Locri (RC). Per la rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie presentazione del libro “La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna” (Iiriti Editore) a cura di Francesca Martorano (università Mediterranea di Reggio Calabria) ed Elena Trunfio (direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri)

locri-epizefiri_archeologico_un-caffè-storicamente-corretto_la-feudalità-in-calabria-potere-e-fortificazioni-nell-età-normanna_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri siamo arrivati all’appuntamento di marzo con “Un caffè…storicamente corretto”, il ciclo del giovedì promosso dal parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone. Alle 17.30, presentazione del libro “La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna” (Iiriti Editore) a cura di Francesca Martorano (università Mediterranea di Reggio Calabria) ed Elena Trunfio (direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri), che porterà a scoprire uno dei più interessanti periodi della storia calabrese. Ingresso gratuito, senza prenotazione. Dopo i saluti di Giuseppe Monteleone, sindaco di Sant’Ilario dello Ionio, introduce Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi storici “Le Calabrie”. Intervengono le curatrici Francesca Martorano (università Mediterranea di Reggio Calabria) ed Elena Trunfio (direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri). “Sono emozionata di presentare a Locri Epizefiri questo libro al quale abbiamo dedicato tempo e passione”, scrive Elena Trunfio. “Vi parleremo del Medioevo calabrese e di quei “maledetti Normanni” attraverso le fonti storiche, le testimonianze materiali, con inoltre alcuni spunti per la valorizzazione del patrimonio fortificato. Ringrazio ancora tutti i colleghi che hanno contribuito al volume”.

libro-la-feudalità-in-calabria-potere-e-fortificazioni-nell-età-normanna_copertina

Copertina del libro “La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna” (Iiriti Editore)

La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna (Iiriti Editore). “Siamo tornati nel Medioevo!” è un’affermazione che, a più riprese, viene utilizzata dalla società contemporanea come sinonimo di periodo in cui barbarie, rozzezza e arretratezza culturale erano dominanti. In realtà tale epoca è stata ricca di innovazioni tecnologiche e sperimentazioni artistiche, e ha contribuito in maniera determinante alla costruzione della moderna Europa, avviando nuove strutture economiche, sociali e culturali. Per scardinare l’immaginario di un mondo buio e ricollocare questa fase temporale all’interno di precise coordinate storiche, ci sembra necessario promuovere progetti di divulgazione scientifica che, con linguaggi semplici rivolti ad un pubblico non specialistico, possano contrastare idee stereotipate, per raccontare l’evidenza di un mondo che ha ancora delle forti ripercussioni sul nostro modo di vivere.

Napoli. Al Centro Jean Bérard al via la due giorni del colloquio internazionale “Ceramiche dipinte opache del sud Italia tra produzioni, contesti e iconografie. Nuovi dati e approfondimenti”. Ecco il ricco programma

