Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la mostra – premio Roma Fotografia “Relazioni” con tutte le fotografie vincitrici e selezionate della decima edizione del Premio Roma Fotografia

Sabato 8 novembre 2025, alle 16, nella Sala dello Zodiaco del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia inaugurazione della mostra – premio Roma Fotografia “Relazioni” X Edizione con tutte le fotografie vincitrici e selezionate della decima edizione del Premio Roma Fotografia. Un viaggio tra sguardi, storie e connessioni, dove ogni immagine racconta un modo diverso di essere in relazione – con sé stessi, con gli altri e con il mondo. La mostra è promossa e organizzata da Roma Fotografia e dall’assessorato alla Cultura del Primo Municipio di Roma, in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e la rivista Il Fotografo. Le opere resteranno in mostra fino al 30 novembre 2025 e sarà accessibile durante i giorni e gli orari di apertura del Museo ed è compresa nel costo del biglietto di ingresso. Dall’11 al 30 novembre 2025, saranno protagoniste anche della terza edizione di Roma Fotografia Future, con la proiezione sui cinque Video Led del “Circuito Musei”: oltre al museo Etrusco, a Castel Sant’Angelo, al MAXXI – museo nazionale delle Arti del XXI secolo, alle Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini e a Palazzo Merulana. Un dialogo diffuso tra fotografia, arte e spazio urbano, che trasforma i musei in un unico racconto collettivo sulla contemporaneità. Entrambe le esposizioni sono curate da Maria Cristina Valeri e Alex Mezzenga di Roma Fotografia. La Giuria: presidente il fotoreporter Luciano Del Castillo, Luana Toniolo (direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Giulia Silvia Ghia (assessore alla Cultura del Municipio Roma I Centro), Federica Berzioli (Coordinamento editoriale di IL FOTOGRAFO).

Il tema “Relazioni”. In un tempo in cui la distanza sembra spesso prevalere sulla vicinanza, “RELAZIONI” è un invito a guardare con attenzione ciò che ci unisce. Attraverso la fotografia, Roma Fotografia ha voluto stimolare una riflessione sui legami che ci definiscono, nelle loro molteplici dimensioni: i rapporti umani, i legami con la natura, le connessioni sociali e urbane, la spinta al viaggio e alla scoperta, le nuove sfide della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, fino al delicato equilibrio tra corpo e mente. Ogni fotografia esposta diventa una finestra aperta su un mondo di connessioni e significati, dove le emozioni, la memoria e la curiosità si intrecciano per restituire la complessità della nostra epoca. “Relazioni” è un tema universale ma intimo, in cui ciascun visitatore potrà ritrovare una parte di sé, riconoscendosi nello sguardo degli altri.

La foto “Terra ferita, mani che cercano” di Gregorio Turini, prima classificata del premio categoria Short Story (Roma Fotografia, Relazioni)

Premio CATEGORIA SHORT STORY. Gregorio Turini, “Terra ferita, mani che cercano”: un racconto visivo potente e poetico sulla fragile relazione tra l’uomo e la Terra. Nelle immagini realizzate ai margini di Addis Abeba, la terra diventa corpo vivo e sofferente, testimone e vittima insieme dell’azione umana. Turini trasforma un luogo di scarto in un racconto di umanità e resilienza che interroga la coscienza collettiva.

La foto “L’abbraccio” di Giuseppe Sabella, prima classificata del premio categoria Single shot (Roma fotografia, Relazioni)

Premio CATEGORIA SINGLE SHOT. Giuseppe Sabella, “L’abbraccio”: un frammento di intimità universale, sospeso tra presenza e assenza. Con sguardo sensibile e delicato, Sabella cattura la forza emotiva di un gesto semplice e assoluto, in cui si riflette il bisogno umano di contatto e appartenenza. Due progetti che raccontano, con linguaggi diversi ma ugualmente intensi, il valore delle relazioni umane, sociali e ambientali nel nostro tempo.

