Reggio Calabria. Per “Notti d’Estate” al MArRC sulla terrazza conferenza di Massimo Capaccioli su “La modernità dell’astronomia antica”, e in piazza De Nava estemporanea di pittura con tela di 40 metri sui Bronzi                                               

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Il prof. Massimo Capaccioli

Una Notte d’Estate dedicata alla scienza, giovedì 28 luglio 2022, sulla terrazza panoramica del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, per l’evento nato dalla collaborazione con il Planetario Pythagoras della Città Metropolitana, diretto dalla prof.ssa Angela Misiano. Appuntamento alle 21 per la conferenza dal titolo “La modernità dell’astronomia antica” con Massimo Capaccioli, professore emerito dell’università Federico II di Napoli. L’incontro è organizzato in sinergia con la Società Astronomica Italiana e con la Scuola Estiva di Astronomia, in corso di svolgimento, in questi giorni, a Riace. Il corso di formazione, indirizzato ai docenti di ogni ordine e grado e a studenti, è inserito tra le iniziative promosse per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace. Per l’occasione i corsisti, provenienti da ogni parte di Italia, avranno l’opportunità di conoscere e apprezzare le meraviglie dell’antichità calabrese. “È un onore potere accogliere al MArRC i partecipanti alla XVII edizione della Scuola che si svolge proprio nel Comune in cui i due “Eroi venuti dal mare” sono stati ritrovati esattamente 50 anni fa”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “La conferenza del professor Capaccioli testimonia come il sapere scientifico abbia origini antiche, coniugando discipline di ambiti differenti, come la storia e l’archeologia. Sono grato al sindaco della Città Metropolitana, Carmelo Versace, e alla prof.ssa Misiano per questa importante collaborazione – prosegue il direttore –, nel solco ormai consolidato di manifestazioni rivolte alla divulgazione della cultura e della conoscenza”.

reggio-calabria_i-tesori-del-mediterraneo_logoNella stessa serata, inizierà alle 20 su piazza De Nava, davanti al Museo, una suggestiva estemporanea di pittura a cura degli studenti e dei professori dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. “Una sinergia significativa per molti aspetti quella che si sta rafforzando con l’Accademia di Belle Arti”, aggiunge il direttore del Museo, “volta a creare occasioni di dialogo tra diversi linguaggi artistici. Ringrazio il direttore dell’Accademia, Piero Sacchetti, e i docenti impegnati in questo progetto, inserito nel programma de “I Tesori del Mediterraneo”, promosso in città dall’Associazione Nuovi Orizzonti”. Durante la serata una tela bianca lunga 40 metri sarà decorata con immagini celebrative dei Bronzi di Riace. “Sono molto contenta della collaborazione instaurata con il MArRC”, dichiara Natalia Spanò, presidente dell’associazione Nuovi Orizzonti. “Abbiamo progettato eventi d’alto livello che, sono certa, avranno un ritorno d’immagine non indifferente per la nostra città e il suo territorio. Il rilancio turistico e culturale che abbiamo cominciato 17 anni fa continua a dare i suoi frutti. Con orgoglio partecipiamo attivamente alle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi i Riace, simbolo inequivocabile di quanta ricchezza, in termini di cultura, il nostro territorio abbia da offrire. È importante creare rete e collaborazioni per raggiungere, insieme, obiettivi comuni di crescita”.

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La locandina della mostra “Il vaso sui vasi. Capolavori dal museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 12 maggio all’11 settembre 2022

Giovedì il Museo è aperto sino alle 23, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20 il costo del biglietto è di soli 3 euro e consentirà la visita del Museo e l’accesso alla terrazza panoramica. Al Livello E sarà possibile visitare due diverse mostre temporanee: “Il vaso sui vasi. Capolavori dal Museo Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia” e “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018”, con oltre trecento reperti esposti per la prima volta.

Tuscania. Evento in notturna alla Grotta della Regina: “Historiae Nocte”. La necropoli e la Grotta saranno per la prima volta illuminate con sottofondo musicale e immagini proiettate

