Valle dei Templi. Al via il XVIII Festival del Cinema Archeologico ad Agrigento: tre serate, sette film, una conversazione e ben tre premi. Ecco il programma

agrigento_valle-dei-templi_festivalcinemarcheologico_locandinaTre serate, sette film, una conversazione e ben tre premi. Dal 18 al 20 luglio 2022, torna nella spettacolare cornice del Tempio di Giunone, il Festival del Cinema Archeologico ad Agrigento, l’importante rassegna che quest’anno vede la sua XVIII edizione, organizzata dal parco archeologico e paesaggistico Valle dei templi di Agrigento e realizzata con la collaborazione del RAM film festival di Rovereto.

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Frame del film “The Islamic Baydha Project. Archaeology, Training and Community Engagement in the Petra Region / Il progetto Baydha islamica. Archeologia, formazione e impegno comunitario nella regione di Petra” di Micaela Sinibaldi

Programma, lunedì 18 luglio 2022, alle 21, apre il film “The Islamic Baydha Project. Archaeology, Training and Community Engagement in the Petra Region / Il progetto “Baydha islamica”. Archeologia, formazione e impegno comunitario nella regione di Petra” di Micaela Sinibaldi (Giordania, 2021; 22’). Segue il film “Le refuge oublié / Il rifugio dimenticato” di David Geoffroy (Francia, 2019; 52’). Chiude il film “A treasure – Petra, a symbol of multiculturalism in the Middle east / Un tesoro – Petra, simbolo di multiculturalismo in Medioriente” di Mathy Delphine (Francia/Belgio, 2019; 13’).

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Frame del film “Narbonne, the second Rome / Narbona, la seconda Roma” di Alain Tixier

Martedì 19 luglio 2022, alle 19, premiazione IX edizione del Concorso Archeo Ciak; alle 21, apre il film “Narbonne, the second Rome / Narbona, la seconda Roma” di Alain Tixier (Francia, 2020; 89’). Chiude il film “Die Bronzen vom Quirinal in Rom / I bronzi del Quirinale a Roma” di Vinzenz Brinkmann e Elli Gabriele Kriesch (Germania, 2018; 14’).

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Frame del film “Quand Homo sapiens faisait son cinema / Quando l’Homo sapiens faceva il suo cinema” di Pascal Cuissot e Marc Azema

agrigento_valle-dei-templi_festivalcinemarcheologico_Let’s dig again_locandinaMercoledì 20 luglio 2022, alle 20, conversazione “Let’s dig again: dalla web radio al podcast. La ricerca archeologica si racconta” con Alessandro Mauro, archeologo e co-fondatore della web radio Let’s dig again e Claudia Beretta, giornalista e coordinatrice del RAM film festival di Rovereto. Alle 21, apre il film “Quand Homo sapiens faisait son cinema / Quando l’Homo sapiens faceva il suo cinema” di Pascal Cuissot e Marc Azema (Francia, 2015; 52’). Chiude il film “Embers of the sun / Braci del sole” di Zareh Tjeknavorian (Armenia, 2019; 12’). Seguono le premiazioni: al film più gradito al pubblico, al miglior film per la giuria di esperti, al premio RAM film festival.

Cividale. Al museo Archeologico nazionale per il festival Musica Cortese concerto “LA FLOR EN PARADIS” con Tasto Solo

cividale_archeologico_205mo-compleanno_locandina“LA FLOR EN PARADIS – Liturgia & fin’amor nell’Ars Antiqua” è il titolo del nuovo concerto, a ingresso libero, di Musica Cortese, il festival internazionale di musica antica nei centri storici del Friuli Venezia Giulia. Appuntamento sabato 16 luglio 2022, alle 21, al museo Archeologico nazionale di Cividale con Tasto Solo l’ensemble fondata da Guillermo Perez (ES), preceduto dalla prolusione “Il mito del Medioevo: l’invenzione delle lingue europee” a cura del prof. Riccardo Drusi (università Ca’ Foscari – Venezia). Tutti gli appuntamenti di Musica Cortese 2022 sono “in presenza” di pubblico. Ogni concerto ed evento del Festival viene registrato professionalmente in multi-cam, con l’obiettivo di offrire a chi assisterà “in differita” una visione ed un ascolto quanto più possibile fedele all’ascolto dal vivo. È raccomandata la prenotazione da inviare alla mail dramsamcgma@gmail.com, indicando il proprio nominativo.

