Matera. Prorogata al 15 settembre la mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza” al museo Archeologico “Domenico Ridola”

Prorogata al 15 settembre la mostra “Da Matera a Pompei” al museo Archeologico di Matera

Chi questa mattina si è recato al museo Archeologico “Domenico Ridola” di Matera non ha trovato un cantiere aperto per smantellare la grande mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza” la cui chiusura era prevista per ieri, 30 giugno 2022, ma tutto normale. Cosa è successo? La mostra, frutto della collaborazione tra il ministero della Cultura, il museo nazionale di Matera e il parco archeologico di Pompei, è stata prorogata e si potrà visitare fino al 15 settembre 2022. La mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza” crea un dialogo tra la Basilicata antica, in cui era predominante l’influenza della moda del mondo greco coloniale, e Pompei e l’area vesuviana, dove predominavano lo stile e il gusto romano, ben documentati nel I secolo d.C.. Un dialogo che si esplica attraverso ori, monili, pietre preziose, ornamenti in bronzo e gioielli, testimoni del gusto estetico del mondo antico e dei suoi cambiamenti nel tempo. Un dialogo attraverso il quale è possibile scoprire storie di donne, potere, bellezza e femminilità (vedi Matera. Al museo Archeologico ultimi giorni per visitare la mostra “Da Matera a Pompei. Viaggio nella bellezza”: racconta il ruolo della donna nel mondo antico, attraverso ornamenti e gioielli, espressione del gusto estetico di epoche e contesti differenti | archeologiavocidalpassato).

Estate 2022 a Pompei: ogni venerdì di luglio e agosto passeggiate notturne dal Foro alla Basilica all’Antiquarium, con un percorso sonoro e suggestioni artistiche

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Il Foro di Pompei illuminato a cura di Enel Sole per le passeggiate notturne estive (foto parco archeologico di pompei)

E il venerdì sera? Faccio una passeggiata nel foro romano di Pompei. Riprendono le passeggiate notturne promosse dal parco archeologico di Pompei. Dal 1° luglio al 26 agosto 2022, tutti i venerdì sera (ad eccezione di venerdì 12 agosto) dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso alle 22) sarà possibile passeggiare a Pompei, avvolti dalle suggestioni notturne e accompagnati da un percorso sonoro da Porta Marina al Foro e da proiezioni artistiche presso la Basilica, nell’ambito del progetto di arte contemporanea Pompeii Commitment. Materie archeologiche. L’ingresso serale è al costo di 5 euro (riduzioni e gratuità, come da normativa vigente). L’accesso sarà consentito fino a un massimo di 1500 persone, distribuite su fasce orarie (500 ogni ora). È consigliato l’acquisto on-line su www.ticketone.it.

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Scorci suggestivi del Foro di Pompei illuminato per le passeggiate notturne estive (foto parco archeologico di pompei)

Il percorso ha inizio da Porta Marina e conduce all’area monumentale del Foro Civile – illuminata a   cura di Enel Sole – dove si affacciano tutti i principali edifici pubblici per l’amministrazione della città e della giustizia, per la gestione degli affari, per le attività commerciali, come i mercati, oltre ai principali luoghi di culto cittadino. I visitatori saranno accompagnati da un intervento artistico sonoro realizzato da Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi), che, a partire dall’opera “Black Med. POMPEII” realizzata grazie al sostegno di Italian Council (VII edizione, 2019), progetto della Direzione Generale Creatività Contemporanea, su presentazione di Fondazione Morra Greco, Napoli ed entrata a far parte della nuova collezione d’arte contemporanea (Collectio) del Parco all’interno del programma Pompeii Commitment. Materie archeologiche – ha realizzato una installazione sonora, elaborata appositamente per la serata, che intercetta, raccoglie e compone assieme le traiettorie sonore che attraversano la complessa e stratificata area del Mediterraneo.

