Crotone. Riapre la Fortezza di Le Castella dopo gli interventi di restauro e miglioramento servizi

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Tra il blu del mare e secoli di storia, la Fortezza di Le Castella (Kr) riapre al pubblico. Da domenica 28 giugno 2026, il sito torna fruibile dopo gli interventi di restauro e miglioramento dell’accoglienza realizzati nell’ambito del PNRR. I lavori hanno interessato il ripristino della pavimentazione del terrazzo e del parapetto di sicurezza, la nuova pannellistica, le mappe tattili e i servizi igienici, con nuovi percorsi e strumenti pensati per rendere la visita sempre più accessibile e inclusiva. Orari di apertura: domenica 28 giugno, 9-20; martedì 30 giugno, 9-20. Lunedì chiuso. Da mercoledì 1° luglio 2026: 9-23. Per festeggiare, l’ingresso sarà gratuito ancora per qualche giorno.

Marzabotto (Bo). Al parco archeologico della città di Kainua terzo appuntamento della rassegna “Crinali Danza” con lo spettacolo di danza “Grethel”, con visita guidata al parco e aperitivo

L’estate è appena iniziata e al parco archeologico della città di Kainua le serate si arricchiscono di spettacoli, musica e teatro. Domenica 28 giugno 2026, alle 21, terzo appuntamento della rassegna “Crinali Danza” con lo spettacolo di danza “Grethel”. Grethel un giorno si imbatte nella casa della strega e scopre le proprie paure più profonde. Un’esperienza che parla direttamente al cuore, con passaggi leggeri e spiritosi che invita alla riflessione e alla scoperta di sé. Regia e coreografia Christian Fara, assistente alla coreografia Sara d’Amicis, danzatori del progetto PangPar DP. La serata inizia alle 18.30 con una visita guidata tematica al parco archeologico a cura dello Staff del museo Etrusco. Dalle 19.30 possibilità di aperitivo in area archeologica al costo di 10 euro. Inizio spettacolo ore 21. Costo evento 5 euro, gratuito per i minori di 18 anni, abbonamento 35 euro. Per prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it

Castelseprio (Va). “Passeggiate con l’archeologo” alla scoperta delle tracce più antiche nel parco archeologico

Cosa c’era a Castelseprio prima della città medievale? Domenica 28 giugno 2026 tornano le “Passeggiate con l’archeologo” per scoprire le tracce più antiche nascoste nel terreno del parco archeologico di Castelseprio (Va). Appuntamenti con il direttore del Parco, Luca Polidoro, fissati alle 11, 14.30 e 16. Ritrovo: Info Point all’ingresso del parco. Si raccomandano scarpe robuste. In caso di pioggia l’evento è sospeso. Parcheggio consigliato: tra via Castelvecchio e via Robinie (poi 10 minuti a piedi fino all’Info Point). Prenotazione consigliata: 366 663 2727 | parcoarcheologico.castelseprio@cultura.gov.it

Torino. Al museo Egizio il concerto “Trasparenze”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”. Al termine visita gratuita alla sezione “Materia. Forma del Tempo”

Domenica 28 giugno 2026, alle 11, al museo Egizio di Torino, il concerto “Trasparenze”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. Niccolò Susanna e Federica Mancini, per l’Orchestra Filarmonica di Torino, propongono un dialogo tra flauto e arpa che unisce eleganza francese, cantabilità italiana e suggestioni dell’Oriente, passando da pagine vive e teatrali a momenti di puro lirismo. Il concerto si terrà in Sala Conferenze (con ingresso da via Maria Vittoria 3M) e i partecipanti potranno visitare gratuitamente “Materia. Forma del Tempo” alla fine dello spettacolo.

Caorle (Ve). Il museo nazionale di Archeologia del Mare chiuso tre giorni per motivi tecnici

Attenzione: il museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle (Ve) rimarrà chiuso da domenica 28 a martedì 30 giugno 2026, compresi, per problemi tecnici. La direzione si scusa con i visitatori per il disagio. Info: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it,  0421 83149 – 379 1805649.