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Tasto Solo: Guillermo Pérez e Anne-Kathryn Olsen (foto di Robin H. Davies)

LA FLOR EN PARADIS. Il secolo XIII è stato un periodo essenziale per lo sviluppo e la fioritura della polifonia in Occidente. Tra tutte le forme musicali, il mottetto francese si impose come il genere preferito delle classi intellettuali. Il mottetto, risultato del processo di aggiunta di nuove voci a una melodia gregoriana pre-esistente, aprì nuove opportunità di sperimentazioni trasformandosi in un vibrante veicolo di esplorazione di nuove tecniche di composizione e di nuove formule contrappuntistiche. Il concerto presenta una selezione di mottetti composti principalmente tra il 1250 e il 1300 ed eseguiti associando in modo inusuale al canto l’organetto, secondo la pratica medievale dell’intavolatura: al piccolo organo sono affidate le voci inferiori mentre il cantante interpreta il canto superiore. Oltre ai mottetti, Tasto Solo presenta altri brani caratteristici dell’Ars Antiqua e dei primordi dell’Ars Nova. Il programma si basa soprattutto su due manoscritti: da un lato il famoso e prezioso Codex Montpellier, un codice che a dispetto della sua piccola dimensione, ha un valore incalcolabile poiché contiene la maggior collezione di mottetti francese del XIII secolo; dall’altro il celebre manoscritto Las Huelgas, che riporta le musiche utilizzate dalle monache e esperte cantatrici del monastero di Santa Maria la Real de Lau Huelgas di Burgos e la cui compilazione risale ai decenni a cavallo tra i secoli XIII e XIV.

Reggio Calabria. Con il concerto lirico degli allievi del conservatorio Cilea al via “Notti d’Estate” al MArRC: 26 appuntamenti serali, il giovedì e il sabato, sulla terrazza sullo Stretto. Proposte mostre, musica, incontri d’autore, astronomia, storia ed enogastronomia

reggio-calabria_MArRC_Notti d'estate 2022_locandina-generaleCon il suggestivo concerto lirico “Estate in musica” degli allievi del conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretto dal maestro Francesco Romano, sabato 16 luglio 2022, alle 21, sulla magnifica terrazza sullo Stretto, aprono ufficialmente le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: un programma denso di 26 appuntamenti per celebrare i 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, ogni giovedì e sabato fino all’11 settembre 2022, con il prolungamento dell’orario di apertura fino alle 23 (ultimo ingresso alle 22.30). Dalle 20 il biglietto d’ingresso costerà solo 3 euro e permetterà di visitare gli spazi espositivi e partecipare agli eventi: mostre, musica, incontri d’autore, astronomia, storia ed enogastronomia tra le proposte inserite in un calendario costruito in sinergia con gli enti e le associazioni del territorio. Al Museo si accede senza prenotazione, con l’uso fortemente raccomandato della mascherina chirurgica.

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, alla presentazione di “Notti d’estate 2022” (foto MArRC)

“Questi mesi”, dichiara il direttore Carmelo Malacrino, “ci hanno visti impegnati nella realizzazione del ricco programma di iniziative che oggi presentiamo nel dettaglio, promosso intorno al Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. I due eroi venuti dal mare sono diventati simbolo di un intero territorio, capaci di creare una nuova visione di Calabria. È una straordinaria occasione per promuovere e valorizzare un patrimonio culturale ricco e straordinario, nel quale l’archeologia si affianca alle bellezze del paesaggio, alle identità enogastronomiche e alle tradizioni millenarie dei nostri borghi. Le attività di promozione nazionale e internazionale già avviate dalla Regione Calabria, dalla Città Metropolitana, dai Comuni di Reggio Calabria e di Riace, e dalla Camera di Commercio danno il senso di un impegno corale intorno a questi capolavori dell’arte greca, invidiati da tutto il mondo. Ringrazio gli attori istituzionali che, in questi mesi, hanno costruito proficue sinergie per cogliere al meglio questa occasione, nonché gli enti e le associazioni che rendono il MArRC un luogo sempre più inclusivo e dinamico. La mia gratitudine – conclude Malacrino – va poi al personale del Museo che, pur tra mille difficoltà, si impegna quotidianamente con grande professionalità ed entusiasmo”.