napoli_centre-jean-berrad_colloquio-internazionale-la-ceramica-a-vernice-opaca-dell-italia-meridionale_locandinaAl Centro Jean Bérard di Napoli appuntamento l’11 e il 12 aprile 2024 con il colloquio internazionale “Ceramiche dipinte opache del sud Italia tra produzioni, contesti e iconografie. Nuovi dati e approfondimenti”, organizzato da Cesare Vita, con la collaborazione del Centro Jean Bérard e il sostegno dell’università di Rennes 2, che segna il culmine del progetto europeo Marie Curie Individual Fellowship SandMAN – Shapes and Meaning (Grant agreement n. 892781, SandMAN Carnet Hypothesis) ed è un primo passo per cercare di avere una visione d’insieme delle questioni storico-culturali legate a questa produzione ceramica. Comitato scientifico: Angelo Bottini (Istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici), Marina Castoldi (università di Milano), Massimo Cultraro (CNR/ISPC Catania), Mario Denti (università di Rennes 2, IUF), Maria Chiara Monaco (università della Basilicata), Priscilla Munzi (CNRS, Centre Jean Bérard), Cesare Vita (Università di Rennes 2). Comitato organizzatore: Marcella Leone (CNRS, Centre Jean Bérard), Josipa Mandić (università di Aix-Marseille, Centre Camille Jullian), Cesare Vita (università di Rennes 2), Chantal Willborn (università di Rennes 2). Questo colloquio internazionale si concentra sulla ceramica dipinta opaca dell’Italia meridionale, una produzione specializzata generalmente presente in contesti funerari ma anche in quelli di habitat e di natura rituale. Questa classe di materiali occupa una posizione eminente tra i gruppi indigeni che la produssero e la utilizzarono dall’età del Ferro all’età classica, almeno fino a quando nuove istanze e nuove esigenze politico-sociali ne determinarono la graduale scomparsa nel corso del V secolo a.C. Attraverso le più recenti ricerche multidisciplinari condotte su questa produzione specializzata, o da nuovi approcci metodologici applicati ai dati esistenti, si tratterà più in particolare di comprendere meglio le produzioni all’interno delle diverse comunità e i loro contesti di utilizzo; apprezzare i messaggi veicolati dalle decorazioni, il loro stile e la loro iconografia; infine, confrontare i risultati delle analisi archeometriche effettuate sulle argille e sui pigmenti delle ceramiche campionate in diverse regioni e contesti, al fine di cercare di ricostruire ogni filiera operativa e identificare le officine.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 11 APRILE. Alle 14, accoglienza dei partecipanti; 14.30, benvenuto e saluti istituzionali: Lise Moutoumalaya, console generale di Francia a Napoli; Valérie Huet, direttrice del Centro Jean Bérard; 14.40, introduzione alla conferenza: Cesare Vita, université Rennes 2, e Maria Sk+odowska, Curie Fellow 2021-23. SESSIONE 1 – Puglia e Calabria: moderatore Maria Chiara Monaco, università della Basilicata. Alle 14.55, Massimo Cultraro, CNR-ISPC Catania: “La classe Matt Painted Ware tra Balcani meridionali e Grecia settentrionale nell’età del Ferro: nuove prospettive per le ricerche in Italia”; 15.20, Marina Castoldi, università di Milano: “Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia, Bari): la ceramica verniciata opaca”; 15.45, Paola Palmentola, università di Bari “Aldo Moro”: “Riflessioni sull’origine e sul significato del motivo dei gallinacei nella ceramica sub-geometrica peucezia”; 16.10, pausa caffè. Moderatrice Luigina Tomay, SABAP Basilicata. Alle 16.30, Marcella Leone, CNRS, Centro Jean Bérard: “Arpi geometrica. Le produzioni matt-painted tra VII e V secolo a.C.; 16.55, Ulrike Tochterle, Universitat lnnsbruck, e Christian Heitz, Universitat lnnsbruck: “Uno sguardo preliminare sulle indagini della ceramica matt-painted di Ascoli Satriano”; 17.20, Francesco Quondam, Universitat Wien: “Ceramica matt-painted in Sibaritide: motivi decorativi, stili, dinamiche di produzione e direttrici di circolazione”; 17.45 Fabrizio Mollo, università di Messina: “La ceramica matt-painted nelle valli del Noce e del Mercure-Lao: nuovi e vecchi dati da contesti abitativi e funerari”. SESSIONE POSTER – Puglia e Calabria: moderatore Raffaella Bonaudo, SABAP di Salerno e Avellino. F. Rossi, università di Salerno: “La ceramica verniciata opaca ad Ascoli Satriano (FG): contesti dall’area di necropoli in località Pezza del Tesoro”; V. Stasi, università di Bari “Aldo Moro”: “Enchytrismoi e matt-painted: sepolture infantili arcaiche dall’insediamento peucezio di Monte Sannace (Gioia del Colle, Ba); A. Guarnieri, SABAP BAT- FG; I.M. Muntoni, SABAP BAT- FG; A. De Leo, Se. Arch. Sri: “La necropoli di tombe a fossa di località Orlando (Ordona, Fg)”; I. Froment, Université Paris Nanterre; L. Guion, Université Paris Nanterre: “I cenochoes-olpai MNC 105 e 106 del Musée de Sèvres, membra disjecta di una tomba scavata nel 1778: prodotti della cultura daunica o cenôtre?”; M. Perri, università della Calabria: “La ceramica matt-painted nell’insediamento di Francavilla Marittima: forme, funzioni e confronti tra ceramica d’impasto e produzioni greche”; M. Sergi, università di Messina: “La ceramica matt-painted dalle necropoli enotrie di Tortora: aspetti stilistici e morfologici”.