Gambolò (Pv). Al via la nuova edizione del “Cinema di Archeologia – Festival internazionale del cinema di archeologia – Città di Gambolò” promosso dal museo Archeologico Lomellino in collaborazione con il RAM Film Festival di Rovereto: 11 film e due premi (del pubblico e della giuria)

Sabato 8 e domenica 9 novembre 2025, al Castello Litta-Beccaria di Gambolò (Pv), la nuova edizione del “Cinema di Archeologia – Festival internazionale del cinema di archeologia – Città di Gambolò” promosso dal museo Archeologico Lomellino e dal comune di Gambolò con il contributo di Regione Lombardia, in collaborazione con il RAM Film Festival di Rovereto. Due giornate dedicate ai migliori film internazionali a tema archeologico, con proiezioni, incontri e la premiazione dei film vincitori.

PROGRAMMA DI SABATO 8 NOVEMBRE 2025, 15-18.30: apertura della manifestazione. Si inizia con la proiezione del film “La civiltà perduta dell’Amazzonia / La civilisation perdue d’Amazonie” di Franck Cuveillier, Éric Ellena (Francia/Cile 2024, 53’). E se, tra le grandi civiltà che hanno brillato fin dalla preistoria, ce ne fosse una dimenticata? Una civiltà sommersa, cancellata, nascosta agli occhi del mondo nel rifugio più perfetto che esista sulla Terra: la foresta più grande del pianeta, quella amazzonica? Un piccolo gruppo di scienziati ha deciso di salvarla dall’oblio. Scavano, raccolgono, confrontano le tracce millenarie di piante, animali e esseri umani che hanno condiviso e modellato questo immenso territorio. Si addentrano nella giungla, riscoprono e interpretano migliaia di pitture rupestri lasciate sulle pareti di arenaria in Colombia e in Brasile. Esplorano una foresta che, per millenni, è stata coltivata e trasformata dai suoi primi abitanti. Attraverso i reperti archeologici ritrovati in Cile, ricostruiscono scene di vita dei primi amerindi, la fauna che incontravano e i paesaggi che frequentavano. Segue il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 50’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico. Quindi il film “Gli umani prima dei Neanderthal / Humans before Neanderthals” di Emma Baus (Francia 2024, 52’). Molto prima dell’arrivo di Homo sapiens, o persino dei Neanderthal, altri esseri umani abitavano il territorio francese durante gli intensi periodi di glaciazione. Un luogo in particolare è stato testimone del loro passaggio: la grotta di Tautavel, ai piedi dei Pirenei. Come riuscivano a sopravvivere in un ambiente così ostile? Sulla base delle più recenti scoperte scientifiche, il film cambia il nostro punto di vista su questi antichi antenati, le cui sorprendenti capacità cognitive continuano a stupirci. Chiude la sezione pomeridiana il film “L’uomo di Val Rosna” di Stefano Zampini (Italia 2024, 20’). Un viaggio nelle ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, cacciatore paleolitico vissuto 14.000 anni fa. Il cortometraggio ne racconta la vita quotidiana, tra caccia, rituali di gruppo e momenti unici: il più antico intervento dentistico conosciuto, la trapanazione di una carie su un dente del giudizio. In un crepuscolo di luce e silenzio, il suo viaggio termina con una sepoltura onorata da una pietra dipinta, simbolo di rispetto e memoria ancestrale. A seguire una cena a tema archeologico presso la Locanda Milano (menù completo 30 euro).

Frame del film “Secret Sardinia, mysteries of the Nuraghi – Sardegna segreta, i misteri dei Nuraghi” di Thomas Marlier