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Pubblico alla magnifica terrazza sullo Stretto per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Stasera, 16 luglio 2022, aprono dunque le “Notti d’Estate” con un suggestivo concerto lirico, promosso dal conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretto dal maestro Francesco Romano. “Fare musica sotto il cielo stellato evoca suggestioni antiche che hanno attraversato i secoli fino al ‘600 all’insegna della contemplazione di proporzioni numeriche, geometriche e sonore convergenti in un unico grande modello”, afferma il direttore del Conservatorio. “Ancora oggi, suggestioni di varia matrice prospettano il recupero della capacità di percepire la musica cosmica di pitagorica memoria attribuendole qualità strettamente connesse alla vita spirituale. I concerti sotto le stelle sulla terrazza del Museo si propongono di evocare emozioni uniche, come unico è lo scenario mozzafiato che si apre agli occhi dei visitatori una volta raggiunta la sommità di Palazzo Piacentini. Il compito di accogliere il pubblico al termine dell’ascesa dalle antichità delle sale verso il presente della terrazza del Museo è affidato ai giovani studenti di Canto del Conservatorio reggino. I programmi lirici scioglieranno, in tre serate sullo Stretto, melodie antiche pronte a rinnovarsi ogni volta che ricevono un’interpretazione pregevole, frutto del lungo e scrupoloso studio che si compie nelle aule del vicino “Cilea” e che grazie al MArRC – conclude Romano – si trasforma d’estate in concerto sublime di note e di stelle”.

Bolsena. Aperture straordinarie e visite guidate nel sito sommerso protostorico del Gran Carro

bolsena_sito-protostorico-gran-carro_visite-sub_locandinaIl sito sommerso protostorico del Gran Carro di Bolsena verrà aperto eccezionalmente al pubblico nelle giornate di domenica 17 e 24 luglio 2022, dalle 9 alle 13. L’evento è dedicato ad appassionati apneisti e sub che verranno guidati a visitare l’area della Aiola, recentemente interpretata come luogo di culto della prima età del Ferro, visibile grazie alle ricerche in corso da parte della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Etruria Meridionale a una profondità accessibile di circa 2,5 metri. L’immersione sarà preceduta da una breve conferenza introduttiva in cui verranno illustrate le ultime scoperte. Ad accogliere i visitatori ci sarà il personale afferente al Servizio di Archeologia subacquea della soprintendenza e i subacquei esperti del Centro ricerche di Archeologia subacquea che collaborano alle attività. Il sito è raggiungibile dal km 107,2 della Via Cassia lungo la strada sterrata che porta sulla riva occidentale del lago di Bolsena. Per informazioni è possibile contattare Barbara Barbaro all’indirizzo barbara.barbaro@cultura.gov.it. Si raccomanda a tutti i partecipanti di munirsi di maschera, pinne, o attrezzatura da sub propria (potrà essere fornita bombola o ricarica esclusivamente su richiesta).

Calabria. Al via “Fuori Campo. Il cinema abbraccia la storia”: cinque appuntamenti in altrettanti siti archeologici significativi con proiezioni, incontri con esperti di archeologia, workshop con professionisti del cinema e visite guidate. Si inizia da Locri

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Capo Colonna: il parco archeologico è una delle sedi scelte per la terza edizione di “Fuori campo” (foto drm-calabria)