PROGRAMMA VENERDÌ 12 APRILE 2024. SESSIONE 2 – Basilicata: modera Giuliana Tocco Sciarelli, già ministero BACT. Alle 9.30, Fabio Donnici, università della Basilicata: “Ceramiche matt-painted dalla necropoli di Sant’Antonio Abate a Ferrandina (MT): forme, funzioni, articolazioni compositive”; 9.55, Linda Parisi, università della Basilicata: “Fenomeni di ibridazione in un centro indigeno di ‘confine: il caso inedito delle ceramiche matt-painted di Brindisi di Montagna (Pz)”; 10.20, Annamaria Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata; Carmelo Colelli, MAN Siritide Policoro, DRM Basilicata: “Motivi zoomorfi della ceramica verniciata opaca di Guardia Perticara (Pz)”. SESSIONE POSTER – Basilicata. Moderatore Mario Denti, università di Rennes 2, IUF. A. Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata: “La ceramica matt-painted nella collezione del museo nazionale di Matera: le testimonianze dall’area materana”; A. Amatulli, MNM Matera: “La ceramica matt-painted nelle collezioni del museo nazionale di Matera: il contesto delle necropoli di Irsina e Monte lrsi”; A. Sciacovelli, MNM Matera: “La ceramica matt-painted nella collezione del museo nazionale di Matera:  il contesto della necropoli di Garaguso”; F. Coppo, università di Milano, e M. Milano, università di Milano: “Alcune note sulla ceramica matt-painted dal saggio N dell’lncoronata di Metaponto (scavi Orlandini 1981)”. SESSIONE 2 – Campania. Alle 11.30, Maria Luisa Tardugno, SABAP per l’area metropolitana di Napoli: “La ceramica matt-painted nel Vallo di Diano: contesti a confronto”; 11.55, Cesare Vita, Université Rennes 2: “Tra paralia e mesogaia: ceramiche matt-painted e contesti dal sito di Incoronata (Mt) e dall’area nord-lucana”; SESSIONE 3 – Tecniche di produzione e laboratori. Nuovi dati: moderatore Priscilla Munzi, CNRS, Centre Jean Bérard. Alle 12.20, Luzia Thaler, già Accademia Austriaca delle Scienze; Johannes H. Sterba, TU Wien, TRIGA Center; Pamela Fragnoli, Austrian Academy of Sciences; Xenia Charalambidou, Vrije Universiteit Amsterdam: “Analisi archeometrica di ceramiche dipinte opache rinvenute all’Incoronata”; 12.45, Xenia Charalambidou, Vrije Universiteit Amsterdam: “Macro tracce documentate sui materiali ceramici dell’Incoronata: alcuni punti salienti”; 13, Grazia Lubraco, università di Bari “Aldo Moro” / università della Basilicata; Vito Ferrara, ARPA Basilicata; Giuseppe Corrado, università della Basilicata; Cesare Vita, Université Rennes 2; Paola Di Leo, università della Basilicata: “Un approccio multidisciplinare per svelare la tecnologia e la provenienza della ceramica dipinta opaca del distretto nord-lucano”. 13.30 pausa pranzo. Moderatore Annamaria Mauro, MNM Matera – DRM Basilicata. Alle 15, Angela De Bonis, università della Basilicata: “Le ceramiche matt-painted dell’Enotria Settentrionale: nuovi risultati delle analisi archeometriche”; 15.25, Savino Gallo, DRM Puglia; Giacomo Eramo, università di Bari “Aldo Moro”: “Tra Peucezia e costa ionica: primi dati dall’archeometria e nuove prospettive di ricerca”; 15.50, Leah Bernardo-Ciddio, università del Michigan: “Ceramica dipinta opaca. Produttori a Taranto: un approccio operativo chirurgico”; 16.15, pausa caffè. SESSIONE POSTER – Campania. Moderatrice Arianna Esposito, università della Borgogna, UMR 6298 ARTEHIS. R. Vanacore, università di Napoli “Federico Il”: “La West-Lucanian Class: le decorazioni ornitomorfe”; A. Lagi, già funzionario responsabile MAN Volcei; R. De Gennaro, archeologo libero professionista; A. Santoriello, università di Salerno: “Una produzione di ceramica matt-painted del VII secolo a.C. a Buccino”; S. Siano, parco archeologico di Ercolano: “Una forma ceramica italica: la nestoris”;  F. Castaldo, MA Carife e MA Taurasi: “Il pittore della parentesi di Carife”; S. Maudet, università di Le Mans: “Da Calatia alle tombe principesche di Pontecagnano:  importazioni dalla Lucania settentrionale in Campania all’inizio del VI secolo?”; A. Cocorullo, UMR 6566, CReAAH: “Il banchetto degli Enotri. Le ceramiche opache verniciate opache di Palinuro”; G. Saltini Semerari, university of Michigan; C. Vita, Université Rennes 2; J. Mandic, Aix-Marseille Université- Centre Camille Jullian: “Ceramica matt-painted off-shore. Cultura materiale e archeologia digitale tra valorizzazione, ricerca e fruizione internazionale”. Alle 17, discussione generale.

Rovereto. Al museo di Scienze e Archeologia per “I giovedì dell’archeologia”, Massimo Capulli dell’università di Udine parla di “Strade d’acqua: navi e navigazione interna in epoca antica” partendo dalle ricerche archeologiche subacquee nel fiume Stella

rovereto_civico_i-giovedì-dell-archeologia_strade-d-acqua_locandinaI fiumi sono le grandi vie di comunicazione del presente ma ancor più del passato, testimoni del sorgere e del fiorire delle civiltà. Ma anche fili rossi che intrecciano le storie dei popoli, e che ne conservano le tracce. Se ne parla, giovedì 11 aprile 2024, nel primo dei due appuntamenti de “I giovedì dell’archeologia”, i tradizionali incontri con gli esperti per gli appassionati dell’antico, alle 18, a ingresso gratuito al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto. Massimo Capulli, dell’università di Udine, intratterrà il pubblico su “Strade d’acqua: navi e navigazione interna in epoca antica”. Il ciclo è organizzato dalla Società Museo Civico di Rovereto, con la Fondazione Museo Civico e la Fondazione Alvise Comel, e con il sostegno del Comune di Rovereto, della Comunità della Vallagarina e della Provincia autonoma di Trento. La partecipazione è libera e gratuita. L’attività è riconosciuta ai fini dell’aggiornamento per gli insegnanti e del credito formativo per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

massimo-capulli_uniud

Massimo Capulli (università di Udine)

La quasi totalità delle grandi civiltà del nostro passato è sorta lungo i fiumi o lungo coste che ben erano interconnesse all’entroterra tramite corsi d’acqua: una su tutte Roma. I fiumi sono il sistema vascolare del nostro pianeta e all’uomo hanno sempre fornito acqua per bere, cucinare o irrigare, quando ne ha avuto la tecnologia, anche energia da sfruttare. Ma i fiumi sono anche strade che non necessitano di disboscamenti e di essere lastricate: come possono quindi non conservare tracce importanti del passato? Oltre 10 anni di ricerche archeologiche subacquee nel fiume Stella, in Friuli, hanno dimostrato come molte pagine di storia possano ancora essere scritte, non solo sulle attività che l’uomo ha promosso lungo i diversi corsi d’acqua, ma soprattutto sui tanti territori che hanno attraversato.

