Paestum. “Diari di Archeologia”: nel sesto episodio l’archeologo del parco Francesco Uliano Scelza ci porta a scoprire la galleria ferroviaria 60 metri sotto l’area archeologica di Velia, trasformata in deposito, e presto accessibile al pubblico con un ascensore dall’acropoli

La galleria deposito di Velia, galleria ferroviaria ottocentesca in disuso, 60 metri sotto l’area archeologica (foto pa-paeve)
Dopo aver seguito lo scavo del Tempietto dorico di Paestum con Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia, aver partecipato con Teresa Marino, funzionario archeologo del parco, al sopralluogo effettuato con l’Opificio delle Pietre Dure alla Tomba del Sequestro della Finanza, essere andati alla scoperta della sezione “Oltre il museo” nei depositi del museo di Paestum con Manuel Crisci assistente alla fruizione, aver visitato a Velia la mostra “Elea: la Rinascita” col funzionario archeologo del Parco, Francesco Uliano Scelza, essere entrati nel vivo dei progetti di monitoraggio dei templi insieme al direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo e al funzionario architetto Antonella Manzo (vedi Paestum. “Diari di Archeologia”: nel quinto episodio il direttore Tiziana D’Angelo con il funzionario architetto Antonella Manzo ci porta nel vivo dei progetti di monitoraggio dei templi | archeologiavocidalpassato), nel sesto episodio della rubrica “Diari di archeologia”, accompagnati dal funzionario archeologo del parco, Francesco Uliano Scelza, ci addentriamo nella galleria ferroviaria ottocentesca, che si trova a sessanta metri sotto l’acropoli di Velia, attualmente in disuso, che è stata trasformata in deposito per custodire una parte cospicua dei reperti rinvenuti nella città antica. Questo spazio è interessato da un ambizioso progetto di riqualificazione che lo trasformerà in un deposito completamente accessibile a tutti i visitatori, prevedendo anche la realizzazione di un ascensore di collegamento tra acropoli e galleria sottostante.
“Siamo a Velia in un posto unico”, spiega Scelza, “siamo all’interno del deposito della città antica realizzato qualche decennio fa all’interno di questa galleria ferroviaria, ora in disuso. Qui è condensata la storia che al di fuori in superficie è rappresentata dai monumenti. Il parco archeologico di Paestum e Velia ha deciso di riqualificare questo luogo ma non solo, anche per dare un giusto valore a questo straordinario reperto manufatto che è la galleria di Velia che è esso stesso un bene culturale.

Veduta panoramica della Torre di Velia nell’area archeologica (foto pa-paeve)
“La galleria – continua l’archeologo – contiene diverse migliaia di cassette, più di 10mila, con reperti di ogni genere ma anche reperti che non è stato possibile incassettare, come a esempio le anfore che sono rinvenimenti sottomarini di antichi relitti o anche epigrafi e sculture che provengono dagli scavi della città meridionale, vale a dire la città che ospitava le insule e le residenze, gli edifici pubblici. Il progetto di riqualificazione della galleria ha tre grandi e principali finalità. La prima, la più ovvia, la più immediata, di tutela: dobbiamo garantire a tutti i reperti di Velia conservazione. La seconda, dobbiamo tentare di rendere questo patrimonio non isolato; dobbiamo rendere quindi il più possibile fruibile, accessibile, percorribile questo ambito. Terza grande finalità è quella di dare un grosso contributo all’accessibilità e alla conoscenza di Velia. Per questa ragione – conclude – noi abbiamo considerato l’ipotesi di costruire, a partire una galleria, un ascensore che può raggiungere direttamente l’acropoli. Si tratta di progettare un nuovo accesso alla città e un nuovo tipo di accessibilità. È l’occasione dunque per impostare delle fondamenta di quello che noi chiamiamo il sistema Museo di Velia, costituito appunto dal deposito, dai percorsi che intersecheranno l’area archeologica con spazi espositivi all’aperto, e dal museo vero e proprio che sarà costruito all’esterno”.