Ritorna “Fuori Campo. Il cinema abbraccia la storia”. Un modo per parlare di Cinema ma anche del valore della Storia, due mondi che spesso s’incrociano nello sviluppo della narrazione di un’opera audiovisiva. La terza edizione della rassegna cinematografica è in programma dal 16 luglio all’11 settembre 2022 nei musei e parchi archeologici della Calabria. “Fuori Campo 3: Il Cinema abbraccia la Storia” è realizzato da Rete Cinema Calabria, con il contributo di Fondazione Calabria Film Commission e la collaborazione del ministero della Cultura – Direzione regionale Musei Calabria, RAM Film Festival, Calabria Movie International Short Film Festival e le Direzioni dei Musei e Parchi coinvolti. La terza edizione dedicata alla produzione cinematografica e audiovisiva nazionale indipendente e d’autore, con un’attenzione particolare rivolta all’analisi e alla rappresentazione del territorio calabrese, prevede cinque appuntamenti in alcuni significativi siti archeologici della Calabria, luoghi ricchi di storia e civiltà che dialogano quindi con e attraverso il mondo del cinema: Locri, Scolacium, Sibari, Capo Colonna, Kaulon. In programma anche incontri con esperti di archeologia, workshop con professionisti del cinema e visite guidate per conoscere meglio la storia e il pensiero di antiche civiltà fondamentali per leggere il nostro contemporaneo.

calabria_parchi-archeologici_fuori-campo_rassegna-cinema_locandinaIL PROGRAMMA. Si inizia sabato 16 luglio 2022, al museo e parco nazionale di Locri (Rc) con “Locri Epizefiri: archeologia del Sacro e cultualità femminile”; quindi domenica 24 luglio 2022, al museo e parco archeologico nazionale di Scolacium (Roccelletta di Borgia, Cz) con “L’eco degli Eroi e le tracce degli Imperatori”; sabato 6 agosto 2022, al museo e parco archeologico nazionale di Sibari (Cassano allo Ionio, Cs) con “Siubarys, Thurii, Copiae. Storie di distruzioni e rinascite”; sabato 20 agosto 2022, al museo e parco archeologico nazionale di Capo Colonna (Kr) con “Heraion Lakinion. Il Mare, il Sacro e il Mito”; chiude domenica 11 settembre 2022, al museo e parco archeologico dell’Antica Kaulon (Monasterace, RC) con “Kaulon, la Casa del Drago. Devozione e culto”. I workshop e i dibattiti della rassegna, come per la seconda edizione dello scorso anno, saranno fruibili gratuitamente anche in modalità streaming sulle maggiori piattaforme web.

calabria_parchi-archeologici_fuori-campo_prima-tappa-locri_locandinaPrima tappa, Locri: sabato 16 luglio 2022, negli spazi del tempio di Masarà, parco nazionale di Locri (Rc) con “Locri Epizefiri: archeologia del Sacro e cultualità femminile”. Modera Ernesto Orrico. Alle 15, visita al parco archeologico con Roberta Eliodoro; alle 16, video racconto sul parco archeologico di Locri a cura di Ivana Russo e Fabrizio Nucci (Rete Cinema Calabria); alle 16.15, saluti di Elena Trunfio, direttrice del museo e parco di Locri; alle 16.30, “Donne e dee a Locri Epizefiri”: conversazione sull’archeologia con Margherita Milanesio; alle 17, il corto “Eggshell” di Ryan William Harris (UK, 2020; 14’) a cura di Calabria Movie Short Film Festival; alle 17.15, “I Bronzi di Riace: appunti sul lavoro di realizzazione di un film documentario”: workshop a cura del regista Fabio Mollo; alle 18.15, il  documentario “The Young Pope – A Tale of filmmaking” di Fabio Mollo (Italia, 2016; 57’).

Cividale. Il museo Archeologico nazionale compie 205 anni (1817-2022): domenica di festa con visita alle collezioni guidata dal direttore, caccia al tesoro per i più piccoli, archeologia sperimentale in giardino e brindisi finale. Ingresso gratuito

