Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale, in occasione della Festa della Donna, dialogo letterario a due voci: Sandra Bedetti dialoga con Paolo Biondi, autore del romanzo storico “Zenobia, Anastasia, Costanza, Elena. Storie di templi e di regine”
Venerdì 8 marzo 2024, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), in occasione della Festa della Donna, ingresso gratuito per le donne e, alle 17, dialogo letterario a due voci: Sandra Bedetti dialoga con Paolo Biondi, autore del romanzo storico “Zenobia, Anastasia, Costanza, Elena. Storie di templi e di regine”. Info e prenotazioni (obbligatorie) allo 0426 21612, drm-ven.museoadria@cultura.gov.it. Il libro. Quattro biografie di donne: Zenobia (regina di Palmira nella Roma di Aureliano), Anastasia (sorellastra di Costantino), Costanza (figlia di Costantino) ed Elena (madre di Costantino). Il romanzo non solo racconta la vita di quattro figure altolocate delle corti imperiali tardoantiche, descrive anche i monumenti a cui le protagoniste sono legate: ciascuna abbinata a un tempio sacro, tutti diversi per architettura e dimensioni, ma copiando o riutilizzando strutture preesistenti. La storia di quattro regine del proprio tempo, per capire come è cambiata la città eterna negli anni di Costantino il Grande.

