Torino. Oltre 1,2 milioni di visitatori al museo Egizio nel 2025: +22,8% in un anno. “Anche nel 2026 il museo Egizio continuerà a trasformarsi con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente, stimolante e accessibile”
Il museo Egizio di Torino chiude il 2025 con un nuovo record: 1.273.354 di visitatori nel 2025, in crescita del 22,8% rispetto ai 1.036.689, registrati nel 2024, anno del bicentenario. Il dato conferma il consolidamento dell’attrattività del museo, anche in presenza delle complessità logistiche determinate dal cantiere per la realizzazione della piazza Egizia. Il mese che ha registrato un maggiore afflusso di pubblico è stato aprile 2025 (con +28,5% rispetto all’analogo mese del 2024), ma l’incremento maggiore sull’anno precedente lo ha avuto maggio, con + 35,5% rispetto all’anno precedente.

Il direttore Christian Greco e la presidente Evelina Christillin con tutto il personale del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Tantissimi anche i visitatori virtuali attraverso i canali digitali del museo Egizio che manda un ringraziamento speciale anche ai Soci Fondatori, a chi ha deciso di contribuire concretamente alle attività del museo e all’Associazione Amici Collaboratori del Museo Egizio per il loro supporto costante e prezioso. “Anche nel 2026 – assicurano dalla direzione – il museo Egizio continuerà a trasformarsi con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente, stimolante e accessibile – come sempre lo farà assieme”.
Napoli. Messaggio augurale del direttore del museo Archeologico nazionale, Francesco Sirano: “Il 2026 sarà un anno di grandi eventi e di iniziative: un anno da vivere al Mann”. Ecco le novità in arrivo
“Il Mann che sogniamo con tutto lo staff è un museo aperto, accogliente, innovativo e desideroso di condividere le proprie ricerche con tutta la comunità dei visitatori”. Comincia così il messaggio augurale del direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano. E continua tratteggiando cosa ha in serbo il futuro per il Mann: “Il 2026 sarà un anno di grandi eventi e di iniziative di animazione per vivere e condividere i valori di questo eccezionale luogo che non esiterei a definire un ecosistema della cultura antica. Nel 2026 avremo l’apertura, in primavera, della mostra sulla Sirena Parthenope, la riapertura della sezione Numismatica, il riallestimento della Villa dei Papiri, la conclusione del restauro del mosaico di Alessandro. Nel frattempo – continua – andremo avanti con le mostre all’estero per le quali vogliamo che i nostri materiali, soprattutto quelli oggi nei depositi e praticamente sconosciuti, e le nostre conoscenze diventino ambasciatori dell’intera cultura nazionale. Sullo sfondo il progetto del Mann 2 all’Albergo dei Poveri che non sarà un doppione, ma un nuovo entusiasmante capitolo delle tante storie che il museo Archeologico nazionale di Napoli può e deve raccontare con i suoi oltre 250.000 reperti. In questo percorso – conclude -, agiremo con impegno e, allo stesso tempo, con spirito di servizio, dialogando con il nostro pubblico e le comunità e considerando che quanto facciamo è la risposta doverosa al diritto di tutti di vivere il patrimonio culturale”.
Roma. Il 1° gennaio Capodarte anima la città con una maratona culturale diffusa con oltre 100 eventi, per la quasi totalità a ingresso gratuito, in tutti i quartieri. La quinta edizione omaggia gli 80 anni dell’Assemblea Costituente (1946-2026). Un ponte culturale, artistico e civile sui valori del ’46.
Il 1° gennaio 2026 torna Roma Capodarte con un ampio programma di iniziative gratuite e rivolte a tutti. La quinta edizione omaggia gli 80 anni dell’Assemblea Costituente (1946-2026). Un ponte culturale, artistico e civile sui valori del ’46. Una grande festa diffusa dedicata ai valori e ai principi fondamentali che hanno ispirato la nostra Costituzione e alle Madri e ai Padri Costituenti. L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria e con la collaborazione dell’assessorato alle Attività produttive, alle Pari opportunità e all’Attrazione investimenti, il 1° gennaio 2026 anima la città con una maratona culturale diffusa con oltre 100 eventi, per la quasi totalità a ingresso gratuito, in tutti i quartieri. Questa quinta edizione intende onorare il percorso di libertà che, scaturito dalla lotta di liberazione dal nazi-fascismo, ha posto le basi per la fondazione della nostra