Piazza Armerina (En). Alla Villa Romana del Casale apre la mostra “Abiti di Roma, trame di Sicilia. La moda nei mosaici di Piazza Armerina”, viaggio tra archeologia, storia e moda

Un viaggio tra archeologia, storia e moda. Sabato 27 giugno 2026, alle 21, alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (En), apre la mostra “Abiti di Roma, trame di Sicilia. La moda nei mosaici di Piazza Armerina”. Per una sera, i celebri mosaici della Villa prenderanno vita attraverso la ricostruzione degli abiti indossati dai loro protagonisti: tuniche, mantelli, gioielli e dettagli che raccontano identità, prestigio e vita quotidiana nell’età tardoantica. In occasione dell’apertura della mostra, informa il parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale, l’ingresso alla Villa Romana del Casale sarà gratuito nella fascia serale dalle 20 alle 22.30. La mostra, allestita tra la Villa e Palazzo Trigona e visitabile fino al 31 ottobre 2026, propone un percorso che esplora il valore storico, simbolico e culturale dell’abbigliamento antico attraverso le immagini musive della villa, mettendo in evidenza il ruolo degli abiti come elementi di status, racconto e memoria visiva. L’iniziativa mira a valorizzare uno dei patrimoni archeologici più significativi della Sicilia, offrendo al pubblico una lettura tematica dei celebri mosaici, nei quali la raffigurazione delle vesti contribuisce a restituire usi, modelli culturali e aspetti della vita quotidiana e aristocratica in età romana. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione della Villa Romana del Casale, offrendo ai visitatori l’occasione di vivere il sito in una suggestiva cornice serale e di approfondire, attraverso la mostra, il legame tra arte musiva, storia e identità culturale.

Lampedusa (Ag). Recuperati numerosi reperti tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica nel corso di un’attività congiunta di tutela del patrimonio culturale sommerso

Un’anfora affiorante nei fondali di Lampedusa (foot soprintendenza del mare / regione siciliana)

Recuperati numerosi reperti a Lampedusa nel corso di un’attività congiunta di tutela del patrimonio culturale sommerso: la soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, il Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina e la Motovedetta Carabinieri di Lampedusa, hanno svolto un’attività finalizzata alla ricognizione e al recupero di reperti archeologici presenti nei fondali dell’isola. “Questa operazione dimostra, ancora una volta, quanto sia importante la sinergia e collaborazione tra le istituzioni impegnate nella operazioni di tutela del patrimonio culturale”, ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Grazie ad attività come questa è possibile preservare e valorizzare le preziose testimonianze della nostra storia custodite nei fondali marini, restituendole alla fruizione e alla conoscenza della collettività”.

Operazione congiunta per recupero reperti archeologici dai fondali di Lampedusa (foto soprintendenza del mare / regione siciliana)

Le operazioni hanno interessato due distinte aree e hanno consentito il recupero di materiali archeologici riconducibili a un ampio arco cronologico compreso tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica, che essendo dissabbiati e ad una profondità ridotta, avrebbero potuto essere oggetto di facile depredazione. Nel tratto di mare antistante Cala Guitgia, a una distanza compresa tra 100 e 200 metri dalla costa e a profondità variabili tra 3 e 6 metri, sono stati recuperati 44 reperti, costituiti da due anfore da trasporto parzialmente conservate, numerosi frammenti di colli, anse e puntali di anfore e un manufatto in piombo, verosimilmente utilizzato come peso da rete o come elemento connesso alle operazioni di recupero delle ancore. Ulteriori rinvenimenti sono stati effettuati nei pressi della banchina del Molo della Madonnina, a una distanza compresa tra 10 e 50 metri dalla struttura portuale e a profondità comprese tra 8 e 10 metri. In quest’area sono stati recuperati otto reperti archeologici, tra cui tre anfore frammentarie, una contromarra in piombo, un frammento pertinente al puntale di un’anfora da trasporto e altri materiali ceramici. Nel corso delle attività sono state inoltre individuate, sotto lo strato sabbioso, possibili evidenze riconducibili a relitti sommersi. Tali elementi saranno oggetto di successivi approfondimenti da parte della Soprintendenza del Mare al fine di accertarne la natura e l’eventuale interesse archeologico. I reperti recuperati sono stati affidati alla competente autorità di tutela per le attività di studio, catalogazione e conservazione.