Il giornalista e scrittore Paolo Biondi
Paolo Biondi (1955) è nato a Rimini, sposato, un figlio. Giornalista e scrittore, vive e lavora a Roma. È stato capo della redazione romana dell’agenzia Reuters e analista di politica italiana. Ha scritto una trilogia sull’età di Augusto: “Livia, una biografia ritrovata” (2015), “I misteri dell’Ara Pacis” (2017), “Giulia. Passione, poesia, potere” (2019); e “Il Testimone” (2021), storia romanzata dell’obelisco di piazza San Pietro. Libri tutti pubblicati dalle Edizioni di Pagina. Ha ricevuto in Campidoglio a Roma per la sua attività letteraria il premio Lucio Colletti 2021.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale doppio evento per la giornata internazionale dei diritti delle donne: laboratorio sulle storie di bambini nell’antichità, e incontro sul ruolo della donna dall’antichità ai giorni nostri
Al museo Archeologico nazionale di Taranto doppio evento per la giornata internazionale dei diritti delle donne. Entrambe le attività saranno gratuite. Per l’occasione è previsto l’ingresso gratuito per le donne, mentre per gli altri visitatori il biglietto sarà a pagamento, al costo di 10 euro, salvo le gratuità o le riduzioni previste dalla legge e dalle convenzioni.
Alle 16.30, “Quando nasceva una bambina… Storie di infanzia e pubertà nell’antichità”: visita tematica in cui si parlerà di come vivevano le bambine (e i bambini) dell’antichità e quali erano i riti e le tradizioni relativi all’infanzia e al passaggio all’età adulta. Durante il percorso i giovani visitatori scopriranno attraverso i giocattoli dell’antichità, come le bambole in terracotta, e gli oggetti legati alla cosmesi e all’arte di adornarsi, che al di là delle diverse epoche storiche, alcune discriminazioni di genere fanno ancora parte della società moderna. Seguirà un laboratorio creativo in cui si realizzeranno bracciali, coroncine, collane, ventagli ispirati ai reperti in esposizione al MArTA. L’esperienza, dalla durata di circa un’ora e mezza, è riservata ai bambini dai 6 ai 12 anni (accompagnati da un adulto), fino ad un massimo di 15 partecipanti.
Alle 17, “Quando l’arte incontra il diritto: la condizione femminile nei reperti archeologici del MArTA”. Nel corso dell’incontro e successiva visita tematica si esplorerà il ruolo della donna dall’antichità ai giorni nostri attraverso un’analisi dell’influenza dei valori della società sull’arte e sul diritto penale. Mediante una lettura dei reperti archeologici del MArTA in chiave penalistica, si metterà in luce la condizione femminile nel contesto giuridico e sociale. Si discuterà l’importanza dell’arte nel fornire prospettive sulla società e sulla posizione delle donne, evidenziando la necessità di una riflessione critica sulle norme culturali che influenzano il trattamento delle donne nella società contemporanea. Durata due ore, sino ad un massimo di 25 persone.
Roma. In Curia Iulia, per la giornata della donna, “L’Orazione di Ortensia”, rievocazione storica di una delle donne più influenti della storia romana
Venerdì 8 marzo 2024, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, il parco archeologico del Colosseo in collaborazione con il Gruppo Storico Romano ospita, alle 15.30, in Curia Iulia “La prima voce. Orazione e l’eredità della sua oratoria”, un evento di rievocazione storica. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione obbligatoria su eventbrite.it e sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo. “L’Orazione di Ortensia” è un omaggio alla figura di Ortensia, una delle donne più influenti della storia romana, nota per il suo coraggio e la sua eloquenza. Attraverso una rappresentazione coinvolgente e autentica, il pubblico verrà trasportato indietro nel tempo per assistere a un momento significativo della vita politica romana. L’appuntamento, che vede la direzione artistica di Imprenditori di Sogni, si celebra con gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati ed è patrocinato da Roma Capitale.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per la giornata della donna la visita tematica “A proposito di Arianna”, e la conferenza “La donna nel teatro greco”
In occasione della Giornata della Donna venerdì 8 marzo 2024, su proposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, è stato istituito l’ingresso gratuito per le donne in musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici e altri luoghi della cultura statali. Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, diversi gli appuntamenti per celebrare la Giornata Internazionale dei diritti delle donne.
Alle 16, Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi del MArRC, propone l’attività gratuita “A Proposito di Arianna”. Una visita tematica della durata di circa 75 minuti con partenza alle 16 dalla piazza Paolo Orsi. Arianna, personaggio del mito, donna forte ma anche cedevole, eroina capace con la sua astuzia e con un semplice filo, di salvare Teseo dal Minotauro e vittima della indifferenza di quest’ultimo, sarà il filo conduttore, una sorta di spirito guida interprete del coraggio ma anche della fragilità delle donne. L’itinerario partirà dal livello B, per giungere alle sale dedicate a Reggio ed al Santuario Griso-Laboccetta, dove era celebrato il culto di Demetra e Kore: ancora due donne vittime della prevaricazione e che riescono dalla loro condizione a trarre risorsa. Lungo il percorso i visitatori troveranno spezzoni di filo che al termine uniranno per collegarsi in un cerchio (dividendo i visitatori in due gruppi ciascuno massimo di 10 persone) ed imitare, accennandolo, il movimento intrecciato rappresentato nella lastra del Santuario. Il momento di condivisione ed empatia, prodotti in questa interazione, renderà indelebile il messaggio di solidarietà e di unione che deve comporsi intorno alle donne.
Alle 17, il Centro internazionale Scrittori della Calabria e il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, nella sala conferenze del MArRC promuovono la conferenza “La donna nel teatro greco: né autrice, né attrice, né (forse) spettatrice, ma protagonista”. Introducono la manifestazione il direttore del museo Fabrizio Sudano, e Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Relaziona Paola Radici Colace, già professore ordinario di Filologia Classica, dipartimento di Civiltà antiche e moderne, università di Messina, presidente onorario, direttore scientifico del Cis della Calabria. Le donne del V secolo a. C. vivevano in una condizione di rinuncia e privazione quotidiana. Educate all’inferiorità, esse avevano fatto della sottomissione un’abitudine e un’attitudine. Nei testi letterari, invece, i personaggi femminili rivestono un’enorme importanza, infatti, donne come Elena, Antigone, Medea scatenavano guerre, si mettevano contro i sovrani e si ribellavano ai mariti. Al quesito “quali erano le intenzioni degli autori del teatro a scegliere e proporre prevalentemente storie di donne”? attraverso una serie di analisi lo dimostrerà la relatrice prof. Paola Radici Colace.
Pompei. In occasione della giornata internazionale della donna riaprono le Terme femminili del Foro (gratuito per le donne). Poi aperte tutti i giorni al mattino per piccoli gruppi accompagnati: si possono ammirare affreschi mai visti nel complesso scavato nell’800, grazie a restauro tecnologico con il laser

Dettaglio dell’affresco della vasca del frigidarium delle Terme femminili del Foro di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Terme femminili del Foro di Pompei: ambiente del frigidarium con sedute (foto parco archeologico pompei)
In occasione della giornata internazionale della donna l’ingresso agli scavi di Pompei per le donne è gratuito. Ma l’8 marzo 2024 c’è una sorpresa per tutti i visitatori. Perché proprio a partire dall’8 marzo 2024 apre al pubblico la sezione femminile del complesso delle Terme del Foro, al termine dei lavori di manutenzione e restauro. Le Terme poi saranno aperte al pubblico tutti i giorni dalle 10.30 alle 14 (ultimo ingresso alle 13.30) con ingresso ogni 30 minuti, per gruppi di massimo 15 persone alla volta (alle 11 e alle 13 in inglese). Il costo di accesso, che include un accompagnamento con presentazione degli ambienti, è di 5 euro (in aggiunta al costo di ingresso al sito di Pompei). Gratuito per i bambini al di sotto dei 6 anni e per i possessori dell’abbonamento MyPompeii Card. È consigliata la prenotazione sul sito www.ticketone.it (non è prevista commissione on-line).