democrazia. Un’intensa riflessione civile e artistica che ripercorrerà le tappe di questo cammino partendo dal 1946, data cruciale che inaugurò i lavori dell’Assemblea e sancì l’accesso delle donne alle urne per la prima volta nella storia nazionale. Proprio per sottolineare il valore di questa eredità, nel corso della giornata sono distribuite gratuitamente 10.000 copie della Costituzione Italiana durante gli eventi diffusi in tutti i 15 Municipi della città. La pubblicazione è arricchita da un’introduzione a cura del sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessore Massimiliano Smeriglio, e da un’ulteriore prefazione scritta dal costituzionalista Cesare Pinelli. Un momento di profonda e rinnovata consapevolezza sui principi fondamentali che sorreggono la nostra democrazia e altresì un inizio d’anno gioioso e di grande spettacolo. Roma Capodarte 2026, infatti, si prepara, anche in questa edizione, a trasformare la città in un gigantesco palcoscenico: una festa capillarmente diffusa, che vede la partecipazione dei Municipi, delle principali istituzioni culturali capitoline, associazioni del territorio, operatrici e operatori culturali, artiste e artisti.
Nel corso della giornata è possibile visitare gratuitamente i Musei Civici e le mostre temporanee in corso ospitate al loro interno e altri prestigiosi spazi espositivi cittadini quali Palazzo Esposizioni Roma, il Mattatoio e il MACRO. Per i Musei Civici fanno eccezione alla gratuità la mostra Cartier e il Mito ai Musei Capitolini nelle sale di Palazzo Nuovo e poi ancora l’esposizione IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts , negli spazi espositivi del Museo dell’Ara Pacis, che prevedono il biglietto a tariffazione ridotta. Biglietti gratuiti, ma con prenotazione obbligatoria e preacquisto online, sono previsti per la visita in realtà aumentata e virtuale Circo Maximo Experience, per le visite al Bunker di Villa Torlonia (alle ore 15 e alle 16), e per gli spettacoli a tema astronomico al Planetario di Roma (alle ore 16, alle 17 e alle 18). Aperti con ingresso gratuito anche alcune aree archeologiche e siti monumentali della città, quali l’area archeologica del Circo Massimo, il Museo della Forma Urbis presso il parco archeologico del Celio, l’Area Sacra di Largo Argentina e l’area archeologica della Villa di Massenzio.
A tariffazione ordinaria, invece, l’ingresso all’area archeologica dei Fori Imperiali.
Da non perdere le visite guidate a cura della sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, un’opportunità unica per conoscere da vicino opere d’arte ed esposizioni e approfondire alcune tematiche grazie al supporto di curatrici e curatori delle mostre stesse. Tra queste, si segnalano: ai Musei Capitolini le visite alla mostra La Grecia a Roma con Alessandra Avagliano (ore 12) e con Claudio Parisi Presicce (ore 17); al Museo dell’Ara Pacis le visite a IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts con Ilaria Miarelli Mariani (ore 16.30) e con Claudio Zambianchi (ore 18.15). Ilaria Miarelli Mariani guiderà, inoltre, alle ore 18 alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi, anche la visita all’esposizione Gam 100. Un secolo di galleria comunale 1925-2025. Al Museo di Roma a Palazzo Braschi alle ore 15.30 e alle 17.30 sarà Alberta Campitelli a condurre le visite a Ville e giardini di Roma: una corona di delizie. Alle ore 15, presso la Dipendenza della Casina delle Civette in Villa Torlonia, è inoltre prevista una visita guidata alla mostra Pysanka – La bellezza fragile dell’arte ucraina con l’artista Ala Zarvanytska. In alcuni Musei Civici (Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Galleria d’Arte Moderna di via Crispi, Museo della Scuola Roma a Villa Torlonia, Museo di Roma in Trastevere, Museo Carlo Bilotti, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo delle Mura, Museo di Casal de Pazzi) i visitatori verranno accolti da guide esperte che forniranno, in italiano, brevi approfondimenti con pillole di storia dedicate allo specifico museo e alla sua collezione.
Il programma completo, suscettibile di variazioni, tutte le informazioni per il pubblico e le modalità di accesso sono disponibili su www.culture.roma.it/romacapodarte, allo 060608 (tutti i giorni dalle ore 9 alle 19) oppure sui profili social con #Romacapodarte2026
Un libro al giorno. “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità

Copertina del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato
Esce a gennaio 2026 per i tipi di Carocci editore il libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato. Che cosa significa pensare la preistoria oggi? Il libro risponde a questo interrogativo proponendo una riflessione sul tempo profondo, le epoche remote in cui si manifestarono le prime forme di organizzazione sociale, tecnologica e simbolica. La prospettiva è transdisciplinare: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità. Dall’evoluzione della disciplina all’analisi delle idee, l’archeologia preistorica viene esplorata nel suo sviluppo storico, con particolare riferimento all’Italia e alle molteplici letture del rapporto tra uomo e ambiente. Un’attenzione speciale è dedicata alle forme di visualizzazione e comunicazione – dalla fotografia all’immaginario letterario – che hanno contribuito a costruire la percezione pubblica della preistoria. Il libro mostra come lo studio delle nostre origini non sia mai stato neutrale, ma risulti costantemente intrecciato al dibattito culturale e politico. In un periodo storico segnato da crisi ambientali e sociali globali, la categoria di tempo profondo si rivela uno strumento indispensabile per ripensare il rapporto tra passato, presente e futuro.
Luca Ciancio è professore associato di Storia della scienza e delle tecniche all’università di Verona e si è a lungo occupato della storia delle scienze naturali.
Massimo Cultraro è archeologo, direttore di ricerca presso il CNR-ISPC, esperto di preistoria e protostoria mediterranea.
Fedra A. Pizzato è ricercatrice in Storia della scienza e delle tecniche all’Università degli Studi di Verona, si occupa di storia degli studi di preistoria, di patrimonio critico e di comunicazione scientifica.
Iraq. Nella decima missione della Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) una tavoletta proto-cuneiforme (fine IV millennio a.C.), la prima al di fuori di Uruk, che rivela importanti informazioni sulla scrittura e sull’economia delle acque della civiltà sumerica

La tavoletta cuneiforme (fine del IV millennio a.C.) scoperta dalla Missione Archeologica Italiana di Roma La Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)

I professori Lorenzop Verderame e Davide Nadali di Roma La Sapienza durante la Missione Archeologica Italiana nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)
Durante la decima campagna di scavo della Missione Archeologica Italiana nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq, diretta da Davide Nadali, docente del dipartimento di Scienze dell’antichità, è stata rinvenuta una tavoletta cuneiforme risalente alla fine del IV millennio a.C. Lo comunica Sapienza università di Roma sul proprio sito istituzionale. La tavoletta, letta e interpretata da Lorenzo Verderame, docente del dipartimento SARAS, registra la distribuzione di ingenti quantità di pesci che dovevano anticamente essere uno dei più comuni alimenti per una città come Niĝin, immersa in un ambiente acquatico caratterizzato dalla presenza di acque dolci (fiumi e canali) e salate (mare).