PROGRAMMA SABATO 8 NOVEMBRE 2025, 21-23. Apre la sezione il film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano” di Sandra Lopez Cabrera (Italia 2024, 52’). Il docufilm narra le vicende di Grimoaldo, nobile discendente della stirpe di Alboino nato a Cividale attorno al 600, che nel corso di una lunga vita densa di avvenimenti riuscirà a divenire il primo re longobardo di stirpe friulana. Attraverso il racconto della vita di questo nostro illustre antenato friulano avremo anche modo di raccontare le vicende storiche della Penisola e del Friuli longobardo del VII secolo. Il docufilm è strutturato sotto forma di uno storytelling dallo stile cinematografico grazie al quale è possibile assimilare al meglio nozioni storiche ed etnografiche riguardanti le tracce longobarde presenti nei territori interessati. Segue il film “Faragola. Un Mondo Ritrovato” di Claudio d’Elia (Italia 2025, 15’). Il film racconta la storia di Faragola, una delle più lussuose ville romane tra il III e il IV secolo d.C. Con gli occhi di uno dei suoi visitatori ne scoprirete lo splendore degli ambienti e le peculiari caratteristiche costruttive, tra cui il complesso termale e la Coenatio, dove spicca un raro Stibadium in pietra, luogo di sontuosi banchetti. Un viaggio per comprenderne la funzione e il contesto, dal suo massimo splendore al suo declino. Chiude la serata il film “Sardegna segreta, i misteri dei Nuraghi / Secret Sardinia, Mysteries Of The Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53’). La Sardegna, una piccola isola del Mediterraneo – poco più grande delle Hawaii – custodisce i resti di un’antica civiltà comparsa quasi 4.000 anni fa. Mentre i faraoni d’Egitto costruivano le loro ultime piramidi, questa potente civiltà dava vita a torri-fortezza chiamate nuraghi, a santuari religiosi e a straordinarie tombe dalla forma geometrica. Chi era il popolo nuragico, costruttore di questi monumenti? Negli ultimi cinque anni, un’équipe internazionale di archeologi e scienziati studia questi resti come mai prima, contribuendo a svelare i segreti di una delle più straordinarie civiltà dell’Età del Bronzo del Mediterraneo.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

