedure di prestito di opere, sia in entrata che in uscita, ma anche la didattica e i progetti con scuole e università. Con sofferenza mi trovo obbligato a sospendere le manifestazioni già programmate per il mese di aprile, auspicando la rapida assegnazione di nuovo personale. Ridurre le attività culturali è una sconfitta non solo per il Museo, ma per l’intera comunità del territorio. Mi scuso con i tanti partner e le associazioni con cui avevamo costruito una ricca programmazione, ringraziandoli per la continua collaborazione che in questi anni ha trasformato il MArRC in un luogo della cultura inclusivo e dinamico”. E aggiunge: “Stiamo già ricevendo molte richieste da parte delle scuole e più in generale da un pubblico che vuole riappropriarsi della propria quotidianità, anche culturale, dopo la pandemia. In queste condizioni, la gestione di una visita in sicurezza all’interno del museo diventa estremamente complessa. Per questa ragione domenica 3 aprile 2022, in concomitanza con la ripresa dell’iniziativa #domenicalmuseo, ci sarò anch’io tra le sale per supportare in prima persona il personale di vigilanza”.

Primavera al parco archeologico di Ercolano: dal 1° aprile riparte l’appuntamento settimanale con i “Close up Cantieri” e tornano le Domeniche Gratuite in sicurezza

Locandina di “Close-up Cantiere”, l’appuntamento del venerdì al parco archeologico di Ercolano

Al parco archeologico di Ercolano dal 1° aprile 2022 riparte l’appuntamento con i “Close up” Cantieri. E, per accogliere a pieno la primavera e per un ulteriore passo verso la normalità, torna l’iniziativa istituita dal ministero per la Cultura “Domenica al museo”, interrotta a causa dell’emergenza sanitaria.  Domenica 3 aprile 2022 il primo appuntamento tanto gradito dal pubblico: ingresso gratuito al sito archeologico, al Padiglione della Barca, all’Antiquarium con la mostra SplendOri il lusso degli ornamenti a Ercolano. Le visite avverranno nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid-19. Il clima di ritorno all’ordinario anche nel nuovo protocollo di ingresso ai luoghi della cultura, per cui dal 1° aprile 2022, per l’accesso a musei, parchi archeologici, mostre, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura non è più richiesto il possesso del green pass rafforzato, né di quello base. Resta l’obbligo di utilizzo di mascherine chirurgiche.

Un cantiere di restauro di un pavimento musivo a Ercolano (foto paerco)

A grande richiesta dei visitatori e per proseguire nel progetto di sensibilizzazione dei visitatori del parco archeologico di Ercolano, torna dunque l’appuntamento “Close up cantieri”. Partito nel 2018 e divenuto un evento attesissimo, l’iniziativa coinvolge i turisti nel quotidiano lavoro di conservazione svolto dallo staff del Parco, in una fruizione sempre più consapevole. I visitatori interessati a partecipare alla visita immersiva nei cantieri del Parco verranno condotti presso i siti accessibili coinvolti nel progetto dove incontreranno i restauratori responsabili del cantiere, con possibilità di guida in lingua inglese. Il primo “Close up” partirà venerdì 1° aprile 2022, per un totale di 15 appuntamenti che si ripeteranno ogni venerdì mattina, fino all’8 luglio 2022. I turni di visita saranno tre, a partire dalle 11. “Close up cantieri è diventato ormai un format del Parco di Ercolano”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “il venerdì mattina i visitatori, attraverso il programma di inclusione e di partecipazione alle attività di restauro e manutenzione del patrimonio archeologico dell’antica città, saranno condotti all’interno delle domus, potendo avvicinare e toccare con mano il lavoro che si svolge dietro le quinte dei cantieri di restauro. L’intento è arrivare ad una fruizione sempre più consapevole e partecipata”.

Torino. Al museo Egizio da aprile “Divinità e Super Eroi”: speciale visita guidata lanciata in occasione del debutto della serie Marvel Studios “Moon Knight”. L’antico Egitto incontra i super eroi Marvel

“Divinità e Super Eroi”: è la speciale visita guidata lanciata da aprile dal museo Egizio di Torino, ideata da un’egittologa del museo, su misura per Disney+, in occasione del debutto della serie Marvel Studios “Moon Knight”, disponibile in streaming a partire da mercoledì 30 marzo 2022. Attraverso un percorso tematico della durata di un’ora, che coinvolge le più importanti sale del museo Egizio, il visitatore scoprirà i miti e le divinità dell’antico Egitto, alcuni dei quali presenti nella serie Marvel Studios “Moon Knight”. La serie segue Steven Grant, un tranquillo impiegato di un negozio di souvenir, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi provenienti da un’altra vita. Steven scopre di avere un Disturbo Dissociativo dell’Identità e di condividere il suo corpo con il mercenario Marc Spector. Mentre i nemici di Steven/Marc si avvicinano, i due devono indagare sulle loro identità complesse mentre si spingono in un mistero mortale tra i potenti dèi dell’Egitto. “Moon Knight” vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Grant Curtis, Oscar Isaac, Mohamed Diab e Jeremy Slater sono gli executive producer. Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Roma. All’auditorium dell’Ara Pacis e in streaming il convegno “40 anni di Casal de’ Pazzi. Il sito nel contesto archeo-paleontologico del Pleistocene tra 400.000 e 40.000 BP”: tre giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti dedicati a uno primi siti pleistocenici scavati scientificamente nell’agro romano nel quarantennale della scoperta