Il secondo appuntamento giovedì 18 aprile 2024 sarà con Paolo Bellintani su “Frattesina e le vie dell’ambra nella Protostoria europea”, sempre alle 18.00, in sala conferenze “Fortunato Zeni” del museo civico di Rovereto. Ingresso libero.

Reggio Calabria. Progetto check up Bronzi: al museo Archeologico nazionale al via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace, grazie a un accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro. L’ultimo intervento risale al 2009-2013

reggio-calabria_archeologico_check-up-bronzi-2024_locandinaAl via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace. Nell’ambito di un accordo quadro tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), è partita una nuova campagna di verifica e controllo dello stato di conservazione dei Bronzi di Riace e di Porticello. Nel marzo 2023 Museo e ICR hanno condiviso un programma di verifiche, strumentali e visive dello stato di conservazione dei reperti custoditi in Sala Bronzi, con le prime attività di controllo svolte già nel mese di settembre 2023. Le funzionarie del MArRC Barbara Fazzari, responsabile del Laboratorio di Restauro, e Daniela Costanzo, responsabile dell’Ufficio Collezioni, hanno coordinato e curato i rapporti tra il Museo e l’ICR e, insieme al direttore Fabrizio Sudano, seguiranno in prima persona i lavori in sala Bronzi. Il cronoprogramma della prima fase delle attività di verifica e monitoraggio predisposto in accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro, prevede, nei mesi tra aprile a settembre 2024, una media di due/tre giorni di attività svolti dal gruppo di esperti che sarà impegnato in indagini autoptiche e diagnostiche sui Bronzi di Riace e di Porticello. Il primo sopralluogo è previsto per il 15 e 16 aprile 2024, seguiranno gli altri incontri fissati dal 27 al 30 maggio 2024, dal 17 al 18 giugno 2024, dal 1 al 3 luglio 2024 e dal 16 al 18 settembre 2024.

bronzi_restauro

Uno dei due Guerrieri adagiato durante i restauri a Palazzo Campanella a Reggio Calabria (foto soprintendenza beni archeologici)

L’ultimo intervento di restauro sui Bronzi di Riace, che risale agli anni 2009-2013, è stato effettuato presso la sede del Consiglio Regionale della Calabria a Palazzo Campanella grazie alla collaborazione tra l’Istituto Centrale per il Restauro e l’allora soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria. Le due statue, rientrate al Museo la notte del 21 dicembre del 2013, in questi anni sono state oggetto di interventi di manutenzione ordinaria e controlli strumentali da parte dei restauratori e degli archeologi del MArRC.

Bronzi-di-Riace_restauri

I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili (foto soprintendenza beni archeologici)

“Una grande opportunità per il MArRC”, esordisce Fabrizio Sudano. “A dieci anni dall’ultimo intervento di restauro sui Bronzi di Riace, avviamo una campagna di verifica e monitoraggio indispensabile per pianificare i futuri interventi di manutenzione e restauro sui nostri capolavori più pregiati. Abbiamo studiato e proposto all’ICR una modalità di indagini il più possibile attenta alle esigenze del visitatore, che potrà osservare da piazza Paolo Orsi le attività di check up in sala Bronzi. Visitatore che è sempre più attento alle problematiche di conservazione e restauro e potrà così essere informato direttamente dai professionisti del restauro e comprendere il perché ma soprattutto come si interviene su un bene di una tale importanza”. “Fin dall’arrivo delle preziose sculture bronzee al museo nazionale di Reggio Calabria (1983), l’Istituto Centrale per il Restauro”, commenta il direttore delegato, arch. Giorgio Sobrà, “ha progettato e messo in atto campagne di studio, ricerca e restauro volte alla loro salvaguardia e conservazione, congiuntamente con i colleghi reggini. Assolutamente attuale è, al riguardo, il pensiero di Giovanni Urbani, poi ripreso da Michele Cordaro, circa la prioritaria necessità di prevenire il deterioramento dei materiali costitutivi dei beni culturali per mezzo di un’accurata politica di manutenzione e di un controllo costante delle condizioni ambientali. Nel solco di questa tradizione, l’ICR mette dunque a disposizione la propria decennale esperienza, al fine di definire le migliori strategie di conservazione per queste opere straordinarie”.