Palermo. Al Complesso Monumentale dello Steri la Fondazione Sebastiano Tusa presenta l’ultimo numero di Sicilia Archeologica (114/23) edito da L’Erma di Bretschneider nella Giornata dei Beni culturali siciliani

Fabio Martini, Valeria Li Vigni Tusa, Massimo Cultraro e Assia Kysnu Ingoglia alla presentazione della rivista Sicilia Archeologica a Spazio Libri di TourismA 2024 (foto graziano tavan)
Dopo l’anteprima a Firenze a Tourisma 2024, nella sezione Spazio Libri a cura di Massimo Cultraro (vedi Firenze. A Spazio Libri di TourismA 2024 presentato il numero 114 della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa | archeologiavocidalpassato), è arrivato il momento di presentare il nuovo numero della rivista Sicilia Archeologica, il 114/2023, in casa, a Palermo. E la fondazione Sebastiano Tusa che cura la rivista, portata avanti e sviluppata proprio da Sebastiano Tusa, edita da L’Erma di Bretschneider, ha scelto ancora una volta per la presentazione ufficiale il 10 marzo, cioè l’anniversario della tragica scomparsa dell’archeologo e assessore regionale ai Beni culturali, giorno nel quale la Regione Siciliana ha deciso di commemorare Sebastiano Tusa istituendo la Giornata dei Beni culturali siciliani (vedi 10 marzo, giornata dei Beni culturali siciliani: ingresso gratuito a tutti i luoghi regionali della cultura per onorare il ricordo di Sebastiano Tusa, il grande archeologo e assessore ai Beni culturali, nell’anniversario della sua tragica scomparsa. Ecco qualche idea da non perdere | archeologiavocidalpassato).

Copertina del numero 114 (2023) della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa
Appuntamento dunque domenica 10 marzo 2024, alle 17, nell’aula magna del Complesso Monumentale dello Steri a Palermo, in piazza Marina 61. Aprono i saluti di Massimo Midiri, rettore dell’università di Palermo; Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Roberto Lagalla, sindaco di Palermo; Mario La Rocca, dirigente generale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; p. Sergio M. Catalano op, priore del convento di San Domenico di Palermo. Introduce Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa e direttore di Sicilia Archeologica. Modera Massimo Cultraro, Ispc-Cnr, comitato scientifico Sicilia Archeologica. Intervengono Oscar Belvedere, università di Palermo, comitato scientifico Sicilia Archeologica; Vito Zarzana, ispettore onorario per i Beni culturali, vice direttore Sicilia Archeologica; Assia Kysnu Ingoglia, università di Roma Tor Vergata, redazione Sicilia Archeologica; Roberto Marcucci, editore L’Erma di Bretschneider.
10 marzo, giornata dei Beni culturali siciliani: ingresso gratuito a tutti i luoghi regionali della cultura per onorare il ricordo di Sebastiano Tusa, il grande archeologo e assessore ai Beni culturali, nell’anniversario della sua tragica scomparsa. Ecco qualche idea da non perdere
A cinque anni dalla prematura scomparsa di Sebastiano Tusa, la Regione Siciliana si prepara a onorare il ricordo del grande archeologo e assessore ai Beni culturali attraverso un’intera giornata dedicata al suo straordinario contributo al patrimonio archeologico e artistico. In occasione della commemorazione, che avrà luogo domenica 10 marzo 2024, tutti i luoghi della cultura apriranno gratuitamente le loro porte e offriranno varie iniziative per celebrare la memoria di questo illustre studioso siciliano, tragicamente scomparso in un incidente aereo in Etiopia il 10 marzo 2019 (vedi Archeologia in lutto. Nel disastro aereo del Boing 737 precipitato in Etiopia è morto l’archeologo Sebastiano Tusa: siciliano doc, docente di paletnologia e archeologia marina, ha creato la soprintendenza del Mare. A Malindi con l’Unesco doveva promuovere ricerche subacquee nell’oceano Indiano | archeologiavocidalpassato). Le attività programmate includono visite guidate, conferenze, mostre e altre iniziative finalizzate a promuovere la cultura e la storia, ideali a cui Sebastiano Tusa ha dedicato la sua vita e la sua carriera. Per conoscere le iniziative e i luoghi che aderiscono, è possibile consultare la sezione Eventi e News del portale regionale Sicilia Archeologica (https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/) oppure le pagine web delle singole istituzioni culturali.