Potenza. Al del museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” serata con “ITINERE. Il cammino del mito”, esperienza teatrale e culturale che intreccia memoria, archeologia e narrazione, a cura dell’associazione culturale La Fabbrica dei Ricordi Felici

Un cammino nel mito. Un incontro con la memoria. Un modo nuovo di abitare al museo. Sabato 27 giugno 2027, il mito torna a camminare tra i reperti attraverso le sale del museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza: l’associazione culturale La Fabbrica dei Ricordi Felici porta in scena “ITINERE. Il cammino del mito” a cura di Sabrina Mutino, drammaturgia di Salvatore Riggi, con Daniela Appolloni, Salvatore Riggi, Giorgia Lunghi, Marco Allegretti, Gabriele Palnamente, Dalila Aprile e Claudia Peluso. Esperienza teatrale e culturale che intreccia memoria, archeologia e narrazione. Tra figure antiche, suggestioni classiche e linguaggi contemporanei, il pubblico sarà accompagnato in un percorso evocativo dove il patrimonio non resta immobile, ma prende voce, corpo e movimento. Sarà possibile fruire dello spettacolo, al solo costo del biglietto di ingresso di 5 euro, eccetto le gratuità previste per legge, in gruppi di 35 persone, divise in 3 turni: alle 19.30, alle 21 e alle 22. È necessario effettuare la prenotazione tramite form al seguente link: https://forms.gle/iRWYWkxS8khTsXuB9. Info: 350 568 5514 (solo WhatsApp), itinere2026@libero.it

Auronzo di Cadore (Bl). Apre la mostra “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua”, a cura del paleontologo Simone Maganuco secondo capitolo alla scoperta delle grandi epoche geologiche: sul lungolago le riproduzioni a dimensione naturale dei grandi mammiferi del Pleistocene, e al museo di Palazzo Corte Metto gli approfondimenti

Locandina della mostra “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua” ad Auronzo di Cadore dal 27 giugno al 30 settembre 2026

Un nuovo tuffo nella preistoria, in un’area che rappresenta un eccezionale scrigno di reperti paleontologici (risalenti soprattutto al Triassico e alla fine del Pleistocene): nell’estate 2026, dal 27 giugno (inaugurazione alle 11) al 30 settembre 2026, ad Auronzo di Cadore (Belluno) la mostra “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua” scrive il secondo capitolo di un percorso, inaugurato nel 2025, dedicato alla scoperta delle grandi epoche geologiche e degli animali che ne furono protagonisti, con l’opportunità di incontrarli a grandezza naturale. “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua” è promossa dal Comune in collaborazione con la Magnifica Comunità di Cadore e il Comune di Danta di Cadore, la ditta Geomodel Srl e il team di Dinosauri in Carne e Ossa, ed è curata dal paleontologo Simone Maganuco. Sequel dell’esposizione “All’alba delle Tre Cime – I dinosauri”, che nel 2025 ha attirato oltre 7mila visitatori, il nuovo percorso nei mesi estivi si svilupperà sul lungolago del lago di Santa Caterina, dove saranno dislocate le riproduzioni a dimensione naturale dei grandi mammiferi del Pleistocene (una ventina in tutto), e al museo di Palazzo Corte Metto, dove si potranno trovare numerosi spunti di approfondimento. L’obiettivo è approfondire i temi dell’impatto degli eventi catastrofici sull’evoluzione della vita, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e del rapporto tra uomo e fauna, con due focus su argomenti che hanno un legame con il presente: la domesticazione del lupo e l’origine del cane da un lato, e le estinzioni recenti di origine antropica (ad esempio quelle del dodo, del tilacino, del lemure gigante) dall’altro.