Era il 1981 quando fu scoperto il giacimento pleistocenico di Casal de’ Pazzi, che venne indagato sistematicamente fino al 1985 e nuovamente nel 2013. Tra i primi siti pleistocenici scavati scientificamente nell’agro romano, assieme a Castel di Guido e alla Polledrara di Cecanibbio, Casal de’ Pazzi si affianca alle già numerose evidenze affini individuate a partire dalla metà dell’800. L’area laziale si riconferma, come ormai noto da quasi due secoli, un territorio ricco di testimonianze relative ad una fase cruciale della preistoria umana, continuando ancora oggi a riservare sorprese. In occasione del quarantennale della scoperta del sito archeologico di Casal de’ Pazzi, dal 30 marzo al 1° aprile 2022 si tiene a Roma, all’auditorium dell’Ara Pacis, un’importante conferenza in cui studiosi italiani e stranieri fanno il punto della situazione sullo stato dell’arte e sugli sviluppi della ricerca sul Pleistocene euroasiatico. Tre giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti dedicati a “40 anni di Casal de’ Pazzi. Il sito nel contesto archeo-paleontologico del Pleistocene tra 400.000 e 40.000 BP”. La conferenza di livello internazionale è l’occasione per rivolgere uno sguardo verso nuovi obiettivi e progetti, in un momento storico denso di nuove scoperte archeologiche e innovazioni scientifiche nell’ambito delle metodologie di ricerca sul Pleistocene euroasiatico che sarà possibile seguire on line a questo link https://youtu.be/LTDSA3RV31w.

Sito di Casal de’ Pazzi a Roma: ricostruzione dell’ambiente pleistocenico (foto ssabap-roma)

Quattro le sessioni. Mercoledì 30 marzo 2022. Prima sessione: “Casal de’ Pazzi a 40 anni dalla scoperta: storia e prospettive di ricerca”. Uno degli obiettivi della sessione è fare il punto sugli studi avviati negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. Scopo altrettanto importante è stimolare una discussione sul potenziale scientifico ancora inespresso del sito al fine di elaborare progetti di ricerca basati su nuovi approcci metodologici multidisciplinari, anche alla luce dei dati emersi durante la campagna di scavi svolta nel 2013. Seconda sessione: “Il mondo al tempo dei Neanderthal: uno sguardo sui siti del Pleistocene euroasiatico” Recenti studi hanno dimostrato come variabilità, distribuzione e caratteristiche culturali delle specie umane che si sono evolute e hanno vissuto in Eurasia tra 400.000 e 40.000 anni fa circa furono molto più complesse di quanto non si fosse pensato precedentemente, rendendo ogni sito archeologico una risorsa inestimabile per nuove ricerche e riflessioni. Questa sessione si propone di mettere a confronto la notevole mole di informazioni ricavabili dai siti archeologici euroasiatici databili tra MIS11 e MIS3, con una particolare attenzione a quelli italiani. Giovedì 31 marzo 2022. Terza sessione: “Le nuove frontiere della ricerca sul Pleistocene: teorie, metodi e discipline” La ricostruzione dei modi di vita delle comunità preistoriche richiede competenze multidisciplinari. I più aggiornati approcci interpretativi combinano l’archeologia “tradizionale”, le scienze naturali, biologiche, chimiche e fisiche, le scienze sociali e quelle cognitive. Nuove prospettive di ricerca riguardano anche l’archeometria, la tafonomia e la formazione dei depositi, nonché le applicazioni delle tecnologie digitali, delle analisi spaziali e geostatistiche. I recenti progressi degli studi in ambito molecolare (proteine, DNA) e isotopico costituiscono ulteriori nuove frontiere per la scienza archeologica. Questa sessione si propone di raccogliere esperienze di applicazione concreta di metodi di ricerca innovativi su siti e/o materiali del Pleistocene, applicabili anche allo studio di altri contesti sia già studiati, sia recentemente scoperti. Venerdì 1° aprile 2022. Quarta sessione: “Comunicare il Pleistocene: esperimenti ed innovazione in Italia e nel mondo”. Quello della preistoria è un tema particolarmente difficile da proporre ad un pubblico di non addetti ai lavori, sia a causa delle grandi differenze esistenti tra la realtà attuale e quella di un periodo tanto variegato e remoto, sia per la scarsità di resti materiali ben conservati. In questo contesto, è dunque spesso necessario individuare strumenti comunicativi efficaci. Questa sessione si propone di presentare esperimenti di musealizzazione e comunicazione innovativa in ambito preistorico, con particolare riferimento al Pleistocene.