Terme femminili del Foro di Pompei: tepidarium (foto parco archeologico pompei)

Terme femminili del Foro di Pompei: pulitura delle pareti col laser (foto parco archeologico pompei)
Da sempre, utilizzate come deposito di materiale archeologico, e quindi occupate da ingombranti scaffalature, le Terme – per la prima volta fruibili dal pubblico – hanno rivelato superfici dipinte, rimaste finora sconosciute a causa di spesse concrezioni che ne obliteravano la policromia già dal momento dello scavo dell’edificio nel 1823-‘24. Grazie al lavoro meticoloso dei restauratori e con l’aiuto di uno strumento laser di ultima generazione, è stato possibile rimuovere le concrezioni e scoprire la bellezza della decorazione del primo ambiente, quasi come se fosse una nuova scoperta.

Terme femminili del Foro di Pompei: graffito con gallinella (foto parco archeologico pompei)
Al di sotto di uno spesso strato di calcare era celata buona parte della decorazione di IV stile, caratterizzata dall’alternanza di pannelli colorati, e al di sopra della piccola vasca, dipinta di color verde acqua, si nascondeva una splendida decorazione con elementi vegetali e uccelli su fondo giallo, una vera “scoperta” ottenuta tramite l’impiego della tecnologia laser (vedi Pompei Terme femminili – Restauro con il laser (youtube.com)). La decorazione vegetale ricorre anche nella struttura di sostegno del bacile, mentre numerosissimi graffiti diffusi sulle pareti – navi ricche di dettagli, scritte di vario genere e finanche un disegno fallico – ci raccontano la vita di chi fruiva delle terme.

Terme femminili del Foro di Pompei: una fase dei delicati restauri (foto parco archeologico pompei)
L’intervento di restauro ha comportato l’esecuzione di diffuse opere di protezione dai fattori di degrado, il rifacimento dei manti di copertura – dimensionati in modo da resistere anche a eventi meteorologici di notevole intensità, e la sarcitura delle lesioni, che compongono un complesso quadro fessurativo, in buona parte testimonianza degli accadimenti subiti dal monumento nelle diverse fasi antiche – il sisma del 62 d.C., l’eruzione del 79 d.C.

Terme femminili del Foro di Pompei: calidarium. base del labrum (foto parco archeologico pompei)
Le Terme del Foro si trovano alle spalle del Tempio di Giove e risalgono agli anni immediatamente successivi la deduzione della colonia di veterani da parte del generale Silla (80 a.C.). Un’iscrizione trovata vicino all’ingresso, oggi conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (CIL X 819), ricorda che la costruzione avvenne su deliberazione dei decurioni e con fondi pubblici. Parte femminile e parte maschile disponevano di ingressi separati. La parte femminile, più piccola di quella maschile, era in ristrutturazione al momento dell’eruzione. Il settore termale, sviluppato per circa 410 mq, occupa l’angolo nord-occidentale dell’isolato nel quale si inscrive con una pianta necessariamente irregolare determinata dall’andamento divergente della via delle Terme, a Nord, e del vicolo delle Terme, a Ovest.
Torre Annunziata (Na). Per la giornata internazionale della donna, a Oplontis visite tematiche “Nella Villa di Poppea, tra Donne Ninfe e Dee”
Nell’ambito della Giornata Internazionale della Donna, alla Villa di Poppea ad Oplontis si svolgeranno visite tematiche “Nella Villa di Poppea tra Donne Ninfe e Dee” a cura dell’Archeoclub di Torre Annunziata, con mostra di oggetti relativi alla cosmesi e alla bellezza femminile, a cura del Gruppo Storico Oplontino. Le visite si terranno alle 9.30, 10.30, 11.30. Ingresso gratuito alle donne.
Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del IV Quaderno dell’associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia “Scienza e tecnologia per la conservazione delle tombe dipinte di Tarquinia” a cura di Adele Cecchini e Chiara Scioscia Santoro
Giovedì 7 marzo 2024, alle 16.30, in Curia Iulia il parco archeologico del Colosseo propone la presentazione del IV Quaderno dell’associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia “Scienza e tecnologia per la conservazione delle tombe dipinte di Tarquinia” a cura di Adele Cecchini e Chiara Scioscia Santoro, edito da ETS. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Claudio Seccaroni, ENEA ROMA. Saranno presenti le curatrici. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite → https://7marzo_tombetarquinia.eventbrite.it/. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. L’associazione Amici delle Tombe dipinte di Tarquinia nasce nel 2012 con lo scopo di cooperare con l’Ente pubblico preposto alla tutela del sito archeologico di Tarquinia nel difficile compito della salvaguardia e conservazione delle tombe dipinte. Con la pubblicazione della collana “Larth”, Quaderni dell’Associazione, si intende appunto svolgere attività di divulgazione sulle tombe dipinte, al fine di contribuire fattivamente alla loro, manutenzione, conservazione, restauro e valorizzazione. Il Quarto Quaderno affronta proprio i rilevanti problemi legati alla conservazione di questo importantissimo patrimonio. Ogni contributo analizza un aspetto specifico delle problematiche che affliggono gli ipogei dipinti di Tarquinia valutandone le cause e proponendo alcune soluzioni.
Liverpool (GB). Conferenza, in presenza e on line, di Susanne Töpfer, curatore del museo Egizio di Torino, su “La Collezione dei Papiri di Torino – Progetti di ricerca passati, presenti e futuri sui papiri di Deir el Medina”
La Collezione papirologica del museo Egizio di Torino protagonista all’università di Liverpool (GB) nella conferenza “La Collezione dei Papiri di Torino – Progetti di ricerca passati presenti e futuri sui papiri di Deir el Medina” di Susanne Töpfer, curatore del museo Egizio di Torino per la collezione papirologica. Incontro giovedì 7 marzo 2024, alle 17 (in Italia alle 18), in presenza all’università di Liverpool (per iscriversi https://forms.office.com/e/wXU2PEC6aQ), e on line su Zoom Meeting
https://liverpool-ac-uk.zoom.us/j/94386885466?pwd=bERUcTRxUFdoSnJrQXJIZ1JDdjVLZz09.