cividale_archeologico_205mo-compleanno_locandinaSono passati 205 anni da quando Michele della Torre conte Valsassina, convinto delle potenzialità archeologiche di Cividale, avviò le sue ricerche con i finanziamenti dell’imperatore d’Austria. Fin da subito fu creato un luogo istituzionale in cui depositare, studiare e valorizzare ciò che veniva portato alla luce. Domenica 17 luglio 2022 il museo Archeologico nazionale di Cividale festeggia insieme agli ospiti il suo anniversario di fondazione: 1817-2022. “Mi sono sempre piaciuti i compleanni, i brindisi, le ricorrenze”, commenta Angela Borzacconi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Cividale. “Un modo per dare valore al tempo che passa sedimentando le storie di tutti”. In programma, alle 11, visita guidata alle collezioni con il direttore; alle 17, caccia al tesoro per i più piccoli tra le sale a cura di Archeoscuola; narrazioni e approfondimenti di archeologia sperimentale per tutti nel giardino segreto del palazzo con i ricostruttori dell’associazione La Fara; e, alle 18, un immancabile brindisi ad altrettanti e più anni di servizio per i cittadini di oggi e di domani. Per l’occasione l’ingresso è gratuito. Speciale shop con gli artigiani del territorio. Per prenotare la visita e la caccia al tesoro: tel. 0432700700 – museoarcheocividale.biglietteria@cultura.gov.it.

“Notte con gli dei”: apertura serale straordinaria del Santuario meridionale di Paestum per l’inaugurazione del percorso di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio c.d. “Basilica” con due visite guidate del direttore Tiziana D’Angelo. Poi i templi di Paestum saranno nuovamente accessibili tutti i giorni

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Il tempio di Nettuno di nuovo accessibile al pubblico (foto pa-paeve)

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Il percorso creato per l’accesso alla cosiddetta Basilica di Paestum (foto pa-paeve)

I templi di Paestum sono nuovamente accessibili. Come non lo sono stati neppure nell’antichità. Succede domenica 17 luglio 2022, quando – alla sera – viene inaugurato nell’area archeologica di Paestum il percorso di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio di Hera, la cosiddetta “Basilica”, nell’ambito delle aperture straordinarie del parco archeologico di Paestum e Velia promosse dal ministero della Cultura. “Un podio di tre gradini e un’alta soglia innalzano i templi greci dal suolo e separano lo spazio degli uomini da quello degli dei”, spiega il direttore, Tiziana D’Angelo. “In antichità, questi imponenti edifici sacri erano per certi versi inaccessibili agli uomini, ad eccezione di sacerdoti e poche altre persone. Oggi, tutti noi siamo benvenuti nelle dimore degli dei pestani, con la riapertura al pubblico delle visite all’interno dei templi del santuario meridionale”. Poi, dal 18 luglio 2022, sarà possibile entrare all’interno dei due templi tutti i giorni in osservanza degli orari di apertura del Parco e con lo stesso biglietto di ingresso Paestum&Velia.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Pronti, dunque, per una “NOTTE CON GLI DEI” domenica 17 luglio 2022: apertura straordinaria dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso, ore 22.15). Costo del biglietto di ingresso al Santuario meridionale 5 euro. In occasione dell’inaugurazione dei percorsi di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio c.d. “Basilica”, il direttore, Tiziana D’Angelo, accompagnerà i visitatori in due visite tematiche, alle 20.30 e alle 21.30, all’interno dei due templi dorici del Santuario meridionale di Paestum. “Passeggiare tra le colonne doriche di questi monumenti millenari è un privilegio unico che consente al visitatore di instaurare un rapporto diretto con il passato”, continua il direttore. “È un’esperienza da godere anche con la serena consapevolezza di non star compromettendo in alcun modo la tutela del nostro patrimonio. Dietro a questa riapertura c’è infatti il lavoro di molti professionisti: archeologi, architetti e restauratori hanno collaborato per garantire un perfetto connubio tra esigenze di fruizione e di tutela”.

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Il nuovo accesso per il pubblico alla cosiddetta Basilica a Paestum (foto pa-paeve)

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L’interno del Tempio di Nettuno a Paestum è di nuovo aperto al pubblico (foto pa-paeve)

I due templi erano già stati resi accessibili al pubblico – nel 2017 la cosiddetta “Basilica” e nel 2019 il tempio di Nettuno – grazie alla creazione di percorsi senza barriere promossi dal precedente direttore, Gabriel Zuchtriegel. A causa delle restrizioni imposte alla pandemia di Covid-19, tuttavia, l’accesso fu interdetto dall’inizio di marzo 2020, ma il Parco è ora pronto a ripartire con le visite nei templi. Per l’accesso alla cosiddetta “Basilica”, il tempio più antico, è stato ripristinato l’uso di una passerella lignea reversibile che consente un accesso privo di barriere e connette le parti della pavimentazione del tempio non conservate. Per il tempio di Nettuno, invece, l’accesso all’interno fu preceduto da un intervento di restauro volto a colmare le maggiori lacune della pavimentazione che, ancora adesso, garantiscono un accesso in completa sicurezza al monumento.