Sebastiano Tusa, 66 anni, archeologo subacqueo di fama internazionale, soprintendente del Mare, assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, morto nel disastro aereo dell’Ethiopian Air LInes il 10 marzo 2019 (foto regione siciliana)
Il presidente della Regione, Renato Schifani, afferma: “Per la Sicilia è un dovere morale celebrare la figura di Sebastiano Tusa. Altrettanto doveroso è dare l’opportunità a quanti più cittadini possibile di poter ammirare, con giornate come quella del 10 marzo, l’inestimabile tesoro culturale che lui stesso ha contribuito a riportare alla luce e a valorizzare. Invitiamo tutti quanti a cogliere quest’occasione per apprezzare un patrimonio storico-artistico che appartiene alla Sicilia e al mondo intero”. L’assessore ai Beni Culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, sottolinea l’importanza dell’evento: “Questo evento speciale offre a tutti l’opportunità di riflettere sull’importanza della conservazione del patrimonio culturale e di onorare la memoria di una figura così influente nel campo dell’archeologia e della valorizzazione dei beni culturali”.
PARCO ARCHEOLOGICO DELLA VALLE DEI TEMPLI. Nella Valle dei Templi, alle 10 e alle 11.15, sono previste visite didattiche ai percorsi sotterranei e alle catacombe dei primi cristiani. Alle 12.15, all’agorà del Giardino sensoriale, è in programma “Itinerari Siciliani”, concerto di Eleonora Tabbì (voce) e Mauro Cottone (violoncello) su musiche originali e di autori siciliani. Al museo archeologico regionale “Pietro Griffo” del capoluogo, alle 19, è prevista una visita didattica a cura degli archeologi di CoopCulture. Successivamente, alle 20, si terrà in sala Cavallari il concerto “Prima dei greci” con composizioni originali e standard jazz del pianista Roberto Macrì. Necessaria la prenotazione. Nell’area archeologica di Eraclea Minoa alle 10.30 i bambini tra i 4 e i 10 anni saranno protagonisti di “FacciaNatura”, laboratorio dedicato a come realizzare un mini orto fai da te.
PARCO ARCHEOLOGICO DI GELA. Al parco archeologico di Gela, dalle 9 alle 17, ingresso gratuito al sito di Molino a Vento e alle mura timoleontee. Stessa iniziativa, dalle 9 alle 14, nel complesso minerario di Trabia Tallarita.
PARCO ARCHEOLOGICO DI TINDARI. Al parco archeologico di Tindari, dalle 9 alle 15, l’iniziativa “Alla scoperta dei siti archeologici di Tindari e di Patti Marina” proporrà visite guidate con personale specializzato.
PARCO ARCHEOLOGICO DI NAXOS E TAORMINA. Dalle 9 alle 17 ingresso gratuito al Teatro Antico di Taormina e al Museo e area archeologica di Naxos. Alle 17 al museo di Naxos Il parco archeologico Naxos di Taormina organizza l’incontro pubblico “Il Castello di Schisò: da roccaforte a museo, mille storie da scoprire” per illustrare i lavori di recupero, restauro e rifunzionalizzazione della fortezza diventerà il futuro polo museale di Giardini Naxos. Interverranno la direttrice Gabriella Tigano (archeologa) e l’architetto Arturo Alberti. Gabriella Tigano, inquadrerà il complesso architettonico sotto il profilo storico e archeologico sulle tracce dei documenti d’archivio e dei recenti rinvenimenti della campagna di scavo avviata nella primavera del 2021 insieme al primo intervento di restauro dei tetti e messa in sicurezza. A seguire il direttore dei lavori, Arturo Alberti, architetto con una lunga esperienza nel restauro di monumenti architettonici, riferirà al pubblico sui primi risultati dei lavori di questi due anni che partivano dalla necessaria conoscenza dei luoghi: un’operazione di indagine e recupero della memoria di uno spazio che fino alla metà del secolo scorso, insieme all’edificio storico e alla cappella annessa, include anche uno storico stabilimento per la lavorazione e il commercio degli agrumi e che adesso si configura come un esempio di archeologia industriale. Il Castello di Schisò è stato acquistato dal Parco Naxos Taormina nel 2018 e da allora fa parte dei beni della Regione Siciliana.
PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE. A Selinunte visite guidate tematiche, alle 11.45 e alle 12. Previsto alle 10.30 anche un laboratorio per bambini che, partendo dal racconto di Demetra e Kore, celebrerà l’arrivo della primavera con la realizzazione di tanti coloratissimi fiori di carta.