tuscania_necropoli_grotta-della-regina_historiae-nocte_locandinaLa Grotta della Regina a Tuscania come non l’avete mai vista. Succede mercoledì 27 luglio 2022, alle 21.30, con un evento in notturna promosso dal gruppo archeologico Città di Tuscania. Da tempo la soprintendenza Archeologia belle arti e Paesaggio dell’Etruria Meridionale è impegnata nella tutela del territorio di Tuscania, in particolare della necropoli di Madonna dell’Olivo con la Grotta della Regina. Particolare attenzione, però, è rivolta anche alla sua valorizzazione. Riguardo la tutela si è partiti con l’avvio del progetto GeMoN, finanziato da Lazio Innova. Nato collaborazione della Sabap con il CNR e gli Istituti Universitari del Lazio, è stato realizzato per fare una caratterizzazione geologica, geotecnica e geofisica e un monitoraggio dello stato di degrado della necropoli della Madonna dell’Olivo; con tecniche e strumentazioni innovative. Poi la stipula della convenzione con il Comune di Tuscania (di prossima firma) per la valorizzazione delle aree archeologiche della città, ha dato un nuovo impulso. Un impegno proseguito durante le Giornate europee dell’Archeologia 2022, con le aperture e le visite straordinarie organizzate proprio alla necropoli di Madonna dell’Olivo (fino all’escursione alla Capanna di Sasso, in località Poggio Colone). Ed ora si rende fruibile la zona con un evento in notturna: si tratta di “Historiae Nocte”. La necropoli e la Grotta saranno per la prima volta illuminate con sottofondo musicale e immagini proiettate: direttore artistico Gabriele Pierantozzi, luci Massimiliano Falaschi, videomaker Federico Costantini. Il tutto con il racconto della storia del sito e di Tuscania a cura dell’archeologo Alessandro Tizi, con accompagnamento musicale di Cristiano Paolini, musicista e compositore. Un evento ad ingresso libero. L’appuntamento culturale si preannuncia di grande suggestione, dato l’indiscusso ed eccezionale compendio archeologico di Tuscania.

Lombardia. Emergenza siccità anche per i beni culturali: messe in sicurezza due imbarcazioni antiche emerse dal fiume Oglio e manufatti lignei di altri siti tra Cremona e Mantova. Individuata una palafitta dell’Età del Bronzo

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Messa in sicurezza di due piroghe medievali sul fiume Oglio a isola Dovarese (Cr) (foto sabap-cr-mn)

Messe in sicurezza due piroghe medievali emerse dal fiume Oglio in secca. Il protrarsi della siccità che nel corso di questa estate ha colpito la Lombardia, tra gli altri consistenti danni, ha causato l’affioramento dall’alveo dei fiumi di strutture, reperti archeologici e manufatti antichi. La situazione di emergenza per la tutela è collegata non solo al rischio che i materiali vengano raccolti da soggetti non autorizzati, ma anche all’esposizione al sole che ne mette a repentaglio la conservazione, in particolare per i reperti lignei. È il caso di due imbarcazioni antiche, emerse dal fiume Oglio nel territorio di Isola Dovarese (CR), poco a valle del ponte “Tre martiri”. Si tratta di due piroghe, vale a dire imbarcazioni monossili ricavate da un unico tronco d’albero scavato, risalenti all’epoca medioevale. Di particolare rilievo risulta una delle due, della lunghezza di 11.50 m, perché presenta anche alcune costolature di rinforzo interne, raramente attestate fino a oggi.

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Messa in sicurezza di una piroga medievale a Isola Dovarese (Cr) (foto sabap-cr-mn)

In seguito alla segnalazione dei volontari Auser (ex gruppo dell’ecomuseo di Isola Dovarese) e del sindaco di Isola Dovarese, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Cremona Lodi e Mantova, stanziando parte dei fondi destinati alla tutela per il 2022, ha diretto un progetto di messa in sicurezza dei due scafi, consistente nel riseppellimento in alveo, una volta eseguita la documentazione e la campionatura dei manufatti.

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Una fase della messa in sicurezza della piroga a Isola Dovarese (Cr) (foto sabap-cr-mn)

La delicata operazione, che ha avuto luogo il giorno 18 luglio 2022, progettata dallo Studio Associato di Ricerca Archeologica di Gattico (No) con l’intervento degli archeologi Fausto Simonotti, Andrea Montrasi e Alice Lucchini, dottoranda dell’università Ca’ Foscari di Venezia specializzata in questo tipo di evidenze, con il supporto tecnico della ditta Olli Scavi srl, è stata resa possibile dalla collaborazione di diversi soggetti, quali AIPO-ufficio di Mantova, il Parco Oglio sud, il Consorzio di Bonifica Navarolo, i gestori della centrale idroelettrica di Isola facenti capo alla FENENERGIA spa, il sindaco Gianpaolo Gansi di Isola Dovarese e i volontari Auser Rino Piseroni, Mauro Bernieri, Ferruccio Minuti, Pierluigi Migliorati e Luciano Sassi.

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Dalle acque del fiume Oglio è affiorata una piroga medievale (foto sabap-cr-mn)

Parallelamente a questa, altre situazioni di affioramento sono state segnalate contemporaneamente alla Soprintendenza nella zona: a Piadena (CR) e ad Acquanegra sul Chiese (MN) altre imbarcazioni monossili e a fasciame sono parzialmente emerse dall’acqua, ma, a differenza di quelle di Isola Dovarese, il livello raggiunto dal fiume non ne pregiudicava la conservazione.