reggio-calabria_archeologico_bronzi-di-riace_1_foto-MArRC

I Bronzi di Riace esposti nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“Le verifiche sullo stato di conservazione dei Bronzi di Riace e Porticello”, commenta Barbara Fazzari, “rientrano in uno dei concetti più importanti del restauro moderno, ovvero la conservazione preventiva, che consiste nel pianificare tutte quelle azioni volte a prevenire i fenomeni di degrado, in modo tale che le opere abbiano sempre meno bisogno di essere restaurate. Accompagnati dagli esperti dell’ICR condivideremo infatti le strategie per minimizzare le possibili cause di alterazione dei bronzi, programmando tutte le attività di verifica e monitoraggio e gli interventi di manutenzione necessari a garantirne la corretta conservazione nel tempo”. “Le prime indagini videoendoscopiche che abbiamo condotto all’interno delle due statue”, ricorda Roberto Ciabattoni, responsabile scientifico del progetto per l’ICR, “hanno permesso di attuare, nel corso degli anni nuovi protocolli di intervento, primi per tecnologia applicativa, che hanno consentito lavorazioni remotizzate all’interno di manufatti. In questa nuova campagna di approfondimento scientifico, si metteranno a punto, in collaborazione con i professori Paolo Piccardo e Roberto Spotorno dell’università di Genova (UNIGE), dipartimento di Chimica e Chimica industriale, gruppo di ricerca Metal, delle procedure specifiche per gli approfondimenti diagnostici sulle leghe metalliche”.

bronzi_visitatori

La sala asettica che ospita i Bronzi di Riace nel museo nazionale Archeologico di Reggio Calabria (foto marrc)

“La tutela delle collezioni è un obiettivo prioritario per ogni istituto di cultura”, prosegue Daniela Costanzo, “ma naturalmente l’importanza dei Bronzi di Riace esige una particolare attenzione per la salvaguardia di questi capolavori e la loro trasmissione alle generazioni future. Si tratta di un lavoro quotidiano e silenzioso, svolto di norma quando il Museo è chiuso al pubblico, ma in questo caso, vista la complessità delle attività da svolgere, abbiamo cercato un equilibrio tra le esigenze di tutela e quelle di fruizione pubblica, riducendo al minimo l’interdizione al pubblico della sala Bronzi”. “Le superfici delle sculture bronzee”, ricordano infine i restauratori dell’ICR Francesca Angelo, Davide Fodaro e Livia Sforzini, “rivelano la loro lunga storia, a partire dal momento dell’esecuzione, passando per la giacitura in ambiente marino e attraverso i vari interventi conservativi cui sono state sottoposte. L’obiettivo della presente campagna di verifica e controllo mira a rilevare, comprendere e registrare, con metodologie integrate, la complessità delle patine presenti, morfologicamente diversificate e composite, al fine di poter monitorare nel tempo le superfici con la massima attenzione, proseguendo gli studi le ricerche per definire al meglio i protocolli conservativi mediante azioni dirette e indirette”. L’attività di monitoraggio diventa quindi un momento di scambio con il pubblico che così può comprendere quanto sia delicato e complesso il lavoro fatto per mantenere ciò che ci è stato tramandato, acquisendo una maggiore sensibilità sul concetto di salvaguardia e prevenzione del patrimonio archeologico. Nelle giornate di attività del team scientifico, i visitatori avranno la possibilità di seguire i lavori in corso attraverso le vetrate di piazza Paolo Orsi e di approfondire vari aspetti relativi agli studi e al restauro dei Bronzi attraverso i contenuti multimediali appositamente predisposti. Inoltre, grazie alla collaborazione con la società Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi del MArRC, i visitatori che acquisteranno il biglietto per le date in cui il progetto Check-up sarà all’opera, potranno utilizzare lo stesso titolo di accesso per entrare in sala Bronzi, entro 30 giorni dalla prima data di visita.

#domenicaalmuseo. L’area archeologica di Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di aprile, seguita dal Colosseo. Il ministro Sangiuliano: “Cittadini e turisti hanno risposto ancora una volta con entusiasmo alla proposta della gratuità nella prima domenica del mese, affollando musei e parchi archeologici statali”

roma_colosseo_foro-romano_affluenza-di-turisti_foto-graziano-tavan

Grande affluenza di visitatori al Colosseo e al Foro romano (foto graziano tavan)

La Reggia di Caserta con 17182 ingressi scalza dallo scalino più basso del podio il Foro romano, mentre Pompei supera il Colosseo per il gradino più alto per il numero di visitatori di domenica 7 aprile 2024, la prima domenica del mese, quindi con ingresso gratuito. “Cittadini e turisti hanno risposto ancora una volta con entusiasmo alla proposta della gratuità nella prima domenica del mese, affollando musei e parchi archeologici statali”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando i primi dati provvisori dell’appuntamento con la #domenicalmuseo di aprile, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. “L’abitudine a frequentare i luoghi della cultura consentita dall’accesso libero che ora abbiamo esteso anche importanti ricorrenze nazionali come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre, aiuta a riscoprire le proprie radici grazie alla contemplazione del patrimonio culturale ereditato dal passato, contribuendo a consolidare la nostra identità e la nostra appartenenza all’Italia. Ringrazio tutto il personale che ha collaborato a questo nuovo, importante successo della #domenicalmuseo”.