PARCO ARCHEOLOGICO DI SEGESTA. Anche al parco archeologico di Segesta sono previste visite guidate: alle 11 partirà un percorso tematico che si snoderà attraverso il teatro, l’agorà, il tempio dorico e la zona della moschea. Per i bambini, alle 10.30, oltre a una visita delle installazioni della mostra “Elyma” di Gandolfo Gabriele David, è previsto un laboratorio sui pani votivi di San Giuseppe. Dopo il devastante incendio del luglio 2023, la Natura sta facendo il suo corso e l’erba e le piante sono rinate. Salendo verso il Tempio si entra in simbiosi con la mostra e la Natura che rinasce. Una scultura-altare a gradoni, quasi un’ara votiva di grande impatto, che accompagna l’ascesa verso l’ultimo livello, all’interno del Tempio, dove sta spuntando il grano antico seminato dai bambini della 2B dell’I.C. Vivona di Calatafimi-Segesta. Un’azione performativa e rito collettivo, condiviso con la comunità locale, che ha visto nel ciclo del grano la resilienza della vita di fronte alle avversità, la natura che supera le fiamme.
PARCO ARCHEOLOGICO DI LILIBEO – MARSALA. Al parco archeologico Lilibeo di Marsala l’iniziativa “Alla scoperta dei tesori” proporrà dalle 10.30 alle 12.30 visite guidate per conoscere il patrimonio meno conosciuto, ma non per questo meno importante, custodito nei ricchi depositi del museo: “Il Museo Segreto”, visite ai giacimenti culturali nei depositi del Parco archeologico di Lilibeo- Marsala. Presentazione a cura di Maria Grazia Griffo, archeologa del Parco; visite guidate a cura di Giovanni Polizzi, ricercatore UNIPA – “S.A.M.O.T.H.R.A.C.E.” SiciliAnMicroNanOTech Research And innovationCEnter. Gli apparati decorativi delle case di Lilibeo (atrio depositi): Maria Elena Barbera, Mauro Gandolfo, archeologi. Il lavoro di inventariazione dei giacimenti culturali: materiali inediti dalle necropoli e l’abitato di Lilibeo (deposito n.7). Le visite saranno riservate a gruppi di 30 persone, suddivise in sottogruppi di 15 per ciascuno degli spazi dedicati, ad intervalli di 20 minuti.
MUSEO REGIONALE “AGOSTINO PEPOLI” DI TRAPANI. Alle 10.30 l’evento “Venus Erycina” con la presentazione e l’esposizione della moneta raffigurante il tempio di Venere a cura di Paolo Barrese.
PALERMO. Il museo Archeologico regionale “Antonino Solinas” e il museo d’Arte contemporanea RISO avviano un dialogo comune a partire dalle rispettive collezioni con una doppia esposizione unica “Inserimenti a confronto. Accardi / Antiche pietre inscritte”. Si tratterà di uno scambio temporaneo: un’iscrizione funeraria della metà del V secolo a.C. lascerà le teche del Salinas per il Riso e, viceversa, l’opera “Rosso Verde” del 1967 di Carla Accardi, della collezione contemporanea, arriverà al museo archeologico, creando un ponte culturale attraverso i millenni. Al Salinas, l’arte di Carla Accardi entra in dialogo con reperti storici, creando una fusione che supera i confini temporali. La pittura si fa dialogo, il segno diventa ponte tra le ere, in un’esposizione che riscopre il nostro patrimonio culturale. L’esposizione sarà aperta fino al 14 aprile 2024, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare l’evoluzione dell’espressione artistica – dal gesto pittorico primordiale di Accardi alla narrazione epigrafica dell’antica Selinunte.