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Le proiezioni all’interno della Basilica di Pompei per le passeggiate notturne estive (foto parco archeologico di pompei)

Sulla parete interna laterale della Basilica sarà, invece, proiettato “79 d.C.”, un video dell’artista Giovanna Silva, in collaborazione con Giacomo Bianco. Una selezione di circa 90 foto scattate durante l’emergenza pandemica, e pubblicate all’interno dei suoi due contributi (Commitment e Inventario) per il portale www.pompeiicommitment.org nel maggio 2021. Un resoconto inaspettato di una Pompei privata dei suoi visitatori e perfino del suo vulcano, attraverso immagini non da cartolina di largo consumo. E documentano inoltre anche i quattro depositi di Pompei (Boscoreale, Terme Femminili, Granai del Foro, Casa Bacco), normalmente chiusi al pubblico. Il percorso si conclude con la visita all’Antiquarium, edificio dell’’800 che ospita uno spazio museale dedicato all’esposizione permanente di reperti che illustrano la storia di Pompei. Uscita da Piazza Esedra.

Vetulonia. Per l’inaugurazione della mostra evento “A tempo di DANZA. In armonia, grazia e BELLEZZA”, il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” propone due serate speciali: una istituzionale, l’altra “a passo di danza”

Il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia ha deciso di fare le cose in grande. Così per l’apertura della mostra evento del 2022 “A tempo di DANZA. In armonia, grazia e BELLEZZA” (vedi Vetulonia. Dal 1° luglio al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” la mostra-evento “A tempo di danza. In Armonia, Grazia e Bellezza” con la Danzatrice dalla Villa dei Papiri di Ercolano, gemme della Collezione Farnese, la Venere Italica di Canova e le foto di Luigi Spina | archeologiavocidalpassato) saranno ben due gli eventi legati all’inaugurazione: due serate speciali, una istituzionale, l’altra “a passo di danza”, in collaborazione con le allieve della scuola Arte Danza di Castiglione della Pescaia, che arricchiranno e renderanno uniche, con le loro performance, le visite alla nuova mostra. Ecco il programma.

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Locandina della mostra “A tempo di danza. In armonia grazia e bellezza” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia dal 1° luglio al 6 novembre 2022

Venerdì 1° luglio 2022, alle 18, inaugurazione in piazza Vatluna, davanti al museo, della mostra evento 2022 “A tempo di DANZA. In armonia, grazia e BELLEZZA: dalle meraviglie del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alle opere di Canova, figlie del cuore”. Prima i saluti istituzionali, quindi la conferenza di presentazione in piazza. A seguire: degustazione di vini a cura della Scuola Europea Sommelier e piccolo rinfresco. Dalle 21: visite guidate alla mostra a cura dello staff.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_serata-arte-danza_locandinaSabato 2 luglio 2022, alle 21, serata speciale “a passo di danza”, un dialogo tra danzatrici del passato e del presente! A partire dalle 21 e fino alle 23 le allieve della scuola di Arte Danza di Castiglione della Pescaia eseguiranno performance ispirate al tema della mostra, alternandosi alle visite guidate a cura delle archeologhe dello staff. Un’occasione unica anche per chi non potrà essere presente alla serata inaugurale. Entrambi gli eventi sono gratuiti.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Gli ori di Taranto. Concerto per la Pace” con l’Orchestra della Magna Grecia

Giovedì 30 giugno 2022, alle 20, appuntamento al MArTA con “Gli ori di Taranto in Albania e Grecia. Concerto per la Pace”. Per l’occasione l’Orchestra della Magna Grecia, su musiche di Jacopo Raffaele (Il Baskerville) e testi di Annarosa Partipilo, eseguirà “Come un albero d’alloro”, fiaba panellenica in tre quadri e un intermezzo per soprano, baritono, coro e orchestra. Il progetto è curato, promosso e organizzato dall’Orchestra Magna Grecia e dal museo Archeologico nazionale di Taranto, insieme al Comune di Taranto e L.A. Chorus dell’associazione Matera in Musica, in partnership con Basilicata Circuito Musicale e con ARCoPu Associazione Regionale Cori Pugliesi e con il patrocinio del MIC ministero della Cultura.