Una pagina della nuova piattaforma online Tpop Turin Papyrus Online Platform per l’accesso alla collezione papirologica del museo Egizio di Torino n(foto museo Egizio Torino)
Il museo Egizio di Torino conserva una delle collezioni di papiri più significative al mondo. La Collezione Papiro comprende quasi 700 manoscritti interi o ricomposti e oltre 20.000 frammenti di papiro; documentando oltre 3.000 anni di cultura materiale scritta in sette scritture e otto lingue. La stragrande maggioranza dei manoscritti papiracei conservati al museo Egizio risalgono al periodo ramesside e con molta probabilità provengono dall’insediamento di Deir el-Medina, che ospitava le famiglie degli operai che costruirono le tombe reali. I papiri appartenevano probabilmente a membri dell’amministrazione della necropoli reale. La conferenza si compone di due parti: nella prima parte si concentrerà sulle ricerche effettuate su quel materiale negli ultimi 200 anni, da quando i primi documenti giunsero a Torino nel 1824. Nella seconda parte verranno presentati i progetti di ricerca in corso e in programma, sottolineando l’uso e il contenuto della “Turin Papyrus Online Platform (TPOP)”, un archivio ad accesso aperto che consente alla comunità di esperti con sede in diverse località europee di fornire dati. Inoltre, nella parte frontale, si adatta alle esigenze dei diversi utenti, dal profano interessato al filologo e papirologo altamente specializzato.
Venerdì 8 marzo 2024, per la Giornata internazionale della donna con ingresso gratuito alle donne, al museo Archeologico nazionale di Firenze le visite tematiche “Specchio, specchio delle mie brame”: il direttore e le curatrici accompagneranno personalmente il pubblico nelle sale e nelle sezioni del museo alla scoperta della magia, della bellezza e del mondo femminile dall’Egitto all’Etruria attraverso alcune delle opere meno note e dei loro dettagli nascosti. Non è necessaria la prenotazione. Alle 10, Mario Iozzo: “Il riflesso di Atena”; 10.45, Barbara Arbeid: “Una danza di sguardi: gli specchi fra divinazione e mondo femminile”; 11.30, Anna Consonni: “Colei che guardava il suo riflesso nell’acqua, ora possiede uno specchio: i molti significati dello specchio nell’Antico Egitto”; 12.15, Claudia Noferi; “Bellezza eterna: riflessi di donne sui monumenti funerari etruschi”.
Il 7 marzo 2024 nella sala conferenze dei Musei Vaticani, alle 15, si terrà la tavola rotonda con discussione conclusiva del convegno “Χάσμα. Il trattamento della lacuna: principi, metodologie del restauro e attualità della teoria di Cesare Brandi”. Il direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta, insieme ai componenti del Comitato organizzativo Alessandro D’Alessio, Carolina Gaetani, Alessandro Lugari e Tiziana Sòrgoni, introdurranno e animeranno l’incontro. La discussione sarà trasmessa in diretta streaming sul
Commenti recenti