Massa Marittima. Al museo Archeologico apre la mostra “Gli ultimi re di Vulci. L’aristocrazia etrusca vulcente alle soglie della conquista romana”: 50 reperti per raccontare fasi storiche e passaggi epocali: dal periodo ellenistico, all’ultimo momento di splendore dell’aristocrazia etrusca di Vulci, sino all’ascesa romana

massa-marittima_archeologico_mostra-ultimi-re-di-vulci_locandinaDa Vulci (dove è stata fino al 30 giugno 2022 al museo Archeologico) a Massa Marittima (in provincia di Grosseto) di Vulci: approda al museo Archeologico di Massa Marittima la mostra “Gli ultimi re di Vulci. L’aristocrazia etrusca vulcente alle soglie della conquista romana”, dove resterà dal 15 luglio al 1° novembre 2022, grazie ad una collaborazione tra il museo toscano, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Etruria meridionale, e Fondazione Vulci. “È intorno ai primi decenni della seconda metà del IV sec. a.C. che, forse a seguito di un preciso progetto, vengono realizzate le più importanti tombe delle necropoli di Vulci, appartenenti alle famiglie di alto rango e imparentate fra loro”, spiega la funzionaria archeologa della Soprintendenza competente di zona a Vulci, Simona Carosi: “Queste tombe ci restituiscono non solo la loro storia, ma quella di Vulci e delle città con cui entrò in relazione o in conflitto, come Roma. Le tombe spesso diventano i contesti privilegiati per analizzare e conoscere il vasto patrimonio archeologico vulcente”. Nella mostra a Massa Marittima saranno oltre 50 i reperti esposti, alcuni dei quali hanno già impreziosito la mostra al museo Archeologico di Francoforte. Tra questi, la bella coppa tolemaica che racconta dei contatti tra la città etrusca e il Mediterraneo. Una varietà per raccontare un vasto arco temporale fatto di fasi storiche e passaggi epocali: dal periodo ellenistico, all’ultimo momento di splendore dell’aristocrazia etrusca di Vulci, sino all’ascesa romana.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale tornano le “Notti d’estate”: sulla terrazza tanti eventi per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace

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Il logo per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace 1972-2022

È denso di iniziative il calendario estivo del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Un programma di eventi per celebrare insieme i 50 anni dal ritrovamento dei magnifici Bronzi di Riace. Da sabato 16 luglio 2022 riprendono le suggestive “Notti d’estate” del MArRC, sull’incantevole terrazza affacciata sullo Stretto. Appuntamento ogni giovedì e sabato, fino al 10 settembre 2022, con il prolungamento dell’orario di apertura fino alle 23 (ultimo ingresso alle 22.30). “Questo sarà un anno straordinario per il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Un anno in cui i Bronzi di Riace, scoperti esattamente mezzo secolo fa, offriranno l’opportunità di promuovere e valorizzare il ricco patrimonio culturale della Calabria: dall’archeologia al paesaggio, dai borghi ai mille sapori delle tradizioni enogastronomiche, fino alle minoranze linguistiche che arricchiscono il nostro territorio. Ringrazio tutti gli enti e le associazioni che stanno collaborando alla realizzazione di questo ricco programma, nell’ambito di consolidate sinergie istituzionali volte a rendere il nostro Museo un luogo aperto, inclusivo e dinamico. Le attività di promozione nazionale e internazionale già avviate dalla Regione Calabria, dalla Città Metropolitana, dai Comuni di Reggio Calabria e di Riace, e dalla Camera di Commercio danno il senso di un impegno corale intorno ai celebri Bronzi di Riace, simbolo di un intero territorio. Un’occasione – conclude il direttore – per costruire una Calabria proiettata in un futuro di cultura e turismo”.