Vieste. Al Castello svevo-aragonese tre sere con “Vieste Archeofilm”, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente. Il pubblico assegna il Premio “Venere Sosandra”

Con l’intervista di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, a Giuliano Volpe sugli “Scavi nel santuario in grotta di Venere Sosandra” tra i film sui dinosauri e gli Incas, mercoledì 29 giugno 2022, al Castello svevo-aragonese di Vieste è iniziato “Vieste Archeofilm”, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente, che assegna il Premio “Venere Sosandra”, evento in tre sere a ingresso libero e gratuito organizzato da Comune di Vieste, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Apulia Film Commission. Il programma prevede giovedì 30 giugno 2022, alle 21.15, i film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli, Marta Saviane (Italia, 60’) e “I giganti del mare” di Daniele Di Domenico (Italia, 52′). In mezzo l’intervista a Nicola Martinelli e Beppe Carlone su “Vieste. Il faro di Santa Eufemia”. Venerdì 1° luglio 2022, terza e ultima serata, alle 21.15, si inizia con il film “Città del Vaticano, alla ricerca dell’eternità / Vatican City, the quest for eternity” di Marie Thiry, Marc Jampolsky (Francia, 52’). Segue l’intervista a Paolo Mieli su “Il tribunale della storia. Processo alle falsificazioni”. Quindi cerimonia di premiazione con attribuzione del “Premio Venere Sosandra – Vieste 2022” al film più gradito al pubblico. Chiude la serata e il festival la proiezione di tre corti: “Seleucus I Nikator” di Yiotis Vrantzas (Grecia, 12’); “Paglicci. La grotta delle meraviglie” di Vito Cea (Italia, 4’); “Ionio. Dialogo tra due mari” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 23′).

Trapani. Al museo regionale “Agostino Pepoli” presentazione del libro “Trapani, la città e il territorio dalla Preistoria alla tarda antichità” a cura di Antonino Filippi e Luigi Biondo: atti della giornata di studi tenutasi al Pepoli il 4 maggio 2019

trapani_pepoli_libro-trapani-la-città-e-il-territorio_presentazione_locandinaLa storia di Trapani antica racchiusa in un libro. Appuntamento giovedì 30 giugno 2022, alle 17.30, al museo regionale “Agostino Pepoli” di Trapani per la presentazione del libro “Trapani, la città e il territorio dalla Preistoria alla tarda antichità” a cura di Antonino Filippi e Luigi Biondo: atti della giornata di studi tenutasi al Pepoli il 4 maggio 2019. Dopo i saluti di Anna Maria Parrinello, direttore del museo regionale “A. Pepoli”; Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani; Alberto Scuderi, direttore regionale gruppi archeologici d’Italia; Maria Antonina Altese, direttore gruppo archeologico Drepanon; interviene Oscar Belvedere, università di Palermo. Saranno presenti i curatori. Ingresso libero. Si raccomanda l’uso della mascherina.

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Copertina del libro “Trapani, la città e il territorio dalla Preistoria alla tarda antichità”

I contributi raccolti nel volume tracciano un lungo percorso storico e archeologico nella Sicilia nord-occidentale che partendo dal lontano Paleolitico giunge fino alla Tarda antichità, attraverso vicende che coinvolsero popolazioni di tradizioni culturali assai diverse: Elimi, Fenici, Greci, Romani, Ebrei, Bizantini e Arabi. Dalla seconda metà del XIX secolo i primi pionieri della preistoria siciliana, da Heinrich Schliemann a Raymond Vaufrey, intrapresero le loro ricerche nel territorio trapanese. In seguito, qui furono trovate fra le più antiche testimonianze della presenza dell’uomo in Sicilia: ciottoli scheggiati che raccontano una storia lunga centinaia di migliaia di anni; ma anche monumenti di pietra, legati a culti solari, il cui studio sta aprendo la strada a nuove e intriganti conoscenze sulla tarda preistoria siciliana. Il territorio trapanese è stato anche la culla degli Elimi, fondatori di importanti centri, come Erice e Segesta, ma anche luogo di primo approdo dei Fenici in Sicilia, sull’isola di Mozia.