PROGRAMMA DOMENICA 9 NOVEMBRE 2025, 14.30-18. Apre il film “Roma e il suo Fiume” di Mattia Ippoliti (Italia 2024-2025, 52’). I fattori geografici hanno influenzato e influenzano ogni attività umana, ciò è particolarmente evidente guardando alla storia delle città fluviali. Alcune tra le più importanti città europee sono nate e si sono sviluppate lungo i corsi d’acqua, e grazie alla loro presenza. Tuttavia, il loro rapporto con i fiumi è sempre stato segnato da una dicotomia, ai vantaggi topografici si contrappongono i pericoli causati dalle loro esondazioni. Sin dall’antichità le città fluviali hanno dovuto concepire e sviluppare sistemi di gestione e irreggimentazione delle acque che hanno permesso loro di sopravvivere e prosperare. Nel corso del XX secolo i progressi tecnologici e ingegneristici sembravano aver raggiunto un livello tale da permettere di considerare il problema risolto. Oggi i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi da loro causati tornano a minacciare le più belle e importanti città d’Europa. Questo documentario racconta la storia della città di Roma e della sua capacità, nel corso dei secoli, di trasformarsi e adattarsi per soddisfare ai bisogni del contesto urbano e a rispondere alle minacce ambientali e urbane contro le quali, ancora oggi, deve continuare a lottare per poter sopravvivere. Segue il film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario esplora la ricerca ossessiva dell’oro, motore principale della colonizzazione. Attraverso le testimonianze degli studiosi e gli scavi archeologici, il film indaga i miti delle leggendarie “Città d’oro” e l’idea di un Eldorado dalle ricchezze infinite. Per i popoli indigeni, l’oro non era una moneta, ma un materiale sacro e spirituale. Il film mette a confronto questa visione con quella dei conquistadores, ossessionati dalla ricchezza materiale. Rivela come questa brama abbia portato a immense violenze e alla distruzione di intere civiltà. Attraverso un viaggio in Colombia, Perù e Bolivia, gli scienziati riscrivono la storia, restituiscono dignità alle antiche culture e mettono in discussione i racconti tramandati dall’Europa. Un viaggio tra mito e realtà che fa luce sul vero rapporto con l’oro nelle Americhe precolombiane. Quindi il film “Diari di scavo – San Cassiano” di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 6’). La villa rustica rinvenuta a San Cassiano tra il 1994 e il 2004 è direttamente collegata all’epopea della Chora di Adria, un’area produttiva dell’entroterra risalente al VI e V secolo a.C., periodo in cui la città portuale visse il suo massimo splendore, aperta agli scambi commerciali con la Grecia. “Diari di scavo – San Cassiano” riporta alla luce tale sito con il coinvolgimento di archeologi, ricercatori esperti e testimoni diretti, valorizzando le personalità che hanno contribuito a costruire l’identità del Polesine come contesto archeologico di rilevanza internazionale, attraverso il recupero di riproduzioni di archeologia sperimentale, documenti d’archivio, rassegne stampa storiche, fotografie d’epoca, cartografia antica e carte topografiche moderne, che a loro volta contribuiscono a comporre e ad alimentare il patrimonio culturale del Museo dei Grandi Fiumi. Si continua con il film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55’). Per tre anni lo Stato Islamico ha terrorizzato Mosul e distrutto reperti archeologici di valore inestimabile. Ma la salvezza potrebbe forse arrivare proprio dal passato della città? Tremila anni fa, era la più grande e potente città del mondo: Ninive, capitale del misterioso impero assiro. Oggi, gli scavi archeologici stanno riportando alla luce nuove scoperte, svelando gli enigmi di questa civiltà e restituendo a Mosul l’orgoglio perduto. Come nacque il primo impero dell’umanità? Quali innovazioni permisero di costruire una città con oltre 100.000 abitanti? E se Ninive fosse in realtà il vero luogo dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia, una delle Sette Meraviglie del Mondo? Chiude la sezione e il festival il film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Gargano Sacro segue il viaggio a piedi del regista Lorenzo Scaraggi, che attraversa l’intero promontorio del Gargano, in Puglia, percorrendo 120 chilometri da Rignano Garganico a Vieste. Il documentario esplora un paesaggio di forti contrasti, fra boschi secolari, eremi scavati nella roccia e abbazie millenarie affacciate sull’Adriatico. Le tappe centrali – San Matteo, Pulsano, Monte Sant’Angelo e Monte Sacro – rivelano la profonda sacralità di un territorio dove storia, natura e spiritualità si intrecciano. Ogni passo diventa esperienza intima, grazie al silenzio e alla lentezza che accompagnano il cammino, mentre lo sguardo si posa su antiche pietre e panorami sconfinati. “Gargano Sacro” mostra come la memoria di queste terre possa offrire una rilettura del presente, invitando a sostare e ad ascoltare i ritmi più profondi della Puglia garganica. È un racconto che riconnette con l’essenza del viaggio a piedi, fondendo fede, tradizioni e meraviglia in un’unica, intensa narrazione.

La giornata si concluderà alle 18 con la cerimonia di premiazione e un aperitivo “alla romana” curato da Il Convivio di Laura Mussi. Verranno assegnati due riconoscimenti: Premio “Città di Gambolò”, al film più votato dal pubblico; Premio “Museo Archeologico Lomellino”, al film scelto dalla giuria

 

Ravenna. Al museo Classis al via “Passeggiate in mostra con i curatori… da Ravenna a Parigi”: approfondimenti dei diversi aspetti della mostra “Mosaici su carta. Da Ravenna a Parigi”. Ecco il programma