Isernia. Dopo Sassari, approda al museo Archeologico di Santa Maria delle Monache la mostra “La forma dell’oro: storie di gioielli dall’Italia antica” a cura di Massimo Osanna e Luana Toniolo: 400 oggetti raccontano le produzioni ornamentali dell’Italia peninsulare e della Sardegna, dalla Preistoria all’Alto Medioevo. Il primo evento del Sistema museale nazionale

Locandina della mostra “La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica” al museo Archeologico di Santa Maria delle Monache a Isernia dall’8 marzo all’8 settembre 2024
“La forma dell’oro: storie di gioielli dall’Italia antica” a cura di Massimo Osanna e Luana Toniolo sbarca in Molise. Dopo essere stata per sette mesi al museo “G.A. Sanna “di Sassari (dal 28 giugno 2023 al 7 gennaio 2024, la mostra arriva ora in Molise dove rimarrà fine a settembre 2024 per poi riprendere a girare il sud Italia. In Molise la mostra è allestita e ospitata, a cura del parco archeologico di Sepino – direzione regionale Musei Molise, al museo Archeologico di Santa Maria delle Monache, in corso Marcelli 42 a Isernia, dove si è tenuta l’inaugurazione venerdì 8 marzo 2024, alle 16.30, con i saluti di Pietro Castrataro, sindaco di Isernia, e l’introduzione di Enrico Rinaldi, direttore regionale Musei Molise, l’intervento di Davide Delfino, della drm-Molise, e le conclusioni di Roberto Vannata, della direzione generale Musei – sistema museale nazionale. La mostra, visitabile negli orari di apertura del museo, rimarrà allestita fino all’ 8 settembre 2024.

Uno dei gioielli esposti nella mostra “La forma dell’oro” al museo Archeologico di Santa Maria delle Monache a Isernia (foto drm-molise)
Nata da un’iniziativa della direzione generale Musei del ministero della Cultura (vedi Sassari. Parte dal museo nazionale Archeologico ed Etnografico “Giovanni Antonio Sanna” con la mostra “La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica” il primo evento del Sistema museale nazionale: 400 oggetti raccontano le produzioni ornamentali dell’Italia peninsulare e della Sardegna, dalla Preistoria all’Alto Medioevo | archeologiavocidalpassato), la mostra “La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’ Italia antica” coinvolge le direzioni regionali Musei di Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia e Sardegna e il parco archeologico di Pompei, raccontando la storia del gioiello nell’Italia dalla preistoria al medioevo. Centinaia di opere in prestito mettono in rete, per la prima volta con una mostra, i musei nazionali italiani, nell’ambito del Sistema Museale Nazionale.
Sassoferrato (An). A Palazzo Oliva l’incontro “Le donne nel mondo etrusco” promosso dal Gruppo archeologico appennino umbro marchigiano (Gaaum) con Mirella Cuppoletti e Maria Angela Turchetti
La donna etrusca, nota nelle fonti antiche per la sua libertà, bellezza, disinvoltura e spregiudicatezza, ben si presta ad entrare nel merito di tematiche, l’Archeologia di genere e la complementarietà e parità di ruoli all’interno di una società, di estremo interesse e scottante attualità. Appuntamento sabato 9 marzo 2024, alle 16, a Sassoferrato (An), nella sala convegni di Palazzo Oliva, per l’incontro “Le donne nel mondo etrusco” promosso dal Gruppo archeologico appennino umbro marchigiano (Gaaum). Introduzione di Mirella Cuppoletti (presidente GAAUM): “Due reperti sentinati al femminile”, intervento di Maria Angela Turchetti (etruscologa funzionario archeologico MiC): “Veilia, Thana, Larthia e le altre: donne etrusche e civiltà”. Ingresso libero. Attraverso fonti latine e greche, documentazione epigrafica e iconografica, materiali rinvenuti negli scavi, il Gaaum propone una molteplicità di tematiche e sfaccettature per raccontare sinteticamente la donna etrusca e illustrare, tra i tanti, alcuni casi significativi, Veilia, Thana o Larthia, che ci consentono di riflettere su funzioni e ruoli, scelte di vita e convenzioni sociali, uguaglianze e differenze, che rendono il mondo etrusco declinato al femminile una pregnante testimonianza di civiltà.