Torino. Apre: “Cortile aperto: flora dell’antico Egitto”. Così il cortile interno del museo Egizio ripropone un giardino del Nuovo Regno con le essenze, i colori e i profumi di 3500 anni fa. Primo passo nel processo di trasformazione del museo in vista del bicentenario del 2024

torino_egizio_cortile-aperto_locandinaC’è il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all’alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto. Un giardino speciale con la flora dell’Antico Egitto nel cuore di Torino: al museo Egizio. “Natura, cultura e bellezza”, ci ricordano gli egittologi, “si intrecciano nei rigogliosi giardini egizi, che sono tra le testimonianze più antiche di spazi verdi creati dall’uomo”. Ispirandosi proprio alle famose raffigurazioni rivenute nelle tombe dell’alta società egizia e con il supporto di studi archeobotanici, il museo Egizio presenta “Cortile aperto: Flora dell’antico Egitto”, uno spazio verde nel cortile del Collegio dei Nobili e aperto a tutti dal 29 giugno 2022. Da punto di passaggio verso la biglietteria e l’inizio del percorso espositivo, questo luogo si trasforma così in un giardino, aperto gratuitamente e che dal 30 giugno 2022 sarà anche animato da uno spettacolo serale di videomapping.

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Il giardino con essenze dell’antico Egitto ricreato nel cortile interno del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Si tratta del primo tassello di un percorso di trasformazione dell’Egizio, con cinque progetti di ricerca, alta tecnologia e restituzione alla Città. Il Museo, infatti, in vista delle celebrazioni del bicentenario nel 2024, cambierà volto a partire dalla corte interna del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte.

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L’ampia pannellistica permette di apprezzare la flora dell’antico Egitto nel cortile interno del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Ma non c’è solo il fior di loto o il papiro. Queste, infatti, sono solo alcune tra le piante protagoniste di “Cortile Aperto”, un omaggio alla civiltà dell’antico Egitto, che fu tra le prime a sviluppare una cultura del giardino e a conferire significati simbolici a piante e fiori, come testimoniano le raffigurazioni di giardini rivenute nelle tombe dell’alta società egizia. “Cortile aperto” si ispira ai giardini del Nuovo Regno (1539-1076 a.C.). A curare il nuovo progetto a cavallo tra archeologia e botanica è stato un team internazionale di egittologi del Museo, composto da Johannes Auenmüller, Divina Centore e Cédric Gobeil.

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Il grande cortile del Collegio dei Nobili diventa un nuovo punto di incontro per la città (foto museo egizio)

“È un primo passo, un intervento strutturale e creativo, che ci proietta verso il bicentenario che celebreremo nel 2024 e verso progetti ancora più ambiziosi di trasformazione del Museo Egizio”, dichiarato Evelina Christillin, presidente del museo Egizio. “L’auspicio”, continua Christian Greco, direttore del museo Egizio, “è che questo giardino, una volta ultimato, diventi un luogo importantissimo nella nuova agorà, la corte coperta, che sarà un punto di incontro nel centro storico della città. Si tratta, inoltre, di un tentativo di restituzione del paesaggio. Abbiamo cercato di riportare le piante, i colori ed i profumi dei giardini di piacere del Nuovo Regno. Un piccolo angolo d’Egitto che accoglierà i visitatori”.