Al Classis Ravenna – Museo della città e del Territorio al via le “Passeggiate in mostra con i curatori… da Ravenna a Parigi”: approfondimenti dei diversi aspetti della mostra “Mosaici su carta. Da Ravenna a Parigi”, allestita in occasione della Biennale del Mosaico Contemporaneo, e dedicata al ruolo e alla fortuna delle riproduzioni su carta da lucido dei mosaici antichi. Primo appuntamento: sabato 8 novembre2025, alle 15.30 con Daniele Torcellini. Quindi sabato 22 novembre 2025, alle 15.30, con Fabrizio Corbara. Infine sabato 17 gennaio 2025, alle 15.30, con Giuseppe Sassatelli. Durata della passeggiata: 1 ora. Gli appuntamenti sono inclusi nel biglietto di ingresso al Museo (8 euro intero, 6 euro ridotto). Per informazioni: 0544 473717 / www.ravennantica.it. L’esposizione trae spunto dalla mostra ospitata nel 1931 dal Musée des arts décoratifs di Parigi, l’Exposition internationale d’art byzantin, di cui è possibile vedere alcune suggestive foto storiche riproposte in allestimento. Tale evento contribuì a rafforzare l’interesse nei confronti dell’arte bizantina, che con le sue superfici astratte, i colori vibranti e la spiritualità delle immagini offriva agli artisti moderni un modello radicalmente diverso rispetto alla tradizione rinascimentale da cui ci si stava allontanando. In mostra sono presentate alcune riproduzioni su carta realizzate da Alessandro Azzaroni e Giuseppe Zampiga, inviate in Francia per l’occasione, e riproduzioni conservate presso la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, l’Accademia statale di Belle arti di Ravenna e il liceo artistico “Nervi Severini” Ravenna.

Venezia. Al museo Archeologico nazionale tour guidato alla mostra “ArcheoMateria” con l’artista e designer Michela Cattai

L’artista e gallerista Michela Cattai con una sua opera della mostra “ArcheoMateria” al museo Archeologico nazionale di Venezia (foto museo archeologico ve)

Tour guidato alla mostra “ArcheoMateria” con l’artista Michela Cattai. Sabato 8 novembre 2025, alle 11, sarà possibile visitare la mostra “ArcheoMateria”, ospitata nelle sale del museo Archeologico nazionale di Venezia, in compagnia di un’ospite d’eccezione: l’artista e designer Michela Cattai. Evento gratuito compreso nell’acquisto del biglietto di ingresso: 8 euro per museo Archeologico nazionale di Venezia e Biblioteca Marciana (salvo riduzioni e gratuità di legge). Prenotazione telefonica obbligatoria: 0412997602. La mostra, a cura di Francesca Giubilei, mette in dialogo con le collezioni del Museo oltre venti opere realizzate dall’artista negli ultimi anni, creando una connessione tra il collezionismo di antichità del patriziato veneziano e l’arte vetraria di Murano. Il vetro di Cattai diventa eco contemporanea della scultura classica attraverso appropriazioni e reinvenzioni dei motivi estetici tradizionali: scanalature, pieghe e chiaroscuri. Due nuove serie segnano il cuore della mostra: ArcheoMateria, che indaga il concetto di reperto come oggetto di contemplazione estetica e Colonne d’aria, che richiama i fusti scanalati delle colonne antiche, trasformando il vetro in elemento leggero e dinamico, con superfici ritmate da pieni e vuoti.

Michela Cattai è artista e gallerista. Nel 1991 fonda a Milano la propria galleria d’arte ART+DESIGN. Le sue opere sono presenti in collezioni permanenti, tra cui Stiftung Museum Kunst Palast (Düsseldorf), museo del Vetro di Murano, Scuola Grande di San Giovanni Evangelista (Venezia), Ambasciata d’Italia a Tokyo e museo galleria d’Arte moderna “Carlo Rizzarda” (Feltre). Nel 2019 assume il ruolo di Art Director di Venini, per dedicarsi dal 2023 interamente alla propria ricerca artistica.

Sirmione (Bs). Visite guidate alle Grotte di Catullo nel mese di novembre. Ecco le date

Anche per il mese di novembre 2025 sono in programma visite guidate alla maestosa villa romana nota come Grotte di Catullo, situata nella punta panoramica della penisola di Sirmione (Bs). Due le date: sabato 8 novembre 2025, alle 11 e alle 12, e sabato 29 novembre 2025, alle 15. Il servizio è gratuito previo acquisto di titolo d’ingresso alle Grotte di Catullo, il numero massimo di partecipanti per ciascun gruppo è di 40 persone. Per prenotarsi chiamare al numero 030916157 oppure tramite e-mail all’indirizzo drm-lon-grottedicatullo@cultura.gov.it.