Verona. “Da Gavia Maxima a Isolina: ritratti di donne che hanno fatto la storia di Verona”: con Archeonaute passeggiata-visita guidata per le vie del centro attraverso monumenti, epigrafi antiche e toponimi, in occasione della giornata internazionale della donna. Prenotazione obbligatoria

Verona: l’epigrafe che ricorda Apicia, una delle tappe della passeggiata proposta da Archeonaute (foto archeonaute)

Verona: l’epigrafe che ricorda Carlotta Aschieri, una delle tappe della passeggiata proposta da Archeonaute (foto archeonaute)
“Da Gavia Maxima a Isolina: ritratti di donne che hanno fatto la storia di Verona”: sabato 9 marzo 2024, alle 11.30, in occasione della giornata internazionale della donna, l’associazione Archeonaute propone una visita guidata per le vie del centro storico dedicata a delineare il profilo di alcune donne che le fonti ci hanno tramandato come esempi di emancipazione femminile o, al contrario, come protagoniste di storie di violenza e sopruso. L’iniziativa vuole essere l’occasione per ripensare la storia come un racconto vivo ed estremamente attuale, preziosa occasione di riflessione sul ruolo delle donne nella nostra società. Attraverso monumenti, epigrafi antiche e toponimi scopriremo, in un percorso inedito, i ritratti di Gavia Maxima, Claudia Marcellina, Apicia, Bernardina Ferrarese, Silvia Curtoni Verza, Isolina Canuti e altre. Francesca Amaro, archeologa e guida autorizzata, accompagnerà i partecipanti alla scoperta della storia di Verona attraverso gli occhi e le storie di queste donne straordinarie. Ritrovo sotto il leone di piazza delle Erbe. La passeggiata dura circa 1 ora e 30 minuti; costo: 13 euro. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria: associazione Archeonaute Onlus, 3472213090 – 3477696088, archeonaute@gmail.com.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia Valeria de Scarpis ci porta “Sulla rotta di Spina”, terzo appuntamento di marzo con gli itinerari guidati alla mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”

Hydria Ricci (530 a.C.), scoperta nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri, e conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: dettaglio con il rito di sacrificio nei confronti di una divinità, probabilmente Dioniso (foto etru)
Per il ciclo di visite guidate “Sulla Rotta di Spina”, appuntamento sabato 9 marzo 2024, alle 11.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Valeria de Scarpis condurrà i visitatori a scoprire i rapporti con il mondo greco di Spina, città etrusca perduta negli echi del mito e ritrovata 100 anni fa nel Delta del Po, descritta nella mostra “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. Visita guidata compresa nel costo del biglietto su prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi all’accoglienza salvo disponibilità. Tra le tante opere i visitatori incontreranno l’Hydria Ricci (530 a.C.), rivenuta nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri, che presenta una parte di un complesso rito di sacrificio nei confronti di una divinità, probabilmente Dioniso: questo vaso, realizzato da un artista ionico trasferitosi in Etruria, testimonia il rapporto con il mondo greco.
Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” presentazione del libro “Ladri di antichità” a cura di Simona Modeo e Serena Raffiotta, e visita guidata speciale ai nuovi scavi della Villa degli Anicii e nella Basilica di S. Stefano
Tornano gli “Incontri di Archeologia” alle Tombe della Via Latina, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valeri. Appuntamento sabato 9 marzo 2024, alle 10, in via dell’Arco di Travertino 151. Attività gratuita su prenotazione scrivendo a pa-appia.tombelatine@cultura.gov.it. Questa volta si affronterà il tema del traffico illegale del patrimonio culturale con la presentazione del libro “Ladri di antichità” a cura di Simona Modeo e Serena Raffiotta (ed. Lussografica, 2020). Dopo i saluti del direttore Simone Quilici e del responsabile del sito Santino Alessandro Cugno, interverranno le curatrici, Simona Modeo e Serena Raffiotta, in dialogo con Fabio Isman, giornalista e scrittore, e Serena Epifani, archeologa e giornalista. A seguire, i partecipanti potranno effettuare una visita guidata speciale ai nuovi scavi della Villa degli Anicii e nella Basilica di S. Stefano.

Copertina del libro “Ladri di antichità” a cura di Simona Modeo e Serena Raffiotta
Ladri di antichità. Il volume raccoglie i contributi di archeologi, studiosi, giornalisti e rappresentanti delle Istituzioni che, a vario titolo, in passato e di recente, hanno operato al fine di contrastare il traffico clandestino di testimonianze culturali, rubate o scavate illecitamente per arricchire musei e collezioni private di tutto il mondo. In questo contesto, si vuole focalizzare l’attenzione sui danni gravi e irreparabili causati dall’azione devastante dei tombaroli e dei trafficanti di antichità. Contrastare questo fenomeno, che da secoli danneggia la nostra ricchissima terra, equivale a salvaguardare in eterno la nostra storia e le nostre radici.