La tavoletta cuneiforme (fine del IV millennio a.C.) scoperta dalla Missione Archeologica Italiana di Roma La Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)
Oltre alla registrazione di singole specie, lo scriba annota cinquecento contenitori in vimini utilizzati per il trasporto e la conservazione dei pesci. Questo dettaglio è particolarmente interessante perché è confermato dal dato archeologico, ovvero dai numerosi resti di lische raccolti negli ambienti scavati e dal rinvenimento di sigillature in bitume recanti le impronte della trama in vimini e delle corde che dovevano chiudere questi contenitori.
La scrittura, distribuita in due colonne su ognuna delle due facce della tavoletta, è di tipo proto-cuneiforme. I pittogrammi sono simili a quelli impiegati a Uruk dove appare la scrittura per la prima volta nella storia umana alla fine del IV millennio a.C. L’eccezionalità della scoperta si lega al fatto che si tratta della prima testimonianza di tale scrittura nella regione di Lagash e, più in generale, al di fuori della città di Uruk ed è una riprova della diffusione di questa prima forma di scrittura e del sistema amministrativo che l’aveva creata.
Capodanno alle Grotte di Catullo (Sirmione, Bs) con visite guidate gratuite
Capodanno alle Grotte di Catullo a Sirmione (Bs). In occasione dell’apertura straordinaria del 1° gennaio 2026, visite guidate alle Grotte di Catullo col personale del sito archeologico alle 11-30. 12.30, 13.30, 14.30. Il servizio è gratuito previo acquisto di titolo d’ingresso (biglietto o abbonamento), il numero massimo di partecipanti per ciascun gruppo è di 40 persone. Per prenotarsi chiamare al 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 030 916157 oppure drm-lom.grottedicatull@oultura.gov.it
Taranto. Capodanno al museo Archeologico nazionale con visita guidata all’esposizione “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”
Capodanno all’insegna dell’arte al museo Archeologico nazionale di Taranto. Giovedì 1° gennaio 2026, alle 11 e alle 12, un’occasione speciale per approfondire la mostra “Memorie Trafugate. I reperti recuperati dal Comando Carabinieri TPC”: un membro dello staff del MArTA accompagnerà gratuitamente i visitatori alla scoperta dei reperti esposti, illustrando il percorso che ne ha permesso il rientro nel patrimonio pubblico, le fasi di studio e le analisi conservative. Un’occasione per conoscere più da vicino le opere e le storie che raccontano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta.
Un libro al giorno. “Architetture e sistemi costruttivi dei teatri e degli anfiteatri antichi in area adriatica” a cura di Jacopo Bonetto, Andrea Raffaele Ghiotto, Beatrice Marchet, atti del convegno internazionale di studi (Padova, 14-15 dicembre 2023)

Copertina del libro “Architetture e sistemi costruttivi dei teatri e degli anfiteatri antichi in area adriatica” a cura di Jacopo Bonetto, Andrea Raffaele Ghiotto, Beatrice Marchet
È uscito per i tipi di Edizioni Quasar il libro “Architetture e sistemi costruttivi dei teatri e degli anfiteatri antichi in area adriatica. Atti del convegno internazionale di studi (Padova, 14-15 dicembre 2023)” a cura di Jacopo Bonetto, Andrea Raffaele Ghiotto, Beatrice Marchet. Dal I secolo a.C. gli edifici da spettacolo si diffusero in tutti i centri del Mediterraneo romano fino a divenire elementi dominanti del paesaggio urbano e suburbano. In questo processo durato diversi decenni, teatri e anfiteatri divennero realtà caratterizzanti del processo di diffusione della cultura romana per assumere un ruolo centrale quali luoghi di svago periodico, di celebrazioni religiose, di coesione sociale e di trasferimento di messaggi culturali e ideologici. Nella capillare diffusione dei complessi dedicati a ludi e spectacula, molti centri dell’Italia antica sperimentarono soluzioni architettoniche innovative, in grado di realizzare edifici per spettacoli anche nelle aree planiziarie e in assenza di realtà fisiografiche, distinguendosi in questo dalle esperienze di età greca ed ellenistica. Nella graduale acquisizione di autonomia strutturale, teatri e anfiteatri videro accrescere la complessità della loro articolazione architettonica, adottando indirizzi progettuali, soluzioni architettoniche e prassi cantieristiche tali da soddisfare le nuove esigenze. Il convegno internazionale di studi “Architetture e sistemi costruttivi dei teatri e degli anfiteatri antichi in area adriatica” indaga queste evoluzioni tecnico-strutturali, che resero gli edifici per spettacoli fra i maggiori complessi architettonici del mondo antico.













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