Castelseprio (Va). Al parco archeologico la visita guidata “Castelseprio: cronache dagli scavi” alla scoperta di tutte le più recenti e straordinarie novità, a conclusione della campagna di scavo dell’università di Padova

Non finiscono mai di sorprendere le ricerche archeologiche condotte dall’università di Padova al parco archeologico di Castelseprio, antica città fortificata distrutta nel 1287 durante una guerra con Milano. Nelle scorse settimane sono infatti emersi nuovi ritrovamenti che vanno ad aggiungersi a quelli annunciati la scorsa estate, di grande importanza per datare le origini dell’insediamento. Sabato 8 novembre 2025, alle 10 e alle 15, al parco archeologico di Castelseprio (Va), “Castelseprio: cronache dagli scavi” visita guidata per scoprire tutte le più recenti e straordinarie novità, a conclusione della campagna di scavo dell’università di Padova diretta dalla prof.ssa Alexandra Chavarria Arnau. Prenotazione consigliata: tel. 3666632727, parcoarcheologico.castelseprio@cultura.gov.it. Nella campagna 2025 le indagini archeologiche nell’area della chiesa di San Giovanni nel parco archeologico di Castelseprio hanno riportato alla luce i resti di un edificio di epoca gota e una sepoltura dell’età del Ferro. Trovata anche una stele funeraria romana dedicata a un soldato dell’età imperiale (vedi Castelseprio (Va). Al parco archeologico, nell’area della chiesa di San Giovanni, il team dell’università di Padova ha scoperto un edificio di epoca gota e una sepoltura dell’età del Ferro, e i resti di un edificio del V-VI secolo con silos e tracce di attività artigianali. Visite guidate il 2 novembre | archeologiavocidalpassato).

Aosta. Al Mega Museo, per “Aostae 2025”, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale: Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena. Ecco il programma

Per la rassegna Aostae 2025, che celebra i 2050 anni della fondazione di Augusta Praetoria, sabato 8 novembre 2025, dalle 9.30 alle 17, al Mega Museo – Area megalitica, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale. Attraverso la presentazione di studi scientifici e ricordi personali, verranno omaggiati Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena, gli archeologi scomparsi che hanno fatto la storia della soprintendenza regionale e della ricerca archeologica non solo valdostana. I colleghi di una vita, che con loro hanno condiviso scavi, esperienze, studi, fatiche e successi, si riuniranno nel loro ricordo in una giornata di emozioni e memoria.

Quando non c’erano i droni: Franco Mezzena sulla scala per le foto sull’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta all’inizio degli anni Ottanta del Novecento (foto graziano tavan)