Aquileia. Al museo Archeologico nazionale nella giornata della donna “Corrispondenze. Antico contemporaneo”: dialogo tra pubblico, una storica dell’arte e un’archeologa
In occasione della Festa internazionale della donna, venerdì 8 marzo 2024, archeologia e arte contemporanea si incontrano al museo Archeologico nazionale di Aquileia in un dialogo che coinvolge il pubblico, una storica dell’arte e un’archeologa. Appuntamento alle 17.15 con una nuova edizione di “Corrispondenze. Antico contemporaneo”. Si parlerà di arte, colori, storia, stile e, naturalmente, di donne: come sono state rappresentate e cosa hanno rappresentato. Ingresso gratuito per le donne, prenotazione consigliata (mail. museoaquileiaeventi@cultura.gov.it / tel. 0431 91016). Il percorso – dialogo è curato da Giulia Guaran, storica dell’arte: l’obiettivo è quello di ricucire connessioni e indagare differenze tra opere distanti secoli, mettendo a confronto arte e avanguardie del Novecento con le tecniche e i significati del mondo antico.
Verona. Al Teatro Fucina Culturale Machiavelli un 8 marzo speciale con l’incontro con la storica Galatea Vaglio su “Donne di potere: Teodora, i goti e i bizantini” per la rassegna “Biblioteca Umana”
In occasione della giornata internazionale della donna, venerdì 8 marzo 2024, alle 19.30, al Teatro Fucina Culturale Machiavelli, in via Madonna del Terraglio 10 a Verona, per la rassegna “Biblioteca Umana”, la conferenza “Donne di potere: Teodora, i goti e i bizantini”, incontro con la storica Mariangela Galatea Vaglio su Teodora, una donna dalla vita straordinaria, che dai bassi fondi è arrivata al trono. A fine incontro sarà possibile acquistare il libro di Galatea “Teodora e i demoni del potere” grazie alla collaborazione con la Libreria Pagina 12. Ingresso a offerta responsabile. Galatea Vaglio, laureata in lettere classiche a Ca’ Foscari e con un dottorato di ricerca in Storia antica alla Sapienza di Roma, da vent’anni si occupa di divulgazione storica e ha scritto diversi libri, fra cui i due romanzi della saga di Bisanzio “Teodora i demoni del potere” (Piemme) e “Teodora la figlia del Circo” (Sonzogno) e i saggi “Cesare, l’uomo che ha reso grande Roma” e “I lupi di Roma” (Giunti), “L’italiano è bello” (Sonzogno), “Didone per esempio” e “Socrate per esempio” (Castelvecchi).

La copertina del libro “Teodora. I demoni del potere” di Mariangela Galatea Vaglio
Teodora. I demoni del potere (Piemme). Mariangela Galatea Vaglio ci regala il ritratto di una donna unica, dalla vita straordinaria, trasmettendoci, attraverso un lavoro documentatissimo e una prosa trascinante, la sua grandezza. Costantinopoli, 524 d.C. È stata la spogliarellista più famosa di Costantinopoli, ora vuole il trono. Teodora ha sempre saputo di essere destinata a grandi cose. Ex attrice di infimo rango, cresciuta al circo e adorata dal pubblico per i suoi spettacoli senza veli, è riuscita a farsi nominare patrizia e ora è la concubina di Giustiniano, il nipote dell’imperatore Giustino e il ministro più potente dell’impero romano d’Oriente. Ma la corte le è contro: tutti sognano per Giustiniano una moglie davvero nobile e dal passato meno imbarazzante. E anche lo scenario internazionale non le è favorevole: la crisi del regno di Teodorico in Italia sconvolge l’intero Mediterraneo e scatena in Giustiniano la voglia di riportare sotto il controllo di Costantinopoli l’Occidente, anche attraverso un matrimonio di convenienza con una principessa gota. Ma Teodora non è nata per rinunciare: è indomita e scaltra, e non permetterà a nessuno di portarle via l’uomo che ama e lo status sociale che ha raggiunto. Quindi a testa alta, al fianco di Giustiniano, dimostrando il carattere di una vera imperatrice, attraversa sommosse popolari, crisi diplomatiche e intrighi di corte: sa quando tacere, quando parlare, e quando imbracciare le armi. Il suo sodalizio con Giustiniano diviene indissolubile e consentirà a entrambi di esercitare il potere assoluto sul mondo. Uniti, a dispetto di tutto e di tutti.
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