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Palificazioni emerse in comune di Calvatone (Cr), presso la riva di un’ansa fluviale immediatamente a monte dell’oasi WWF “Le Bine” (foto sabap-cr-mn)

Più complesso è apparso invece il contesto individuato in comune di Calvatone (CR), presso la riva di un’ansa fluviale immediatamente a monte dell’oasi WWF “Le Bine”. La segnalazione, trasmessa dall’associazione Klousios – Centro Studi e ricerche basso Chiese, della presenza di una serie di palificazioni emerse dall’acqua e di abbondante materiale ceramico, ha permesso alla Soprintendenza di attivare la protezione del sito, con il coinvolgimento del sindaco di Calvatone, Valeria Patelli, del Comando Stazione Carabinieri di Piadena, del Comando Compagnia Carabinieri Casalmaggiore e l’aiuto nella sorveglianza di vari cittadini di Calvatone, Enrico Tavoni, Massimiliano Seniga, Francesco Cecere e dell’ispettrice onoraria e collaboratrice della Soprintendenza Daniela Benedetti.

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Imbarcazione a fasciame emersa in comune di Calvatone (CR), presso la riva di un’ansa fluviale immediatamente a monte dell’oasi WWF “Le Bine” (foto sabap-cr-mn)

L’indagine archeologica condotta ha permesso di rilevare e posizionare una struttura composta da un centinaio di pali lignei, che vanno a comporre una piattaforma quadrangolare a centro fiume collegata alla riva da due pontili. Nei pressi è stata reperita un’imbarcazione a fasciame, ancora per la maggior parte interrata. La presenza di materiale ceramico di diverse cronologie, collegata allo scorrimento del fiume, non permette di datare con sicurezza la struttura, già individuata nel 2003 e allora interpretata come una palafitta ascrivibile ad un periodo compreso tra l’età del Bronzo Antico Finale e il periodo centrale del Bronzo Medio. Le campionature effettuate dai pali permetteranno tramite analisi dendrocronologiche e con l’utilizzo del C14 di comprendere meglio la datazione e il significato del contesto, che risulta in ogni modo di straordinaria rilevanza.

Pompei. Alla Palestra Grande anteprima della rassegna “Palestra Culturale” con la presentazione del libro di Valeria Parrella “La Fortuna”. Visite libere o guidate alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, e intitolazione ad Annamaria Ciarallo il Laboratorio di ricerche applicate del Parco

pompei_campania-by-night_palestra-grande_palestra-culturale_locandinaTorna Campania by Night. Si parte mercoledì 27 luglio 2022, alle 19, dalla Palestra Grande di Pompei con “Palestra Culturale”, l’anteprima della rassegna del parco archeologico con la presentazione del libro “La Fortuna” edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore di Valeria Parrella. “Palestra culturale” è la rassegna di eventi culturali e di spettacolo programmata e finanziata dalla Regione Campania (Poc 2014-2020), prodotta e promossa dalla Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. Il programma, che si concentrerà nel mese di settembre (8, 15, 23, 29) e venerdì 7 ottobre, prevede un evento speciale nel giardino della Palestra grande di Pompei, luogo di esercitazione della gioventù pompeiana, dalle 19 alle 20.30 e, a seguire, la possibilità di una visita libera o guidata su richiesta alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. La rassegna sarà annunciata in anteprima appunto mercoledì 27 luglio alle 19, con la presentazione del libro “La Fortuna” di Valeria Parrella, Feltrinelli Editore. A intervenire in dialogo con la scrittrice, il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna, e il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Con l’occasione sarà intitolato ad Annamaria Ciarallo, madre della scrittrice, il Laboratorio di ricerche applicate del Parco di cui è stata istitutrice e per anni responsabile, dando un importante impulso alla ricerca, soprattutto nel campo della conservazione dei reperti organici e degli studi di botanica applicata all’archeologia. Interverrà l’Amministratore Unico di Scabec, Pantaleone Annunziata, per dare il via ufficiale a Campania by Night, che quest’anno prevede 40 appuntamenti in 12 luoghi della cultura campani. L’ingresso alla presentazione del libro e visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” è gratuito, fino ad esaurimento posti (max 250). L’ingresso è da Piazza Anfiteatro, a partire dalle 18.30. Prenotazione consigliata su www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 euro, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).