Archeologia in lutto. È morto a 89 anni il professor Erik Hornung, uno degli ultimi grandi egittologi del Novecento, specialista straordinario della storia e della religione egizia. Suo il grande studio sul Libro dell’Amduat

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Il prof. Erik Hornung, egittologo

Lutto nel mondo dell’archeologia. Lunedì 11 luglio 2022, all’età di 89 anni, si è spento l’egittologo lettone Erik Hornung, uno dei più importanti studiosi moderni di religione egizia, professore emerito dell’università di Basilea. È proprio il settore Egittologia dell’università di Basilea a darne notizia. “Abbiamo il triste dovere di annunciare che il professor Erik Hornung (1933-2022) è deceduto l’11 luglio”, scrive l’ateneo elvetico nel necrologio. “Erik Hornung è stato professore di Egittologia all’università di Basilea dal 1967 al 1998. Era uno specialista straordinario della storia e della religione egizia. Per molti anni della sua carriera si è dedicato in particolare all’edizione sinottica, all’analisi e alla traduzione dei libri dell’aldilà nelle tombe della Valle dei Re. Nel corso degli oltre 30 anni trascorsi all’università di Basilea, ha dato un notevole contributo alla specializzazione in Egitto, formando diverse generazioni di studenti e di dottorati. Erik Hornung sarà ricordato come uno scienziato estremamente stimolante e produttivo, un insegnante di talento, un collega e un amico”. Al dolore dei famigliari e dei colleghi per la perdita di Erik Hornung si unisce il museo Egizio di Torino.

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Copertina del libro “The Egyptian Amduat”, nell’edizione 2010, di Erik Hornung e Theodor Abt nella traduzione di David Warburton

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Il prof. Erik Hornung, egittologo

Hornung era nato a Riga (Lettonia) nel 1933 e si era laureato all’università di Tubinga nel 1956. Professore di Egittologia all’università di Basilea dal 1967 al 1998, il suo principale campo di ricerca fu quello della letteratura funeraria, in particolare della Valle dei Re. Vice presidente della Società degli Amici delle Tombe Regali d’Egitto dal 1988, dal 2000 è stato anche Corresponding Fellow della British Academy nella sezione di Africa, Asia e Medio Oriente. Il professor Hornung è stato tra i maggiori esperti di letteratura religiosa e religioso-funeraria egiziana. Sua è la prima pubblicazione del Libro dell’Amduat, guida per l’aldilà egiziano, diviso in tre volumi (voll. I-II, 1963 – vol. III, 1967), di cui nel 2010 è uscita un’edizione in unico volume in inglese tradotta da David Warburton con la collaborazione di Theodor Abt, membro del consiglio di amministrazione del Centro di Ricerca e Formazione per la Psicologia dell’Inconscio secondo C.G. Jung e M.-L. von Franz (Zurigo). Insieme ad Abt, la cui ricerca è incentrata sulla relazione tra il mondo esterno e i bisogni dell’inconscio, escono anche i volumi La conoscenza per l’Aldilà. L’Amduat egiziano – Una ricerca per l’immortalità, e Il Libro delle Porte.

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Dall’album dei ricordi. Da sinistra, Maurizio Zulian, Graziano Tavan, Paolo Renier, Erik Hornung e Theodor Abt a Zurigo

Ho avuto l’onore di conoscere il professor Erik Hornung una quindicina di anni fa in un indimenticabile incontro a Zurigo a casa di Theodor Abt. Accompagnavo due amici grandi esperti e innamorati dell’Antico Egitto: Maurizio Zulian, conservatore onorario per la sezione Scienze naturali e Archeologia in immagini della Fondazione Museo Civico di Rovereto, e Paolo Renier, ideatore e promotore del Progetto Abydos: proprio loro avevano combinato l’incontro per un confronto e un approfondimento su alcuni temi della civiltà dei faraoni. “Abbiamo perso uno degli ultimi grandi egittologi del Novecento, che ci lascia contributi ancora oggi fondamentali e imprescindibili”, il commento di Maurizio Zulian alla notizia della morte del professor Hornung.