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 32.870; Colosseo. Anfiteatro Flavio 26.253; Foro Romano e Palatino 12.086; Pantheon 12.000; Area archeologica di Paestum 6.256; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.721; Terme di Caracalla 5.694; Villa Adriana 5.416; Parco archeologico di Ercolano 5.164; museo Archeologico di Venezia 2.110; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 2.032; Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione 1.626; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.566;  museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.533; Museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1.391; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.304; parco archeologico di Cuma 1.294; museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.240; museo Archeologico nazionale di Taranto – MarTA 1.230; parco archeologico delle Terme di Baia 1.030; Museo delle Civiltà 1.027.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “I saperi di Eumachia al museo Archeologico nazionale di Napoli. Antichi tessuti, nuovi racconti” a cura di Alessandra Cirafici e Luigia Melillo

napoli_mann_scaffale_libro-i-saperi-di-eumachia-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli_locandinaMercoledì 10 aprile 2024, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Napoli nuovo appuntamento della rassegna “Lo scaffale del Mann”: presentazione del libro “I saperi di Eumachia al museo Archeologico nazionale di Napoli. Antichi tessuti, nuovi racconti” a cura di Alessandra Cirafici e Luigia Melillo. Con le curatrici interverranno Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Luigi Maffei, già direttore del dipartimento di Architettura e disegno industriale dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”; e Riccardo Lorenzino, direttore editoriale e progetti museali Hapax Editore.

libro-i-saperi-di-eumachia-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli_copertina

Copertina del libro “I saperi di Eumachia al museo Archeologico nazionale di Napoli. Antichi tessuti, nuovi racconti” (Hapax Editore)

I saperi di Eumachia al museo Archeologico nazionale di Napoli. Antichi tessuti, nuovi racconti (Hapax Editore). Eumachia era una donna formidabile! Era una sacerdotessa del culto di Venere, ma innanzitutto era una donna intelligente e accorta, che esercitava il suo potere su un gran bel numero di uomini che la rispettava e ne riconosceva le indubbie doti di imprenditrice. Parte metaforicamente da lei e dalla sua esemplare storia di donna il nostro racconto che è un racconto fragile, costruito su brandelli di tessuto, ombre quasi evanescenti di un mondo prezioso di lane, sete, lini e ori intrecciati, che le donne di Pompei, tutte le altre, tessevano con cura e indossavano con eleganza. Un lavoro prezioso fatto da mani esperte e operose i cui esiti sono ancora visibili nei frammenti di tessuto giunti in modo sorprendente sino a noi, in cui a ben guardare ancora si intravedono trame, decori, frange, si intuiscono colori, e in cui con un po’ di immaginazione risuonano ancora fruscii di impalpabili leggerezze e di seducente bellezza. Proprio questo è il senso che ha avuto per noi lavorare sulla vasta collezione di reperti tessili del Mann. Entrare in contatto con un universo impalpabile nelle cui ‘pieghe’ rintracciare gli elementi di una storia particolare. Una storia che parte dalla ricognizione sui luoghi di provenienza e sugli itinerari dell’approvvigionamento delle materie prime, si sofferma poi sulle loro lavorazioni e sulle antiche tecniche di tessitura e filatura per giungere infine all’analisi degli aspetti linguistici di un materiale così intimamente legato all’ambito della moda, del costume, della società pompeana e, più in generale, in alcuni aspetti fortemente identitari della cultura romana, così come si declinava nella ricca ed elegante Pompei del I secolo d.C.  Sicché Eumachia e le altre, le donne di Pompei, ci hanno metaforicamente accompagnato in questo viaggio che è stato al tempo stesso un viaggio di ricognizione scientifica, sulla vasta collezione di reperti tessili, tessuti, fibre, provenienti dai siti vesuviani e custodita al museo Archeologico nazionale di Napoli, ed un itinerario di riflessione più ampia che, inserendosi a pieno nel dibattito contemporaneo, si è interrogato sul ‘senso’ del museo e cioè sulle modalità con cui il ‘museo’, nella sua accezione contemporanea, deve porsi nei confronti dei processi di valorizzazione del proprio patrimonio e delle strategie di fruizione cognitiva ed emotiva, oltre che fisica, degli oggetti preziosi che custodisce.

Paludi (Cs). Al museo civico apre la mostra “Scavare Radici. Il racconto della scoperta di Castiglione di Paludi” con reperti inediti dal parco archeologico di Sibari, primo risultato dell’accordo siglato per la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale della Sibaritide e del Pollino

paludi_museo-civico_mostra-scavare-radici_locandina“Solo pochi mesi fa – ricorda Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari – abbiamo sottoscritto un accordo per la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale della Sibaritide e del Pollino con quattordici comuni della Sibaritide, un’Arcidiocesi ed una Diocesi, un Museo d’impresa, tre Musei privati, un Parco Nazionale ed un Ente gestore di due Riserve ambientali, che porterà alla nascita della Rete dei Musei della Sibaritide. Già dopo pochi mesi, raccogliamo un frutto importante di quell’accordo: l’apertura della mostra nel museo civico di Paludi, con reperti che escono dai magazzini del nostro museo, diventano patrimonio fruibile da tutti e tornano – ripetutamente e a rotazione – nel luogo in cui cono stati rinvenuti poco meno di cent’anni fa. Si concretizza la volontà di fare sistema, di valorizzare la bellezza che ci circonda, attraverso un impegno di comunità”. Apre infatti mercoledì 10 aprile 2024, alle 18, il Centro Culturale Polifunzionale di Paludi (Cs), dove resterà aperta fino al 10 febbraio 2025, la mostra archeologica “Scavare Radici. Il racconto della scoperta di Castiglione di Paludi” a cura dell’archeologa Donatella Novellis, che del parco archeologico di Castiglione e del museo civico di Paludi è direttrice scientifica, e Serena Guidone, funzionaria archeologa al parco archeologico di Pompei, con la partecipazione del museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”. Dopo i saluti di Stefano Graziano, sindaco di Paludi, e di Bruno Pizzuto, assessore ai Beni archeologici e paesaggistici, interverranno il direttore Filippo Demma, la soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza Paola Aurino, le curatrici della mostra. Al termine dell’inaugurazione si festeggerà con una degustazione di fritti e tipicità a cura della Pro Loco Paludi e dell’Azienda Fonsi.