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Copertina del libro “La Fortuna” di Valeria Parrella

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La scrittrice Valeria Parrella

La Fortuna” di Valeria Parrella. Lucio ha un desiderio e ha un rango che non gli permette di credere fino in fondo a quel desiderio. In La Fortuna (Feltrinelli), Lucio racconta in prima persona la sua storia, misurando costantemente la capacità di fare qualcosa rispetto alla possibilità di arrivare a un obiettivo per la sua vita. Questo rapporto affronta dei livelli obbligati: la parziale cecità, l’aspettativa familiare nei suoi confronti, la visione paterna in cui deve trovare spazio il compromesso tra ciò che manca – il desiderio appunto di governare una nave – e ciò che quasi certamente avrà – una carriera politica. Ciò che muove Lucio fin dal principio di questo romanzo è poter avere un’opportunità, una sola occasione per dimostrare a suo padre e a sé stesso di essere capace, di raccogliere dunque un destino. Narra la sua storia in prima persona e lo fa portandoci dentro un mondo molto lontano di cui ci sono arrivati echi e rimbombi e documenti ufficiali ma che lui sa proporci togliendo loro il velo della Storia. Quasi sussurra Lucio quando dice: “Caduto il mantello, lasciato il cavallo, dimenticato Cesare, nessun ragazzo addestrato alla spada sognava il senato. I soldi del senato sì, i suoi matrimoni, le sue case, la sua gloria. Ma dentro i muscoli che si formavano, in quella smania che ci prendeva alle prime ore della mattina, e ogni volta che ungevamo di olio, in ogni posto del nostro corpo, muti, in silenzio, senza poterlo dire neppure a quei padri che forse avevano percorso anni addietro i nostri stessi sogni: noi tutti eravamo solo marinai o gladiatori”. Valeria Parrella scrive un romanzo storico, affondando la trama dal 62 al 79, in diciassette anni che hanno cambiato la vita e morfologia della zona attorno al Vesuvio e questo periodo corrisponde alla vita di Lucio, un ragazzo esemplare della Pompei che fu, dove cresce prima di essere costretto a studiare a Roma, alla scuola di retorica di Quintiliano. Lucio ha amici, coltiva la fascinazione del mare, delle navi, e la sua esistenza ruota attorno alla natura – ancora più di prima quando arriva a Roma – perché non riesce a liberarsi dall’urgenza del desiderio che lo accompagna. La natura è quella che lo priva di un occhio, che lo fa nascere mentre trema la terra, che gli concede un’inclinazione naturale verso il mare; la natura che quasi lo guida di nascosto tra le tavole della scuola e nella relazione con Aulo.

Torino. A Villa Amoretti ultima tappa della mostra itinerante del museo Egizio “Papiro Tour. L’Antico Egitto in Biblioteca”. Incontro con Alessia Fassone “Del Papiro non si butta via nulla: un materiale multiuso”

torino_egizio_papiro-tour_Del Papiro non si butta via nulla_locandina“Del Papiro non si butta via nulla: un materiale multiuso”: è questo il tema di cui parlerà Alessia Fassone, curatrice del museo Egizio, durante l’incontro di apertura della mostra itinerante “Papiro Tour. L’Antico Egitto in Biblioteca” fa la sua ultima tappa alla biblioteca civica Villa Amoretti di Torino, dal 27 luglio al 10 settembre 2022. Ingresso gratuito. L’appuntamento è per mercoledì 27 luglio 2022, alle 17, a Villa Amoretti. “Papiro Tour” è la mostra itinerante dedicata ai papiri del museo Egizio, in particolare al Libro dei Morti, alla scoperta dei geroglifici e altre forme di scrittura egizia. Al centro del percorso espositivo è presente una replica del Libro dei Morti di Taysnakht realizzata su papiro nell’ambito di “Liberi di Imparare”, un progetto nato dalla collaborazione con la Casa Circondariale Lorusso-Cutugno di Torino. Il Tour è partito nell’aprile 2019 in collaborazione con la rete delle Biblioteche Civiche torinesi. Interrotto a causa della pandemia, riprende adesso con l’ultima tappa rimasta: Villa Amoretti. Inoltre, per tutto il 2022, ingresso gratuito al museo Egizio per gli iscritti alle Biblioteche Civiche Torinesi. È necessario presentare la tessera e un documento di identità in biglietteria. Prenota il tuo biglietto QUI.

Al via il XIII Aquileia Film Festival: sette serate tra archeologia, storia e attualità, con film, conversazioni e libri. Omaggio a Pasolini. Focus sulle produzioni girate in Friuli-Venezia Giulia

Sette serate tra archeologia, storia e attualità. Apertura con omaggio a Pasolini. Il 26 luglio 2022 prende il via la tredicesima edizione dell’Aquileia Film festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, che animerà Aquileia con film, conversazioni e libri fino al 2 agosto 2022, sul palcoscenico naturale di piazza Capitolo. Il Festival è organizzato dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Fondazione So.Co.Ba., Scuola Mosaicisti del Friuli e il sostegno di Solaris Yachts. Tutte le serate iniziano alle 21 e sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/o/fondazione-aquileia-46011520753.