Mostra “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua”: la riproduzione di un mammuth (foto comune di aurondo di cadore)

La mostra illustra la transizione dai rettili “mammaliani” ai primi mammiferi, la loro lunga coesistenza all’ombra dei dinosauri e il successivo predominio, dopo l’estinzione di fine Mesozoico, che ha portato alla scomparsa dei grandi rettili, rappresentati dal celebre T. Rex. Al museo di Palazzo Corte Metto si approfondiscono le origini dei mammiferi, passando in rassegna l’evoluzione dai sinapsidi ai primi mammiferi, gli adattamenti chiave (termoregolazione, dentizione, cura parentale) e la convivenza con i dinosauri. Qui si potrà osservare anche una porzione di zanna di mammut fossile, un prestito proveniente dal Museo Paleontologico di Danta di Cadore. La sezione esterna sul lungolago, invece, sviluppa in uno splendido contesto panoramico il tema della radiazione adattativa dei mammiferi durante le glaciazioni, ovvero quel processo che ha permesso lo sviluppo di diverse specie a partire da un antenato comune: qui si può incontrare l’indricoterio, il più grande mammifero di terraferma, la megafauna del Pleistocene americano (tigre dai denti a sciabola, armadillo gigante, bradipo terricolo) e la fauna europea e italiana dell’era glaciale (mammut lanoso, bisonte, cervo megacero).

Mostra “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua”: la riproduzione di un megaloceros (foto comune di aurondo di cadore)

Il dialogo con il territorio. Nel Pleistocene l’area del Cadore e delle Dolomiti Bellunesi fu fortemente modellata dall’espansione dei ghiacci e solo con il ritiro dei ghiacciai, circa 12mila anni fa, l’ambiente divenne ospitale, permettendo la frequentazione umana e la conservazione di importanti reperti geologici e preistorici. I “giganti dell’Era Glaciale” comparvero e vissero nelle valli prealpine: tra le specie più iconiche spiccano il mammut lanoso (ne sono stati rinvenuti alcuni resti nell’Alta Marca Trevigiana), il rinoceronte lanoso (territorio veronese), l’orso delle caverne (Colli Berici e Monti Lessini), il megalocero (cervo gigante, Colli Berici e bacino del fiume Brenta), il leone delle caverne (depositi alluvionali del Po) e il bisonte delle steppe (Colli Berici e bacino del fiume Po), animali che si potranno ammirare ad Auronzo di Cadore, accanto ad altri che popolarono altre aree del mondo, come i bradipi giganti e le tigri dai denti a sciabola. Il Veneto si conferma uno straordinario laboratorio per lo studio dei grandi cambiamenti climatici e geologici del Pleistocene, che hanno trasformato la regione passando dalle valli alpine, modellate dalla presenza dei ghiacciai, alla pianura attuale e all’area lagunare, che presero il posto di una vasta tundra abitata da grandi mammiferi e da uomini: un’evoluzione che ha consegnato un patrimonio fossile e archeologico di rilevanza mondiale.

Sirmione (Bs). “L’archeologia prende voce”: visita guidata gratuita alle Grotte di Catullo

“L’archeologia prende voce”: la Grotte di Catullo a Sirmione (Bs) aprono una finestra privilegiata sul loro passato. Sabato 27 giugno 2026, alle 12.30, il personale del sito accompagnerà i visitatori in una visita guidata gratuita tra le testimonianze della grande villa romana, per riscoprire insieme storie, dettagli e prospettive che spesso sfuggono a uno sguardo frettoloso. È richiesto il solo biglietto d’ingresso. Per prenotarsi chiamare al numero 030 916157 oppure all’indirizzo 𝘥𝘳𝘮-𝘭𝘰𝘮.𝘨𝘳𝘰𝘵𝘵𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘶𝘭𝘭𝘰@𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢.𝘨𝘰𝘷.𝘪𝘵. Sirmione è una zona ZTL, quindi essendo giornate di grande afflusso turistico è utile di consultare il sito “www.sirmiopark.com”.