La mostra “Scavare radici” è un viaggio a ritroso nel tempo, dalle prime segnalazioni del rilevante sito archeologico ai primi del ‘900 sino alla sua messa in luce, tra il 1950 ed il 1956, che porta al tempo lontano della Magna Grecia e prima ancora. A guidare questo percorso di conoscenza e consapevolezza sono documenti d’archivio e reperti mai esposti prima: una selezione di vasi, oggetti in bronzo, statuine, elementi architettonici dall’abitato fortificato ellenistico (IV-III secolo a.C.) e alcuni reperti dalle necropoli: quella più antica enotria (IX-VIII sec. a.C.) e quella contemporanea all’abitato.

“È un traguardo che tagliamo con grande, incontenibile gioia”, sottolinea il sindaco Graziano, “frutto della volontà convinta dell’Amministrazione Comunale di valorizzare il patrimonio culturale di cui abbiamo il privilegio di essere custodi, ampliandone la conoscenza, attraverso le strategie migliori. Un traguardo che diventa punto di partenza, per le prospettive che apre l’arrivo a Paludi – per la prima volta – dei reperti di Castiglione: occasione di formazione e crescita culturale, di conoscenza e fierezza della nostra identità. Un fare, costruire e promuovere cultura necessario, reso possibile dalla rivoluzione culturale contagiosa e coinvolgente promossa nella Sibaritide da Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari, al quale siamo grati per aver reso possibile la realizzazione della mostra”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Etruschi moderni. L’antichità etrusca nella letteratura del Novecento” visita guidata “letteraria” con Antonietta Simonelli, Martina Piperno e Chiara Zampieri

roma_villa-giulia_etruschi-moderni_visita-guidata-letteraria_locandinaMercoledì 10 aprile 2024, alle 17, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia offre “Etruschi moderni. L’antichità etrusca nella letteratura del Novecento” un insolito percorso guidati dalla voce degli scrittori del Novecento, che hanno immortalato nelle loro opere le testimonianze della cultura etrusca. Un viaggio tra la materialità dei reperti antichi e l’immaterialità dei testi moderni che li hanno re-immaginati. Visita guidata “letteraria” a cura di Antonietta Simonelli, Martina Piperno e Chiara Zampieri. Visita compresa nel biglietto d’ingresso al Museo. Posti limitati. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

antonietta-simonelli_etru

Antonietta Simonelli (etru)

Antonietta Simonelli è funzionaria archeologa del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, curatrice delle sezioni Umbria, Latium Vetus e Agro Falisco, responsabile dell’Archivio documentale, disegni e fotografico, responsabile della Biblioteca, Ufficio Catalogo e Inventario.

martina-piperno_uniroma

Martina Piperno (uniroma)

Martina Piperno è ricercatrice Rita Levi Montalcini al dipartimento di Studi europei americani e interculturali della Sapienza, università di Roma e membro del Laboratorio Leopardi. Dopo il dottorato conseguito a Warwick (UK) ha svolto progetti di ricerca presso University College Cork (Irlanda) e KU Leuven (Belgio). Si occupa di memoria dell’antico e letteratura italiana moderna e contemporanea. La sua monografia, L’antichità “crudele”: Etruschi e Italici nella letteratura italiana del Novecento, uscita nel 2020 per Carocci editore, è dedicata al “ritorno” degli etruschi e di alcuni popoli italici nella letteratura italiana moderna.

chiara-zampieri_leuven

Chiara Zampieri (leuven)

Chiara Zampieri è ricercatrice junior in letterature comparate presso la KU Leuven (Belgio). Le sue ricerche portano sulla ricezione dell’antichità etrusca nella letteratura europea del Novecento e sulle interazioni tra letteratura contemporanea e musei.