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Maria Callas in un frame del film “Medea” di Pier Paolo Pasolini (foto fondazione aquileia)

OMAGGIO A PASOLINI: 26 LUGLIO. Il Festival si apre martedì 26 luglio 2022 con una serata-evento dedicata al centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini in collaborazione con La Cineteca Del Friuli. L’appuntamento è alle 21 in piazza Capitolo per la visione di “Medea”, pietra miliare della storia del cinema italiano, realizzata nel 1969 e diretta da Pasolini che rilegge il mito e affida la parte della protagonista alla “divina” Maria Callas. Il suo intento è riflettere sull’incontro-scontro tra culture diverse rappresentate da Medea e Giasone. Le riprese esterne furono girate anche nella laguna di Grado, luogo scoperto grazie all’amicizia con il pittore friulano Giuseppe Zigaina, che lo portò in visita anche agli scavi e alla basilica di Aquileia. Ne parleremo con la figlia Alessandra Zigaina, giornalista e con la professoressa Francesca Agostinelli, curatrice della mostra attualmente in corso a Grado dedicata ai disegni inediti di Pasolini. Conduce l’incontro Elena Commessatti, giornalista e scrittrice, che ci porterà alla scoperta di un Pasolini intimo e inedito.

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Frame del film “Thalassa. Il racconto” di Antonio Longo

LE SERATE DELL’ARCHEOLOGIA: 27-28-29 LUGLIO. Film e conversazioni sotto le stelle si alterneranno sul palco davanti alla basilica dei Patriarchi per un’edizione che entrerà nel vivo delle serate dell’archeologia il 27 luglio e proporrà cinque film in concorso, tra i quali gli spettatori sceglieranno il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico opera della Scuola Mosaicisti del Friuli. Mercoledì 27 luglio 2022 il pubblico potrà lasciarsi catturare dall’affascinante avventura dell’archeologia subacquea nel Mediterraneo raccontata nel film “Thalassa, il racconto” e scoprire la minaccia di una eruzione nei Campi Flegrei che metterebbe in pericolo i milioni di residenti della città di Napoli grazie alle ricerche degli scienziati protagonisti del documentario La prossima Pompei. Giovedì 28 luglio 2022 si viaggerà tra gli antichi porti dell’impero romano, da Narbo Martius, importante colonia nel sud della Francia descritta in “Narbonne, la seconda Roma” a Portus (Ostia antica) protagonista del cortometraggio “Ecco che cominciamo a dipinger con la pietra”. L’acqua, elemento determinante e preziosa risorsa che ha consentito lo sviluppo di città e aree strategiche dell’impero romano, tra cui Aquileia, sarà il filo conduttore delle due serate e l’elemento attorno a cui si svilupperanno i dialoghi condotti da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

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Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva

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Fabio Pagano, direttore Campi Flegrei

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Paolo Giulierini, direttore del Mann

Ospiti sul palco del Festival mercoledì 27 luglio Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli e Fabio Pagano, direttore parco archeologico Campi Flegrei, mentre giovedì 28 luglio i protagonisti saranno Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia insieme a Edino Valcovich e Chiara Mistelli, referenti del MuCa – Museo della Cantieristica di Monfalcone.

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Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois

Venerdì 29 luglio 2022 il Festival entra nella stretta attualità e attraverso il film “Il testamento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois, interamente girato dentro al Museo archeologico di Aleppo durante la guerra civile in Siria del 2011, vuole rilanciare un messaggio di speranza perché la cultura intesa come conoscenza dell’altro può e deve essere un’alternativa ai conflitti che coinvolgono l’umanità. La pellicola mostra per la prima volta al pubblico la corsa contro il tempo di archeologi, operai e custodi che dieci anni fa portarono in salvo 24mila reperti del museo di Aleppo sotto i bombardamenti mettendo al sicuro un patrimonio archeologico fondamentale per la storia del Vicino Oriente.

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Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese

Con Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese, fondatrice del Riwaq Centre a tutela del patrimonio architettonico e culturale palestinese a Ramallah, parleremo dei patrimoni culturali a rischio durante le guerre. La scrittrice, nata a Damasco, ha vissuto tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo. Vincitrice del Premio Nonino Risit d’Aur nel 2014, da sempre si batte per la pace in Medio Oriente.

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Frame del film “La scelta di Maria” con Sonia Bergamasco e Cesare Bocci (foto fondazione aquileia)

TRA STORIA E ARCHEOLOGIA: LE PRODUZIONI GIRATE IN FRIULI VENEZIA GIULIA: 31 LUGLIO – 1 E 2 AGOSTO. Domenica 31 luglio 2022, alle 21, dopo il grande successo televisivo, viene proiettato sulla piazza di Aquileia “La scelta di Maria”, il docu-film girato ad Aquileia e prodotto da Anele che ripercorre la vicenda storica, politica e sociale del Milite Ignoto, attraverso le interpretazioni di Sonia Bergamasco nel ruolo della Madre d’Italia Maria Bergamas, di Cesare Bocci nel ruolo del Ministro della Guerra Luigi Gasparotto e di Alessio Vassallo nei panni del tenente Augusto Tognasso. Intrecciando la narrazione fiction a preziosi repertori d’epoca, animazioni originali e una serie di “interviste ricostruite” ai protagonisti. A seguire la conversazione via Zoom con Cesare Bocci, condotta da Elena Commessatti.