Programma. Alle 9.30, caffè di benvenuto; 10, saluti istituzionali; 10.30, L’ARCHEOLOGIA VALDOSTANA TRA PASSATO E FUTURO (sala Civica): tavola rotonda moderata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Interventi: “Percorrendo la via delle Gallie: gli studi sulla strada e i ponti romani di Bard” di Maria Clara Conti (già università di Torino) e Alessandra Armirotti (soprintendenza Regione Autonoma Valle d’Aosta); “Quattro interpreti dell’archeologia valdostana, tra impegno scientifico e civile” di Andrea Vanni Desideri (università di Firenze); “Une collaboration exemplaire de part et d’autre des Alpes” di François Wiblé (ancien archéologue cantonal du Valais – Suisse); “Incontri ravvicinati: maestri e compagne di viaggio” di Maria Cristina Ronc (già soprintendenza RAVA); “Rosanna Mollo e il grande progetto stratigrafico del foro” di Sandro Caranzano (Centro Studi Archeologici Herakles); “In ricordo di Rosanna Mollo, Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin e Franco Mezzena. I pionieri e i paladini dell’archeologia valdostana” di Gaetano De Gattis (già soprintendenza RAVA); “Dalla pietra all’acqua. Viaggio nella preistoria della Sardegna” di Giorgio Murru (Museo di Laconi – Or); “Un magistero in levare” di Stefano Mammini, (archeologo e giornalista); “Quarant’anni di archeologia, scienza, passione e persone” di Lorenzo Appolonia, (già soprintendenza RAVA); “La fotografia per la promozione della conoscenza dei beni archeologici” di Nicola Castangia (fotografo e libero professionista); “Non citra nec ultra: un’archeologia di frontiera” di Paolo Güll (università del Salento); “Francesco Zorzi e Franco Mezzena tra scavi e scoperte al servizio del Museo di Storia Naturale di Verona” di Massimo Saracino (Musei civici di Verona); 13.30, pausa pranzo; 15, IN RICORDO DEGLI ARCHEOLOGI: dialogo condotto da Alessandra Armirotti, Gianfranco Zidda e Marcello Mezzena. Intervengono i colleghi di una vita: Lorenzo Appolonia, Giorgio Avati, Laura Berriat, Laura Caserta, Elisabetta Corni, Alda Dal Santo, Luciano David, Battista De Gattis, Gaetano De Gattis, Cristina De La Pierre, Roberto Domaine, Nathalie Dufour, Luciano Finessi, Enrichetta Jorioz, Dante Marquet, Francesca Martinet, René Monjoie, Sandra Moschella, Corrado Pedelì, Renato Perinetti, Enrico Peyrot, Sara Pinacoli, Tonino Sergi, Chantal Trèves, Massimo Vantini; 17, momento conviviale.

Pozzuoli (Na). All’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Na) per l’approfondimento tematico “Puteoli, il porto che univa il mondo” promosso dal parco archeologico dei Campi Flegrei

Sabato 8 novembre 2025, alle 11.30 appuntamento all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Na) per l’approfondimento tematico “Puteoli, il porto che univa il mondo” promosso dal parco archeologico dei Campi Flegrei. L’attività gratuita è compresa nel costo del biglietto. “Piccola Delo” e crocevia di genti e tradizioni che plasmarono l’identità dell’Impero. Chi era lo “straniero” per Roma e quali culture portava con sé? È possibile che Pozzuoli fosse un antico porto, e al tempo stesso una città globale? I partecipanti lo scopriranno in questo viaggio nella storia di uno dei più importanti centri multiculturali del Mediterraneo.

Ariano nel Polesine (Ro). La conferenza “Siamo sulla strada giusta? Nuovi dati dalle indagini topografiche a San Basilio” del prof. Jacopo Turchetto (UniPd) chiude il ciclo “Incontri di Archeologia” del progetto San Basilio

Venerdì 7 novembre 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio, in via San Basilio 12 ad Ariano nel Polesine (Ro), si conclude il ciclo “Incontri di Archeologia” del progetto San Basilio con la conferenza “Siamo sulla strada giusta? Nuovi dati dalle indagini topografiche a San Basilio” del prof. Jacopo Turchetto, dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova.

4 novembre con ingresso gratuito musei e parchi archeologici statali: sul podio il Pantheon con 13.879 ingressi, seguito dal Colosseo (8.606 ingressi) e Pompei (6.415 ingressi)

Sono stati oltre 85mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente martedì 4 novembre 2025 in occasione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’ingresso libero nei luoghi della cultura di propria pertinenza. Nella classifica assoluta al primo posto è il Pantheon con 13.879 ingressi, seguito dal Colosseo con 8.606 ingressi, e da Pompei con 6.415 ingressi.

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 13.879 ingresso; Colosseo. Anfiteatro Flavio 8.606; area archeologica di Pompei 6.415; Foro Romano e Palatino 5.906; parco archeologico di Ercolano 1.242; Terme di Caracalla 1.109; museo Archeologico nazionale di Napoli 780; Villa Adriana 436; museo e area archeologica di Paestum 418; museo Archeologico nazionale della Sibaritide 335; parco archeologico della Sibaritide 307.