Roma. In Curia Iulia la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana, Roma e la Grecia” con Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. In presenza e on line

roma_curia-iulia_conferenza-adriano-e-l-immagine-dell-egitto-tra-villa-adriana-roma-e-la-grecia_locandinaMartedì 9 aprile 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana Roma e la Grecia” a cura di Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. Dopo i saluti di Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e di Andrea Bruciati, direttore di Villa Adriana e Villa d’Este, intervengono Zaccaria Mari, già funzionario archeologo SABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, e Anna Maria Reggiani, direttore emerito per l’Archeologia del ministero della Cultura. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite: https://9aprile_adriano.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

tivoli_villa-adriana_Antinoeion_foto-PArCo

L’Antinoeion, il complesso egittizzante a Villa Adriana a Tivoli (foto PArCo)

L’allora soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio, al fine di adeguare Villa Adriana ai livelli qualitativi richiesti dall’UNESCO – che nel 1999 aveva incluso il comprensorio nella lista del Patrimonio dell’Umanità-WHL – pianificò un ambizioso programma per offrire un’immagine più adeguata al contesto internazionale. Gli scavi e le ricerche si indirizzarono sui grandi edifici dell’intorno dell’Area archeologica, da sempre i meno noti. Tra i principali risultati si giunse nell’arco di circa un decennio alla scoperta del periplo stradale di accesso al Grande Vestibolo e al vicino complesso egittizzante denominato Antinoeion, all’altro sito “egizio” tradizionalmente noto come Palestra e al c.d. Tempio di Pluto. Oltre alla migliore conoscenza delle strutture architettoniche, insufficientemente rappresentate nelle piante storiche, ai preziosi reperti, soprattutto scultorei, tornati alla luce e alle decorazioni, gli scavi hanno costituito l’occasione per riconsiderare l’intera problematica dei luoghi egittizzanti della Villa, anche con i suoi addentellati a Roma e nel mondo greco, ove un ruolo preminente ebbe senza dubbio la figura di Antinoo.

Bologna. Conferenza delle archeologhe Anna Serra e Silvia Romagnoli su “Bulgaria nelle antiche terre dei Traci. Racconto di viaggio” proposta da Gruppo Archeologico Bolognese per il ciclo di incontri di primavera in presenza al “Giorgio Costa”. Con una novità: è anche on line

bologna_gabo_logo_33“Bulgaria nelle antiche terre dei Traci. Racconto di viaggio” è il tema della nuova conferenza proposta dal Gruppo archeologico Bolognese. Col primo trimestre 2024 sono infatti ripresi gli incontri del Gabo con una grande novità: le conferenze non solo saranno in presenza come da tradizione al Centro Sociale Ricreativo Culturale Giorgio Costa, in via Azzo Gardino 48 a Bologna, ma alle 20.30 (l’orario solito è stato anticipato di una mezz’oretta per non finire troppo tardi), ma anche on line. Ci si potrà quindi collegare anche da casa e seguire l’incontro da remoto. Per farlo è facile: basta iscriversi cliccando sul link di ogni conferenza. Il primo incontro era stato martedì 19 marzo 2024 con l’archeologa Erika Vecchietti su “La residenza privata – “specchio” del dominus – in area vesuviana”.

bulgaria_kazanlak_tomba-tracia_affreschi-foto-insolita-itinera

Affreschi all’interno di una tomba tracia a Kazanlak in Bulgaria (foto insolita itinera)

Il secondo incontro, martedì 9 aprile 2024, alle 20.30, sarà con le archeologhe Anna Serra e Silvia Romagnoli appunto su “Bulgaria nelle antiche terre dei Traci. Racconto di viaggio”. Per seguire on line ecco il link: Partecipa online. Il tema proposto è quello del viaggio archeologico proposto da Insolita Itinera alla scoperta del vastissimo patrimonio storico e artistico del fiero popolo degli antichi Traci e dei gloriosi regni slavi sorti nel corso dei secoli in questa stupenda regione dei Balcani. La Tracia𝐚 è una regione storica che in antichità occupava una vasta area nei Balcani orientali, tra il Mar Nero e il Mar Egeo, un vero e proprio crocevia di culture e civiltà, ma anche terra d’origine del fiero popolo dei Traci, che ci ha lasciato manifestazioni artistiche di livello altissimo. La massima espressione dello sviluppo raggiunto dalla cultura tracia è rappresentata negli affreschi e nelle architetture delle tombe dei sovrani, soprattutto di quelle presenti nella valle di Kazanlak. Qui si trovano oltre 1500 tumuli, di cui solo 300 sono stati studiati finora. L’attuale Bulgaria, erede della Bulgaria degli antichi Traci, ha visto regni e imperi sorgere e cadere, lasciando profonde tracce nelle tradizioni religiose locali. La scomparsa dei Traci come popolazione autonoma iniziò quindi proprio con l’invasione da parte di Slavi e Bulgari a partire dal VI secolo. La Tracia divenne un importante distretto agricolo dell’Impero bizantino, prima, e dell’Impero ottomano, poi, fino all’indipendenza del 1877-1878 che permise alla Bulgaria degli antichi Traci di entrare nella scena dei grandi stati nazionali della storia d’Europa.

algeria_timgad_città-romana_arco-traiano_foto-insolita-itinera

Panorama del sito dell’antica città romana di Timgad, in Algeria, dominato dall’arco di Traiano (foto insolita itinera)

I prossimi incontri. Martedì 7 maggio 2024, alle 20.30, “Algeria: la grandezza di Roma in Africa. Racconto di viaggio” con Erika Vecchietti e Silvia Romagnoli. Per seguire da casa on line il link Partecipa online. E martedì 28 maggio 2024, alle 20.30, “Le forme di libertà nel mondo antico” con Erika Vecchietti. Per seguire da casa on line il link Partecipa online.