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Frame del film “Il cammino della Postumia”

Lunedì 1° agosto 2022 sul grande schermo sarà la volta de “Il cammino della Postumia”. La Via Postumia – una delle più importanti e strategiche vie consolari dell’impero romano, cruciale per i collegamenti est ovest all’interno della penisola italica – univa Genova con Aquileia, creando un ponte tra le regioni della Gallia e dell’odierna Spagna con l’impero dell’est e le vie commerciali dell’est. Paolo Rumiz la percorre a piedi nel tratto da Cremona ad Aquileia e la racconta in questo filmato. Seguirà la conversazione con Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore condotta da Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia. Il Festival si chiude martedì 2 agosto 2022 con la proiezione del pluripremiato documentario “Langobardi – Alboino e Romans”. Un docufilm dedicato al mondo longobardo che, attraverso un equilibrio tra cinema e divulgazione storica ed archeologica, racconta la storia del re Alboino, dell’arrivo del popolo longobardo nella penisola italiana, e della nascita del villaggio di Romans, importante presidio militare friulano che ci ha restituito una delle più grandi necropoli longobarde d’Italia. Elena Commessatti modera la conversazione con Matteo Grudina, presidente dell’associazione Invicti Lupi.

Crotone. In presenza alla Casa della Cultura e on line su Facebook, presentazione dell’Avviso pubblico per il rilancio del museo e del parco archeologico di Capo Colonna. Demma: “Concreta possibilità di iniziare un’attività imprenditoriale al fianco della Pubblica Amministrazione per tanti giovani in un territorio difficile come quello calabrese”

crotone_parco-archeologico-capo-colonna_progetto-valorizzazione_locandinaUna nuova alleanza tra pubblico e privato per il rilancio del museo e del parco archeologico di Capo Colonna. Martedì 26 luglio 2022, alle 11, nella Casa della Cultura di Crotone (e in diretta sulla pagina Facebook della Direzione regionale Musei della Calabria), si terrà un incontro operativo per presentazione progetto, spiegazione dettagliata dell’Avviso Pubblico, modalità e tempi di azione. L’obiettivo è quello di incrementare la conoscenza e la fruizione del Museo e del sito archeologico nell’ambito di un processo partecipato con la comunità di riferimento. Tutti i dettagli verranno illustrati nel corso dell’incontro organizzato in collaborazione con il Comune di Crotone. Dopo i saluti e l’introduzione da parte di Vincenzo Voce (sindaco di Crotone), Rachele Via (assessore alla Cultura, Comune di Crotone), Stefania Argenti (soprintendente ABAP per le provincie di Crotone e Catanzaro), interverranno: Filippo Demma (direttore della Direzione regionale Musei Calabria – ministero della Cultura), Marco D’Isanto (DRM Calabria – ministero della Cultura), Patrizia Nardi (esperta in valorizzazione del patrimonio culturale e candidature UNESCO). Le conclusioni saranno affidate a Filippo Demma. “L’avviso pubblico – anticipa Demma – non ha nulla a che vedere con le funzioni svolte dagli assistenti alla fruizione, assistenza e vigilanza, perché -come facilmente verificabile ad una semplice lettura- riguarda attività di valorizzazione, progettazione e gestione di servizi educativi ed aggiuntivi (ristoro, spettacoli), che non rientrano tra le attribuzioni funzionali degli AFAV. L’avviso rappresenta invece una concreta possibilità di iniziare un’attività imprenditoriale al fianco della Pubblica Amministrazione per tanti giovani in un territorio difficile come quello calabrese”.

Preistoria. Alla Muraiola di Povegliano Veronese, uno dei più rilevanti siti a livello internazionale, con un abitato dell’Età del Bronzo, conclusa la prima campagna di scavo del Progetto Geodap diretto dal prof. Cristiano Nicosia (università di Padova): “Si è tornati a scavare dove si sono fermate le ricerche fatte negli anni ‘80”.