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Alla sera il cortile interno del museo Egizio diventa un luogo di intrattenimento culturale (foto museo egizio)

Inoltre, dal 30 giugno al 30 luglio 2022, dal giovedì al sabato, dalle 22 alle 24, una delle facciate del cortile interno del Museo si trasforma in uno schermo dinamico. Attraverso la tecnica del video mapping si schiuderanno fiori e piante dell’antico Egitto, tre alberi racconteranno una lirica amorosa e, infine, al ritmo di una incalzante melodia, la fauna dell’antico Egitto popolerà il giardino. L’ingresso per la proiezione è gratuito, fino ad esaurimento posti. Sono previste 4 proiezioni all’ora, dalla durata di circa 8 minuti.

Napoli. Per lo “Scaffale del Mann” presentazione al museo Archeologico nazionale della rivista “Journal of Mosaic Research” (volume 14, 2021) con un articolo sullo splendido mosaico di Bacco conservato al Mann

napoli_mann_scaffale_journal-of-mosaic-research_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con lo “Scaffale del Mann”. Appuntamento mercoledì 29 giugno 2022, alle 17, nella sala conferenze del Braccio Nuovo del Museo, per la presentazione del “Journal of Mosaic Research” (volume 14, 2021). Dopo il saluto introduttivo di Paolo Giulierini, direttore del Mann, interventi di Laura Caso (docente Miur, esperta in iconografia e iconologia), Federico Marazzi (professore di archeologia classica e medievale all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli) e Vittoria Minniti (bibliotecaria e archivista).

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Copertina del volume 14 della rivista “Journal of mosaic research”

Il JMR (Journal of Mosaic Research) è una rivista internazionale sui mosaici, pubblicata annualmente dal Centro di ricerca sul mosaico dell’università di Uludağ. Lo scopo di questa rivista è quello di fungere da forum per studi scientifici con analisi critica, interpretazione e sintesi sui mosaici e argomenti correlati. La sezione principale della rivista è riservata ai mosaici della Turchia e a quei mosaici che hanno relazioni con i mosaici della Turchia. Inoltre, la rivista accoglie anche ricerche sui mosaici, che portino nuovi contributi e comunque in generale che siano originali. Inoltre, insieme agli articoli sui mosaici, la rivista include anche presentazioni di libri e notizie sui mosaici. Nel volume 14, che viene presentato al Mann, c’è proprio un articolo su un mosaico conservato al museo di Napoli. Lo ha scritto Nava Sevìlla-Sadeh e si intitola “Eros dionisiaco o Dioniso erotico? Fonti e significati dell’ibridazione nel Mosaico di Bacco al Museo di Napoli”. Lo splendido mosaico esposto al museo Archeologico nazionale di Napoli presenta due enigmatiche immagini ibride: un felino composto da una tigre e un leone, e una figura che unisce le caratteristiche di Dioniso ed Eros. Questo studio cerca di decifrare l’ibridazione di questi due potenti dei del mondo romano, Dioniso ed Eros, come presentato nel mosaico del museo di Napoli. L’ipotesi principale è che due caratteristiche colleghino queste due divinità: la follia e l’illusione di fondersi con il Divino. L’ibridazione dei due dei sembrerebbe rafforzare il significato di entrambi e del loro ruolo di dei della trascendenza, come rivelato attraverso un esame delle fonti letterarie e filosofiche classiche.

Torino. Al museo Egizio conferenza dell’egittologo Tommaso Montonati su “Il sito archeologico di Qau el-Kebir”. Incontro in presenza e on line

Giovedì 30 giugno 2022, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze del ciclo “Museo e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti”. Tommaso Montonati, egittologo archivista del museo Egizio, ci guida alla scoperta dei viaggi e del sito archeologico di Qau el-Kebir. Introduce Beppe Moiso, curatore e responsabile dell’Archivio Storico del museo Egizio. Ingresso libero fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. La necropoli rupestre di Qau el-Kebir, nel X nomo (provincia) dell’Alto Egitto, è un’area indissolubilmente legata al museo Egizio di Torino. Fu infatti esplorata dal Museo nel 1905 e nel 1906, sotto la direzione di Ernesto Schiaparelli. Dagli scavi sono emerse imponenti tombe nobiliari appartenenti ai governatori della provincia. Oltre agli eccezionali reperti integri furono rinvenuti, e portati a Torino, anche migliaia di frammenti, di statue, pareti e soffitti decorati, rivelando soltanto in minima parte lo splendore che un tempo doveva essere presente all’interno delle tombe, insieme alla sfarzosità delle élites provinciali.  

Roma. Nel tempio di Venere e Roma, cuore della Roma antica, al via “Quo vadis?”, rassegna cinematografica del parco archeologico del Colosseo. Dieci giorni per 10 grandi film sulla classicità romana da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti

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Locandina della rassegna cinematografica “Quo vadis?” promossa dal parco archeologico del Colosseo al Tempio di Venere e Roma

Dieci giorni di grandi film sulla “classicità romana” nel cuore di Roma antica. Dal 1° al 10 luglio 2022 il parco archeologico del Colosseo ospita nella terrazza del Tempio di Venere e Roma la rassegna cinematografica “QUO VADIS?”. Al cinema nel cuore di Roma. Il fascino dell’antico in 10 grandi film, promossa da CSC – Cineteca Nazionale e parco archeologico del Colosseo. Un viaggio nel tempo, ospiti di un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, per raccontare attraverso dieci film di ogni genere ed epoca – introdotti ogni sera da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti – come il cinema si è confrontato con la classicità romana, in un rapporto fatto di volta in volta di fedeltà e tradimento, attenzione filologica e libera ispirazione, serietà e disimpegno. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Ingresso dalla piazza del Colosseo a partire dalle 20.30. I film saranno introdotti da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti a partire dalle 21; le proiezioni inizieranno alle 21.30. Nel PArCo è consigliato l’uso della mascherina. I biglietti verranno messi in prenotazione progressivamente. PRENOTA QUI: 1° luglio, 2 luglio, 3 luglio, 4 luglio, 5 luglio, 6 luglio, 7 luglio, 8 luglio, 9 luglio, 10 luglio.

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Locandina del film “Ave, Cesare / Hail, Caesar” di Joel e Ethan Coen, che apre la rassegna “Quo vadis?”

IL PROGRAMMA (tutti i film sono in versione originale con sottotitoli italiani; i film italiani in versione originale avranno sottotitoli in inglese): venerdì 1° luglio, “Ave, Cesare! (Hail, Caesar!)” di Joel & Ethan Coen (2016, 106’), introducono: Piera Detassis e Walter Veltroni; sabato 2 luglio, “Cleopatra” di Joseph L. Mankiewicz (1963, 243’), introducono: Valeria Arnaldi e Marisa Ranieri Panetta; domenica 3 luglio, “Il primo re” di Matteo Rovere (2019, 119’), incontro con Matteo Rovere e Alessandro Borghi, modera Ilaria Ravarino; lunedì 4 luglio, “Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum)” di Richard Lester (1966, 99’), introduce: Emanuela Martini; martedì 5 luglio, “Fellini Satyricon” di Federico Fellini (1969, 127’), introducono: Steve Della Casa e Marisa Ranieri Panetta; mercoledì 6 luglio, “Asterix e il segreto della pozione magica (Astérix: Le Secret de la Potion Magique)” di A. Astier, L. Clichy (2018, 85’), introducono: Oscar Cosulich e Andrea Schiappelli; giovedì 7 luglio, “Scipione detto anche l’Africano” di Luigi Magni (1970, 94’), introduce: Alberto Crespi; venerdì 8 luglio, “Spartacus” di Stanley Kubrick (1960, 198’), introducono: Giovanni Brizzi e Paolo Di Paolo; sabato 9 luglio, “Totò e Cleopatra” di Fernando Cerchio (1963, 100’), introduce: Emiliano Morreale; domenica 10 luglio, “Quo vadis?” di Enrico Guazzoni (1913, 119’). Accompagnamento musicale dal vivo del Maestro Michele Sganga, introducono: Jerzy Miziołek e Jay Weissberg.