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Il gruppo di lavoro dell’università di Padova sul sito dell’Età del Bronzo alla Muraiola di Povegliano Veronese: al centro il direttore del progetto Geodap, prof. Cristiano Nicosia (foto geodap)

Nei giorni scorsi in località La Muraiola a Povegliano Veronese si è conclusa la prima parte di scavi del progetto Geodap (GEOarchaeology of DAily Practices: extracting bronze age lifeways from the domestic stratigraphic record) diretto dal professor Cristiano Nicosia, geoarcheologo del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova a cui nel dicembre del 2020 è stato assegnato un prestigioso ERC Consolidator Grant. Il progetto Geodap, che mira a studiare in modo nuovo l’Età del bronzo, concentrandosi sulle strutture abitative dell’epoca, si sviluppa su dieci siti archeologici di sei Paesi europei e la prima tappa si è conclusa pochi giorni fa a Povegliano Veronese, in località Muraiola dove si è tornati a scavare a distanza di quasi 40 anni dai primi ritrovamenti, quando fu scoperta una capanna con un focolare. Il magazine “Il Bo Live. Università di Padova” ha visitato gli scavi. Servizio, riprese e montaggio di Barbara Paknazar.

“Siamo tornati qui aprendo un settore di scavo affianco alle strutture che furono ritrovate negli anni ’80. Adesso abbiamo maggiori tecnologie, tecniche analitiche, di rilevamento e rilievo che sono molto più avanzate rispetto al passato”, spiega Nicosia. Dal sito, uno dei più rilevanti a livello internazionale, sono emersi piani di calpestio e focolari relativi a questo abitato dell’età del Bronzo. I reperti, tra cui molta ceramica, raccontano pezzi di vita dell’epoca e nel caso degli oggetti in ambra parlano anche di scambi commerciali con luoghi lontani a nord delle Alpi. Gli ossi ritrovati verranno indagati dal punto di vista faunistico e permetteranno di sapere quali animali venivano macellati e consumati. “E raccogliamo anche campioni di terreno sia per analisi micromorfologiche, quindi analisi in sezione sottile degli strati di terreno che costituiscono questo sito, sia per analisi paleobotaniche, con l’estrazione di semi, carboni, fitoliti e pollini per avere una ricostruzione delle persone che hanno vissuto qui circa 3500 anni fa”, continua il geoarcheologo dell’università di Padova. 

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Marta Dal Corso, ricercatrice del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova, con un’allieva (foto geodap)

A caratterizzare il progetto è infatti un innovativo approccio interdisciplinare che integra la geoarcheologia, la chimica organica e l’archeo-botanica. Particolare attenzione è dedicata ai resti vegetali che sono indagati con diverse metodologie. Le prime indagini sono condotte direttamente sul sito grazie a un macchinario che consente di compiere le operazioni di flottazione con cui vengono recuperati i resti di dimensioni più grandi. “Molto spesso questi resti sono combusti e usiamo l’acqua per farli galleggiare da un campione di terra e li recuperiamo usando un setaccio dalle maglie molto fini”, spiega Marta Dal Corso, ricercatrice del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova. “In questo modo otteniamo sia carbone sia residui di semi e frutti combusti. In seguito confronteremo queste informazioni con quelle si ottengono dallo studio, in laboratorio, di campioni molto più piccoli, come i palinomorfi e i fitoliti”. 

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Alunni in visita guidata al sito dell’Età del Bronzo alla Muraiola di Povegliano Veronese (foto geodap)

Durante le settimane di scavi i cittadini hanno potuto interagire direttamente con i ricercatori grazie a visite guidate e iniziative di coinvolgimento, alcune delle quali pensate nello specifico per le scuole. “Volevamo trasmettere il messaggio che un sito archeologico non è una caccia al tesoro e che ad essere importanti non sono solo gli oggetti belli o di valore. Anzi, molto spesso per noi scienziati è proprio il contrario perché è l’umile terra a restituirci informazioni essenziali. Insomma, setacciamo, laviamo e guardiamo la terra che contiene i materiali più che i materiali contenuti”, osserva il professor Nicosia. 

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Ripresi gli scavi a Frattesina di Fratta Polesine (Ro) a cura della soprintendenza e dell’università La Sapienza di Roma (foto sabap-uniroma)

Le attività del progetto Geodap adesso continuano in altri siti archeologici. “Alcuni siti sono scavati da colleghi e noi ci occupiamo solo della parte analitica, quindi del post-scavo con analisi archeo-botaniche, sedimentarie e micromorfologiche”, spiega il docente. È il caso, ad esempio degli scavi in località di Frattesina, in provincia di Rovigo, che sono ripartiti proprio in questi giorni sotto la guida della Soprintendenza e in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma. “In altri siti invece scaviamo direttamente noi e quindi abbiamo un controllo maggiore su tutta l’articolazione stratigrafica del sito stesso”, continua Nicosia. In questa tipologia rientrano i lavori che stiamo conducendo a Codroipo, in provincia di Udine, in armonia con il museo civico di San Vito al Tagliamento.

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L’area delle ricerche sul sito dell’Età del Bronzo alla Muraiola di Povegliano Veronese (foto geodap)

La prima tappa al di fuori dell’Italia sarà in Serbia, più precisamente a Rabe al confine con l’Ungheria. E a ottobre riapriranno anche gli scavi a Povegliano Veronese dove già l’analisi magnetometrica “preparatoria”, condotta a fine 2021, aveva dato i risultati sperati. Si scava dunque a colpo sicuro, come confermato anche dalle attività più recenti. 

Aquileia. Passeggiata serale al Sepolcreto romano con visita guidata a cura dell’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

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Il Sepolcreto Romano nell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Nuovo appuntamento serale al Sepolcreto. Lunedì 25 luglio 2022, alle 21, l’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, e l’Associazione Nazionale per Aquileia accompagnano gli ospiti in un viaggio nel tempo, attraverso questa straordinaria passeggiata arricchita dalle proiezioni delle immagini relative ai primi scavi effettuati nel 1939-‘40. Evento ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a questo link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-passeggiata-con… Il Sepolcreto Romano è l’unico tratto di necropoli attualmente visitabile ad Aquileia è costituito da cinque recinti funerari, che si disponevano su una strada secondaria in uscita dalla città. Di dimensioni variabili in lunghezza ma di eguale profondità, essi appartenevano ad altrettante famiglie aquileiesi (Stazia, anonima, Giulia, Trebia, Cestia). Sulla base dei monumenti ancor oggi visibili e delle tombe che vi sono state scavate (1940-1941), i recinti vennero utilizzati a partire dal I secolo d.C. Nel caso della quarta area funeraria, l’uso si protrasse almeno fino al IV-V secolo, come testimoniano svariati sarcofagi tardoantichi, taluni collocati su pilastrini in mattoni per rendere l’idea della quota originaria di ritrovamento.

Calabria. Il secondo appuntamento di “Fuori Campo. Il cinema abbraccia la storia” fa tappa al museo e parco archeologico nazionale di Scolacium (Cz) con “Minerva Nervia Augusta Scolacium. L’eco degli eroi e le tracce degli Imperatori”

Il secondo appuntamento di “Fuori Campo. Il Cinema abbraccia la Storia” domenica 24 luglio 2022 fa tappa al museo e parco archeologico nazionale di Scolacium a Roccelletta di Borgia (Cz) con “Minerva Nervia Augusta Scolacium. L’eco degli eroi e le tracce degli Imperatori”: modera Ernesto Orrico. “Vi aspettiamo per vivere assieme una giornata in cui si accorceranno le distanze con un luogo che ci proietta in uno spazio e in un tempo apparentemente lontano, ma che ci ricorda o ci fa immaginare l’importante funzione che si dava alla cultura nell’antichità, testimoniata ancora oggi dalla presenza di anfiteatri e teatri rinvenibili nei siti archeologici”, spiegano gli organizzatori. Si parte nel pomeriggio con gli incontri nel Parco che prevedono una serie di iniziative. Alle 16, visita guidata nel sito a cura di Linda Verre; alle 17, proiezione del video racconto sul parco archeologico di Scolacium realizzato da Barbara Rosanò di Rete Cinema Calabria. Alle 17.15, i saluti di Elisa Nisticò, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Scolacium; segue, alle 17.30, la conversazione sull’archeologia con Chiara Raimondo dal titolo “Scolacium, le sfide di una città in divenire tra realtà e propaganda”. L’archeologia servirà a smontare o confermare ciò che la propaganda, attraverso il mito o l’enfasi dei testi scritti, affermava a scopo politico. Alle 18, proiezione del pluripremiato cortometraggio “U Scantu” di Daniele Suraci a cura di Calabria Movie Short Film Festival. A concludere il pomeriggio, alle 18.20, l’attesa masterclass tenuta dall’attore Francesco Di Leva vincitore del Nastro D’Argento 2022, come attore non protagonista, per la sua interpretazione nel film “Nostalgia” di Mario Martone. L’attore, che avevamo avuto modo di apprezzare sin dai tempi di “Pater Familias” e “Il Sindaco del Rione Sanità” e che gli valse le candidature per il David di Donatello e per il Nastro D’argento come attore protagonista, ha una ricca e importante esperienza sia in teatro che al cinema. A Scolacium parlerà del suo percorso artistico e del rapporto che ha mantenuto con il territorio di appartenenza a San Giovanni a Teduccio a Napoli, dove porta avanti dal 2017 l’interessante esperienza con il Nest, dove la “militanza culturale” attraverso la recitazione diventa strumento sociale. Fuori Campo si sposterà in serata nella città di Catanzaro dove, alle 20.30, nella sala del Nuovo Supercinema si potrà assistere gratuitamente alla proiezione del film “Nostalgia” di Mario Martone, alla presenza dello stesso Francesco Di Leva.